sabato 18 marzo 2023

Il Vangelo di Domenica 19 Marzo 2023

 

Della 4° Domenica di Quaresima.      

San Giuseppe, Sposo della beata Vergine Maria.

Prima Lettura

Davide è consacrato con l'unzione re d'Israele.

Dal primo libro di Samuele (16,1b.4.6-7.10-13)

In quei giorni, il Signore disse a Samuele:

«Riempi d'olio il tuo corno e parti.

Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché

mi sono scelto tra i suoi figli un re».

Samuele fece quello che il Signore gli

aveva comandato.

Quando fu entrato, egli vide Eliàb e

disse: «Certo, davanti al Signore sta

il suo consacrato!».

Il Signore replicò a Samuele: «Non

guardare al suo aspetto né alla sua

alta statura.

Io l'ho scartato, perché non conta quel

che vede l'uomo: infatti l'uomo vede

l'apparenza, ma il Signore vede il cuore».

Iesse fece passare davanti a Samuele

i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse:

«Il Signore non ha scelto nessuno di questi».

Samuele chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?».

Rispose Iesse: «Rimane ancora il più

piccolo, che ora sta a pascolare il gregge».

Samuele disse a Iesse: «Manda a prenderlo,

perché non ci metteremo a tavola prima

che egli sia venuto qui».

Lo mandò a chiamare e lo fece venire.

Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto.

Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!».

Samuele prese il corno dell'olio e lo unse

in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del

Signore irruppe su Davide da quel

giorno in poi.

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 22 (23)

Ripetiamo. Il Signore è il mio pastore:

non manco di nulla.

 

Il Signore è il mio pastore:

non manco di nulla.

Su pascoli erbosi mi fa riposare,

ad acque tranquille mi conduce.

Rinfranca l'anima mia. R.

 

Mi guida per il giusto cammino

a motivo del suo nome.

Anche se vado per una valle oscura,

non temo alcun male, perché tu sei con me.

Il tuo bastone e il tuo vincastro mi

danno sicurezza. R.

 

Davanti a me tu prepari una mensa

sotto gli occhi dei miei nemici.

Ungi di olio il mio capo;

il mio calice trabocca. R.

 

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne

tutti i giorni della mia vita,

abiterò ancora nella casa del Signore

per lunghi giorni. R.

 

Seconda Lettura

Risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (5,8-14)

Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora

siete luce nel Signore.

Comportatevi perciò come figli della

luce; ora il frutto della luce consiste

in ogni bontà, giustizia e verità.

Cercate di capire ciò che è gradito

al Signore.

Non partecipate alle opere delle tenebre,

che non danno frutto, ma piuttosto

condannatele apertamente.

Di quanto viene fatto in segreto da

[coloro che disobbediscono a Dio]

è vergognoso perfino parlare, mentre

tutte le cose apertamente condannate

sono rivelate dalla luce: tutto quello

che si manifesta è luce.

Per questo è detto: “Svégliati, tu che dormi,

risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà”.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

 

Io sono la luce del mondo, dice

il Signore; chi segue me, avrà

la luce della vita. (Cf. Gv 8,12)

 

Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!

 

Vangelo

Andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

Dal Vangelo secondo Giovanni (9,1-41) anno A.

In quel tempo, Gesù passando vide un

uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli

lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato,

lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?».

Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i

suoi genitori, ma è perché in lui siano

manifestate le opere di Dio.

Bisogna che noi compiamo le opere di

colui che mi ha mandato finché è giorno;

poi viene la notte, quando nessuno può agire.

Finché io sono nel mondo, sono la luce

del mondo».

Detto questo, sputò per terra, fece del

fango con la saliva, spalmò il fango

sugli occhi del cieco e gli disse: «Va'

a lavarti nella piscina di Sìloe», che

significa Inviato.

Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

Allora i vicini e quelli che lo avevano

visto prima, perché era un mendicante,

dicevano: «Non è lui quello che stava

seduto a chiedere l'elemosina?».

Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano:

«No, ma è uno che gli assomiglia».

Ed egli diceva: «Sono io!».

Allora gli domandarono: «In che modo

ti sono stati aperti gli occhi?».

Egli rispose: «L'uomo che si chiama

Gesù ha fatto del fango, me lo ha

spalmato sugli occhi e mi ha detto: Va'

a Sìloe e làvati!.

Io sono andato, mi sono lavato e ho

acquistato la vista».

Gli dissero: «Dov'è costui?».

Rispose: «Non lo so».

Condussero dai farisei quello che era

stato cieco: era un sabato, il giorno in

cui Gesù aveva fatto del fango e gli

aveva aperto gli occhi.

Anche i farisei dunque gli chiesero di

nuovo come aveva acquistato la vista.

Ed egli disse loro: «Mi ha messo del

fango sugli occhi, mi sono lavato

e ci vedo».

Allora alcuni dei farisei dicevano:

«Quest'uomo non viene da Dio,

perché non osserva il sabato».

Altri invece dicevano: «Come può un

peccatore compiere segni di questo genere?».

E c'era dissenso tra loro.

Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu,

che cosa dici di lui, dal momento che

ti ha aperto gli occhi?».

Egli rispose: «È un profeta!».

Ma i Giudei non credettero di lui che

fosse stato cieco e che avesse acquistato

la vista, finché non chiamarono i genitori

di colui che aveva ricuperato la vista.

E li interrogarono: «È questo il vostro

figlio, che voi dite essere nato cieco?

Come mai ora ci vede?».

I genitori di lui risposero: «Sappiamo

che questo è nostro figlio e che è nato

cieco; ma come ora ci veda non lo

sappiamo, e chi gli abbia aperto gli

occhi, noi non lo sappiamo.

Chiedetelo a lui: ha l'età, parlerà lui di sé».

Questo dissero i suoi genitori, perché

avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei

avevano già stabilito che, se uno lo avesse

riconosciuto come il Cristo, venisse

espulso dalla sinagoga.

Per questo i suoi genitori dissero: «Ha

l'età: chiedetelo a lui!».

Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era

stato cieco e gli dissero: «Da' gloria a Dio!

Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore».

Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so.

Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo».

Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto?

Come ti ha aperto gli occhi?».

Rispose loro: «Ve l'ho già detto e non avete

ascoltato; perché volete udirlo di nuovo?

Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?».

Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu!

Noi siamo discepoli di Mosè!

Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio;

ma costui non sappiamo di dove sia».

Rispose loro quell'uomo: «Proprio questo

stupisce: che voi non sapete di dove sia,

eppure mi ha aperto gli occhi.

Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori,

ma che, se uno onora Dio e fa la sua

volontà, egli lo ascolta.

Da che mondo è mondo, non si è mai

sentito dire che uno abbia aperto gli

occhi a un cieco nato.

Se costui non venisse da Dio, non

avrebbe potuto far nulla».

Gli replicarono: «Sei nato tutto nei

peccati e insegni a noi?».

E lo cacciarono fuori.

Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori;

quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi

nel Figlio dell'uomo?».

Egli rispose: «E chi è, Signore, perché

io creda in lui?».

Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui

che parla con te».

Ed egli disse: «Credo, Signore!».

E si prostrò dinanzi a lui.

Gesù allora disse: «È per un giudizio

che io sono venuto in questo mondo,

perché coloro che non vedono, vedano

e quelli che vedono, diventino ciechi».

Alcuni dei farisei che erano con lui

udirono queste parole e gli dissero:

«Siamo ciechi anche noi?».

Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non

avreste alcun peccato; ma siccome dite:

"Noi vediamo", il vostro peccato rimane».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La sete infinita di infinito della Sposa

samaritana, ora, è colma, sazia.

