venerdì 24 dicembre 2021

La Notte di Natale con il suo Vangelo del Venerdì 24 Dicembre 2021

 

Messa nella Notte; Nasce Gesù in una mangiatoia.

Prima Lettura

Ci è stato dato un figlio.

Dal libro del profeta Isaia (9,1-6)

Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro

che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.

Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia.

Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta

quando si divide la preda.

Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle,

e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Màdian.

Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando e ogni mantello

intriso di sangue saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.

Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio.

Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile,

Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace.

Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul

suo regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia,

ora e per sempre.

Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

E' apparsa la grazia di Dio per tutti gli uomini.

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito (2,11-14)

Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini

e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo

mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza

e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.

Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé

un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.

Parola di Dio.

Oggi è nato per voi il Salvatore.

Dal Vangelo secondo Luca (2,1-14) anno pari.

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il

censimento di tutta la terra.

Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria.

Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.

Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città

di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla

famiglia di Davide.

Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.

Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.

Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una

mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.

C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto,

vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge.

Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce.

Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco,

vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di

Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore.

Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in

una mangiatoia».

E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava

Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini,

che egli ama».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Eccolo qui, Dio.

Non è proprio come ce lo aspettavamo.

Anche se un po ci siamo abituati dopo più di duemila anni di celebrazioni

e di canti natalizi.

E se abbiamo avuto il coraggio e la forza di fare un po di Avvento, forse alla

fine ci tocca anche il cuore guardare quell’adolescente che stringe forte al

petto il suo primogenito.

È nato, nella storia, in quel piccolo borgo di Giudea, a Betlemme.

È davvero accaduto, ha lasciato una traccia.

E questa notte ricordiamo almeno nel nostro cuore, quella nascita che è stata

l’inizio di un tempo di salvezza, e tornerà, questo crediamo noi discepoli, nella

pienezza del tempo a dare senso a questo tempo.

Ma ora viene in ciascuno di noi, rinasce e ci fa rinascere.

Se abbiamo il coraggio di accoglierlo.

Certo il clima non aiuta; gli ultimi scandali del nostro governo, che ha spento

per molti l’ultima speranza di uscire fuori da questa crisi di valori e di umanità

e da questa torbida storia di questa pandemia, che mette i brividi, ma che farà

arricchire molti loschi personaggi che ci governano e, invece, farà impoverire

tante famiglie. .

Per quanti che a Natale dovranno fare i conti con la mancanza di un posto di

lavoro, per colpa di scelte politiche sbagliate, e di multinazionali che possono

fare il bello e cattivo tempo sulle spalle dei lavoratori.

Che Natale è un Natale così con tante restrizioni, con la scusa dei contagi!

Non ditelo a Maria e Giuseppe.

Giuseppe deve lasciare la bottega per il capriccio di un Imperatore-sempre chi

ci governa ha dei capricci nella testa-che vuole contare i propri sudditi e farsi

un viaggio di tre giorni portandosi appresso la sua giovane sposa pronta a partorire.

Maria ha ancora nel cuore quel pomeriggio in cui ha pensato di incontrare un angelo.

E quel ventre teso e rigonfio è lì a dire che l’inaudito di Dio è avvenuto.

Ma di angeli, ora, nemmeno l’ombra.

I pastori si apprestano ad affrontare l’ennesima notte di freddo, all’addiaccio,

rimuginando sulla loro inutile vita fatta di sacrifici e di disprezzo.

Un gruppo di maghi persiani stanno dirigendosi verso Gerusalemme; vogliono

capire se i loro complessi calcoli astrali hanno visto giusto, e rendere omaggio

al re dei Giudei.

Simeone, anziano, si appresta a salire al Tempio.

Gli anni sono passati, ha visto molte cose, ma la salvezza no.

E la sensazione di avere atteso invano è difficile da sopportare.

Tutte storie in salite.

Come le nostre storie.

Dio viene sempre in una stalla.

Sempre in un momento di fatica e di lotta.

Sempre quando non lo aspetti più.

