sabato 11 settembre 2021

Il Vangelo di Domenica 12 Settembre 2021

 

Della 24° Domenica del Tempo Ordinario.

Santissimo Nome di Maria, l'amore di Maria verso il Figlio.

Prima Lettura

Ho presentato il mio dorso ai flagellatori.

Dal libro del profeta Isaìa (50,5-9a)

Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi

sono tirato indietro.

Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi

strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi.

Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo

la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso.

È vicino chi mi rende giustizia: chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.

Chi mi accusa? Si avvicini a me.

Ecco, il Signore Dio mi assiste: chi mi dichiarerà colpevole?

Parola di Dio.

Seconda Lettura

La fede se non è seguita dalle opere in se stessa è morta.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo (2,14-18)

A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere?

Quella fede può forse salvarlo?

Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano

e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non

date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve?

Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta.

Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua

fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede».

Parola di Dio.

Vangelo

Tu sei il Cristo. Il Figlio dell'uomo deve molto soffrire.

Dal Vangelo secondo Marco (8,27-35) anno B.

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa

di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi

dice che io sia?».

Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».

Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».

Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo».

E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.

E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed

essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso

e, dopo tre giorni, risorgere.

Faceva questo discorso apertamente.

Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo.

Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’

dietro a me, Satana!

Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire

dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.

Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria

vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Estate calda e faticosa, con le immagini dei disperati Afghani, che fuggono dal

loro paese, per non essere uccisi e sottomessi dai Talebani, crudeli e disumani.

Ora si torna alle cose di sempre; si aprono le scuole (ed anche la preoccupazione

dell’aumento dei contagi da virus), e questo appuntamento segna definitivamente

la fine delle vacanze e l’inizio delle attività, anche pastorali, anche spirituali.

Spero per me e per voi che non abbiate mandato la fede in vacanza!

Ma che il Signore sia venuto con voi per riposarvi e riprendervi spazio interiore.

Perché senza questo spazio, senza aprire il cuore all’essenziale, senza dare tempo

all’anima, rischiamo sul serio di perderci, di essere travolti dalla paura del futuro

e dall’angoscia del presente.

Per questa ragione, immagino, con tempismo perfetto, ogni anno, la liturgia

ci propone lo stesso Vangelo; quello della domanda più inquietante mai posta

da un uomo.

C’è uno splendido sito archeologico che non ti immagini, ai piedi delle montagne

da cui nasce il Giordano, a Banias.

Fino a qualche anno fa era zona di confine col Libano, pericolosa per i turisti.

In mezzo al verde e all’acqua è più semplice immaginare la scena.

Il gruppo dei discepoli segue Gesù da tempo, si sono posti mille volte, fra di loro,

domande riguardo alla sua persona, al suo ministero.

Ma, col passare dei mesi, l’entusiasmo ha lasciato spazio a molti dubbi.

Chi è davvero quest’uomo? Un profeta? Certo, sì.

Un rabbino? Anche. Ma?

E lì, a Cesarea, Gesù prende l’iniziativa.

La gente chi dice che io sia?

Si parla molto di Gesù, ieri come oggi.

Sui giornali, nei dibattiti, tra amici, Gesù è un mistero irrisolto, inquietante,

difficile da decifrare.

Le risposte le conosciamo; un grand’uomo, un uomo mite, un messaggero

di pace, uno dei tanti uccisi dal potere. E basta.

Ciò che la Chiesa ha fatto di Lui, divinizzandolo, è un’altra storia.

Non c’è coerenza fra il Gesù autentico e quello raccontato dalla Chiesa.

E noi?

Gesù non ci sta ad essere ridotto ad argomento da salotto e, a bruciapelo,

pone oggi a ciascuno di noi la domanda: “Voi chi dite che io sia?”.

Già. E per me?

Per me solo, dentro, senza l’assillo di dare risposte sensate o alla moda, senza

la facciata e l'immagine da tenere in piedi?

A me, nudo dentro, vero, autentico, io, Gesù che dice?

Quante risposte!

Gesù diventa una speranza, una nostalgia, una tenerezza, la tenerezza del sogno

dell'’uomo che vorrebbe credere in un Dio vicino, che condivide, che partecipa.

Oppure, attenti al rischio catechismo, abbiamo la risposta confezionata: “Gesù

è il Cristo, il Figlio di Dio”.

Affermazione “corretta”, ma così lontana dal cuore!

La folla lo aveva riconosciuto il Messia.

Così i discepoli, così gli apostoli, così la comunità di Roma a cui Marco

indirizza il suo Vangelo.

