martedì 4 agosto 2020

Il Vangelo del Mercoledì 5 Agosto 2020


Della 18° settimana del Tempo Ordinario.
Dedicazione della Basilica di S. Maria Maggiore. 
Prima lettura dal libro del profeta Geremìa (31,1-7)
«In quel tempo-oracolo del Signore-io sarò Dio per tutte le famiglie d’Israele
ed esse saranno il mio popolo.
Così dice il Signore: Ha trovato grazia nel deserto un popolo scampato alla
spada; Israele si avvia a una dimora di pace».
Da lontano mi è apparso il Signore: «Ti ho amato di amore eterno, per questo
continuo a esserti fedele.
Ti edificherò di nuovo e tu sarai riedificata, vergine d’Israele.
Di nuovo prenderai i tuoi tamburelli e avanzerai danzando tra gente in festa.
Di nuovo pianterai vigne sulle colline di Samarìa; dopo aver piantato,
i piantatori raccoglieranno.
Verrà il giorno in cui le sentinelle grideranno sulla montagna di Èfraim: “Su,
saliamo a Sion, andiamo dal Signore, nostro Dio”.
Poiché dice il Signore: Innalzate canti di gioia per Giacobbe, esultate per la
prima delle nazioni, fate udire la vostra lode e dite: “Il Signore ha salvato
il suo popolo, il resto d’Israele”».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (15,21-28) anno pari.
In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne.
Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise
a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide!
Mia figlia è molto tormentata da un demonio».
Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila,
perché ci viene dietro gridando!».
Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!».
Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».
«È vero, Signore,-disse la donna-eppure i cagnolini mangiano le briciole
che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede!
Avvenga per te come desideri».
E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
È come noi, la cananea.
Non è una discepola, non le importa molto di chi sia Gesù, di cosa faccia, di cosa parli.
Ha un grave problema e Gesù, dicono, potrebbe risolverlo.
Cosa serve di più?
È insistente, come si fa con le divinità, con i guru.
Rispettosa e zuccherosa, per blandire, per convincere.
Come facciamo noi quando, tiepidi e scostanti, ci troviamo di fronte ad un grave
problema e, subito, diventiamo fervorosi; sgraniamo rosari, promettiamo pellegrinaggi,
accendiamo ceri votivi per convincere la distratta divinità ad occuparsi di noi.
Ed è lì, in quel momento, che Dio tace.
Perché mai dovrebbe occuparsi di noi?
Deve prima occuparsi dei suoi figli!
Dei suoi discepoli!
La provocazione di Gesù è un pieno schiaffo alla cananea.
E lei che fa?
lo mi sarei offeso, me ne sarei andato bestemmiando e maledicendo
quell’arrogante profeta.
La donna no, riflette.
Ha ragione, certo.
È proprio un cane nel chiedere un favore senza farsi mai vedere.
Ha ragione, il Maestro.
Ma a volte anche i cani possono leccare le briciole che cadono dalla tavola dei figli.
Sorride, ora, Gesù e, anch’io con Lui.
Questa donna ha capito, certo, ed anch’io ho capito che prima di chiedere
devo pregare e, poi anche ringraziare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 3 agosto 2020

