martedì 25 agosto 2020

Il Vangelo del Mercoledì 26 Agosto 2020


Della 21° settimana del Tempo Ordinario.
S. Alessandro.
Prima lettura dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (3,610.16-18)
Fratelli, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, vi raccomandiamo di tenervi
lontani da ogni fratello che conduce una vita disordinata, non secondo
l’insegnamento che vi è stato trasmesso da noi.
Sapete in che modo dovete prenderci a modello: noi infatti non siamo rimasti
oziosi in mezzo a voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno,
ma abbiamo lavorato duramente, notte e giorno, per non essere di peso ad
alcuno di voi.
Non che non ne avessimo diritto, ma per darci a voi come modello da imitare.
E infatti quando eravamo presso di voi, vi abbiamo sempre dato questa regola:
chi non vuole lavorare, neppure mangi.
Il Signore della pace vi dia la pace sempre e in ogni modo.
Il Signore sia con tutti voi.
Il saluto è di mia mano, di Paolo.
Questo è il segno autografo di ogni mia lettera; io scrivo così.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (23,27-32) anno pari.
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che
assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono
pieni di ossa di morti e di ogni marciume.
Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete
pieni di ipocrisia e di iniquità.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate
i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non
saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”.
Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti.
Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù spiega il controsenso in cui vivono i farisei; essi che venerano i profeti,
in realtà hanno nei suoi confronti lo stesso atteggiamento dei loro padri, i quali
hanno messo a morte quegli uomini che annunciavano loro una parola di Dio
scomoda a dura da accettare.
Ci sono tanti modi per uccidere un profeta; l’eliminazione fisica è solo uno
dei mezzi per raggiungere lo scopo.
Un profeta si può uccidere con l’indifferenza, con l’ironia, con le accuse
ingiuste e false.
Forse anche noi abbiamo ucciso qualche profeta con il nostro atteggiamento;
le persone che ci hanno detto la verità sui nostri errori, o sui nostri
atteggiamenti sbagliati o peccaminosi.
Di fronte alla Parola odierna di Gesù, è necessario non indurire il cuore,
ma mettersi in un atteggiamento di conversione aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 24 agosto 2020

Il Vangelo del Martedì 25 Agosto 2020


Della 21° settimana del Tempo Ordinario.
S. Giuseppe Colasanzio, sacerdote.
Prima lettura dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (2,1-3.13-17)
Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con
lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente
e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare
come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente.
Nessuno vi inganni in alcun modo!
Noi dobbiamo sempre rendere grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore,
perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, per mezzo dello Spirito
santificatore e della fede nella verità.
A questo egli vi ha chiamati mediante il nostro Vangelo, per entrare in
possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.
Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete appreso sia dalla
nostra parola sia dalla nostra lettera.
E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati
e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza,
conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (23,23-26) anno pari.
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che
pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le
prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà.
Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle.
Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del
piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza.
Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno
diventi pulito!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Notiamo come Gesù non critichi il valore di certe tradizioni religiose;
quello su cui, invece, il Signore si scaglia è il fatto che i farisei hanno
completamente sconvolto i criteri di valutazione, fino a far sembrare
indispensabile ciò che, invece, è secondario, trascurando ciò che è di
capitale importanza.
Dio, dunque, accetta sì le offerte legate ai frutti della terra; ma ciò che
egli accoglie con maggiore interesse è la misericordia che ciascuno di
noi riesce ad avere nei confronti degli altri.
Proprio quello che ormai i farisei non sapevano più fare; praticando una
serie infinite di piccoli precetti, essi avevano perso di vista l’essenziale.
E per noi, cosa è davvero importante, accendere candele in Chiesa e
mettere offerte sotto le statue, oppure amare i nostri fratelli?
Quello che dobbiamo fare, dice Gesù, è amare, non sempre è facile,
ma con la preghiera ce la possiamo fare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