Non ha più vergogna della sua fragilità

affettiva, della sua vita disordinata,

degli inganni dati e ricevuti pur di

avere una goccia d’acqua. Stagnante.

Ora ha incontrato la sorgente.

Ora lei stessa è divenuta sorgente che

zampilla per le persone che, prima,

non voleva incontrare.

Non ci sono ostacoli, ruoli, peccati che

la possano tenere lontana dallo Sposo

che, stanco, l’ha cercata per amarla.

La sua è una vita passata a nascondersi,

per timore di essere giudicata.

Lei è una peccatrice che diventa

discepola e testimone.

Come il cieco nato.

Che storia.

È Gesù che, passando, vede il cieco nato.

Non grida, il poveretto, non chiede, forse

neppure sa chi sia il Nazareno.

La sua è una vita fatta di ombre, di fantasmi.

Non ha mai visto la luce, come desiderarla?

Perché?

E Dio lo vede, vede il suo dolore, il suo

bisogno, la sua pena, la sua vergogna.

Vergogna, certo, perché è un innocente

che paga i peccati de genitori.

Anzi, forse ha già commesso peccato nel

grembo della madre, come sostenevano

alcuni rabbini.

È Dio che la punito, perché chiedere

qualcosa a questo Dio terrificante?

Così tutti pensano.

E invece.

Un pò di fango sugli occhi,

e l’uomo torna a vedere.

Gesù, intanto, se n’è andato, non vuole

applausi, vuole solo dimostrare che Dio

non è quel bastardo che a volte gli

uomini (religiosi) dicono che sia.

Inizia un feroce dibattito; chi lo ha guarito?

Perché? E perché di sabato?

Molti sono i personaggi coinvolti; la

folla, i farisei, i suoi genitori, i discepoli.

Ma lui solo è il protagonista, il cieco che

recupera prima la vista, poi l’onore,

poi la fede.

Prima descrive Gesù come un uomo,

poi come un Profeta, poi lo proclama

Figlio di Dio.

La fede è una progressiva illuminazione,

passo dopo passo, ci mettiamo degli anni per

riuscire a proclamare che Gesù è il Signore.

E anche la sua forza cresce; il suo senso

di colpa svanisce, acquista coraggio.

Interrogato, risponde, quando viene

inquisito dai devoti, sa cosa dire.

Infine è ironico, controbatte, argomenta.

Come può un peccatore guarire un cieco nato?

E osa; volete farvi discepoli anche voi?

Non ha timore, nemmeno dei suoi genitori,

paurosi, divorati dal giudizio degli altri,

che si rifiutano di schierarsi, intimoriti

dalla tragica logica comune.

È libero, il cieco.

Ci vede, ci vede benissimo, con gli

occhi e col cuore.

Chi crede di vedere, invece, cade nella

tenebra più fitta.

Credono di sapere, i devoti, credono

di sapere tutto.

Non si mettono in discussione, come il

cieco che ammette di non sapere.

Loro sanno ed è il mondo, gentilmente,

che si deve adeguare alle loro teorie.

Prima dicono che il cieco mente, che non

è mai stato cieco, poi affermano che

Gesù è un peccatore, infine, davanti

all’evidenza, perdono le staffe.

L’arroganza non ammette le ragioni degli

altri, impone solo le proprie.

Credono di vedere, e sono loro i ciechi.

Accecati dalle loro false sicurezze,

non si pongono dubbi. Sanno.

L’evangelista è caustico, nel suo

ragionare; chi è il cieco del racconto?

È un progressivo cammino verso

la luce, la fede.

Nessuna apparizione o folgorazione,

fidatevi, ma un lento incedere della

verità in chi le lascia spazio nel

proprio cuore.

Dio vede la nostra tenebra e desidera

illuminare la nostra conoscenza,

i nostri sensi.

E pone una sola condizione: lasciarci mettere

in dubbio, porci delle domande, indagare.

Come il cieco che non sa, che si interroga,

che argomenta.

