mercoledì 21 aprile 2021

Il Vangelo del Giovedì 22 Aprile 2021

 

Della 3° Domenica del Tempo Ordinario.

Prima lettura.

Ecco, qui c'è dell'acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?

Dagli Atti degli Apostoli (8,26-40)

In quei giorni, un angelo del Signore parlò a Filippo e disse: «Àlzati e va' verso

il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta».

Egli si alzò e si mise in cammino, quand'ecco un Etìope, eunùco, funzionario di

Candàce, regina di Etiòpia, amministratore di tutti i suoi tesori, che era venuto per il

culto a Gerusalemme, stava ritornando, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaìa.

Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va' avanti e accòstati a quel carro».

Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaìa, gli disse: «Capisci

quello che stai leggendo?».

Egli rispose: «E come potrei capire, se nessuno mi guida?».

E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui.

Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo: "Come una pecora egli fu

condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così

egli non apre la sua bocca.

Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato, la sua discendenza chi

potrà descriverla?

Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita".

Rivolgendosi a Filippo, l'eunùco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta

dice questo?

Di se stesso o di qualcun altro?».

Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura, annunciò

a lui Gesù.

Proseguendo lungo la strada, giunsero dove c'era dell'acqua e l'eunùco

disse: «Ecco, qui c'è dell'acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?».

Fece fermare il carro e scesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunùco, ed egli

lo battezzò.

Quando risalirono dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l'eunùco non

lo vide più; e, pieno di gioia, proseguiva la sua strada.

Filippo invece si trovò ad Azoto ed evangelizzava tutte le città che

attraversava, finché giunse a Cesarèa.

Parola di Dio.

Vangelo

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,44-51) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira

il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno istruiti da Dio".

Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me.

Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre.

In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.

Io sono il pane della vita.

I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane

che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.

Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne

per la vita del mondo».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Quando iniziamo un cammino di fede, coinvolgendo la nostra intelligenza e i

nostri sentimenti; o quando alla fine di questo nostro percorso spesso irto di

difficoltà ci “arrendiamo” al Vangelo e professiamo la nostra fede; allora ci

rendiamo conto che, in fondo, dietro tutto il nostro percorso e cammino,

il Signore aveva già manifestato la sua discreta vicinanza.

Cerchiamo colui che ci cerca, sentiamo che il nostro desiderio del Signore,

in fondo, è Lui stesso ad averlo suscitato in noi.

Ma Gesù va oltre; credere significa avere la vita eterna, cioè la vita dell’Eterno.

Spesso, erroneamente, pensiamo che la vita eterna sia qualcosa che ci capita alla

fine del nostro cammino, o meglio, tragitto di vita, in un ipotetico e fumoso futuro

di cui non sappiamo molto.

L’eternità diventa, allora, una specie di premio per ripagarci di tutte le noiose

cose cattoliche che abbiamo dovuto sopportare.

Non è così; la vita eterna è già iniziata, la vita dell’Eterno si accende in noi quando

crediamo, quando professiamo la nostra fede, quando scegliamo di diventare e

vivere come discepoli del Nazareno.

E in questo andare, l’Eucarestia e la preghiera, diventano un incontro fondamentale,

intenso, un dono che è il pane del cammino, la reale presenza di Cristo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

martedì 20 aprile 2021

Il Vangelo del Mercoledì 21 Aprile 2021

 

Della 3° settimana del Tempo di Pasqua.

Sant’Anselmo, vescovo e dottore della Chiesa.

Prima lettura.

Andarono di luogo in luogo, annunciando la Parola.

Dagli Atti degli Apostoli (8,1b-8)

In quel giorno scoppiò una violenta persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme;

tutti, ad eccezione degli apostoli, si dispersero nelle regioni della Giudea e della Samarìa.

Uomini pii seppellirono Stefano e fecero un grande lutto per lui.

Sàulo intanto cercava di distruggere la Chiesa: entrava nelle case, prendeva

uomini e donne e li faceva mettere in carcere.

Quelli però che si erano dispersi andarono di luogo in luogo, annunciando la Parola.

Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo.

E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo

parlare e vedendo i segni che egli compiva.

Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida,

e molti paralitici e storpi furono guariti.

E vi fu grande gioia in quella città.

Parola di Dio.

Vangelo.

Questa è la volontà del Padre: che chiunque vede il Figlio e crede in lui

abbia la vita eterna.

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,35-40) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù alla folla: «Io sono il pane della vita; chi viene a me

non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!

Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete.

Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò

fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà

di colui che mi ha mandato.

E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di

quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.

Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede

in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Quanto è grande il Dio di Gesù!

Quanto è diverso dalla brutta copia che a volte ci siamo fatti di lui!

Gesù, in un momento intenso e drammatico del suo ministero, mentre tenta di

convincere la folla a cercare Dio non per il pane che nutre solo il corpo ma per

quello che riempie il cuore, svela definitivamente il vero volto di Dio.

