sabato 18 dicembre 2021

Il Vangelo di Domenica 19 Dicembre 2021

 

Della 4° Domenica di Avvento.

Prima Lettura

Da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele.

Dal libro del profeta Michea (5,1-4a)

Così dice il Signore: «E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i

villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in

Israele; le sue origini sono dall'antichità, dai giorni più remoti.

Perciò Dio li metterà in potere altrui, fino a quando partorirà colei che deve

partorire; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d'Israele.

Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome

del Signore, suo Dio.

Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra.

Egli stesso sarà la pace!».

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà.

Dalla lettera agli Ebrei (10,5-10)

Fratelli, entrando nel mondo, Cristo dice: «Tu non hai voluto né sacrificio

né offerta, un corpo invece mi hai preparato.

Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato.

Allora ho detto: "Ecco, io vengo-poiché di me sta scritto nel rotolo del

libro-per fare, o Dio, la tua volontà"».

Dopo aver detto: «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte,

né olocausti né sacrifici per il peccato», cose che vengono offerte secondo

la Legge, soggiunge: «Ecco, io vengo per fare la tua volontà».

Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo.

Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell'offerta del corpo

di Gesù Cristo, una volta per sempre.

Parola di Dio.

Vangelo

A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?

Dal Vangelo secondo Luca (1,39-45) anno C.

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa,

in una città di Giuda.

Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta.

Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.

Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu

fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!

A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?

Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato

di gioia nel mio grembo.

E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Pochi giorni ancora, pochi giorni e celebreremo l’inaudito di Dio.

Non siamo qui a far finta che poi Gesù nasce; Dio è già nato, è morto

ed è risorto e vive glorioso.

A noi, in questo tempo che ci è dato, in questa vita più o meno soddisfacente,

il compito di lasciar nascere Dio nei nostri cuori.

Non è Dio a dover nascere, ma noi.

E ogni Natale è evento strepitoso, straordinario e unico.

Oggi dobbiamo rinascere.

In questa crisi che mozza il fiato, in questo declino che stiamo vivendo,

a causa dei nostri politici corrotti e insensibili delle nostre difficoltà, in questa

paura del futuro a causa del virus, ora è arrivato quello nuovo “omicron,

vediamo come lo chiameranno il prossimo”; che ci rendere tutti peggiori.

Siamo chiamati a guardare oltre, in alto, in altro, nel dentro.

Dio viene, amici.

Si fa spazio in mezzo al letame e sceglie di nascere nell’aria acre di una piccola stalla.

La piccola Maria sente il grembo crescere, in quella poesia e magia che solo

le donne, somiglianti a Dio, possono vivere.

Il Verbo cresce dentro di lei e con la Parola fatta carne crescono anche i tentennamenti.

Maria sale da Elisabetta; forse lei saprà darle una risposta definitiva, forse lei

saprà dirle che sì, è tutto vero.

E accade.

Elisabetta si asciuga le mani nel grembiule e riconosce la piccola Maria (ormai

si è fatta donna).

Le si avvicina sorridendo e scuotendo la testa.

Come hai fatto a credere?, le dice.

Solo un’adolescente poteva avere il coraggio di credere.

Solo chi osa può fare miracoli.

Ce ne ricordassimo, in questo momento cupo della nostra esistenza, in questo

anno in cui riscoprire la fede è cosa essenziale.

Fede che fa danzare.

Elisabetta sa.

Allora è tutto vero, non è stato un abbaglio, non un colpo di sole.

Davvero porta in grembo l’incontenibile.

Maria, ancora scossa da quanto le è successo, comincia a ballare con la sua

divertita parente e a fare i complimenti a Dio che salva lei e noi.

Nelle loro parole avvertiamo la tensione, lo stupore, l’inaudito che si realizza.

È vero, allora; Dio ha scelto di venire, Dio si rende presente,

Dio-il Dio d’Israele, il Dio di Gesù-è qui.

Non sono solo stanche promesse ascoltate dalla bocca del vecchio rabbino di

Nazareth che sospirava seguendo con il dito la pergamena consunta del

rotolo di Isaia.

È vero, è tutto vero, Dio viene, infine.

E le due donne cantano e danzano e piangono nell’assolato cortile di casa

della vecchia Elisabetta.

Lo splendido pancione col bimbo che scalcia è la presenza del profeta che

indica il Messia.

E tutto accade, accade come il più inatteso e improbabile dei sogni che si

realizza, come se la storia, la vita e l’universo danzassero nel vedere queste

donne cantare l’assoluta follia di Dio.

E questo scatena la gioia, contagia e stupisce.

Ecco Dio.