Il rischio, invece, è di fare come i farisei

che sono convinti di non avere nulla da

sapere, nulla da capire.

Sanno, e basta.

Quanti arroganti vedo intorno a me!

Nelle proprie convinzioni politiche,

schierati a prescindere.

Quanti arroganti nelle proprie

convinzioni agnostiche e anticlericali,

atei a prescindere, rabbiosi per principio

(fatevi un giro sul web!), intolleranti nel

nome di una mal intesa idea di tolleranza.

Quanti arroganti fra noi cattolici, sempre

armati, sulle difensive, santamente

convinti di dover menare bastonate ai

non credenti e, quel che è peggio, ai

credenti che dubitano, che si interrogano,

proprio come il cieco.

Cattolici che si sentono in dovere di

difendere la Chiesa a prescindere,

scordandosi che essa è santa e peccatrice,

sempre in riforma, cattolici che si arrogano

il dovere di rilasciare patentini di cattolicità.

Lasciamo, amici, che il Signore ci restituisca

la luce, lasciamo che la sua Parola ci

conduca alla verità tutta intera.

Le domande, gli interrogativi, ci aiutino a

scoprire in Lui il Signore risorto della

nostra vita, santa Domenica, Fausto.

venerdì 17 marzo 2023

Il Vangelo del Sabato 18 Marzo 2023

 

Della 3° settimana di Quaresima.

San Cirillo di Gerusalemme, vescovo

e dottore della Chiesa.

Prima Lettura

Voglio l'amore e non il sacrificio.

Dal libro del profeta Osèa (6,1-6)

«Venite, ritorniamo al Signore: egli ci

ha straziato ed egli ci guarirà.

Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà.

Dopo due giorni ci ridarà la vita e il terzo ci

farà rialzare, e noi vivremo alla sua presenza.

Affrettiamoci a conoscere il Signore,

la sua venuta è sicura come l'aurora.

Verrà a noi come la pioggia d'autunno,

come la pioggia di primavera che

feconda la terra».

Che dovrò fare per te, Èfraim, che dovrò

fare per te, Giuda?

Il vostro amore è come una nube del mattino,

come la rugiada che all'alba svanisce.

Per questo li ho abbattuti per mezzo dei

profeti, li ho uccisi con le parole della

mia bocca e il mio giudizio sorge come

la luce: poiché voglio l'amore e non il

sacrificio, la conoscenza di Dio più

degli olocàusti.

Parola di Dio.

Vangelo

Il pubblicano tornò a casa sua

giustificato, a differenza del fariseo.

Dal Vangelo secondo Luca (18,9-14) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ancora questa

parabola per alcuni che avevano l'intima

presunzione di essere giusti e

disprezzavano gli altri: «Due uomini

salirono al tempio a pregare: uno era

fariseo e l'altro pubblicano.

Il fariseo, stando in piedi, pregava così

tra sé: "O Dio, ti ringrazio perché non

sono come gli altri uomini, ladri,

ingiusti, adùlteri, e neppure come

questo pubblicano.

Digiuno due volte alla settimana e pago

le decime di tutto quello che possiedo".

Il pubblicano invece, fermatosi a distanza,

non osava nemmeno alzare gli occhi al

cielo, ma si batteva il petto dicendo:

"O Dio, abbi pietà di me peccatore".

Io vi dico: questi, a differenza dell'altro,

tornò a casa sua giustificato, perché

chiunque si esalta sarà umiliato, chi

invece si umilia sarà esaltato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il pubblicano ha una chiara visione di

sé e della sua situazione.

Non ha nulla da presentare dinanzi a Dio

se non il proprio peccato; ed è proprio

questo che piace a Dio!

Egli non ha bisogno che noi gli facciamo

l’elenco delle nostre presunte bravure

o meriti; Dio vuole che comprendiamo

di essere semplicemente peccatori.

