mercoledì 14 aprile 2021

Il Vangelo del Giovedì 15 Aprile 2021

 

Della 2° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima lettura.

Di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli (5,27-33)

In quei giorni, [il comandante e gli inservienti] condussero gli apostoli e li

presentarono nel sinedrio; il sommo sacerdote li interrogò dicendo: «Non

vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome?

Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far

ricadere su di noi il sangue di quest'uomo».

Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio invece che

agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso

appendendolo a una croce.

Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele

conversione e perdono dei peccati.

E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli

che gli obbediscono».

All'udire queste cose essi si infuriarono e volevano metterli a morte.

Parola di Dio.

Vangelo.

Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa.

Dal Vangelo secondo Giovanni (3,31-36) anno dispari.

Chi viene dall'alto, è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla

terra e parla secondo la terra.

Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti.

Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza.

Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero.

Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.

Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa.

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita,

ma l'ira di Dio rimane su di lui.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù racconta ad uno spaesato Nicodemo il cuore del suo messaggio; egli è

venuto per rendere testimonianza al Padre perché Lui e Dio sono una cosa sola.

Gesù vuole smontare l’idea approssimativa di Dio che l’uomo si è fatta,

ma anche l’idea a volte zoppicante che ne ha Israele.

Dio non è uno che ti premia se ti comporti bene e osservando scrupolosamente

i suoi precetti, come pensavano i farisei, ma colui che desidera salvarti

e opera perché questa salvezza si realizzi.

Gesù manifesta il vero volto di Dio; siamo talmente abituati a questa

affermazione da non sobbalzare più quando la udiamo!

La domanda birichina da porci, allora, è sempre la stessa; il Dio in cui credo

è il Dio di Gesù? Ho molti dubbi!

Conosco molti cristiani che hanno una qualche idea religiosa ma che, spesso,

di Dio si fanno un’idea davvero orribile!

Tutta la nostra vita diventa una conversione dall’idea di Dio che portiamo nel

cuore a quella splendida e adulta raccontata da Gesù.

Leggere e meditare correttamente la Parola, scrutarne il significato animati dallo

Spirito e guidati dall’esperienza millenaria della comunità cristiana ci permette

di verificare continuamente la verità della nostra fede, con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 13 aprile 2021

Il Vangelo del Mercoledì 14 Aprile 2021

 

Della 2° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima lettura.

Ecco, gli uomini che avete messo in carcere si trovano nel tempio a insegnare al popolo.

Dagli Atti degli Apostoli (5,17-26)

In quei giorni, si levò il sommo sacerdote con tutti quelli della sua parte, cioè la setta

dei sadducèi, pieni di gelosia, e, presi gli apostoli, li gettarono nella prigione pubblica.

Ma, durante la notte, un angelo del Signore aprì le porte del carcere, li condusse fuori

e disse: «Andate e proclamate al popolo, nel tempio, tutte queste parole di vita».

Udito questo, entrarono nel tempio sul far del giorno e si misero a insegnare.

Quando arrivò il sommo sacerdote con quelli della sua parte, convocarono il sinedrio, cioè

tutto il senato dei figli d'Israele; mandarono quindi a prelevare gli apostoli nella prigione.

Ma gli inservienti, giunti sul posto, non li trovarono nel carcere e tornarono a

riferire: «Abbiamo trovato la prigione scrupolosamente sbarrata e le guardie che stavano

davanti alle porte, ma, quando abbiamo aperto, non vi abbiamo trovato nessuno».

Udite queste parole, il comandante delle guardie del tempio e i capi dei sacerdoti si

domandavano perplessi a loro riguardo che cosa fosse successo. In quel momento

arrivò un tale a riferire loro: «Ecco, gli uomini che avete messo in carcere si trovano

nel tempio a insegnare al popolo».

Allora il comandante uscì con gli inservienti e li condusse via, ma senza violenza,

per timore di essere lapidati dal popolo.

Parola di Dio.

Vangelo.

Dio ha mandato il Figlio nel mondo, perchè il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Dal Vangelo secondo Giovanni (3,16-21) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio

unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.

Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché

il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato,

perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.

E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più

le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie.

Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere

non vengano riprovate.

Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue

opere sono state fatte in Dio».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Dio ha talmente amato il mondo da mandare suo figlio a salvare il mondo.

Questa affermazione di Gesù raccolta da un tentennante Nicodemo, capo dei farisei,

e riconsegnata ai discepoli, diventa la chiave di lettura del progetto divino sull’umanità.

