venerdì 21 maggio 2021

Il Vangelo del Sabato 22 Maggio 2021

 

Della 7° settimana del Tempo di Pasqua.

Santa Rita da Cascia, Vedova e religiosa.

Prima Lettura

Paolo rimase a Roma, annunciando il regno di Dio.

Dagli Atti degli Apostoli (28,16-20.30-31)

Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per conto suo con un soldato di guardia.

Dopo tre giorni, egli fece chiamare i notabili dei Giudei e, quando giunsero, disse

loro: «Fratelli, senza aver fatto nulla contro il mio popolo o contro le usanze dei padri,

sono stato arrestato a Gerusalemme e consegnato nelle mani dei Romani.

Questi, dopo avermi interrogato, volevano rimettermi in libertà, non avendo trovato

in me alcuna colpa degna di morte.

Ma poiché i Giudei si opponevano, sono stato costretto ad appellarmi a Cesare, senza

intendere, con questo, muovere accuse contro la mia gente.

Ecco perché vi ho chiamati: per vedervi e parlarvi, poiché è a causa della speranza

d'Israele che io sono legato da questa catena».

Paolo trascorse due anni interi nella casa che aveva preso in affitto e accoglieva tutti

quelli che venivano da lui, annunciando il regno di Dio e insegnando le cose

riguardanti il Signore Gesù Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento.

Parola di Dio.

Vangelo

Questo è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e la

sua testimonianza è vera.

Dal Vangelo secondo Giovanni (21,20-25) anno dispari.

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava,

colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore,

chi è che ti tradisce?».

Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?».

Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?

Tu seguimi».

Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto.

Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli

rimanga finché io venga, a te che importa?».

Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo

che la sua testimonianza è vera.

Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una,

penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

No certo, non basterebbe il mondo a contenere i libri che raccontano i “Vangeli” del

nostro incontro con Dio.

Non basterebbe il tempo ad ascoltare la testimonianza di milioni di fratelli e sorelle che,

come Giovanni, hanno accolto la Parola e l’hanno lasciata crescere nella propria vita!

Simone ha finito la prima parte del suo percorso; ora che è consapevole del suo limite

può veramente rassicurare la fede dei suoi fratelli.

Ora che non è più arrogante, che ha toccato sulla pelle il proprio limite, può

finalmente diventare il pastore che rassicura i fratelli.

Chiede di Giovanni, Pietro, chiede se non vada meglio lui.

Forse ha ragione: è un mistico, Giovanni, ed era l’unico dei discepoli, insieme

alla madre, a stare sotto la croce.

No, Gesù ha scelto Simone, non Giovanni il perfetto.

Che ce ne faremmo di un Papa perfetto?

Di una Chiesa perfetta?

Come potrei sentirmi a mio agio, io che sono un peccatore?

Gesù lo rassicura, sa quello che fà, e Pietro deve arrendersi all’evidenza,

evitare di insistere.

È questa la logica di Dio, la logica di chi non vuole a capo della sua Chiesa i migliori

ma coloro che hanno l’ardire del pentimento, il coraggio del perdono donato e ricevuto.

Proprio donato perché ricevuto; non voglio dirvi, amici, che è facile, anch’io ho

faticato parecchio e, solo la preghiera ci può aiutare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 20 maggio 2021

Il Vangelo del Venerdì 21 Maggio 2021

 

Della 7° settimana del Tempo di Pasqua.

Santi Cristoforo Magallanes e 24 compagni Martiri messicani.

Prima Lettura

Si trattava di un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo.

Dagli Atti degli Apostoli (25,13-21)

In quei giorni, arrivarono a Cesarèa il re Agrippa e Berenìce e vennero a salutare Festo.

E poiché si trattennero parecchi giorni, Festo espose al re le accuse contro Paolo,

dicendo: «C'è un uomo, lasciato qui prigioniero da Felice, contro il quale, durante la

mia visita a Gerusalemme, si presentarono i capi dei sacerdoti e gli anziani dei Giudei

per chiederne la condanna.

Risposi loro che i Romani non usano consegnare una persona, prima che l'accusato

sia messo a confronto con i suoi accusatori e possa aver modo di difendersi dall'accusa.

Allora essi vennero qui e io, senza indugi, il giorno seguente sedetti in tribunale

e ordinai che vi fosse condotto quell'uomo.

Quelli che lo incolpavano gli si misero attorno, ma non portarono alcuna accusa

di quei crimini che io immaginavo; avevano con lui alcune questioni relative alla

loro religione e a un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo.

Perplesso di fronte a simili controversie, chiesi se volesse andare a Gerusalemme

e là essere giudicato di queste cose.

Ma Paolo si appellò perché la sua causa fosse riservata al giudizio di Augusto, e così

ordinai che fosse tenuto sotto custodia fino a quando potrò inviarlo a Cesare».

