martedì 3 marzo 2020

Il Vangelo del Mercoledì 4 Marzo 2020


Della 1° settimana di Quaresima.
San Casimiro.
Prima lettura dal libro dal profeta Giona (3,1-10)
In quel tempo, fu rivolta a Giona la parola del Signore: «Àlzati, va' a Nìnive,
la grande città, e annuncia loro quanto ti dico».
Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.
Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino.
Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava:
«Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco,
grandi e piccoli.
Giunta la notizia fino al re di Nìnive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto,
si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere.
Per ordine del re e dei suoi grandi fu poi proclamato a Nìnive questo decreto:
«Uomini e animali, armenti e greggi non gustino nulla, non pascolino,
non bevano acqua.
Uomini e bestie si coprano di sacco e Dio sia invocato con tutte le forze; ognuno
si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani.
Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non
abbiamo a perire!».
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia,
e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (11,29-32) anno pari.
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa
generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà
dato alcun segno, se non il segno di Giona.
Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio
dell'uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa
generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra
per ascoltare la sapienza di Salomone.
Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa
generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona
si convertirono.
Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Cerchiamo segni della presenza di Dio, sempre, ovunque.
Gesù, duro, ammonisce; nessun segno ci è dato, se non quello di Giona,
il segno della predicazione.
Gli abitanti di Nìnive si sono convertiti alla predicazione di un pavido profeta,
gli hanno dato retta, hanno proclamato una penitenza pubblica, hanno chiesto
e ottenuto perdono e misericordia.
E noi?
Noi siamo arcistufi dei profeti, conosciamo a memoria il cattolicesimo, siamo
troppo presi per prendere sul serio l’annuncio discreto della Chiesa.
No, amici, stiamo attenti; nella povertà della nostra Chiesa Dio ci raggiunge,
nelle parole spesso (troppo spesso) che sembrano usurate e consumate,
parole ripetute ma che non dicono più nulla.
Anche se ad alcune persone, invece, fanno molto male, leggendo quello
che mi scrivono, a causa di questi miei commenti.
Siamo chiamati a scovare la traccia della presenza di Dio nelle esperienze
quotidiane che facciamo, ma se non ci riusciamo, purtroppo, abbiamo un
problema di fondo o di mancanza di umiltà.
Ed allora, il mio consiglio è di farvi un esame di coscienza, facendovi
aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 2 marzo 2020

Il Vangelo del Martedì 3 Marzo 2020


Della 1° settimana di Quaresima.
Prima lettura dal libro del profeta Isaìa (55,10-11)
Così dice il Signore: «Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non
vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta
germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza
effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto
ciò per cui l'ho mandata».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (6,7-15) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole
come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole.
Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cosa avete
bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo
nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche
noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli
perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre
vostro perdonerà le vostre colpe».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
No, non abbiamo bisogno di tante parole, di interminabili pontificali per essere
conosciuti e accolti da Dio.
La straordinaria preghiera che il Signore consegna ad ogni discepolo è una
catechesi sul volto di Dio e sul volto dell’uomo.
Preghiamo un Dio celato, Padre di tutti, il cui nome è santificato negli uomini,
quando viene il suo Regno di pace e giustizia, la cui volontà di bene
invochiamo su di noi.
Chi prega è un uomo che, mendicante, necessita di pane, di affetto, di perdono
da ricevere per poterlo dare, che chiede di superare la tentazione del maligno.
Una preghiera straordinaria, l’unica che il Signore ha donato ai suoi discepoli
perché potessimo dire le parole giuste, senza sprecarne troppe, per non farci
un’idea piccina e approssimativa di Dio.
Da questa preghiera ripartiamo per scoprire il gusto della preghiera quotidiana.
Che dire ancora di più sul Padre Nostro, amici, niente, solo che quando lo recito,
sto parlando con mio Padre, Cristo Signore.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 1 marzo 2020