Soltanto così può riempirci della sua

misericordia senza limiti e giustificarci

in base al suo amore.

Questo, il fariseo, non è in grado di

capirlo, soffocato com’è da un’idea di

religiosità meritocratica, in cui Dio è

un giudice di fronte a cui presentare

nostri meriti; egli non capisce che la

sua preghiera è, in realtà, rivolta

semplicemente a se stesso e alla

propria santità immaginaria.

Ecco amici, il grave problema di tanti

cristiani praticanti, ma noi non dobbiamo

fare lo stesso errore e, semplicemente,

pregare con il cuore il Signore.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 16 marzo 2023

Il Vangelo del Venerdì 17 Marzo 2023

 

Della 3° settimana di Quaresima.

San Patrizio, vescovo.

Prima Lettura

Non chiameremo più.

Dal libro del profeta Osèa (14,2-10)

Così dice il Signore: «Torna, Israele,

al Signore, tuo Dio, poiché hai

inciampato nella tua iniquità.

Preparate le parole da dire e tornate al

Signore; ditegli: "Togli ogni iniquità,

accetta ciò che è bene: non offerta di tori

immolati, ma la lode delle nostre labbra.

Assur non ci salverà, non cavalcheremo

più su cavalli, né chiameremo più "dio

nostro" l'opera delle nostre mani, perché

presso di te l'orfano trova misericordia".

Io li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò

profondamente, poiché la mia ira si è

allontanata da loro.

Sarò come rugiada per Israele; fiorirà

come un giglio e metterà radici come

un albero del Libano, si spanderanno

i suoi germogli e avrà la bellezza

dell'olivo e la fragranza del Libano.

Ritorneranno a sedersi alla mia ombra,

faranno rivivere il grano, fioriranno come

le vigne, saranno famosi come il vino

del Libano.

Che ho ancora in comune con

gli ìdoli, o Èfraim?

Io l'esaudisco e veglio su di lui; io sono

come un cipresso sempre verde, il tuo

frutto è opera mia.

Chi è saggio comprenda queste cose,

chi ha intelligenza le comprenda; poiché

rette sono le vie del Signore, i giusti

camminano in esse, mentre i malvagi

v'inciampano».

Parola di Dio.

Vangelo.

Il Signore nostro Dio è l'unico Signore: lo amerai.

Dal Vangelo secondo Marco (12,28b-34) anno dispari.

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno

degli scribi e gli domandò: «Qual è il

primo di tutti i comandamenti?».

Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele!

Il Signore nostro Dio è l'unico Signore;

amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo

cuore e con tutta la tua anima, con tutta la

tua mente e con tutta la tua forza".

Il secondo è questo: "Amerai il tuo

prossimo come te stesso".

Non c'è altro comandamento più

grande di questi».

Lo scriba gli disse: «Hai detto bene,

Maestro, e secondo verità, che Egli è

unico e non vi è altri all'infuori di lui;

amarlo con tutto il cuore, con tutta

l'intelligenza e con tutta la forza e amare

il prossimo come se stesso vale più di

tutti gli olocàusti e i sacrifici».

Vedendo che egli aveva risposto

saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei

lontano dal regno di Dio».

E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Quando si cerca la verità con sincerità di

cuore e senza preconcetti, ci s’incontra

con il Signore Gesù.

Probabilmente la ricerca dello scriba era

ancora lunga, e avrebbe dovuto fare

ulteriori passaggi; intanto egli ha già

intravisto nella persona del Signore

colui che può dargli la chiave di lettura

per comprendere il senso profondo

della Scrittura.

Ci sono tanti cristiani che, pur compiendo

atti di culto e pratiche religiose, non hanno

incontrato Gesù come colui che dà senso

alla loro vita.

Il fatto è che se ciò non avviene, non

abbiamo ancora scoperto che è proprio

Lui che dà significato al nostro credere.

