giovedì 25 febbraio 2021

Il Vangelo del Venerdì 26 Febbraio 2021

 

Della 1° settimana di Quaresima.

Sant' Alessandro di Alessandria, Patriarca.

Prima lettura dal libro del profeta Ezechièle (18,21-28)

Così dice il Signore Dio: «Se il malvagio si allontana da tutti i peccati che ha

commesso e osserva tutte le mie leggi e agisce con giustizia e rettitudine,

egli vivrà, non morirà.

Nessuna delle colpe commesse sarà più ricordata, ma vivrà per la giustizia

che ha praticato.

Forse che io ho piacere della morte del malvagio-oracolo del Signore-o non

piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?

Ma se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male, imitando tutte

le azioni abominevoli che l'empio commette, potrà egli vivere?

Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione

in cui è caduto e del peccato che ha commesso, egli morirà.

Voi dite: "Non è retto il modo di agire del Signore".

Ascolta dunque, casa d'Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non

è retta la vostra?

Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo

muore, egli muore appunto per il male che ha commesso.

E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò

che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso.

Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,20-26) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà

quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà

essere sottoposto al giudizio.

Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.

Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli

dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.

Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha

qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a

riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui,

perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga

gettato in prigione.

In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù ha molto a cuore la coerenza fra la vita e la fede; non riesce ad immaginare

come un discepolo del Padre riesca a rivolgersi a Dio in un modo, a pregarlo,

senza convertire in contemporanea la propria vita.

Certo; poi magari ci vuole del tempo e molta pazienza, ma fare il contrario di

quello che si dice e si prega non rientra nelle possibilità del Signore.

Purtroppo anche noi cristiani, troppo sovente, commettiamo lo stesso errore;

creiamo una profonda distonia fra le nostre parole e la nostra vita.

La fede, intendiamoci, non si riduce ad un generico buonismo ma se non produce

l’effetto di una vita orientata alle parole che pronunciamo, è solo vuota retorica religiosa.

Gesù giunge a chiedere al suo discepolo di anteporre la riconciliazione del fratello

che ce l’ha con noi (e non viceversa!) alla celebrazione del rito liturgico.

Quanto stonano i nostri atteggiamenti di indifferenza, di litigi all’interno della

comunità cristiana per ragioni spesso ridicole con queste severe parole del Signore!

Che la Quaresima ci aiuti ad andare all’essenziale, a riportare un briciolo di

coerenza fra le parole che pronunciamo e i comportamenti che viviamo,

facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 24 febbraio 2021

Il Vangelo del Giovedì 25 Febbraio 2021

 

Della 1° settimana di Quaresima.

San Gerlando di Agrigento, Vescovo.

Prima lettura dal libro di Ester (14, 1. 3-5. 12-14)

In quei giorni, la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da

un'angoscia mortale.

Si prostrò a terra con le sue ancelle da mattina a sera e disse: «Tu sei benedetto,

Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe.

Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all'infuori di te,

o Signore, perché un grande pericolo mi sovrasta.

Io ho sentito dai libri dei miei antenati, Signore, che tu liberi fino all'ultimo

tutti coloro che compiono la tua volontà.

Ora, Signore, mio Dio, aiuta me che sono sola e non ho nessuno all'infuori di te.

Vieni in soccorso a me, che sono orfana, e poni sulle mie labbra una parola

opportuna davanti al leone, e rendimi gradita a lui.

Volgi il suo cuore all'odio contro chi ci combatte, a rovina sua e di quanti

sono d'accordo con lui.

Quanto a noi, liberaci dalla mano dei nostri nemici, volgi il nostro lutto in

gioia e le nostre sofferenze in salvezza».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (7,7-12) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiedete e vi sarà dato;

cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.

Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.

Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra?

E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe?

Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto

più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro:

questa infatti è la Legge e i Profeti».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La quaresima, tempo di deserto, ci aiuta a riprendere in mano la nostra vita,

a ricalibrare la nostra strada verso il Signore, a verificare il nostro discepolato.

E una delle caratteristiche del discepolo è la qualità della preghiera cristiana che,

ci ricorda con insistenza il Signore, non è rivolta ad un despota da convincere ma

ad un padre che conosce bene le nostre necessità.

Ma, proprio perché è un padre/madre, il Signore vede cose che noi non vediamo.

Anche mio figlio chiede continuamente di comprargli dei giochi ma me ne guardo

bene dal farlo!

