venerdì 4 novembre 2022

Il Vangelo del Sabato 5 Novembre 2022

 

Della 31° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Bertilla, Badessa di Chelles.

Prima Lettura

Tutto posso in colui che mi dà la forza.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési (4,10-19)

Fratelli, ho provato grande gioia nel Signore perché finalmente avete fatto

rifiorire la vostra premura nei miei riguardi: l'avevate anche prima, ma non

ne avete avuto l'occasione.

Non dico questo per bisogno, perché ho imparato a bastare a me stesso in

ogni occasione.

So vivere nella povertà come so vivere nell'abbondanza; sono allenato a tutto

e per tutto, alla sazietà e alla fame, all'abbondanza e all'indigenza.

Tutto posso in colui che mi dà la forza.

Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni.

Lo sapete anche voi, Filippési, che all'inizio della predicazione del Vangelo,

quando partii dalla Macedònia, nessuna Chiesa mi aprì un conto di dare e avere,

se non voi soli; e anche a Tessalònica mi avete inviato per due volte il necessario.

Non è però il vostro dono che io cerco, ma il frutto che va in abbondanza

sul vostro conto.

Ho il necessario e anche il superfluo; sono ricolmo dei vostri doni ricevuti da

Epafrodìto, che sono un piacevole profumo, un sacrificio gradito, che piace a Dio.

Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza

con magnificenza, in Cristo Gesù.

Parola di Dio.

Vangelo

Se non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera?

Dal Vangelo secondo Luca (16,9-15) anno pari.

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza

disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle

dimore eterne.

Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi

è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti.

Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera?

E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?

Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro,

oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro.

Non potete servire Dio e la ricchezza».

I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si

facevano beffe di lui.

Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini,

ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti

a Dio è cosa abominevole».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Certamente i farisei non fanno una bella figura, nella narrazione evangelica.

Essi ci vengono presentati come avidi e meschini, di fronte a Gesù che invece

parla della necessità di scegliere Dio come unico bene della propria vita.

Di fronte a questo atteggiamento, il Signore dice una frase che per noi è davvero

molto importante; i criteri con i quali Dio valuta le cose e le persone, sono molto

diversi rispetto a quelli che utilizziamo noi.

Addirittura, in certi frangenti sono opposti; ciò che noi spesso invidiamo,

in realtà è tenuto in poco o nessun conto dal Signore.

Forse, amici, è per questo che non andiamo troppo d’accordo con Lui.

Ma questo ci dovrebbe aiutare ad avere uno sguardo più acuto nei confronti

del tempo e della storia che stiamo vivendo; perché alla fine, che interessa

per noi è soltanto quello di compiere la volontà di Dio.

E man mano, diventiamo capaci di assumere uno sguardo sempre più capace

di cogliere i criteri di Dio, e non quelli assurdi del mondo.

Attenzione però, che non è facile, ci riusciremo solo con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 3 novembre 2022

Il Vangelo del Venerdì 4 Novembre 2022

 

Della 31° settimana del Tempo Ordinario.

San Carlo Borromeo, Vescovo.

Prima Lettura

Aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà

il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési (3,17-4,1)

Fratelli, fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano

secondo l'esempio che avete in noi.

Perché molti-ve l'ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi,

ve lo ripeto-si comportano da nemici della croce di Cristo.

La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio.

Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle

cose della terra.

La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore

il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per

conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di

sottomettere a sé tutte le cose.

Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona,

rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi!

Parola di Dio.

Vangelo

I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.

Dal Vangelo secondo Luca (16,1-8) anno pari.

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un

amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi.

Lo chiamò e gli disse: "Che cosa sento dire di te?

Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare".

L'amministratore disse tra sé: "Che cosa farò, ora che il mio padrone mi

toglie l'amministrazione?

Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno.

So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione,

ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua".

Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: "Tu quanto

devi al mio padrone?".

Quello rispose: "Cento barili d'olio".

Gli disse: "Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta".

Poi disse a un altro: "Tu quanto devi?".

Rispose: "Cento misure di grano".

Gli disse: "Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta".

Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza.

I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È furbo l'amministratore della parabola.

Disonesto e ladro ma furbo.

E Gesù loda la sua astuzia e la sua intraprendenza, non loda certo la sua

disonestà ma riconosce, con un sorriso, che quel tale è riuscito a prepararsi

la pensione dopo aver capito l’aria che stava tirando.

Scoperto ad intrallazzare, ha saputo farsi dei buoni amici con la disonestà

a scapito del povero padrone.