Ecco, questa sì che è una buona notizia; puoi essere felice anche se povero e

sfortunato, puoi realizzare la tua vita anche se abiti in un paese arido e senza

poesia, puoi essere ricolmo più di un re perché ascolti la Parola che il

Dio di Gesù ti vuole dare.

Dio viene per colmare il nostro cuore; questa è una buona notizia.

Buon Dio!

Se vi dicessi; hai una vita riuscita, un lavoro che ti realizza e che ti dà vagonate

di soldi, una casa da sogno, una splendida moglie, figli educati e sensibili,

il salone di casa con l’albero e le luci e il clima di festa giusto perciò

sii felice, cosa direi di straordinario?

Che buona notizia è?

Viene un Dio che dona gioia alle persone già felici?

L’inaudito è proprio il contrario; la felicità è altrove, è la salvezza di un Dio che

ci ama talmente da consegnarsi come un neonato, è una felicità accessibile anche

al povero, anzi forse più ancora al povero perché più disposto, più accogliente.

La buona notizia è che Dio è accessibile, è semplice, è diverso.

Diverso dalle nostre paure, diverso dai fantasmi che ci perseguitano. Diverso.

E Maria e Elisabetta ora lo sanno e cantano, dicono, raccontano.

Raccontano dell’opera di Dio, la leggono scolpita nella storia degli uomini,

la rintracciano nelle pieghe della fedeltà di un popolo di salvati-Israele-cui

dobbiamo moltissimo.

La loro gioia dilaga perché ora vedono chiaro, luminoso, evidente, il pensiero

di Dio disegnarsi nella loro piccola storia, usarle e coinvolgerle.

La gioia è la dimensione essenziale del Natale.

La gioia di sentirsi ed essere veramente salvati da Dio.

Siamo veramente nel cuore e nel desiderio di Dio!

Animo, amici, arrivano buone notizie, ancora qualche giorno e faremo festa

con Maria, accogliendo il Signore Gesù, Santa Domenica Fausto.

venerdì 17 dicembre 2021

Il Vangelo del Sabato 18 Dicembre 2021

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

San Graziano di Tours.

Prima Lettura

Susciterò a Davide un germoglio giusto.

Dal libro del profeta Geremìa (23,5-8)

«Ecco, verranno giorni (oracolo del Signore) nei quali susciterò a Davide un

germoglio giusto, che regnerà da vero re e sarà saggio ed eserciterà il diritto

e la giustizia sulla terra.

Nei suoi giorni Giuda sarà salvato e Israele vivrà tranquillo, e lo chiameranno

con questo nome: Signore-nostra-giustizia.

Pertanto, ecco, verranno giorni (oracolo del Signore) nei quali non si dirà più:

"Per la vita del Signore che ha fatto uscire gli Israeliti dalla terra d'Egitto!",

ma piuttosto: "Per la vita del Signore che ha fatto uscire e ha ricondotto la

discendenza della casa d'Israele dalla terra del settentrione e da tutte le regioni

dove li aveva dispersi!"; costoro dimoreranno nella propria terra».

Parola di Dio.

Vangelo

Gesù è nato da Maria, sposa di Giuseppe, figlio di Davide.

Dal Vangelo secondo Matteo (1,18-24) anno pari.

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di

Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera

dello Spirito Santo.

Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla

pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un

angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di

prendere con te Maria, tua sposa.

Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà

alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo

dai suoi peccati».

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal

Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce

un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa «Dio con noi».

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo

del Signore e prese con sé la sua sposa.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Matteo ci tiene a raccontare la versione della nascita di Gesù dalla

prospettiva di Giuseppe.

È importante, per lui, dimostrare che davvero Gesù discende da Davide e che

compie le promesse del Signore.

E il suo racconto ci riempie di stupore e di gioia; Giuseppe, promesso sposo

di Maria, è l'unico a sapere che quel figlio non è suo.

Per seguire la Legge del Signore avrebbe dovuto denunciare il fatto e cacciare

con vergogna Maria (e a quei tempi l’avrebbero lapidata).

Passa la notte insonne e trova una soluzione che salverà l’onore alla sua amata;

dirà che si è stancato di lei.

Bella storia; per essere giusto, come lo definisce Matteo, non osserva

la Legge e mente!

La notte di Giuseppe finisce con un sogno e un angelo lo rassicura.

E Giuseppe che fa?

Si sveglia e fa come gli ha detto l’angelo!

Io avrei pensato alla cena pesante.

Giuseppe è giusto perché non giudica secondo le apparenze ed è un grande

sognatore (spesso, nella sua storia, i sogni svolgono un ruolo determinante).

Chiediamogli, a pochi giorni dal Natale, di avere ancora il coraggio del sogno,

di osare, di non lasciarci schiacciare dal pessimismo dilagante, chiedendo

aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 16 dicembre 2021

Il Vangelo del Venerdì 17 Dicembre 2021

 

Della 3° settimana di Avvento.

