venerdì 20 novembre 2020

Il Vangelo del Sabato 21 Novembre 2020

 

Della 33° settimana del Tempo Ordinario.

Presentazione della Beata Vergine Maria. 

Prima lettura dal libro del profeta Zaccarìa (2,14-17)

Rallégrati, esulta, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te.

Oracolo del Signore.

Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore e diverranno suo popolo, ed

egli dimorerà in mezzo a te e tu saprai che il Signore degli eserciti mi ha inviato a te.

Il Signore si terrà Giuda come eredità nella terra santa ed eleggerà di nuovo Gerusalemme.

Taccia ogni mortale davanti al Signore, poiché egli si è destato dalla sua santa dimora.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (12,46-50) anno pari.

In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi

fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.

Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».

Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».

Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!

Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me

fratello, sorella e madre».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Questo episodio ha sempre portato scompiglio, perché?

Gesù sta parlando alla folla, quando sua madre e i suoi fratelli arrivano

e cercano di parlargli.

Per la gran calca di gente non riescono a raggiungerlo.

L’Evangelista nota che i parenti stanno “fuori”, non sono cioè tra coloro che ascoltano.

Così accade a chi si sente talmente vicini a Gesù da non sentire più il bisogno

di ascoltarlo.

Gesù risponde che sua madre e i suoi parenti sono quelli che lo ascoltano, ossia,

coloro che stanno “dentro” la predicazione del Vangelo.

E purtroppo questo accade a tanti di noi, me compreso.

E Gesù ci indica la strada, la sua nuova famiglia; quella composta da chi ascolta la

sua Parola e la mette in pratica, cioè, da coloro che lo seguono ed hanno fiducia in Lui.

Perciò, la comunità cristiana diventa la nuova famiglia di Gesù, ed è molto più

larga e salda di quella naturale, appunto perché fondata sulla Parola di Dio.

Per alcuni (i soli, i poveri, gli abbandonati e noi se lo vogliamo), è spesso l’unica

famiglia che sa accoglierli; e per tutti è esempio di vita fraterna attraverso

l’aiuto della preghiera. 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 19 novembre 2020

Il Vangelo del Venerdì 20 Novembre 2020

 

Della 33° settimana del Tempo Ordinario.

San Basilio, martire.

Prima lettura dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (10,8-11).

Io, Giovanni, udii una voce dal cielo che diceva: «Va', prendi il libro aperto

dalla mano dell'angelo che sta in piedi sul mare e sulla terra».

Allora mi avvicinai all'angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro.

Ed egli mi disse: «Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere,

ma in bocca ti sarà dolce come il miele».

Presi quel piccolo libro dalla mano dell'angelo e lo divorai; in bocca lo sentii dolce

come il miele, ma come l'ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l'amarezza.

Allora mi fu detto: «Devi profetizzare ancora su molti popoli, nazioni, lingue e re».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (19,45-48) anno pari.

In quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che

vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: "La mia casa sarà casa di preghiera".

Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».

Ogni giorno insegnava nel tempio.

I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi

del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva

dalle sue labbra nell'ascoltarlo.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Come può sopportare il mercato che occupa gli spazi del tempio?

Come, dopo aver pianto sulla città?

Come può accettare che l’uomo faccia diventare il rapporto con Dio una fiera?

Che l’uomo si metta a mercanteggiare con Dio scambiando preghiere e riti

e olocausti con favori e piaceri?

Cosa ha a che vedere questa orribile idea di Dio con il volto del Padre che Gesù

ha sperimentato e che continua a raccontare?

La delusione diventa rabbia e la rabbia diventa azione, eccesso, follia.

Hai ragione, Maestro, troppo spesso trasformiamo la nostra fede in mercato,

trattiamo Dio come se dovessimo comprare qualcosa, convincerlo a farci

un buon prezzo, convinti che debba, alla fine, darci una mano.

Hai ragione; quanto è piccina la nostra idea del Padre, quando anche le nostre

Chiese diventano dei luoghi di culto senza essere luoghi di incontro fra noi e il Padre.

