mercoledì 15 settembre 2021

Il Vangelo del 16 Settembre 2021

 

Della 24° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Cipriano vescovo e Cornelio papa, martiri.

Prima Lettura

Vigila su te stesso e sul tuo insegnamento: così facendo salverai te

stesso e quelli che ti ascoltano.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (4,12-16)

Figlio mio, nessuno disprezzi la tua giovane età, ma sii di esempio ai fedeli nel

parlare, nel comportamento, nella carità, nella fede, nella purezza.

In attesa del mio arrivo, dèdicati alla lettura, all’esortazione e all’insegnamento.

Non trascurare il dono che è in te e che ti è stato conferito, mediante una parola

profetica, con l’imposizione delle mani da parte dei presbìteri.

Abbi cura di queste cose, dèdicati ad esse interamente, perché tutti vedano il

tuo progresso.

Vigila su te stesso e sul tuo insegnamento e sii perseverante: così facendo,

salverai te stesso e quelli che ti ascoltano.

Parola di Dio.

Vangelo

Le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato.

Dal Vangelo secondo Luca (7,36-50) anno dispari.

In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui.

Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola.

Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa

del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo,

cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava

e li cospargeva di profumo.

Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un

profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».

Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa».

Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli

doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta.

Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due.

Chi di loro dunque lo amerà di più?».

Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più».

Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».

E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna?

Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi

ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.

Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato

di baciarmi i piedi.

Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo.

Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato.

Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».

Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati».

Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona

anche i peccati?».

Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È un coraggioso, Simone il fariseo.

Ha sfidato la palese ostilità dei suoi compagni per invitare il Maestro a casa;

pensa, diversamente dagli altri, che Gesù sia un profeta.

Ma quando vede entrare in casa la prostituta ha un sussulto; se Gesù si fa toccare da

quella donna, contraendo l’impurità rituale, evidentemente non sa che tipo di donna sia!

Tenero Simone, così rinchiuso nei suoi pii ragionamenti!

Gesù vuole aiutarlo, ma senza offenderlo; gli sottopone un caso da risolvere

e Simone, da persona retta, lo affronta in modo corretto.

Bene, conclude Gesù; ora è Simone ad avere giudicato correttamente.

Splendido Gesù; che non rifiuta il pianto della peccatrice smarrita e che non umilia

il povero Simone!

Questo è il Dio in cui crediamo; o quantomeno dovremo credere; che non chiude

mai la porta, che non minimizza ma nemmeno accusa, un Dio che sa riconoscere

i barlumi di conversione e li asseconda.

Non c’è durezza in Gesù, non c’è intransigenza, ma una fermezza caritatevole che

conduce le persone a giudicare da loro stesse quale sia il percorso da affrontare.

Impariamo da Lui, quando dobbiamo aiutare qualcuno a prendere consapevolezza

dei propri sbagli, con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 14 settembre 2021

Il Vangelo del 15 Settembre 2021

 

Della 24° settimana del Tempo Ordinario.

Beata Vergine Maria Addolorata.

Prima Lettura

Imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza eterna.

Dalla lettera agli Ebrei (5,7-9)

Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti

grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono

a lui, venne esaudito.

Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne

causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

Parola di Dio.

Vangelo

Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,25-27)

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre,

Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.

Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse

alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!».

Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!».

E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Maria sta sotto la croce.

Sta, dimora, non si muove, non fugge.

Non urla la sua rabbia verso un Dio che promette e non mantiene, non si ribella

come ci si attende all’epilogo assurdo e drammatico della vicenda del Nazareno.

Suo figlio.

L’hanno lasciata avvicinare, i carnefici, forse per un recondito moto di pietà

verso una madre che vede morire un figlio.

Il dolore è straziante ma la madre sta.

Dimora, irremovibile nella fede.

In quel momento solo Lei e pochi altri rappresentano la Chiesa.

Si sono stancati i discepoli, sono fuggiti gli apostoli, la nascente Chiesa

si è sbriciolata al primo soffio di vento. Maria no.

La prima che ha creduto non cede, dimora, resta ai piedi della Croce.

E quel dimorare l’ha fatta diventare icona di speranza per quanti, nella storia,

hanno vissuto momenti tragici.