domenica 23 agosto 2020

Il Vangelo del Lunedì 24 Agosto 2020


Della 21° settimana del Tempo Ordinario.
San Bartolomeo apostolo.
Prima lettura dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (21,9-14)
Uno dei sette angeli mi parlò e disse: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa,
la sposa dell’Agnello».
L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la
città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della
gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima,
come pietra di diaspro cristallino.
È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici
angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele.
A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a
occidente tre porte.
Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i
dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (1,45-51) anno pari.
In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui
del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio
di Giuseppe, di Nàzaret».
Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?».
Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco
davvero un Israelita in cui non c’è falsità».
Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?».
Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando
eri sotto l’albero di fichi».
Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!».
Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di
fichi, tu credi?
Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli
angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
In genere anche noi, come gli Apostoli, siamo tentati di riconoscere la
grandezza di Dio solo quando egli si manifesta nella nostra vita
con segni eclatanti.
Ma giustamente Gesù fa notare a Natanaèle che ciò che egli vedrà stando
con Lui è ben maggiore di quello.
I miracoli più grandi generalmente sono quelli che non si vedono ma che
agiscono nel profondo dei cuori.
Lì nessuno può vedere, se non Dio stesso, per questo in genere essi ci sfuggono.
Ma quante conversioni, quante guarigioni interiori, quanti cambiamenti
di vita vedranno gli Apostoli!
Saranno proprio quelle le situazioni nelle quali essi vedranno scendere e
salire gli angeli dal cielo.
Chiediamo a Dio uno sguardo di fede più profondo, perché anche noi
possiamo essere testimoni di tali miracoli.
Sicuramente non ci sarà facile, ma per renderlo fattibile, abbiamo la preghiera
che ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