Ma, in realtà?

Simone osa, si lancia; tu sei il Messia.

Risposta forte, esagerata, ardita; in nessun modo Gesù assomiglia al messia che

la gente si aspetta, così comune, dimesso, arrendevole, misericordioso. Nulla.

L’atto di fede di Simone è grandioso.

Gesù il falegname è il Cristo di Dio,

Ma Gesù subito presenta ciò che, per Lui, significa essere Cristo; donarsi

fino alla morte.

Gesù è venuto per svelare il volto del Padre e andrà fino in fondo, a costo di

lasciarci le penne.

E qui si resta sgomenti, attoniti, scandalizzati.

Pietro lo prende da parte, dice di non scoraggiare il morale delle truppe.

Insegna a Dio come si fa a fare Dio.

La risposta di Gesù è durissima; deve andarsene, convertirsi, sta ragionando

da Satana, non secondo la logica di Dio ma del mondo.

Per capire chi è il Cristo, bisogna essere disposti ad amare fino a morirne.

Non dite che Gesù è Cristo se prima non siete saliti con Lui sulla croce.

Non osate fare questa affermazione se prima non avete assaporato l’esagerazione

e la sofferenza del dono, se prima la vostra vita non è stata arata e scavata dal

solco della croce, amici, se prima non avete amato fino a star male, se il vostro

cuore non è stato convertito dal dono della compassione.

Questa croce che diventa misura del dono, giudizio sul mondo, unità di misura

del nuovo sistema di amare il fratello.

Anche Pietro e gli altri dovranno passare per il Golgota prima di entrare

definitivamente nella dinamica del Regno.

Isaia intuisce e profetizza questa nuova prospettiva di un Messia sofferente

e Giacomo ci ricorda che la nostra fede non si ferma alle Parola ma diventa

Gesto, e che solo così testimoniamo di avere incontrato il Cristo Signore.

Iniziamo così il nostro anno pastorale, il rientro all’attività autunnale; mettendo

al centro Gesù, il nostro Signore.

Ma soprattutto, chiedendoci chi è Dio per noi, come faccio io continuamente,

ogni santo giorno, amici, Santa Domenica delle domande.

 

venerdì 10 settembre 2021

Il Vangelo del Sabato 11 Settembre 2021

 

Della 23° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Proto e Giacinto, martiri di Roma.

Prima Lettura

Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (1,15-17)

Figlio mio, questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù

è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io.

Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in

me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio

a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.

Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli

dei secoli. Amen.

Parola di Dio.

Vangelo

Perchè mi invocate.

Dal Vangelo secondo Luca (6,43-49) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non vi è albero buono che produca

un frutto cattivo, né vi è d'altronde albero cattivo che produca un frutto buono.

Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini,

né si vendemmia uva da un rovo.

L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l'uomo cattivo dal

suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal

cuore sovrabbonda.

Perché mi invocate: "Signore, Signore!" e non fate quello che dico?

Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi

è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo

e ha posto le fondamenta sulla roccia.

Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché

era costruita bene.

Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito

una casa sulla terra, senza fondamenta.

Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Possiamo pregare allo sfinimento, e fare servizi e avere responsabilità nella

comunità, ma se la nostra vita non si ispira alla Parola, a che giova?

Il Signore non ci chiede coerenza eroica e granitica, ma autenticità nel lasciare

che la Parola illumini e metta in discussione la nostra vita.

Animo, fratelli e sorelle!

Che bello vedere intorno a noi fratelli e sorelle che, senza saperlo, senza

professarsi cristiani, producono frutti di tolleranza, di amicizia, di generosità.

E noi, discepoli, stiamo attenti e guardiamo con umiltà la trave che c’è nel

nostro occhio, per poter portare frutti di concretezza ancorando la nostra

vita alla roccia salda del Vangelo.

Non misuriamo la nostra fede, non chiediamoci a che punto siamo della nostra

vita interiore, chiediamoci solo se siamo ancora dietro al Nazareno, sapendo

che seguendo Lui, inevitabilmente, si passa per il Calvario.

Ma non dobbiamo avere paura amici, la preghiera saprà aiutarci.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri

debitori, e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 9 settembre 2021

Il Vangelo del Venerdì 10 Settembre 2021

 

Della 23° settimana del Tempo Ordinario.

San Nicola da Tolentino, sacerdote.

