venerdì 11 marzo 2022

Il Vangelo del Sabato 12 Marzo 2022

 

Della 1° settimana di Quaresima.

San Luigi Orione, sacerdote e fondatore.

Prima Lettura

Sarai un popolo consacrato al Signore tuo Dio.

Dal libro del Deuteronomio (26,16-19)

Mosè parlò al popolo, e disse: «Oggi il Signore, tuo Dio, ti comanda di

mettere in pratica queste leggi e queste norme.

Osservale e mettile in pratica con tutto il cuore e con tutta l'anima.

Tu hai sentito oggi il Signore dichiarare che egli sarà Dio per te, ma solo

se tu camminerai per le sue vie e osserverai le sue leggi, i suoi comandi,

le sue norme e ascolterai la sua voce.

Il Signore ti ha fatto dichiarare oggi che tu sarai il suo popolo particolare,

come egli ti ha detto, ma solo se osserverai tutti i suoi comandi.

Egli ti metterà, per gloria, rinomanza e splendore, sopra tutte le nazioni che ha

fatto e tu sarai un popolo consacrato al Signore, tuo Dio, come egli ha promesso».

Parola di Dio.

Vangelo

Siate perfetti come il Padre vostro celeste.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,43-48) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu

detto: "Amerai il tuo prossimo" e odierai il tuo nemico.

Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano,

affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole

sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete?

Non fanno così anche i pubblicani?

E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario?

Non fanno così anche i pagani?

Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù ci chiede di amare i nostri nemici e di pregare per loro.

Una richiesta perlomeno sconcertante, che nasce da un interrogativo provocatorio

che pone Gesù; cosa facciamo di straordinario se ci mettiamo ad amare le persone

che ci amano?

Lo fanno tutti!

Il cristiano è chiamato a superare la logica del dare e del ricevere, la logica della

spontaneità, della sensazione, della simpatia, per approdare alla logica ben più

radicale del Vangelo.

Amare i nemici non è semplice.

Ricordo un’anziana signora in una favelas del Brasile, a cui gli squadroni della

morte avevano torturato e ucciso due figli sindacalisti; pregava: «Signore fammi

vendetta, converti il cuore di coloro che hanno assassinato i miei figli››.

Anche se contraria alla logica di questo mondo, la logica del Regno di Dio ci

porta ad imitare il Padre buono nella sua straordinarietà, sapendo che il gesto

profetico può piegare la durezza del cuore, se aiutati dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 10 marzo 2022

Il Vangelo del Venerdì 11 Marzo 2022

 

Della 1° settimana di Quaresima.

San Costantino, re e martire.

Prima Lettura

Forse che io ho piacere della morte del malvagio, o non piuttosto che

desista dalla sua condotta e viva?

Dal libro del profeta Ezechiele (18,21-28)

Così dice il Signore Dio: «Se il malvagio si allontana da tutti i peccati che

ha commesso e osserva tutte le mie leggi e agisce con giustizia e rettitudine,

egli vivrà, non morirà.

Nessuna delle colpe commesse sarà più ricordata, ma vivrà per la giustizia

che ha praticato.

Forse che io ho piacere della morte del malvagio-oracolo del Signore-o non

piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?

Ma se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male, imitando tutte

le azioni abominevoli che l'empio commette, potrà egli vivere?

Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione

in cui è caduto e del peccato che ha commesso, egli morirà.

Voi dite: "Non è retto il modo di agire del Signore".

Ascolta dunque casa d'Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è

retta la vostra?

Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo

muore, egli muore appunto per il male che ha commesso.

E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò

che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso.

Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà».

Parola di Dio.

Vangelo

Forse che io ho piacere della morte del malvagio, o non piuttosto

che desista dalla sua condotta e viva?

Dal Vangelo secondo Matteo (5,20-26) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà

quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà

essere sottoposto al giudizio.

Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere

sottoposto al giudizio.

Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinèdrio;

e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.

Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha

qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a

riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui,

perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu

venga gettato in prigione.

In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù contesta la Legge orale, quell’infinita serie di minuziose e astruse prescrizioni

che i devoti avevano elaborato per definire in ogni aspetto la vita del credente e la

riporta al suo significato originale, alla sua anima.

Il culto è legato alla vita, Dio non accetta l’offerta se tuo fratello ce l’ha con te

(non è neppure considerato il fatto che tu ce l’abbia col fratello), Dio sa che anche

una parola può mortificare, portare a morte il fratello.

Gesù propone ai suoi discepoli di non pesare col bilancino le proprie azioni,

ma di andare all’essenziale, con forza.

Allora come oggi, il rischio è quello di filtrare il moscerino e di ingoiare il cammello!

