giovedì 6 agosto 2020

Il Vangelo del Venerdì 7 Agosto 2020


Della 18° settimana del Tempo Ordinario.
San Sisto papa e Compagni, martiri.
Prima lettura dal libro del profeta Naum (2,1.3;3,1-3.6-7)
Ecco sui monti i passi d’un messaggero che annuncia la pace!
Celebra le tue feste, Giuda, sciogli i tuoi voti, poiché il malvagio non passerà
più su di te: egli è del tutto annientato.
Infatti il Signore restaura il vanto di Giacobbe, rinnova il vanto d’Israele, anche
se i briganti li hanno depredati e saccheggiano i loro tralci.
Guai alla città sanguinaria, piena di menzogne, colma di rapine, che non
cessa di depredare!
Sìbilo di frusta, fracasso di ruote, scalpitìo di cavalli, cigolìo di carri, cavalieri
incalzanti, lampeggiare di spade, scintillare di lance, feriti in quantità, cumuli
di morti, cadaveri senza fine, s’inciampa nei cadaveri.
«Ti getterò addosso immondizie, ti svergognerò, ti esporrò al ludibrio.
Allora chiunque ti vedrà, fuggirà da te e dirà: “Nìnive è distrutta!
Chi la compiangerà?
Dove cercherò chi la consoli?”».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (16,24-28) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro
a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.
Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria
vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero,
ma perderà la propria vita?
O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi
angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di
aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Parola potente, parola inquietante, parola incompresa è quella che illumina
la nostra giornata.
Gesù chiede ai suoi discepoli di prendere la croce e di seguirlo, di salire con lui
sul Golgota, di gettare il cuore oltre l'ostacolo, di amare fino a morire, se necessario.
Parola incompresa perché troppo spesso crediamo che Dio manda le croci e le
sofferenze, quando Gesù, invece, ci svela che Dio non ama la sofferenza e che,
se avesse potuto, avrebbe volentieri evitato la croce.
Distinguiamo bene la nostra croce, allora; la croce, spesso, ce la infliggono
gli altri o noi stessi e i nostri ragionamenti contorti.
Gesù non vuole un popolo di doloranti, ma di discepoli disposti ad amare
anche a costo di soffrire.
Vale la pena di credere, di osare tutto, di esagerare, dice il Signore, vale la pena
di perdere tutto per incontrare l’Assoluto.
È il proclama presuntuoso di un fanatico religioso o la sfida alle nostre piccole
certezze da parte di Dio?
È vero amici, a nessuno piace soffrire, neanche a me, ma col tempo ho capito
che la sofferenza fa parte della nostra vita, che non la puoi scansare, ma condividere
con amore, con il sorriso e con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


