martedì 2 marzo 2021

Il Vangelo del Mercoledì 3 Marzo 2021

 

Della 2° settimana di Quaresima.

San Tiziano di Brescia, vescovo.

Prima lettura dal libro del profeta Geremìa (18,18-20)

[I nemici del profeta] dissero: «Venite e tramiamo insidie contro Geremìa, perché la

legge non verrà meno ai sacerdoti né il consiglio ai saggi né la parola ai profeti.

Venite, ostacoliamolo quando parla, non badiamo a tutte le sue parole».

Prestami ascolto, Signore, e odi la voce di chi è in lite con me.

Si rende forse male per bene?

Hanno scavato per me una fossa.

Ricòrdati quando mi presentavo a te, per parlare in loro favore, per stornare

da loro la tua ira.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (20,17-28) anno dispari.

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i

dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a

Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti

e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani

perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».

Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si

prostrò per chiedergli qualcosa.

Egli le disse: «Che cosa vuoi?».

Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra

e uno alla tua sinistra nel tuo regno».

Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete.

Potete bere il calice che io sto per bere?».

Gli dicono: «Lo possiamo».

Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia

sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli.

Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni

dòminano su di esse e i capi le opprimono.

Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro

servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo.

Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire

e dare la propria vita in riscatto per molti».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Fra noi non è come nel resto del mondo, fra noi discepoli non dobbiamo mai

ragionare con la logica mondana, mai.

O così dovrebbe essere; Gesù ci ha ampiamente dimostrato che tutta una serie

di atteggiamenti, anche filtrati dall’esperienza religiosa, non hanno nulla a che

vedere con la nuova logica del Vangelo dove chi ha un ruolo, un’autorità,

lo mette a servizio dei fratelli e nessuno si sente migliore degli altri.

Gesù ci ha dato l’esempio Lui, il Maestro, che si china a lavare i piedi dei discepoli.

Ma noi, ovviamente, da quell’orecchio ci sentiamo davvero poco e se gli apostoli

stessi, gli apostoli!, dopo la confessione sofferta di Gesù che prevede la tragica

fine della sua missione si accapigliano per accaparrarsi i primi posti, dobbiamo

vigilare molto seriamente.

La tentazione di esercitare un potere sugli altri la portiamo nel DNA, la voglia

di manipolare, di comandare, di dirigere la portiamo scolpita nell’intimo.

Anche nella Chiesa possiamo esercitare un potere che allontana gli altri dalla

logica del Vangelo; dai piccoli dispetti fra i lettori in chiesa, alle ripicche dei

movimenti e dei gruppi parrocchiali, alla scorretta rivendicazione di un

autoritarismo da parte dei sacerdoti, il rischio di imitare la logica del mondo

resta ed è grave nella Chiesa.

Per questo dobbiamo pregare, per non diventare come i due fratelli della parabola.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 1 marzo 2021

Il Vangelo del Martedì 2 Marzo 2021

 

Della 2° settimana di Quaresima.

Sant' Agnese di Boemia, principessa, badessa.

Prima lettura dal libro del profeta Isaìa (1,10.16-20)

Ascoltate la parola del Signore, capi di Sòdoma; prestate orecchio

all'insegnamento del nostro Dio, popolo di Gomorra!

«Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.

Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete

l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova».

«Su, venite e discutiamo-dice il Signore.

Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve.

Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana.

Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra.

Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca

del Signore ha parlato».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (23,1-12) anno dispari.

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla

cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei.

Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere,

perché essi dicono e non fanno.

Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle

della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.

Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro

filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti,

dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere

chiamati "rabbì" dalla gente.

Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro e voi

siete tutti fratelli.

E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre

vostro, quello celeste.

E non fatevi chiamare "guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.

Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato

e chi si umilierà sarà esaltato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù non ha paura di stigmatizzare i comportamenti contrari alla vera fede.

I farisei, al suo tempo, erano ammirati per la loro coerenza e la loro devozione;

ferventi praticanti della Legge orale, passavano la giornata a seguire oltre

seicento precetti e consideravano come peccatori irrimediabilmente persi i

popolani che non conoscevano la complessità delle norme.

Gesù stigmatizza il loro comportamento e contesta l’abitudine ad imporre agli

altri molte regole e annota con un certo sarcasmo il fatto che amino essere

ammirati per la loro devozione.

Il fariseismo, ahimè, è duro a morire, e riemerge continuamente in ogni

esperienza religiosa, anche in quella cristiana.

Anche fra i cattolici ci sono quelli che si sentono migliori degli altri, più devoti,

più “in regola”, ci sono coloro che impongono agli altri pesanti regole e norme che,

invece di avvicinare al Signore, allontanano dal Vangelo, e ci sono quelli, anche

fra i sacerdoti, che amano girare in ampie vesti e ricevere titoli onorifici.