Prima Lettura

Prima ero un bestemmiatore, ma mi è stata usata misericordia.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Timòteo (1,1-2.12-14)

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per comando di Dio nostro salvatore e di Cristo Gesù

nostra speranza, a Timòteo, vero figlio mio nella fede: grazia, misericordia e pace

da Dio Padre e da Cristo Gesù Signore nostro.

Rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi

ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un

bestemmiatore, un persecutore e un violento.

Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede,

e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità

che è in Cristo Gesù.

Parola di Dio.

Vangelo

Può forse un cieco guidare un altro cieco?

Dal Vangelo secondo Luca (6,39-42) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco

guidare un altro cieco?

Non cadranno tutti e due in un fosso?

Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato,

sarà come il suo maestro.

Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della

trave che è nel tuo occhio?

Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo

occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio?

Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere

la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La richiesta di Gesù è diventata proverbiale ed è colma di buon senso; come

possiamo condurre un cieco se noi per primi siamo ciechi?

Come possiamo togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello se prima non

togliamo la trave che portiamo nel nostro occhio?

Quanto è vero ciò che dice il Signore!

Istintivamente siamo sempre pronti a scusarci, ad essere molto indulgenti con noi

stessi, ad avere mille giustificazioni per attenuare le nostre responsabilità e molto

più severi nel guardare i difetti degli altri, a stigmatizzarli, amplificarli, evidenziarli.

I nuovi mezzi che abbiamo a disposizione poi, se possibile, hanno esasperato questa

possibilità; spesso protetti dall’anonimato siamo impietosi nell’esprimere giudizi,

quasi sempre temerari e affatto documentati, facciamo diventare l’orribile vizio

del pettegolezzo una quasi-virtù.

No; se discepoli siamo seriamente invitati a ragionare in altro modo, a metterci dal

punto di vista di Dio che vede con misericordia ciascuno di noi, che non si sofferma

sulla miseria (che va riconosciuta e superata) ma sulla possibilità di conversione

che ognuno di noi porta in se stesso.

Coraggio, allora, convertiamoci, facendoci aiutare dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 8 settembre 2021

Il Vangelo del Giovedì 9 Settembre 2021

 

Della 23° settimana del Tempo Ordinario.

San Pietro Claver, sacerdote.

Prima Lettura

Rivestitevi della carità.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési (3,12-17)

Fratelli, scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi di sentimenti di tenerezza, di bontà,

di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi

gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro.

Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.

Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto.

E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in

un solo corpo.

E rendete grazie!

La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza.

Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti

ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori.

E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del

Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre.

Parola di Dio.

Vangelo

Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

Dal Vangelo secondo Luca (6,27-38)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: amate

i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi

maledicono, pregate per coloro che vi trattano male.

A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello,

non rifiutare neanche la tunica.

Dà a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.

E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro.

Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta?

Anche i peccatori amano quelli che li amano.

E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta?

Anche i peccatori fanno lo stesso.

E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta?

Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.

Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la

vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo

verso gli ingrati e i malvagi.

Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati;

perdonate e sarete perdonati.

Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata

nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Luca, diversamente da Matteo, non entra nelle dispute accademiche degli ebrei;

a lui non importa se la Legge orale, ossia gli oltre seicento precetti aggiunti alle

parole di Mosè e considerate dai farisei parola divina e da Gesù tradizione umana,

sia autentica o meno.

Il suo uditorio è composto in gran parte da pagani e, proprio per questo, inserisce

la disputa di Gesù in un altro contesto, quello dell’imitazione della misericordia divina.

Chiede ascolto, il Signore; il discepolo che lo segue non si adatta al basso profilo,

non fa cose scontate, sa bene che non c’è nulla di speciale nell’amare chi ti ama

e nel perdonare chi ti perdona!

La logica che vuole proporre il Vangelo è altra; la misura senza misura.

Dare tanto non significa ricevere tanto in premio, ma avere ricevuto tanto in acconto.

Perciò il discepolo vive con generosità, perché ha ricevuto amore senza misura!

Il paradosso evangelico è possibile solo come eccedenza di un amore ricevuto

e, perciò, donato.

Gesù non chiede ai suoi amici uno sforzo eroico e sovrumano, ma la continuazione

della misericordia che Dio dona a chi ha il coraggio di ascoltare la sua buona notizia.

Tutto questo, riusciremo a farlo attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

martedì 7 settembre 2021

Il Vangelo del Mercoledì 8 Settembre 2021

 

Della 23° settimana del Tempo Ordinario.

Natività della Beata Vergine Maria.

Prima Lettura

Partorirà colei che deve partorire.

Dal libro del profeta Michèa (5,1-4a)

E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te

uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini

sono dall'antichità, dai giorni più remoti.