Un Dio che non ha nulla a che fare con l’essere supremo asettico e annoiato che

scruta i destini del mondo dall’alto, ma è un padre tenerissimo e discreto che ha un

unico desiderio; la pienezza di vita dei propri figli, la vita eterna per ciascuno di loro.

La vita eterna è la vita dell’Eterno, la vita di Dio che dona alle nostre piccole

Esistenze, dimensioni e respiro di immortalità.

La folla (e noi) cerca Dio per avere dei benefici, una protezione, un aiuto.

Gesù, invece, propone di alzare lo sguardo per vedere che quel Dio che ha donato

al popolo di Israele la manna, in realtà gli ha dato molto di più; la libertà di essere

figli, la dignità assoluta di essere uomini.

Convertiamo il nostro cuore a questa sorridente visione di Dio che ha Gesù,

facciamo in modo che sia questo il Dio cui indirizziamo la nostra preghiera

e i nostri desideri profondi!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 19 aprile 2021

Il Vangelo del Martedì 20 Aprile 2021

 

Della 3° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima lettura.

Signore Gesù, accogli il mio spirito.

Dagli Atti degli Apostoli (7,51-8,1a)

In quei giorni, Stefano [diceva al popolo, agli anziani e agli scribi:] «Testardi e in

circoncisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo.

Come i vostri padri, così siete anche voi.

Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato?

Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi

ora siete diventati traditori e uccisori, voi che avete ricevuto la Legge mediante

ordini dati dagli angeli e non l'avete osservata».

All'udire queste cose, erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano.

Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che

stava alla destra di Dio e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo

che sta alla destra di Dio».

Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme

contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo.

E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Sàulo.

E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito».

Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato».

Detto questo, morì.

Saulo approvava la sua uccisione.

Parola di Dio.

Vangelo.

Non Mosè, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,30-35) anno dispari.

In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo?

Quale opera fai?

I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: "Diede

loro da mangiare un pane dal cielo"».

Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane

dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero.

Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».

Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».

Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi

crede in me non avrà sete, mai!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù ha appena sfamato cinquemila capi-famiglia in quello che è il peggiore

dei suoi miracoli, quello peggio interpretato.

È fuggito quando la folla lo voleva fare re; ora, raggiunto dalla gente, inizia una feroce

polemica con chi, invece di cercare Dio per Dio, lo cerca per avere la pancia piena.

Gesù chiede di credere nelle sue parole, di fidarsi di Lui e la gente cosa vuole da Lui?

Un segno! Un miracolo, l’ennesimo!

Come se non fosse bastato sfamare una tale quantità di persone!

Abbiamo sempre bisogno di segni della presenza di Dio, chiediamo sempre

miracoli e apparizioni.

Abbiamo una fede fragile, lunatica, scostante, altalenante.

Invece di fidarci delle Parole del Signore, di imparare a leggere i tanti segni della

sua presenza (anche oggi, come tutti i giorni, la nostra giornata è riempita di piccoli

miracoli quotidiani…) corriamo dietro agli eventi straordinari che solleticano

l’emozione senza convertire il cuore.

Gesù, invece, viene per sfamare il nostro infinito desiderio di bene e di felicità,

a nutrire la nostra anima, a colmare i nostri sogni.

Gesù Risorto si propone come orizzonte dell’intera vita, non come piccolo amuleto

da tirare fuori nei giorni di difficoltà o di fame dell’anima!

Quanta mancanza di fede, abbiamo!

Se vogliamo veramente capire cosa vuole il Signore da noi, dobbiamo capirlo

attraverso il Vangelo con l’aiuto dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 18 aprile 2021

Il Vangelo del Lunedì 19 Aprile 2021

 

Della 3° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima lettura.

Non potevano resistere alla sapienza e allo Spirito con cui Stefano parlava.

Dagli Atti degli Apostoli (6,8-15)

In quei giorni, Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi

e segni tra il popolo.

Allora alcuni della sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenèi, degli Alessandrini e di

quelli della Cilìcia e dell'Asia, si alzarono a discutere con Stefano, ma non

riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava.

Allora istigarono alcuni perché dicessero: «Lo abbiamo udito pronunciare

parole blasfeme contro Mosè e contro Dio».

E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso,

lo catturarono e lo condussero davanti al sinedrio.

Presentarono quindi falsi testimoni, che dissero: «Costui non fa che parlare

contro questo luogo santo e contro la Legge.

Lo abbiamo infatti udito dichiarare che Gesù, questo Nazareno, distruggerà

questo luogo e sovvertirà le usanze che Mosè ci ha tramandato».

E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il

suo volto come quello di un angelo.

Parola di Dio.

Vangelo.

Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna.

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,22-29) anno dispari.