Il nostro Dio ama e salva, desidera la nostra felicità più di quanto noi stessi la

sappiamo desiderare.

Dobbiamo abbandonare la nostra piccina idea di un Dio severo pronto a coglierci in fallo.

Gesù ha dimostrato con la sua predicazione e con la sua vita che il suo Dio è un

padre/madre pieno di ogni tenerezza e compassione.

Ma Dio non è nemmeno un bonaccione, un innocuo Babbo Natale che dà pacche sulle spalle.

La vita è una cosa seria e la felicità un percorso che richiede fatica e costanza; la croce

di Gesù testimonia, se ancora ce ne fosse bisogno, fino a che punto Dio è disposto ad

amarci e a collaborare alla nostra gioia.

Prendiamo molto sul serio il messaggio del Vangelo, siamo stati amati a caro

prezzo; accogliamo la proposta di conversione del Signore, lasciamo che sia la

sua Parola a guidare i nostri passi, ad orientare le nostre scelte.

Perciò, oggi viviamo da salvati, per questo dono preghiamo!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 12 aprile 2021

Il Vangelo del Martedì 13 Aprile 2021

 

Della 2° settimana del Tempo di Pasqua.

S. Martino, papa e martire.

Prima lettura.

Un cuore solo e un'anima sola.

Dagli Atti degli Apostoli (4,32-37)

La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e

un'anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva,

ma fra loro tutto era comune.

Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del

Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.

Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case

li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano

ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.

Così Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Bàrnaba, che significa "figlio

dell'esortazione", un levìta originario di Cipro, padrone di un campo, lo vendette

e ne consegnò il ricavato deponendolo ai piedi degli apostoli.

Parola di Dio.

Vangelo.

Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (3,7-15) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Non meravigliarti se ti ho detto:

dovete nascere dall'alto.

Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove

va: così è chiunque è nato dallo Spirito».

Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?».

Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro di Israele e non conosci queste cose?

In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo

ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza.

Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò

di cose del cielo?

Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell'uomo.

E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato

il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ora tutto è chiaro.

Ora che il Signore risorto illumina la mente e il cuore dei discepoli, tutto acquista

un senso e una dimensione diversa.

Così i discepoli riprendono in mano le parole del Maestro e le rileggono alla luce

di ciò che è avvenuto.

Fra i vari episodi uno in particolare acquista un significato nuovo; l’incontro di

Gesù con Nicodemo, capo dei farisei.

È Nicodemo stesso, divenuto discepolo, a parlarne.

È andato da Gesù di notte per imbarazzo; il Nazareno è un personaggio particolare,

è rischioso frequentarlo, meglio farlo di nascosto.

E Gesù lo aveva invitato ad uscire dai suoi schemi mentali, a rinascere dall’alto.

Nicodemo, allora, aveva tentennato; tutta la sua preparazione teologica non gli era

servita davanti all’enigma proposto da Gesù.

Alla luce del risorto tutto è chiaro; anche quel curioso riferimento all’episodio dei

morsi dei serpenti velenosi aveva un significato; come Mosè aveva fatto fondere

un serpente in bronzo per poi innalzarlo, così che gli ebrei morsicati dai serpenti

potessero guarire, così Cristo, innalzato sulla croce, libera i discepoli dal morso

del peccato e della morte.

Anche noi siamo invitati a rileggere la nostra vita alla luce della resurrezione

del Signore Gesù, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 11 aprile 2021

Il Vangelo del Lunedì 12 Aprile 2021

 

Della 2° settimana di Pasqua.

Prima lettura.

Terminata la preghiera, tutti furono colmati di Spirito Santo e proclamavano

la parola di Dio con franchezza.

Dagli Atti degli Apostoli (4,23-31)

In quei giorni, rimessi in libertà, Pietro e Giovanni andarono dai loro fratelli

e riferirono quanto avevano detto loro i capi dei sacerdoti e gli anziani.

Quando udirono questo, tutti insieme innalzarono la loro voce a Dio dicendo: «Signore,

tu che hai creato il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano, tu che,

per mezzo dello Spirito Santo, dicesti per bocca del nostro padre, il tuo servo

Davide: "Perché le nazioni si agitarono e i popoli tramarono cose vane?

Si sollevarono i re della terra e i prìncipi si allearono insieme contro il Signore

e contro il suo Cristo"; davvero in questa città Erode e Ponzio Pilato, con le

nazioni e i popoli d'Israele, si sono alleati contro il tuo santo servo Gesù, che tu

hai consacrato, per compiere ciò che la tua mano e la tua volontà avevano

deciso che avvenisse.

