sabato 22 agosto 2020

Il Vangelo di Domenica 23 Agosto 2020


Della 21° Domenica del Tempo Ordinario.
Prima lettura Dal libro del profeta Isaìa (22,19-23)
Così dice il Signore a Sebna, maggiordomo del palazzo: «Ti toglierò la
carica, ti rovescerò dal tuo posto.
In quel giorno avverrà che io chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkìa;
lo rivestirò con la tua tunica, lo cingerò della tua cintura e metterò il tuo
potere nelle sue mani.
Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per il casato di Giuda.
Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide: se egli apre, nessuno
chiuderà; se egli chiude, nessuno potrà aprire.
Lo conficcherò come un piolo in luogo solido e sarà un trono di gloria per
la casa di suo padre».
Parola di Dio.
Seconda lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (11,33-36)
O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio!
Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!
Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore?
O chi mai è stato suo consigliere?
O chi gli ha dato qualcosa per primo tanto da riceverne il contraccambio?
Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose.
A lui la gloria nei secoli. Amen.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-20) anno A.
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai
suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?».
Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa
o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».
Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né
sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.
E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le
potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà
legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Ci sono mille volti di Dio, come ci sono mille volti di Cristo.
Basta fare una breve carrellata nelle rappresentazioni artistiche della storia
recente per vedere quanti “gesù” ci siano nelle nostre vite.
Ho in mente la litografia che mia nonna teneva sopra il lettone matrimoniale,
la raffigurazione di un Sacro Cuore con un improbabile Gesù dagli occhi
azzurri, un’immagine che a lei suscitava devozione mentre a me, dava un
senso di fastidio.
È così; ognuno ha un approccio diverso al rabbì di Nazareth, ognuno è influenzato
dal modo con cui lo ha conosciuto, dalla forza di convinzione di chi gliene ha parlato.
Quanti adulti incontro che portano ancora nel cuore l’immagine di un Gesù
sdolcinato acquisita nell’infanzia grazie alla disponibilità di una pia catechista!
O quanti, ancora, nutrono diffidenza nei suoi confronti perché indottrinati da
una suora severa o un prete inacidito che predicavano un Gesù buono ma
severo, in cui la giustizia finiva col prevalere sulla misericordia!
Gesù ci sfugge, continuamente.
Le rappresentazioni che facciamo di Lui, che ci fanno di Lui,
invecchiano precocemente.
Il gossip che riguarda il Signore ha il fiato corto.
Si parla ancora di Gesù, fuori dalle chiese.
Fatevi un giro in libreria e vedrete quanti testi hanno a che fare con quell’ebreo
marginale vissuto più di duemila anni fa!
Basta un romanzo ben congeniato per suscitare un vespaio di riflessioni,
dibattiti al calor bianco.
Chi è stato Gesù?
Un grande profeta? Un illuso? Un idealista?
Uno dei tanti uomini che periodicamente accendono la speranza nel cuore
di un’umanità fragile e disincantata?
Sono contento quando si parla del Signore, davvero.
Cristo rappresenta un problema per l’uomo che riflette, a cominciare dal sottoscritto.
E vorrei che noi cristiani dedicassimo del tempo a conoscerlo meglio.
A leggere dei testi adeguati, seri, basati su dati storici e scientifici, per recuperare
il senso storico di Gesù, il suo messaggio, la sua pretesa messianica.
Senza scorciatoie, senza dar troppo peso alle tante parziali visioni di Gesù che
ancora oggi i veggenti di moda ci comunicano.
Ma, dopo avere studiato ben bene, dopo avere tolto Gesù dalla nebbiolina della
leggenda e della devozione, ci troviamo necessariamente a doverci schierare.
Non facciamo i turisti, quando abbiamo a che fare col Signore, prima o poi la
domanda birichina, secca, asciutta, raggiunge il nostro cuore.
Chi sono io per te? Bella domanda!
È una domanda che ci viene rivolta personalmente, senza possibilità di fuga.
Ci mette all’angolo, stana le nostre presunte certezze, ci obbliga a svestire
i panni dello scettico o del saputello e ci inquieta, nel profondo.
Chi è per me Gesù? Io amici, non mi sono ancora dato una risposta.
Perciò, questa è la domenica della domanda.
La domanda che toglie Gesù dalla naftalina.
«Chi sono io, per te?».
Simone il pescatore osa, si schiera.
Gesù è uomo pieno di fascino e di mistero.
Di più. È un profeta.
Di più. È il Messia. Facile dirlo, per noi.
Ma per chi stava lì con Lui, con il falegname di Nazareth,
è un’affermazione sconcertante.
Gesù non era un uomo di cultura, e neppure religioso.
E non era neanche tanto devoto, permettendosi di interpretare liberamente la
Legge (riportandola all’essenziale, in verità).
Per Simone, dire che Gesù è il Cristo è un salto mortale.
E Gesù gli restituisce il favore.
Simone dice a Gesù: “Tu sei il Cristo”, che significa: “Tu sei il Messia che
aspettavamo”, una professione di fede bella e buona e, decisamente, ardita.
Pietro, riconoscendo nel falegname l’inviato di Dio, fa un salto di qualità
determinante nella sua storia, un riconoscimento che gli cambierà la vita.
Gesù gli risponde: “Tu sei Pietro”.
Simone non sa di essere Pietro.
Sa di essere cocciuto e irruente.
Ma, riconoscendo in Gesù il Cristo, scopre il suo nuovo volto, una dimensione a
lui sconosciuta, che lo porterà a garantire la saldezza della fede dei suoi fratelli.
Pietro rivela che Gesù è il Cristo, Gesù rivela a Simone che egli è Pietro.
Scambio di cortesie.
Quando ci avviciniamo al mistero di Dio, scopriamo il nostro volto; quando ci
accostiamo alla Verità di Dio riceviamo in contraccambio la verità su noi stessi.
Confessare l’identità di Cristo ci restituisce la nostra profonda identità.
Il Dio di Gesù non è un concorrente alla mia umanità.
La fede di Pietro, ora, è pronta.
Potrà assicurare la fede dei fratelli.
Avrà in mano le chiavi del palazzo, come ai tempi dei re d’Israele.
Isaia se la prende contro Sebna, un funzionario corrotto del palazzo del re
che sarà sostituito da Eliakim.
Un avvicendamento perso nelle nebbie della storia che la liturgia rilegge
come una profezia.
Il passaggio di consegne avverrà restituendo il mantello e le chiavi del palazzo.
La Chiesa ha in mano le chiavi del Regno, non per blindarlo, ma per
spalancarlo ad ogni cercatore di Dio.
Perciò, amici, oggi facciamoci questa domanda: “Chi è per me il Signore!”.
Per me il Signore è il tutto, senza di Lui non sono nulla, spero vivamente
che sia così anche per voi.
Santa Domenica delle domante, Fausto.

