domenica 15 maggio 2022

Il Vangelo del Lunedì 16 Maggio 2022

 

Della 5° settimana del Tempo di Pasqua.

Sant' Isidoro l'agricoltore, laico.

Prima Lettura

Vi annunciamo che dovete convertirvi da queste vanità al Dio vivente.

Dagli Atti degli Apostoli (14,5-18)

In quei giorni, a Icònio ci fu un tentativo dei pagani e dei Giudei con i loro capi

di aggredire e lapidare Paolo e Bàrnaba; essi lo vennero a sapere e fuggirono nelle

città della Licaònia, Listra e Derbe, e nei dintorni, e là andavano evangelizzando.

C'era a Listra un uomo paralizzato alle gambe, storpio sin dalla nascita, che non

aveva mai camminato.

Egli ascoltava Paolo mentre parlava e questi, fissandolo con lo sguardo e vedendo

che aveva fede di essere salvato, disse a gran voce: «Àlzati, ritto in piedi!».

Egli balzò in piedi e si mise a camminare.

La gente allora, al vedere ciò che Paolo aveva fatto, si mise a gridare, dicendo,

in dialetto licaònio: «Gli dèi sono scesi tra noi in figura umana!».

E chiamavano Bàrnaba «Zeus» e Paolo «Hermes», perché era lui a parlare.

Intanto il sacerdote di Zeus, il cui tempio era all'ingresso della città, recando

alle porte tori e corone, voleva offrire un sacrificio insieme alla folla.

Sentendo ciò, gli apostoli Bàrnaba e Paolo si strapparono le vesti e si

precipitarono tra la folla, gridando: «Uomini, perché fate questo?

Anche noi siamo esseri umani, mortali come voi, e vi annunciamo che dovete

convertirvi da queste vanità al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare

e tutte le cose che in essi si trovano.

Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che tutte le genti seguissero la loro

strada; ma non ha cessato di dar prova di sé beneficando, concedendovi dal cielo

piogge per stagioni ricche di frutti e dandovi cibo in abbondanza per la letizia

dei vostri cuori».

E così dicendo, riuscirono a fatica a far desistere la folla dall'offrire loro un sacrificio.

Parola di Dio.

Vangelo

Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome vi insegnerà ogni cosa.

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,21-26) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti

e li osserva, questi è colui che mi ama.

Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Gli disse Giuda, non l'Iscariòta: «Signore, come è accaduto che devi

manifestarti a noi, e non al mondo?».

Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio

lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate

non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi.

Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi

insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Perché il Signore si è fatto conoscere da noi e non da altri?

Perché mi succede di incontrare persone mille volte migliori di me, che cercano

Dio con passione e non trovano la fede?

Gesù non offre una risposta netta e precisa.

Specifica solo che se abbiamo conosciuto il Padre non è per tenercelo nel cuore,

per nasconderlo in una cassaforte, ma per annunciarlo al mondo.

Siamo chiamati a portare Dio nel mondo con credibilità e passione,

con coerenza e forza.

Poi è nel gioco delle singole libertà accogliere o meno l’annuncio.

E, in questo percorso, non siamo soli, ci accompagna lo Spirito Santo che mette sulle

nostre labbra le parole necessarie, che ci suggerisce, che ci incoraggia.

Non sappiamo perché a noi è dato di fare questa esperienza mentre ad altri sembra

negata; sappiamo che se abbiamo accolto la luce è per metterla sul lucerniere,

non per nasconderla sotto il moggio.

Eccovi la spiegazione amici, del perché, qualche anno fa ho cominciato a scrivere

del Signore e della sua Parola, ma oltre all’aiuto dello Spirito Santo,

mi è servita tanta preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 14 maggio 2022

Il Vangelo di Domenica 15 Maggio 2022

 

Della 5° Domenica del Tempo di Pasqua.

San Pacomio, Padre dei monaci.

Prima Lettura

Riferirono alla comunità tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro.

Dagli Atti degli Apostoli (14,21b-27)

In quei giorni, Paolo e Bàrnaba ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia,

confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede

«perché-dicevano-dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso

molte tribolazioni».

Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere

pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto.

Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia e, dopo avere proclamato

la Parola a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiòchia, là dove

erano stati affidati alla grazia di Dio per l'opera che avevano compiuto.

Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva

fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi.

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (21,1-5a)

Io, Giovanni, vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima

infatti erano scomparsi e il mare non c'era più.

E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio,

pronta come una sposa adorna per il suo sposo.

Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva: «Ecco la tenda

di Dio con gli uomini!

Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con

loro, il loro Dio.

E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto

né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate».

E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose».

Parola di Dio.

Vangelo

Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri.

Dal Vangelo secondo Giovanni (13,31-33a.34-35) anno C.

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo

è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui.

Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua

e lo glorificherà subito.

Figlioli, ancora per poco sono con voi.

Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri.

Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore

gli uni per gli altri».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù ha appena detto ai suoi che uno di loro sta per consegnarlo.

È turbato, il Maestro.

Ora che l’ora sta per compiersi sente nel suo cuore tutta la fatica del gesto

immenso che sta per fare.

Gli apostoli si guardano l’un l’altro, pensano che il traditore sia di fronte a loro.

In realtà il traditore è dentro ciascuno di loro.

Dentro ciascuno di noi.

Giovanni l’evangelista, il padrone di casa, reclina il capo sul cuore di Gesù

e gli chiede: «Chi è, Signore?»

Gesù intinge il pane e lo offre a Giuda che lo mangia e si irrigidisce.

Dare il pane è il più bel segno di accoglienza nel popolo di Israele.

Giuda lo interpreta come un’offesa.

Come succede quando un nostro gesto carico di affetto viene drammaticamente

preso per il verso contrario.

Gesù sta svelando a Giuda che è lui il discepolo più amato.

Vorrebbe stringerlo al proprio petto perché senta la misura dell’amore.

Giuda è scosso, esce nella tenebra.

La tenebra che ora lo invade.

Ma con sé, nel suo cuore, porta il pane, l’eucarestia.

Gesù si è appena consegnato alla tenebra.

Ma la luce spezzerà il buio più fitto.

E Gesù insiste, esagera; ora sono stato glorificato, dice.

Ora che Giuda sta andando a tradirlo, ora che il suo cuore è tenebroso

e ostile, Dio potrà manifestare quanto lo ama.

Nel tradimento di Giuda vediamo la misura dell’amore di Gesù.

Giuda si è perso, ma il Signore non è venuto proprio a salvare chi era perduto?

La perdizione non è, appunto, il luogo teologico della salvezza?

Non veniamo salvati proprio perché, prima, ci siamo smarriti?

Con Giuda Gesù potrà dimostrare qual è la misura dell’amore di Dio;

l’assenza di misura.

Ogni uomo che prende coscienza di sé si pone la domanda; sono perduto o salvato?

Gesù risponde; sei perduto e sei salvato.

Gli apostoli non capiscono, come non hanno capito il gesto della lavanda dei piedi.

Pietro, poco dopo, dirà che egli è disposto a dare la vita per Gesù.

Pietro, ormai, si prende per Dio.

Gesù gli ricorderà che è Lui a dare la vita per i suo i discepoli.

Un gallo urlerà ricordando a Pietro il suo limite.

Non per Dio deve morire, ma con Lui.

Tutto ciò che può fare il discepolo è imitare il Maestro, non sostituirlo.

Tutti dicono, intorno a noi, che la gloria consiste nel successo e nell’applauso.

Gesù, nel momento più fallimentare della sua vita afferma di essere al vertice

della sua glorificazione.

La gloria è poter dimostrare il proprio amore.

Poco importa se diventeremo premi Nobel o grandi personaggi, splendidi genitori

o grandi santi.

Importa quanto avremo amato, o desiderato amare.

Ecco la vera gloria, quella che il mondo non conosce.

E che nessuno ci può togliere.

E se, invece di passare la vita ad elemosinare un applauso iniziassimo a voler amare?

Tra Giuda e Pietro gli altri evangelisti pongono l’ultima Cena.

Giovanni salta il racconto della cena per sostituirlo con la lavanda; la liturgia

è falsa se non diventa servizio al fratello debole.

Giovanni osa di più; tra i due tradimenti e le due salvezze (Giuda è salvato dal

male, Pietro dal finto bene) inserisce l’unico comandamento dell’amore.

Gesù chiede di amarci (amare me, amare te) dell’amore con cui egli ci ha amato.

Del suo amore, col suo amore.

Non con l’amore di simpatia, di scelta, di sforzo, di virtù.

Con l’amore che, provenendo da Cristo, può riempire il nostro cuore per

poi defluire verso il cuore degli altri.

Io, Fausto, non riesco ad amare le persone antipatiche, né quelle che mi

fanno del male.

Solo l’amore che viene da Dio, un amore teologico, mi permette di poter

amare al di sopra dei sentimenti e delle emozioni.

