lunedì 21 dicembre 2020

Il Vangelo del Martedì 22 Dicembre 2020

 

Della 4° settimana del Tempo di Avvento.

Santa Francesca Saverio Cabrini, Vergine.

Prima lettura dal primo libro di Samuele (1,24-28)

In quei giorni, Anna portò con sé Samuèle, con un giovenco di tre anni, un'èfa

di farina e un otre di vino, e lo introdusse nel tempio del Signore a Silo: era

ancora un fanciullo.

Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e lei disse: «Perdona, mio signore.

Per la tua vita, mio signore, io sono quella donna che era stata qui presso di te

a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso

la grazia che gli ho richiesto.

Anch'io lascio che il Signore lo richieda: per tutti i giorni della sua vita egli

è richiesto per il Signore».

E si prostrarono là davanti al Signore.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (1,46-55) anno dispari.

In quel tempo, Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito

esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva.

D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione

in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del

loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato

di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva

detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ma come hai fatto a credere così tanto, piccola Maria!

La tensione di Maria si scioglie in un largo sorriso.

Allora è tutto vero! Allora è accaduto!

Nessuna follia, nessuna allucinazione, nessun demone!

Si abbracciano le donne, mentre i bimbi, dal ventre, scalciano e si agitano.

Sì, è tutto vero; Dio si manifesta, Dio interviene, Dio salva il suo popolo.

Dio non si dimentica delle sue promesse e le donne, ora, cantano e danzano

inebriate dalla gioia, roteando nella polvere del cortile mentre gli uomini,

divertiti e perplessi, guardano con rispetto il mistero della maternità.

Canta, Maria, intessendo il suo canto con citazioni bibliche, con le parole dei

salmi e dei profeti ascoltate nella penombra della sinagoga di Nazareth, lo shabbat.

Fa i complimenti a Dio; per come è intervenuto, per come interverrà.

E per Lei, piccola e umile figlia del popolo, chiamata a diventare la porta

d’ingresso di Dio nel mondo.

Loda il Signore, anche se la sua vita sarà intessuta di fatica e di tenebra, di lotta

e di perseveranza nella fede.

Ecco; Dio è alle porte, anche noi lodiamo il Signore per le grandi meraviglie

che continua a compiere nella nostra vita, attraverso la nostra preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 20 dicembre 2020

Il Vangelo del Lunedì 21 Dicembre 2020

 

Della 4° settimana di Avvento.

San Pietro Canisio, Sacerdote e Dottore della Chiesa.

Prima lettura dal Cantico dei cantici (2,8-14)

Una voce! L'amato mio!

Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline.

L'amato mio somiglia a una gazzella o ad un cerbiatto.

Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia dalle inferriate.

Ora l'amato mio prende a dirmi: «Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto!

Perché, ecco, l'inverno è passato, è cessata la pioggia, se n'è andata; i fiori sono

apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora

si fa sentire nella nostra campagna.

Il fico sta maturando i primi frutti e le viti in fiore spandono profumo.

Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto!

O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi,

mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave,

il tuo viso è incantevole».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (1,39-45) anno dispari.

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa,

in una città di Giuda.

Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta.

Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.

Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu

fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!

A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?

Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato

di gioia nel mio grembo.

E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il Vangelo di Luca pone l’incontro tra Maria ed Elisabetta immediatamente

dopo l’annuncio della nascita di Gesù.

E il racconto di questo avvenimento inizia con: “Maria si alzò e andò in fretta”.

La vita nuova che è germogliata in Lei la anima, la mette in moto, la rende missionaria.

È una pagina molto bella, questa di Luca.

Quello che apparentemente sembra un episodio di vita familiare, in realtà è già

un annuncio di salvezza.

L’incontro tra le madri è, in realtà, in funzione dei loro figli, che vengono

a trovarsi fin da questo momento uniti per una stessa causa.

Pur non vedendosi, si salutano e comunicano tra loro.

Ancora una volta la Parola di Dio ci invita ad andare oltre le apparenze per

saper cogliere, dietro l’apparente ordinarietà della vita, la straordinaria presenza

di Dio in mezzo a noi, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 19 dicembre 2020

Il Vangelo di Domeica 20 Dicembre 2020

 

Della 4° Domenica di Avvento.

Prima lettura dal secondo libro di Samuèle (7,1-5.8-12.14.16)

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato

riposo da tutti i suoi nemici all'intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito

in una casa di cedro, mentre l'arca di Dio sta sotto i teli di una tenda».

Natan rispose al re: «Va', fa' quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te».

Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va' e di' al

mio servo Davide: "Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa,

perché io vi abiti?

Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio

popolo Israele.

Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a

te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra.

Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non

tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in

cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele.

Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici.

Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.

Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un

tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno.

Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.

La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà

reso stabile per sempre"».

Parola di Dio.

Seconda lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (16,25-27)

Fratelli, a colui che ha il potere di confermarvi nel mio vangelo, che annuncia

Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero, avvolto nel silenzio per secoli

eterni, ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti, per ordine dell'eterno

Dio, annunciato a tutte le genti perché giungano all'obbedienza della fede, a Dio,

che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli. Amen.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38) anno B.

In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea,

chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide,

di nome Giuseppe.

La vergine si chiamava Maria.

Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto

come questo.

L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di

Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?».

Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo

ti coprirà con la sua ombra.

Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio.

Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio

e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

E l'angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Eccolo, arriva, il Natale

E noi qui a chiederci se lo vogliamo ancora, un Dio così, se abbiamo ancora

voglia di metterci in gioco, di svegliarci, di stupirci e di stupire.

Dio continua a nascere, (anche se quest’anno i nostri governanti, assieme agli

uomini di chiesa, in nome della salute, hanno messo in dubbio la sua venuta),

continua a venire, a provocarci, a chiedere ospitalità e accoglienza.

Basta che non facciamo il madornale errore di prenderci noi per Dio, bel

problema per certi personaggi.

Viene, ancora, bussa alle porte del nostro cuore.

Irrompe nel quotidiano, così come siamo, in mezzo a questa cavolo di crisi che

sembra non finire mai, in mezzo a questo mondo che pare frammentarsi ed

implodere, in questa Chiesa così credibile nonostante i nostri evidenti limiti.

Eccolo, arriva. Dio nasce. Rinasce in ciascuno di noi.

Siamo pronti ad accoglierlo? Datemi retta, seguiamo Maria.

Maria è stata sfiorata da Dio.

Non sappiamo come.

Sappiamo che ha avuto la certezza dell’irruzione di Dio nella sua vita.

Non è stata un’illusione, ma una reale percezione nell’intimo, una profonda

esperienza interiore.

No, non fatico a credere che Dio si manifesti nell’anima di chi lo cerca.

Che Dio sia diverso dalle nostre convinzioni e non credo affatto che la fede

sia un sentimento religioso.

Ma un incontro reale.

Talmente reale da spaventare.

Maria, in quel saluto, capisce tre cose; deve rallegrarsi perché Dio l’ha riempita

di grazia, perché il Signore è con lei.

Il saluto dell’angelo è un invito alla gioia.

Una gioia preventiva, a prescindere.

La gioia del cristiano.

La gioia del sapersi in compagnia di Dio.

È piena di grazia perché Dio precede e suscita la nostra conversione,

accompagna la nostra ricerca, orienta le nostre decisioni.

Anche noi siamo pieni di grazia.

Anche noi siamo riempiti, se prima abbiamo il coraggio di svuotarci.

Anche noi siamo capaci di Dio.

Maria è turbata. Ci mancherebbe.

Come non essere travolti e stravolti dalla improvvisa visita di Dio?

Come non cedere davanti al soffio di Dio?

Alla bellezza dell’Altissimo?

Come non provare un brivido quando ci rendiamo conto che Dio è, ed è

presente, ed è bellissimo? E ci visita?

Maria è turbata, scossa. Dio è ed è lì.

L’angelo invita Maria a non spaventarsi.

E aggiunge; sarai madre. Ah, solo!

Il tuo sarà un grande figlio e sarà chiamato figlio dell’Altissimo. Ma dai?

Regnerà sul trono di Davide.

Parliamo del Messia, vero?

Gli angeli dovrebbero fare qualche corso sulla comunicazione.

O almeno qualche lezione di psicologia umana, almeno le basi.

Dio irrompe nella vita di Maria per renderla feconda, per fare grandi

cose attraverso di lei.

Suo figlio sarà grande, come ogni figlio!, ma sarà anche fonte di

benedizione per molti.

Dio viene sempre per compiere grandi cose in noi per gli altri.

Anche in me, umile e strampalato interprete della sua Parola.

Maria, come ogni figlia di Israele, sa che la gente aspetta un liberatore, un

nuovo re Davide che restituirà coraggio e gloria al popolo scelto da Dio.

Ora sta succedendo, finalmente.

Ma come?

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché io non

conosco uomo?». (Lc 1,34)

Sono le prime parole di Maria.

E sono come un treno in corsa.

Fino a qui l’abbiamo immaginata intimorita, un’adolescente sussiegosa che

ascolta il roboante annuncio del principe degli angeli.

Macché, non è affatto così.

Maria non è timida, né impacciata.

