lunedì 30 maggio 2022

Il Vangelo del Martedì 31 Maggio 2022

 

Della 7° settimana del Tempo di Pasqua.

Visitazione della Beata Vergine Maria.

Prima Lettura

Re d'Israele è il Signore in mezzo a te.

Dal libro del profeta Sofonìa (3,14-18)

Rallégrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto

il cuore, figlia di Gerusalemme!

Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico.

Re d'Israele è il Signore in mezzo a te, tu non temerai più alcuna sventura.

In quel giorno si dirà a Gerusalemme: «Non temere, Sion, non lasciarti

cadere le braccia!

Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente.

Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia».

Parola di Dio.

Vangelo

Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente: ha innalzato gli umili.

Dal Vangelo secondo Luca (1,39-56) anno pari.

In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa,

in una città di Giuda.

Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta.

Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò

nel suo grembo.

Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta

tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!

A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?

Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato

di gioia nel mio grembo.

E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta

in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva.

D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione

in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del

loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato

di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come

aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Uno dei complimenti più belli che sono rivolti a Maria nel Vangelo, è proprio

quello di Elisabetta, che la definisce come: “Colei che ha creduto”.

Chissà perché, ma spesso dubitiamo delle promesse di Dio, anche quando esse ci

annunciano progetti di gioia e di speranza, che vanno al di la di ogni immaginazione.

La Vergine, invece, non sta lì a discutere o a pensare se e come quelle promesse

stupende, fattele dall’Arcangelo, si avvereranno; “come avremmo fatto noi”, quello

invece, che è per lei importante, è far sapere a Dio la sua totale disponibilità.

Per questo Elisabetta, di fronte alla visita della parente, riconosce in lei la nuova

Eva, cioè, colei che si è aperta ad un nuovo modello di maternità.

Il Magnificat di Maria, quindi, è l’attestazione di uno stile divino che predilige

proprio loro, i semplici che si rendono disponibili ai suoi piani.

Se fossimo anche noi come Maria, renderci disponibili ai piani del Signore,

sarebbe fantastico, solo così saremo sempre pieni di gioia, perciò, impariamo

da lei facendoci aiutare dalla preghiera. 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 29 maggio 2022

Il Vangelo del Lunedì 30 Maggio 2022

 

Della 7° settimana del Tempo di Pasqua.

Santa Giovanna d'Arco, vergine.

Prima Lettura

Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?

Dagli Atti degli Apostoli (19,1-8)

Mentre Apollo era a Corìnto, Paolo, attraversate le regioni dell'altopiano,

scese a Èfeso.

Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: «Avete ricevuto lo Spirito Santo

quando siete venuti alla fede?».

Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo».

Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo

di Giovanni», risposero.

Disse allora Paolo: «Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo

al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù».

Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena

Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si

misero a parlare in lingue e a profetare.

Erano in tutto circa dodici uomini.

Entrato poi nella sinagoga, vi poté parlare liberamente per tre mesi, discutendo

e cercando di persuadere gli ascoltatori di ciò che riguarda il regno di Dio.

Parola di Dio.

Vangelo

Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!

Dal Vangelo secondo Giovanni (16,29-33) anno pari.

In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente

e non più in modo velato.

Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi.

Per questo crediamo che sei uscito da Dio».

Rispose loro Gesù: «Adesso credete?

Ecco, viene l'ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo

e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.

Vi ho detto questo perché abbiate pace in me.

Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù non intende fare sconti ai suoi discepoli; Egli non promette loro una

vita tranquilla e lontana dai problemi, anzi!

Annuncia loro tribolazioni, persecuzioni e persino la morte a causa sua.

Ma nonostante ciò, il Maestro, dice loro che essi non devono temere; Egli

ha vinto il mondo.

Gesù non può avere paura malgrado la solitudine e l’incomprensione in cui lo

hanno lasciato i suoi amici, poiché il suo unico volere è quello di fare la

volontà del Padre.

Quando anch’essi avranno questo unico desiderio, anche essi conosceranno

la pace che è dono del Risorto.