La Chiesa non è il club dei bravi ragazzi, delle facili consolazioni, di quelli

che hanno Gesù come hobby; la Chiesa è la compagnia di coloro che sono

stati incontrati ed amati da Cristo.

Perciò diventano capaci di amare come splendidamente ci ricorda il papa

venuto dai confini del mondo.

Ma dal cuore del cuore.

Dall’amore dobbiamo essere conosciuti.

Non dalle devozioni, non dalle preghiere, non dai segni esteriori, non

dall’organizzazione caritative, ma dall’amore.

L’amore è ciò che maggiormente deve stare a cuore nella Chiesa.

Che sia vero, che sia libero, che diventi evidente.

Un amore in equilibrio tra emozione e scelta, tra enfasi e volontà, che diventi

concreto e fattivo, tollerante e paziente, autentico e accessibile, che sappia

manifestarsi nel momento della prova e del tradimento.

Celebrando oggi l’eucarestia, memoria del Risorto, cerchiamo anzitutto di

amare di più e meglio, perché chi ci vede si accorga che in mezzo a noi

dimora il Cristo.

Per glorificare anche noi il Padre.

Certo amici, non è facile amare, solo se abbiamo Cristo nel cuore possiamo

riuscirci, proviamoci, buona festa dell’amore Fausto.

 

 

venerdì 13 maggio 2022

Il Vangelo del Sabato 14 Maggio 2022

 

Della 4° settimana del Tempo di Pasqua.

San Mattia, Apostolo.

Prima Lettura

La sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.

Dagli Atti degli Apostoli (1,15-17.20-26)

In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli-il numero delle persone radunate

era di circa centoventi-e disse: "Fratelli, era necessario che si compisse ciò che

nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo

a Giuda, diventato la guida di quelli che arrestarono Gesù.

Egli infatti era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso

nostro ministero.

Sta scritto infatti nel libro dei Salmi: "La sua dimora diventi deserta e

nessuno vi abiti", e: "Il suo incarico lo prenda un altro".

Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel

quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal battesimo di

Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno

divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione".

Ne proposero due: Giuseppe, detto Barsabba, soprannominato Giusto, e Mattia.

Poi pregarono dicendo: "Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale

di questi due tu hai scelto per prendere il posto in questo ministero e apostolato,

che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava".

Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli

undici apostoli.

Parola di Dio.

Vangelo

Non vi chiamo più servi, ma vi ho chiamato amici.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,9-17) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Come il Padre ha amato me,

anche io ho amato voi.

Rimanete nel mio amore.

Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho

osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.

Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.

Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone;

ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto

conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate

e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete

al Padre nel mio nome, ve lo conceda.

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri".

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Dodici erano stati chiamati a fare un’esperienza particolare col Signore Gesù.

Dodici come le tribù di Israele, i figli di Giacobbe diventato Israele.

Dodici come la totalità dell’umanità.

Ma quel numero era cambiato a causa della follia di Giuda, discepolo che

volle cambiare le scelte di Dio.

Perciò i rimasti, teneri, decisero, dopo la Pentecoste, di tornare ad essere Dodici.

Non per loro stessi, ma consapevoli di appartenere ad un progetto grandioso,

al sogno di Dio, alla Chiesa icona della nuova umanità, alla caparra

dell’armonia originaria e originante.

Allora radunano coloro che per primi erano stati con loro, con Gesù,

dal battesimo alla croce.

Fra questi Mattia, apostolo di riserva, seduto in panchina fino a quel momento.

Uno di quelli che, come loro, aveva conosciuto e seguito Gesù, e che era

rimasto fedele anche se non era entrato nel numero degli eletti.

Non una primadonna, ma un discepolo vero, che sa restare nell’ombra,

che non scalcia per apparire, per entrare nella lista dei santi apostoli degni

di altari e incensi.

San Mattia, apostolo di riserva, prega per tutti coloro che vivono dietro le

quinte e, amando il Signore, servono con passione la sua Chiesa.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 12 maggio 2022

Il Vangelo del Venerdì 13 Maggio 2022

 

Della 4° settimana del Tempo di Pasqua.

Beata Vergine Maria di Fatima, apparizione. 

Prima Lettura

Dio ha compiuto per noi la promessa risuscitando Gesù.

Dagli Atti degli Apostoli (13,26-33)

In quei giorni, [Paolo, giunto ad Antiòchia di Pisìdia, diceva nella sinagoga:]

«Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio,

a noi è stata mandata la parola di questa salvezza.