Amare Dio e gli altri è possibile soltanto

se si guarda a Lui, che è il modello

perfetto di questa indicazione della Bibbia.

Se impariamo ad ascoltare, come chiede

anzitutto il Signore, diventiamo capaci

di fare spazio a Lui e vivere la perfezione

dell’amore, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 15 marzo 2023

Il Vangelo del Giovedì 16 Marzo 2023

 

Della 3° settimana di Quaresima.

Sant' Eriberto di Colonia, vescovo.

Prima Lettura

Questa è la nazione che non ascolta

la voce del Signore, suo Dio.

Dal libro del profeta Geremìa (7,23-28)

Così dice il Signore: «Questo ordinai

loro: "Ascoltate la mia voce, e io sarò

il vostro Dio e voi sarete il mio popolo;

camminate sempre sulla strada che vi

prescriverò, perché siate felici".

Ma essi non ascoltarono né prestarono

orecchio alla mia parola; anzi, procedettero

ostinatamente secondo il loro cuore malvagio

e, invece di rivolgersi verso di me, mi hanno

voltato le spalle.

Da quando i vostri padri sono usciti dall'Egitto

fino ad oggi, io vi ho inviato con assidua

premura tutti i miei servi, i profeti; ma non

mi hanno ascoltato né prestato orecchio,

anzi hanno reso dura la loro cervice,

divenendo peggiori dei loro padri.

Dirai loro tutte queste cose, ma non ti

ascolteranno; li chiamerai, ma non ti

risponderanno.

Allora dirai loro: Questa è la nazione che

non ascolta la voce del Signore, suo Dio,

né accetta la correzione.

La fedeltà è sparita, è stata bandita

dalla loro bocca».

Parola di Dio.

Vangelo

Chi non è con me è contro di me.

Dal Vangelo secondo Luca (11,14-23) anno dispari.

In quel tempo, Gesù stava scacciando

un demonio che era muto.

Uscito il demonio, il muto cominciò a

parlare e le folle furono prese da stupore.

Ma alcuni dissero: «È per mezzo di

Beelzebùl, capo dei demòni, che egli

scaccia i demòni».

Altri poi, per metterlo alla prova, gli

domandavano un segno dal cielo.

Egli, conoscendo le loro intenzioni,

disse: «Ogni regno diviso in se stesso

va in rovina e una casa cade sull'altra.

Ora, se anche satana è diviso in se stesso,

come potrà stare in piedi il suo regno?

Voi dite che io scaccio i demòni per

mezzo di Beelzebùl.

Ma se io scaccio i demòni per mezzo di

Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di

chi li scacciano?

Per questo saranno loro i vostri giudici.

Se invece io scaccio i demòni con il dito

di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

Quando un uomo forte, bene armato, fa la

guardia al suo palazzo, ciò che possiede

è al sicuro.

Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince,

gli strappa via le armi nelle quali confidava

e ne spartisce il bottino.

Chi non è con me è contro di me, e chi non

raccoglie con me, disperde».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Si può essere così ostinati verso Dio da

rifiutare persino l’evidenza dei fatti; Gesù,

di fronte alla meschinità e all’ottusità dei

suoi contemporanei, dice delle parole molto

chiare e, per certi versi, anche inquietanti.

Non esiste una via di compromesso e di

neutralità nei confronti di Dio.

O si decide di stare con Lui con impegno

e prendendo su di noi anche le conseguenze

di tale scelta, oppure si è automaticamente

contro di Lui.

Per noi questo significa che non si possono

prendere soltanto alcune cose-magari quelle

che ci fanno più comodo-e tralasciamo delle

altre, che magari ci impegnano a uscire da

noi stessi e dalle nostre convinzioni.

Prendere il Signore e la volontà con assoluta

serietà, può essere già un ottimo impegno

per vivere bene la Quaresima; sarà

l’occasione per testimoniare la nostra

scelta seria nei confronti di Dio, facendoci

aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.