sabato 10 aprile 2021

Il Vangelo0 di Domenica 11 Aprile 2021

 

Della 2° Domenica del Tempo di Pasqua.

Festa della Divina Misericordia.

Prima lettura.

Un cuore solo e un'anima sola.

Dagli Atti degli Apostoli (4,32-35)

La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e

un'anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva,

ma fra loro tutto era comune.

Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del

Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.

Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case

li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano

ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.

Parola di Dio.

Seconda lettura.

Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (5,1-6)

Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi

ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.

In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo

i suoi comandamenti.

In questo infatti consiste l'amore di Dio, nell'osservare i suoi comandamenti;

e i suoi comandamenti non sono gravosi.

Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha

vinto il mondo: la nostra fede.

E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio?

Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l'acqua

soltanto, ma con l'acqua e con il sangue.

Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità.

Parola di Dio.

Vangelo.

Otto giorni dopo venne Gesù.

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31) anno B.

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del

luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in

mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco.

E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi!

Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi».

Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo.

A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non

perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù.

Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!».

Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il

mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso.

Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!».

Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua

mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!».

Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».

Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno

visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati

scritti in questo libro.

Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio,

e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non è rianimato.

E nemmeno solo presente nella nostra memoria, come un condottiero del

passato o un rivoluzionario.

Non è un uomo mitizzato, un simbolo di lotta, come Gandhi o Luther King.

È veramente risorto.

Era morto, esanime, irrigidito.

La morte lo aveva sconfitto.

O così si illudevano.

E i suoi discepoli erano fuggiti.

Prima gli apostoli, poi anche le donne.

Solo il giovane era rimasto a presidiare la tomba vuota.

Quel giovane che è il lettore.

Quel giovane che, storicamente, era il catecumeno cui era destinato il Vangelo di Marco

e che si era identificato, ascoltando il racconto proclamato durante la Veglia Pasquale.

Bel finale, bravo Marco, complimenti a Pietro, suo mentore e maestro.

Solo che, ad un certo punto, qualcuno fra i neo-discepoli si è accorto 

che non era poi così semplice.

E che l’entusiasmo del neofita doveva fare i conti con i dubbi e le resistenze.

Con l’uomo vecchio che ci tormenta.

E che ci scoraggia.

E con l’avversario che, dopo i primi bagliori, insinua mille dubbi.

È allora che interviene Giovanni.

È un problema che deve avere impressionato l’evangelista.

E che lo ha spinto ad aggiungere alcuni dettagli al suo Vangelo.

Gli altri evangelisti non avevano avuto difficoltà nell’ammettere e raccontare le tante

incoerenze degli apostoli.

E della loro fatica nel credere.

Ma, evidentemente, il messaggio non era stato così chiaramente recepito e i discepoli

della seconda e terza generazione si lamentavano con lui.

“Beati voi che avete visto!”.

No, certo, replicava Giovanni.

Anche chi ha visto non ha capito.

Anche chi ha assistito ai miracoli non ha capito.

Anche chi era nel gruppo dei Dodici non ha capito.

E non è l’evidenza che converte ma la fede che è fiducia.

Credere è fidarsi.

Allora come oggi.

Nessuno mai dimostrerà che Dio esiste. O non esiste.

O che Gesù sia veramente risorto.

O sia solo un simpatico mito.

O che l’interpretazione degli eventi che diamo noi cattolici sia quella corretta, a scapito di

altre più fantasiose e accattivanti chiavi di lettura che ci propongono oggi. Nessuno.

Ci si fida della testimonianza degli altri.

Fragili come noi. Spaesati come noi.

Ma che, misteriosamente, sono stati inviati dal risorto a raccontare il Vangelo. E a viverlo.

È così Dio. Birichino, ingenuo, folle.

Sceglie i suoi discepoli fra gente poco adatta.

Affida il più importante annuncio della storia dell’umanità a delle donne, categoria

sottomessa al maschilismo imperante.

E, in effetti, da bravi maschilisti, nemmeno gli apostoli credono alle 

donne e corrono a verificare.

Ma c’è un modo per giungere alla fede e conservarla, scrive Giovanni.

Imitare Tommaso.

Tommaso, che ci crede anche se non ci mette il naso

Tommaso è deluso, amareggiato, sconfitto.

Il suo terremoto ha un nome; crocifissione.

Lì, sul Gòlgota, ha perso tutto; la fede, la speranza, il futuro e Dio.

Ha vagato per giorni, come gli altri, fuggendo per la paura di essere trovato e ucciso.

Umiliato e sconvolto, si è trovato al Cenacolo con gli apostoli che gli hanno raccontato

di avere visto Gesù.

E, lì, Tommaso si è indurito.

Giovanni non ne parla, tutela della privacy, ma so bene cosa ha detto agli altri.

Tu Pietro? Tu Andrea?; e tu Giacomo?