venerdì 21 agosto 2020

Il Vangelo del Sabato 22 Agosto 2020


Della 20° settimana del Tempo Ordinario.
Beata Vergine Maria regina.
1° Lettura dal libro del profeta Ezechièle (43,1-7a)
[Quell’uomo] mi condusse verso la porta che guarda a oriente ed ecco che
la gloria del Dio d’Israele giungeva dalla via orientale e il suo rumore era
come il rumore delle grandi acque e la terra risplendeva della sua gloria.
La visione che io vidi era simile a quella che avevo visto quando andai per
distruggere la città e simile a quella che avevo visto presso il fiume Chebar.
Io caddi con la faccia a terra.
La gloria del Signore entrò nel tempio per la porta che guarda a oriente.
Lo spirito mi prese e mi condusse nel cortile interno: ecco, la gloria del
Signore riempiva il tempio.
Mentre quell’uomo stava in piedi accanto a me, sentii che qualcuno entro
il tempio mi parlava e mi diceva: «Figlio dell’uomo, questo è il luogo del
mio trono e il luogo dove posano i miei piedi, dove io abiterò in mezzo
ai figli d’Israele, per sempre».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (23,1-12) anno pari.
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla
cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei.
Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro
opere, perché essi dicono e non fanno.
Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle
spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano
i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore
nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze,
come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il
Padre vostro, quello celeste.
E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà
umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Vi è un comportamento particolarmente squallido; è quello di servirsi
di Dio per affermare la propria presunta santità e perfezione.
Dio diventa un paravento dietro il quale nascondere tutte le proprie
malvagità e ipocrisie.
Per questo Gesù si scaglia con veemenza nei confronti dei farisei, superbi
al punto di servirsi della legge mosaica per dimostrare agli altri di
essere a posto con Dio.
Dunque, tutto l’apparato liturgico e cultuale di cui essi si servivano era
semplicemente un modo per confermare davanti a Dio la loro effettiva
lontananza da Lui.
Ciò non avvenga mai per noi; non è importante che gli uomini vedano
quanto siamo bravi e santi.
L’importante è che io veda Dio, che scruta nel profondo del cuore e vede
cosa c`è davvero in esso.
Auguriamoci che il Signore veda nel nostro cuore esclusivamente il vero
amore per Lui, se abbiamo delle perplessità, aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