In questa ricerca della volontà amorevole di Dio, neppure la morte può più

fare paura, perché, Gesù risorto, vuole dare anche a noi la gioia e la pace,

che nasce proprio in mezzo alle tribolazioni; non siamo mai soli, poiché

Lui e la preghiera sono sempre con noi.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 28 maggio 2022

Il Vangelo di Domenica 29 Maggio 2022

 

Domenica dell’Ascensione del Signore.

Prima Lettura

Fu elevato in alto sotto i loro occhi.

Dagli Atti degli Apostoli (1,1-11)

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e

insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato

disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.

Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta

giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio.

Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme,

ma di attendere l'adempimento della promessa del Padre, «quella-disse-che voi

avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti

giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».

Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo

nel quale ricostituirai il regno per Israele?».

Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha

riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà

su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la

Samarìa e fino ai confini della terra».

Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse

ai loro occhi.

Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand'ecco due uomini

in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché

state a guardare il cielo?

Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso

modo in cui l'avete visto andare in cielo».

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Cristo è entrato nel cielo stesso.

Dalla lettera agli Ebrei (.9,24-28;10,19-23)

Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d'uomo, figura di quello

vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore.

E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel

santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione

del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte.

Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per

annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso.

E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che

viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere

il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con

il peccato, a coloro che l'aspettano per la loro salvezza.

Fratelli, poiché abbiamo piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del

sangue di Gesù, via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso

il velo, cioè la sua carne, e poiché abbiamo un sacerdote grande nella casa di Dio,

accostiamoci con cuore sincero, nella pienezza della fede, con i cuori purificati

da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.

Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché

è degno di fede colui che ha promesso.

Parola di Dio.

Vangelo

Mentre li benediceva veniva portato verso il cielo.

Dal Vangelo secondo Luca (24,46-53) anno C.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà

e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti

i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.

Di questo voi siete testimoni.

Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi

restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto».

Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse.

Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo.

Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande

gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Uomini di Galilea, perché continuate a guardare il cielo?

Sono stupiti e amareggiati, i discepoli.

Il Maestro se ne va proprio ora che, infine, avevano capito il grande disegno

di Dio su Gesù, proprio ora che, finalmente, avevano superato il dolore e si

erano convertiti alla gioia!

Proprio ora che, come nel finale in una bella commedia americana, tutto

sembrava chiaro, lineare; il Regno era finalmente iniziato e Gesù avrebbe

regnato con i suoi fedeli apostoli per l’eternità.

E invece no.

Spiazzati, nuovamente.

Gesù torna al Padre, e affida l’annuncio del Regno ai discepoli.

Che storia.

Uomini di Galilea, perché continuate a guardare il cielo?

Quante domande la Parola rivolge al cercatore di Dio.

Perché piangi, anima mia, perché su di me gemi?

Perché cercate fra i morti uno che è vivo?

Dio ci interroga, ci scuote, ci invita ad andare oltre, a crescere e a credere.

No, non dobbiamo cercare in cielo il volto di un Dio che ha calpestato la terra.

Lo possiamo cercare là dove ha deciso, per sempre, di abitare; in mezzo ai

fratelli più poveri, in mezzo alla comunità di coloro che credono nel Nazareno.

Paradosso insostenibile del cristianesimo!

Prima ci chiede di credere che il Dio invisibile si è fatto uomo.

Ora ci chiede di credere che il Dio accessibile si consegna nelle fragili mani

di uomini peccatori e incoerenti!

Scambio sfavorevole; invece di incontrare il volto radioso e sereno del

Maestro, incontriamo il volto rugoso e segnato dei cristiani!

Ma se, invece, Gesù avesse voluto dirci qualcosa di nuovo? Di inatteso?

Se davvero nei progetti di Dio ci fossimo noi?

Se, mettete il caso, davvero Gesù abbia (follemente) affidato l’annuncio

del Regno alla Chiesa, peggio; a questa Chiesa?

