sabato 22 gennaio 2022

Il Vangelo di Domenica 23 Gennaio 2022

 

Della 3° Domenica del Tempo Ordinario.

Sant' Emerenziana, Vergine e martire.

Prima Lettura

Leggevano il libro della legge e ne spiegavano il senso.

Dal libro di Neemia (8,2-4.5-6.8-10)

In quei giorni, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all'assemblea degli

uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.

Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della

luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che

erano capaci d'intendere; tutto il popolo tendeva l'orecchio al libro della legge.

Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito

per l'occorrenza.

Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti;

come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi.

Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: "Amen, amen",

alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra

dinanzi al Signore.

I levìti leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano

il senso, e così facevano comprendere la lettura.

Neemìa, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che

ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: "Questo giorno è

consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!".

Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge.

Poi Neemìa disse loro: "Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci

e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo

giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia

del Signore è la vostra forza".

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Voi siete corpo di Cristo, ognuno secondo la propria parte.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (12,12-30)

Fratelli, come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del

corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo.

Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo,

Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.

E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra.

Se il piede dicesse: "Poiché non sono mano, non appartengo al corpo", non

per questo non farebbe parte del corpo.

E se l'orecchio dicesse: "Poiché non sono occhio, non appartengo al corpo",

non per questo non farebbe parte del corpo.

Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito?

Se tutto fosse udito, dove sarebbe l'odorato?

Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto,

come egli ha voluto.

Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo?

Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo.

Non può l'occhio dire alla mano: "Non ho bisogno di te"; oppure la testa ai

piedi: "Non ho bisogno di voi".

Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie;

e le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore

rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, mentre quelle

decenti non ne hanno bisogno.

Ma Dio ha disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha,

perché nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura

le une delle altre.

Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro

è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.

Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra.

Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in

secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli,

quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue.

Sono forse tutti apostoli?

Tutti profeti? Tutti maestri?

Tutti fanno miracoli?

Tutti possiedono il dono delle guarigioni?

Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?

Parola di Dio.

Vangelo

Oggi si è compiuta questa Scrittura.

Dal Vangelo secondo Luca (1,1-4;4,14-21) anno C.

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono

compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono

testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch'io

ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di

scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa

renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama

si diffuse in tutta la regione.

Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella

sinagoga e si alzò a leggere.

Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era

scritto: "Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con

l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare

ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi

e proclamare l'anno di grazia del Signore".

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette.

Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui.

Allora cominciò a dire loro: "Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi

avete ascoltato".

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La quotidianità è piena di Dio, ribolle di gioia come durante una bella festa

di matrimonio, riempie il cuore di gioia come quando ci si innamora.

Se la nostra fede si è pietrificata, se la nostra vita è annacquata, lo Sposo ci

dona il vino nuovo della sua presenza.

Con il segno numero uno, a Cana abbiano iniziato il tempo ordinario mentre

i nostri media sono invasi da impetuosi fiumi di parole in vista delle elezioni

del presidente della nostra Repubblica, cerchiamo di lasciar illuminare le troppe

parole con la Parola.

Luca ci accompagna in questo compito entusiasmante che è vivere da discepoli

in un mondo sempre più rabbioso e in una Chiesa sempre più in crisi.

Luca ci assomiglia; come noi proviene e vive in un ambiente lontano dalla

spiritualità, come noi è sollecitato da mille stimoli, da novità religiose “alla

moda”, come noi non ha mai visto Gesù in vita sua, come noi (spero!) è

rimasto profondamente coinvolto dalla predicazione di un ebreo di nome

Paolo, giunto ad Antiochia per parlare di un tale Gesù morto e risorto, come

noi si è convertito alla consapevolezza che Dio è tenerezza infinita.

Leggendo Luca ne rintracciamo l’evoluzione interiore, il percorso, il carattere,

così come riusciamo a conoscere le persone quando iniziamo con esse

un’intensa corrispondenza.

Luca è stato educato nella religione dei padri, zeppa di divinità capricciose e strane,

umorali e biliose, che imitano, nel loro Pantheon, i difetti e i limiti degli uomini.

Divinità lontane, incomprensibili, scostanti, messe in ridicolo dall’annuncio di Paolo.

