mercoledì 15 maggio 2019

Il Vangelo del Giovedì 16 Maggio 2019


Della 4° settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (13,13-25)
Dal Vangelo secondo Giovanni (13,16-20) anno dispari.
[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro: «In verità, in verità
io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande
di chi lo ha mandato.
Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la
Scrittura: Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno.
Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate
che Io sono.
In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me;
chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Troppe volte vorremmo la gloria scansando la sofferenza; seguire le orme
del Maestro significa salire sul Golgota.
Ma non siamo soli in questo “difficile” percorso; il Signore, il pastore, è sempre
con noi e ci accompagna, Lui ci ha scelti, nonostante le nostre contraddizioni,
nonostante i nostri evidenti limiti.
Attenti, ci ammonisce il Signore, a non perderci come Giuda, che smette di essere
discepolo per diventare maestro.
Convinto che la politica operata da Gesù non porti frutti, Giuda combina un
pasticcio pensando di farlo incontrare col Sinedrio.
Forse Giuda vuole forzare i tempi, obbligare il Signore a manifestarsi.
Davanti all’inganno che subisce, Giuda stesso si pentirà, ma sarà troppo tardi.
Non mettiamoci al posto di Gesù nel senso di decidere al posto suo; sia Egli a
condurre la vita che mettiamo a sua disposizione per la diffusione del Regno.
Per questo, prima di esporci, invochiamo lo Spirito Santo attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


martedì 14 maggio 2019

Il Vangelo del Mercoledì 15 Maggio 2019


Della 4° settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (12,24-13,5a)
Dal Vangelo secondo Giovanni (12,44-50) anno dispari.
In quel tempo, Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui
che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato.
Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non
rimanga nelle tenebre.
Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché
non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.
Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che
ho detto lo condannerà nell'ultimo giorno.
Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha
ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire.
E io so che il suo comandamento è vita eterna.
Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù è il primo autentico testimone del Padre.
Quella Parola che Egli annuncia a noi, l’ha ascoltata e messa in pratica per primo.
Dunque, anche Gesù ha fatto spazio, nella sua esistenza terrena, a quelle parole
di vita eterna che Egli ci ha donato e che ci hanno fatto conoscere il volto
misericordioso del Padre.
Questo ci fa comprendere l’importanza di vivere in prima persona quanto
diciamo di testimoniare agli altri; tanti cristiani ripetono stancamente delle frasi
e degli insegnamenti, dietro ai quali però si manifesta un vuoto; questo significa
che al di là di questa facciata non c’è mai stata un’autentica esperienza di Gesù.
Essi sono rimasti a quanto è stato detto loro di Cristo, ma le loro parole sono
soltanto una scorza vuota, e nulla più.
Perciò, se vogliamo essere dei veri seguaci di Cristo, dobbiamo vivere veramente
l’insegnamento che ci viene dal Vangelo che è Parola del Signore.
Sicuramente non sarà facile, anch’io all’inizio del mio cammino ho faticato
tantissimo, ma con pazienza, umiltà, fiducia e preghiera sono arrivato fino ad oggi.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


lunedì 13 maggio 2019

Il Vangelo del Martedì 14 Maggio 2019


Della 4° settimana di Pasqua.
S Mattia Apostolo.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (1,15-17.20-26)
Dal Vangelo secondo Giovanni (15,9-17) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me,
anche io ho amato voi.
Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho
osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.
Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone;
ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto
conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate
e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete
al Padre nel mio nome, ve lo conceda.
Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Sono pochi i campioni, nella vita.
Poche le stelle e i geni, siamo onesti.
Pochi coloro che riescono a sfondare e diventare bravissimi, o famosi.
Certo, i sogni di grandezza, chi più, chi meno, li portiamo tutti dentro al cuore.
Ma la vita è diversa e i bei sogni dell’adolescenza, quasi sempre, lasciano il
posto ad una vita fatta di compromessi, una vita mediocre, una vita fatta di dura
quotidianità che fa i conti con la grigia realtà.
Così è Mattia, l’apostolo di riserva.
Una vita da gregario, la sua, di lui non sappiamo nulla se non che, come ci
testimoniano gli Atti, è stato presente col gruppo dei Dodici fin dal Battesimo di Gesù.
Sempre a guardare, sempre a seguire, alla fine è chiamato a sostituire Giuda,
a ricomporre il numero simbolico dei Dodici.
Agli occhi di Dio, anche lo stare in panchina tutta la vita ha un senso.
Lontano dalla logica degli uomini, il Regno di Dio non pesa le persone dai
risultati, ma dalla costanza e dalla fedeltà.
Dall’esserci ogni giorno, fino alla nostra chiamata, che verrà, statene certi.
Un esempio sicuro?
Maria di Nazareth; ne volete un’altra?
Giuseppe il giusto, sposo di Maria.
Seguiamo, allora, l’esempio di questi tre personaggi e preghiamo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 12 maggio 2019