Voi mi dite che Lui è vivo?

Siamo scappati tutti, come conigli; siamo stati deboli, non gli abbiamo creduto!

Eppure, Lui ce l’aveva detto, ci aveva avvisati.

Lo sapevamo che poteva finire così, e non gli siamo stati vicini, non ne siamo stati capaci.

Ora, proprio voi, venite a dirmi di averlo visto, vivo?

No, non è possibile; come faccio a credervi?

Tommaso è uno dei tanti scandalizzati dall’incoerenza di noi discepoli.

Eppure resta, non se ne va, stizzito. E fa bene.

Perché torna proprio per lui, il Signore.

E l’incontro è un fiume di emozioni.

Gesù lo guarda, gli mostra le mani, ora parla.

Tommaso, so che hai molto sofferto. Anch’io, guarda.

E Tommaso crolla.

Anche Dio ha sofferto, come lui.

L’unico modo per conservare la fede è restare nella comunità, anche se fragile.

Beati noi che crediamo senza avere visto.

Senza avere visto Cristo o gli apostoli.

Senza vedere, a volte, coerenza a passione nelle comunità ma, piuttosto, 

abitudine e affaticamento.

Beati noi che non ce ne andiamo, che non ci sentiamo migliori, che soffriamo per

la Chiesa che amiamo.

Beati noi che vogliamo cambiare le cose che non funzionano a partire dai noi stessi.

Ecco, cominciamo il cambiamento da dentro il nostro cuore, forse ci accorgeremo che

il Signore è solo quello che vuole, dimorare in noi attraverso la sua Misericordia.

Santa festa della Misericordia amici, Fausto.

 

venerdì 9 aprile 2021

Il Vangelo del Sabato 10 Aprile 2021

 

Del Sabato fra l’Ottava di Pasqua.

Prima lettura.

Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato.

Dagli Atti degli Apostoli (4,13-21)

In quei giorni, i capi, gli anziani e gli scribi, vedendo la franchezza di Pietro e di

Giovanni e rendendosi conto che erano persone semplici e senza istruzione,

rimanevano stupiti e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù.

Vedendo poi in piedi, vicino a loro, l'uomo che era stato guarito, non sapevano

che cosa replicare.

Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: «Che cosa

dobbiamo fare a questi uomini?

Un segno evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto

a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo.

Ma perché non si divulghi maggiormente tra il popolo, proibiamo loro con

minacce di parlare ancora ad alcuno in quel nome».

Li richiamarono e ordinarono loro di non parlare in alcun modo né di insegnare

nel nome di Gesù.

Ma Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi

invece che a Dio, giudicatelo voi.

Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato».

Quelli allora, dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando in che modo poterli

punire, li lasciarono andare a causa del popolo, perché tutti glorificavano Dio per l'accaduto.

Parola di Dio.

Vangelo.

Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo.

Dal Vangelo secondo Marco (16,9-15) anno dispari.

Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria

di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni.

Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto.

Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.

Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino

verso la campagna.

Anch'essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.

Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la

loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo

avevano visto risorto.

E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il Vangelo di Marco si era chiuso in maniera troppo brusca, con le donne che il

giorno delle resurrezione erano fuggite piene di spavento, senza dire niente a nessuno.

Per questa ragione un discepolo dell’evangelista si era sentito in dovere di aggiungere

qualche versetto, fornendo un riassunto delle apparizioni del Risorto conosciute da tutta

la comunità e aggiungendo una frase finale che è un capolavoro; i discepoli sono

invitati ad andare in tutto il mondo ad annunciare il Vangelo.

Per farlo sono loro per primi a dover superare l’incredulità, a dover affrontare i propri dubbi.

Alla fine della settimana dell’ottava di Pasqua, la Parola ci ricorda che anche i

discepoli che hanno vissuto l’esperienza della resurrezione in presa diretta devono

poi scontrarsi con le proprie incertezze!

Non spaventiamoci, allora, se anche noi dobbiamo fare i conti con i dubbi della nostra fede!

È salutare il fatto che ci interroghiamo, necessario, però, è il fatto di renderci conto

delle nostre insicurezze, io per primo amici approfondendo con intelligenza le verità

della nostra fede.

Il Signore ha bisogno di discepoli dinamici e credibili, non di mummie piene di

dottrina inviolabile!

Praticamente, di discepoli semplici ed umili, che si fanno aiutare dalla

preghiera per comprendere la Parola del Signore.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 8 aprile 2021

Il Vangelo del Venerdì 9 Aprile 2021

 

Del Venerdì fra l’Ottava di Pasqua.

Prima lettura.

In nessun altro c'è salvezza.

