domenica 8 agosto 2021

Il Vangelo del Lunedì 9 Agosto 2021

 

Della 19° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Teresa Benedetta della Croce, vergine e martire, patrona d’Europa.

Prima Lettura

Ti farò mia sposa per sempre.

Dal libro del profeta Osèa (2,16b.17b.21-22)

Così dice il Signore: «Ecco, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore.

Là mi risponderà come nei giorni della sua giovinezza, come quando uscì

dal paese d’Egitto.

Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto,

nell’amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu

conoscerai il Signore».

Parola di Dio.

Vangelo

Ecco lo sposo! Andategli incontro!

Dal Vangelo secondo Matteo (25,1-13) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà

simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo.

Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade,

ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade,

presero anche l’olio in piccoli vasi.

Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.

A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”.

Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.

Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre

lampade si spengono”.

Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate

piuttosto dai venditori e compratevene”.

Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini

che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.

Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore,

signore, aprici!”.

Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.

Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Tornerà lo sposo.

È venuto nella storia, continua a sfiorare i cuori di chi si mette alla sua ricerca

e ne fa esperienza nello Spirito ma tornerà anche nella gloria per ricapitolare

tutte le cose, come dice san Paolo.

Tornerà e noi siamo chiamati a vegliare, a vigilare, ad aspettarlo con fiducia.

Siamo sinceri; quanti, fra noi, credono ancora a questo ritorno?

Quanti, davvero, aspettano il ritorno glorioso del Signore nella pienezza dei tempi?

Se durante la celebrazione dell’eucarestia, dopo la consacrazione, quando la

comunità proclama solennemente; nell’attesa della tua venuta, Gesù venisse

veramente, come reagiremmo?

Eppure l’attesa è la caratteristica principale del cercatore di Dio.

Un’attesa operosa, che veglia, che agisce.

Il rischio di assopirsi è sempre presente, siamo onesti.

Il rischio di vivere come se Gesù non fosse e non fosse il presente, è palpabile

nel nostro cristianesimo annacquato e inconcludente.

Accogliamo questa parabola come un severo monito, come un invito a non

desistere, come una scossa alla nostra tiepidezza.

Vegliamo nella gioia aspettando il ritorno dello sposo.

Verrà quando meno ce lo aspettiamo e aspettandolo, preghiamo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 7 agosto 2021

Il Vangelo di Domenica 8 Agosto 2021

 

Della 19° Domenica del Tempo Ordinario.

San Domenico di Guzman, Sacerdote e fondatore dei Predicatori.

Prima Lettura

Con la forza di quel cibo camminò fino al monte di Dio.

Dal primo libro dei Re (19,4-8)

In quei giorni, Elìa s’inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a

sedersi sotto una ginestra.

Desideroso di morire, disse: «Ora basta, Signore!

Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri».

Si coricò e si addormentò sotto la ginestra.

Ma ecco che un angelo lo toccò e gli disse: «Àlzati, mangia!».

Egli guardò e vide vicino alla sua testa una focaccia, cotta su pietre roventi,

e un orcio d’acqua.

Mangiò e bevve, quindi di nuovo si coricò.

Tornò per la seconda volta l’angelo del Signore, lo toccò e gli disse: «Àlzati,

mangia, perché è troppo lungo per te il cammino».

Si alzò, mangiò e bevve.

Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino

al monte di Dio, l’Oreb.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Camminate nella carità come Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (4,30-5,2)

Fratelli, non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, con il quale foste

segnati per il giorno della redenzione.

Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta

di malignità.

Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda

come Dio ha perdonato a voi in Cristo.

Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità,

nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi

a Dio in sacrificio di soave odore.

Parola di Dio.

Vangelo

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,41-51) anno B.

In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva

detto: «Io sono il pane disceso dal cielo».

E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe?

Di lui non conosciamo il padre e la madre?

Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».

Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi.

Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo

risusciterò nell’ultimo giorno.

Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”.

Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me.

Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha

visto il Padre.

In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.

Io sono il pane della vita.

