sabato 11 giugno 2022

Il Vangelo di Domenica 12 Giugno 2022

 

Domenica della Santissima Trinità.

Prima lettura.

Prima che la terra fosse, già la Sapienza era generata.

Dal libro dei Proverbi (8,22-31)

Così parla la Sapienza di Dio: «Il Signore mi ha creato come inizio della sua

attività, prima di ogni sua opera, all'origine.

Dall'eternità sono stata formata, fin dal principio, dagli inizi della terra.

Quando non esistevano gli abissi, io fui generata, quando ancora non vi erano

le sorgenti cariche d'acqua; prima che fossero fissate le basi dei monti, prima

delle colline, io fui generata, quando ancora non aveva fatto la terra e i campi

né le prime zolle del mondo.

Quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull'abisso,

quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell'abisso,

quando stabiliva al mare i suoi limiti, così che le acque non ne oltrepassassero

i confini, quando disponeva le fondamenta della terra, io ero con lui come

artefice ed ero la sua delizia ogni giorno: giocavo davanti a lui in ogni istante,

giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell'uomo».

Parola di Dio.

Seconda lettura.

Andiamo a Dio per mezzo di Cristo, nella carità diffusa in noi dallo Spirito.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (5,1-5)

Fratelli, giustificati per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore

nostro Gesù Cristo.

Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l'accesso a questa grazia nella

quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio.

E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione

produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza.

La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri

cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

Parola di Dio.

Vangelo.

Tutto quello che il Padre possiede, è mio; lo Spirito prenderà del mio e ve lo annuncerà.

Dal Vangelo secondo Giovanni (16,12-15) anno C.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi,

ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non

parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.

Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà

da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non abbiamo ancora capito tutto, così ribadisce, per la quinta volta,

il Maestro Gesù invitandoci ad attendere lo Spirito.

Poi lo Spirito è arrivato e continua ad arrivare, abbondantemente; scende

su di noi, colma i nostri cuori, allarga le nostre menti.

Lo Spirito soffia, incoraggia, stravolge, motiva, rinsalda. E spiega.

Ci voleva lo Spirito per aiutarci a capire che Dio non è soluti dine, che è

comunione, che è mistero trinitario.

Ma qui, al solito, ci areniamo.

Facciamo fatica a capire chi siamo noi, cos’è la vita, come funziona il mondo;

perché mai dovremmo sforzarci di capire anche chi è Dio (se c’è?).

Nella vita dobbiamo affrontare temi ben più seri che non seguire complicati

ragionamenti teologici che usano parole usurate e incomprensibili come persona,

generato e non creato e sostanza!

Siamo onesti; il rischio è davvero di farci travolgere da un’inutile e sovrabbondante

esercizio di retorica clericale.

Eppure.

Lo scrivo e lo dico spesso; mi sono convinto che tutti portiamo nel cuore

un’immagine di Dio, anche chi crede di non credere.

Non sempre bella, sinceramente; un’idea spontanea, inconscia, culturale,

legata alla nostra educazione e nutrita da qualche distratto ascolto di

predica o di catechismo.

Dio c’è, certo, ma è incomprensibile, lunatico, inaccessibile.

Ti ama, si dice, ma poi incontro Simona che tre giorni prima di sposarsi ha

scoperto di avere un tumore in fase avanzata a trentasei anni.

È onnipotente, ma non difende il bambino venduto per prostituirsi.

C’è, opera, ovvio.

Ma non fa quasi mai il mio bene.

Meglio blandirlo Dio, non si sa mai.

Meglio trattarlo bene, sperando che non ti capiti una disgrazia.

E, a dirla tutta, forse io sarei capace di operare meglio di lui e di risolvere

qualche bel problemino mondiale, come le guerre.

L’idea di Dio che portiamo nel cuore, siamo onesti, è mediamente orribile.

Finché è arrivato Gesù e ha sconvolto le nostre piccole idee di Dio.

E ne ha parlato come nessuno ne aveva parlato e ha inviato lo Spirito perché,

infine, capissimo.

Gesù ci svela che Dio è Trinità, cioè comunione.

Ci dice che se noi vediamo “da fuori” che Dio è unico, in realtà questa unità

è frutto della comunione di un Padre/Madre che ama un Figlio e questo amore

è talmente intenso da diventare una persona; lo Spirito Santo.

Talmente uniti da essere uno, talmente orientati l’uno verso l’altro da essere

totalmente uniti.

Dio non è solitudine, immutabile e asettica perfezione, sommo egoista bastane a

se stesso, ma è comunione, festa, famiglia, amore, tensione dell’uno verso l’altro.