Il giorno dopo, la folla, rimasta dall'altra parte del mare, vide che c'era soltanto

una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi

discepoli erano partiti da soli.

Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato

il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie.

Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli,

salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù.

Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché

avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.

Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la

vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà.

Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».

Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?».

Gesù rispose loro: «Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È un dialogo fra sordi quello di Gesù con la folla, piuttosto offesa, che lo ha cercato.

Ma come, hanno appena cercato di farlo re e questi è fuggito?

Che strano personaggio!

Gesù, in effetti, appare profondamente turbato da ciò che è accaduto.

Non si aspettava una reazione del genere; sperava che quel gesto inaugurasse

il tempo messianico, che la folla capisse il vero volto di Dio che non risolve

i problemi ma che chiede a noi di condividere le soluzioni.

E invece.

Ancora una volta l’uomo si dimostra impreparato, ancorato alle proprie

ristrette visioni, abitato da un’insuperabile meschinità d’animo.

Sono offesi i suoi partigiani e Gesù tenta un ultimo, disperato tentativo; chiede

loro di riflettere sull’accaduto; la fame del corpo è solo una dimensione

dell’esistenza, la fame del cuore è più importante, ed Egli è venuto a donare

un pane che può saziare per l’eternità.

La folla è incuriosita e chiede cosa deve fare per avere questo pane.

La logica è sempre la stessa; cosa bisogna “fare” per aggiudicarsi Dio?

No, risponde Gesù, non bisogna “fare” ma “credere”.

La religiosità, ribadisce, non consiste nel mettere in opera dei fatti, ma nel

vivere una profonda dimensione della fede, attraverso la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 17 aprile 2021

Il Vangelo di Domenica 18 Aprile 2021

 

Della 3° Domenica di Pasqua.

Prima lettura.

Avete ucciso l'autore della vita, ma Dio l'ha risuscitato dai morti.

Dagli Atti degli Apostoli (3,13-15.17-19)

In quei giorni, Pietro disse al popolo: «Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio

di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete

consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo;

voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse

graziato un assassino.

Avete ucciso l'autore della vita, ma Dio l'ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni.

Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi.

Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti,

che cioè il suo Cristo doveva soffrire.

Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati».

Parola di Dio.

Seconda lettura.        

Gesù Cristo è vittima di espiazione per i nostri peccati e per quelli di tutto il mondo.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (2,1-5a)

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha

peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto.

È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri,

ma anche per quelli di tutto il mondo.

Da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti.

Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo

e in lui non c'è la verità.

Chi invece osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente perfetto.

Parola di Dio.

Vangelo.

Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.

Dal Vangelo secondo Luca (24,35-48) anno B.

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano

[agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la

via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo

a loro e disse: «Pace a voi!».

Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma.

Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?

Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!

Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho».

Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.

Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore,

disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?».

Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che

si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi».

Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto:

il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati

a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.

Di questo voi siete testimoni».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Rientrano a Gerusalemme, i discepoli di Emmaus.

Sono tornati di corsa, col cuore in tumulto.

Ripercorrono la strada che, mestamente, hanno fatto all’inizio di quel triste giorno.

Il cuore era appesantito, scosso, rattristato.

Fino a quando quel viandante aveva attaccato bottone, togliendoli dalla loro cupezza,

prendendoli in giro per la lentezza del loro cuore.

Poi il pasto condiviso e il gesto del pane spezzato.

E, lì, lo hanno riconosciuto.

La strada, ora, è leggera e la terra brucia loro sotto i piedi.

Entrati in città si dirigono nella casa di Giovanni Marco o, forse, 

in quella dell’evangelista Giovanni.

Sanno che gli scampati sono chiusi, impauriti, nella stanza al primo piano, quella della Cena.

Si fanno riconoscere. Entrano. Raccontano, in affanno.

E mentre parlano, accade. Eccolo.

Che meraviglia!

Parlano del Risorto e il Risorto appare!

Così la fede si è trasmessa fino a noi, oggi, fino a me.

E io mi preoccupo di restituirvela, nella povertà di ciò che sono.

Quando parliamo del Risorto, quando raccontiamo di come lo abbiamo conosciuto e incontrato

nello spezzare il pane, nell’Eucarestia, o lungo la strada, il cammino di conversione, il Signore

Risorto, se non trova ostacoli, entra nel cuore di chi ascolta o di chi legge.

E, così, da bocca a orecchio, da cuore a cuore, siamo qui, oggi, a celebrare il Risorto.

Nonostante i nostri limiti e i nostri dubbi.

Dubbi che derivano dalla fatica nel credere nella testimonianza dei discepoli, come accaduto a Tommaso.

O dubbi che derivano, in questi tempi, dalla persecuzione che sta uccidendo e mettendo a dura

prova migliaia di fratelli cristiani, colpevoli solo di essere discepoli del Signore Gesù.