Se un regalo, uno solo, ci può portare questa crisi figlia degli sbagli del nostro

mondo accecato dal profitto (e che non sembra affatto intenzionato a cambiare

strada) è quello di capire che nella sofferenza la verità si fa più chiara.

Travolti da loro stessi e dalle loro cose, invece, sono tutti gli altri.

È travolto Cesare Augusto Ottaviano, il figlio adottivo di Giulio Cesare che si

è trovato a capo del mondo allora conosciuto.

E che ha pacificato l’Impero con la spada e la spregiudicatezza.

E che, senza più amici, senza familiari, la figlia mandata in esilio perché complottava

contro di lui, guarda con distacco dall’alto del suo palazzo l’inutile gloria di Roma.

E mette il suo sigillo su uno dei tanti editti che gli porge il suo segretario.

Un censimento nelle provincie di Siria.

È travolto Erode, l’idumeo fatto re da Roma, odiato e disprezzato dai suoi sudditi

nonostante l’immenso sforzo che ha sostenuto per ricostruire il Tempio.

Feroce oltre ogni limite, sospettoso, ha fatto trucidare i suoi figli temendo un complotto.

Ora sa che arriva un re concorrente.

Primo fra quelli che pensano che Dio sia un avversario degli uomini.

È travolta la brava gente di Gerusalemme, turbata alla notizia dei maghi

d’Oriente, tutta presa dal nuovo Tempio.

Che bisogno c’è, ora, di un Messia.

E gli scribi e i sacerdoti che consultano le profezie e individuano il luogo

di nascita del Messia; Betlemme, a soli otto chilometri dal tempio.

E non escono per andare a vedere.

Fra i tanti che fanno della fede una inutile prigione in cui abitare.

Tutti travolti da loro stessi e dalle loro prospettive.

Non escono, non si mettono in viaggio.

Irrancidiscono, rassegnati al loro destino.

Se, invece, ci mettiamo in viaggio, se abbiamo il coraggio, oggi, di ritagliarci

dieci minuti di silenzio e preghiera davanti ad un presepe, possiamo ancora

fare della nostra vita una culla, un luogo che accoglie questo Dio così scomodo.

È una provocazione, Dio che nasce.

La vita non dev’essere così male se Dio la abita.

E Dio non si è ancora stancato dell’uomo se diventa uomo.

Dio viene. È l’uomo che non c’è.

La Luce viene, ma le tenebre non vogliono accoglierla, nemmeno oggi.

Se, però, osiamo rinascere.

Se ancora scommettiamo.

Se lo lasciamo venire questo Dio neonato, che ci scuote, ci imbarazza, ci chiede

di farci carico di Lui noi che, invece, vorremmo un Dio che ci risolve i problemi,

non che ce ne dà!, allora sarà davvero Natale e, nascita.

Rinascita, crisi o non crisi che sia.

Dio è qui.

Accoglierlo o ignorarlo fa la differenza.

Io la mia scelta l’ho già fatta, da tempo.

E voglio rifarla, ogni giorno della mia vita, attraverso l’interpretazione del Vangelo.

Che sia veramente una Santa Notte di Natale per tutti voi amici, che mi dedicate

ogni giorno del vostro prezioso tempo, grazie di cuore, vi porterò tutti nel mio

cuore e nelle mie preghiere questa notte davanti alla mangiatoia, Fausto.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.

Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,

adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Santo Natale 2021

 

Mi sono messo in viaggio col buio dentro il mio cuore, e mi sono trovato

in una stalla, davanti ad una mangiatoia, il puzzo acre mi avvolgeva e mi

schifava, ma da quella mangiatoia una luce mi avvolse fin nel profondo

del mio cuore, trovai un Bimbo che con il suo sorriso mi conquistò,

e davanti a Lui deposi il mio cuore dolorante e fui inondato di Amore.

Ecco Dio, magari sarà un po’ scomodo, ma il suo amore è per sempre  

Santo Natale a tutti voi amici, dal profondo del mio cuore, Fausto.

giovedì 23 dicembre 2021

Il Vangelo del Venerdì 24 Dicembre 2021

 

Della 4° settimana di Avvento, Messa del mattino.