Poche storie; questi atteggiamenti ci allontanano dalla vera fede e vanno visti

come pericolose deviazioni del Vangelo, che ci piaccia o meno.

Perciò, per riconoscerli, facciamoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 28 febbraio 2021

Il Vangelo del Lunedì 1 Marzo 2021

 

Della 2° settimana di Quaresima.

Sant' Albino di Angers, Vescovo.

Prima lettura dal libro del profeta Daniele (9,4b-10)

Signore Dio, grande e tremendo, che sei fedele all'alleanza e benevolo verso

coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti, abbiamo peccato e

abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati

dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi!

Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali nel tuo nome hanno parlato

ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese.

A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto, come avviene

ancora oggi per gli uomini di Giuda, per gli abitanti di Gerusalemme e per tutto

Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove tu li hai dispersi per i delitti che

hanno commesso contro di te.

Signore, la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri,

perché abbiamo peccato contro di te; al Signore, nostro Dio, la misericordia e il

perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, non abbiamo ascoltato la voce

del Signore, nostro Dio, né seguito quelle leggi che egli ci aveva dato per mezzo

dei suoi servi, i profeti.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (6,36-38) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi,

come il Padre vostro è misericordioso.

Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete

condannati; perdonate e sarete perdonati.

Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante

vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate,

sarà misurato a voi in cambio».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Possiamo vedere la bellezza di Dio in molte cose, anche nella bontà di chi ci

sta intorno e, così facendo, riverbera lo splendore del vangelo senza saperlo.

La gratuità, il dono generoso di sé e del proprio tempo, la disponibilità sono

modi concreti di manifestare la bellezza dell’uomo e la bellezza di Dio.

Non solo; la misericordia, cioè la capacità di guardare alla miseria degli altri

con un cuore largo e benevolo, testimonia il vero volto di Dio e riempie il

nostro cuore di una misura pigiata e ben scossa.

Il cammino che stiamo facendo dovrebbe/potrebbe portarci a crescere nella

misericordia, a lasciare emergere in noi il lato bello e il lato buono.

La conclusione del discorso della montagna in Matteo è perentoria; siamo

chiamati ad essere perfetti come il Padre.

Oggi Luca corregge il tiro ricordando a tutti che la perfezione di Dio consiste

nella sua infinita misericordia.

Il discepolo non imita l’asettica perfezione di Dio ma la sua accogliente

bontà e pazienza.

E se c’è un aspetto su cui le nostre comunità devono investire è proprio questo;

diventare un Tabor per l’uomo d’oggi, capaci di accoglienza e di ascolto senza

giudizio, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

sabato 27 febbraio 2021

Il Vangelo di Domenica 28 Febbraio 2021

 

Della 2° Domenica di Quaresima.

Sant'Ilario, papa.

Prima lettura dal libro della Genesi (22, 1-2. 9. 10-13. 15-18)

In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!».

Rispose: «Eccomi!».

Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va' nel territorio

di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».

Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì

l'altare, collocò la legna.

Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.

Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!».

Rispose: «Eccomi!».

L'angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente!

Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».

Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio.

Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.

L'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro

per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato

tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa

la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare;

la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici.

Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché

tu hai obbedito alla mia voce».

Parola di Dio.

Seconda lettura dalla Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8,31-34)

Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?

Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi,

non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui?

Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto?

Dio è colui che giustifica! Chi condannerà?

Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi!

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (9,2-10) anno B.

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse

su un alto monte, in disparte, loro soli.

Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime:

nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.

E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù.

Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui;

facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia».

Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.

Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una

voce: «Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!».

E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non

Gesù solo, con loro.

Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che

avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti.

Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Cosa ci rende così inquieti?

Quando riusciamo, infine, a fare silenzio intorno, magari costretti da questa gigantesca

ondata che ci ha travolti, causata dal virus, quando non funzionano i cellulari e le

televisioni e i portatili, quando torniamo di colpo indietro di cento anni, capendo

quanta strada abbiamo fatto e di quante cose abbiamo bisogno per vivere e sentiamo

il sentimento contraddittorio di una pace interiore mischiata alla paura di restare

senza i nostri inutili e indispensabili ninnoli, cosa ci resta nel cuore?

Cosa ci rende così inquieti?

Perdere l’inutile che abbiamo duramente conquistato?

La paura del futuro?

E cosa può sanare l’inquietudine?

Darci pace?

Portarci ad un livello di consapevolezza tale per cui, finalmente, scopriamo

che non è vero quello che ci fanno credere.

Non sono infelice perché non sono bellissimo, o ricco, o particolarmente brillante,

ma perché ho bisogno di capire qual’è il mio posto del mondo.