Così il Signore fa con noi; magari siamo insistenti (anche troppo) con Lui per

cercare di ottenere delle cose che ci sembrano essenziali e il Signore tarda a

risponderci, forse perché ciò che chiediamo non è il nostro bene o forse perché

dobbiamo prima crescere nel desiderio.

E oggi il Signore ci ricorda il legame della preghiera con la vita; come possiamo

chiedere una cosa buona al padre se noi per primi non sappiamo compiere cose

buone per chi sta intorno a noi?

La nostra preghiera è credibile solo se diventa parte di un percorso più ampio

che converte ogni nostro atteggiamento, se parte dal cuore di un discepolo che

sa mettersi in discussione.

Capite perché ogni giorno vi invito a pregare?

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 23 febbraio 2021

Il Vangelo del Mercoledì 24 Febbraio 2021

 

Della 1° settimana di Quaresima.

Sant' Etelberto, Re del Kent.

Prima lettura dal libro del profeta Giona (3,1-10)

In quel tempo, fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati,

va' a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico».

Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.

Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino.

Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e

predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».

I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il

sacco, grandi e piccoli.

Giunta la notizia fino al re di Nìnive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto,

si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere.

Per ordine del re e dei suoi grandi fu poi proclamato a Nìnive questo decreto: «Uomini

e animali, armenti e greggi non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua.

Uomini e animali si coprano di sacco e Dio sia invocato con tutte le forze; ognuno

si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani.

Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi

non abbiamo a perire!».

Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia,

e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (11,29-32) anno dispari.

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:

«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno,

ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona.

Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio

dell'uomo lo sarà per questa generazione.

Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa

generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della

terra per ascoltare la sapienza di Salomone.

Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.

Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione

e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono.

Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Per convertirci non abbiamo bisogno di segni prodigiosi o di eventi traumatici

nella nostra vita.

Abbiamo accanto a noi l’essenziale; la Parola, la testimonianza, la gioiosa

esperienza della Chiesa.

Abbiamo accanto a noi profeti come Giona che, nonostante la loro incoerenza

e la loro pavidezza, annunciano nella Ninive in cui viviamo il primato di Dio.

Abbiamo accanto a noi, nella Chiesa, persone sagge come Salomone che riescono

a non farsi prendere dal delirio di onnipotenza e si fanno carico degli altri con prudenza.

Comportiamoci come gli abitanti di Ninive che si vestirono di sacco e fecero

penitenza e come la regina di Saba, disposta a venire da lontano per poter ascoltare

la rara saggezza di Salomone!

Non come i contemporanei di Gesù, talmente assuefatti all’annuncio di Dio da non

riuscire a smuoversi dalle loro presunte certezze, anche dalle certezze di fede.

Ben più di Giona c’è qui, ben più di una rara saggezza!

Possiamo accedere a Dio sotto i segni sacramentali della sua presenza, senza paura.

Il Signore Gesù si è donato totalmente e ci rende possibile l’accesso al Padre;

è questo il tempo della conversione e della preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 22 febbraio 2021

Il Vangelo del Martedì 23 Febbraio 2021

 

Della 1° settimana di Quaresima.

San Policarpo, Vescovo e Martire.

Prima lettura dal libro del profeta Isaìa (55,10-11)

Così dice il Signore: «Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi

ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare,

perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della mia parola

uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò

che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (6,7-15) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole

come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole.

Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete

bisogno prima ancora che gliele chiediate.

Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo

nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma

liberaci dal male.

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli

perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre

vostro perdonerà le vostre colpe».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Nel deserto riscopriamo il valore e il dono della preghiera.

Quella preghiera che, giorno per giorno, feconda i nostri giorni e cambia il

nostro modo di vedere la vita.

Facciamo fatica a pregare, tutti, anche dopo molti anni di tentativi e di

esperienza, anche se siamo dei discepoli navigati.

Alla fine del percorso non ci resta che arrenderci all’evidenza, ammettere la

nostra incapacità e chiedere al Signore di insegnarci Lui a pregare.

La preghiera che ci consegna, l’unica che Egli ci ha donato, è colma della sua

interiorità, del suo slancio verso il Padre, della sua ricerca intima di Dio.

Un Dio che è Padre/madre, che ci invita a riconoscerci parte di un tutto, che ci

chiede di elemosinare ciò che riempie il quotidiano restando capaci di guardare

all’essenziale e all’altrove.

Riscopriamo questa preghiera, in queste settimane, facciamola nostra,

gustiamola, ripetiamola spesso durante lo scorrere dei giorni.