Se abbiamo conosciuto il Signore, chiediamogli la grazia di non essere ipocriti,

di non sentirci mai arrivati, giusti davanti a Lui.

Solo riportando all’origine ogni norma, anche quelle della Chiesa, riusciamo

a capire la verità del Vangelo, aiutandoci con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 9 marzo 2022

Il Vangelo del Giovedì 10 Marzo 2022

 

Della 1° settimana di Quaresima.

San Macario di Gerusalemme, vescovo.

Prima Lettura

Non ho altro soccorso fuori di te, o Signore.

Dal libro di Ester (14,1.3-5.12-14)

In quei giorni, la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da

un'angoscia mortale.

Si prostrò a terra con le sue ancelle da mattina a sera e disse: «Tu sei

benedetto, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe.

Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all'infuori di te,

o Signore, perché un grande pericolo mi sovrasta.

Io ho sentito dai libri dei miei antenati, Signore, che tu liberi fino all'ultimo

tutti coloro che compiono la tua volontà.

Ora, Signore, mio Dio, aiuta me che sono sola e non ho nessuno all'infuori di te.

Vieni in soccorso a me, che sono orfana, e poni sulle mie labbra una parola

opportuna davanti al leone, e rendimi gradita a lui.

Volgi il suo cuore all'odio contro chi ci combatte, a rovina sua e di quanti sono

d'accordo con lui.

Quanto a noi, liberaci dalla mano dei nostri nemici, volgi il nostro lutto in

gioia e le nostre sofferenze in salvezza».

Parola di Dio.

Vangelo

Chiunque chiede, riceve.

Dal Vangelo secondo Matteo (7,7-12) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiedete e vi sarà dato;

cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.

Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.

Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra?

E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe?

Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto

più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro:

questa infatti è la Legge e i Profeti».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il Vangelo odierno, (come d’altronde faccio anch’io ogni giorno), vuole

inculcarci innanzitutto la perseveranza nella preghiera.

Dobbiamo pregare sempre, senza stancarci mai, nella consapevolezza che tutta

la nostra vita può e deve diventare preghiera, anche quando siamo intenti a

svolgere le nostre diverse attività quotidiane.

Possiamo e dobbiamo chiedere “qualsiasi cosa” al Signore, ma non dobbiamo

mai dimenticare che Egli, sapientemente vuole darci solo “cose buone”, proprio

come farebbe un buon padre terreno, nei confronti dei propri figli.

Ma non sempre siamo in grado di chiedere cose buone, secondo la visione di

Dio e di conseguenza la sua risposta alle nostre preghiere non coincide con le

nostre richieste.

Del resto, il primo motivo della nostra preghiera è sempre quello che Gesù stesso

ci ha suggerito nel “Padre nostro”, che si compia in noi la santissima volontà di Dio.

Lo stesso Gesù, nella sua agonia nel Gestsèmani, così invoca il Padre: “Padre mio,

se è possibile, passi da me questo calice!

Però, non come voglio io, ma come vuoi Tu!”.

Quel “come vuoi Tu”, riferito a Dio, dovrebbe risuonare fiduciosamente, al termine

di ogni nostra richiesta, anche la più urgente; accompagnandola con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 8 marzo 2022

Il Vangelo del Mercoledì 9 Marzo 2022

 

Della 1° settimana di Quaresima.

Santa Francesca Romana, religiosa.

Prima Lettura

I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia.

Dal libro del profeta Giona (3,1-10)

In quel tempo, fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati,

va' a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico».

Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.

Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino.

Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e

predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».

I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono

il sacco, grandi e piccoli.

Giunta la notizia fino al re di Nìnive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto,

si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere.

Per ordine del re e dei suoi grandi fu poi proclamato a Nìnive questo

decreto: «Uomini e animali, armenti e greggi non gustino nulla, non

pascolino, non bevano acqua.

Uomini e animali si coprano di sacco e Dio sia invocato con tutte le forze;

ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle

sue mani.

Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi

non abbiamo a perire!».

Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia,

e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

Parola di Dio.

Vangelo

A questa generazione non sarà dato che il segno di Giona.

Dal Vangelo secondo Luca (11,29-32) anno pari.

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa

generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà

dato alcun segno, se non il segno di Giona.

Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio

dell'uomo lo sarà per questa generazione.

Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa

generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della

terra per ascoltare la sapienza di Salomone.

Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.

Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa

generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona

si convertirono.

Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù accusa i suoi contemporanei di un grave peccato; quello di non aver

voluto riconoscere la grazia che Dio ha donato loro attraverso il Figlio.

Per questo, Gesù, chiama a testimoni persino gli abitanti di Ninive e la regina

del Sud, che andò a cercare la sapienza di Salomone.