Il Vangelo del Martedì 4 Agosto 2020


Della 18° settimana del Tempo Ordinario.
San Giovanni M. Vianney, Sacerdote.
Prima lettura dal libro del profeta Geremia (30,1-2.12-15.18-22).
Parola rivolta a Geremìa da parte del Signore: «Così dice il Signore, Dio d'Israele:
Scriviti in un libro tutte le cose che ti ho detto.
Così dice il Signore: La tua ferita è incurabile, la tua piaga è molto grave.
Nessuno ti fa giustizia; per un'ulcera vi sono rimedi, ma non c'è guarigione per te.
Ti hanno dimenticato tutti i tuoi amanti, non ti cercano più; poiché ti ho colpito
come colpisce un nemico, con un castigo spietato, per la tua grande iniquità,
perché sono cresciuti i tuoi peccati.
Perché gridi per la tua ferita?
Incurabile è la tua piaga.
Ti ho trattato così per la tua grande iniquità, perché sono cresciuti i tuoi peccati.
Così dice il Signore: Ecco, cambierò la sorte delle tende di Giacobbe e avrò
compassione delle sue dimore.
Sulle sue rovine sarà ricostruita la città e il palazzo sorgerà al suo giusto posto.
Vi risuoneranno inni di lode, voci di gente in festa.
Li farò crescere e non diminuiranno, li onorerò e non saranno disprezzati; i loro
figli saranno come un tempo, la loro assemblea sarà stabile dinanzi a me,
mentre punirò tutti i loro oppressori.
Avranno come capo uno di loro, un sovrano uscito dal loro popolo; io lo farò
avvicinare a me ed egli si accosterà.
Altrimenti chi rischierebbe la vita per avvicinarsi a me?
Oracolo del Signore.
Voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (15,1-2.10-14) anno pari.
In quel tempo alcuni farisei e altri scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono
a Gesù e gli dissero: “Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi?
Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!”.
Riunita la folla, Gesù disse loro: “Ascoltate e comprendete bene!
Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca,
questo rende impuro l’uomo!”.
Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: “Sai che i farisei, a sentire questa parola,
si sono scandalizzati?”.
Ed egli rispose: “Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste,
verrà sradicata.
Lasciateli stare!
Sono ciechi e guide di ciechi.
E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!”.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Gli avversari più accesi di Gesù sono proprio i devoti, coloro che pensano
di avere un’intima comunione con Dio e di rappresentarne le istanze.
Quei sacerdoti e quei farisei che si sentono e sono i migliori, i pretoriani della fede,
che osservano scrupolosamente ogni piccola norma della Legge.
Ma, così facendo, si ergono a giudici degli altri, pongono distanza, innalzano
muri che allontanano le persone semplici dal fare esperienza di Dio.
Accecati dal loro orgoglio e dalla loro gloria, dimenticano di indicare la strada
che porta alla conoscenza della verità.
Stiamo attenti a non diventare guide cieche e a non seguire ciechi che ci
conducono nel fosso!
È vero, sono un pò cattivello, lo ammetto, ma quello che ho scritto è vero,
perché di queste persone ne ho incontrato, comunque preghiamo, perché
anche loro si convertano.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


domenica 2 agosto 2020

Il Vangelo del Lunedì 3 Agosto 2020


Della 18° settimana del Tempo Ordinario.
Prima lettura dal libro del profeta Geremia (28,1-17).
In quell'anno, all'inizio del regno di Sedecìa, re di Giuda, nell'anno quarto,
nel quinto mese, Ananìa, figlio di Azzur, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel
tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo: «Così
dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia!
Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore
che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia.
Farò ritornare in questo luogo
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (14,22-36) anno pari.
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire
sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla.
Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare.
Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde:
il vento infatti era contrario.
Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare.
Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un
fantasma!» e gridarono dalla paura.
Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di
te sulle acque».
Ed egli disse: «Vieni!».
Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù.
Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare,
gridò: «Signore, salvami!».
E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede,
perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò.
Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu
sei Figlio di Dio!».
Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret.
E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione;
gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo
del suo mantello.
E quanti lo toccarono furono guariti.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Chissà quante tempeste tutti noi, abbiamo attraversato nella vita e chissà
quante altre ne incontreremo.
Io sicuramente amici, ne ho attraversato molte, ancora adesso, mi sembra di
essere su ana barca sballottata dalle onde impetuose.
Eppure, più di una volta ho sperimentato, in situazioni difficili, la presenza del
Signore che m’invitava a confidare in Lui senza avere paura.
Spesso è proprio la paura che ci paralizza, al punto da non sapere più che scelte
dobbiamo fare o in quale direzione andare.
Per tale motivo, qualsiasi ombra ci sembra un fantasma e ci terrorizza.
La soluzione è quella di fidarsi di Dio; Lui c’è, e continua a dirci di non temere.
Se riusciremo a fare questo, la barca della nostra vita, per quanto sballottata
dalle tempeste e dalle onde, non affonderà mai.
Su questa certezza, amici, possiamo come ho fatto io, la nostra esistenza,
sapendo che sarà Lui a guidarci al porto della salvezza, anche attraverso
l’aiuto della preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 1 agosto 2020