giovedì 20 agosto 2020

Il Vangelo del Venerdì 21 Agosto 2020


Della 20° settimana del Tempo Ordinario.
S. Pio 10°, papa.
1° Lettura dal libro del profeta Ezechièle (37,1-14)
In quei giorni, la mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori
in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare
accanto a esse da ogni parte.
Vidi che erano in grandissima quantità nella distesa della valle e tutte inaridite.
Mi disse: «Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?».
Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai».
Egli mi replicò: «Profetizza su queste ossa e annuncia loro: “Ossa inaridite,
udite la parola del Signore.
Così dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo
spirito e rivivrete.
Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò
la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete.
Saprete che io sono il Signore”».
Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre profetizzavo, sentii un
rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l’uno all’altro,
ciascuno al suo corrispondente.
Guardai, ed ecco apparire sopra di esse i nervi; la carne cresceva e la
pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro.
Egli aggiunse: «Profetizza allo spirito, profetizza, figlio dell’uomo, e annuncia
allo spirito: “Così dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia
su questi morti, perché rivivano”».
Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono
in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato.
Mi disse: «Figlio dell’uomo, queste ossa sono tutta la casa d’Israele.
Ecco, essi vanno dicendo: “Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza
è svanita, noi siamo perduti”.
Perciò profetizza e annuncia loro: “Così dice il Signore Dio: Ecco, io apro
i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi
riconduco nella terra d’Israele.
Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe
e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio.
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra.
Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò”».
Oracolo del Signore Dio.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (22,34-40) anno pari.
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai
sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo
interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual’è il
grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la
tua anima e con tutta la tua mente”.
Questo è il grande e primo comandamento.
Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.
Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La legge, secondo Gesù, non è un podio dal quale manifestare la propria
presunta santità.
I farisei, in fondo, si comportavano né più e né meno come i potenti del
nostro tempo, i quali spesso parlano un linguaggio difficile per tenere lontani
gli altri dal potere e, nel loro caso, dalla vera comprensione della parola di Dio.
Secondo Gesù essa non può servire a questo scopo bieco, per cui Egli, molto
semplicemente, pone fine alle infinite discussioni tra le varie scuole rabbiniche
ponendo come centro di tutta la legge di Mosè, l’amore nella sua duplice
modalità, verso Dio e il prossimo.
Se si adempie questo precetto, la legge è osservata; se ciò non avviene, anche
se 1'uomo osservasse anche i precetti più minuziosi della legge, sarebbe dísobbediente.
In semplici parole; se non amiamo come ama il Signore, da Lui siamo considerati
dei disobbedienti, perciò, essendo che non è assolutamente facile, aiutiamoci
con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

mercoledì 19 agosto 2020

Il Vangelo del Giovedì 20 Agosto 2020


Della 20° settimana del Tempo Ordinario.
S. Bernardo, abate e dottore della Chiesa. 
1° Lettura dal libro del profeta Ezechiele (36,23-28)
Così dice il Signore Dio: «Santificherò  il mio nome grande, profanato fra
le nazioni, profanato da voi  in mezzo a loro.
Allora le nazioni sapranno che io sono il Signore-oracolo del Signore Dio-,
quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi.
Vi prenderò dalle nazioni, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo.
Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le
vostre impurità e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di
voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.
Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò
osservare e mettere in pratica le mie norme.
Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo
e io sarò il vostro Dio».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (22,1-14) anno pari.
In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai
farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile  a un re, che fece una festa di
nozze per suo figlio.
Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi
non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho
preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi
e tutto è pronto; venite alle nozze!”.
Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri
affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.
Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini
e diede alle fiamme la loro città.   
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano
degni; andate ora ai crocicchi delle  strade e tutti quelli che troverete,
chiamateli alle nozze”.
Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi
e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e  lì scorse un uomo che non indossava
l’abito nuziale.
Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”.
Quello ammutolì.
Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle
tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Coloro che si rifiutarono di partecipare alle nozze del figlio del re non avevano
capito che loro erano interessati in prima persona a quel matrimonio, visto che
Dio mandava suo Figlio a sposare ‘umanità proprio nel popolo eletto, cioè loro.
Per questo Egli si rivolge a qualcun altro, che sia disponibile a fare festa con
Lui ed a lasciarsi coinvolgere dalla sua gioia senza fine.
Dio ci fa tante promesse di felicità e di amore; ma Egli vuole anche vedere
la nostra collaborazione e la nostra accoglienza.
Se ciò, in qualche modo non avviene, Dio si rivolge a qualcuno più
disponibile ed aperto a ricevere tale grazia.
Per questo, non dobbiamo sottovalutare l’operato di Dio e non dobbiamo
trincerarci dietro la misericordia dell’Altissimo che tutto scusa.
Egli perdona, certamente; ma noi abbiamo sicuramente perso la nostra
occasione di essere felici con Lui.
Non perdiamo, allora, questa occasione, facciamoci trovare pronti a dire
si ad una sua chiamata, sicuramente ci sarà più facile se ci aiutiamo
con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre
in tentazione ma liberaci dal male, amen.
Ave o Maria, pena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta
fra le donne e benedetto il seno del tuo figlio Gesù.
Santa Maria, madre di Dio prega per noi peccatori adesso
e nell’ora della nostra morte, amen.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo, com’era nel
principio ora e sempre nei secoli dei secoli, amen.
Buona giornata Fausto.