Dio è diverso, dice l’ebreo di Tarso, è un padre pieno di tenerezza, che cerca

e ama ciascuno dei suoi figli.

E Luca ne fa esperienza.

Spinto da Paolo, dopo alcuni anni di discepolato, Luca accetta di scrivere un

resoconto ordinato delle cose accadute tra le prime comunità.

Storico puntiglioso e appassionato, Luca dedica molto tempo ad ascoltare i

testimoni diretti e a redigere uno splendido Vangelo, il Vangelo della

mansuetudine di Cristo, come sintetizza il grande Dante.

Luca ci tiene a confermare la fede in cui è rimasto coinvolto; non sono pie

favole quelle in cui ha creduto, né devote elucubrazioni.

Ha dedicato molto tempo a questa ricerca e ci tiene a precisarlo.

Fa bene a dirlo; neanche lui avrebbe immaginato che, a più di duemila anni

di distanza, siamo ancora qui a giocare a fare gli intellettuali smaliziati,

a guardare con sufficienza le pretese di storicità dei Vangeli, a scrutare

con arroganza il cristianesimo, a lasciarci turbare (!) dalle affascinanti teorie

di un romanziere furbetto, a preferire un cristianesimo melenso ed emotivo

che corre dietro alle apparizioni private alla ragionevolezza della fede.

Siamo convinti che la religione sia qualcosa di utile sì, male non ne fa, insegna

il bene, ma che in fondo in fondo tutto si risolva in una innocua esortazione che

non può certo passare al vaglio della storia o della scienza.

Il Vangelo è e resta uno splendido esempio di libro religioso, Gesù è una figura

ammirevole, ma tutto si confonde; morale, favola, dottrina.

Luca scuoterebbe la testa, invitandoci a prendere più sul serio la nostra fede,

a dedicare del tempo alla nostra preparazione, a renderci conto che la fede va

nutrita, informata, capita, indagata.

Le quattro nozioni imparate di malavoglia al catechismo sono, spesso, l’unico

approccio al cristianesimo che abbiamo conosciuto.

Siamo seri; il problema è la nostra pigrizia, il problema è la dimenticanza; non ci

importa della nostra interiorità, non investiamo perché in fondo non ci crediamo.

Smettiamola di giocare a fare gli atei, non nascondiamo la nostra mediocrità

dietro una pretesa culturale poco seria e documentata, portiamo rispetto per

coloro che, davvero, hanno cercato, studiato e indagato.

Come Luca.

Mondo impigrito, il nostro, che affida ad altri l’analisi per poi mandare a

memoria un riassunto delle conclusioni masticate dai tuttologi di turno.

Vuoi veramente cercare la fede? Indaga.

Cerchi davvero Dio? Informati.

Vuoi davvero dare senso alla tua vita? Fidati.

Sì perché-ci ricorda Luca-la fede nasce dalla testimonianza di chi ha visto e creduto.

Gesù inizia il suo ministero nella sinagoga di Nazareth; leggendo la splendida

profezia di Isaia che vede un popolo di schiavi tornare dall’esilio, il Messia

proclama ufficialmente l’inizio del Regno.

Si siede, come fanno i rabbini, dopo aver chiuso il rotolo delle profezie.

Sono ormai realizzate. È Lui che le realizza. La Parola, ora è qui.

Non sarà ascoltato, lo sappiamo, allora e oggi.

Ma a coloro che hanno in coraggio di fidarsi di Luca e degli altri, coloro

che-sul serio-cercano risposte, le indicazioni di Gesù sono davvero una

splendida buona notizia.

Nonostante tutto.

Certo amici, non basta solo ascoltare il Vangelo la Domenica, dobbiamo

indagare, chiederci cosa vuole il Signore da noi, solo così arriveranno le risposte.

Santa Domenica della Parola che ci apre il cuore, Fausto.

venerdì 21 gennaio 2022

Il Vangelo del Sabato 22 Gennaio 2022

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

San Vincenzo di Saragozza, Diacono e Martire.

Prima Lettura

Come sono caduti gli eroi in mezzo alla battaglia?

Dal secondo libro di Samuele (1,1-4.11-12.17.19.23-27)

In quei giorni, Davide tornò dalla strage degli Amaleciti e rimase a Siklag due giorni.