Sant' Adele di Pfalzel.

Prima Lettura

Il regno di Davide durerà in eterno.

Dal secondo libro di Samuele (7,1-5.8b-12.14a.16)

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato

riposo da tutti i suoi nemici all'intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito

in una casa di cedro, mentre l'arca di Dio sta sotto i teli di una tenda».

Natan rispose al re: «Va', fa' quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te».

Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va', e di'

al mio servo Davide: "Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa,

perché io vi abiti?

Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del

mio popolo Israele.

Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti

a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra.

Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non

tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno

in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele.

Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici.

Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.

Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò

un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno.

Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.

La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà

reso stabile per sempre"».

Parola di Dio.

Vangelo

Ci visiterà un sole che sorge dall'alto.

Dal Vangelo secondo Luca (1,67-79) anno pari.

In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò

dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il

suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide,

suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo: salvezza

dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa

alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati

dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo

cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo perché andrai innanzi al

Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della

salvezza nella remissione dei suoi peccati.

Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che

sorge dall'alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra

di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Giovanni è il suo nome.

Ha obbedito, questa volta, Zaccaria, non ha tentennato come al tempio,

quando ha dubitato della nascita di suo figlio data la sua età avanzata.

Non ha opposto obiezioni normali e scontate; l’angelo non aveva gradito quel

suo lieve tentennamento e lo aveva costretto al forzoso silenzio per nove mesi.

Ora il bambino del prodigio è nato, e Zaccaria ha imparato la lezione,

non esita, accondiscende al progetto di Dio.

E la sua lingua si scioglie, infine.

Solo quando ci affidiamo al Signore con verità e passione possiamo dire le

Parole di Dio, cogliere, nella nostra vita, i riflessi della sua presenza.

È un fiume, ora, Zaccaria, benedice il Signore, lo loda, lo esalta.

Il ritiro forzoso gli ha fatto decisamente bene!

Ci siamo amici; pronti o meno, questa sera il Signore ancora chiederà

accoglienza nelle nostre vite, chiederà di nascere in mezzo a noi, di fare del

nostro cuore la sua mangiatoia.

Col cuore gonfio di attesa o ingombro di dolore e di delusione, il Signore

chiede ospitalità, perché possiamo fare, ognuno di noi, esperienza di quanto

Egli possa colmare il nostro cuore e suscitare una salvezza potente.

Signore, sii benedetto, ora è scoppiata dentro di me la certezza che Tu non

ci abbandoni mai.

Accogliamolo, allora, in raccoglimento e preghiera. 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata e santa vigilia della nascita di Cristo Gesù, Fausto.

 

mercoledì 22 dicembre 2021

Il Vangelo del Giovedì 23 Dicembre 2021

 

Della 4° settimana di Avvento.

San Giovanni da Kety, Sacerdote.

Prima Lettura

Prima del giorno del Signore manderò il profeta Elìa.

Dal libro del profeta Malachìa (3,1-4.23-24)

Così dice il Signore: «Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via

davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l'angelo

dell'alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti.

Chi sopporterà il giorno della sua venuta?

Chi resisterà al suo apparire?

Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai.

Siederà per fondere e purificare l'argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà

come oro e argento, perché possano offrire al Signore un'offerta secondo giustizia.

Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei

giorni antichi, come negli anni lontani.

Ecco, io invierò il profeta Elìa prima che giunga il giorno grande e terribile

del Signore: egli convertirà il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli

verso i padri, perché io, venendo, non colpisca la terra con lo sterminio».

Parola di Dio.

Vangelo

Nascita di Giovanni Battista.

Dal Vangelo secondo Luca (1,57-66)

In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio.

I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande

misericordia, e si rallegravano con lei.

Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo

con il nome di suo padre, Zaccarìa.

Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni».

Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».

Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse.

Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome».

Tutti furono meravigliati.

All'istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.

Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della

Giudea si discorreva di tutte queste cose.

Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà

mai questo bambino?».