martedì 18 agosto 2020

Il Vangelo del Mercoledì 19 Agosto 2020


Della 20° settimana del Tempo Ordinario.
S. Giovanni Eudes, sacerdote.
1° Lettura dal libro del profeta Ezechiele (34,1-11)
Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, profetizza contro
i pastori d’Israele, profetizza e riferisci ai pastori: Così dice il Signore Dio:
Guai ai pastori d’Israele, che pascono se stessi!
I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge?
Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore più grasse, ma non
pascolate il gregge.
Non avete reso forti le pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete
fasciato quelle ferite, non avete riportato le disperse.
Non siete andati in cerca delle smarrite, ma le avete guidate con crudeltà e violenza.
Per colpa del pastore si sono disperse e sono preda di tutte le bestie
selvatiche: sono sbandate.
Vanno errando le mie pecore su tutti i monti e su ogni colle elevato, le mie
pecore si disperdono su tutto il territorio del paese e nessuno va in cerca
di loro e se ne cura.
Perciò, pastori, ascoltate la parola del Signore: Com’è vero che io vivo-oracolo
del Signore Dio-, poiché il mio gregge è diventato una preda e le mie pecore
il pasto d’ogni bestia selvatica per colpa del pastore e poiché i miei pastori
non  sono andati in cerca del mio gregge-hanno pasciuto se stessi senza aver
cura del mio gregge-, udite quindi, pastori, la parola del Signore: Così
dice il Signore Dio: Eccomi contro i pastori: a loro chiederò conto del mio
gregge e non li lascerò più pascolare il mio gregge, così non pasceranno
più se stessi, ma strapperò loro di bocca le mie pecore e non saranno più
il loro pasto. Perché così dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le
mie pecore e le passerò in rassegna».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (20,1-16) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei
cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata
lavoratori per la sua vigna.
Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna.
Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza,
disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto
ve lo darò”.
Ed essi andarono.
Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto.
Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse
loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”.
Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”.
Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i
lavoratori e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”.
Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più.
Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro.
Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi
hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo
sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto.
Non hai forse concordato con me per un denaro?
Prendi il tuo e vattene.
Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle
mie cose quello che voglio?
Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Non c’è dubbio; la logica di Dio ci confonde e ci lascia perplessi.
Perché non dare a coloro che hanno lavorato di più un salario più alto?
Perché dare a coloro che, magari dopo una vita di peccato e di lontananza da
Lui, solo alla fine si sono aperti alla sua grazia, la stessa ricompensa di chi
è stato sempre fedele?
Eppure, Gesù vuole che gli Apostoli abbiano chiara questa verità; la domanda
che Pietro aveva rivolto a Gesù riguardo la loro ricompensa riceve così una
risposta molto chiara.
Seguire Gesù non è una questione di tempo o di merito, ma di amore e di
conversione fattiva.
Ci sono persone che prendono tanto sul serio la parola di Gesù che essi,
dopo una vita di peccato, si convertono alle esigenze evangeliche; essi sono
già degni del regno dei cieli.
Coraggio perciò, non guardiamo agli altri, ma semplicemente ad amare il
Signore ed i fratelli, sicuramente non sarà sempre facile, ma possiamo
avere la preghiera che ci aiuta.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.