Al terzo giorno ecco arrivare un uomo dal campo di Saul con la veste stracciata

e col capo cosparso di polvere.

Appena giunto presso Davide, cadde a terra e si prostrò. Davide gli chiese: "Da

dove vieni?".

Rispose: "Sono fuggito dal campo d'Israele".

Davide gli domandò: "Come sono andate le cose? Su, dammi notizie!".

Rispose: "È successo che il popolo è fuggito nel corso della battaglia, molti del

popolo sono caduti e sono morti; anche Saul e suo figlio Giònata sono morti".

Davide afferrò le sue vesti e le stracciò; così fecero tutti gli uomini che erano con lui.

Essi alzarono lamenti, piansero e digiunarono fino a sera per Saul e Giònata, suo

figlio, per il popolo del Signore e per la casa d'Israele, perché erano caduti di spada.

Allora Davide intonò questo lamento su Saul e suo figlio Giònata: "Il tuo vanto,

Israele, sulle tue alture giace trafitto!

Come sono caduti gli eroi?

O Saul e Giònata, amabili e gentili, né in vita né in morte furono divisi;

erano più veloci delle aquile, più forti dei leoni.

Figlie d'Israele, piangete su Saul, che con delizia vi rivestiva di porpora,

che appendeva gioielli d'oro sulle vostre vesti.

Come son caduti gli eroi in mezzo alla battaglia?

Giònata, sulle tue alture trafitto!

Una grande pena ho per te, fratello mio, Giònata!

Tu mi eri molto caro; la tua amicizia era per me preziosa, più che amore di donna.

Come sono caduti gli eroi, sono perite le armi?".

Parola di Dio.

Vangelo

I suoi dicevano: «E' fuori di sé».

Dal Vangelo secondo Marco (3,20-21)

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla,

tanto che non potevano neppure mangiare.

Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo;

dicevano infatti: "È fuori di sé".

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È matto Gesù, siamo sinceri.

Fuori come un balcone, pazzo da legare.

Non si risparmia, dedica tutto il suo tempo all’annuncio del Regno.

Si dimentica di mangiare in un tempo in cui mangiare era privilegio di pochi.

È matto, fuori di testa perché contraddice il nostro modo di vivere,

di intendere la religione, di vedere noi stessi.

Tutti pensano, in fondo, che la vita sia una battaglia giocata all’ultimo sangue

per emergere, per affermarsi, per essere qualcuno, costi quel che costi.

Gli altri, al massimo, possono essere utilizzati, servire, aiutarci a raggiungere

i nostri obiettivi.

Gesù, invece, mette gli altri nel mezzo, le loro priorità al centro delle proprie scelte.

Proclama “beati” coloro che donano la loro vita per gli altri.

Tutti pensano che le persone religiose influenti e capaci, come Gesù, dovrebbero

fare del loro carisma l’occasione per farsi servire, per manipolare le persone,

per nascondersi dietro una patina di santità.

Gesù, invece, fa diventare servo il Maestro, proponendo se stesso come

modello di mitezza e di umiltà.

Se decidete di seguire questo folle, amici lettori, non spaventatevi se qualcuno,

prima o poi, avrà da ridire sulle vostre scelte poco condivise; fregatevene,

lo fanno tante volte anche con me, pazienza e preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 20 gennaio 2022

Il Vangelo del Venerdì 21 Gennaio 2022

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Agnese, Vergine e martire.

Prima Lettura

Non stenderò la mano su di lui, perché egli è il consacrato del Signore.

Dal primo libro di Samuele (24,3-21)

In quei giorni, Saul scelse tremila uomini valorosi in tutto Israele e partì alla

ricerca di Davide e dei suoi uomini di fronte alle Rocce dei Caprioli.

Arrivò ai recinti delle greggi lungo la strada, ove c'era una caverna.

Saul vi entrò per coprire i suoi piedi, mentre Davide e i suoi uomini se ne

stavano in fondo alla caverna.

Gli uomini di Davide gli dissero: "Ecco il giorno in cui il Signore ti

dice: "Vedi, pongo nelle tue mani il tuo nemico: trattalo come vuoi"".