sabato 22 agosto 2020

Il Vangelo di Domenica 23 Agosto 2020


Della 21° Domenica del Tempo Ordinario.
Prima lettura Dal libro del profeta Isaìa (22,19-23)
Così dice il Signore a Sebna, maggiordomo del palazzo: «Ti toglierò la
carica, ti rovescerò dal tuo posto.
In quel giorno avverrà che io chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkìa;
lo rivestirò con la tua tunica, lo cingerò della tua cintura e metterò il tuo
potere nelle sue mani.
Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per il casato di Giuda.
Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide: se egli apre, nessuno
chiuderà; se egli chiude, nessuno potrà aprire.
Lo conficcherò come un piolo in luogo solido e sarà un trono di gloria per
la casa di suo padre».
Parola di Dio.
Seconda lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (11,33-36)
O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio!
Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!
Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore?
O chi mai è stato suo consigliere?
O chi gli ha dato qualcosa per primo tanto da riceverne il contraccambio?
Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose.
A lui la gloria nei secoli. Amen.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-20) anno A.
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai
suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?».
Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa
o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».
Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né
sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.
E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le
potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà
legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Ci sono mille volti di Dio, come ci sono mille volti di Cristo.
Basta fare una breve carrellata nelle rappresentazioni artistiche della storia
recente per vedere quanti “gesù” ci siano nelle nostre vite.
Ho in mente la litografia che mia nonna teneva sopra il lettone matrimoniale,
la raffigurazione di un Sacro Cuore con un improbabile Gesù dagli occhi
azzurri, un’immagine che a lei suscitava devozione mentre a me, dava un
senso di fastidio.
È così; ognuno ha un approccio diverso al rabbì di Nazareth, ognuno è influenzato
dal modo con cui lo ha conosciuto, dalla forza di convinzione di chi gliene ha parlato.
Quanti adulti incontro che portano ancora nel cuore l’immagine di un Gesù
sdolcinato acquisita nell’infanzia grazie alla disponibilità di una pia catechista!
O quanti, ancora, nutrono diffidenza nei suoi confronti perché indottrinati da
una suora severa o un prete inacidito che predicavano un Gesù buono ma
severo, in cui la giustizia finiva col prevalere sulla misericordia!
Gesù ci sfugge, continuamente.
Le rappresentazioni che facciamo di Lui, che ci fanno di Lui,
invecchiano precocemente.
Il gossip che riguarda il Signore ha il fiato corto.
Si parla ancora di Gesù, fuori dalle chiese.
Fatevi un giro in libreria e vedrete quanti testi hanno a che fare con quell’ebreo
marginale vissuto più di duemila anni fa!
Basta un romanzo ben congeniato per suscitare un vespaio di riflessioni,
dibattiti al calor bianco.
Chi è stato Gesù?
Un grande profeta? Un illuso? Un idealista?
Uno dei tanti uomini che periodicamente accendono la speranza nel cuore
di un’umanità fragile e disincantata?
Sono contento quando si parla del Signore, davvero.
Cristo rappresenta un problema per l’uomo che riflette, a cominciare dal sottoscritto.
E vorrei che noi cristiani dedicassimo del tempo a conoscerlo meglio.
A leggere dei testi adeguati, seri, basati su dati storici e scientifici, per recuperare
il senso storico di Gesù, il suo messaggio, la sua pretesa messianica.
Senza scorciatoie, senza dar troppo peso alle tante parziali visioni di Gesù che
ancora oggi i veggenti di moda ci comunicano.
Ma, dopo avere studiato ben bene, dopo avere tolto Gesù dalla nebbiolina della
leggenda e della devozione, ci troviamo necessariamente a doverci schierare.
Non facciamo i turisti, quando abbiamo a che fare col Signore, prima o poi la
domanda birichina, secca, asciutta, raggiunge il nostro cuore.
Chi sono io per te? Bella domanda!
È una domanda che ci viene rivolta personalmente, senza possibilità di fuga.
Ci mette all’angolo, stana le nostre presunte certezze, ci obbliga a svestire
i panni dello scettico o del saputello e ci inquieta, nel profondo.
Chi è per me Gesù? Io amici, non mi sono ancora dato una risposta.
Perciò, questa è la domenica della domanda.
La domanda che toglie Gesù dalla naftalina.
«Chi sono io, per te?».
Simone il pescatore osa, si schiera.
Gesù è uomo pieno di fascino e di mistero.
Di più. È un profeta.
Di più. È il Messia. Facile dirlo, per noi.
Ma per chi stava lì con Lui, con il falegname di Nazareth,
è un’affermazione sconcertante.
Gesù non era un uomo di cultura, e neppure religioso.
E non era neanche tanto devoto, permettendosi di interpretare liberamente la
Legge (riportandola all’essenziale, in verità).
Per Simone, dire che Gesù è il Cristo è un salto mortale.
E Gesù gli restituisce il favore.
Simone dice a Gesù: “Tu sei il Cristo”, che significa: “Tu sei il Messia che
aspettavamo”, una professione di fede bella e buona e, decisamente, ardita.
Pietro, riconoscendo nel falegname l’inviato di Dio, fa un salto di qualità
determinante nella sua storia, un riconoscimento che gli cambierà la vita.
Gesù gli risponde: “Tu sei Pietro”.
Simone non sa di essere Pietro.
Sa di essere cocciuto e irruente.
Ma, riconoscendo in Gesù il Cristo, scopre il suo nuovo volto, una dimensione a
lui sconosciuta, che lo porterà a garantire la saldezza della fede dei suoi fratelli.
Pietro rivela che Gesù è il Cristo, Gesù rivela a Simone che egli è Pietro.
Scambio di cortesie.
Quando ci avviciniamo al mistero di Dio, scopriamo il nostro volto; quando ci
accostiamo alla Verità di Dio riceviamo in contraccambio la verità su noi stessi.
Confessare l’identità di Cristo ci restituisce la nostra profonda identità.
Il Dio di Gesù non è un concorrente alla mia umanità.
La fede di Pietro, ora, è pronta.
Potrà assicurare la fede dei fratelli.
Avrà in mano le chiavi del palazzo, come ai tempi dei re d’Israele.
Isaia se la prende contro Sebna, un funzionario corrotto del palazzo del re
che sarà sostituito da Eliakim.
Un avvicendamento perso nelle nebbie della storia che la liturgia rilegge
come una profezia.
Il passaggio di consegne avverrà restituendo il mantello e le chiavi del palazzo.
La Chiesa ha in mano le chiavi del Regno, non per blindarlo, ma per
spalancarlo ad ogni cercatore di Dio.
Perciò, amici, oggi facciamoci questa domanda: “Chi è per me il Signore!”.
Per me il Signore è il tutto, senza di Lui non sono nulla, spero vivamente
che sia così anche per voi.
Santa Domenica delle domante, Fausto.

