lunedì 14 dicembre 2020

Il Vangelo del Martedì 15 Dicembre 2020

 

Della 3° settimana di Avvento.

Prima lettura dal libro del profeta Sofonìa (3,1-2.9-13).

Così dice il Signore: «Guai alla città ribelle e impura, alla città che opprime!

Non ha ascoltato la voce, non ha accettato la correzione.

Non ha confidato nel Signore, non si è rivolta al suo Dio».

«Allora io darò ai popoli un labbro puro, perché invochino tutti il nome del

Signore e lo servano tutti sotto lo stesso giogo.

Da oltre i fiumi di Etiopia coloro che mi pregano, tutti quelli che ho disperso,

mi porteranno offerte.

In quel giorno non avrai vergogna di tutti i misfatti commessi contro di me,

perché allora allontanerò da te tutti i superbi gaudenti, e tu cesserai di

inorgoglirti sopra il mio santo monte.

Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero».

Confiderà nel nome del Signore il resto d'Israele.

Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna; non si troverà

più nella loro bocca una lingua fraudolenta.

Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (21,28-32) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del

popolo: «Che ve ne pare?

Un uomo aveva due figli.

Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna".

Ed egli rispose: "Non ne ho voglia".

Ma poi si pentì e vi andò.

Si rivolse al secondo e disse lo stesso.

Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò.

Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano

avanti nel regno di Dio.

Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto;

i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto.

Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno

pentiti così da credergli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non serve l’apparenza per incontrare Dio, neppure quella santa.

I più devoti, i religiosi, i sacerdoti, nonostante la loro cultura, la loro conoscenza,

la loro pratica religiosa, non hanno riconosciuto il Battista, figuriamoci il Signore!

La spiegazione, secondo Gesù, è in un cuore che non sa fidarsi, che non sa stupirsi,

che è talmente convinto delle proprie posizioni da non mettersi in discussione.

E da diventare falso, santamente.

Come il figlio che vuole fare il bravo ragazzo, apparire santo davanti al Padre,

così i farisei e i sadducei pensano solo a presentarsi giusti davanti a Dio che

non conoscono veramente.

L’altro fratello, invece, duro e tagliente, che manifesta la sua insofferenza agli ordini

del Padre, è capace, con i fatti, di convincersi ad andare almeno qualche ora a

lavorare nella vigna.

Attenti, amici, noi avvezzi al sacro, bazzicatori di sacrestie, professionisti della fede

a non commettere lo stesso errore, a non pararci dietro ai taccuini su cui annotiamo

le nostre buone azioni, alle nostre rinunce quaresimali, alla nostra stanca preghiera.

Aneliamo a Cristo come hanno saputo fare gli ultimi, i perdenti, coloro che

avevano perso tutto, e trovato Dio, attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 13 dicembre 2020

Il Vangelo del Lunedì 14 Dicembre 2020

 

Della 3° settimana di Avvento.

San Giovanni della Croce, sacerdote e Dottore della Chiesa.

Prima lettura dal libro dei Numeri (24,2-7.15-17)

In quei giorni, Balaam alzò gli occhi e vide Israele accampato, tribù per tribù.

Allora lo spirito di Dio fu sopra di lui.

Egli pronunciò il suo poema e disse: «Oracolo di Balaam, figlio di Beor, e oracolo

dell'uomo dall'occhio penetrante; oracolo di chi ode le parole di Dio, di chi vede

la visione dell'Onnipotente, cade e gli è tolto il velo dagli occhi.

Come sono belle le tue tende, Giacobbe, le tue dimore, Israele!

Si estendono come vallate, come giardini lungo un fiume, come àloe, che il

Signore ha piantato, come cedri lungo le acque.

Fluiranno acque dalle sue secchie e il suo seme come acque copiose.

Il suo re sarà più grande di Agag e il suo regno sarà esaltato».