Il mondo ci odia, come ha profetizzato il Maestro.

Ora è evidente a tutti.

Crediamo, certo, ma Gesù ci appare come un fantasma, lontano ed evanescente.

Un’idea, un ideale, troppo poco presente per sostenerci nel momento della prova.

Lo sa, il Risorto. E ci incoraggia.

Riempiendoci di doni.

La pace, anzitutto.

Quella che ci deriva dalla certezza di essere amati.

La pace che non è un’irrealistica utopia di un mondo che, invece di andare verso l’unità,

sembra esplodere nell’odio e nella violenza.

Il cristiano è pacifista perché pacificato, perché, in Cristo Risorto, sa che nessuna croce è definitiva.

La pace, che non esclude momenti di sconforto, di dubbio, di rabbia, è un dono che

va accolto e conquistato.

Il primo dono ai credenti.

Dimorare nella pace significa mettere Cristo al centro, prenderlo come punto di riferimento

definitivo e vincolante.

Amare. Vivere da risorti.

La resurrezione non è qualcosa che ci capiterà un giorno, se facciamo i bravi.

Ma la condizione in cui siamo posti da ora, se credenti.

Per poter vivere da persone riconciliate col mondo e con gli altri, con noi stessi e col nostro

passato, siamo chiamati a interpretare e leggere la nostra vita alla luce della resurrezione.

Difficile, ovvio.

Mi consola il fatto che gli apostoli, prima di noi, abbiano dubitato, come me.

Eppure quella è la strada, l’unica percorribile, l’unica vera.

Il mondo da sempre è divorato dalla violenza e dall’egoismo e l’uomo, nonostante le periodiche

e illusorie prospettive che vedono in esso una bontà naturale nei fatti indimostrabile, è segnato

dall’ombra del peccato e della morte.

Eppure siamo salvati e redenti.

Risorti con Cristo, cerchiamo le cose di lassù, dove è seduto il Cristo.

Lo Spirito, dono del Risorto, ci permette, attraverso la meditazione della Scrittura, di leggere

la nostra vita ad un livello più profondo e autentico.

Una bella sfida, amici.

Ma se siamo qui, dopo più di duemila anni, è perché qualcuno ha preso molto sul serio

l’invito del Signore ad essere suoi testimoni.

Io ci sono, nel mio piccolo ogni giorno a raccontarvi la Parola del Signore Risorto.

E voi, ci siete?

Spero di si, spero che anche voi con me possiate festeggiare il Risorto come i viandanti

di Emmaus e, finalmente ritrovare il Signore Gesù Risorto, Buona Domenica amici, Fausto.

 

venerdì 16 aprile 2021

Il Vangelo del Sabato 17 Aprile 2021

 

Della 2° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima lettura.

Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli (6,1-7)

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca

mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana,

venivano trascurate le loro vedove.

Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che

noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense.

Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito

e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico.

Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».

Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede

e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un

prosèlito di Antiòchia.

Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.

E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si

moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.

Parola di Dio.         

Vangelo.

Videro Gesù che camminava sul mare.

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,16-21) anno dispari.

Venuta la sera, i suoi discepoli [di Gesù] scesero al mare, salirono in barca

e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao.

Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato,

perché soffiava un forte vento.

Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava

sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura.

Egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!».

Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non è andato bene, il miracolo dei pani e dei pesci.

Anzi, a voler essere precisi, è il peggior miracolo di Gesù.

Per Lui era l’occasione di manifestare il vero volto di Dio e dell’uomo.

Il messaggio era chiaro; davanti alla sofferenza del mondo, davanti al dolore

dell’uomo, condividi ciò che hai.

La folla, dopo aver visto il miracolo vuole incoronare Gesù come re; le persone

pensano solo che Dio può sfamare gratis.

Hanno capito l'esatto contrario di ciò che Gesù voleva dire.

È amareggiato, il Signore, e fugge la folla e questo inutile riconoscimento politico.

Gli apostoli sono spiazzati, spaesati; perché mai il Maestro non vuole diventare re?

Ora che tutto è evidente, tutto è chiaro, ora che è il momento di iniziare il Regno,

di cacciare i romani e l’ambigua classe sacerdotale!

Sono spaesati e non sanno cosa fare, sono soli in mezzo al lago in tempesta, di notte.

Anche noi, a volte, restiamo spiazzati dall’opera di Dio, dalla sua mentalità, dalle

sue scelte, siamo in mezzo al lago della vita, da soli, siamo sballottati dalle onde

e dal giudizio del mondo.

E Gesù raggiunge i discepoli e raggiunge noi, e, nel mare burrascoso, ancora ci svela

la sua identità.

Sono Io, Io sono. Il nome stesso di Dio.

E preghiamo, per riuscire a riconoscere il Signore quando siamo nella tempesta.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.