Solo Gesù poteva farci accedere alla stanza interiore di Dio, solo Gesù poteva

svelarci l’intima gioia, l’intimo tormento di Dio; la comunione.

Una comunione piena, un dialogo talmente armonico, un dono di sé talmente

realizzato, che noi, da fuori, vediamo un Dio unico.

Dio è Trinità, relazione, danza, festa, armonia, passione, dono e cuore.

Allora finalmente capisco l’inutile lezione di catechismo di quando, bambino,

vedevo il parroco tracciare sulla lavagna l’addizione: 1+1+1=1 e disegnava un

triangolo equilatero. Tenero.

Con l’amore medio che un bambino ha per la geometria si era infilato in un

bel pasticcio! Oggi invece ho capito.

Sbagliava operazione. In Dio 1x1x1=1.

Proprio perché il Padre ama il Figlio che ama il Padre e questo amore è lo

Spirito Santo, che noi, da fuori, vediamo un’unità assoluta.

E a me?

Se Dio è comunione, in Lui siamo battezzati e a sua immagine siamo stati creati;

questa comunione ci abita e a immagine di questa immagine siamo stati creati.

La bella parabola della Genesi ci ricorda di come Dio si sia guardato allo

specchio, sorridendo, per progettare l’uomo.

Ma, se questo è vero, le conseguenze sono enormi.

La solitudine ci è insopportabile perché inconcepibile in una logica di

comunione, perché siamo creati a immagine della danza.

Se giochiamo la nostra vita da solitari egoisti non riusciremo mai a trovare

la luce interiore perché ci allontaniamo dal progetto.

Sartre diceva: “L’enfer c’est les autres”, Gesù ci ribadisce: “Siate perfetti nell’unità”.

E se anche fare comunione è difficile, ci è indispensabile, vitale, e più puntiamo

alla comunione e più realizziamo la nostra storia, più ci mettiamo alla scuola

di comunione di Dio, più ci realizzeremo.

La Chiesa, va costruita a immagine della Trinità.

La nostra comunità prende ispirazione da Dio-Trinità, guardiamo a Lui per

intessere rapporti, per rispettare le diversità, per superare le difficoltà.

Guardando al nostro modo di essere, di relazionarci, di rispettarci, di essere

autentici, chi ci sta intorno capirà chi è Dio e per noi l’idea di un Dio che

è Trinità diventerà luce.

Questo è il Dio che Gesù è venuto a raccontare.

Volete ancora tenervi il vostro vecchio Dio?

Spero proprio di no amici; Santa Domenica Trinitaria a tutti voi, Fausto.

 

venerdì 10 giugno 2022

Il Vangelo del Sabato 11 Giugno 2022

 

Della 10° settimana del Tempo Ordinario.

San Barnaba, Apostolo.

Prima lettura.

Era uomo virtuoso e pieno di Spirito Santo e di fede.

Dagli Atti degli Apostoli (11,21b-26;13,1-3)

In quei giorni, [in Antiòchia], un grande numero credette e si convertì al Signore.

Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono

Bàrnaba ad Antiòchia.

Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a

restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e

pieno di Spirito Santo e di fede.

E una folla considerevole fu aggiunta al Signore.

Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saulo: lo trovò e lo condusse

ad Antiòchia.

Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente.

Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.

C'erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger,

Lucio di Cirene, Manaèn, compagno d'infanzia di Erode il tetrarca, e Saulo.

Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo

disse: «Riservate per me Bàrnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati».

Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono.

Parola di Dio.

Vangelo.

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Dal Vangelo secondo Matteo (10,7-13) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Strada facendo, predicate, dicendo

che il regno dei cieli è vicino.

Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio,

né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.

In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi

finché non sarete partiti.

Entrando nella casa, rivolgetele il saluto.

Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne

è degna, la vostra pace ritorni a voi».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La vita del cristiano è, per sua natura, missionaria.

Ciascuno di noi dovrebbe essere per gli altri una predica vivente, molto più

efficace delle parole stesse.

Il vero missionario, infatti, non è tanto colui che sa parlare e va a evangelizzare

i popoli lontani, quanto colui che ha capito una verità fondamentale; che può

dare veramente solo chi comprende di aver ricevuto gratuitamente.

Quando si restituisce agli altri l’amore e la fiducia che noi per primi abbiamo

ricevuto, si sperimenta la gioia di testimoniare Gesù anche senza parlare.

In questa memoria dell’apostolo Barnaba, la Chiesa ci ricorda con forza la

necessità che ognuno di noi senta l’impegno di annunciare con la vita Gesù

e la pace che, nel suo amore, ci ha donato, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

giovedì 9 giugno 2022

Il Vangelo del Venerdì 10 Giugno 2022

 

Della 10° settimana del Tempo Ordinario.

