lunedì 9 settembre 2019

Il Vangelo del Martedì 10 Settembre 2019


Della 23° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi (2,6-15)
Fratelli, come avete accolto Cristo Gesù, il Signore, in lui camminate, radicati
e costruiti su di lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, sovrabbondando
nel rendimento di grazie.
Fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti
raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e
non secondo Cristo.
È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi partecipate
della pienezza di lui, che è il capo di ogni Principato e di ogni Potenza.
In lui voi siete stati anche circoncisi non mediante una circoncisione fatta da
mano d’uomo con la spogliazione del corpo di carne, ma con la circoncisione
di Cristo: con lui sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la
fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti.
Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e
della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando
il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha
tolto di mezzo inchiodandolo alla croce.
Avendo privato della loro forza i Principati e le Potenze, ne ha fatto pubblico
spettacolo, trionfando su di loro in Cristo.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (6,12-19) anno dispari.
In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte
pregando Dio.
Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali
diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro;
Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo,
Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio
di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante.
C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea,
da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo
ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti
impuri venivano guariti.
Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Prega tutta la notte il Signore prima di scendere e scegliere i dodici.
Quei dodici.
Luca ci indica che la scelta fu preceduta da una notte di preghiera.
E mi sorge un dubbio; forse Gesù non sapeva pregare?
Fatemi capire; il figlio di Dio passa la notte in preghiera, si consulta col
Padre e sul fare del mattino sceglie quei dodici?
Forse avrebbe fatto meglio a lasciar perdere e dormire!
Una preghiera che non ha portato dei grandi frutti, si direbbe!
Così appare al nostro sguardo mondano e meschino; Gesù in realtà, scegliendo
proprio quei dodici intende mostrarci cosa è la Chiesa nel cuore di Dio; una
comunità di uomini e donne diversi in tutto ma uniti dalla passione per il Cristo!
Non ci siamo scelti, ma il Signore ci ha scelti (difatti, non gli ho chiesto di fare
quello che sto facendo, macchè, è stato Lui ad incastrarmi, e ne sono contento),
e i nostri difetti non sono un limite insuperabile per la straordinaria opera di Dio.
Impariamo amici, a diventare Chiesa secondo il cuore di Dio, secondo il progetto
del Maestro Gesù, facendoci aiutare dalla preghiera, come ha fatto Lui.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 8 settembre 2019

Il Vangelo del Lunedì 9 Settembre 2019


Della 23° settimana del Tempo Ordinario.
S. Pietro Claver, sacerdote.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi (1,24-2,3)
Fratelli, sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a
ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo
corpo che è la Chiesa.
Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso
di voi di portare a compimento la parola di Dio, il mistero nascosto da secoli
e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi.
A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo
alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria.
È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno
con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo.
Per questo mi affatico e lotto, con la forza che viene da lui e che agisce in
me con potenza.
Voglio infatti che sappiate quale dura lotta devo sostenere per voi, per quelli
di Laodicèa e per tutti quelli che non mi hanno mai visto di persona, perché
i loro cuori vengano consolati.
E così, intimamente uniti nell’amore, essi siano arricchiti di una piena
intelligenza per conoscere il mistero di Dio, che è Cristo: in lui sono nascosti
tutti i tesori della sapienza e della conoscenza.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (6,6-11) anno dispari.
Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare.
C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata.
Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di
sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano
paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!».
Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del
bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?».
E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!».
Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello
che avrebbero potuto fare a Gesù.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù conosce i pensieri di ogni uomo.
Egli dunque sa che i farisei e gli scribi non cercano la verità.
Se lo avessero fatto, prima o poi sarebbero arrivati a Lui.
Ma essi, in realtà, hanno già deciso di non far entrare nel loro cuore il Cristo,
per cui anche di fronte al miracolo essi fremono nei loro animi, e si danno
da fare per trovare il modo di liberarsi di Lui.
Dio ci ha creati liberi, e non forza mai la nostra libertà; questo significa che
possiamo persino chiuderci e rifiutare le proposte d’amore che Egli ci fa.
La libertà è un dono grandissimo che ci fa comprendere la nostra dignità.
Ma è anche un dono terribile, perché possiamo decidere di rifiutare colui
che ci cerca continuamente.
Riflettere su ciò è già grande insegnamento e ci aiuta a fare le scelte giuste
per rafforzare sempre di più il nostro rapporto d’amore con Dio.
Perciò, riflettiamo bene su cosa vogliamo fare; se amare o non amare il
Signore, ma decidiamo in fretta prima che sia troppo tardi, facendoci
aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 7 settembre 2019