Il Vangelo del Lunedì 13 Maggio 2019


Della 4° settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (11,1-18)
Dal Vangelo secondo Giovanni (10,1-10) anno dispari.
In quel tempo, disse Gesù: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto
delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante.
Chi invece entra dalla porta, è il pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore,
ciascuna per nome, e le conduce fuori.
E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore
lo seguono perché conoscono la sua voce.
Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non
conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la
porta delle pecore.
Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore
non li hanno ascoltati.
Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà
e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto
perché abbiano la vita a l'abbiano in abbondanza».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Quando Dio fa un dono a noi uomini, non sta a contare o a pensare,
né tantomeno a lesinare.
Gesù esprime questo con chiarezza, quando dice di essere venuto a portare
la vita in abbondanza.
Cosa significa ciò?
Vuol dire che Dio ha tanto amato il mondo da donare tutto, ma proprio tutto,
affinchè ciascuno di noi possa sperimentare il suo abbraccio benedicente.
Il Signore Gesù è la dimostrazione definitiva di questo amore da parte sua; Egli
non solo ci ha parlato e si è fatto carne, ma ci ha anche donato la possibilità di
vivere in piena comunione con Dio già da questa vita.
Per tale motivo, è dolce e bello seguire il nostro pastore e passare attraverso
di Lui; Egli è la porta che ci conduce verso la vita eterna.
Ma se abbiamo qualche perplessità, facciamoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 11 maggio 2019

Il Vangelo di Domenica 12 Maggio 2019


Della 4° Domenica di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (13,14.43-52)
2° Lettura dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (7,9.14b-17)
Dal Vangelo secondo Giovanni (3,16-21) anno C.
In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io
le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le
strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle
dalla mano del Padre.
Io e il Padre siamo una cosa sola».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Pietro e Tommaso hanno faticato per credere al Risorto.
Anche noi, come loro, attraversiamo il mare che è la nostra vita incontrando
ostacoli e dovendo continuamente affidarci al Signore, per scoprire se–sul
serio–siamo credenti.
La vita è un tempo che ci è dato per imparare ad amare.
Scoprirsi amati da Dio è scoprire in Lui la sorgente dell’amore è l’esperienza
più bella che possiamo fare.
Ma la vita è faticosa, lo so, lo sapete.
Paolo e Barnaba sperimentano la contraddizione che abita il cuore dell’uomo;
da una parte vengono rifiutati dai propri fratelli nella fede, dall’altra i pagani,
gli esclusi, gioiscono perché scoprono di essere i destinatari dell’annuncio.
La fede arriva a noi attraverso mille difficoltà e mille dolori.
A volte fatiche e dolori che arrivano proprio dai fratelli di fede, come in questo
delicato momento storico della Chiesa.
Diventare adulti nella fede significa scoprire ciò che Gesù dice; nulla mai ci
potrà allontanare dalla mano di Dio.
Gesù ci tiene per mano, con forza.
Ci ama, come un pastore capace, come qualcuno che sa dove portaci a pascolare.
Non come un pastore pagato a ore, ma come il proprietario che conosce le
pecore ad una a una.
Siamo stati comprati a caro prezzo dall’amore di Cristo.
Perché dubitare della sua presenza?
Nulla mi può separare dalla sua mano.
La fonte della fede, l’origine della fede è l’ascolto.
Ascolto della nostra sete profonda di bene e di luce.
Ascolto della Parola che Gesù ci rivolge svelando il Padre.
Questo ascolto ci permette di ascoltare la nostra vita in maniera diversa,
di mettere il Vangelo a fondamento delle nostre scelte.
Ci conosce, il Maestro.
Conosce il nostro limite, la nostra fatica, ma anche la nostra costanza
e la gioia che abbiamo nell’amarlo.
E Gesù, oggi, ci esorta; niente ti strapperà dal mio abbraccio.
Non il dolore, non la malattia, non la morte, non l’odio, non la fragilità,
non il peccato, non l’indifferenza, non la contraddizione di esistere. Nulla.
Nulla ci può rapire, strappare, togliere da Lui.
Siamo di Cristo, ci ha pagati a caro prezzo.
Siamo di Cristo, e questo ci deve far riflettere, amici, santa Domenica, Fausto.