mercoledì 5 agosto 2020

Il Vangelo del Giovedì 6 Agosto 2020


Della 18° settimana del Tempo Ordinario.
Trasfigurazione del Signore.
Prima lettura dal libro del profeta Danièle (7,9-10.13-14)
Io continuavo a guardare, quand'ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come
la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente.
Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano
e diecimila miriadi lo assistevano.
La corte sedette e i libri furono aperti.
Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno
simile a un figlio d'uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo
servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno
non sarà mai distrutto.
Parola di Dio.
Seconda lettura dalla seconda lettera di san Pietro apostolo (1,16-19) anno pari.
Carissimi, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro
Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate,
ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza.
Egli infatti ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando giunse a lui questa
voce dalla maestosa gloria: «Questi è il Figlio mio, l'amato, nel quale ho posto
il mio compiacimento».
Questa voce noi l'abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui
sul santo monte.
E abbiamo anche, solidissima, la parola dei profeti, alla quale fate bene a
volgere l'attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché
non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (9,2-10) anno pari.
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse
su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime:
nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.
E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui;
facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia».
Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.
Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una
voce: «Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!».
E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non
Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò
che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti.
Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Senza bellezza non possiamo vivere. Lo sappiamo.
Bellezza della natura, bellezza dell’arte, bellezza dei gesti e dell’affetto degli amici.
Bellezza che ci porta, in qualche modo verso Dio.
E oggi, nel cuore dell’estate, celebriamo la bellezza di Dio, così essenziale per
diventare credenti.
Marco, nel suo vangelo, scrive che improvvisamente, guardandosi intorno,
non videro più nessuno se non Gesù solo, con loro.
La conversione alla bellezza è improvvisa.
A noi di guardarci intorno e scoprire la bellezza di Dio per giungere anche noi,
infine, a vedere solo più Gesù nella nostra vita, e noi assieme con lui.
La bellezza convertirà il mondo. E noi, suoi fragili discepoli, siamo spinti a
vivere nella bellezza della relazione e della verità, della compagnia degli uomini
e della Parola, per dire e dare ai nostri fratelli uomini la speranza di una Presenza
che ancora si deve svelare nella sua totalità.
Noi, fragili discepoli, siamo chiamati a testimoniare con semplicità e verità
che solo Gesù colma il nostro cuore, riempie la nostra anima.
La bellezza salverà il mondo, ma di questa bellezza dobbiamo diventare almeno
un pallido riflesso.
Certo amici, se abbiamo ricevuto il riflesso della bellezza di Cristo, dobbiamo
testimoniarla anche a costo di essere dichiarati dei matti e, la preghiera ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 4 agosto 2020

Il Vangelo del Mercoledì 5 Agosto 2020


Della 18° settimana del Tempo Ordinario.
Dedicazione della Basilica di S. Maria Maggiore. 
Prima lettura dal libro del profeta Geremìa (31,1-7)
«In quel tempo-oracolo del Signore-io sarò Dio per tutte le famiglie d’Israele
ed esse saranno il mio popolo.
Così dice il Signore: Ha trovato grazia nel deserto un popolo scampato alla
spada; Israele si avvia a una dimora di pace».
Da lontano mi è apparso il Signore: «Ti ho amato di amore eterno, per questo
continuo a esserti fedele.
Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata, vergine d’Israele.
Di nuovo prenderai i tuoi tamburelli e avanzerai danzando tra gente in festa.
Di nuovo pianterai vigne sulle colline di Samarìa; dopo aver piantato,
i piantatori raccoglieranno.
Verrà il giorno in cui le sentinelle grideranno sulla montagna di Èfraim: “Su,
saliamo a Sion, andiamo dal Signore, nostro Dio”.
Poiché dice il Signore: Innalzate canti di gioia per Giacobbe, esultate per la
prima delle nazioni, fate udire la vostra lode e dite: “Il Signore ha salvato
il suo popolo, il resto d’Israele”».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (15,21-28) anno pari.
In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne.
Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise
a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide!
Mia figlia è molto tormentata da un demonio».
Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila,
perché ci viene dietro gridando!».
Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!».
Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».
«È vero, Signore,-disse la donna-eppure i cagnolini mangiano le briciole
che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede!
Avvenga per te come desideri».
E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
È come noi, la cananea.
Non è una discepola, non le importa molto di chi sia Gesù, di cosa faccia, di cosa parli.
Ha un grave problema e Gesù, dicono, potrebbe risolverlo.
Cosa serve di più?
È insistente, come si fa con le divinità, con i guru.
Rispettosa e zuccherosa, per blandire, per convincere.
Come facciamo noi quando, tiepidi e scostanti, ci troviamo di fronte ad un grave
problema e, subito, diventiamo fervorosi; sgraniamo rosari, promettiamo pellegrinaggi,
accendiamo ceri votivi per convincere la distratta divinità ad occuparsi di noi.
Ed è lì, in quel momento, che Dio tace.
Perché mai dovrebbe occuparsi di noi?
Deve prima occuparsi dei suoi figli!
Dei suoi discepoli!
La provocazione di Gesù è un pieno schiaffo alla cananea.
E lei che fa?
lo mi sarei offeso, me ne sarei andato bestemmiando e maledicendo
quell’arrogante profeta.
La donna no, riflette.
Ha ragione, certo.
È proprio un cane nel chiedere un favore senza farsi mai vedere.
Ha ragione, il Maestro.
Ma a volte anche i cani possono leccare le briciole che cadono dalla tavola dei figli.
Sorride, ora, Gesù e, anch’io con Lui.
Questa donna ha capito, certo, ed anch’io ho capito che prima di chiedere
devo pregare e, poi anche ringraziare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 3 agosto 2020