È la preghiera che meglio parla di Dio, e di noi.

Siamo figli di un padre straordinario, siamo discepoli di un Dio che ci fa

crescere e ci conduce verso la pienezza.

E ancora chiediamo che ogni uomo scopra o riscopra il volto del Padre,

attraverso la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 21 febbraio 2021

Il Vangelo del Lunedì 22 Febbraio 2021

 

Della 1° settimana di Quaresima.

Cattedra di san Pietro apostolo.

Prima lettura dalla prima lettera di san Pietro apostolo (5,1-4)

Carissimi, esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro,

testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve

manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo

non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso

interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi

affidate, ma facendovi modelli del gregge.

E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria

che non appassisce.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-19) anno dispari.

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò

ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?».

Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa

o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».

Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne

né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.

E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa

e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà

legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Pietro è l’esempio migliore di come Gesù sappia trarre fuori da una persona ordinaria,

con tanti pregi ma anche con molteplici difetti e limiti, un capolavoro di santità.

La Chiesa stessa poggia sull’atto di fede e di amore di quest’uomo.

Le parole di Gesù devono essergli sembrate ancora oscure e di difficile comprensione.

Cosa significa pietra, e cos’è la Chiesa?

Con il tempo e la sofferenza Pietro comprenderà cosa significhi portare su di sé

tutto il peso della Chiesa intera.

Ma non per questo si tirerà indietro; alla mancanza di prudenza e di tatto sostituirà

una grande dose di generosità e di docilità.

Sono queste le virtù del primo Papa, che attirarono lo sguardo benevolo di Gesù

su quest’uomo semplice, ma pieno di Dio.

Imitiamo amici, Pietro, cerchiamo di essere semplicemente innamorati del Signore,

facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 20 febbraio 2021

Il Vangelo di Domenica 21 Febbraio 2021

 

Della 1° Domenica di Quaresima.

San Pietro Damiani, vescovo e dottore della Chiesa.

Prima lettura dal libro della Gènesi (9,8-15)

Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui: «Quanto a me, ecco io stabilisco la mia

alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi, con ogni essere vivente

che è con voi, uccelli, bestiame e animali selvatici, con tutti gli animali che sono

usciti dall'arca, con tutti gli animali della terra.

Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutta alcuna carne dalle

acque del diluvio, né il diluvio devasterà più la terra».

Dio disse: «Questo è il segno dell'alleanza, che io pongo tra me e voi e ogni

essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future.

Pongo il mio arco sulle nubi, perché sia il segno dell'alleanza tra me e la terra.

Quando ammasserò le nubi sulla terra e apparirà l'arco sulle nubi, ricorderò

la mia alleanza che è tra me e voi e ogni essere che vive in ogni carne, e non

ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere ogni carne».

Parola di Dio.

Seconda lettura dalla prima lettera di san Pietro apostolo (3,18-22)

Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti,

per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.

E nello spirito andò a portare l'annuncio anche alle anime prigioniere, che un tempo

avevano rifiutato di credere, quando Dio, nella sua magnanimità, pazientava nei

giorni di Noè, mentre si fabbricava l'arca, nella quale poche persone, otto in tutto,

furono salvate per mezzo dell'acqua.

Quest'acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi; non porta via la

sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una

buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo.

Egli è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità

sugli angeli, i Principati e le Potenze.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (1,12-15) anno B.

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta

giorni, tentato da Satana.

Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il Vangelo

di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi

e credete nel Vangelo».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Via le maschere, adesso.

Quelle di Carnevale, non ci hanno permesso di indossarle, dando la colpa alla

pandemia, ed allora, leviamo quelle che indossiamo sempre.

Inizia la Quaresima, il tempo che ogni anno ci viene donato per tornare

all’essenziale, per tornare a noi stessi, per fare in modo che l’anima ci

raggiunga, per incontrare Dio.

Lo desideriamo, certo, ma sappiamo bene quanto sia difficile conservare la fede,

fare del Vangelo il metro di giudizio della nostra vita, restare in intimità con noi stessi.

Questo tempo di essenzialità ci prepara alla grande festa della Pasqua e dobbiamo

vegliare finché le tante iniziative proposte dalle parrocchie in queste settimane non

ci giungano abitudinarie e fiacche.

Non lasciamo la maschera che indossiamo per indossare la maschera del penitente

pensando, così, di far piacere a Dio.