Il Vangelo del Lunedì 2 Marzo 2020


Della 1° settimana di Quaresima.
Prima lettura dal libro del Levìtico (19,1-2.11-18)
Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla a tutta la comunità degli Israeliti
dicendo loro: "Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo.
Non ruberete né userete inganno o menzogna a danno del prossimo.
Non giurerete il falso servendovi del mio nome: profaneresti il nome del tuo Dio.
Io sono il Signore.
Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; non tratterrai
il salario del bracciante al tuo servizio fino al mattino dopo.
Non maledirai il sordo, né metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il
tuo Dio. Io sono il Signore.
Non commetterete ingiustizia in giudizio; non tratterai con parzialità il povero
né userai preferenze verso il potente: giudicherai il tuo prossimo con giustizia.
Non andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla morte
del tuo prossimo. Io sono il Signore.
Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente
il tuo prossimo, così non ti caricherai d'un peccato per lui.
Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai
il tuo prossimo come te stesso.
Io sono il Signore"».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (25,31-46) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà
nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria.
Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli.
Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre,
e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del
Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione
del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto
sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete
vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi".
Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato
e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere?
Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo
e ti abbiamo vestito?
Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?".
E il re risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno
solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me".
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: "Via, lontano da me, maledetti,
nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto
fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da
bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato
e in carcere e non mi avete visitato".
Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato
o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?".
Allora egli risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che non avete
fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me".
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Alla fine una cosa sola ci sarà chiesta dal Signore, quando ci presenteremo
davanti a Lui; lo avremo riconosciuto?
Nell’affamato, nel povero, nel disoccupato, nel carcerato (non è specificato
se colpevole o innocente), nell’ignudo.
Dio si cela dietro i volti delle persone insignificanti e importune che oggi
incontreremo, Dio si cela dietro il volto di mio marito o di mia moglie,
di mio figlio, proprio là dove la quotidianità ci impedisce di riconoscerlo.
Certo; oggi aiutare un povero è questione più di testa che di cuore, e il Signore
ci chiede di riconoscerlo anche nel finto povero che tenta di grattarci qualche
euro facendo leva sul nostro senso di colpa o sulla nostra pietà cattolica.
Ma una cosa è certa; al di là della soluzione trovata per risolvere i problemi,
è l’atteggiamento di chi sa riconoscere ad essere messo al centro.
Perciò, non pensiamo solo se abbiamo dato soldi, tante volte l’aiuto è semplicemente 
nell’accorgerci di una persona in difficoltà fisica o spirituale e, questo è ancora
più difficile, però, abbiamo la preghiera che ci può aiutare ad essere di aiuto.  
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 29 febbraio 2020