Il nostro non è un Dio manager amministratore di una multinazionale del sacro

che dirama le direttive e un numero verde per le emergenze, con gentili angeli

che non danno mai risposte utili e fanno solo perdere tempo e pazienza, no.

Il Dio presente, il Dio in cui crediamo è il Dio che accompagna, certo, ma che

affida il cammino del Vangelo alla fragilità della sua Chiesa.

Il Regno sperato dagli apostoli occorre costruirlo, la nuova dimensione voluta

dal Signore per restare nel mondo, non è una soluzione magica, ma è una

dimensione pazientemente intessuta da ognuno di noi.

È il tempo in cui dobbiamo rimboccarci le maniche.

Siamo noi, ahimè, il volto di Gesù per le persone che incontriamo sulla nostra strada.

Tu che leggi, amico, sei lo sguardo di Dio per le persone che incontrerai.

Così il nostro Dio originale e spiazzante ha deciso.

E così davvero accade.

L’Ascensione segna la fine di un momento, il momento della presenza fisica

di Dio, dell’annuncio del vero volto del Padre da parte di Gesù, che professiamo

Signore e Dio, con la rassicurazione, da parte di Dio stesso della sua bontà e

della sua vicinanza nello sguardo di noi discepoli.

Ora è il tempo di costruire relazioni e rapporti a partire dal sogno di Dio che

è la Chiesa; comunità di fratelli e sorelle radunati nella tenerezza e nella

franchezza del Vangelo.

Accogliamo allora l’invito degli angeli; smettiamola di guardare tra le nuvole

cercando il barlume della gloria di Dio e-piuttosto-vediamo questa gloria

disseminata nella quotidianità di ciò che siamo e viviamo.

La gloria di Dio, che abbiamo assaporato, siamo invitati a raccontarla, a renderla

credibile ed accessibile, ben consapevoli che solo nel di più, nell’altrove

riusciremo finalmente a realizzarla in pienezza.

Restiamo in città, non fuggiamo la disperante banalità dell’oggi, perché è lì che

Gesù sceglie di abitare; nell’oggi, nel delirio confuso della mia città.

Cerchiamo Dio, ora, nella gloria del Tempio che è l’uomo, tempio del Dio

vivente, smettiamola di guardare le nuvole, se Dio è nel volto povero e teso

del fratello che incrocio.

Il Signore ci dice che è possibile qui e ora costruire il suo Regno.

L’Ascensione segna l’inizio della Chiesa, l’avvio di una nuova avventura

che vede noi protagonisti in attesa del suo ritorno definitivo.

E se la Chiesa ci ha masticato, offeso, provato, combattiamo con più forza,

imitiamo i santi che convertirono la Chiesa a partire da loro stessi.

Staremo ancora a naso in su a scrutare gli astri?

A implorare un intervento divino?

O non vedremo-piuttosto-la presenza di Dio tra i suoi discepoli, presenza

segnata nella fatica dell’accoglienza, nella vita di fede, nel desiderio di un

mondo più solidale da costruire giorno per giorno?

Ascendiamo, amici; smettiamola di fare i bambini devoti.

Dio-ora-ha bisogno di discepoli adulti, capaci di far vibrare il Vangelo nella

vita, capaci di dire la fede in modo nuovo.

Perciò, convertiamoci alla gioia se vogliamo vivere nella pienezza del

Dio di Gesù, Santa Domenica dell’Ascensione, Fausto.

 

venerdì 27 maggio 2022

Il Vangelo del Sabato 28 Maggio 2022

 

Della 6° settimana del Tempo Ordinario.

San Germano di Parigi, Vescovo.

Prima Lettura

Apollo dimostrava attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo.

Dagli Atti degli Apostoli (18,23-28)

Trascorso ad Antiòchia un po' di tempo, Paolo partì: percorreva di seguito

la regione della Galàzia e la Frìgia, confermando tutti i discepoli.

Arrivò a Èfeso un Giudeo, di nome Apollo, nativo di Alessandria, uomo colto,

esperto nelle Scritture.