I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane

che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.

Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia

carne per la vita del mondo».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Doveva essere il miracolo della condivisione.

La folla, invece, l’ha preso come il miracolo della moltiplicazione.

Il messaggio, forte, deciso, rivoluzionario, era; davanti alla fame di cibo, di pace,

di giustizia, comincia col mettere in gioco tutto ciò che sei.

Dio farà il resto.

La folla ha capito; ecco un Dio che fa al caso nostro.

Gesù fugge, scosso dalla evidente e insanabile incomprensione.

La folla lo raggiunge, infastidita dal suo atteggiamento snob; chi non vorrebbe

essere proclamato re a furor di popolo?

E inizia il più lungo, complesso e impegnativo dialogo dell’intero Vangelo, in un

crescendo di tensione e di malintesi che porterà Gesù ad una frattura insanabile

perdendo, in poche battute, l’enorme popolarità che aveva raggiunto.

Gesù pretende di essere l’unico in grado di saziare la nostra fame del cuore, fame

che non può essere saziata dal “fare” ma dal “credere” che egli è l’inviato dal Padre.

E ci invita a smettere di cercare Dio per averne un tornaconto.

Di smettere di ridurre la fede ad una serie di pratiche.

E di orientare il nostro desiderio, la nostra sete verso la vera pienezza.

E conclude; Lui, Gesù, è l’unico a poter colmare i nostri cuori.

La folla, che finora ha accolto la tirata d’orecchi, resta spiazzata, così come

i suoi famigliari nella sinagoga di Nazareth.

Lui, capace di riempire i nostri cuori?

Il falegname di Nazareth?

Il figlio del bravo Giuseppe?

Questo è davvero Troppo!

Quante volte il nostro cammino di verità interiore non inizia nemmeno, ostacolato

dalle mille obiezioni che poniamo, piene di buon senso e ipocrisia.

Come può essere credibile la Chiesa?

Come può pretendere, quell’uomo vissuto più di duemila anni fa, di essere

la bussola che ci conduce a Dio?

Come fidarsi delle religioni nel nome delle quali alcuni uccidono altri uomini?

La gente mormora, pone obiezioni, resta interdetta.

Gesù chiede di non mormorare ma di mettersi in discussione.

Succede così anche a me; tutte le volte che capita qualcosa che rischia di mettermi

in discussione, cerco qualcuno che mi dia ragione, mormoro per confermare le mie

obiezioni, esco rafforzato nella mia convinzione.

Tutto, pur di non cambiare, di non ammettere di dovermi ancora convertire.

Gesù ha ragione; evitiamo la mormorazione, fidiamoci una volta tanto,

smettiamola di comportarci come bambini obiettando a Dio che ciò che chiede

è difficile, rischioso, inatteso.

Se Gesù ha ragione, questo è il punto, devo arrendermi all’evidenza; solo Lui

può colmare il mio cuore, solo Lui e null’altro, e nient’altro!

Quindi è meglio che mi svegli e la smetta di raccogliere acqua in cisterne screpolate.

Gesù dice che possiamo andare a Lui solo se attirati dal Padre.

È un’esperienza comune a molti; quando sentiamo esplodere in noi il desiderio

di Assoluto e, dopo avere cercato l’origine di questo desiderio, ci apriamo alla

meraviglia di Dio, ci rendiamo conto che è proprio Lui, Dio, ad avere sedotto

il nostro cuore, ad avere suscitato il desiderio di cercarlo.

Noi cerchiamo colui che ci cerca.

Da Gesù a Dio, da Dio a Gesù

Gesù è tranciante; nessuno ha visto Dio, solo Lui.

Il Dio in cui credo è il Dio che Gesù ci ha raccontato?

O in me coltivo una vaga idea di Dio che non ho mai veramente verificato

per pigrizia mentale?

Quante poco credenti sono i cristiani!

Quanto convinti di sapere e di credere, senza mai verificare se la loro fede

cattolica abbia o meno a che fare col Vangelo!