Ribalta pure i nostri tavoli, scuotici, arrabbiati, richiamaci ancora all’essenziale

e, soprattutto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 18 novembre 2020

Il Vangelo del Giovedì 19 Novembre 2020

 

Della 33° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Metilde di Hackeborn, vergine.

Prima lettura dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (5,1-10).

Io, Giovanni, vidi nella mano destra di Colui che sedeva sul trono, un libro

scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli.

Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: «Chi è degno di aprire il

libro e scioglierne i sigilli?».

Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra, era in grado di aprire il

libro e di guardarlo.

Io piangevo molto, perché non fu trovato nessuno degno di aprire

il libro e di guardarlo.

Uno degli anziani mi disse: «Non piangere; ha vinto il leone della tribù di

Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli».

Poi vidi, in mezzo al trono, circondato dai quattro esseri viventi e dagli anziani,

un Agnello, in piedi, come immolato; aveva sette corna e sette occhi, i quali

sono i sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra.

Giunse e prese il libro dalla destra di Colui che sedeva sul trono.

E quando l'ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro anziani si

prostrarono davanti all'Agnello, avendo ciascuno una cetra e coppe d'oro

colme di profumi, che sono le preghiere dei santi, e cantavano un canto

nuovo: «Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei

stato immolato e hai riscattato per Dio, con il tuo sangue, uomini di ogni

tribù, lingua, popolo e nazione, e hai fatto di loro, per il nostro Dio, un

regno e sacerdoti, e regneranno sopra la terra».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (19,41-44) anno pari.

In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della

città pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo

giorno, quello che porta alla pace!

Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi.

Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee,

ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i

tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché

non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Piange il Signore.

Piange di compassione, di stanchezza, di tristezza.

La sua missione sta fallendo, sta naufragando.

No, l’uomo non ha capito, non ha accolto, non ha voluto gioire del volto

straordinario del Dio che egli ha raccontato.

Stanco, Gesù siede e guarda lo splendore del tempio.

Piange perché vede la conseguenza di questo rifiuto, vede già gli eserciti

assediare la Santa e distruggerla, raderla al suolo, ancora una volta.

Così è l’uomo; soddisfatto delle proprie cose, indaffarato nel credersi eccezionale,

convinto di sapere in cosa consista la propria felicità.

Come facciamo noi, travolti dalla quotidianità, assuefatti allo stupore della fede.

Piange, Dio, che non è quel mostro indifferente e tronfio della sua perfezione

che a volte immaginiamo.

Piange come un’amante non ricambiata, come una madre non capita,

come un padre offeso.

Ma; il suo pianto lo porta lontano, lo spinge ancora oltre.

C’è ancora qualcosa che può fare, certo, ma noi dobbiamo aiutarlo con la

preghiera, un gesto che non potrà non stupire.

All’orizzonte, la croce.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

martedì 17 novembre 2020

Il Vangelo del Mercoledì 18 Novembre 2020

 

Della 33° settimana del Tempo Ordinario.

Dedicazione delle Basiliche dei SS. Pietro e Paolo. 

Prima lettura dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (4,1-11).

Io, Giovanni, vidi: ecco, una porta era aperta nel cielo.

La voce, che prima avevo udito parlarmi come una tromba, diceva: «Sali quassù,

ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito».

Subito fui preso dallo Spirito.

Ed ecco, c'era un trono nel cielo, e sul trono Uno stava seduto.

Colui che stava seduto era simile nell'aspetto a diaspro e cornalina.

Un arcobaleno simile nell'aspetto a smeraldo avvolgeva il trono.

Attorno al trono c'erano ventiquattro seggi e sui seggi stavano seduti ventiquattro

anziani avvolti in candide vesti con corone d'oro sul capo.

Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; ardevano davanti al trono sette fiaccole

accese, che sono i sette spiriti di Dio.

Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo.

In mezzo al trono e attorno al trono vi erano quattro esseri viventi, pieni

d'occhi davanti e dietro.

Il primo vivente era simile a un leone; il secondo vivente era simile a un vitello;

il terzo vivente aveva l'aspetto come di uomo; il quarto vivente era simile

a un'aquila che vola.

I quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati

di occhi; giorno e notte non cessano di ripetere: «Santo, santo, santo

il Signore Dio, l'Onnipotente, Colui che era, che è e che viene!».

E ogni volta che questi esseri viventi rendono gloria, onore e grazie a Colui

che è seduto sul trono e che vive nei secoli dei secoli, i ventiquattro anziani si

prostrano davanti a Colui che siede sul trono e adorano Colui che vive nei secoli

dei secoli e gettano le loro corone davanti al trono, dicendo: «Tu sei degno,

o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza, perché tu hai

creato tutte le cose, per la tua volontà esistevano e furono create».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (19,11-28) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed

essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro.

Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per

ricevere il titolo di re e poi ritornare.

Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d'oro, dicendo: "Fatele

fruttare fino al mio ritorno".

Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a

dire: "Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi".

Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui

aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato.

Si presentò il primo e disse: "Signore, la tua moneta d'oro ne ha fruttate dieci".

Gli disse: "Bene, servo buono!

Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città".

Poi si presentò il secondo e disse: "Signore, la tua moneta d'oro ne ha fruttate cinque".

Anche a questo disse: "Tu pure sarai a capo di cinque città".

Venne poi anche un altro e disse: "Signore, ecco la tua moneta d'oro, che ho

tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo:

prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato".

Gli rispose: "Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio!

Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in

deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato

il mio denaro a una banca?

Al mio ritorno l'avrei riscosso con gli interessi".

Disse poi ai presenti: "Toglietegli la moneta d'oro e datela a colui che ne ha dieci".

Gli risposero: "Signore, ne ha già dieci!". "Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece

a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha.

E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli

qui e uccideteli davanti a me"».

Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Queste parole dure, specifica Luca, Gesù le dice mentre sale a Gerusalemme.

Mentre sta andando a morire col volto indurito, cioè determinato, deciso.

Gesù sta andando a morire e lo sa bene.

Allora capiamo la durezza delle sue parole; ai discepoli che hanno capito questo

percorso, a quanti, liberamente, hanno accettato di camminare insieme al Nazareno,

Gesù chiede di dare tanto, di dare di più, di osare, come egli sta facendo.

Abbiamo ricevuto tanto, siamo chiamati a dare tanto.

E una parabola rivolta a chi crede, a chi ha capito, a chi si è convertito; il dono

ricevuto è per essere messo a disposizione degli altri, non per nasconderlo sotto terra.

Il mondo, la Chiesa, hanno urgente bisogno di testimoni credibili, di uomini

e donne che vivono in mezzo agli altri e che illuminano la propria e l’altrui vita

col dono della Parola.

Abbiamo ricevuto tanto, amici.

Doniamo altrettanto, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 16 novembre 2020

Il Vangelo del Martedì 17 Novembre 2020

 

Della 33° settimana del Tempo Ordinario.

Sant'Elisabetta di Ungheria, religiosa.

Prima lettura dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (3,1-6.14-22).

Io Giovanni, udii il Signore che mi diceva: «All'angelo della Chiesa che è a

Sardi scrivi: "Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle.

Conosco le tue opere; ti si crede vivo, e sei morto.

Sii vigilante, rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho

trovato perfette le tue opere davanti al mio Dio.

Ricorda dunque come hai ricevuto e ascoltato la Parola, custodiscila e convèrtiti perché,

se non sarai vigilante, verrò come un ladro, senza che tu sappia a che ora io verrò da te.

Tuttavia a Sardi vi sono alcuni che non hanno macchiato le loro vesti; essi

cammineranno con me in vesti bianche, perché ne sono degni.

Il vincitore sarà vestito di bianche vesti; non cancellerò il suo nome dal libro

della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli.

Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese".

All'angelo della Chiesa che è a Laodicèa scrivi: "Così parla l'Amen, il Testimone

degno di fede e veritiero, il Principio della creazione di Dio.

Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo.

Magari tu fossi freddo o caldo!

Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca.

Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla.

Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo.

Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco,

e abiti bianchi per vestirti e perché non appaia la tua vergognosa nudità, e collirio

per ungerti gli occhi e recuperare la vista.

Io, tutti quelli che amo, li rimprovero e li educo.