Questi era stato istruito nella via del Signore e, con animo ispirato, parlava

e insegnava con accuratezza ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse

soltanto il battesimo di Giovanni.

Egli cominciò a parlare con franchezza nella sinagoga.

Priscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo presero con sé e gli esposero con

maggiore accuratezza la via di Dio.

Poiché egli desiderava passare in Acàia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero

ai discepoli di fargli buona accoglienza.

Giunto là, fu molto utile a quelli che, per opera della grazia, erano divenuti credenti.

Confutava infatti vigorosamente i Giudei, dimostrando pubblicamente attraverso

le Scritture che Gesù è il Cristo.

Parola di Dio.

Vangelo

Il Padre vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto.

Dal Vangelo secondo Giovanni (16,23b-28) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico:

se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà.

Finora non avete chiesto nulla nel mio nome.

Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.

Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l'ora in cui non vi parlerò

più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre.

In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre

per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete

creduto che io sono uscito da Dio.

Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il

mondo e vado al Padre».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

I nostro dubbi sulle nostre preghiere e sulla loro effettiva efficacia si scontrano,

oggi, con queste parole di Gesù, che brillano per la loro semplicità e la loro logica.

Egli dice che tutto ciò che chiederemo ci verrà dato; lo otterremo perché lo

chiediamo nel suo nome; del resto, se non abbiamo ancora ottenuto quanto

abbiamo chiesto, è perché, non abbiamo ancora chiesto nulla nel suo nome.

Ecco dunque il segreto; chiedere nel nome di Gesù, non significa semplicemente

dire un nome, quanto, unirsi a Lui con tutta la vita e facendo nostri i suoi

sentimenti di amore e di gratitudine nei confronti del Padre.

Quando il Padre celeste vede che in noi ci sono gli stessi sentimenti e le stesse

scelte di vita di Gesù suo Figlio, non può non concederci quello che chiediamo;

perché non proviamo a pregare in questo modo?

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 26 maggio 2022

Il Vangelo del Venerdì 27 Maggio 2022

 

Della 6° settimana del Tempo Ordinario.

Sant’Agostino, vescovo di Canterbury.

Prima Lettura

In questa città io ho un popolo numeroso.

Dagli Atti degli Apostoli (18,9-18)

[Mentre Paolo era a Corìnto,] una notte, in visione, il Signore gli disse: «Non

aver paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno

cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso».

Così Paolo si fermò un anno e mezzo, e insegnava fra loro la parola di Dio.

Mentre Gallione era proconsole dell'Acàia, i Giudei insorsero unanimi contro

Paolo e lo condussero davanti al tribunale dicendo: «Costui persuade la gente

a rendere culto a Dio in modo contrario alla Legge».

Paolo stava per rispondere, ma Gallione disse ai Giudei: «Se si trattasse di

un delitto o di un misfatto, io vi ascolterei, o Giudei, come è giusto.

Ma se sono questioni di parole o di nomi o della vostra Legge, vedetevela

voi: io non voglio essere giudice di queste faccende».

E li fece cacciare dal tribunale.

Allora tutti afferrarono Sòstene, capo della sinagòga, e lo percossero davanti

al tribunale, ma Gallione non si curava affatto di questo.

Paolo si trattenne ancora diversi giorni, poi prese congedo dai fratelli e

s'imbarcò diretto in Siria, in compagnia di Priscilla e Aquila.

A Cencre si era rasato il capo a causa di un voto che aveva fatto.

Parola di Dio.

Vangelo

Nessuno potrà togliervi la vostra gioia.

Dal Vangelo secondo Giovanni (16,20-23a) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico:

voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà.

Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.

La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma,

quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per

la gioia che è venuto al mondo un uomo.

Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore

si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia.

Quel giorno non mi domanderete più nulla».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù è consapevole che la sua vicenda terrena volge ormai alla fine e, con

questo discorso, cerca di preparare i suoi discepoli ad affrontare il momento

di sofferenza che li attende.