Gesù parla di Dio con verità perché Egli è la presenza stessa di Dio, perché

Lui e il Padre sono una cosa sola!

Ed è vero; seguendo le sue indicazioni giungiamo a scoprire il volto del Padre

e il Padre ci rimanda a Cristo, svelandoci che Egli è suo Figlio.

La fame infinita che portiamo nel cuore è colmata solo dal pane che è la

presenza di Dio scoperta grazie a Gesù.

E questa presenza ci rimanda a Gesù, abitato dal Padre.

Gesù ci dice che chi crede ha la vita eterna.

La vita eterna è la vita dell’Eterno.

Credere in Gesù rivelatore del Padre mi porta a sperimentare, a condividere

in pienezza la vita stessa di Dio.

Gesù specifica; chi crede ha la vita eterna, non avrà.

La vita eterna, cioè, non è una specie di liquidazione che accumulo con i miei

meriti e di cui potrò godere alla fine della mia vita.

La vita eterna è già cominciata, credere significa acquisire uno sguardo nuovo

su me, sulle cose, sugli altri, sulla storia.

Gesù non vuole la nostra frustrazione, né ci impone una religiosità

ombrosa o reazionaria.

Gesù offre una vita diversa, vera, giusta, piena di bagliori di luce, solo bisogna

fidarsi, far tacere le ultime mormorazioni e obiezioni e arrendersi.

Diventare persone nuove, come dice Paolo nella seconda lettura, persone che

imitano Gesù, che scelgono radicalmente il dono di sé nell’equilibrio e nella gioia.

In questo percorso da luce a luce Dio ci dona un cibo per sostenerci, un pane

del cammino simile a quello di Elia, travolto dalla violenza nei suoi confronti,

dalla rabbia della regina Gezabele, dalle sue scelte che ora sente sbagliate.

Vuole morire, Elia, e Dio lo incoraggia e lo nutre; con quel pane attraverserà

il deserto della vita per arrivare al monte di Dio, l’Oreb.

Non gli evita la prova, lo sostiene per affrontarla.

L’Eucarestia che celebriamo ogni domenica è questo pane del cammino che

ci aiuta ad attraversare il deserto, che ci aiuta a superare lo scoraggiamento,

che ci sazia il cuore.

Diventino incontro le nostre Messe, diventino gioia e preghiera, diventino

stazioni di servizio sulla strada verso il Regno, diventino veri momenti di

incontro tra eternità, cioè pienezza, e il nostro cammino di vita!

Diventino condivisione, le nostre Messe, amici, Santa Domenica Fausto.

 

venerdì 6 agosto 2021

Il Vangelo del Sabato 7 Agosto 2021

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

San Sisto II e compagni, Papa e martiri.

Prima Lettura

Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore.

Dal libro del Deuteronòmio (6,4-13)

Mosè parlò al popolo dicendo: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio,

unico è il Signore.

Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.

Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore.

Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando

camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.

Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra

gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

Quando il Signore, tuo Dio, ti avrà fatto entrare nella terra che ai tuoi padri Abramo,

Isacco e Giacobbe aveva giurato di darti, con città grandi e belle che tu non hai

edificato, case piene di ogni bene che tu non hai riempito, cisterne scavate ma

non da te, vigne e oliveti che tu non hai piantato, quando avrai mangiato e ti sarai

saziato, guàrdati dal dimenticare il Signore, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto,

dalla condizione servile.

Temerai il Signore, tuo Dio, lo servirai e giurerai per il suo nome».

Parola di Dio.

Vangelo

Se avrete fede, niente vi sarà impossibile.

Dal Vangelo secondo Matteo (17,14-20) anno dispari.

In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio

e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio!

È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua.

L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo».

E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa!

Fino a quando sarò con voi?

Fino a quando dovrò sopportarvi?

Portatelo qui da me».

Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito.

Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi

non siamo riusciti a scacciarlo?».

Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede.

In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo

monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ho sempre ammirato l’umiltà degli apostoli.