Il Vangelo di Domenica 8 Settembre 2019


Della 23° Domenica del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Sapienza (9,13-18)
Quale uomo può conoscere il volere di Dio?
Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?
I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni, perché un
corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla opprime una mente
piena di preoccupazioni.
A stento immaginiamo le cose della terra, scopriamo con fatica quelle a portata
di mano; ma chi ha investigato le cose del cielo?
Chi avrebbe conosciuto il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza
e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?
Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono istruiti
in ciò che ti è gradito e furono salvati per mezzo della sapienza.
Parola di Dio.
2° Lettura dalla lettera a Filèmone (9b-10.12-17)
Carissimo, ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche
prigioniero di Cristo Gesù.
Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene.
Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.
Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono
in catene per il Vangelo.
Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia
forzato, ma volontario.
Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi
per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come
fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come
uomo sia come fratello nel Signore.
Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (14,25-33) anno C.
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù.
Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami
suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria
vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere
mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa
e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine?
Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro,
tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato
a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a
esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro
con ventimila?
Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’estate è ormai in dirittura d’arrivo; fra una settimana la stragrande
maggioranza delle scuole riaprirà e così le parrocchie col loro tran-tran
di catechismi e gruppi.                                                            
La Parola di questa estate ci ha accompagnato con forza; Gesù ci ha prima
chiesto chi è Lui per noi, per poi dirci come Lui vorrebbe che fosse il discepolo.
Una riflessione da brivido estivo.
E oggi la Parola aggiunge un altro forte tassello alla riflessione.
Davanti a tanta esigenza, qualcuno potrebbe pensare: “E chi ce la fa a fare
il discepolo in questo modo?
Meglio vivacchiare da buon cattolico semi praticante.                                                                                              E poi, chi pretende di essere Gesù?”.
La risposta, al solito, non si fa attendere.
Rintracciare le cose del cielo.
L’autore del libro della Sapienza scrive una riflessione che non stonerebbe (anzi!)
come editoriale in uno dei nostri autorevoli quotidiani nazionali.
L’autore scopre che: “I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre
riflessioni; chi può rintracciare le cose del cielo?”, scopre che, nonostante tutto,
non abbiamo in noi la risposta di senso.
Il nostro mondo, che ha fatto progressi incredibili nella scienza e nella
conoscenza, stenta a crescere nella sapienza, non riesce a dare risposte
alle domande di senso degli uomini.
Il nostro è un mondo tecnologico, organizzato, che cerca di varcare gli spazi
siderali, che conosce gran parte dei segreti dell’energia, che riesce a migliorare
continuamente il benessere degli abitanti del pianeta (almeno quelli dell’emisfero
del Nord), ma che non riesce a dare risposta al ragazzo che si rifugia nella droga,
non riesce a contenere l’odio che si scatena nella guerra, non scavalca
l’indifferenza e la solitudine che rinchiudono in gabbie di cemento le famiglie.
L’autore della Sapienza si dà una risposta; l’unica cosa essenziale è cercare la
sapienza, entrare dentro le cose, non accontentarsi, andare oltre l’apparenza,
riscoprire le profondità dell’essere, là dove dimora Dio.
La sapienza che non è cultura o intelligenza, ma assaporare la realtà, scoprire,
come ci dirà Gesù, che siamo creati per amare e, amando, cambiare il mondo.
Abbiamo bisogno del dono della Sapienza per sollevare il nostro sguardo in alto.
Per dove? Dove si trova la felicità?
Gesù ha una risposta bruciante inebriante; io solo-dice-posso colmare ogni desiderio.
Alla fine dell’estate di riflessione, il Signore ci invita a farci due conti in tasca, per
accorgerci che il nostro cuore ha bisogno di una pienezza che Dio solo può donare.
Gesù non si propone come il fondatore di una filosofia o di una religione ma come
l’unico in grado di portarci a Dio e di vivere in pienezza.
E Gesù incalza e ci sfida; Egli pretende di essere più di ogni affetto, più della gioia
più grande, (l’amore, la paternità, la maternità), che un uomo possa sperimentare.
Amare Lui di più significa che Egli è in grado di darci più della più grande gioia
che siamo in grado di vivere.
Che presuntuoso questo Gesù!
Davvero può donare una gioia più grande della più grande gioia che
riusciamo a sperimentare? Può amici.
Fratelli e sorelle come noi, non esaltati, non “strani”, non diversi, hanno scoperto
questa cosa, ci testimoniano che sì, il Signore è la pienezza della vita.
E il cristianesimo ha scavalcato più di duemila anni di storia e di mediocrità dei
propri fedeli perché (pochi) uomini e donne divorati dall’incontro con Cristo
lo hanno reso credibile.
Sì; è possibile incontrare il Cristo.
Interiormente, nella preghiera, nel volto del fratello, per attimi.
Eppure è possibile, nonostante i nostri evidenti limiti.
Gesù è passione infinita, dono totale, pienezza, inquietudine. Egli è.
Facciamoci bene i conti in tasca, allora, cercatori di Dio, calcoliamo attentamente
su cosa stiamo investendo, cosa ci stimola e ci inquieta, ci distrae e ci smuove.
La proposta del Signore è sconcertante e affascinante e se, dopo più di duemila
anni, milioni di persone oggi la ascolteranno, significa che forse è vero; solo Dio
può colmare la nostra inquietudine, Lui solo può riempire il desiderio di infinito
che abita in ciascuno di noi.
Così facendo la nostra vita, da ora, cambia di prospettiva.
Mettere la ricerca del tutto, la ricerca di Dio al centro della nostra vita, ci fa
diventare persone nuove.
Ne sa qualcosa Filemone, simpatico cristiano delle origini, cui Paolo indirizza
un biglietto di accompagnamento rimandandogli uno schiavo che si era
rifugiato presso l’apostolo.
Paolo invita Filemone ad uscire dalla logica di questo mondo, padrone-schiavo,
per entrare nella logica del Regno, fratello-fratello.
Paolo non lo sa, ma in questo piccolo biglietto pianta il seme che diventerà
l’albero dell’abolizione della schiavitù.
Il Cristo che mantiene ciò che promette, ci conceda, veramente, di avere il
coraggio di lasciare le nostre piccole certezze per affrontare con decisione
l'avventura seguendo Lui.
Ecco cosa faremo durante l’anno pastorale; cercheremo Dio.
Non quello piccolo delle nostre paure, dei nostri deliri, delle nostre ossessioni.
Ma quello magnifico del Signore Gesù.
Più grande della più grande gioia che siamo in grado di vivere.
Siete cercatori di Dio come me, amici; allora vi auguro di trovare il vero
Tesoro, Cristo Gesù, quello vero, Santa Domenica.