E davvero la mano del Signore era con lui.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Quando viviamo degli avvenimenti intensi, sembra che il tempo si fermi,

l’attesa si fa spasmodica, contiamo i giorni, le ore, i minuti, poi ci guardiamo

un attimo indietro e vediamo che il tempo è passato, che gli avvenimenti

procedono con una certa inesorabilità; la vita che è iniziata si radica, continua,

ha i suoi ritmi che sembrano lenti, ma che procedono inesorabili.

E così avvenne anche per Elisabetta; la sorpresa, la vergogna di vedersi

incinta alla sua età, la consolazione di avere Maria a farle compagnia,

il grande evento che in Lei si sta compiendo.

Tutto continua e nessuno più ferma la nuova storia e, viene il giorno in cui

questo Giovanni nasce, le meraviglie, le incredulità, la sorpresa che pure

ciascuno viveva nella sua interiorità, prendono fuoco, perché ora Giovanni

è lì, il suo pianto è vero, il suo corpo se lo coccola sua madre, se lo mangiano

con gli occhi tutti.

Zaccaria è muto, è un padre ancora senza parole, gli ripassa nella mente tutta

la sequenza del Tempio, della promessa, tutte le attenzioni di questi nove mesi.

Elisabetta si fa aiutare, Maria dopo tre mesi ritorna a casa sua.

Ora la storia di Dio continua in Lei, anch’essa ha bisogno di rientrare nella

sua intimità a custodire il futuro dell’umanità.

Il bambino di Elisabetta è nato e arriva anche il giorno della Legge, il giorno

della circoncisione.

Questo figlio fa parte di un popolo, non nasce in un deserto di relazioni e di

storia, è dentro un nobile casato sia per parte di Zaccaria che di Elisabetta.

Di nomi da ereditare ce ne sono tanti e tutti nobili, tutti capaci di rievocare

gesta, ruoli elevati, funzioni eminenti.

A cominciare dai capostipiti Abia, per Zaccaria e Aronne per Elisabetta.

Ma il bambino è destinato a far scoppiare il futuro, non a clonare il passato.

“Chiedevano con cenni a suo padre”; ora sono tutti muti, parlano a cenni,

come si fa di solito con chi non parla, con chi deve esprimersi a cenni.

Pensano forse che Zaccaria sia sordo e lo seppelliscono nell’isolamento,

lo privano di qualsiasi normalità.

Zaccaria esprime ancora per l’ultima volta, la sua tensione di non essere

capace di dire e scrive; Giovanni sarà il suo nome.

Lui deve annunciare la novità assoluta, definitiva per l’umanità, non sarà

cultore del Tempio, non si metterà in fila come tutti a ripetere un passato

anche glorioso, non farà come suo padre i turni settimanali dell’offerta

dell’incenso, intuirà invece e indicherà con forza la venuta del Signore,

brucerà di ardore per l’attesa del compimento.

Zaccaria torna a parlare e la gente, come anche noi, a riflettere, “almeno

si spera” e a domandarci; ma Dio che vuole da noi?

Che vuole da noi Lui che non ci abbandona mai?

Io me lo sono chiesto, amici, Lui mi ha risposto che vuole solo

coerenza, amore e preghiera, tutto quì.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 21 dicembre 2021

Il Vangelo del Mercoledì 22 Dicembre 2021

 

Della 4° settimana del Tempo di Avvento.

Santa Francesca Saverio Cabrini, Vergine.

Prima Lettura

Anna ringrazia per la nascita di Samuèle.

Dal primo libro di Samuele (1,24-28)

In quei giorni, Anna portò con sé Samuèle, con un giovenco di tre anni, un'èfa

di farina e un otre di vino, e lo introdusse nel tempio del Signore a Silo: era

ancora un fanciullo.

Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e lei disse: «Perdona,

mio signore.

Per la tua vita, mio signore, io sono quella donna che era stata qui presso di te

a pregare il Signore.

Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che

gli ho richiesto.

Anch'io lascio che il Signore lo richieda: per tutti i giorni della sua vita egli è

richiesto per il Signore».

E si prostrarono là davanti al Signore.

Parola di Dio.

Vangelo

Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente.

Dal Vangelo secondo Luca (1,46-55) anno pari.