Dagli Atti degli Apostoli (4,1-12)

In quei giorni, Pietro e Giovanni stavano parlando al popolo, [dopo la guarigione

dello storpio,] quando sopraggiunsero i sacerdoti, il comandante delle guardie del

tempio e i sadducèi, irritati per il fatto che essi insegnavano al popolo e

annunciavano in Gesù la risurrezione dai morti.

Li arrestarono e li misero in prigione fino al giorno dopo, dato che ormai era sera.

Molti però di quelli che avevano ascoltato la parola credettero e il numero degli

uomini raggiunse circa i cinquemila.

Il giorno dopo si radunarono in Gerusalemme i loro capi, gli anziani e gli scribi,

il sommo sacerdote Anna, Càifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano

a famiglie di sommi sacerdoti.

Li fecero comparire davanti a loro e si misero a interrogarli: «Con quale potere

o in quale nome voi avete fatto questo?».

Allora Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani,

visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo,

e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il

popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso

e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato.

Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata

la pietra d'angolo. In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro

nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».

Parola di Dio.

Vangelo.

Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce.

Dal Vangelo secondo Giovanni (21,1-14) anno dispari.

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade.

E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo,

Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli.

Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare».

Gli dissero: «Veniamo anche noi con te».

Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.

Quando già era l'alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti

che era Gesù.

Gesù disse loro: «Figlioli, non avete da mangiare?».

Gli risposero: «No».

Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete».

La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci.

Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!».

Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi,

perché era svestito, e si gettò in mare.

Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci:

non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.

Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane.

Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso ora».

Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di

centocinquantatrè grossi pesci.

E benché fossero tanti, la rete non si spezzò.

Gesù disse loro: «Venite a mangiare».

E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene

che era il Signore.

Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce.

Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Pietro è l’ultimo fra i discepoli a convertirsi.

C’è troppo dolore nel suo cuore, è troppo fallimentare il suo percorso.

Il fatto di avere rinnegato Gesù davanti ad una serva lo ha gettato nello sconforto

più assoluto, Gesù è risorto, certo, ma non per lui.

Torna a pescare, riprendendo quelle reti che tre anni prima aveva lasciato per

iniziare la folle avventura col Signore.

Gli amici di sempre lo seguono, stanno con lui per incoraggiarlo e sostenerlo.

Ma, come spesso accade, al danno si aggiunge la beffa; non pesca nulla durante

la notte e l’umore di tutti, ora, è nero.

Ma alla fine di ogni notte infruttuosa il Signore ci aspetta, come aspetta Pietro.

Quando tocchiamo il fondo, il Signore è lì che ci aspetta per farci risorgere.

Chiede informazioni l’importuno curioso, i discepoli rispondono appena; poi, accade.

La frase, quella frase sentita tre anni prima, nello stesso luogo; prendete il largo.

Si guardano, ora, stupiti, silenziosi.

Prendono il largo, le reti si gonfiano di pesci.

Un nuovo segno, il segno di una pesca fruttuosa, un segno che indica una realtà

inattesa; è Lui, è il Signore.

Venuto apposta per Pietro e per noi, per tirarci fuori dal baratro in cui siamo caduti.

Perciò preghiamo, per ringraziare il Signore per il suo aiuto.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 7 aprile 2021

Il Vangelo del Giovedì 8 Aprile 2021

 

Del Giovedì fra l’Ottava di Pasqua.

Prima lettura.

Avete ucciso l'autore della vita, ma Dio l'ha risuscitato dai morti.

Dagli Atti degli Apostoli (3,11-26)

In quei giorni, mentre lo storpio guarito tratteneva Pietro e Giovanni, tutto il popolo,

fuori di sé per lo stupore, accorse verso di loro al portico detto di Salomone.

Vedendo ciò, Pietro disse al popolo: «Uomini d'Israele, perché vi meravigliate

di questo e perchè continuate a fissarci come se per nostro potere o per la nostra

religiosità avessimo fatto camminare quest'uomo?

Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha

glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a

Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi invece avete rinnegato il Santo

e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino.

Avete ucciso l'autore della vita, ma Dio l'ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni.

E per la fede riposta in lui, il nome di Gesù ha dato vigore a quest'uomo che voi

vedete e conoscete; la fede che viene da lui ha dato a quest'uomo la perfetta

guarigione alla presenza di tutti voi.

Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi.

Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti,

che cioè il suo Cristo doveva soffrire.

Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e così

possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi

colui che vi aveva destinato come Cristo, cioè Gesù.

Bisogna che il cielo lo accolga fino ai tempi della ricostituzione di tutte le cose,

delle quali Dio ha parlato per bocca dei suoi santi profeti fin dall'antichità.

Mosè infatti disse: "Il Signore vostro Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli,

un profeta come me; voi lo ascolterete in tutto quello che egli vi dirà.

E avverrà: chiunque non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo".

E tutti i profeti, a cominciare da Samuèle e da quanti parlarono in seguito,

annunciarono anch'essi questi giorni.