Gli abitanti di Gerusalemme infatti e i loro capi non hanno riconosciuto Gesù

e, condannandolo, hanno portato a compimento le voci dei Profeti che si

leggono ogni sabato; pur non avendo trovato alcun motivo di condanna

a morte, chiesero a Pilato che egli fosse ucciso.

Dopo aver adempiuto tutto quanto era stato scritto di lui, lo deposero dalla

croce e lo misero nel sepolcro.

Ma Dio lo ha risuscitato dai morti ed egli è apparso per molti giorni a quelli

che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, e questi ora sono

testimoni di lui davanti al popolo.

E noi vi annunciamo che la promessa fatta ai padri si è realizzata, perché Dio

l'ha compiuta per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche sta scritto

nel salmo secondo: "Mio figlio sei tu, io oggi ti ho generato"».

Parola di Dio.

Vangelo

Io sono la via, la verità e la vita.

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,1-6) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore.

Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.

Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore.

Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"?

Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò

con me, perché dove sono io siate anche voi.

E del luogo dove io vado, conoscete la via».

Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo

conoscere la via?».

Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita.

Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Dai versetti del Vangelo di oggi, traspare con forza la sollecitudine di Gesù

per coloro che lascerà e che saranno in balia del turbamento.

Egli vuole consolarci; molte volte Egli ci ha ripetuto; non abbiate timore,

non temete, abbiate fede in me: “Io ho vinto il mondo”.

La fede è la nostra forza, è il dono di Dio ai suoi figli, è la vita di grazia

innestata in noi dal Battesimo.

La virtù della fede in Cristo, ha la capacità di spostare le montagne dell’orgoglio

e della sufficienza umana, per far posto alla consapevolezza del nostro essere

figli di Dio, a un dialogo continuato di amore fiducioso con Lui, nostro Padre.

Su questa terra, il nostro vero luogo di pace e completezza umana, è nella fede

in Gesù Cristo nostro tutto, nostra via, verità e vita, attraverso la nostra preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 11 maggio 2022

Il Vangelo del Giovedì 12 Maggio 2022

 

Della 4° settimana del Tempo di Pasqua.

Santi Nereo e Achilleo, martiri.

Prima Lettura

Dalla discendenza di Davide Dio inviò come salvatore Gesù.

Dagli Atti degli Apostoli (13,13-25)

Salpàti da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge, in Panfìlia.

Ma Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme.

Essi invece, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia, e,

entrati nella sinagòga nel giorno di sabato, sedettero.

Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagòga mandarono a dire

loro: "Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate!".

Si alzò Paolo e, fatto cenno con la mano, disse: "Uomini d'Israele e voi timorati

di Dio, ascoltate.

Il Dio di questo popolo d'Israele scelse i nostri padri e rialzò il popolo durante

il suo esilio in terra d'Egitto, e con braccio potente li condusse via di là.

Quindi sopportò la loro condotta per circa quarant'anni nel deserto, distrusse

sette nazioni nella terra di Canaan e concesse loro in eredità quella terra per

circa quattrocentocinquanta anni.

Dopo questo diede loro dei giudici, fino al profeta Samuèle.

Poi essi chiesero un re e Dio diede loro Sàul, figlio di Chis, della tribù di

Beniamino, per quarant'anni.

E, dopo averlo rimosso, suscitò per loro Davide come re, al quale rese questa

testimonianza: "Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore;

egli adempirà tutti i miei voleri".

Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore

per Israele, Gesù.

Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione

a tutto il popolo d'Israele.

Diceva Giovanni sul finire della sua missione: "Io non sono quello che voi pensate!

Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali"".

Parola di Dio.

Vangelo

Chi accoglie colui che manderò, accoglie me.

Dal Vangelo secondo Giovanni (13,16-20) anno pari.

[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro: "In verità, in

verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato

è più grande di chi lo ha mandato.

Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.

Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la

Scrittura: "Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno".

Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto,

crediate che Io sono.

In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie

me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato".

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù conosce perfettamente quelli che ha scelto, le loro vite, le loro aspirazioni.

Conosce anche le parti più oscure del loro cuore.

Eppure, Gesù li ha scelti.

Questo potrebbe lasciarci perplessi; pur conoscendoli intimamente il Signore

li elegge come apostoli e come futuri capi della sua comunità, la Chiesa.

Il Signore conosce perfettamente anche ciascuno di noi.

Eppure continua a darci fiducia, anche se noi sistematicamente lo tradiamo

attraverso i nostri peccati; ma Lui vuole consegnare anche a ciascuno di noi

un compito nella Chiesa; essere testimoni credibili, perché ci ama e si fida

di noi, ma per non rovinare tutto, chiediamo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.