In quel tempo, Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito

esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva.

D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente e Santo è il suo nome; di

generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del

loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato

di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva

detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ma come hai fatto a credere così tanto, piccola Maria!

La tensione di Maria si scioglie in un largo sorriso.

Allora è tutto vero! Allora è accaduto!

Nessuna follia, nessuna allucinazione, nessun demone!

Si abbracciano le donne, mentre i bimbi, dal ventre, scalciano e si agitano.

Sì, è tutto vero; Dio si manifesta, Dio interviene, Dio salva il suo popolo.

Dio non si dimentica delle sue promesse e le donne, ora, cantano e danzano

inebriate dalla gioia, roteando nella polvere del cortile mentre gli uomini,

divertiti e perplessi, guardano con rispetto il mistero della maternità.

Canta, Maria, intessendo il suo canto con citazioni bibliche, con le parole dei

salmi e dei profeti ascoltate nella penombra della sinagoga di Nazareth, lo shabbat.

Fa i complimenti a Dio; per come è intervenuto, per come interverrà.

E per lei, piccola e umile figlia del popolo, chiamata a diventare la porta

d’ingresso di Dio nel mondo.

Loda il Signore, anche se la sua vita sarà intessuta di fatica e di tenebra,

di lotta e di perseveranza nella fede.

Ecco; Dio è alle porte, anche noi lodiamo il Signore per le grandi meraviglie

che continua a compiere nella nostra vita, con la nostra preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 20 dicembre 2021

Il Vangelo del Martedì 21 Dicembre 2021

 

Della 4° settimana di Avvento.

San Pietro Canisio, Sacerdote e Dottore della Chiesa.

Prima Lettura

Ecco, l'amato mio viene saltando per i monti.

Dal Cantico dei cantici (2,8-14)

Una voce! L'amato mio!

Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline.

L'amato mio somiglia a una gazzella o ad un cerbiatto.

Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia dalle inferriate.

Ora l'amato mio prende a dirmi: «Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto!

Perché, ecco, l'inverno è passato, è cessata la pioggia, se n'è andata; i fiori sono

apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora

si fa sentire nella nostra campagna.

Il fico sta maturando i primi frutti e le viti in fiore spandono profumo.

Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto!

O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi,

mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave,

il tuo viso è incantevole».

Parola di Dio.

Vangelo

A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?

Dal Vangelo secondo Luca (1,39-45) anno pari.

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa,

in una città di Giuda.

Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta.

Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.

Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta

tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!

A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?

Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato

di gioia nel mio grembo.

E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

L’angelo se n’è andato, si è allontanato.

No, non è un’annotazione cronologica, non è una inutile descrizione o un

particolare insignificante quello che ci consegna Luca.

L’angelo è partito, fine delle apparizioni, fine del sostegno angelico,

fine dello straordinario.

Come si sarà svegliata, Maria, il giorno dopo l’annuncio?

Cosa avrà detto? Cosa avrà pensato?

Cos'era successo il giorno prima?

Un’allucinazione? Una follia? O tutto è reale?

Maria si sfiora il ventre con delicatezza.

Troppe le cose che tumultuosamente le attraversano la mente.

E Giuseppe?

Col passare dei giorni tutto si semplifica, Giuseppe viene, in gran segreto

e le parla di sogni, di decisioni, di salvezza.

Non può essere casuale.

Allora decidono di fare l’unica cosa sensata; vogliono capire se e quanto

è vero ciò che sta accadendo.

Partono; il cuore in agitazione.

E se Elisabetta non aspettasse nessun bimbo?

Eccoli, ora, nel cortile di casa; Giuseppe scarica il somarello mentre la

vecchia cugina esce dalla porta di casa, asciugandosi le mani nel grembiule.

Le due donne si guardano, in silenzio.

È Elisabetta, ora, a parlare.

Ma come hai fatto a credere così tanto, piccola Maria!

Vero, come hai fatto, Maria a credere!

Insegna anche a noi come dobbiamo fare a credere veramente; noi però,

dobbiamo farci aiutare dalla la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.