Il Vangelo di Domenica 1 Marzo 2020


Della 1° Domenica di Quaresima.
Prima lettura dal libro della Gènesi (2,7-9;3,1-7)
Il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici
un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.
Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo
che aveva plasmato.
Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista
e buoni da mangiare, e l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della
conoscenza del bene e del male.
Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto
e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di alcun
albero del giardino?».
Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo
mangiare, ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha
detto: Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete».
Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto!
Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi
e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male».
Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi
e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi
ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò.
Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi;
intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
Parola di Dio.
Seconda lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (5,12-19)
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il
peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti
hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c'era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non
può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino
a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione
di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo
tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del
solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti.
E nel caso del dono non è come nel caso di quel solo che ha peccato: il giudizio
infatti viene da uno solo, ed è per la condanna, il dono di grazia invece da molte
cadute, ed è per la giustificazione.
Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo,
molto di più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia
regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.
Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna,
così anche per l'opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione,
che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati
costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (4,1-11) anno A.
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo.
Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.
Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste
pietre diventino pane».
Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola
che esce dalla bocca di Dio».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio
e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli
darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo
piede non inciampi in una pietra».
Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni
del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti
ai miei piedi, mi adorerai».
Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana!
Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Inizia, finalmente.
Non se ne poteva più, sinceramente.
Ma abbiamo trovato l’amara sorpresa del coronavirus, che ha fatto chiudere
le Chiese per paura del contagio, poi però hanno lasciato aperti i centri
commerciali, ma questa è un’altra storia.
Anche il Carnevale, notevolmente sottotono in questo anno di crisi, aveva
assunto i contorni scipiti della fine di un Impero dove si ride per non piangere.
Deposte le maschere, proviamo a seguire il Nazareno nel suo tempo di deserto
per capire come muoverci, per provare a leggere la storia (piccina e travagliata)
che stiamo vivendo.
Gesù solidale con gli uomini, ha voluto mettersi in fila con i penitenti per
farsi battezzare, primo evidente segno di una totale condivisione con noi.
E nel deserto che può essere momento di grazia, dove ha ricevuto il battesimo, o
momento di morte, dove affronta la tentazione, Gesù sperimenta la fatica di scegliere.
Il più grande dei nostri limiti.
Oggi si parla male e a sproposito del demonio, anche in casa cattolica.
È diventato una specie di eroe romantico, esaltato da alcuni, temuto da altri.
Una figura tragica che suscita curiosità e interesse, innalzato a struggente modello
negativo da una forte corrente di pensiero che fa presa soprattutto sugli adolescenti.
Basta guardarsi intorno; musica di genere che veicola espliciti messaggi violenti,
film che propongono demoni e indemoniati a più non posso e, ultimamente, 
best-seller che coinvolgono esorcisti di fama; il diavolo affascina.
E fa vendere.
Spaventa, attira, inquieta. E tranquillizza le coscienze.
Sì, avete capito bene; l’eccessiva attenzione al demonio paradossalmente lo
favorisce e, quel che è peggio, stravolge la visione biblica sulla tentazione.
Caricando di eccessiva importanza il male a scapito del bene, rischiamo di
deresponsabilizzare la coscienza e la scelta personale.
E questo succede anche in casa cattolica e con le migliori intenzioni!
Non siamo marionette; siamo uomini dotati di intelligenza e volontà.
L’opera del Maligno (che esiste ed è meno goffo e caricaturale di come ce
lo immaginiamo) consiste esattamente nell’intorbidire le acque, nel girare
la frittata, nell’ingigantire il particolare a scapito della visione d’insieme,
nello sminuire o offuscare le conseguenze catastrofiche delle nostre scelte.
Non dobbiamo scomodare il demonio per le nostre tentazioni, siamo capaci
di metterci nei guai da soli!
Come scrive splendidamente Claudel; lasciamo le tentazioni ai santi.
A noi mediocri basta la quotidianità per metterci in difficoltà!
La prima tentazione è quella del pane.
Bisogna pensare a sopravvivere, anzitutto. Ovvio.
Il diavolo ha buon senso.
Nel leggere le tentazioni si resta stupiti da due cose; cita la Scrittura a proposito
e dà buoni consigli.
E, a leggere bene i consigli del demonio, si resta attoniti; dice cose piene di buon senso!
Gesù vuole fare il Messia? Ottimo!
Ma deve curarsi, stare attento alla propria alimentazione, alla propria forma fisica.
Ha ragione, nessuno può affrontare una sfida così impegnativa se non pensa
un pò a se stesso.
Ma, e quì sta l’inganno, per nutrirsi deve trasformare le pietre in pane.
Ostentare un miracolo, prendere la scorciatoia.
L’essere Figlio, dal punto di vista del demonio, è un bel privilegio,
perché non approfittarne?
Essere Figlio, nella logica di Gesù, è imitare il Padre e mettersi a servizio.
Il pane, qui, diventa un idolo, un obiettivo da raggiungere con ogni mezzo.
Certo, è bene tenersi in forma.
Ma prima pensiamo all’anima, poi al corpo.
Ed è importante pensare al proprio benessere fisico.
Per mettersi a servizio degli altri, però, non per diventare dei vanitosi narcisisti.
Non mette in discussione l’esistenza di Dio, l’avversario.
E nemmeno la sua presenza. O la sua bontà.
Propone solo a Gesù di chiedere un segno della sua presenza.
Un piccolo segno, rispetto alla sua debordante santità.
Che sarà mai?
E ancora cita la Scrittura, rassicura Gesù.
Se è Figlio, il Padre non rifiuterà.
Se ha scelto la strada dell’onestà, dell’autenticità senza cavalcare il potere,
Dio approverà e manifesterà certamente la sua benevolenza.
Con un bel miracolo.
Bello e utile per la sua neonata carriera di profeta; quanto scalpore farà vederlo
galleggiare nell’aria!
Quanti si metteranno in ginocchio davanti a tale visione?
Quanta autorevolezza susciterà quel gesto di indiscutibile favore divino!
No, Dio non va manipolato, dice Gesù.
La terza tentazione che Gesù deve affrontare durante la sua vita è la
manipolazione delle relazioni per il proprio interesse.
Gesù vuole fare il Messia, d’accordo.
Ma come pensa di fare se non entra in relazione con i potenti del tempo?
Se non media? Se non cede a compromessi?
Come può fare senza un’organizzazione efficiente, una struttura che lo
aiuti nel suo compito?
Ma ciò che nasconde questa tentazione è, nuovamente, la logica della
bramosia, del tornaconto.
Il demonio insinua l’idea che il fine giustifica i mezzi.
Se è possibile allearsi col potere per diffondere il Regno, tanto meglio.
Se è possibile usare le relazioni, le amicizie, le logiche dei favori ricevuti
e da restituire, perché farsele fuggire?
I regni di questo mondo cercano sempre di meravigliare, di ammaliare, di convincere.
Ostentano potere, ricchezza, fama, gloria e dominio.
Ma sono sempre e solo strumenti per la libera e dignitosa convivenza sociale.
Farne un idolo è un errore folle e tragico dalle conseguenze imprevedibili,
eppure già storicamente sperimentate.
Non è facile, lo so bene.
Soprattutto se ho scelto di dare una mano, se sto in mezzo alle cose, se mi
attivo per cambiarle; nel quartiere, a scuola, a catechismo di mio figlio.
Ma sempre col cuore libero, come ha saputo fare Gesù.
Quì e più avanti, quando il potere, politico e religioso, gli chiederà obbedienza.
Che rifiuterà. Da uomo libero.
Buon deserto, cercatori di Dio!
Da questa prima Domenica di Quaresima, amici, logicamente senza Messa
purtroppo, abbiamo tutto il tempo di pensare quali cristiani vogliamo essere,
se vogliamo essere dei cristiani manipolati, o dei veri cristiani innamorati
del Signore Gesù?
Io in questa Domenica senza Messa, vi dono queste parole che è meglio di niente.
Santa prima Domenica di Quaresima, Fausto.



