venerdì 14 gennaio 2022

Il Vangelo del Sabato 15 Gennaio 2022

 

Della 1° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Mauro e Placido, monaci.

Prima Lettura

Ecco l'uomo di cui il Signore ha detto: costui reggerà il mio popolo.

Dal primo libro di Samuele (9,1-4.10.17-19:10,1)

C'era un uomo della tribù di Beniamino, chiamato Kis, figlio di Abièl, figlio

di Seror, figlio di Becoràt, figlio di Afìach, un Beniaminita, uomo di valore.

Costui aveva un figlio chiamato Saul, prestante e bello: non c'era nessuno più

bello di lui tra gli Israeliti; superava dalla spalla in su chiunque altro del popolo.

Ora le asine di Kis, padre di Saul, si smarrirono, e Kis disse al figlio Saul: "Su,

prendi con te uno dei domestici e parti subito in cerca delle asine".

Attraversarono le montagne di Èfraim, passarono al territorio di Salisà,

ma non le trovarono.

Si recarono allora nel territorio di Saalìm, ma non c'erano; poi percorsero

il territorio di Beniamino e non le trovarono.

Quando Samuèle vide Saul, il Signore gli confermò: "Ecco l'uomo di cui

ti ho parlato: costui reggerà il mio popolo".

Saul si accostò a Samuèle in mezzo alla porta e gli chiese: "Indicami per

favore la casa del veggente".

Samuèle rispose a Saul: "Sono io il veggente.

Precedimi su, all'altura. Oggi voi due mangerete con me.

Ti congederò domani mattina e ti darò indicazioni su tutto ciò che hai in mente.

Di buon mattino, al sorgere dell'aurora, Samuèle prese l'ampolla dell'olio e la

versò sulla testa di Saul.

Parola di Dio.

Vangelo

Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori.

Dal Vangelo secondo Marco (2,13-17) anno pari.

In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed

egli insegnava loro.

Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte,

e gli disse: "Seguimi".

Ed egli si alzò e lo seguì.

Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano

a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano.

Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano

ai suoi discepoli: "Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?".

Udito questo, Gesù disse loro: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico,

ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori".

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La guarigione del paralitico come manifestazione del perdono dei suoi peccati

ha turbato gli animi dei benpensanti.

Ma non è finita, il meglio deve ancora venire.

La religione ebraica divideva il mondo in due parti distinte, poneva dei confini

Invalicabili; ciò che appartiene a Dio, che è puro, e ciò che non gli appartiene,

è impuro.

Distinzione precisa, ossessiva, che declinava questi confini attraverso un’infinita

serie di regole.

Certi mestieri erano impuri, allontanavano da Dio in maniera irrevocabile.

Fra questi, il primo, era la raccolta delle tasse per conto dei romani.

Impuri perché collaborazionisti, perché ladri e perché idolatri, manipolando

le monete recanti l’effige di Cesare, i pubblicani erano considerati lontani

da Dio, odiati e temuti.

Ed è proprio uno di loro che Gesù chiama ad essere discepolo e ad

abbandonare la propria attività perché, ci ricorda, il medico non deve

occuparsi dei sani, ma dei malati.

Ricordiamocelo nella Chiesa, quando dividiamo il mondo in credenti o meno,

praticanti o meno, devoti o meno, non rimettiamo gli steccati che il Signore

è venuto ad eliminare per creare un nuovo tipo di uomo; il discepolo.

Perciò, prima di giudicare, preghiamo, forse il giudizio poi sarà diverso.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 13 gennaio 2022

Il Vangelo del Venerdì 14 Gennaio 2022

 

Della 1° settimana del Tempo Ordinario.

San Felice da Nola, confessore e martire.

Prima Lettura

Griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi ascolterà.

Dal primo libro di Samuele (8,4-7.10-22a)

In quei giorni, si radunarono tutti gli anziani d'Israele e vennero da Samuèle a Rama.

Gli dissero: "Tu ormai sei vecchio e i tuoi figli non camminano sulle tue orme.