Parola di Dio.

Vangelo

Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecore.

Dal Vangelo secondo Giovanni (21,15-19) anno dispari.

In quel tempo, quando [si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato,

Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?».

Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene».

Gli disse: «Pasci i miei agnelli».

Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?».

Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene».

Gli disse: «Pascola le mie pecore».

Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?».

Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse "Mi vuoi bene?",

e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene».

Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore.

In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi

dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà

e ti porterà dove tu non vuoi».

Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio.

E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Per tre volte Pietro aveva negato di conoscere il Maestro davanti alle sollecitazioni

di una servetta.

Il principe degli apostoli aveva fatto una ben magra figura, smentendo quanto

solennemente promesso qualche ora prima.

Per questa ragione, probabilmente, gli evangelisti ci presentano Pietro come

l’ultimo, fra gli apostoli, a convertirsi alla gioia.

Gesù è risorto, certo, e Pietro ha avuto anche la straordinaria esperienza di un’apparizione

privata che non deve essere andata molto bene visto che nessuno ne parla.

Ma è come se la resurrezione fosse per qualcun altro, non per lui.

Perciò Gesù viene per salvare la pecora che si era smarrita, sul lago di Tiberiade

alla fine di un’ennesima notte infruttuosa.

Perciò lo prende da parte e lo aiuta a riconciliarsi con se stesso.

Pietro è incalzato e ammette di voler bene al Signore.

Ma non è più disposto a fare grandi proclami e grandi promesse.

Troppo il dolore per osare ancora.

Gesù sorride; ora Pietro è pronto.

Poiché ha sperimentato il proprio limite ora è capace di accogliere quello degli altri,

senza giudizio e senza arroganza, ma con la misericordia che forgia i santi.

Proprio come è successo a Pietro.

E noi, siamo pronti a seguire le orme di Pietro?

Se facciamo fatica, facciamoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 19 maggio 2021

Il Vangelo del Giovedì 20 Maggio 2021

 

Della 7° settimana del Tempo di Pasqua.

San Bernardino da Siena, sacerdote.

Prima Lettura

È necessario che tu dia testimonianza anche a Roma.

Dagli Atti degli Apostoli (22,30; 23,6-11)

In quei giorni, [il comandante della corte,] volendo conoscere la realtà dei fatti,

cioè il motivo per cui Paolo veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene

e ordinò che si riunissero i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio; fece condurre

giù Paolo e lo fece comparire davanti a loro.

Paolo, sapendo che una parte era di sadducèi e una parte di farisei, disse a gran

voce nel sinedrio: «Fratelli, io sono fariseo, figlio di farisei; sono chiamato in

giudizio a motivo della speranza nella risurrezione dei morti».

Appena ebbe detto questo, scoppiò una disputa tra farisei e sadducèi e l'assemblea si divise.

I sadducèi infatti affermano che non c'è risurrezione né angeli né spiriti; i farisei

invece professano tutte queste cose.

Ci fu allora un grande chiasso e alcuni scribi del partito dei farisei si alzarono in

piedi e protestavano dicendo: «Non troviamo nulla di male in quest'uomo.

Forse uno spirito o un angelo gli ha parlato».

La disputa si accese a tal punto che il comandante, temendo che Paolo venisse

linciato da quelli, ordinò alla truppa di scendere, portarlo via e ricondurlo nella fortezza.

La notte seguente gli venne accanto il Signore e gli disse: «Coraggio!

Come hai testimoniato a Gerusalemme le cose che mi riguardano, così è necessario

che tu dia testimonianza anche a Roma».

Parola di Dio.

Vangelo

Siano perfetti nell'unità!

Dal Vangelo secondo Giovanni (17,20-26) anno dispari.

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo]: «Non prego solo

per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola:

perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano

anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano una sola cosa

come noi siamo una sola cosa.

Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo conosca che

tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.

Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch'essi con me dove sono io,

perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai

amato prima della creazione del mondo.

Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi

hanno conosciuto che tu mi hai mandato.

E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore

con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù durante la sua ultima grande preghiera sacerdotale porta nel suo cuore

i suoi discepoli amati.

È preoccupato quasi più per loro che per sé; chiede al Padre di conservarli

nell’amore, di sostenerli nel loro percorso.

Ma non si ferma lì; la sua preghiera si allarga e guarda oltre i confini della storia,

per arrivare fino a noi.

Sì; Gesù prega per noi suoi discepoli di seconda e terza generazione; per noi che

abbiamo creduto grazie alla predicazione credibile di chi ci ha parlato del Signore.

Mi emoziona pensare di essere presente nella preghiera di Cristo.

Di essere anch’io, nelle mie piccole vicende, nell’orto degli Ulivi.

Stiamo a cuore al Signore, siamo preziosi ai suoi occhi, si preoccupa per noi

e innalza la sua preghiera al Padre per ciascuno di noi.