Il Vangelo di Domenica 2 Agosto 2020


Della 18° Domenica del Tempo Ordinario.
Prima lettura dal libro del profeta Isaìa (55,1-3)
Così dice il Signore: «O voi tutti assetati, venite all'acqua, voi che non avete
denaro, venite; comprate e mangiate; venite, comprate senza denaro, senza
pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per
ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti.
Porgete l'orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un'alleanza eterna, i favori assicurati a Davide».
Parola di Dio.
Seconda lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8,35.37-39)
Fratelli, chi ci separerà dall'amore di Cristo?
Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità,
il pericolo, la spada?
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati.
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente
né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà
mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (14,13-21) anno A.
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di
là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro
e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto
ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare».
Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare».
Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!».
Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i
due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li
diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene.
Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare
le donne e i bambini.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Abbiamo fame, tanta.
Non la fame di cibo.
Quella, almeno in occidente, è lasciata al passato.
Fame di significato, di senso, di pienezza, di felicità e di pace.
Fame che colmi i cuori, i nostri cuori, ogni cuore.
Possiamo interpretare la nostra vita come una ricerca di sazietà; affetti,
soddisfazioni, gioie; tutto quello che facciamo, a pensarci bene, serve a
colmare quella fame profonda, assoluta, che alberga nei nostri cuori.
Gesù vede la nostra fame profonda.
Sa che non abbiamo in noi stessi la risposta alle grandi domande.
Sa che corriamo il rischio, come i deportati in Babilonia della prima lettura,
di accontentarci dell’oggi, senza avere più sogni, senza desiderare più nulla.
Per sei volte gli evangelisti parlano della moltiplicazione dei pani.
È un miracolo fondamentale, non tanto per la potenza del gesto, quanto per
l’intensità del suo significato.
Gesù prova compassione per la folla, patisce insieme.
È un atteggiamento profondo, il termine greco soggiacente ha a che fare con
le viscere, un sentimento di profonda condivisione.
Bene-pensiamo-allora è fatta!
Se Dio prova compassione per noi certamente risolverà il problema!
Macché.
Isaia promette al popolo in esilio un pane gratis che sfamerà ogni cuore.
In realtà il popolo, in esilio da ormai cinquant’anni, ha la pancia piena.
Si è integrato, ha comperato case in Babilonia, nessuno pensa più seriamente
di tornare ad una terra che non ha mai visto.
Pochi torneranno, dopo l’editto di liberazione e non troveranno pane e miele,
ma difficoltà e odio.
Ma anche il vero volto di Dio.
Anche noi, a volte, ci accontentiamo delle piccole e temporanee sazietà che la vita ci offre. 
Pensiamo di avere capito e fatto tutto perché siamo riusciti a realizzare qualche sogno.
Quanto è difficile suscitare fame in chi ha la pancia piena!
La fame di senso, di felicità, di pace a chi si accontenta della piccole (legittime)
gioie che la vita ci offre!
Il primo passo verso la conversione è la consapevolezza del desiderio di felicità
profonda che portiamo nel cuore.
Molta gente si raduna attorno a Gesù.
Ha compassione, il Signore, ama il popolo, sa di cosa abbiamo bisogno.
Non è distratto il nostro Dio, non se ne sta sulle nuvole a governare le formichine.
Eppure, davanti alla folla, il Signore non agisce, ma chiede ai suoi di agire.
Con tanto buon senso i discepoli gli suggeriscono di ignorare il problema;
ognuno si arrangi.
Non è forse il messaggio che il mondo ci riporta ogni giorno? Certo!
I problemi sono tuoi, affrontali meglio che riesci.
Gesù non ci sta; la fame si può saziare, quella fisica e quella interiore,
ma ad una sola condizione; mettersi in gioco.
Non siamo capaci, non abbiamo i mezzi, non abbiamo sufficiente fede,
abbiamo troppa zizzania nel cuore.
Ogni scusa è buona per aggirare la richiesta.
Gesù insiste; a Lui serve ciò che sono, anche se ciò che sono è poco.
La sproporzione è voluta; pochi pani e pesci per una folla sterminata; è una
situazione che produce disagio, sconforto, la stessa sensazione che proviamo noi
quando cerchiamo di annunciare la Parola, di porre gesti di solidarietà, di bene.
Capisco che, vi annuncio il Vangelo e il bel modo di vivere che aveva Gesù.
La Domenica per 15 minuti siete lì a leggere, magari vi appassionate anche, poi per
un’intera settimana sentirete e vivrete il contrario; violenza, egoismo, opportunismo.
Vivo come uomo di pace e i miei colleghi d’ufficio ne approfittano e mi fregano.
Faccio della mia vita un amore al Vangelo, passo molto tempo a leggere e rileggere
il Vangelo anche per voi e, la gente pensa che io sia una specie di funzionario
di Dio e, per questo mi critica.
Occorre arrendersi?
No; il nostro è gesto fecondo se accompagna l’opera di Dio, è segno profetico
che imita l’ampio gesto del seminatore, è icona di speranza che imita la pazienza
verso la zizzania del padrone del campo.
Matteo, nel raccontare il gesto di Gesù, allude chiaramente all’Eucarestia della comunità.
Troviamo la forza per metterci in gioco, per condividere quel poco che siamo solo e
a condizione di attingere al gesto straordinario di Gesù che, Lui per primo diventa cibo.
L’Eucarestia diventa forza e modello del nostro agire.
Anche noi, come Cristo, possiamo diventare pane spezzato per gli altri!
Io amici, lo sto facendo da tempo per voi che frequentate il mio profilo facebbok,
cerco di spezzare la Parola del Signore nel miglior modo possibile, affinchè
possa essere il più possibile credibile, sicuramente anch’io faccio degli errori,
ma li faccio in buona fede e, se li faccio o vi ferisco senza volerlo,
vi chiedo scusa, Buona Domenica Fausto.