Il Vangelo del Martedì 4 Agosto 2020


Della 18° settimana del Tempo Ordinario.
San Giovanni M. Vianney, Sacerdote.
Prima lettura dal libro del profeta Geremia (30,1-2.12-15.18-22).
Parola rivolta a Geremìa da parte del Signore: «Così dice il Signore, Dio d'Israele:
Scriviti in un libro tutte le cose che ti ho detto.
Così dice il Signore: La tua ferita è incurabile, la tua piaga è molto grave.
Nessuno ti fa giustizia; per un'ulcera vi sono rimedi, ma non c'è guarigione per te.
Ti hanno dimenticato tutti i tuoi amanti, non ti cercano più; poiché ti ho colpito
come colpisce un nemico, con un castigo spietato, per la tua grande iniquità,
perché sono cresciuti i tuoi peccati.
Perché gridi per la tua ferita?
Incurabile è la tua piaga.
Ti ho trattato così per la tua grande iniquità, perché sono cresciuti i tuoi peccati.
Così dice il Signore: Ecco, cambierò la sorte delle tende di Giacobbe e avrò
compassione delle sue dimore.
Sulle sue rovine sarà ricostruita la città e il palazzo sorgerà al suo giusto posto.
Vi risuoneranno inni di lode, voci di gente in festa.
Li farò crescere e non diminuiranno, li onorerò e non saranno disprezzati; i loro
figli saranno come un tempo, la loro assemblea sarà stabile dinanzi a me,
mentre punirò tutti i loro oppressori.
Avranno come capo uno di loro, un sovrano uscito dal loro popolo; io lo farò
avvicinare a me ed egli si accosterà.
Altrimenti chi rischierebbe la vita per avvicinarsi a me?
Oracolo del Signore.
Voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (15,1-2.10-14) anno pari.
In quel tempo alcuni farisei e altri scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono
a Gesù e gli dissero: “Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi?
Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!”.
Riunita la folla, Gesù disse loro: “Ascoltate e comprendete bene!
Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca,
questo rende impuro l’uomo!”.
Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: “Sai che i farisei, a sentire questa parola,
si sono scandalizzati?”.
Ed egli rispose: “Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste,
verrà sradicata.
Lasciateli stare!
Sono ciechi e guide di ciechi.
E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!”.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Gli avversari più accesi di Gesù sono proprio i devoti, coloro che pensano
di avere un’intima comunione con Dio e di rappresentarne le istanze.
Quei sacerdoti e quei farisei che si sentono e sono i migliori, i pretoriani della fede,
che osservano scrupolosamente ogni piccola norma della Legge.
Ma, così facendo, si ergono a giudici degli altri, pongono distanza, innalzano
muri che allontanano le persone semplici dal fare esperienza di Dio.
Accecati dal loro orgoglio e dalla loro gloria, dimenticano di indicare la strada
che porta alla conoscenza della verità.
Stiamo attenti a non diventare guide cieche e a non seguire ciechi che ci
conducono nel fosso!
È vero, sono un pò cattivello, lo ammetto, ma quello che ho scritto è vero,
perché di queste persone ne ho incontrato, comunque preghiamo, perché
anche loro si convertano.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