Davide si alzò e tagliò un lembo del mantello di Saul, senza farsene accorgere.

Ma ecco, dopo aver fatto questo, Davide si sentì battere il cuore per aver

tagliato un lembo del mantello di Saul.

Poi disse ai suoi uomini: "Mi guardi il Signore dal fare simile cosa al mio

signore, al consacrato del Signore, dallo stendere la mano su di lui, perché

è il consacrato del Signore".

Davide a stento dissuase con le parole i suoi uomini e non permise loro che

si avventassero contro Saul.

Saul uscì dalla caverna e tornò sulla via.

Dopo questo fatto, Davide si alzò, uscì dalla grotta e gridò a Saul: "O re,

mio signore!".

Saul si voltò indietro e Davide si inginocchiò con la faccia a terra e si prostrò.

Davide disse a Saul: "Perché ascolti la voce di chi dice: "Ecco, Davide cerca

il tuo male"?

Ecco, in questo giorno i tuoi occhi hanno visto che il Signore ti aveva messo

oggi nelle mie mani nella caverna; mi si diceva di ucciderti, ma ho avuto pietà

di te e ho detto: "Non stenderò le mani sul mio signore, perché egli è il

consacrato del Signore".

Guarda, padre mio, guarda il lembo del tuo mantello nella mia mano: quando

ho staccato questo lembo dal tuo mantello nella caverna, non ti ho ucciso.

Riconosci dunque e vedi che non c'è in me alcun male né ribellione, né ho

peccato contro di te; invece tu vai insidiando la mia vita per sopprimerla.

Sia giudice il Signore tra me e te e mi faccia giustizia il Signore nei tuoi

confronti; ma la mia mano non sarà mai contro di te.

Come dice il proverbio antico: "Dai malvagi esce il male, ma la mia mano

non sarà contro di te".

Contro chi è uscito il re d'Israele? Chi insegui? Un cane morto, una pulce.

Il Signore sia arbitro e giudice tra me e te, veda e difenda la mia causa e mi

liberi dalla tua mano".

Quando Davide ebbe finito di rivolgere a Saul queste parole, Saul disse:

"È questa la tua voce, Davide, figlio mio?".

Saul alzò la voce e pianse. Poi continuò rivolto a Davide: "Tu sei più giusto

di me, perché mi hai reso il bene, mentre io ti ho reso il male.

Oggi mi hai dimostrato che agisci bene con me e che il Signore mi aveva

abbandonato nelle tue mani e tu non mi hai ucciso.

Quando mai uno trova il suo nemico e lo lascia andare sulla buona strada?

Il Signore ti ricompensi per quanto hai fatto a me oggi.

Ora, ecco, sono persuaso che certamente regnerai e che sarà saldo nelle

tue mani il regno d'Israele".

Parola di Dio.

Vangelo

Chiamò a sé quelli che voleva perché stessero con lui.

Dal Vangelo secondo Marco (3,13-19) anno pari.

In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi

andarono da lui.

Ne costituì Dodici-che chiamò apostoli-, perché stessero con lui e per

mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.

Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro,

poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai

quali diede il nome di Boanèrghes, cioè "figli del tuono"; e Andrea,

Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo,

Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Eccola qui la Chiesa, il sogno di Dio.

Quella vera, quella voluta dal Signore, quella che dovrebbe diventare il modello

per ogni scoperta, per ogni progetto, per ogni piano pastorale.

La Chiesa non è una società perfetta, un’anchilosata organizzazione, una

scalcagnata ed improbabile accozzaglia di persone emotivamente instabili.

La Chiesa che Gesù sogna nasce per sua iniziativa; Egli chiama a sé coloro

che Egli vuole.

Non si fa parte della Chiesa per decisione personale ma si risponde ad

un’intima chiamata che ci scuote dalle fondamenta.

Gesù ci costituisce Dodici, diventiamo un’altra cosa rispetto all’insieme

formato da singole personalità, si diventa un cuor solo e un’anima sola.

Dodici come le tribù di Israele, Dodici come i mesi dell’anno,

la pienezza del tempo.

E alcune cose devono fare i discepoli; stare col Maestro, frequentarlo, pregarlo,

ascoltarlo e meditare le sue parole per essere in grado di annunciare la sua

Parola e cacciare la parte oscura che contagia il mondo e la vita.