Stabilisci quindi per noi un re che sia nostro giudice, come avviene per tutti i popoli".

Agli occhi di Samuèle la proposta dispiacque, perché avevano detto: "Dacci un

re che sia nostro giudice".

Perciò Samuèle pregò il Signore.

Il Signore disse a Samuèle: "Ascolta la voce del popolo, qualunque cosa ti

dicano, perché non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non

regni più su di loro".

Samuèle riferì tutte le parole del Signore al popolo che gli aveva chiesto un re.

Disse: "Questo sarà il diritto del re che regnerà su di voi: prenderà i vostri figli

per destinarli ai suoi carri e ai suoi cavalli, li farà correre davanti al suo cocchio,

li farà capi di migliaia e capi di cinquantine, li costringerà ad arare i suoi campi,

mietere le sue messi e apprestargli armi per le sue battaglie e attrezzature

per i suoi carri.

Prenderà anche le vostre figlie per farle sue profumiere e cuoche e fornaie.

Prenderà pure i vostri campi, le vostre vigne, i vostri oliveti più belli e li

darà ai suoi ministri.

Sulle vostre sementi e sulle vostre vigne prenderà le decime e le darà ai suoi

cortigiani e ai suoi ministri.

Vi prenderà i servi e le serve, i vostri armenti migliori e i vostri asini e li

adopererà nei suoi lavori.

Metterà la decima sulle vostre greggi e voi stessi diventerete suoi servi.

Allora griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non

vi ascolterà".

Il popolo rifiutò di ascoltare la voce di Samuèle e disse: "No!

Ci sia un re su di noi.

Saremo anche noi come tutti i popoli; il nostro re ci farà da giudice, uscirà

alla nostra testa e combatterà le nostre battaglie".

Samuèle ascoltò tutti i discorsi del popolo e li riferì all'orecchio del Signore.

Il Signore disse a Samuèle: "Ascoltali: lascia regnare un re su di loro".

Parola di Dio.

Vangelo

Il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.

Dal Vangelo secondo Marco (2,1-12) anno pari.

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni.

Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto

neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.

Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone.

Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono

il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella

su cui era adagiato il paralitico.

Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: “Figlio, ti sono perdonati i peccati”.

Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: “Perché costui parla così?

Bestemmia!

Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?”.

E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse

loro: “Perché pensate queste cose nel vostro cuore?

Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure

dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”?

Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati

sulla terra, dico a te-disse al paralitico-: àlzati, prendi la tua barella e và a casa tua”.

Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: “Non abbiamo mai visto nulla di simile!”.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Quante volte il paralitico avrà guardato il suo lettuccio, e lo avrà considerato

come la sua prigione e la sua catena.

Ora, è invitato dal Signore, a prenderlo e a portarlo via con sé; da ora in poi,

esso sarà segno della benevolenza che Dio ha avuto nei suoi confronti.

Tutte le volte che egli lo guarderà, ripenserà con affetto e riconoscenza a Colui

che lo ha liberato.

Ma quel lettuccio, ha un significato ancora più profondo; è il segno della liberazione

da una malattia oscura e tremenda, dalla quale solo Dio può liberare; il peccato.

Per gli scribi, era molto più semplice considerare Gesù, come uno dei tanti guaritori

che operavano al suo tempo.

Ma Egli, si attribuiva un potere che spetta solo a Dio.

Eppure, questa è la missione di Gesù, è Lui il Salvatore del mondo.

Perciò, tutti noi siamo dei salvati, se solo ce ne rendessimo conto, so che è difficile

per noi rendersene conto, ma abbiamo la preghiera che ci può aiutare a capire

questa bellissima verità.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 12 gennaio 2022

Il Vangelo del Giovedì 13 Gennaio 2022

 

Della 1° settimana del Tempo Ordinario.

Sant'Ilario, Vescovo e dottore della Chiesa.

Prima Lettura

Israele fu sconfitto e l'arca di Dio fu presa.