Gesù prega per noi ma non si sostituisce a noi, non fa ciò che siamo in grado di fare,

non opera contro la nostra volontà.

La sua preghiera chiede per noi di dimorare nell’unità; in noi stessi, fra noi,

come credenti, con Dio.

Solo unificando la nostra vita la nostra ricerca e la nostra preghiera, possiamo

dimorare nell’amore che lega il Padre al Figlio e che è lo Spirito Santo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 18 maggio 2021

Il Vangelo del Mercoledì 19 Maggio 2021

 

Della 7° settimana del Tempo di Pasqua.

San Celestino V, eremita e Papa.

Prima Lettura

Vi affido a Dio, che ha la potenza di edificare e di concedere l'eredità.

Dagli Atti degli Apostoli (20,28-38)

In quei giorni, Paolo diceva agli anziani della Chiesa di Èfeso: «Vegliate su voi stessi

e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti come custodi per

essere pastori della Chiesa di Dio, che si è acquistata con il sangue del proprio Figlio.

Io so che dopo la mia partenza verranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il

gregge; perfino in mezzo a voi sorgeranno alcuni a parlare di cose perverse, per attirare

i discepoli dietro di sé.

Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato,

tra le lacrime, di ammonire ciascuno di voi.

E ora vi affido a Dio e alla parola della sua grazia, che ha la potenza di edificare

e di concedere l'eredità fra tutti quelli che da lui sono santificati.

Non ho desiderato né argento né oro né il vestito di nessuno.

Voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto

queste mie mani.

In tutte le maniere vi ho mostrato che i deboli si devono soccorrere lavorando così,

ricordando le parole del Signore Gesù, che disse: "Si è più beati nel dare che nel ricevere!"».

Dopo aver detto questo, si inginocchiò con tutti loro e pregò.

Tutti scoppiarono in pianto e, gettandosi al collo di Paolo, lo baciavano, addolorati

soprattutto perché aveva detto che non avrebbero più rivisto il suo volto.

E lo accompagnarono fino alla nave.

Parola di Dio.

Vangelo

Siano una cosa sola, come noi.

Dal Vangelo secondo Giovanni (17,11b-19) anno dispari.

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo]: «Padre santo,

custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.

Quand'ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho

conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione,

perché si compisse la Scrittura.

Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se

stessi la pienezza della mia gioia.

Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo,

come io non sono del mondo.

Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno.

Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.

Consacrali nella verità.

La tua parola è verità.

Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo;

per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Quanto umanissimo amore lasciano intravvedere le parole del Signore Gesù

dopo l’ultima cena!

Parole di affetto, di attenzione, di preoccupazione non per sé e per il proprio

amaro destino, ma per coloro che lo hanno seguito, per noi che lo abbiamo

scelto come nostra guida e Signore.

Invece di essere travolto dalle comprensibili paure che assalgono ogni uomo

davanti alla propria tragica fine, Gesù rivolge la sua accorata preghiera per noi

discepoli, fragili e vulnerabili, incapaci di fronteggiare le persecuzioni del mondo

e le tentazioni dell’avversario.

Noi discepoli che abbiamo scoperto di non appartenere al mondo, di essere rinati

in una dimensione nuova, altra, donataci gratuitamente da Dio.

E che possiamo restare discepoli solo se ci nutriamo della verità che ci deriva dalla

conoscenza della Parola di Dio.

Invochiamo lo Spirito Santo che riempia di desiderio il nostro cuore, che ci aiuti

a scrutare la Scrittura per trovarvi tutta la verità di cui abbiamo necessità per

crescere e per conoscere la strada da percorrere.

Non siamo soli; il Signore sa bene quanta fatica facciamo a restargli fedeli e ad

annunciare al mondo la sua presenza.

E prega per noi e, se prega Lui; ancora di più dobbiamo farlo noi.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 17 maggio 2021

Il Vangelo del Martedì 18 Maggio 2021

 

Della 7° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima Lettura

Conduco a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù.

Dagli Atti degli Apostoli (20,17-27)

In quei giorni, da Milèto Paolo mandò a chiamare a Èfeso gli anziani della Chiesa.

Quando essi giunsero presso di lui, disse loro: «Voi sapete come mi sono comportato

con voi per tutto questo tempo, fin dal primo giorno in cui arrivai in Asia: ho servito

il Signore con tutta umiltà, tra le lacrime e le prove che mi hanno procurato le

insidie dei Giudei; non mi sono mai tirato indietro da ciò che poteva essere utile,

al fine di predicare a voi e di istruirvi, in pubblico e nelle case, testimoniando

a Giudei e Greci la conversione a Dio e la fede nel Signore nostro Gesù.

Ed ecco, dunque, costretto dallo Spirito, io vado a Gerusalemme, senza sapere ciò

che là mi accadrà.