Voi siete i figli dei profeti e dell'alleanza che Dio stabilì con i vostri padri, quando

disse ad Abramo: "Nella tua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra".

Dio, dopo aver risuscitato il suo servo, l'ha mandato prima di tutto a voi per

portarvi la benedizione, perché ciascuno di voi si allontani dalle sue iniquità».

Parola di Dio.

Vangelo.

Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.

Dal Vangelo secondo Luca (24,35-48) anno dispari.

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che

era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro

e disse: «Pace a voi!».

Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma.

Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?

Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!

Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho».

Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.

Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore,

disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?».

Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che

si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi».

Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto:

il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati

a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.

Di questo voi siete testimoni».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

I discepoli di Emmaus tornano, sconvolti, e raccontano agli altri discepoli

la propria esperienza.

Hanno sentito la necessità impellente di comunicare la notizia, di condividere,

di far sapere.

Non come le nostre fragili comunità che non comunicano, non condividono,

non raccontano la straordinaria novità del Risorto!

Eppure la Parola è affidata a noi, l’annuncio ci è consegnato, non per custodirlo

gelosamente, ma per divulgarlo ad ogni uomo.

E, come spesso accade ancora oggi, quando i discepoli parlano dell’incontro

col Maestro con passione e convinzione, il Maestro appare, si manifesta, si rende

presente e porta i doni della pace, dello Spirito, del perdono.

Quando parliamo con passione di Cristo, Cristo si manifesta.

La presenza del risorto, nella nostra vita, è profondamente legata alla pace del

cuore, cioè alla consapevolezza d’essere amati, d’essere coinvolti in uno straordinario

progetto di bene, dallo Spirito, dono ai credenti che ci permette di incontrare Gesù

come qualcuno di vivo e non come un ricordo del passato, e al perdono che proviene

dal risorto che ha perdonato i suoi assassini e chiede a noi di diventare portatori di

vita nuova, attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 6 aprile 2021

Il Vangelo del Mercoledì 7 Aprile 2021

 

Del Mercoledì fra l’Ottava di Pasqua.

Prima lettura.

Quello che ho te lo dò: nel nome di Gesù, cammina!

Dagli Atti degli Apostoli (3, 1-10)

In quei giorni, Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera delle tre

del pomeriggio.

Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita; lo ponevano ogni

giorno presso la porta del tempio detta Bella, per chiedere l'elemosina a coloro

che entravano nel tempio.

Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio,

li pregava per avere un'elemosina.

Allora, fissando lo sguardo su di lui, Pietro insieme a Giovanni disse: «Guarda

verso di noi».

Ed egli si volse a guardarli, sperando di ricevere da loro qualche cosa.

Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo

do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!».

Lo prese per la mano destra e lo sollevò.

Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e, balzato in piedi, si mise a

camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.

Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era colui

che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio, e furono ricolmi

di meraviglia e stupore per quello che gli era accaduto.

Parola di Dio.

Vangelo.

Riconobbero Gesù nello spezzare il pane.

Dal Vangelo secondo Luca (24,13-35) anno dispari.

Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana,] due [dei discepoli] erano

in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da

Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.

Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e

camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.

Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi

lungo il cammino?».

Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo

tu sei forestiero a Gerusalemme!

Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?».

Domandò loro: «Che cosa?».

Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere

e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre

autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso.

Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò,

sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute.

Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla

tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche

una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo.

Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto

le donne, ma lui non l’hanno visto».

Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti!

Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?».

E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò

che si riferiva a lui.

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse

andare più lontano.

Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto».

Egli entrò per rimanere con loro.

Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò

e lo diede loro.

Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero.

Ma egli sparì dalla loro vista.

Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli

conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».

Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti

gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore

è risorto ed è apparso a Simone!».

Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano

riconosciuto nello spezzare il pane.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gli stessi discepoli di Gesù non compresero la morte del loro Maestro,

si lasciarono avvolgere dalla tristezza dell’evento, come è naturale per

qualsiasi uomo che perde un proprio caro.

“Noi speravano che Lui fosse colui che avrebbe liberati Israele”.

La morte vince sulla speranza.

Hanno udito dalle donne il racconto di quanto esse avessero visto, ma seppur scrutano

la tomba vuota, non vedendo il Risorto, la loro fede vacilla, cadono nello sconforto.

Gesù, il risorto, si manifesterà per ulteriori 50 giorni, di nuovo presente tra i

discepoli, a testimonianza della Gloria del Padre e della conversione annunciata

anche dai profeti suoi predecessori.

Oggi, la nostra fede trova le stesse difficoltà che hanno colpito i discepoli nel

tempo immediatamente successivo alla morte di Gesù!

Vorremo anche noi percorrere un tratto di strada con il nostro Salvatore per poi

poter dire davvero il Signore è risorto!

Lo possiamo fare, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.