Il problema non è mangiare il prosciutto di venerdì, o mettere da parte dei soldi

per le missioni, né fare le facce da mortificati, ma vivificare la nostra fede.

Come Gesù è entrato nel deserto per decidere come affrontare la sua missione,

così anche noi entriamo del deserto per mettere a fuoco le scelte che vogliamo fare.

Certo; leggendo il Vangelo di Marco si resta piuttosto delusi; l’evangelista sintetizza

le tentazioni di Gesù in due soli versetti, senza entrare nel dettaglio.

Ma stiamo imparando a diffidare dell’apparente semplificazione di Marco.

Le sfumature che contraddistinguono il suo racconto sono un universo da scoprire.

È lo Spirito che spinge Gesù nel deserto per soddisfare il suo desiderio di verità,

di preghiera e di silenzio.

Lo abbiamo già incontrato, di notte, da solo, a pregare il Padre, il Maestro.

Ora lo ritroviamo per un lungo periodo a concentrarsi solo sul suo rapporto con Dio.

Avessimo il coraggio anche noi di imparare il silenzio!

Di scoprire una preghiera fatta di ascolto!

Di osare, sospinti dallo Spirito, qualche giorno all’anno da dedicare allo spirito!

Avessimo anche noi il coraggio di ridire al nostro cristianesimo tiepido che lo

Spirito ci spinge!

Che ci obbliga all’interiorità!

Per quaranta giorni Gesù resta nel deserto, tentato da satana.

Non è una parentesi nella sua vita; i quaranta giorni, nel cammino dell’Esodo,

indicando una generazione, cioè una vita.

Per tutta la vita Gesù ha voluto stare in contatto intimo con Dio, nel deserto del suo cuore.

Per tutta la vita Gesù ha combattuto contro colui che divide, contro l’avversario, il satana.

Il termine usato da Marco, uno dei tanti a sua disposizione, non indica, in questo caso,

la personificazione del male, ma lo spirito maligno, l’avversario, il divisore.

La parte oscura della realtà che ci mette a dura prova, continuamente.

Esiste il male e ci porta alla paralisi, come dicevamo domenica scorsa.

Esiste ed agisce continuamente nelle nostre vite.

Siamo liberi ed è impegnativo scegliere la parte luminosa della realtà, quella che

proviene da Dio.

Anche noi a volte abbiamo l’impressione di essere sempre in battaglia.

È consolante sapere che anche Gesù ha vissuto così. E ha vinto.

Fiere e angeli lo servono. Che significa?

Gli esegeti danno due spiegazioni, scegliete voi quella che vi convince di più.

Forse Marco sostiene che Gesù sta creando una nuova realtà.

L’uomo che vive in armonia con il creato, con le bestie feroci, richiama lo stato

iniziale di Adamo.

Come a dire; Gesù è il nuovo Adamo.

Ma, aggiungo io da birichino, come a dire che nel deserto il Maestro ritrova

l’armonia primigenia, e anche noi.

Cosa altro dobbiamo sentirci dire per riappropriarci del silenzio e della preghiera?

Forse Marco si riferisce alle fiere della profezia di Daniele; lì indicavano le grandi

potenze straniere dell’epoca, qui indica i poteri contro cui Gesù deve fare i conti (Roma,

il sinedrio, i farisei) ma, anche, i poteri che riconoscono la supremazia del Signore.

La nostra vita è come un tessuto; la trama siamo noi a disegnarla, ma deve essere

necessariamente intrecciata con l’ordito.

La sensazione che la nostra vita non vada da nessuna parte ci deriva, forse, dal fatto

che ci illudiamo di intessere una stoffa senza un ordito a cui appoggiare le nostre trame.

Gli angeli, in questo caso, indicano le tante presenze che Gesù, e noi, incontriamo

nel nostro percorso di fede e che ci riportano verso Dio.

Un amico, un prete, un evento, un libro possono diventare angeli che ci

aiutano a superare le tentazioni.

Marco è l’unico che lega la fine del deserto con l’inizio della predicazione in Galilea.

Non entriamo nel deserto per restarci, non costruiamo un mondo a parte, ma il

superamento della tentazione e il ritorno all’armonia iniziale, conseguiti grazie

all’aiuto dei tanti inviati con cui Dio accompagna il nostro cammino ci spingono

a diventare testimoni credibili.

Buon cammino Quaresimale, amici, inoltriamoci insieme a Gesù, nel deserto

del nostro cuore, per ritrovare la nuova Pasqua, Fausto.