Egli pronunciò il suo poema e disse: «Oracolo di Balaam, figlio di Beor,

oracolo dell'uomo dall'occhio penetrante, oracolo di chi ode le parole di Dio

e conosce la scienza dell'Altissimo, di chi vede la visione dell'Onnipotente,

cade e gli è tolto il velo dagli occhi.

Io lo vedo, ma non ora, io lo contemplo, ma non da vicino: una stella spunta

da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (21,23-27) anno dispari.

In quel tempo, Gesù entrò nel tempio e, mentre insegnava, gli si avvicinarono i capi

dei sacerdoti e gli anziani del popolo e dissero: «Con quale autorità fai queste cose?

E chi ti ha dato questa autorità?».

Gesù rispose loro: «Anch'io vi farò una sola domanda.

Se mi rispondete, anch'io vi dirò con quale autorità faccio questo.

Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?».

Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: "Dal cielo", ci risponderà: "Perché

allora non gli avete creduto?".

Se diciamo: "Dagli uomini", abbiamo paura della folla, perché tutti considerano

Giovanni un profeta».

Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».

Allora anch'egli disse loro: «Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Scene da un’incomprensione.

Gesù sta sulle scatole ai sadducei, conservatori e alleati con i romani, perché mette

in discussione la loro gestione del tempio, ma anche ai farisei, perché fanno della

loro devozione un’occasione di superbia e di separazione dagli umili, e sta sulle

scatole anche agli scribi e ai dottori della Legge, perché Lui, falegname, interpreta

la Legge e predica senza avere studiato.

È vero; Gesù non ha nessun mandato ufficiale, nessuna autorità che gli proviene

dal suo status, o dalla sua origine.

Non appartiene alla casta dei sacerdoti, o dalla tribù dei figli di Levi.

Non ha i timbrini giusti, come si permette? Chi lo autorizza?

Hanno ragione, poveretti.

Ma sono chiusi nella scatola della loro mente, senza volerne uscire.

E Gesù li stana; da dove veniva Giovanni?

Figuraccia; non hanno creduto a Giovanni e, ora che è morto, tutta la folla,

e forse anche loro, sono convinti che fosse davvero il Messia.

Col consueto ritardo, ovviamente.

No, dice Gesù, non c’è bisogno di diplomi per fare il profeta, e quelli che rilasciano

i diplomi non hanno riconosciuto il più grande dei profeti.

E non riconosceranno neppure l’inviato di Dio.

Non commettiamo lo stesso errore anche noi, crediamo al Dio che Gesù è

venuto a spiegarci, facendoci aiutare dalla preghiera .

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 12 dicembre 2020

Il Vangelo di Domenica 13 Dicembre 2020

 

Della 3° Domenica di Avvento.

Santa Lucia, Vergine e Martire.

Prima lettura dal libro del profeta Isaìa (61,1-2.10-11)

Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con

l'unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe

dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei

prigionieri, a promulgare l'anno di grazia del Signore.

Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi

ha rivestito delle vesti della salvezza,

mi ha avvolto con il mantello della giustizia, come uno sposo si mette il diadema

e come una sposa si adorna di gioielli.

Poiché, come la terra produce i suoi germogli e come un giardino fa germogliare i suoi

semi, così il Signore Dio farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le genti.

Parola di Dio.

Seconda lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (5,16-24)

Fratelli, siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete

grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.

Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie.

Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono.

Astenetevi da ogni specie di male.

Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima

e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.

Degno di fede è colui che vi chiama: egli farà tutto questo!

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,6-8.19-28) anno B.

Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.

Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti

credessero per mezzo di lui.

Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.

Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da

Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?».

Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo».

Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono»,

disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei?

Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato.

Che cosa dici di te stesso?».

Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del

Signore, come disse il profeta Isaìa».

Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli

dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?».

Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell'acqua.

In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me:

a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».

Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Un nuovo inizio, una nuova Creazione, anche se abbiamo alle spalle

molti Natali, forse troppi.