Mette i brividi vedere come tiene testa a Gabriele, come interagisce con

determinazione e lucidità.

Le sue prime parole-una richiesta di chiarimento-svelano una donna adulta, una

credente intelligente e posata, una persona concreta e con i piedi ben posati per terra.

Guardatela la ragazzina che interroga un ammirato messaggero celeste!

Siate fiere, figlie di Eva, per tanta forza, tanta grazia, tanta audacia!

Imparate, figli di Adamo, da tanta concretezza e determinazione.

L’adolescente che osa, che controbatte, che chiede.

Eppure è così che dobbiamo fare.

È questo l’atteggiamento che deve assumere il credente.

Il Dio che si racconta nella Bibbia, quello definitivamente svelato in Gesù è un Dio

che non tratta gli uomini come servi (Gv 15,15), ma come figli, che li pone alla

pari (Sal 8,5-6), che accetta di farsi mettere in discussione (Gen 18).

L’angelo spiega, interviene, non se l’aspettava.

Dio entra nel suo grembo, l’infinito si contrae e lei si chiede come sia possibile

se non ha avuto rapporti con Giuseppe?

Cala il silenzio. Tutto si ferma. Tutto è immobile.

Dio aspetta una risposta.

È giovane, Maria, certo, ma non sprovveduta.

Cosa sarebbe successo il giorno dopo? Con Giuseppe? Con Anna, sua madre?

Chi le avrebbe creduto?

Lei stessa, come avrebbe potuto ripensare a quel momento senza farsi travolgere

dai dubbi?

Senza credersi esaurita?

Voi cosa avreste risposto?

Il silenzio si interrompe.

Maria ha scelto.

Sa che la sua vita non è sua, che è dono e ne fa dono.

Una risposta diretta, precisa, la sua, una disponibilità ragionata che rivela lo

spessore dell’anima dell’adolescente.

Ci si prepara, alle grandi scelte, giorno per giorno, è pronta.

Da tempo ha fatto della sua vita un servizio a Dio.

Sa che siamo tutti servi gli uni della felicità degli altri.

Sa che la vita o si dona o sfiorisce. Sa.

Se stasera sono qui a scrivere, a riprendere in mano questa pagina, se, fra poco,

prenderò un salmo per affidare la mia vita a Dio, se ho accolto la fede, se ho

un orizzonte di speranza, se credo, con fatica ma con tenacia, dopo tanti anni,

è grazie a quel “sì”.

Il sì pronunciato da un’adolescente in un buco di paese sperduto nel nulla.

Sono qui grazie a quel sì.

E inizia la salvezza, la mia e la vostra.

Impariamo da Maria, amici, diciamo il nostro “si” al Signore senza paura,

per essere nella sua pace, Santa 4° Domenica di Avvento, Fausto.

venerdì 18 dicembre 2020

Il Vangelo del Sabato 19 Dicembre 2020

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Anastasio I, Papa.

Prima lettura dal libro dei Gudici (13,2-7.24-25)

In quei giorni, c'era un uomo di Sorèa, della tribù dei Danìti, chiamato Manòach;

sua moglie era sterile e non aveva avuto figli.

L'angelo del Signore apparve a questa donna e le disse: «Ecco, tu sei sterile

e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio.

Ora guardati dal bere vino o bevanda inebriante e non mangiare nulla d'impuro.

Poiché, ecco, tu concepirai e partorirai un figlio sulla cui testa non passerà rasoio,

perché il fanciullo sarà un nazireo di Dio fin dal seno materno; egli comincerà

a salvare Israele dalle mani dei Filistei».

La donna andò a dire al marito: «Un uomo di Dio è venuto da me; aveva l'aspetto

di un angelo di Dio, un aspetto maestoso.

Io non gli ho domandato da dove veniva ed egli non mi ha rivelato il suo nome,

ma mi ha detto: "Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio; ora non bere vino né

bevanda inebriante e non mangiare nulla d'impuro, perché il fanciullo sarà un

nazireo di Dio dal seno materno fino al giorno della sua morte"».

E la donna partorì un figlio che chiamò Sansone.

Il bambino crebbe e il Signore lo benedisse.

Lo spirito del Signore cominciò ad agire su di lui.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (1,5-25) anno dispari.

Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccarìa, della

classe di Abìa, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta.

Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi

e le prescrizioni del Signore.

Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.

Avvenne che, mentre Zaccarìa svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore

durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l'usanza del servizio

sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l'offerta dell'incenso.

Fuori, tutta l'assemblea del popolo stava pregando nell'ora dell'incenso.

Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso.

Quando lo vide, Zaccarìa si turbò e fu preso da timore.