E Gesù esalta l’episodio; quanta poca astuzia mettiamo, invece,

nelle cose di Dio!

Quanta poca attenzione poniamo nelle cose che riguardano l’anima

e il suo destino!

Tutti presi dai mille affanni della quotidianità, specialmente in un’epoca così

fragile, in un momento così difficile e torbido, scordiamo l’essenziale,

fatichiamo ad investire in ciò che davvero conta.

Ma se l’amministratore pensa al suo futuro perché non fare altrettanto

nelle uniche cose che restano?

Certo; occupiamoci del futuro, del mutuo e del piano pensionistico, fidiamoci

della Provvidenza ma non obblighiamola ad occuparsi delle cose che non

abbiamo saputo prevedere!

E nel contempo, dedichiamo tempo ed energie nella scoperta del bellissimo

Dio di Gesù.

Ogni minuto speso per il “dentro”, nella nostra vita, fruttifica cento volte tanto.

Perciò amici, prendiamo l’abitudine di pregare ogni giorno e riceveremo

l’aiuto necessario di cui abbiamo bisogno, dal Dio di Gesù.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci all tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 2 novembre 2022

Il Vangelo del Giovedì 3 Novembre 2022

 

Della 31° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Silvia, Madre di S. Gregorio Magno.

Prima Lettura

Queste cose, che per me erano guadagni, io le ho considerate una

perdita a motivo di Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési (3,3-8a)

Fratelli, i veri circoncisi siamo noi, che celebriamo il culto mossi dallo Spirito

di Dio e ci vantiamo in Cristo Gesù senza porre fiducia nella carne, sebbene

anche in essa io possa confidare.

Se qualcuno ritiene di poter avere fiducia nella carne, io più di lui: circonciso

all’età di otto giorni, della stirpe d’Israele, della tribù di Beniamino, Ebreo

figlio di Ebrei; quanto alla Legge, fariseo; quanto allo zelo, persecutore della

Chiesa; quanto alla giustizia che deriva dall’osservanza della Legge, irreprensibile.

Ma queste cose, che per me erano guadagni, io le ho considerate una perdita

a motivo di Cristo.

Anzi, ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza

di Cristo Gesù, mio Signore.

Parola di Dio.

Vangelo

Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte.

Dal Vangelo secondo Luca (15,1-10) anno pari.

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.

I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori

e mangia con loro».

Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde

una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta,

finché non la trova?

Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama

gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia

pecora, quella che si era perduta”.

Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte,

più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.

Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada

e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova?

E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me,

perché ho trovato la moneta che avevo perduto”.

Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore

che si converte».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Eccolo qui il cuore del Vangelo di Luca che svela il cuore di Dio!

Tre parabole, oggi ne leggiamo due, poste al centro fisico dello scritto lucano,

tralasciate dagli altri evangelisti e che hanno scosso in profondità il cuore del

discepolo pagano, di Saulo diventato cristiano.

Dio è come un pastore che cerca la pecora scappata e fa festa dopo averla

ritrovata caricandosela sulle spalle.

Non la percuote, stanco e snervato per il tempo perso a cercarla, ma la

copre di attenzioni.

Dio è come una brava massaia che ha smarrito una moneta e passa il tempo

a cercarla finché non la trova e organizza poi una festa con le vicine (costata

molto più della moneta ritrovata, immagino!) per manifestare la sua gioia.

Dio fa festa, Dio ci cerca, Dio è un generoso.

Nulla a che vedere col Dio piccino che portiamo nel cuore, il Dio dagli

orizzonti limitati (come i nostri) avaro di emozioni, sempre serioso,

custode del diritto e della giustizia.

Nulla a che vedere con il Dio delle nostre paure e delle nostre celebrazioni

asfittiche, rinsecchite, zoppicanti che manifestano non gioia ma stanca abitudine.

Il Dio scoperto da Luca è così.

Così è il Dio raccontato da Gesù.

Volete ancora tenervi il vostro?

No amici, io mi sono innamorato del Dio che Gesù è venuto a raccontarci,

per questo, ogni giorno lo ringrazio con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 1 novembre 2022

Il Vangelo del Mercoledì 2 Novembre 2022

 

Della 31° settimana del Tempo Ordinario.

Commemorazione di tutti i fedeli defunti.

Prima Lettura

Io so che il mio redentore è vivo.

Dal libro di Giobbe (19,1.23-27a)

Rispondendo Giobbe prese a dire:«Oh, se le mie parole si scrivessero,

se si fissassero in un libro, fossero impresse con stilo di ferro e con

piombo, per sempre s'incidessero sulla roccia!

Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!

Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio.

Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro».

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Giustificàti nel suo sangue, saremo salvati dall'ira per mezzo di lui.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (5,5-11)

Fratelli, la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei

nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi.

Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno

oserebbe morire per una persona buona.

Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo

ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

A maggior ragione ora, giustificàti nel suo sangue, saremo salvati dall'ira

per mezzo di lui.

Se infatti, quand'eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo

della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo

salvati mediante la sua vita.

Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo,

grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,37-40) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me:

colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo

non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla

di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno.

Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede

in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Dal primo istante della nostra vita, fino al momento supremo della nostra

esistenza, noi siamo nelle mani di Dio.

Questo vuol dire che Egli, come Padre amorevole, si prende cura di noi in

ogni momento del nostro pellegrinaggio terreno.

Per questo, anche se il pensiero della morte ci lascia un pò tristi, non dobbiamo

temere; se Dio si è preso cura di noi nella vita, ci abbandonerà proprio nel

momento della morte?

No amici; piuttosto, quello che dobbiamo curare, nella nostra quotidianità,

è questo rapporto di fiducioso abbandono nelle mani del nostro Dio.

Il nostro compito perciò, sarà quello di assicurarci di non cadere giù dalle

sue mani, perché sarebbero guai grossi per noi.

Gesù stesso, prima di spirare sulla croce, affidò la sua anima e la sua vita

alla cura amorevole di suo Padre.

Non ci sarà nessuna paura, al momento del nostro trapasso, se ci saremo esercitati

tutta la vita in questo continuo atto di fiducia nell’amore del Padre Celeste.

Ed allora, cosa troveremo dopo la morte?

Queste sono domande che ogni uomo si porta dentro, sin dalla notte dei tempi.

Giovanni, nell’Apocalisse, ci dice che la storia è nelle mani di Dio e che dopo

la grande tribolazione a cui la Chiesa sarà sottoposta, tutti vedranno il trionfo

dell’Agnello immolato.

Perciò, non solo la morte non è la fine, ma è piuttosto l’inizio della vita vera.

Quella vita, cioè, nella quale ognuno potrà vedere con i propri occhi il trionfo

del Redentore Risorto, sul male e sulla morte.

Questa fede ci deve rafforzare nel nostro itinerario quotidiano e ci aiuta a non

temere la morte.

Piuttosto, dobbiamo sentirla come parte integrante della nostra esistenza,

perché un giorno ci aiuterà ad aprirci la porta dell’eternità.

Nel frattempo, però, la nostra preghiera serve a far crescere tale fede e a

renderla forte per il giorno della gloria.

Ma purtroppo per noi, spesso pensiamo alla nostra morte e ci chiediamo quando

essa interverrà a porre fine alla nostra esistenza, con trepidazione e paura.

Credo, invece, che dovremo chiederci; come è la nostra vita adesso!

Infatti, il punto è che si muore come si è vissuti.

Ecco perciò, il grande problema.

Chi ha sempre cercato di vivere per Dio e per gli altri, vede la morte da un

punto di vista differente da coloro che vivono continuamente incentrati su

se stessi e sui propri bisogni.

La prima categoria di persone, vive già nella pienezza dell’amore di Dio,

e quindi la morte non fa altro che consegnare queste persone beate alla

presenza di Lui, che è l’amore per eccellenza.

Chi invece, ha vissuto all’insegna dell’egoismo e dell’amor proprio, in realtà

è già morto e non si rende conto che la morte fisica è soltanto la manifestazione

del vuoto che ha sempre vissuto nella propria esistenza.

Perciò, amici, cerchiamo di metterci in riga già da adesso chiedendo aiuto alla

preghiera, pregando anche per i nostri cari e loro ci aiuteranno.

P.S. Comunque, amici, se vi può consolare, anch’io ho un pò di paura della morte,

perché non vorrei essermi dimenticato di non aver fatto tutto quello che dovevo.  

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 31 ottobre 2022

Il Vangelo del Martedì 1 Novembre 2022

 

Della 31° settimana del Tempo Ordinario.

Tutti i Santi.

Prima Lettura

Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno

poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (7,2-4.9-14)

Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente.

E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la

terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo

impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio».

E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila

segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele.

Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva

contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.

Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti

candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani.

E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul

trono, e all’Agnello».

E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri

viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono

Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore,

potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».

Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di

bianco, chi sono e da dove vengono?».

Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai».

E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato

le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Vedremo Dio così come egli è.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (3,1-3)

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati

figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché

non ha conosciuto lui.

Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato

ancora rivelato.

Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui,

perché lo vedremo così come egli è.

Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.

Parola di Dio.

Vangelo

Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,1-12a) anno pari.

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si

avvicinarono a lui i suoi discepoli.

Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché

di essi è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.

Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno

ogni sorta di male contro di voi per causa mia.

Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Triste paese, il nostro, in cui la memoria dolorosa dei defunti si sovrappone

e si sostituisce a una delle feste più gioiose dell’anno così che, paradossalmente,

il giorno dei Santi è diventato il giorno della visita ai cimiteri.

Pazienza, cerchiamo, almeno nella liturgia, di tenere ben distinti i due livelli;

abbiamo bisogno di meditare, e tanto, sulla gloria dei santi per affrontare il

ricordo dei nostri amati defunti.

Il nostro tempo è chiamato a compiere un’opera ciclopica; riappropriarsi

dei santi, tirandoli giù dalle nicchie e facendoli entrare nella nostra vita.

Rischiamo di vedere il santo come qualcuno di completamente estraneo alla

nostra vita; con il proposito corretto di esaltarne le qualità, si corre il rischio

di allontanare questi nostri fratelli dalla concretezza relegandoli nella sfera

del miracolistico e, perciò, dell’impossibile.

Cosa c’entrano i santi con me?

Con il mio lavoro, le mie preoccupazioni, i miei limiti?

È importante, credo, ridire che il santo è un cristiano riuscito bene, un cristiano che

ha lasciato germogliare il germe della fede, piantato nel suo cuore il giorno del

battesimo fino a farlo diventare l’albero frondoso alla cui ombra gli uomini riposano.

Ciascuno di noi è chiamato a diventare santo, cioè a realizzare in pieno il motivo

per cui esiste, a centrare il bersaglio, lasciandosi costruire da Dio.

Il santo, uomo completo, non è colui che fa delle cose straordinarie, ma che fa

le cose di tutti i giorni straordinariamente bene.

La Chiesa, madre dei santi, ci propone oggi come modelli santi più vicini alla

nostra sensibilità e che possono davvero essere presi ad esempio per la nostra

quotidianità; studenti come Piergiorgio Frassati o come il beato Carlo Acutis

ancora più vicino ai giorni nostri; madri di famiglia che accettano il sacrificio

nella quotidianità, come Gianna Beretta Molla; professionisti che vivono con

passione il proprio lavoro, come Giuseppe Moscati.

Se riusciamo a rimettere i santi accanto a noi, ci accorgeremo che la loro santità

non consiste nel fare cose fuori dal comune, o in atteggiamenti devozionistici

o pietistici, rassegnati o zuccherosi.

Conoscere i santi significa veramente percepire in essi una profonda umanità

innalzata dall’amore di Dio.

Uomini e donne di tutti i tempi che hanno cercato di lasciarsi fare dalla grazia

del Signore, senza intralciarlo, ma mettendo la propria sensibilità e intelligenza

a servizio del Vangelo.

Il più grosso miracolo che i santi compiono è quello di lasciare che Dio lavori

nella loro vita. E noi?

Se la santità è il modello della piena umanità, perché non porci questo obbiettivo?

Santo è chi lascia che il Signore riempia la sua vita fino a farla diventare

dono per gli altri.

Io credo che ci sia una sola tristezza nella vita, quella di non essere santi.

Festeggiare i santi significa celebrare una Storia alternativa.

La storia che studiamo sui testi scolatici, la storia che dolorosamente giunge

nelle nostre case e che ci propinano tutti i giorni i vari telegiornali, fatta di

violenza e prepotenza, non è la vera Storia.

Intessuta e mischiata alla storia dei potenti e degli approfittatori senza scrupoli;

esiste una Storia diversa che Dio ha inaugurato; il suo Regno.

Le beatitudini ci ricordano con forza qual è la logica di Dio.

Logica in cui si percepisce chiaramente la diversa mentalità tra Dio e gli

uomini; i beati, quelli che vivono fin d’ora la felicità, sono i miti, i pacifici,

i puri, quelli che vivono con intensità e dono la propria vita, come i santi.

Questo regno che il Signore ha inaugurato e che ci ha lasciato in eredità,

sta a noi, nella quotidianità, renderlo presente e operante nel nostro tempo

Perciò amici, non facciamo confusione, oggi è la festa dei santi, è la festa della

gioia, anche se nella nostra vita ci sono dei momenti critici, perciò facciamo

festa con il Signore e con tutti i Santi, buona Festa Fausto.