Invece di scrivere dei Vangeli inneggianti alla loro stessa tempra spirituale,

non temono di raccontare le loro figuracce.

Perché a loro non importa essere ricordati per la loro integrità, ma annunciare

la presenza del Maestro.

Il racconto di oggi è impietoso; i discepoli pensano di avere imparato a sufficienza,

non c’è bisogno di scomodare il Signore, in fondo un epilettico non è così grave,

dovrebbero farcela!

E falliscono miseramente, costringendo il povero padre a ricorrere a Gesù per

avere una guarigione.

Sono imbarazzati, gli apostoli; come mai non sono riusciti a guarire il ragazzo?

Gesù è diretto e chiaro con loro; è perché non hanno abbastanza fede, non ci credono.

Stiamo attenti quando vogliamo sostituirci al Maestro, quando pensiamo che,

in fondo, anche noi siamo capaci di aiutare, di condurre, di consolare, di sostenere.

Ricordiamoci sempre che siamo solo servi della Parola, che nessuno ci ha eletto

rappresentanti di Dio, ma che siamo, con gli altri fratelli, discepoli, umili operai

che lavorano nella vigna del Signore.

E cresciamo nella fede, come riusciamo, con semplicità, per poter guarire noi

e gli altri da ogni incredulità, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 5 agosto 2021

Il Vangelo del Venerdì 6 Agosto 2021

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

Trasfigurazione del Signore.

Prima lettura.

La sua veste era candida come la neve.

Dal libro del profeta Danièle (7,9-10.13-14)

Io continuavo a guardare, quand'ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise.

La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come

la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente.

Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano

e diecimila miriadi lo assistevano.

La corte sedette e i libri furono aperti.

Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno

simile a un figlio d'uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.

Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo

potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto.

Parola di Dio.

Vangelo.

E li condusse in disparte, su un alto monte.

Dal Vangelo secondo Marco (9,2-10) anno dispari.

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello

e li condusse in disparte, su un alto monte.

E fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime:

nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.

E apparve loro Mosè con Elia, e conversavano con Gesù.

Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: "Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo

tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia".

Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.

Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: "Questi

è il Figlio mio, l'amato: Ascoltatelo".

E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non

Gesù solo, con loro.

Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano

visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti".

Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Senza bellezza non possiamo vivere. Lo sappiamo.

Bellezza della natura, bellezza dell’arte, bellezza dei gesti e dell’affetto degli amici.

Bellezza che ci porta, in qualche modo verso Dio.

E oggi, nel cuore dell’estate, celebriamo la bellezza di Dio, così essenziale per

diventare credenti.

Marco, nel suo Vangelo, scrive che improvvisamente, guardandosi intorno,

non videro più nessuno se non Gesù solo, con loro.

La conversione alla bellezza è improvvisa.

A noi di guardarci intorno e scoprire la bellezza di Dio per giungere anche noi,

infine, a vedere solo più Gesù nella nostra vita, e noi assieme con Lui.

La bellezza convertirà il mondo.

E noi, suoi fragili discepoli, siamo spinti a vivere nella bellezza della relazione

e della verità, della compagnia degli uomini e della Parola, per dire e dare ai nostri

fratelli e sorelle la speranza di una Presenza che ancora si deve svelare nella sua totalità.

Noi, fragili discepoli, siamo chiamati a testimoniare con semplicità e verità che solo

Gesù colma il nostro cuore, riempie la nostra anima.

La bellezza salverà il mondo, ma di questa bellezza dobbiamo diventare almeno un

pallido riflesso, se aiutati dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 4 agosto 2021

Il Vangelo del Giovedì 5 Agosto 2021

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

Dedicazione della Basilica di S. Maria Maggiore. 

Prima lettura.

Ne uscì acqua in abbondanza.

Dal libro dei Numeri (20,1-13)

In quei giorni, tutta la comunità degli Israeliti arrivò al deserto di Sin il primo

mese, e il popolo si fermò a Kades.

Qui morì e fu sepolta Maria.