venerdì 31 luglio 2020

Il Vangelo del Sabato 1 Agosto 2020


Della 17° settimana del Tempo Ordinario.
Sant'Alfonso Maria de' Liguori, vescovo e dottore della Chiesa.
Prima lettura dal libro del profeta Geremia (26,11-16.24)
In quei giorni, i sacerdoti e i profeti dissero ai capi e a tutto il popolo: «Una
condanna a morte merita quest'uomo, perché ha profetizzato contro questa
città, come avete udito con i vostri orecchi!».
Ma Geremìa rispose a tutti i capi e a tutto il popolo: «Il Signore mi ha mandato a
profetizzare contro questo tempio e contro questa città le cose che avete ascoltato.
Migliorate dunque la vostra condotta e le vostre azioni e ascoltate la voce del
Signore, vostro Dio, e il Signore si pentirà del male che ha annunciato contro di voi.
Quanto a me, eccomi in mano vostra, fate di me come vi sembra bene e giusto;
ma sappiate bene che, se voi mi ucciderete, sarete responsabili del sangue innocente,
voi e tutti gli abitanti di questa città, perché il Signore mi ha veramente inviato
a voi per dire ai vostri orecchi tutte queste parole».
I capi e tutto il popolo dissero ai sacerdoti e ai profeti: «Non ci deve essere condanna
a morte per quest'uomo, perché ci ha parlato nel nome del Signore, nostro Dio».
La mano di Achikàm, figlio di Safan, fu a favore di Geremìa, perché non lo
consegnassero al popolo per metterlo a morte.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (14,1-12) anno pari.
In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù.
Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista.
È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in
prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo.
Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!».
Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo
considerava un profeta.
Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico
e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello
che avesse chiesto.
Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa
di Giovanni il Battista».
Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le
venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione.
La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre.
I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e
andarono a informare Gesù.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
I potenti hanno paura dei profeti, li considerano come gramigna, cercano di
estirparne con violenza la presenza, smorzano la forza delle loro parole,
li ostacolano in tutti i modi.
Erode, come tutti i potenti, usa la religione per il proprio tornaconto; poco gli
importa di Dio e di fede, accoglie i profeti e i sacerdoti solo se non gli danno
fastidio, se non gli creano imbarazzo.
Anche il Battista, all’inizio, è ascoltato volentieri, come un fenomeno
da baraccone, come succederà col Nazareno.
Il potere si fa dio di sè stesso, non sa accogliere la vera profezia, è incapace
di mettersi in discussione.
Giovanni viene ucciso per una stupida sfida di una donna infastidita dal suo
moralismo e perla paura di Erode di sfigurare davanti agli ospiti.
Ma, ora che la pratica “Giovanni Battista” è archiviata, eccone spuntare un altro.
È perplesso Erode, e fa bene ad esserlo.
Dio continua a mandare profeti, sempre, perciò, ringraziamolo con la nostra preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 30 luglio 2020