Quel dolore affrontato senza cedimenti, senza tracolli, è diventato l’albero alla

cui ombra ci rifugiamo.

Quando il dolore ci interrompe la vita e sembra cancellare ogni cosa, Maria

ci sostiene e ci aiuta a non cedere, a dimorare, a credere.

A Lei affidiamo la nostra vita nel momento della prova, per imparare ad attendere

la resurrezione, facendoci aiutare dalla preghiera..

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

lunedì 13 settembre 2021

Il Vangelo del Martedì 14 Settembre 2021

 

Della 24° settimana del Tempo Ordinario.

Esaltazione della Santa Croce.

Prima Lettura

Chiunque sarà stato morso e guarderà il serpente, resterà in vita.

Dal libro dei Numeri (21,4b-9)

In quei giorni, il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro

Mosè: «Perché ci avete fatto salire dall’Egitto per farci morire in questo deserto?

Perché qui non c’è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero».

Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente,

e un gran numero d’Israeliti morì.

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro

il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti».

Mosè pregò per il popolo.

Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà

stato morso e lo guarderà, resterà in vita».

Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente

aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.

Parola di Dio.

Vangelo

Bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (3,13-17) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non

colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo.

E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il

Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque

crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.

Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo,

ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Avete ragione, scusate.

La festa di oggi titola; Esaltazione della santa Croce, come se la croce fosse da esaltare.

Non c’è nulla di bello nella croce, nulla di esaltante nel dolore, mai.

Ciò che oggi esaltiamo è la testimonianza d’amore che, da quella Croce,

Gesù ha dimostrato verso di noi.

Gesù non ha amato la Croce e per quanto fosse dipeso da Lui, ne avrebbe

volentieri fatto a meno.

Ma ad un certo punto, la Croce si è rivelata necessaria per manifestare la

serietà delle sue intenzioni, la verità della sua predicazione.

La Croce, da allora, è diventata simbolo dell’assoluto dono di sé che Gesù

ha realizzato offrendosi alla sofferenza necessaria.

Cambiando radicalmente il suo significato, la Croce è diventata così il modo

drammatico che Dio ha avuto di manifestare il suo amore per noi.

Prendere la croce significa allora assumere lo stesso atteggiamento di dono da

parte del discepolo, che così imita Cristo nel suo amore, non nel suo dolore.

Siamo reduci da una improvvida retorica dolorista che ha esaltato la croce senza

capirne il limite e il profondo significato, come se Dio godesse nel farci penare!

La croce, che non è mai inviata da Dio ma viene fuori dalla vita, è opportunità

per tirare fuori il meglio che c’è in noi.

Perciò, non dobbiamo aver paura della croce, piuttosto, chiediamo al Signore

la forza per portarla, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 12 settembre 2021

Il Vangelo del Lunedì 13 Settembre 2021

 

Della 24° settimana del Tempo Ordinario.

San Giovanni Crisostomo, vescovo e dottore della Chiesa.

Prima Lettura

Si facciano preghiere per tutti gli uomini a Dio, il quale vuole che tutti

gli uomini sono salvati.

Dalla prima lettera d San Paolo apostolo a Timoteo (2,1-8)

Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche,

preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno

al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa

e dedicata a Dio.

Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole

che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità.

Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo

Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti.

Questa testimonianza egli l'ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato

fatto messaggero e apostolo-dico la verità, non mentisco-, maestro dei pagani

nella fede e nella verità.

Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani

pure, senza collera e senza contese.

Parola di Dio.

Vangelo

Neanche in Israele ho trovato una fede così grande.

Dal Vangelo secondo Luca (7,1-10) anno dispari.

In quel tempo, Gesù, quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al

popolo che stava in ascolto, entrò in Cafàrnao.

Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire.

Il centurione l'aveva molto caro.

Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei

a pregarlo di venire e di salvare il suo servo.

Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli

conceda quello che chiede-dicevano-, perché ama il nostro popolo ed è stato lui

a costruirci la sinagoga».

Gesù si incamminò con loro.

Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni

amici a dirgli: «Signore, non disturbarti!

Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono

ritenuto degno di venire da te; ma di' una parola e il mio servo sarà guarito.

Anch'io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me

e dico a uno: "Va'!", ed egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio

servo: "Fa' questo!", ed egli lo fa».

All'udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva,

disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!».

E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È tutto un gioco di cortesie il rapporto fra il centurione e gli ebrei, e fra Gesù

e il centurione.

È un uomo buono, non solo ha collaborato al finanziamento della sinagoga, ma

prende a cuore le sorti di un suo subalterno, disturbando addirittura l’ospite di Pietro.

È un uomo buono e pieno di fede; non ha bisogno della presenza del Rabbì, gli

basta una parola così come egli, con una parola, riesce a comandare ai suoi

subalterni senza preoccuparsi di verificare l’esecuzione dell’ordine.

Si stupisce, il Signore, sorride alla fede cristallina di questo pagano simpatizzante

per l’ebraismo.

Com’è bello stupire il Signore con la nostra fede!

Com’è bello pensare che Egli possa commuoversi davanti ai nostri gesti pieni

di fiducia e di abbandono!

E com’è bello sapere che questi gesti di fede non provengono necessariamente

dai credenti, dai devoti, ma anche da chi, come il centurione, è ai margini

della religiosità.

Dio sa vedere la fede non solo nei suoi figli e si sa stupire di chi, pur non avendolo

conosciuto, pur conducendo una vita difforme dai precetti del Vangelo, pone

dei gesti di fede cristallina come, ahimè, noi discepoli a volte non sappiamo porre.

Purtroppo è così, dobbiamo pregare e tanto se vogliamo assomigliare al centurione.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 11 settembre 2021

Il Vangelo di Domenica 12 Settembre 2021

 

Della 24° Domenica del Tempo Ordinario.

Santissimo Nome di Maria, l'amore di Maria verso il Figlio.

Prima Lettura

Ho presentato il mio dorso ai flagellatori.

Dal libro del profeta Isaìa (50,5-9a)

Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi

sono tirato indietro.

Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi

strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi.

Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo

la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso.

È vicino chi mi rende giustizia: chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.

Chi mi accusa? Si avvicini a me.

Ecco, il Signore Dio mi assiste: chi mi dichiarerà colpevole?

Parola di Dio.

Seconda Lettura

La fede se non è seguita dalle opere in se stessa è morta.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo (2,14-18)

A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere?

Quella fede può forse salvarlo?

Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano

e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non

date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve?

Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta.

Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua

fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede».

Parola di Dio.

Vangelo

Tu sei il Cristo. Il Figlio dell'uomo deve molto soffrire.

Dal Vangelo secondo Marco (8,27-35) anno B.

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa

di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi

dice che io sia?».

Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».

Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».

Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo».

E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.

E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed

essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso

e, dopo tre giorni, risorgere.

Faceva questo discorso apertamente.

Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo.

Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’

dietro a me, Satana!

Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire

dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.

Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria

vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Estate calda e faticosa, con le immagini dei disperati Afghani, che fuggono dal

loro paese, per non essere uccisi e sottomessi dai Talebani, crudeli e disumani.

Ora si torna alle cose di sempre; si aprono le scuole (ed anche la preoccupazione

dell’aumento dei contagi da virus), e questo appuntamento segna definitivamente

la fine delle vacanze e l’inizio delle attività, anche pastorali, anche spirituali.

Spero per me e per voi che non abbiate mandato la fede in vacanza!

Ma che il Signore sia venuto con voi per riposarvi e riprendervi spazio interiore.

Perché senza questo spazio, senza aprire il cuore all’essenziale, senza dare tempo

all’anima, rischiamo sul serio di perderci, di essere travolti dalla paura del futuro

e dall’angoscia del presente.

Per questa ragione, immagino, con tempismo perfetto, ogni anno, la liturgia

ci propone lo stesso Vangelo; quello della domanda più inquietante mai posta

da un uomo.

C’è uno splendido sito archeologico che non ti immagini, ai piedi delle montagne

da cui nasce il Giordano, a Banias.

Fino a qualche anno fa era zona di confine col Libano, pericolosa per i turisti.

In mezzo al verde e all’acqua è più semplice immaginare la scena.