domenica 2 agosto 2020

Il Vangelo del Lunedì 3 Agosto 2020


Della 18° settimana del Tempo Ordinario.
Prima lettura dal libro del profeta Geremia (28,1-17).
In quell'anno, all'inizio del regno di Sedecìa, re di Giuda, nell'anno quarto,
nel quinto mese, Ananìa, figlio di Azzur, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel
tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo: «Così
dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia!
Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore
che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia.
Farò ritornare in questo luogo
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (14,22-36) anno pari.
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire
sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla.
Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare.
Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde:
il vento infatti era contrario.
Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare.
Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un
fantasma!» e gridarono dalla paura.
Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di
te sulle acque».
Ed egli disse: «Vieni!».
Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù.
Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare,
gridò: «Signore, salvami!».
E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede,
perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò.
Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu
sei Figlio di Dio!».
Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret.
E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione;
gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo
del suo mantello.
E quanti lo toccarono furono guariti.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Chissà quante tempeste tutti noi, abbiamo attraversato nella vita e chissà
quante altre ne incontreremo.
Io sicuramente amici, ne ho attraversato molte, ancora adesso, mi sembra di
essere su ana barca sballottata dalle onde impetuose.
Eppure, più di una volta ho sperimentato, in situazioni difficili, la presenza del
Signore che m’invitava a confidare in Lui senza avere paura.
Spesso è proprio la paura che ci paralizza, al punto da non sapere più che scelte
dobbiamo fare o in quale direzione andare.
Per tale motivo, qualsiasi ombra ci sembra un fantasma e ci terrorizza.
La soluzione è quella di fidarsi di Dio; Lui c’è, e continua a dirci di non temere.
Se riusciremo a fare questo, la barca della nostra vita, per quanto sballottata
dalle tempeste e dalle onde, non affonderà mai.
Su questa certezza, amici, possiamo come ho fatto io, la nostra esistenza,
sapendo che sarà Lui a guidarci al porto della salvezza, anche attraverso
l’aiuto della preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 1 agosto 2020