Il Vangelo del Venerdì 31 Luglio 2020


Della 17° settimana del Tempo Ordinario.
Sant'Ignazio di Loyola, Sacerdote
Prima lettura dal libro del profeta Geremia (26,1-9)
All'inizio del regno di Ioiakìm, figlio di Giosìa, re di Giuda, fu rivolta a
Geremìa questa parola da parte del Signore:
«Così dice il Signore: Va' nell'atrio del tempio del Signore e riferisci a tutte le
città di Giuda che vengono per adorare nel tempio del Signore tutte le parole che
ti ho comandato di annunciare loro; non tralasciare neppure una parola.
Forse ti ascolteranno e ciascuno abbandonerà la propria condotta perversa; in tal caso
mi pentirò di tutto il male che pensavo di fare loro per la malvagità delle loro azioni.
Tu dunque dirai loro: Dice il Signore: Se non mi ascolterete, se non camminerete
secondo la legge che ho posto davanti a voi e se non ascolterete le parole dei profeti,
miei servi, che ho inviato a voi con assidua premura, ma che voi non avete ascoltato,
io ridurrò questo tempio come quello di Silo e farò di questa città una maledizione
per tutti i popoli della terra».
I sacerdoti, i profeti e tutto il popolo udirono Geremìa che diceva queste parole nel
tempio del Signore.
Ora, quando Geremìa finì di riferire quanto il Signore gli aveva comandato di dire a tutto
il popolo, i sacerdoti, i profeti e tutto il popolo lo arrestarono dicendo: «Devi morire!
Perché hai predetto nel nome del Signore: "Questo tempio diventerà come Silo
e questa città sarà devastata, disabitata"?».
Tutto il popolo si radunò contro Geremìa nel tempio del Signore.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (13,54-58) anno pari.
In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la
gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi?
Non è costui il figlio del falegname?
E sua madre, non si chiama Maria?
E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?
E le sue sorelle, non stanno tutte da noi?
Da dove gli vengono allora tutte queste cose?».
Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua
patria e in casa sua».
E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Nei Vangeli, Gesù è conosciuto con il mestiere trasmessogli dal padre, quello
di carpentiere abile nella lavorazione del legno ma capace, come si usava allora,
di fare altri lavori inerenti all’edilizia.
Stupisce il fatto che Dio abbia lavorato con le sue mani, scegliendo un’occupazione
impegnativa, da artigiano appunto, che ha svolto per gran parte della sua vita.
Nella Bibbia il lavoro dell’uomo aiuta Dio a completare la Creazione, diventa
il modo che l’uomo ha di assomigliare al Dio artigiano che costruisce il Cosmo.
Lavorare perciò, dona a noi la dimensione della dignità prima ancora che garantirci
il sostentamento col guadagno.
Oggi è il profitto a determinare la validità di un lavoro e le scelte, a volte drammatiche, dell’economia che, come vediamo, finiscono col determinare anche le scelte politiche.
Riappropriamoci del lavoro così come l’ha voluto Dio, anche se non sarà facile,
ma la preghiera ci può aiutare!
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.