Beata Diana degli Andalò, Vergine.

Prima lettura.

Férmati sul monte alla presenza del Signore!

Dal primo libro dei Re (19,9a.11-16)

In quei giorni, [Elìa, giunto al monte di Dio, l’Oreb,] entrò in una caverna per

passarvi la notte, quand’ecco gli fu rivolta la parola del Signore: « Esci e

férmati sul monte alla presenza del Signore».

Ed ecco che il Signore passò.

Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce

davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento.

Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto.

Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco.

Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera.

Come l’udì, Elìa si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso

della caverna.

Ed ecco, venne a lui una voce che gli diceva: «Che cosa fai qui, Elìa?».

Egli rispose: «Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché

gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari,

hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano di

togliermi la vita».

Il Signore gli disse: «Su, ritorna sui tuoi passi verso il deserto di Damasco;

giunto là, ungerai Cazaèl come re su Aram.

Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsì, come re su Israele e ungerai Elisèo, figlio

di Safat, di Abel-Mecolà, come profeta al tuo posto».

Parola di Dio.

Vangelo.

Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,27-32) anno pari

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu

detto: “Non commetterai adulterio”.

Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già

commesso adulterio con lei nel proprio cuore.

Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te:

ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo

corpo venga gettato nella Geènna.

E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te:

ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo

corpo vada a finire nella Geènna.

Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”.

Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione

illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata,

commette adulterio».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

L’amore fra un uomo e una donna è un bene talmente prezioso, che non può

essere sporcato o devastato da ciò che lo offenderebbe in profondità.

Questo è il discorso di Gesù, il quale conosce perfettamente il cuore di ciascuno

di noi e sa quanto sia importante, per noi, capire tale parola.

Il matrimonio, quindi, è la consacrazione che Dio dona all’amore di due sposi,

perché esso riceva un tocco di eternità e sia sempre più somigliante a quello di Dio.

Per questo, un cristiano non può accettare tutte quelle varie forme di

convivenza-oggi così comuni-che non fanno altro che impoverire l’amore

e renderlo merce di scambio, da buttare quando ormai è esaurito.

Amare qualcuno è una cosa davvero seria, e non si può banalizzare per

i propri scopi meschini.

Perciò amici, il vero amore è sostenerci ed aiutarci a vicenda fino alla morte,

altrimenti non è vero amore, per questo dobbiamo pregare ogni giorno. 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 8 giugno 2022

Il Vangelo del Giovedì 9 Giugno 2022

 

Della 10° settimana del Tempo Ordinario.

San Efrem, diacono e dottore della Chiesa.

Prima lettura.

Elia pregò e il cielo diede la pioggia.

Dal primo libro dei Re (18,41-46)

In quei giorni, Elìa disse [al re] Acab: «Va' a mangiare e a bere, perché c'è

già il rumore della pioggia torrenziale».

Acab andò a mangiare e a bere.

Elìa salì sulla cima del Carmelo; gettatosi a terra, pose la sua faccia tra le ginocchia.

Quindi disse al suo servo: «Sali, presto, guarda in direzione del mare».

Quegli salì, guardò e disse: «Non c'è nulla!».

Elìa disse: «Tornaci ancora per sette volte».

La settima volta riferì: «Ecco, una nuvola, piccola come una mano d'uomo,

sale dal mare».

Elìa gli disse: «Va' a dire ad Acab: "Attacca i cavalli e scendi, perché non ti

trattenga la pioggia!"».

D'un tratto il cielo si oscurò per le nubi e per il vento, e vi fu una grande pioggia.

Acab montò sul carro e se ne andò a Izreèl.

La mano del Signore fu sopra Elìa, che si cinse i fianchi e corse davanti

ad Acab finché giunse a Izreèl.

Parola di Dio.

Vangelo.

Chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,20-26) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia

non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà

essere sottoposto al giudizio.

Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto

al giudizio.

Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi

gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.

Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha

qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a

riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui,

perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga

gettato in prigione.

In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

L’amore, per sua natura, è esigente e chiede sempre il massimo.

Non ci si può accontentare del minimo previsto dalla legge, se si vuole

davvero vivere nella novità della Buona Novella annunciata da Cristo.

Se le parole di Gesù ci sembrano troppo esigenti, ricordiamoci questo; la fede

in cui viviamo, non ci dice di credere in un libro o in una serie di regole, quanto

in una persona, Gesù, che per primo ha vissuto quanto ha insegnato.

Egli per primo, ha vissuto il perdono ed il rispetto degli altri, anche quando,

questo ha significato pagare con la vita la coerenza a questo messaggio.