Anche se questo Natale cadrà ancora in un clima di sfiducia e di crisi economica,

di restrizioni a causa del covid e di un governo incapace di governare e, Dio

non voglia, di sottile disincanto e rassegnazione.

Perciò dobbiamo stare svegli, reagire, non lasciarci travolgere, non addormentarci.

Sarebbe un bel guaio, una catastrofe, per dirla tutta.

Persone come Giovanni ci scuotono, come un pugno in pieno volto.

Anche lui è una sorpresa, una delle tante che Dio ci riserva, un modo inatteso e diretto

per scuoterci dalle nostre mille abitudini, dal nostro cristianesimo che rischia di irrancidire.

Questo ci è chiesto; destarci dal sonno.

Ritrovare l’anima e osare, osare, osare.

Per farlo, però, ci è chiesta una cosa sola; non confidare nei progetti degli uomini,

lasciare spazio (anche come scelta, se necessario) alla gioia.

E, soprattutto, essere autentici.

Il lamento del popolo in esilio in Babilonia è stato ascoltato.

Dio ha squarciato i cieli ed è sceso.

La profezia si è avverata; sono i persiani, ora, a dominare la scena politica;

i babilonesi sono sconfitti e gli ebrei liberati, dopo settant’anni di deportazione.

Il rientro a casa è difficile e pieno di pericoli ma, la cosa peggiore, è che a

Gerusalemme nessuno più si ricorda di loro.

I deportati vengono confinati ai margini della città, sull’altura di Sion, le loro

terre sono ormai coltivate da altri, ebrei senza scrupoli approfittano della crisi

finanziaria(! Quanto assomigliamo a loro!) per prestare a tassi di usura e

un’inattesa carestia porta alle soglie della morte gli scampati.

Dio ha squarciato il cielo ed è sceso.

Gli uomini hanno chiuso agli uomini la terra.

Sopravvissuti alla prigionia, i deportati ora rischiano di morire di stenti nella

città che li ha dimenticati.

E Isaia, il cosiddetto terzo Isaia, profetizza e invita tutti alla gioia.

Approfittare della crisi per cercare la gioia altrove, oltre, in alto.

Vi ricorda qualcosa?

La gioia dell’altrove che mi permette di vivere il dolore presente con fiducia

nasce dalla preghiera, afferma Paolo scrivendo ai Tessalonicesi.

Un preghiera che non è l’insistente richiesta di risoluzione dei problemi, ma

l’abbandono fiducioso in chi può darmi la forza per affrontare ogni notte, ogni dolore.

È possibile prepararsi al Natale nonostante la grande fatica che stiamo sperimentando.

È possibile vivere con una gioia che nasce dalla fede ed è nutrita, nello Spirito,

dalla preghiera.

Cristo nasce nei nostri cuori, se lo desideriamo.

Lo incontriamo vegliando su noi stessi, lasciando che l’interiorità riprenda il suo

spazio nelle nostre vite travolte dagli affanni.

Ma esiste una condizione, semplice.

Per poter accogliere Dio che nasce, dobbiamo camminare verso l’autenticità.

Chi sei?

Giovanni riceve la visita degli inviati del Sinedrio che si interrogano, loro,

i detentori del potere a proposito di questo strano personaggio che non si spaventa

neppure di fronte alle autorità religiose, che non ne enfatizza il ruolo, che tira

diritto per la sua accidentata strada.

«Chi sei?», chiedono.

Giovanni è chiaro; lui non è il Cristo.

Potrebbe pensarlo; gli altri lo pensano di lui (bisognosi come siamo di Cristi).

Potrebbe approfittarne, cedere alla più subdola delle tentazioni, quella del delirio

di onnipotenza.

No, dice Giovanni, lui non si prende per Dio.

Anche lui, come i penitenti, ne è disperatamente alla ricerca…

Giovanni ci ammonisce; solo riconoscendo il proprio limite, che è opportunità e non

mortificazione, possiamo diventare liberi per accogliere il Dio fragile che nasce.