Perciò Dio li metterà in potere altrui, fino a quando partorirà colei che deve

partorire; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d'Israele.

Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome

del Signore, suo Dio.

Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini

della terra.

Egli stesso sarà la pace!

Parola di Dio.

Vangelo

Non temere di prendere con te Maria, come tua sposa.

Dal Vangelo secondo Matteo (1,1-16.18-23) anno dispari.

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.

Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi

fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò

Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò

Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò

Iesse, Iesse generò il re Davide.

Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò

Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giosafat, Giosafat

generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz

generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò

Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.

Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò

Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò

Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò

Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò

Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di

Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello

Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla

pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo

del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te

Maria, tua sposa.

Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce

un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per

mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà

dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Quando si annuncia una bella giornata radiosa, ce ne si accorge fin dal

mattino, dall’aurora.

In questa prospettiva la devozione popolare ha spinto la Chiesa a festeggiare

non solo la nascita di Gesù ma anche il compleanno di sua Madre!

Festeggiare la nascita di una persona significa sempre rallegrarsi della sua

presenza, della sua venuta.

Così accade, in modo del tutto particolare, per Maria di Nazareth; la sua nascita

è salutata come una benedizione per tutti noi perché, attraverso di lei, ci è stata

donata la salvezza in Cristo.

La tradizione popolare, poi, ha voluto attingere ai Vangeli apocrifi, in particolare

il protovangelo di Giacomo, per avere ulteriori informazioni; Maria viene presentata

come una fanciulla consacrata al Tempio e cresciuta nella preghiera e nel silenzio.

Poco importa se queste informazioni si perdono nelle nebbie del passato; a noi basta

sapere che questa straordinaria credente ci ha permesso di attingere al vero volto di Dio.

Il suo “sì” al folle progetto del Padre ci ha donato la salvezza.

Anche i nostri piccoli “sì” alla volontà di Dio sono portatori di benedizione e di

salvezza per noi e per chi verrà dopo di noi.

Ed allora, ringraziamo la piccola Maria per il suo “sì” con la nostra preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

lunedì 6 settembre 2021

Il Vangelo del Martedì 7 Settembre 2021

 

Della 23° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Regina di Alise, vergine e martire.

Prima Lettura

Con Cristo Dio ha dato vita anche a voi, perdonandoci tutte le colpe.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési (2,6-15)

Fratelli, come avete accolto Cristo Gesù, il Signore, in lui camminate, radicati

e costruiti su di lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, sovrabbondando

nel rendimento di grazie.

Fate attenzione che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vuoti raggiri

ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo.

È in lui che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi partecipate

della pienezza di lui, che è il capo di ogni Principato e di ogni Potenza.

In lui voi siete stati anche circoncisi non mediante una circoncisione fatta da mano

d’uomo con la spogliazione del corpo di carne, ma con la circoncisione di Cristo:

con lui sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella

potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti.

Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della

non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando il

documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto

di mezzo inchiodandolo alla croce.

Avendo privato della loro forza i Principati e le Potenze, ne ha fatto pubblico

spettacolo, trionfando su di loro in Cristo.

Parola di Dio.

Vangelo

Passò tutta la notte pregando e scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli.

Dal Vangelo secondo Luca (6,12-19) anno dispari.

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio.

Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche

il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello;

Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo;

Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.

Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante.

C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea,

da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo

ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti

impuri venivano guariti.

Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Nel mondo islamico ci sono ancora troppe guerre in nome della religiorne.

Dio è stato nuovamente brandito come pretesto per contrapporre i popoli, per

giustificare la follia omicida recondita del cuore dell’uomo.

E la Parola illumina la nostra tenebra e propone come modello di convivenza

il sogno di Dio che è la Chiesa.

Dodici persone, simbolo della pienezza, dodici sono, infatti, i mesi dell’anno e le

tribù di Israele, diverse fra loro per formazione, cultura e provenienza e che, pure,

sanno stare insieme, aiutando Dio a sollevare l’umanità sofferente.

In un mondo che tutto contrappone ed esaspera siamo chiamati, come discepoli,

a proporre una vita nuova, un modo altro e alto di vivere, senza cedere alla

tentazione della battaglia senza fine, senza fare della diversità un ostacolo.

La Chiesa, anche la piccola e sgangherata comunità in cui ci troviamo a vivere,

è chiamata ad essere quel piccolo angolo di umanità nuova e riconciliata che

contagia con la propria vita il mondo rissoso e inquieto, con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.