venerdì 6 settembre 2019

Il Vangelo del Sabato 7 Settembre 2019


Della 22° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi (1,21-23)
Fratelli, un tempo anche voi eravate stranieri e nemici, con la mente intenta
alle opere cattive; ora egli vi ha riconciliati nel corpo della sua carne mediante
la morte, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili dinanzi a lui; purché
restiate fondati e fermi nella fede, irremovibili nella speranza del Vangelo che
avete ascoltato, il quale è stato annunciato in tutta la creazione che è sotto
il cielo, e del quale io, Paolo, sono diventato ministro.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (6,1-5) anno dispari.
Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano
e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i
suoi compagni ebbero fame?
Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede
ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Ci sono persone appiccicate alle regole, che vivono alla luce della propria
autostima, che confondono la fede con un regolamento condominiale.
I farisei sono molto attenti al fatto che i discepoli di Gesù, oltre ad essere poco
mistici (non digiunano) passeggiando fra i campi colgono alcune spighe di sabato,
quindi lavorando trasgrediscono il precetto del riposo!
Hanno fatto delle regole la loro religione e Gesù cerca di convincerli (inutilmente)
citando la Scrittura; l’episodio in cui Davide, fuggendo da Saul, giunge con i suoi
compagni a Nord e chiede ed ottiene di cibarsi del pane delle offerte.
Gesù, così facendo, oltre a dimostrare una sconfinata pazienza manifesta una
grande conoscenza della Parola e della sua interpretazione e, soprattutto, ci insegna
che ogni norma va inserita nel suo contesto; Dio vuole dei figli liberi, non dei
sudditi ossessionati dalle regole.
È vero che troppe regole fanno solo del male, anche nella Chiesa e, noi si
insegnamento di Gesù, dobbiamo solo essere semplici ed avere fiducia nel Signore,
facendoci aiutare dalla preghiera. 
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 5 settembre 2019

Il Vangelo del Venerdì 6 Settembre 2019.