Mancava l'acqua per la comunità: ci fu un assembramento contro Mosè e contro Aronne.

Il popolo ebbe una lite con Mosè, dicendo: «Magari fossimo morti quando morirono

i nostri fratelli davanti al Signore!

Perché avete condotto l'assemblea del Signore in questo deserto per far morire noi

e il nostro bestiame?

E perché ci avete fatto uscire dall'Egitto per condurci in questo luogo inospitale?

Non è un luogo dove si possa seminare, non ci sono fichi, non vigne, non melograni,

e non c'è acqua da bere».

Allora Mosè e Aronne si allontanarono dall'assemblea per recarsi all'ingresso della tenda

del convegno; si prostrarono con la faccia a terra e la gloria del Signore apparve loro.

Il Signore parlò a Mosè dicendo: «Prendi il bastone; tu e tuo fratello Aronne convocate

la comunità e parlate alla roccia sotto i loro occhi, ed essa darà la sua acqua; tu farai

uscire per loro l'acqua dalla roccia e darai da bere alla comunità e al loro bestiame».

Mosè dunque prese il bastone che era davanti al Signore, come il Signore gli aveva ordinato.

Mosè e Aronne radunarono l'assemblea davanti alla roccia e Mosè disse loro: «Ascoltate,

o ribelli: vi faremo noi forse uscire acqua da questa roccia?».

Mosè alzò la mano, percosse la roccia con il bastone due volte e ne uscì acqua in

abbondanza; ne bevvero la comunità e il bestiame.

Ma il Signore disse a Mosè e ad Aronne: «Poiché non avete creduto in me, in modo

che manifestassi la mia santità agli occhi degli Israeliti, voi non introdurrete

quest'assemblea nella terra che io le do».

Queste sono le acque di Merìba, dove gli Israeliti litigarono con il Signore e dove

egli si dimostrò santo in mezzo a loro.

Parola di Dio.

Vangelo.

Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo (16.13-23) anno dispari.

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi

discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?».

Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa

o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».

Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue

te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.

E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze

degli inferi non prevarranno su di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato

nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme

e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire

ucciso e risorgere il terzo giorno.

Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore;

questo non ti accadrà mai».

Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va' dietro a me, Satana!

Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Si parla ancora di Gesù, fuori dalle Chiese.

Fatevi un giro in libreria e vedrete quanti testi hanno a che fare con quell’ebreo

marginale vissuto più di duemila anni fa!

Basta un romanzo ben congegnato per suscitare un vespaio di riflessioni,

dibattiti al calor bianco.

Chi è stato Gesù? Un grande profeta? Un illuso? Un idealista?

Uno dei tanti uomini che periodicamente accendono la speranza nel cuore

di un’umanità fragile e disincantata?

Sono contento quando si parla del Signore, davvero.

Cristo rappresenta un problema per l’uomo che riflette.

E vorrei che noi cristiani dedicassimo del tempo a conoscerlo meglio.

A leggere dei testi adeguati, seri, basati su dati storici e scientifici, per recuperare

il senso storico di Gesù, il suo messaggio, la sua pretesa messianica.

Senza scorciatoie, senza dar troppo peso alle tante parziali visioni di Gesù che

ancora oggi i veggenti di moda ci comunicano.

Ma, dopo avere studiato ben bene, dopo avere tolto Gesù dalla nebbiolina della

leggenda e della devozione, ci troviamo necessariamente a doverci schierare.

Non facciamo i turisti, quando abbiamo a che tare col Signore, prima o poi la

domanda birichina, secca, asciutta, raggiunge il nostro cuore.

Chi sono Io per te?

È una domanda che ci viene rivolta personalmente, senza possibilità di fuga.

Ci mette all’angolo, stana le nostre presunte certezze, ci obbliga a svestire i

panni dello scettico o dei saputello e ci inquieta, nel profondo.

Non è per fare il saputello, ci mancherebbe, io il Signore non l’ho ancora

conosciuto del tutto, ma me ne sono innamorato, attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.