E ora, Signore, volgi lo sguardo alle loro minacce e concedi ai tuoi servi di

proclamare con tutta franchezza la tua parola, stendendo la tua mano affinché si

compiano guarigioni, segni e prodigi nel nome del tuo santo servo Gesù».

Quand'ebbero terminato la preghiera, il luogo in cui erano radunati tremò e tutti

furono colmati di Spirito Santo e proclamavano la parola di Dio con franchezza.

Parola di Dio.

Vangelo.

Se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio.

Dal Vangelo secondo Giovanni (3,1-8) anno dispari.

Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei.

Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da

Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi,

se Dio non è con lui».

Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall'alto,

non può vedere il regno di Dio».

Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio?

Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?».

Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito,

non può entrare nel regno di Dio.

Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito.

Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall'alto.

Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né

dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Nicodemo è incuriosito da Gesù, ne è affascinato.

È un uomo retto, un uomo di Legge, come potrebbe un peccatore compiere

i prodigi che Gesù compie?

Ma ha paura, teme il giudizio impietoso dei suoi amici farisei, del Sinedrio,

non è opportuno manifestare simpatia per il Galileo; va da Gesù di notte.

Quante persone conosco che sono come lui, che hanno vergogna a farsi

riconoscere come cristiani!

Spaventate dal giudizio degli altri, intimoriti nel definirsi “credenti” o, peggio

del peggio, “cattolici”!

Persone che pensano di apparire antiquate rispetto ad una presunta modernità che,

bene o male, relega il fattore religioso negli “interessi” personali e soprattutto

riservato a persone emotivamente instabili.

Ma Gesù lo accoglie ugualmente, non lo respinge, e lo invita a riflettere; per

cambiare deve avere il coraggio di rinascere dall’alto, deve avere il coraggio

di cambiare mentalità.

Sembra impossibile, è vero, ma lo Spirito può davvero convertire chiunque,

far cambiare la direzione di una barca a vela.

E così sarà per il pauroso Nicodemo che, alla fine della sua sofferta ricerca, non

avrà paura di schierarsi per chiedere il corpo straziato del Maestro, non temerà

più il giudizio di un mondo che ormai sperimenterà come “vecchio”.

E noi non siamo diversi da Nicodemo, e come lui, siamo pieni di paure, ma

fortunatamente abbiamo la preghiera che ci aiuta cambiare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 10 aprile 2021

Il Vangelo0 di Domenica 11 Aprile 2021

 

Della 2° Domenica del Tempo di Pasqua.

Festa della Divina Misericordia.

Prima lettura.

Un cuore solo e un'anima sola.

Dagli Atti degli Apostoli (4,32-35)

La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e

un'anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva,

ma fra loro tutto era comune.

Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del

Signore Gesù e tutti godevano di grande favore.

Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case

li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano

ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno.

Parola di Dio.

Seconda lettura.

Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (5,1-6)

Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi

ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.

In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo

i suoi comandamenti.

In questo infatti consiste l'amore di Dio, nell'osservare i suoi comandamenti;

e i suoi comandamenti non sono gravosi.

Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha

vinto il mondo: la nostra fede.

E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio?

Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l'acqua

soltanto, ma con l'acqua e con il sangue.

Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità.

Parola di Dio.

Vangelo.

Otto giorni dopo venne Gesù.

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-31) anno B.

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del

luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in

mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco.

E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi!

Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi».

Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo.

A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non

perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù.

Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!».

Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il

mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso.

Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!».

Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua

mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!».

Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».

Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno

visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati

scritti in questo libro.

Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio,

e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non è rianimato.

E nemmeno solo presente nella nostra memoria, come un condottiero del

passato o un rivoluzionario.

Non è un uomo mitizzato, un simbolo di lotta, come Gandhi o Luther King.

È veramente risorto.

Era morto, esanime, irrigidito.

La morte lo aveva sconfitto.

O così si illudevano.

E i suoi discepoli erano fuggiti.

Prima gli apostoli, poi anche le donne.

Solo il giovane era rimasto a presidiare la tomba vuota.

Quel giovane che è il lettore.

Quel giovane che, storicamente, era il catecumeno cui era destinato il Vangelo di Marco

e che si era identificato, ascoltando il racconto proclamato durante la Veglia Pasquale.

Bel finale, bravo Marco, complimenti a Pietro, suo mentore e maestro.