Essi, pur essendo pagani, ebbero la capacità di ascoltare la parola di salvezza

e di convertirsi al Dio vivente.

Gli israeliti invece, pur avendo davanti a sé la manifestazione definitiva della

potenza e della grazia dell’Altissimo, non vogliono ascoltare Ges; anzi,

lo provocano chiedendogli un segno.

È evidente che nessun segno avrebbe potuto cambiare le cose, poiché essi,

nel loro cuore, avevano già deciso di rifiutare l’annuncio del Vangelo.

Non facciamo lo stesso errore, amici lettori, accogliamo il Vangelo ogni

giorno e mettiamolo in pratica, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 7 marzo 2022

Il Vangelo del Martedì 8 Marzo 2022

 

Della 1° settimana di Quaresima.

San Giovanni di Dio, religioso.

Prima Lettura

La mia parola opera ciò che desidero.

Dal libro del profeta Isaia (55,10-11).

Così dice il Signore: «Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi

ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare,

perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della mia parola

uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò

che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata».

Parola di Dio.

Vangelo

Voi dunque pregate così.

Dal Vangelo secondo Matteo (6,7-15) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole

come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole.

Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete

bisogno prima ancora che gliele chiediate.

Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo

nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma

liberaci dal male.

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli

perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre

vostro perdonerà le vostre colpe».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Per pregare, secondo Gesù, non sono necessarie troppe parole né rituali

troppo complicati.

Casomai, vi è un atteggiamento da coltivare, che è la convinzione che Dio

è nostro Padre.

Se Egli è nostro Padre, non può volere che il nostro bene; la nostra felicità

e la nostra realizzazione.

Anche quando ci sembra che certe preghiere tardino a essere esaudite,

dobbiamo sapere che, ciò è dovuto alla condiscendenza amorevole del Padre,

il quale ritiene che per il nostro bene sia meglio così, almeno per ora.

Tenere a mente questa verità, significa diventare persone felici che hanno la

consapevolezza che il Padre si prenda cura, in tutto e per tutto, della nostra vita.

A noi, quindi, non viene chiesto altro che accettare con gratitudine la sua

volontà e pregare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 6 marzo 2022

Il Vangelo del Lunedì 7 Marzo 2022

 

Della 1° settimana di Quaresima.

Beata Rosa da Viterbo, vergine.

Prima Lettura

Giudica il tuo prossimo con giustizia.

Dal libro del Levìtico (19,1-2.11-18)

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla a tutta la comunità degli Israeliti

dicendo loro: "Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo.

Non ruberete né userete inganno o menzogna a danno del prossimo.

Non giurerete il falso servendovi del mio nome: profaneresti il nome del tuo Dio.

Io sono il Signore.

Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; non

tratterrai il salario del bracciante al tuo servizio fino al mattino dopo.

Non maledirai il sordo, né metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai

il tuo Dio. Io sono il Signore.

Non commetterete ingiustizia in giudizio; non tratterai con parzialità il povero

né userai preferenze verso il potente: giudicherai il tuo prossimo con giustizia.

Non andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla

morte del tuo prossimo.

Io sono il Signore.

Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente

il tuo prossimo, così non ti caricherai d'un peccato per lui.

Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo,

ma amerai il tuo prossimo come te stesso.

Io sono il Signore"».

Parola di Dio.

Vangelo

Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli,

l'avete fatto a me.

Dal Vangelo secondo Matteo (25,31-46) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà

nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria.

Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli.

Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre,

e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.

Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del

Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione

del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete

e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito,

malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi".

Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato

e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere?

Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo

e ti abbiamo vestito?

Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?".

E il re risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno

solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me".

Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: "Via, lontano da me, maledetti,

nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto

fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da

bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato

e in carcere e non mi avete visitato".

Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato

o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?".

Allora egli risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che non avete

fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me".

E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Di fronte a Dio, coloro che hanno messo in pratica il comandamento

dell’amore, rimangono quasi stupiti e non riescono a capire dove sia lo

straordinario nelle loro azioni ordinarie.

Essi hanno pieno diritto di entrare nel regno dei cieli, perché la legge

dell’amore è talmente entrata nel loro cuore, che ne hanno fatto una regola

di vita; essi non devono più sforzarsi di scegliere di amare i poveri e gli

ultimi, poiché hanno impostato tutta la loro esistenza su tale modo di essere.

Come sarebbe bello se anche per noi, amare diventasse la cosa più normale

della nostra vita e, non qualcosa di straordinario e di episodico!

Però, per giungere a questo, è necessario un impegno continuo di preghiera,

per far sì che Gesù possa vivere dentro di noi.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.