venerdì 28 febbraio 2020

Il Vangelo del Sabato 29 Febbraio 2020


Sabato dopo le Ceneri.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (58,9b-14)
Così dice il Signore: «Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito
e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio.
Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai
come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono.
La tua gente riedificherà le rovine antiche, ricostruirai le fondamenta di
trascorse generazioni.
Ti chiameranno riparatore di brecce, e restauratore di strade perché siano popolate.
Se tratterrai il piede dal violare il sabato, dallo sbrigare affari nel giorno a me
sacro, se chiamerai il sabato delizia e venerabile il giorno sacro al Signore,
se lo onorerai evitando di metterti in cammino, di sbrigare affari e di contrattare,
allora troverai la delizia nel Signore.
Io ti farò montare sulle alture della terra, ti farò gustare l’eredità di Giacobbe,
tuo padre, perché la bocca del Signore ha parlato».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (5,27-32) anno pari.
In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco
delle imposte, e gli disse: «Seguimi!».
Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa.
C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola.
I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come
mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati;
io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Sono i malati ad avere bisogno del medico, non i sani.
E allora perché facciamo sempre finta di scoppiare di salute spirituale?
Forse abbiamo vergogna?
Io amici, non ne ho e, posso dirvi, senza vergogna, che sono un malato cronico.
O non diamo retta ai tanti sintomi che l’anima ci invia per invitarci a conversione?
Perché accogliamo i “malati” nelle nostre comunità col sorriso,
ma che si sbrighino a guarire?
Perché pensiamo che, in fondo in fondo, bisogna meritarsi la guarigione?
Perché non portiamo pazienza con le nostre mattie profonde, come portiamo
pazienza con una nostra debolezza fisica inguaribile?
Matteo si è alzato e ha seguito il Nazareno perché non è stato trattato come un
lebbroso, ma come una persona che poteva cambiare.
Che bello sarebbe, in questo percorso di conversione che abbiamo appena iniziato,
se avessimo il coraggio di desiderare la guarigione interiore, invece di nascondere
a noi stessi le nostre parti oscure e infette.
Il Signore ci può guarire, sanare le nostre ferite profonde, anche se le cicatrici
restano e fanno male quando si avvicina il temporale.
E come possiamo guarire?
Solo lasciandoci penetrare dalla Parola del Signore, attraverso la preghiera.  
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.