venerdì 21 agosto 2020

Il Vangelo del Sabato 22 Agosto 2020


Della 20° settimana del Tempo Ordinario.
Beata Vergine Maria regina.
1° Lettura dal libro del profeta Ezechièle (43,1-7a)
[Quell’uomo] mi condusse verso la porta che guarda a oriente ed ecco che
la gloria del Dio d’Israele giungeva dalla via orientale e il suo rumore era
come il rumore delle grandi acque e la terra risplendeva della sua gloria.
La visione che io vidi era simile a quella che avevo visto quando andai per
distruggere la città e simile a quella che avevo visto presso il fiume Chebar.
Io caddi con la faccia a terra.
La gloria del Signore entrò nel tempio per la porta che guarda a oriente.
Lo spirito mi prese e mi condusse nel cortile interno: ecco, la gloria del
Signore riempiva il tempio.
Mentre quell’uomo stava in piedi accanto a me, sentii che qualcuno entro
il tempio mi parlava e mi diceva: «Figlio dell’uomo, questo è il luogo del
mio trono e il luogo dove posano i miei piedi, dove io abiterò in mezzo
ai figli d’Israele, per sempre».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (23,1-12) anno pari.
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla
cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei.
Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro
opere, perché essi dicono e non fanno.
Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle
spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano
i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore
nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze,
come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il
Padre vostro, quello celeste.
E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà
umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Vi è un comportamento particolarmente squallido; è quello di servirsi
di Dio per affermare la propria presunta santità e perfezione.
Dio diventa un paravento dietro il quale nascondere tutte le proprie
malvagità e ipocrisie.
Per questo Gesù si scaglia con veemenza nei confronti dei farisei, superbi
al punto di servirsi della legge mosaica per dimostrare agli altri di
essere a posto con Dio.
Dunque, tutto l’apparato liturgico e cultuale di cui essi si servivano era
semplicemente un modo per confermare davanti a Dio la loro effettiva
lontananza da Lui.
Ciò non avvenga mai per noi; non è importante che gli uomini vedano
quanto siamo bravi e santi.
L’importante è che io veda Dio, che scruta nel profondo del cuore e vede
cosa c`è davvero in esso.
Auguriamoci che il Signore veda nel nostro cuore esclusivamente il vero
amore per Lui, se abbiamo delle perplessità, aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

giovedì 20 agosto 2020

Il Vangelo del Venerdì 21 Agosto 2020


Della 20° settimana del Tempo Ordinario.
S. Pio 10°, papa.
1° Lettura dal libro del profeta Ezechièle (37,1-14)
In quei giorni, la mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori
in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare
accanto a esse da ogni parte.
Vidi che erano in grandissima quantità nella distesa della valle e tutte inaridite.
Mi disse: «Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?».
Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai».
Egli mi replicò: «Profetizza su queste ossa e annuncia loro: “Ossa inaridite,
udite la parola del Signore.
Così dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo
spirito e rivivrete.
Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò
la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete.
Saprete che io sono il Signore”».
Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre profetizzavo, sentii un
rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l’uno all’altro,
ciascuno al suo corrispondente.
Guardai, ed ecco apparire sopra di esse i nervi; la carne cresceva e la
pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro.
Egli aggiunse: «Profetizza allo spirito, profetizza, figlio dell’uomo, e annuncia
allo spirito: “Così dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia
su questi morti, perché rivivano”».
Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono
in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato.
Mi disse: «Figlio dell’uomo, queste ossa sono tutta la casa d’Israele.
Ecco, essi vanno dicendo: “Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza
è svanita, noi siamo perduti”.
Perciò profetizza e annuncia loro: “Così dice il Signore Dio: Ecco, io apro
i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi
riconduco nella terra d’Israele.
Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe
e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio.
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra.
Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò”».
Oracolo del Signore Dio.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (22,34-40) anno pari.
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai
sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo
interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual’è il
grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la
tua anima e con tutta la tua mente”.
Questo è il grande e primo comandamento.
Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.
Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La legge, secondo Gesù, non è un podio dal quale manifestare la propria
presunta santità.
I farisei, in fondo, si comportavano né più e né meno come i potenti del
nostro tempo, i quali spesso parlano un linguaggio difficile per tenere lontani
gli altri dal potere e, nel loro caso, dalla vera comprensione della parola di Dio.
Secondo Gesù essa non può servire a questo scopo bieco, per cui Egli, molto
semplicemente, pone fine alle infinite discussioni tra le varie scuole rabbiniche
ponendo come centro di tutta la legge di Mosè, l’amore nella sua duplice
modalità, verso Dio e il prossimo.
Se si adempie questo precetto, la legge è osservata; se ciò non avviene, anche
se 1'uomo osservasse anche i precetti più minuziosi della legge, sarebbe dísobbediente.
In semplici parole; se non amiamo come ama il Signore, da Lui siamo considerati
dei disobbedienti, perciò, essendo che non è assolutamente facile, aiutiamoci
con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.