Solo che, ad un certo punto, qualcuno fra i neo-discepoli si è accorto 

che non era poi così semplice.

E che l’entusiasmo del neofita doveva fare i conti con i dubbi e le resistenze.

Con l’uomo vecchio che ci tormenta.

E che ci scoraggia.

E con l’avversario che, dopo i primi bagliori, insinua mille dubbi.

È allora che interviene Giovanni.

È un problema che deve avere impressionato l’evangelista.

E che lo ha spinto ad aggiungere alcuni dettagli al suo Vangelo.

Gli altri evangelisti non avevano avuto difficoltà nell’ammettere e raccontare le tante

incoerenze degli apostoli.

E della loro fatica nel credere.

Ma, evidentemente, il messaggio non era stato così chiaramente recepito e i discepoli

della seconda e terza generazione si lamentavano con lui.

“Beati voi che avete visto!”.

No, certo, replicava Giovanni.

Anche chi ha visto non ha capito.

Anche chi ha assistito ai miracoli non ha capito.

Anche chi era nel gruppo dei Dodici non ha capito.

E non è l’evidenza che converte ma la fede che è fiducia.

Credere è fidarsi.

Allora come oggi.

Nessuno mai dimostrerà che Dio esiste. O non esiste.

O che Gesù sia veramente risorto.

O sia solo un simpatico mito.

O che l’interpretazione degli eventi che diamo noi cattolici sia quella corretta, a scapito di

altre più fantasiose e accattivanti chiavi di lettura che ci propongono oggi. Nessuno.

Ci si fida della testimonianza degli altri.

Fragili come noi. Spaesati come noi.

Ma che, misteriosamente, sono stati inviati dal risorto a raccontare il Vangelo. E a viverlo.

È così Dio. Birichino, ingenuo, folle.

Sceglie i suoi discepoli fra gente poco adatta.

Affida il più importante annuncio della storia dell’umanità a delle donne, categoria

sottomessa al maschilismo imperante.

E, in effetti, da bravi maschilisti, nemmeno gli apostoli credono alle 

donne e corrono a verificare.

Ma c’è un modo per giungere alla fede e conservarla, scrive Giovanni.

Imitare Tommaso.

Tommaso, che ci crede anche se non ci mette il naso

Tommaso è deluso, amareggiato, sconfitto.

Il suo terremoto ha un nome; crocifissione.

Lì, sul Gòlgota, ha perso tutto; la fede, la speranza, il futuro e Dio.

Ha vagato per giorni, come gli altri, fuggendo per la paura di essere trovato e ucciso.

Umiliato e sconvolto, si è trovato al Cenacolo con gli apostoli che gli hanno raccontato

di avere visto Gesù.

E, lì, Tommaso si è indurito.

Giovanni non ne parla, tutela della privacy, ma so bene cosa ha detto agli altri.

Tu Pietro? Tu Andrea?; e tu Giacomo?

Voi mi dite che Lui è vivo?

Siamo scappati tutti, come conigli; siamo stati deboli, non gli abbiamo creduto!

Eppure, Lui ce l’aveva detto, ci aveva avvisati.

Lo sapevamo che poteva finire così, e non gli siamo stati vicini, non ne siamo stati capaci.

Ora, proprio voi, venite a dirmi di averlo visto, vivo?

No, non è possibile; come faccio a credervi?

Tommaso è uno dei tanti scandalizzati dall’incoerenza di noi discepoli.

Eppure resta, non se ne va, stizzito. E fa bene.

Perché torna proprio per lui, il Signore.

E l’incontro è un fiume di emozioni.

Gesù lo guarda, gli mostra le mani, ora parla.

Tommaso, so che hai molto sofferto. Anch’io, guarda.

E Tommaso crolla.

Anche Dio ha sofferto, come lui.

L’unico modo per conservare la fede è restare nella comunità, anche se fragile.

Beati noi che crediamo senza avere visto.

Senza avere visto Cristo o gli apostoli.

Senza vedere, a volte, coerenza a passione nelle comunità ma, piuttosto, 

abitudine e affaticamento.

Beati noi che non ce ne andiamo, che non ci sentiamo migliori, che soffriamo per

la Chiesa che amiamo.

Beati noi che vogliamo cambiare le cose che non funzionano a partire dai noi stessi.

Ecco, cominciamo il cambiamento da dentro il nostro cuore, forse ci accorgeremo che

il Signore è solo quello che vuole, dimorare in noi attraverso la sua Misericordia.

Santa festa della Misericordia amici, Fausto.