Sii dunque zelante e convèrtiti.

Ecco: sto alla porta e busso.

Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui

ed egli con me.

Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo

con il Padre mio sul suo trono.

Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese"».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (19,1-10) anno pari.

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando,

quand'ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava

di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era

piccolo di statura.

Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché

doveva passare di là.

Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi

subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua».

Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia.

Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».

Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che

possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».

Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli

è figlio di Abramo. Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò

che era perduto».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Luca esagera, come sempre.

Pone al cuore del suo Vangelo la conversione impossibile, il discepolato

folle, la chiamata dell’impresentabile.

Gesù salva colui che nessuno voleva salvare, che nessuno poteva salvare,

che nessuno avrebbe saputo come salvare.

Eccetto Dio.

Non si aspettava nessuna salvezza, Zaccheo, abituato agli sguardi gonfi di odio

dei suoi concittadini, impassibile davanti agli sputi che i farisei gli rivolgevano.

Impassibile ed indurito finché non ha incontrato l’unico sguardo che non

lo giudicava, dimostrandogli amore.

Scende Zaccheo, scende in fretta perché il profeta vuole andare a casa sua.

Senza condizioni. Senza giudizi. Senza moralismi.

Scende perché si sente amato, accoglie perché si sente accolto.

E si scava la fossa con le sue mani; andrà in rovina restituendo tutto ciò che ha rubato.

Ma che gli importa, ora?

Così è quel folle di Dio; perdona prima che ci convertiamo.

Anzi; il suo perdono suscita la nostra conversione, la suscita, la fa fiorire e,

la preghiera la rende piena di gioia.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 15 novembre 2020

Il Vangelo del Lunedì 16 Novembre 2020

 

Della 33° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Margherita di Scozia, Regina Santa Geltrude, vergine.

Prima lettura dalla libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo( 1,1-4;2,1-5).

Rivelazione di Gesù Cristo, al quale Dio la consegnò per mostrare ai suoi servi

le cose che dovranno accadere tra breve.

Ed egli la manifestò, inviandola per mezzo del suo angelo al suo servo Giovanni,

il quale attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò

che ha visto.

Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e

custodiscono le cose che vi sono scritte: il tempo infatti è vicino.

Giovanni, alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è,

che era e che viene, e dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, e da Gesù Cristo,

il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra.

[Io udii il Signore che mi diceva]:

«All'angelo della Chiesa che è a Èfeso scrivi:

"Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo

ai sette candelabri d'oro.

Conosco le tue opere, la tua fatica e la tua perseveranza, per cui non puoi

sopportare i cattivi.

Hai messo alla prova quelli che si dicono apostoli e non lo sono, e li hai trovati bugiardi.

Sei perseverante e hai molto sopportato per il mio nome, senza stancarti.

Ho però da rimproverarti di avere abbandonato il tuo primo amore.

Ricorda dunque da dove sei caduto, convèrtiti e compi le opere di prima"».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (18,35-43) anno pari.

Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare.

Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse.

Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!».

Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!».

Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli

gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».

Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui.

Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?».

Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!».

E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».

Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio.

E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La fede è una luce che si accende nella stanza buia della nostra vita, una finestra

che spalanca le imposte e vediamo tutto in maniera diversa.

Seduti a mendicare, aspettando che qualcuno si occupasse di noi, abbiamo

sentito l’annuncio; passa Gesù il Nazareno!

Sì; passa il Nazareno, e la Chiesa è la comunità di coloro che ne annunciano il

passaggio, che dicono a tutti i mendicanti la buona notizia della sua presenza.

Grida, il cieco, come noi abbiamo gridato la nostra disperazione, il nostro dolore.

Grida e chiede pietà anche se non vede, anche se ancora non crede.

E molti gli dicono di tacere, come molti a noi hanno detto di non farci illusioni, di

lasciar perdere, che la fede è inganno e illusione, che la Chiesa è marciume e ipocrisia.

Ma abbiamo gridato più forte, come più forte grida il cieco.

E si ferma Gesù, si è fermato nella nostra vita e ci ha ridato la luce degli occhi

dell’anima e, pure la preghiera come aiuto.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.