Il gruppo dei discepoli segue Gesù da tempo, si sono posti mille volte, fra di loro,

domande riguardo alla sua persona, al suo ministero.

Ma, col passare dei mesi, l’entusiasmo ha lasciato spazio a molti dubbi.

Chi è davvero quest’uomo? Un profeta? Certo, sì.

Un rabbino? Anche. Ma?

E lì, a Cesarea, Gesù prende l’iniziativa.

La gente chi dice che io sia?

Si parla molto di Gesù, ieri come oggi.

Sui giornali, nei dibattiti, tra amici, Gesù è un mistero irrisolto, inquietante,

difficile da decifrare.

Le risposte le conosciamo; un grand’uomo, un uomo mite, un messaggero

di pace, uno dei tanti uccisi dal potere. E basta.

Ciò che la Chiesa ha fatto di Lui, divinizzandolo, è un’altra storia.

Non c’è coerenza fra il Gesù autentico e quello raccontato dalla Chiesa.

E noi?

Gesù non ci sta ad essere ridotto ad argomento da salotto e, a bruciapelo,

pone oggi a ciascuno di noi la domanda: “Voi chi dite che io sia?”.

Già. E per me?

Per me solo, dentro, senza l’assillo di dare risposte sensate o alla moda, senza

la facciata e l'immagine da tenere in piedi?

A me, nudo dentro, vero, autentico, io, Gesù che dice?

Quante risposte!

Gesù diventa una speranza, una nostalgia, una tenerezza, la tenerezza del sogno

dell'’uomo che vorrebbe credere in un Dio vicino, che condivide, che partecipa.

Oppure, attenti al rischio catechismo, abbiamo la risposta confezionata: “Gesù

è il Cristo, il Figlio di Dio”.

Affermazione “corretta”, ma così lontana dal cuore!

La folla lo aveva riconosciuto il Messia.

Così i discepoli, così gli apostoli, così la comunità di Roma a cui Marco

indirizza il suo Vangelo.

Ma, in realtà?

Simone osa, si lancia; tu sei il Messia.

Risposta forte, esagerata, ardita; in nessun modo Gesù assomiglia al messia che

la gente si aspetta, così comune, dimesso, arrendevole, misericordioso. Nulla.

L’atto di fede di Simone è grandioso.

Gesù il falegname è il Cristo di Dio,

Ma Gesù subito presenta ciò che, per Lui, significa essere Cristo; donarsi

fino alla morte.

Gesù è venuto per svelare il volto del Padre e andrà fino in fondo, a costo di

lasciarci le penne.

E qui si resta sgomenti, attoniti, scandalizzati.

Pietro lo prende da parte, dice di non scoraggiare il morale delle truppe.

Insegna a Dio come si fa a fare Dio.

La risposta di Gesù è durissima; deve andarsene, convertirsi, sta ragionando

da Satana, non secondo la logica di Dio ma del mondo.

Per capire chi è il Cristo, bisogna essere disposti ad amare fino a morirne.

Non dite che Gesù è Cristo se prima non siete saliti con Lui sulla croce.

Non osate fare questa affermazione se prima non avete assaporato l’esagerazione

e la sofferenza del dono, se prima la vostra vita non è stata arata e scavata dal

solco della croce, amici, se prima non avete amato fino a star male, se il vostro

cuore non è stato convertito dal dono della compassione.

Questa croce che diventa misura del dono, giudizio sul mondo, unità di misura

del nuovo sistema di amare il fratello.

Anche Pietro e gli altri dovranno passare per il Golgota prima di entrare

definitivamente nella dinamica del Regno.

Isaia intuisce e profetizza questa nuova prospettiva di un Messia sofferente

e Giacomo ci ricorda che la nostra fede non si ferma alle Parola ma diventa

Gesto, e che solo così testimoniamo di avere incontrato il Cristo Signore.

Iniziamo così il nostro anno pastorale, il rientro all’attività autunnale; mettendo

al centro Gesù, il nostro Signore.

Ma soprattutto, chiedendoci chi è Dio per noi, come faccio io continuamente,

ogni santo giorno, amici, Santa Domenica delle domande.