Tutto il resto; l’organizzazione, i ministeri, i carismi messi a disposizione

gli uni degli altri, non sono che strumenti per realizzare questo sogno.

Ricordiamocelo sempre, facendoci aiutare della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 19 gennaio 2022

Il Vangelo del Giovedì 20 Gennaio 2022

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

San Fabiano, papa e martire; San Sebastiano, martire.

Prima Lettura

Saul, mio padre, cerca di ucciderti.

Dal primo libro di Samuele (18,6-9:19,1-7)

In quei giorni, mentre Davide tornava dall'uccisione del Filisteo, uscirono le

donne da tutte le città d'Israele a cantare e a danzare incontro al re Saul,

accompagnandosi con i tamburelli, con grida di gioia e con sistri.

Le donne cantavano danzando e dicevano: "Ha ucciso Saul i suoi mille

e Davide i suoi diecimila".

Saul ne fu molto irritato e gli parvero cattive quelle parole. Diceva: "Hanno

dato a Davide diecimila, a me ne hanno dati mille.

Non gli manca altro che il regno".

Così da quel giorno in poi Saul guardava sospettoso Davide.

Saul comunicò a Giònata, suo figlio, e ai suoi ministri di voler uccidere Davide.

Ma Giònata, figlio di Saul, nutriva grande affetto per Davide.

Giònata informò Davide dicendo: "Saul, mio padre, cerca di ucciderti.

Sta' in guardia domani, sta' al riparo e nasconditi.

Io uscirò e starò al fianco di mio padre nella campagna dove sarai tu e parlerò

in tuo favore a mio padre.

Ciò che vedrò te lo farò sapere".

Giònata parlò dunque a Saul, suo padre, in favore di Davide e gli disse: "Non

pecchi il re contro il suo servo, contro Davide, che non ha peccato contro di

te, che anzi ha fatto cose belle per te.

Egli ha esposto la vita, quando abbatté il Filisteo, e il Signore ha concesso

una grande salvezza a tutto Israele.

Hai visto e hai gioito.

Dunque, perché pecchi contro un innocente, uccidendo Davide senza motivo?".

Saul ascoltò la voce di Giònata e giurò: "Per la vita del Signore, non morirà!".

Giònata chiamò Davide e gli riferì questo colloquio.

Poi Giònata introdusse presso Saul Davide, che rimase alla sua presenza come prima.

Parola di Dio.

Vangelo

Gli spiriti impuri gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!».

Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

Dal Vangelo secondo Marco (3,7-12) anno pari.

In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì

molta folla dalla Galilea.

Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall'Idumea e da oltre il Giordano e dalle

parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.

Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della

folla, perché non lo schiacciassero.

Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano

su di lui per toccarlo.

Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e

gridavano: "Tu sei il Figlio di Dio!".

Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il Signore ci chiede di tenergli pronta una barca, per evitare che la folla lo schiacci.

La sua fama si è diffusa e, nonostante la crescente tensione dei farisei nei suoi

confronti, Gesù continua ad annunciare il Vangelo della salvezza e della liberazione.

Anche oggi è così; quando sentiamo una buona notizia corriamo ad ascoltare

chi ce ne parla nella speranza di farci guarire nel profondo.

Noi, suoi discepoli, siamo chiamati a mettere la barca della nostra vita a

disposizione del Signore.

Poco importa se la userà o se resteremo in attesa; Egli sa che può fare di

noi ciò che vuole, il Signore ha bisogno di noi, servi inutili, anche solo per

avere spazio in mezzo alla folla.

Siamo collaboratori di Dio, nel nostro piccolo, il Signore ci rende discepoli e

apostoli, ci usa come strumento per la sua gloria, per l’annuncio della sua salvezza.

È Lui che opera in noi, è Lui che raggiunge i cuori attraverso la nostra disponibilità

e l’amore che siamo chiamati a dare è lo stesso che abbiamo ricevuto

abbondantemente incontrando il Signore.

Ancora oggi milioni di uomini e donne cercano salvezza, senza sapere a chi rivolgersi.

Mettiamo a disposizione del Signore la barca della nostra vita, casomai ne avesse

bisogno, aiutandoci con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.