Naufraghi della storia, inutile presenza fra sette miliardi di individui connessi,

incapaci di rientrare in noi stessi, e la mia piccola vita anela ad un senso,

ad una risposta.

Siamo nel deserto. Infine.

Cumuli di macerie.

Cumuli di rovine provocate da un capitalismo spregiudicato, con la scusa del virus.

Cumuli di piccinerie figlie di una politica meschina ed incapace.

Cumuli di solitudini personali, di storie insignificanti, di domande irrisolte.

Saliamo al Tabor, infine.

Chi è davvero Gesù di Nazareth?

Questa domanda accompagna tutto il Vangelo di Marco, in lungo e in largo.

L’episodio della trasfigurazione è posto esattamente al centro della narrazione

evangelica, come a segnarne l’importanza assoluta.

Chi è Gesù? Chi è Dio?

Abramo, nella prima lettura, pensa che Dio sia l’assoluto cui sacrificare tutto,

anche suo figlio.

Per noi è abominevole il solo pensarlo.

Tutti i popoli vicini ad Israele praticavano il sacrificio umano, per placare gli dei.

Forse anche il Dio misterioso senza nome, che pure lo aveva accompagnato

fuori dalla sua terra e difeso, era come loro.

Questo, erroneamente, pensa Abramo.

No, ci dice il racconto.

Dio non ha bisogno del sacrificio di una vita, non ama i sacrifici umani.

La pagina della Genesi diventa un severo ammonimento per il popolo di Israele;

il Dio di Abramo non gradisce che si uccida in suo nome.

Eppure molti, ancora oggi, hanno questa idea di Dio; colui che chiede sacrifici

insopportabili.

Non è così il Dio di Gesù.

Lo conoscono Gesù, gli apostoli.

Come noi, sanno chi è, cosa dice, hanno assistito ai suoi miracoli.

Ma ancora non ne sanno niente. Come noi, io compreso.

Possiamo essere discepoli da sempre, e preti e suore.

Ma non sappiamo nulla di Lui.

Anch’io amici, che ogni giorno scrivo i miei strampalati commenti ai Vangeli,

non so ancora tutto di Dio, non lo conosco ancora veramente!

Ed Egli ci chiede di salire sul monte, per capire, per intravvedere, per intuire.

Eccolo allora.

Marco non riesce a descrivere la sua bellezza.

Mosè ed Elia parlano con Lui; la Legge e i profeti danno una risposta; Gesù è il Messia.

Le tre tende che Pietro vuole costruire, ricordano la festa delle capanne, 

Simone pensa, ingenuamente, che sia finalmente arrivato il tempo del Regno.

No, non è così.

Un’altra montagna si staglia all’orizzonte, una piccola altura ricavata da una cava

di pietra in disuso che i romani usano per appendere i condannati.

Non c’è Tabor senza Gòlgota, non c’è Gòlgota senza Tabor.

Non c’è bellezza e gioia che non costi fatica.

Non c’è dolore e sofferenza che non portino alla luce.

È bellissimo stare con Gesù.

È il figlio prediletto da ascoltare, ieri come oggi.

Marco è l’unico che scrive; improvvisamente, guardandosi intorno, non videro

più nessuno se non Gesù solo, con loro.

La conversione alla bellezza è improvvisa.

A noi di guardarci intorno e scoprire la bellezza di Dio per giungere anche noi,

infine, a vedere solo più Gesù nella nostra vita, e noi assieme con Lui.

La bellezza convertirà il mondo.

E noi, suoi fragili discepoli, siamo spinti a vivere nella bellezza della relazione

e della verità, della compagnia agli uomini e della Parola, per dire e dare ai nostri

fratelli uomini e donne, la speranza di una Presenza che ancora si deve svelare

nella sua totalità.

Noi, fragili discepoli, siamo chiamati e testimoniare con semplicità e verità che

solo Gesù colma il nostro cuore, riempie la nostra anima.

Viviamo, in un tragico ottimismo.

Tragico perché i tempi sono faticosi, per colpa di questo virus.

Ma sempre ottimismo, perché sappiamo chi è la bellezza di Dio; il Signore Gesù.

E questa bellezza alberga nel nostro desiderio.

Questa bellezza salva il mondo.

Perciò, saliamo anche noi con Gesù, sul Tabor, per vedere finalmente la bellezza

del nostro Dio, Santa Domenica, amici scalatori, Fausto.

 

venerdì 26 febbraio 2021

Il Vangelo del Sabato 27 Febbraio 2021

 

Della 1° settimana di Quaresima.

San Gabriele dell'Addolorata, religioso.

Prima lettura dal libro del Deuteronòmio (26,16-19)

Mosè parlò al popolo, e disse: «Oggi il Signore, tuo Dio, ti comanda di mettere

in pratica queste leggi e queste norme.