So soltanto che lo Spirito Santo, di città in città, mi attesta che mi attendono catene e tribolazioni.

Non ritengo in nessun modo preziosa la mia vita, purché conduca a termine la mia corsa e il

servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù, di dare testimonianza al vangelo della grazia di Dio.

E ora, ecco, io so che non vedrete più il mio volto, voi tutti tra i quali sono

passato annunciando il Regno.

Per questo attesto solennemente oggi, davanti a voi, che io sono innocente del sangue

di tutti, perché non mi sono sottratto al dovere di annunciarvi tutta la volontà di Dio».

Parola di Dio.

Vangelo

Padre, glorifica il Figlio tuo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (17,1-11a) anno dispari.

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l'ora: glorifica

il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te.

Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti

coloro che gli hai dato.

Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai

mandato, Gesù Cristo.

Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare.

E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te

prima che il mondo fosse.

Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo.

Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola.

Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che

hai dato a me io le ho date a loro.

Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che

tu mi hai mandato.

Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato,

perché sono tuoi.

Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro.

Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La vita eterna, che è già cominciata per ciascuno di noi, consiste nel conoscere Dio.

La vita che ci è donata è un percorso per giungere alla conoscenza; di noi stessi e

di Dio, di Dio attraverso la scoperta della nostra interiorità, e del nostro vero “io”

alla luce del vero volto di Dio.

Molti pensano che la vita coincida con la sopravvivenza, con lo scorrere dei giorni,

con il soddisfacimento dei bisogni.

Quelli che osano di più sognano e a volte realizzano anche una storia d’amore.

Ma tutto ciò che facciamo, che concretizziamo, la gioia, legittima e necessaria,

che sperimentiamo, tutto ci conduce alla scoperta del volto di Dio nascosto

dietro e dentro la realtà.

Ma quante poche energie dedichiamo a questa conoscenza, e quanto tempo

spendiamo per ciò che non può dissetare!

La progressiva conoscenza di Dio ci vede in sintonia con Gesù che ci sente “suoi”,

che prega per noi.

È bellissimo pensare di essere preziosi agli occhi del Maestro Gesù, questo ci

rende forti e ci permette di affrontare ogni difficoltà.

Il Signore Gesù prega Dio per noi, affinché anche noi giungiamo alla conoscenza

tutta intera; continuiamo con entusiasmo nella scoperta di Dio, attraverso la preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 16 maggio 2021

Il Vangelo del Lunedì 17 Maggio 2021

 

Della 7° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima Lettura

Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?

Dagli Atti degli Apostoli (19,1-8)

Mentre Apollo era a Corìnto, Paolo, attraversate le regioni dell'altopiano, scese a Èfeso.

Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: «Avete ricevuto lo Spirito Santo quando

siete venuti alla fede?».

Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo».

Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo di Giovanni», risposero.

Disse allora Paolo: «Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo

al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù».

Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo

ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare

in lingue e a profetare.

Erano in tutto circa dodici uomini. Entrato poi nella sinagoga, vi poté parlare

liberamente per tre mesi, discutendo e cercando di persuadere gli ascoltatori

di ciò che riguarda il regno di Dio.

Parola di Dio.

Vangelo

Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!

Dal Vangelo secondo Giovanni (16,29-33) anno dispari.

In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non

più in modo velato.

Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi.

Per questo crediamo che sei uscito da Dio».

Rispose loro Gesù: «Adesso credete?

Ecco, viene l'ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo

e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.

Vi ho detto questo perché abbiate pace in me.

Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Difficile misurare la propria fede.

Difficile sapere se siamo o meno capaci di professare la nostra fiducia nel Dio di Gesù.

Difficile, soprattutto, quando le cose vanno male o non vanno come avremmo sperato.

Quando ci sembra tutto chiaro, come accade agli apostoli prima dell’arresto, in realtà

ancora non abbiamo sperimentato il limite del nostro limite, la misura della nostra fragilità.

Quante volte pensiamo (speriamo?) di avere alle spalle un solido percorso di fede

ed invece ci troviamo a rimettere tutto in discussione?

A me capita spesso, amici.

Proprio la luce dell’ascensione ci rassicura; Gesù è salito al cielo per essere

presente qui e ovunque.

E chiede di dimorare nella pace che è la sua presenza.

Siamo amati, siamo nelle mani e nell’abbraccio fiducioso di Dio, cosa dobbiamo temere?

Anche quando il mare è in tempesta se ci immergiamo nella profondità degli abissi

troviamo la calma assoluta.

Così nella nostra vita; se troviamo il tempo ed il coraggio di dimorare nelle profondità

dello Spirito, possiamo trovare quella pace che Dio solo può dare, che non risolve

i problemi, ma ci aiuta a vederli in una luce nuova.

La luce della fede e della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.