Prima Lettura

Non sarà tolto lo scettro da Giuda.

Dal libro della Gènesi (49,2.8-10)

In quei giorni, Giacobbe chiamò i figli e disse: "Radunatevi e ascoltate,

figli di Giacobbe, ascoltate Israele, vostro padre!

Giuda, ti loderanno i tuoi fratelli; la tua mano sarà sulla cervìce dei tuoi

nemici; davanti a te si prostreranno i figli di tuo padre.

Un giovane leone è Giuda: dalla preda, figlio mio, sei tornato; si è sdraiato,

si è accovacciato come un leone e come una leonessa; chi lo farà alzare?

Non sarà tolto lo scettro da Giuda né il bastone del comando tra i suoi piedi,

finché verrà colui al quale esso appartiene e a cui è dovuta l'obbedienza dei popoli".

Parola di Dio.

Vangelo

Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide.

Dal Vangelo secondo Matteo (1,1-17)

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò

Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda

generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram

generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon

generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse

generò il re Davide.

Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone

generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giòsafat,

Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò

Àcaz, Àcaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos,

Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della

deportazione in Babilonia.

Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò

Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm

generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd,

Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe,

Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù,

chiamato Cristo.

In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da

Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione

in Babilonia a Cristo quattordici.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Inizia il conto alla rovescia per giungere al Natale.

Pochi giorni ci separano dalla celebrazione del mistero di un Dio che si rende

presente, che viene in mezzo a noi, che si rende accessibile.

Siamo qui perché abbiamo bisogno che Dio nasca nei nostri cuori, perché ogni

Natale è un evento che si rinnova in noi e nella nostra vita; non siamo le stesse

persone di un anno fa!

E, in questo ultimo tratto di strada, la liturgia ci invita a fare memoria, ad andare

indietro, nel passato, a individuare le tracce del progetto che Dio ha sull’umanità.

La genealogia con cui Matteo inizia il Vangelo, più teologica che storica, ha un

solo obiettivo; fare memoria della fedeltà di Dio per il suo popolo.

Dal primo cercatore di Dio, Abramo, fino a Gesù, Dio desidera intrecciare un

rapporto con l’umanità.

E quell’elenco ci apre allo stupore; nomi noti di fianco a perfetti sconosciuti,

grandi santi accanto a filibustieri, ebrei e stranieri nella stessa lista.

Dio non fa preferenze, non sceglie i bravi ragazzi, si allea con le persone

concrete, si rende presente nelle loro storie più o meno edificanti.

Ripensiamo, oggi, alla nostra piccola storia, a come tutto ci abbia portato

a conoscere il Signore, facendoci aiutare dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 15 dicembre 2021

Il Vangelo del Giovedì 16 Dicembre 2021

 

Della 3° settimana di Avvento.

Prima Lettura

Come una donna abbandonata ti ha richiamata il Signore.

Dal libro del profeta Isaìa (54,1-10)

Esulta, o sterile che non hai partorito, prorompi in grida di giubilo e di gioia,

tu che non hai provato i dolori, perché più numerosi sono i figli

dell'abbandonata che i figli della maritata, dice il Signore.

Allarga lo spazio della tua tenda, stendi i teli della tua dimora senza risparmio,

allunga le cordicelle, rinforza i tuoi paletti, poiché ti allargherai a destra e a

sinistra e la tua discendenza possederà le nazioni, popolerà le città un tempo deserte.

Non temere, perché non dovrai più arrossire; non vergognarti, perché non sarai

più disonorata; anzi, dimenticherai la vergogna della tua giovinezza e non

ricorderai più il disonore della tua vedovanza.

Poiché tuo sposo è il tuo creatore, Signore degli eserciti è il suo nome; tuo

redentore è il Santo d'Israele, è chiamato Dio di tutta la terra.

Come una donna abbandonata e con l'animo afflitto, ti ha richiamata il Signore.

Viene forse ripudiata la donna sposata in gioventù?-dice il tuo Dio.

Per un breve istante ti ho abbandonata, ma ti raccoglierò con immenso amore.

In un impeto di collera ti ho nascosto per un poco il mio volto; ma con affetto

perenne ho avuto pietà di te, dice il tuo redentore, il Signore.

Ora è per me come ai giorni di Noè, quando giurai che non avrei più riversato

le acque di Noè sulla terra; così ora giuro di non più adirarmi con te e di

non più minacciarti.

Anche se i monti si spostassero e i colli vacillassero, non si allontanerebbe

da te il mio affetto, né vacillerebbe la mia alleanza di pace, dice il Signore

che ti usa misericordia.

Parola di Dio.

Vangelo

Giovanni è il messaggero che prepara la via al Signore.