Della 22° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi (1,15-20)
Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione,
perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili
e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti, perché sia lui
ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio che abiti in lui tutta la pienezza e che per mezzo di lui
e in vista di lui siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il sangue
della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (5,33-39) anno dispari.
In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni
digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi
invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo
sposo è con loro?
Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito
nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al
vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo.
E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà
gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti.
Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi.
Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio
è gradevole!”».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
A volte appellandoci ai principi assoluti e alla Tradizione reiteriamo le
tradizioni che sono le nostre piccole abitudini portate avanti con pigrizia,
invece di convertirci sul serio.
Così anche fanno i contemporanei di Gesù, i superdevoti, che fanno le pulci
ai discepoli accusati di essere poco devoti e poco religiosi.
Capita amici, lo hanno fatto anche con me.
Buffo; hanno pesantemente criticato il Battista e ora rimpiangono il suo
insegnamento e la sua severità.
Gesù non prende molto sul serio queste critiche e invita tutti a guardare oltre,
in alto; è una festa di nozze la sua presenza, chi mai potrebbe pensare di
mettersi a dieta in quel giorno?
Ciò che Gesù chiede ai farisei e a noi è un radicale cambiamento di mentalità;
l’esperienza di fede come esperienza gioiosa totalizzante dell’incontro con
lo Sposo che è Dio!
Tutto il resto ruota intorno a questa scoperta, inutile mettere dei tacconi,
delle toppe, alla vecchia idea di Dio, meglio prepararci ad indossare
l’abito della festa, attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


mercoledì 4 settembre 2019

Il Vangelo del Giovedì 5 Settembre 2019


Della 22° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Collosèsi (1,9-14)
Fratelli, dal giorno in cui ne fummo informati, non cessiamo di pregare per
voi e di chiedere che abbiate piena conoscenza della sua volontà, con ogni
sapienza e intelligenza spirituale, perché possiate comportarvi in maniera
degna del Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona
e crescendo nella conoscenza di Dio.
Resi forti di ogni fortezza secondo la potenza della sua gloria, per essere
perseveranti e magnanimi in tutto, ringraziate con gioia il Padre che vi ha
resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce.
È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno
del Figlio del suo amore, per mezzo del quale abbiamo la redenzione,
il perdono dei peccati.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca (5,1-11) anno dispari.
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola
di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate
alla sponda.
I pescatori erano scesi e lavavano le reti.
Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra.
Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le
vostre reti per la pesca».
Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo
preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti».
Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano.
Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli.
Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore,
allontànati da me, perché sono un peccatore».
Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca
che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano
soci di Simone.
Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Ci raggiunge sempre alla fine delle nostre notti, il Signore.
Ci raggiunge alla fine delle nostre notti e dei nostri incubi, ci raggiunge
quando siamo stanchi e depressi.
Ci chiede un gesto di fiducia, all’apparenza inutile, ci chiede di gettare le
reti dalla parte debole della nostra vita, di non contare sulle nostre forze,
sulle nostre capacità, ma di avere fiducia in Lui.
Pietro lo fa e accade l’inaudito.
Il miracolo consiste nel fatto che Pietro vede in quella pesca un segno straordinario.
Il miracolo è sempre nel nostro sguardo, Dio continua a riempire di
miracoli la nostra vita.
E noi non li vediamo.
È turbato, ora, il pescatore.
Che sta succedendo?
Si butta in ginocchio, prima di arrendersi: “Non sono capace, non sono degno”.
È la scusa principale tirata fuori da tutti quelli (noi compresi) che, per un
istante, sfiorano Dio; non sono all’altezza, sono peccatore.
Siamo sempre lì, inchiodati al nostro oscuro e rancido moralismo.
Perciò, amici, lasciamo fare a Dio, a noi solo il compito di pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.