Osservale e mettile in pratica con tutto il cuore e con tutta l’anima.

Tu hai sentito oggi il Signore dichiarare che egli sarà Dio per te, ma solo se tu

camminerai per le sue vie e osserverai le sue leggi, i suoi comandi, le sue norme

e ascolterai la sua voce.

Il Signore ti ha fatto dichiarare oggi che tu sarai il suo popolo particolare,

come egli ti ha detto, ma solo se osserverai tutti i suoi comandi.

Egli ti metterà, per gloria, rinomanza e splendore, sopra tutte le nazioni che ha

fatto e tu sarai un popolo consacrato al Signore, tuo Dio, come egli ha promesso».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,43-48) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai

il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico.

Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano,

affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole

sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete?

Non fanno così anche i pubblicani?

E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario?

Non fanno così anche i pagani?

Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il discorso della montagna presente in Matteo è destabilizzante per i

contemporanei di Gesù e per noi oggi.

Per i farisei, in particolare, che reputavano Legge inviolabile gli oltre seicento

precetti della tradizione orale che nulla avevano a che fare con Mosè e che

Gesù si permette di correggere liberamente con grande scandalo dei devoti.

Ma anche per noi, per la forza semplice ed immediata del suo ragionamento.

Amare chi ci ama è molto semplice, osserva il Signore, non c’è nulla di virtuoso

in questo, è del tutto naturale comportarsi in questo modo.

Amare chi ci fa del male, il nemico, invece, è straordinariamente difficile, supera

l’istinto e il buon senso, ci rende simili a Dio che fa sorgere il sole e fa piovere

su giusti ed ingiusti.

Al discepolo è chiesto di superare la connaturale simpatia o antipatia per andare

alla radice di ogni rapporto umano fondato sulla giustizia divina.

Proprio perché siamo oggetto dell’amore di Dio diventiamo capaci di amare,

di quello stesso amore, le persone che ci sono moleste.

In questa quaresima, perciò, lasciamoci amare con maggiore intensità dal Padre

perché ci aiuti a vincere ogni resistenza ed amare gli altri dell’amore con cui

siamo stati amati.

Naturalmente non sarà facile, perciò, chiediamo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 25 febbraio 2021

Il Vangelo del Venerdì 26 Febbraio 2021

 

Della 1° settimana di Quaresima.

Sant' Alessandro di Alessandria, Patriarca.

Prima lettura dal libro del profeta Ezechièle (18,21-28)

Così dice il Signore Dio: «Se il malvagio si allontana da tutti i peccati che ha

commesso e osserva tutte le mie leggi e agisce con giustizia e rettitudine,

egli vivrà, non morirà.

Nessuna delle colpe commesse sarà più ricordata, ma vivrà per la giustizia

che ha praticato.

Forse che io ho piacere della morte del malvagio-oracolo del Signore-o non

piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?

Ma se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male, imitando tutte

le azioni abominevoli che l'empio commette, potrà egli vivere?

Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione

in cui è caduto e del peccato che ha commesso, egli morirà.

Voi dite: "Non è retto il modo di agire del Signore".

Ascolta dunque, casa d'Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non

è retta la vostra?

Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo

muore, egli muore appunto per il male che ha commesso.

E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò

che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso.

Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,20-26) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà

quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà

essere sottoposto al giudizio.

Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.

Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli

dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.

Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha

qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a

riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui,

perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga

gettato in prigione.

In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù ha molto a cuore la coerenza fra la vita e la fede; non riesce ad immaginare

come un discepolo del Padre riesca a rivolgersi a Dio in un modo, a pregarlo,

senza convertire in contemporanea la propria vita.

Certo; poi magari ci vuole del tempo e molta pazienza, ma fare il contrario di

quello che si dice e si prega non rientra nelle possibilità del Signore.

Purtroppo anche noi cristiani, troppo sovente, commettiamo lo stesso errore;

creiamo una profonda distonia fra le nostre parole e la nostra vita.

La fede, intendiamoci, non si riduce ad un generico buonismo ma se non produce

l’effetto di una vita orientata alle parole che pronunciamo, è solo vuota retorica religiosa.

Gesù giunge a chiedere al suo discepolo di anteporre la riconciliazione del fratello

che ce l’ha con noi (e non viceversa!) alla celebrazione del rito liturgico.

Quanto stonano i nostri atteggiamenti di indifferenza, di litigi all’interno della

comunità cristiana per ragioni spesso ridicole con queste severe parole del Signore!

Che la Quaresima ci aiuti ad andare all’essenziale, a riportare un briciolo di

coerenza fra le parole che pronunciamo e i comportamenti che viviamo,

facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.