Per far capire loro quanto questo momento sia solo un passaggio verso una gioia

profonda, Gesù non poteva usare un’immagine migliore della partoriente.

La gioia che sperimenta una donna, dopo aver dato alla luce un figlio, cancella

il dolore provato nel momento del parto.

Così avverrà per i discepoli; la gioia che vivranno per la risurrezione del Maestro,

sarà così grande, che non ricorderanno più la sofferenza causata dalla sua morte.

Si tratta di una gioia che nessuno potrà più togliere; ed è la gioia che sperimentiamo

anche noi, quando abbiamo la consapevolezza della presenza del Signore nella

nostra vita.

Se facciamo fatica a sentire questa gioia, è perché non siamo ancora ben disposti

ad accoglierla, il nostro cuore è ancora troppo chiuso, perciò, chiediamo aiuto

alla preghiera per riuscire ad aprirlo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 25 maggio 2022

Il Vangelo del Giovedì 26 Maggio 2022

 

Della 6° settimana del Tempo Ordinario.

San Filippo Neri, presbitero.

Prima Lettura

Paolo si stabilì in casa loro e lavorava, e discuteva nella sinagoga.

Dagli Atti degli Apostoli (18,1-8)

In quei giorni, Paolo lasciò Atene e si recò a Corìnto.

Qui trovò un Giudeo di nome Aquila, nativo del Ponto, arrivato poco prima

dall'Italia, con la moglie Priscilla, in seguito all'ordine di Claudio che

allontanava da Roma tutti i Giudei.

Paolo si recò da loro e, poiché erano del medesimo mestiere, si stabilì

in casa loro e lavorava.

Di mestiere, infatti, erano fabbricanti di tende.

Ogni sabato poi discuteva nella sinagoga e cercava di persuadere Giudei e Greci.

Quando Sila e Timòteo giunsero dalla Macedònia, Paolo cominciò a dedicarsi

tutto alla Parola, testimoniando davanti ai Giudei che Gesù è il Cristo.

Ma, poiché essi si opponevano e lanciavano ingiurie, egli, scuotendosi le vesti,

disse: «Il vostro sangue ricada sul vostro capo: io sono innocente.

D'ora in poi me ne andrò dai pagani».

Se ne andò di là ed entrò nella casa di un tale, di nome Tizio Giusto, uno che

venerava Dio, la cui abitazione era accanto alla sinagoga.

Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore insieme a tutta la sua famiglia;

e molti dei Corìnzi, ascoltando Paolo, credevano e si facevano battezzare.

Parola di Dio.

Vangelo

Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.

Dal Vangelo secondo Giovanni (16,16-20) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più;

un poco ancora e mi vedrete».

Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos'è questo che ci

dice: "Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete", e: "Io me

ne vado al Padre"?».

Dicevano perciò: «Che cos'è questo "un poco", di cui parla?

Non comprendiamo quello che vuol dire».

Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché

ho detto: "Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete"?

In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà.

Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Le lacrime degli Apostoli saranno davvero amare per due motivi; da un lato il

Maestro, da lì a poche ore, verrà loro tolto in maniera brutale e violenta.

Ma dall’altro, essi piangeranno perché in quel momento nessuno di loro gli starà

vicino; la sofferenza e la croce, svelerà tutta la paura e la vigliaccheria che vive

nel loro cuore e nel nostro.

Ma Gesù non si sofferma su questo; Egli dice loro semplicemente che quelle

lacrime si trasformeranno in gioia.

Tale gioia sarà tale che nessuno potrà sottrargliela; questa è la promessa del Salvatore.

Chi ci dice che le nostre esperienze fallimentari siano da dimenticare?

Quante volte, invece, esse sono state preludio di nuove situazioni positive

e di strade nuove da percorrere?

Il Maestro, vuole insegnarci che a volte le lacrime, servono proprio per

purificare gli occhi e vedere meglio dove andare.

Ma assieme alle lacrime, amici, vi consiglio di metterci anche la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.