Dal primo libro di Samuele (4,1b-11)

In quei giorni i Filistei si radunarono per combattere contro Israele.

Allora Israele scese in campo contro i Filistei.

Essi si accamparono presso Eben-Ezer mentre i Filistei s'erano accampati ad Afek.

I Filistei si schierarono contro Israele e la battaglia divampò, ma Israele fu

sconfitto di fronte ai Filistei, e caddero sul campo, delle loro schiere, circa

quattromila uomini.

Quando il popolo fu rientrato nell'accampamento, gli anziani d'Israele si

chiesero: "Perché ci ha sconfitti oggi il Signore di fronte ai Filistei?

Andiamo a prenderci l'arca dell'alleanza del Signore a Silo, perché venga in

mezzo a noi e ci liberi dalle mani dei nostri nemici".

Il popolo mandò subito alcuni uomini a Silo, a prelevare l'arca dell'alleanza

del Signore degli eserciti, che siede sui cherubini: c'erano con l'arca dell'alleanza

di Dio i due figli di Eli, Ofni e Fineès.

Non appena l'arca dell'alleanza del Signore giunse all'accampamento, gli Israeliti

elevarono un urlo così forte che ne tremò la terra.

Anche i Filistei udirono l'eco di quell'urlo e dissero: "Che significa quest'urlo

così forte nell'accampamento degli Ebrei?".

Poi vennero a sapere che era arrivata nel loro campo l'arca del Signore.

I Filistei ne ebbero timore e si dicevano: "È venuto Dio nell'accampamento!",

ed esclamavano: "Guai a noi, perché non è stato così né ieri né prima.

Guai a noi!

Chi ci libererà dalle mani di queste divinità così potenti?

Queste divinità hanno colpito con ogni piaga l'Egitto nel deserto.

Siate forti e siate uomini, o Filistei, altrimenti sarete schiavi degli Ebrei,

come essi sono stati vostri schiavi.

Siate uomini, dunque, e combattete!".

Quindi i Filistei attaccarono battaglia, Israele fu sconfitto e ciascuno fuggì

alla sua tenda.

La strage fu molto grande: dalla parte d'Israele caddero trentamila fanti.

In più l'arca di Dio fu presa e i due figli di Eli, Ofni e Fineès, morirono.

Parola di Dio.

Vangelo

La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

Dal Vangelo secondo Marco (1,40-45) anno pari.

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio

e gli diceva: "Se vuoi, puoi purificarmi!".

Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: "Lo voglio, sii purificato!".

E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: "Guarda di non

dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua

purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro".

Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che

Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori,

in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il Signore ha compassione del lebbroso, sente la sua sofferenza, condivide

il suo dolore.

La lebbra, malattia della povertà che isolava dal mondo, era considerata come una

punizione divina e il malato, roso dai sensi di colpa, doveva stare lontano dalle città.

Gesù non ha paura di toccarlo, di purificarlo, di restituirgli dignità e salute.

Ma il lebbroso non capisce, non sa chi sia veramente il Rabbì.

A lui interessa solo guarire e, contravvenendo alla dura ammonizione di Gesù,

invece di tacere, proclama ai quattro venti l’avvenuta sua guarigione, al punto

che Gesù deve rivedere il suo progetto iniziale ed evitare le città.

Una malintesa esperienza di fede può causare dei danni; al Signore viene impedito

di evangelizzare, perché il rischio di essere scambiato per un mago è troppo alto.

Quando ci avviciniamo alla fede e vi aderiamo, con entusiasmo, pensiamo

che sia tutto facile, tutto immediato, tutto luminoso.

Il discepolato, invece, ha bisogno di tempo e di disciplina, di consigli e di

conversioni continue.

Non facciamo come il lebbroso che vistosi guarito, pensa ormai di avere in

mano la propria vita.

La conversione non è che il punto di partenza di un lungo percorso, a tratti

doloroso, che ci porta verso la pienezza, se ci aiutiamo con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 11 gennaio 2022

Il Vangelo del Mercoledì 12 Gennaio 2022

 

Della 1° settimana del Tempo Ordinario.