Dal Vangelo secondo Luca (7,24-30) anno pari.

Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù si mise a parlare di Giovanni

alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto?

Una canna sbattuta dal vento?

Allora, che cosa siete andati a vedere?

Un uomo vestito con abiti di lusso?

Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re.

Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta?

Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta.

Egli è colui del quale sta scritto: "Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero,

davanti a te egli preparerà la tua via".

Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più

piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.

Tutto il popolo che lo ascoltava, e anche i pubblicani, ricevendo il battesimo

di Giovanni, hanno riconosciuto che Dio è giusto.

Ma i farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui, hanno reso

vano il disegno di Dio su di loro».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Giovanni il Battista ha fatto della sua vita un annuncio del Messia, preparando

il popolo a quest’incontro di salvezza attraverso l’appello pressante

della conversione.

È stato coraggioso testimone della verità prendendo posizione contro Erode,

denunciando il male che aveva commesso, e ora si trova in carcere per questo.

Tra poco pagherà con la vita la sua fedeltà alla Verità.

In questo brano sembra avere un momento di esitazione e di incertezza.

Arriva addirittura a pensare di essersi sbagliato sull’identità di Gesù e ha bisogno

che Lui gli dia delle conferme: “Sei veramente Tu il Messia?”.

Gesù risponde a lui-e anche a noi-che la risposta la troviamo quando impariamo

a leggere la storia, riconoscendovi i segni della salvezza e il compimento della

Parola di Dio, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 14 dicembre 2021

Il Vangelo del Mercoledì 15 Dicembre 2021

 

Della 3° settimana di Avvento.

Prima Lettura

Stillate, cieli, dall'alto.

Dal libro del profeta Isaìa (45,6b-8.18.21b-25)

«Io sono il Signore, non ce n'è altri.

Io formo la luce e creo le tenebre, faccio il bene e provoco la sciagura;

io, il Signore, compio tutto questo.

Stillate, cieli, dall'alto e le nubi facciano piovere la giustizia; si apra la terra

e produca la salvezza e germogli insieme la giustizia.

Io, il Signore, ho creato tutto questo».

Poiché così dice il Signore, che ha creato i cieli, egli, il Dio che ha plasmato

e fatto la terra e l'ha resa stabile, non l'ha creata vuota, ma l'ha plasmata perché

fosse abitata: «Io sono il Signore, non ce n'è altri.

Non sono forse io, il Signore?

Fuori di me non c'è altro dio; un dio giusto e salvatore non c'è all'infuori di me.

Volgetevi a me e sarete salvi, voi tutti confini della terra, perché io sono

Dio, non ce n'è altri.

Lo giuro su me stesso, dalla mia bocca esce la giustizia, una parola che

non torna indietro: davanti a me si piegherà ogni ginocchio, per me

giurerà ogni lingua».

Si dirà: «Solo nel Signore si trovano giustizia e potenza!».

Verso di lui verranno, coperti di vergogna, quanti ardevano d'ira contro di lui.

Dal Signore otterrà giustizia e gloria tutta la stirpe d'Israele.

Parola di Dio.

Vangelo

Riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito.

Dal Vangelo secondo Luca (7,19-23) anno pari.

In quel tempo, Giovanni chiamati due dei suoi discepoli li mandò a dire al

Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?».

Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te

per domandarti: "Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?"».

In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti

cattivi e donò la vista a molti ciechi.

Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto

e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono

purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia.

E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È talmente diverso, Dio, da ciò che immaginiamo, talmente destabilizzante la sua

presenza, originale, inattesa, che anche un profeta come Giovanni resta spiazzato.

Giovanni nasce e cresce con un’unica missione; preparare la strada al Messia,

annunciare la sua venuta, scuotere Israele perché non perda questa ultima,

definitiva chiamata. E invece.

Gesù contraddice l’idea di Messia che anche Giovanni si è fatta; non viene per

tagliare l’albero, né per gettare nel fuoco la pula, né per dividere i buoni dai cattivi.

Un malconcio Battista, dalle carceri di Macheronte, manda un proprio discepolo

a chiedere a Gesù; sei veramente tu?

Anche noi, spesso, siamo colti da questo dubbio; è davvero Gesù colui che ci

salverà o dobbiamo aspettarne un altro?

La risposta di Gesù è un invito alla fede, a spalancare lo sguardo interiore,

a riconoscere i segni della presenza di Dio nella sua vita.

Dio non è mai evidente, amici, non è mai palese, non è mai come lo vorremmo.

E solo se sappiamo aprire il nostro sguardo lo possiamo riconoscere.

Animo, cercatori di Dio, che aspettate la salvezza, non dobbiamo aspettare nessun

altro Messia, solo riconoscerlo nell’oggi che ci è donato, con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.