Ma l'angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita

e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni.

Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli

sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà

colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli

d'Israele al Signore loro Dio.

Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elìa, per ricondurre

i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al

Signore un popolo ben disposto».

Zaccarìa disse all'angelo: «Come potrò mai conoscere questo?

Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni».

L'angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato

mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio.

Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose

avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».

Intanto il popolo stava in attesa di Zaccarìa, e si meravigliava per il suo indugiare

nel tempio.

Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto

una visione.

Faceva loro dei cenni e restava muto.

Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa.

Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque

mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è

degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il Battista rappresenta l’anello di congiunzione fra il Vecchio e il Nuovo,

fra il passato e il futuro, fra Israele e il nuovo Israele.

E si sente tutta questa congiunzione, questo passaggio doloroso e sofferto.

L’annunciazione del Battista avviene in un solenne contesto liturgico, nel tempio,

e a ricevere l’annuncio è un levita, Zaccaria, che vive la pesante situazione di

non avere figli, grande dramma per una famiglia ebrea del tempo.

Spesso, nella Bibbia, il parto di una sterile è segno prodigioso dell’intervento di Dio.

Anche qui succede qualcosa del genere, e la scena riprende tutti gli elementi della

teofania dell’Antico Testamento.

Maria, invece, riceverà l’annuncio in casa, in un piccolo borgo sperduto a centinaia

di chilometri dalla capitale.

E non durante la preghiera ma durante le faccende domestiche!

Dio esce dal tempio ed entra in casa, come stiamo facendo noi, “che a causa del covid,

il vescovo ha consigliato in queste settimane di Avvento, di non fare incontri di

preparazione al Natale in Chiesa, ma nelle famiglie per paura dei contagi”

e abbandona la pomposità delle liturgie per incarnarsi nella quotidianità.

Anche noi, a pochi giorni dal Natale, vogliamo far diventare la nostra piccola vita

il luogo che accoglierà Dio, perché anche a noi, come a Maria e come a Zaccaria,

Dio chiede collaborazione, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

giovedì 17 dicembre 2020

Il Vangelo del Venerdì 18 Dicembre 2020

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

San Gaziano di Tours.

Prima lettura dal libro del profeta Geremìa (23,5-8)

«Ecco, verranno giorni “oracolo del Signore” nei quali susciterò a Davide un

germoglio giusto, che regnerà da vero re e sarà saggio ed eserciterà il diritto

e la giustizia sulla terra.

Nei suoi giorni Giuda sarà salvato e Israele vivrà tranquillo, e lo chiameranno

con questo nome: Signore-nostra-giustizia.

Pertanto, ecco, verranno giorni “oracolo del Signore” nei quali non si dirà

più: "Per la vita del Signore che ha fatto uscire gli Israeliti dalla terra d'Egitto!",

ma piuttosto: "Per la vita del Signore che ha fatto uscire e ha ricondotto la

discendenza della casa d'Israele dalla terra del settentrione e da tutte le regioni

dove li aveva dispersi!"; costoro dimoreranno nella propria terra».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (1,18-24) anno dispari.

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe,

prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.

Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente,

pensò di ripudiarla in segreto.

Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo

del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con

te Maria, tua sposa.

Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce

un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per

mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui

sarà dato il nome di Emmanuele», che significa «Dio con noi».

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo

del Signore e prese con sé la sua sposa.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Matteo ci tiene a raccontare la versione della nascita di Gesù dalla prospettiva di Giuseppe.

È importante, per lui, dimostrare che davvero Gesù discende da Davide e che compie

le promesse del Signore.

E il suo racconto ci riempie di stupore e di gioia; Giuseppe, promesso sposo di

Maria, è l’unico a sapere che quel figlio non è suo.

Per seguire la Legge del Signore avrebbe dovuto denunciare il fatto e cacciare con

vergogna Maria (e a quei tempi l’avrebbero lapidata).

Passa la notte insonne e trova una soluzione che salverà l’onore alla sua amata;

dirà che si è stancato di lei.

Bella storia; per essere giusto, come lo definisce Matteo, non osserva la Legge e mente!

La notte di Giuseppe finisce con un sogno e un angelo lo rassicura.

E Giuseppe che fa?

Si sveglia e fa come gli ha detto l’angelo!

Io avrei pensato alla cena pesante.

Giuseppe è giusto perché non giudica secondo le apparenze ed è un grande

sognatore (spesso, nella sua storia, i sogni svolgono un ruolo determinante).

Chiediamogli, a pochi giorni dal Natale, di avere ancora il coraggio del sogno, di osare,

di non lasciarci schiacciare dal pessimismo dilagante, con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.