Il Vangelo di Domenica 2 Agosto 2020


Della 18° Domenica del Tempo Ordinario.
Prima lettura dal libro del profeta Isaìa (55,1-3)
Così dice il Signore: «O voi tutti assetati, venite all'acqua, voi che non avete
denaro, venite; comprate e mangiate; venite, comprate senza denaro, senza
pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per
ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti.
Porgete l'orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un'alleanza eterna, i favori assicurati a Davide».
Parola di Dio.
Seconda lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8,35.37-39)
Fratelli, chi ci separerà dall'amore di Cristo?
Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità,
il pericolo, la spada?
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati.
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente
né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà
mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (14,13-21) anno A.
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di
là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro
e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto
ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare».
Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare».
Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!».
Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i
due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li
diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene.
Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare
le donne e i bambini.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Abbiamo fame, tanta.
Non la fame di cibo.
Quella, almeno in occidente, è lasciata al passato.
Fame di significato, di senso, di pienezza, di felicità e di pace.
Fame che colmi i cuori, i nostri cuori, ogni cuore.
Possiamo interpretare la nostra vita come una ricerca di sazietà; affetti,
soddisfazioni, gioie; tutto quello che facciamo, a pensarci bene, serve a
colmare quella fame profonda, assoluta, che alberga nei nostri cuori.
Gesù vede la nostra fame profonda.
Sa che non abbiamo in noi stessi la risposta alle grandi domande.
Sa che corriamo il rischio, come i deportati in Babilonia della prima lettura,
di accontentarci dell’oggi, senza avere più sogni, senza desiderare più nulla.
Per sei volte gli evangelisti parlano della moltiplicazione dei pani.
È un miracolo fondamentale, non tanto per la potenza del gesto, quanto per
l’intensità del suo significato.
Gesù prova compassione per la folla, patisce insieme.
È un atteggiamento profondo, il termine greco soggiacente ha a che fare con
le viscere, un sentimento di profonda condivisione.
Bene-pensiamo-allora è fatta!
Se Dio prova compassione per noi certamente risolverà il problema!
Macché.
Isaia promette al popolo in esilio un pane gratis che sfamerà ogni cuore.
In realtà il popolo, in esilio da ormai cinquant’anni, ha la pancia piena.
Si è integrato, ha comperato case in Babilonia, nessuno pensa più seriamente
di tornare ad una terra che non ha mai visto.
Pochi torneranno, dopo l’editto di liberazione e non troveranno pane e miele,
ma difficoltà e odio.
Ma anche il vero volto di Dio.
Anche noi, a volte, ci accontentiamo delle piccole e temporanee sazietà che la vita ci offre. 
Pensiamo di avere capito e fatto tutto perché siamo riusciti a realizzare qualche sogno.
Quanto è difficile suscitare fame in chi ha la pancia piena!
La fame di senso, di felicità, di pace a chi si accontenta della piccole (legittime)
gioie che la vita ci offre!
Il primo passo verso la conversione è la consapevolezza del desiderio di felicità
profonda che portiamo nel cuore.
Molta gente si raduna attorno a Gesù.
Ha compassione, il Signore, ama il popolo, sa di cosa abbiamo bisogno.
Non è distratto il nostro Dio, non se ne sta sulle nuvole a governare le formichine.
Eppure, davanti alla folla, il Signore non agisce, ma chiede ai suoi di agire.
Con tanto buon senso i discepoli gli suggeriscono di ignorare il problema;
ognuno si arrangi.
Non è forse il messaggio che il mondo ci riporta ogni giorno? Certo!
I problemi sono tuoi, affrontali meglio che riesci.
Gesù non ci sta; la fame si può saziare, quella fisica e quella interiore,
ma ad una sola condizione; mettersi in gioco.
Non siamo capaci, non abbiamo i mezzi, non abbiamo sufficiente fede,
abbiamo troppa zizzania nel cuore.
Ogni scusa è buona per aggirare la richiesta.
Gesù insiste; a Lui serve ciò che sono, anche se ciò che sono è poco.
La sproporzione è voluta; pochi pani e pesci per una folla sterminata; è una
situazione che produce disagio, sconforto, la stessa sensazione che proviamo noi
quando cerchiamo di annunciare la Parola, di porre gesti di solidarietà, di bene.
Capisco che, vi annuncio il Vangelo e il bel modo di vivere che aveva Gesù.
La Domenica per 15 minuti siete lì a leggere, magari vi appassionate anche, poi per
un’intera settimana sentirete e vivrete il contrario; violenza, egoismo, opportunismo.
Vivo come uomo di pace e i miei colleghi d’ufficio ne approfittano e mi fregano.
Faccio della mia vita un amore al Vangelo, passo molto tempo a leggere e rileggere
il Vangelo anche per voi e, la gente pensa che io sia una specie di funzionario
di Dio e, per questo mi critica.
Occorre arrendersi?
No; il nostro è gesto fecondo se accompagna l’opera di Dio, è segno profetico
che imita l’ampio gesto del seminatore, è icona di speranza che imita la pazienza
verso la zizzania del padrone del campo.
Matteo, nel raccontare il gesto di Gesù, allude chiaramente all’Eucarestia della comunità.
Troviamo la forza per metterci in gioco, per condividere quel poco che siamo solo e
a condizione di attingere al gesto straordinario di Gesù che, Lui per primo diventa cibo.
L’Eucarestia diventa forza e modello del nostro agire.
Anche noi, come Cristo, possiamo diventare pane spezzato per gli altri!
Io amici, lo sto facendo da tempo per voi che frequentate il mio profilo facebbok,
cerco di spezzare la Parola del Signore nel miglior modo possibile, affinchè
possa essere il più possibile credibile, sicuramente anch’io faccio degli errori,
ma li faccio in buona fede e, se li faccio o vi ferisco senza volerlo,
vi chiedo scusa, Buona Domenica Fausto.