venerdì 10 maggio 2019

Il Vangelo del Sabato 11 Maggio 2019


Della 3° settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (9,31-42)
Dal Vangelo secondo Giovanni (6,60-69) anno dispari.
In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato,
dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo
a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza?
E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima?
È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho
detto sono spirito e sono vita.
Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano
e chi era colui che lo avrebbe tradito.
E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli
è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non
andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?».
Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo?
Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu
sei il Santo di Dio».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’epilogo del discorso di Gesù alla sinagoga di Cafàrnao è davvero triste.
Molti dei suoi discepoli smisero di seguirlo, soltanto perché Gesù aveva
parlato chiaro.
Forse avevano intravisto in Lui un profeta che parlava di cose giuste e piene
di unzione, ma di fronte a un discorso così sconvolgente, nel quale Egli dice
che essi devono nutrirsi di Lui, non capiscono e preferiscono andarsene.
Ci sono cristiani che seguono Gesù e credono in Lui finchè Egli non chiede
loro un supplemento di fiducia nella sua Parola, soprattutto quando sembra
che li conduca per strade oscure.
Allora si vedono i veri discepoli dai falsi; molti preferiscono defilarsi e fare
finta di non conoscerlo, solo per vergogna di farsi vedere che sono dei discepoli,
preferendo percorrere altre strade.
Dico questo perchè, mi è già successo, a causa del Vangelo con il mio commento
che metto ogni giorno, mi hanno tolto l’amicizia non volendo farsi vedere che
sono cristiani, per me non ci sono problemi, io non vado in cerca di consensi,
ma lo faccio solo per il fatto che mi piace condividere con gli amici la Parola
del Signore che ci può aiutare.
È triste tutto questo, comunque, preghiamo per chi si vergogna di essere discepolo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 9 maggio 2019

Il Vangelo del Venerdì 10 Maggio 2019


Della 3° settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (9,1-20)
Dal Vangelo secondo Giovanni (6,52-59) anno dispari.
In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come
può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne
del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo
risusciterò nell'ultimo giorno.
Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.
Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così
anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono
i padri e morirono.
Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Di fronte al discorso di Gesù nella sinagoga di Cafàrnao, non si può
restare indifferenti.
È come se il Signore volesse porre un confine, superato il quale non si può
più tornare indietro.
Del resto, l’atto di fede che Egli richiede è notevole; le sue parole sono
davvero provocatorie, in quanto afferma che solo chi mangerà la sua
Carne vivrà in eterno.
In questo caso, le obiezioni dei Giudei erano più che giustificate; che cosa
significava questo?
Noi sappiamo bene il significato di queste parole e le mettiamo in pratica tutte
le volte che ci nutriamo del Corpo di Cristo durante la Messa, almeno si spera.
Ma anche per noi le parole di Gesù rappresentano una sfida; Egli ci dice che
non troveremo mai nessuno che può sfamarci per la vita eterna, se non Lui.
Ma noi ci crediamo davvero?
Spero proprio di si, se fatichiamo, aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.