San Bernardo da Corleone, Religioso.

Prima Lettura

Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.

Dal primo libro di Samuele (3,1-10.19-20)

In quei giorni, il giovane Samuèle serviva il Signore alla presenza di Eli.

La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non erano frequenti.

E quel giorno avvenne che Eli stava dormendo al suo posto, i suoi occhi

cominciavano a indebolirsi e non riusciva più a vedere.

La lampada di Dio non era ancora spenta e Samuèle dormiva nel tempio

del Signore, dove si trovava l'arca di Dio.

Allora il Signore chiamò: "Samuèle!" ed egli rispose: "Eccomi", poi corse

da Eli e gli disse: "Mi hai chiamato, eccomi!".

Egli rispose: "Non ti ho chiamato, torna a dormire!".

Tornò e si mise a dormire.

Ma il Signore chiamò di nuovo: "Samuèle!"; Samuèle si alzò e corse da Eli

dicendo: "Mi hai chiamato, eccomi!".

Ma quello rispose di nuovo: "Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!".

In realtà Samuèle fino ad allora non aveva ancora conosciuto il Signore,

né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.

Il Signore tornò a chiamare: "Samuèle!" per la terza volta; questi si alzò

nuovamente e corse da Eli dicendo: "Mi hai chiamato, eccomi!".

Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane.

Eli disse a Samuèle: "Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: "Parla,

Signore, perché il tuo servo ti ascolta".

Samuèle andò a dormire al suo posto.

Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre

volte: "Samuèle, Samuèle!". Samuèle rispose subito: "Parla, perché il tuo

servo ti ascolta".

Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola

delle sue parole.

Perciò tutto Israele, da Dan fino a Bersabea, seppe che Samuèle era stato

costituito profeta del Signore.

Parola di Dio.

Vangelo

Gesù guarì molti che erano afflitti da varie malattie.

Dal Vangelo secondo Marco (1,29-39) anno pari.

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone

e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni.

La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei.

Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò

ed ella li serviva.

Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati.

Tutta la città era riunita davanti alla porta.

Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non

permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.

Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo

deserto, e là pregava.

Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce.

Lo trovarono e gli dissero: "Tutti ti cercano!".

Egli disse loro: "Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi

anche là; per questo infatti sono venuto!".

E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La suocera di Pietro viene guarita e serve il Signore.

Se siamo guariti interiormente è per servire.

La Chiesa serve il suo Maestro che si mette alla soglia per annunciare il Regno.

Non è più nella sinagoga, l’annuncio, ma sulla soglia, ai bordi, al confine,

ai margini, per strada.

La gente accoglie la Parola che cambia la vita e gioisce; Gesù opera miracoli

di conversione.

Il segreto dell’energia di Gesù è nella preghiera, intimo colloquio col Padre

che gli permette di entrare in contatto con tante persone con verità e attenzione.

Imparassimo da Gesù a ritagliare del tempo per stare con Dio!

E meno ne abbiamo e più siamo invitati a trovarlo per poter stare con colui

che illumina le nostre coscienze e le nostre scelte!

Una preghiera silenziosa, intensa, autentica, ci permette di affrontare la giornata

con un altro spirito.

Pietro, scocciato, raggiunge Gesù, come a richiamarlo ai suoi doveri; ora che

a Cafarnao lo aspettano, occorre che si coltivi la nascente comunità.

Ma Gesù non vuole essere rinchiuso, nemmeno nella sua comunità, e chiede di

andare altrove per annunciare il Regno.

Che la Chiesa, come il suo Maestro, abbia il coraggio di portare il Vangelo nelle

strade, perché ormai sono pochi quelli che la frequentano a causa molto

probabilmente, di tutti gli scandali compiuti dagli uomini di Chiesa, che la

stanno mettendo in crisi!