Per questo, la nostra giustizia, deve superare quella degli scribi e dei farisei;

se non comprendiamo il senso profondo delle parole di Gesù, saremo sempre

degli esecutori ossequiosi di ordini, e mai delle persone libere e felici nella

legge del Vangelo.

Perciò, amici, proviamoci ad imitare il Signore per trovare la nostra libertà,

facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 7 giugno 2022

Il Vangelo del Mercoledì 8 Giugno 2022

 

Della 10° settimana del Tempo Ordinario.

San Medardo, Vescovo.

Prima lettura.

Questo popolo sappia che tu, o Signore, sei Dio e che converti il loro cuore.

Dal primo libro dei Re (18,20-39)

In quei giorni, [il re] Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti [di Baal]

sul monte Carmelo.

Elìa si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando salterete da una parte all'altra?

Se il Signore è Dio, seguitelo!

Se invece lo è Baal, seguite lui!».

Il popolo non gli rispose nulla.

Elìa disse ancora al popolo: «Io sono rimasto solo, come profeta del Signore,

mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta.

Ci vengano dati due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo

pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco.

Io preparerò l'altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco.

Invocherete il nome del vostro dio e io invocherò il nome del Signore.

Il dio che risponderà col fuoco è Dio!».

Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!».

Elìa disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e fate voi per primi,

perché voi siete più numerosi.

Invocate il nome del vostro dio, ma senza appiccare il fuoco».

Quelli presero il giovenco che spettava loro, lo prepararono e invocarono il

nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!».

Ma non vi fu voce, né chi rispondesse.

Quelli continuavano a saltellare da una parte all'altra intorno all'altare che

avevano eretto.

Venuto mezzogiorno, Elìa cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate

a gran voce, perché è un dio!

È occupato, è in affari o è in viaggio; forse dorme, ma si sveglierà».

Gridarono a gran voce e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con

spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue.

Passato il mezzogiorno, quelli ancora agirono da profeti fino al momento dell'offerta

del sacrificio, ma non vi fu né voce né risposta né un segno d'attenzione.

Elìa disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi a me!».

Tutto il popolo si avvicinò a lui e riparò l'altare del Signore che era stato demolito.

Elìa prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei figli di Giacobbe,

al quale era stata rivolta questa parola del Signore: «Israele sarà il tuo nome».

Con le pietre eresse un altare nel nome del Signore; scavò intorno all'altare

un canaletto, della capacità di circa due sea di seme.

Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna.

Quindi disse: «Riempite quattro anfore d'acqua e versatele sull'olocausto

e sulla legna!».

Ed essi lo fecero.

Egli disse: «Fatelo di nuovo!».

Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: «Fatelo per la terza volta!».

Lo fecero per la terza volta.

L'acqua scorreva intorno all'altare; anche il canaletto si riempì d'acqua.

Al momento dell'offerta del sacrificio si avvicinò il profeta Elìa e disse: «Signore,

Dio di Abramo, di Isacco e d'Israele, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele

e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose sulla tua parola.

Rispondimi, Signore, rispondimi, e questo popolo sappia che tu, o Signore,

sei Dio e che converti il loro cuore!».

Cadde il fuoco del Signore e consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la cenere,

prosciugando l'acqua del canaletto.

A tal vista, tutto il popolo cadde con la faccia a terra e disse: «Il Signore è Dio!

Il Signore è Dio!».

Parola di Dio.

Vangelo.

Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,17-19) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad

abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.

In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un

solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.

Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri

a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli.

Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù sente la necessità di chiarire un fatto, nei confronti di coloro che pensavano

che la sua venuta, potesse significare un’abolizione della legge dettata a Mosè da Dio.

Egli non è venuto a distruggere o a cambiare nulla; piuttosto, il Signore è venuto

a riportare l’osservanza della Legge alla sua purezza e genuinità originaria.

Questo insegnamento è importante anche per noi; il fatto che il Signore

manifesti la sua misericordia, non significa che siamo autorizzati a non

seguire e mettere in pratica la Parola del Vangelo, con tutte le sue leggi

e gli impegni che essa porta con sé.

Altrimenti, saremo persone superficiali, e questo nei confronti di Dio,

sarebbe davvero un grave peccato.

Non si tratta di obbedire per la paura di finire all’inferno, quanto, essere

considerati, come minimo, già nel regno dei cieli, solo perché mettiamo in

pratica le leggi, questo sarebbe decisamente anche peggio, ma metterle in

pratica con amore e umiltà, senza aspettarci niente in cambio, facendoci

aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.