Per questo dobbiamo annunciare il Vangelo dove possiamo, anche nelle strade,

io amici lettori lo sto facendo attraverso questo mio profilo, ogni giorno,

attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 10 gennaio 2022

Il Vangelo del Martedì 11 Gennaio 2022

 

Della 1° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Igino, Papa.

Prima Lettura

Il Signore si ricordò di Anna ed ella partorì Samuèle.

Dal primo libro di Samuele (1,9-20)

In quei giorni Anna si alzò, dopo aver mangiato e bevuto a Silo; in quel momento

il sacerdote Eli stava seduto sul suo seggio davanti a uno stipite del tempio del Signore.

Ella aveva l'animo amareggiato e si mise a pregare il Signore, piangendo dirottamente.

Poi fece questo voto: "Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della

tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua

schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita

e il rasoio non passerà sul suo capo".

Mentre ella prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava osservando

la sua bocca.

Anna pregava in cuor suo e si muovevano soltanto le labbra, ma la voce non si

udiva; perciò Eli la ritenne ubriaca.

Le disse Eli: "Fino a quando rimarrai ubriaca?

Smaltisci il tuo vino!".

Anna rispose: "No, mio signore; io sono una donna affranta e non ho bevuto né vino

né altra bevanda inebriante, ma sto solo sfogando il mio cuore davanti al Signore.

Non considerare la tua schiava una donna perversa, poiché finora mi ha fatto parlare

l'eccesso del mio dolore e della mia angoscia".

Allora Eli le rispose: "Va' in pace e il Dio d'Israele ti conceda quello che gli hai chiesto".

Ella replicò: "Possa la tua serva trovare grazia ai tuoi occhi".

Poi la donna se ne andò per la sua via, mangiò e il suo volto non fu più come prima.

Il mattino dopo si alzarono e dopo essersi prostrati davanti al Signore, tornarono

a casa a Rama. Elkanà si unì a sua moglie e il Signore si ricordò di lei.

Così al finir dell'anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò

Samuèle, "perché-diceva-al Signore l'ho richiesto".

Parola di Dio.

Vangelo

Gesù insegnava come uno che ha autorità.

Dal Vangelo secondo Marco (1,21b-28) anno pari.

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava.

Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno

che ha autorità, e non come gli scribi.

Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro

e cominciò a gridare, dicendo: "Che vuoi da noi, Gesù Nazareno?

Sei venuto a rovinarci?

Io so chi tu sei: il santo di Dio!".

E Gesù gli ordinò severamente: "Taci! Esci da lui!".

E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.

Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: "Che è mai questo?

Un insegnamento nuovo, dato con autorità.

Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!".

La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il primo miracolo compiuto da Gesù, in Marco, è la guarigione di un indemoniato

nella sinagoga.

Indemoniato che partecipa tranquillamente alla preghiera, come se niente fosse.

Come se Marco volesse dire alla sua comunità; per poter accogliere il Vangelo

dobbiamo anzitutto purificare la nostra Chiesa.

Da cosa dobbiamo purificarci?

Dal pensare che Gesù non c’entri nulla con noi, che Dio ci rovina invece di

realizzarci, e dal ridurre la fede alla sola conoscenza.

Tutti modi scorretti di intendere la fede stessa e che, pure, anche noi

viviamo ancora oggi.

Molti fra noi vivono come se Dio non avesse nulla a che fare con la propria vita,

riducendo la fede ad un angolo settimanale da cui tirar fuori un pò di devozione.

Altri, poi, sono convinti che Dio è venuto apposta per impedirci di gioire e di godere,

giudice severo ed intransigente che tutto scruta e punisce, vero avversario dell’uomo.

Altri ancora, invece, riducono la fede al “sapere”; conoscono le verità della fede

che, però, non scalfiscono la loro vita.

La prima conversione che siamo chiamati a fare è interna alla Chiesa, a noi;

prima di annunciare il Cristo, siamo chiamati noi stessi ad accogliere il suo

annuncio anche se pensiamo di essere già sufficientemente cristiani, facendoci

aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.