Solo riconoscendo che non abbiamo in noi tutte le risposte, possiamo metterci alla ricerca.

Solo entrando nel profondo di noi stessi possiamo trovare la nostra vera identità in Dio.

«Chi sei, allora?». Chi siamo, allora? Chi sono?

La logica mondana dice; sei ciò che produci, sei ciò che appari, sei ciò che guadagni,

sei ciò che guidi, sei ciò che conti, sei quanto urli.

Giovanni sa che non è così, che è illusoria e menzognera questa logica, che, mai,

siamo ciò che possediamo o facciamo.

Giovanni ha pensato e ha capito, l’attesa spasmodica di un messia hanno creato

dentro di lui uno spazio che saprà riconoscerlo e riconoscersi.

«Chi sei, allora?». Un mistico? Un provocatore? Un guru?

No, egli è voce.

Voce, voce prestata ad una Parola, voce che amplifica un’idea non sua, voce,

che fa riecheggiare un’intuizione di cui anch’egli è debitore.

Poco, vero? O tutto?

Ci immaginiamo sempre di essere dei grandi, di compiere (o scrivere) cose memorabili,

di restare nella storia o, perlomeno, nella piccola storia delle persone che amiamo.

Dio ci svela cosa siamo in profondità e, mi ha chiesto di essere un innamorato della sua Parola.

E tu, amico, cosa sei? Cosa dici di te stesso?

Forse sei pazienza, o attesa, o sorriso, o perdono, o sogno, o inquietudine.

Contrariamente alla falsa idea del cattolicesimo che mortifica e castra le ambizioni

degli uomini (“Se Dio c’è io sono fregato”, pensa Erode), il Vangelo ci svela un Dio

che ci aiuta a cogliere la verità di noi stessi.

E di me, amici, mi dico che sono sogno, sogno nella Parola del Dio di Gesù.

Sognate anche voi amici, il sogno è gratuito e ci dona la serenità e la pace,

santa 3° Domenica di Avvento a tutti voi, Fausto.

 

venerdì 11 dicembre 2020

Il Vangelo del Sabato 12 Dicembre 2020

 

Della 2° settimana di Avvento.

San Simone.

Prima lettura dal libro di Siracide (48,1-4.9-11).

In quei giorni, sorse Elìa profeta, come un fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola.

Egli fece venire su di loro la carestia e con zelo li ridusse a pochi.

Per la parola del Signore chiuse il cielo e così fece scendere per tre volte il fuoco.

Come ti rendesti glorioso, Elìa, con i tuoi prodigi!

E chi può vantarsi di esserti uguale?

Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco, su un carro di cavalli di fuoco; tu sei

stato designato a rimproverare i tempi futuri, per placare l'ira prima che divampi,

per ricondurre il cuore del padre verso il figlio e ristabilire le tribù di Giacobbe.

Beati coloro che ti hanno visto e si sono addormentati nell'amore.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (17,10-13) anno dispari.

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque

gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».

Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa.

Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto

di lui quello che hanno voluto.

Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro».

Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Elia, il grande profeta del Nord, era rimasto nei cuori del popolo di Israele.

Per il suo zelo, a volte eccessivo!, per la sua passione, per la sua profonda

spiritualità, per la sua sete di giustizia, per quanto aveva rappresentato la

resistenza della fede in mezzo alla crisi dei valori.

La Bibbia racconta della sua dipartita su un carro di fuoco, mentre il suo

mantello cade e viene raccolto dal suo discepolo Eliseo.

E tutti pensavano che sarebbe toccato a lui preparare la strada del ritorno del Messia.

Gesù svela ai suoi discepoli ciò che molti pensano; il Battista era stato quell’Elia

che avrebbe preparato la strada al Messia, senza però essere riconosciuto.

Quante volte, anche nella Chiesa, non riusciamo a riconoscere i profeti!

Quante volte siamo travolti dalle cose da fare, dall’organizzazione della pastorale

e non riusciamo a vedere la profezia che ancora nasce in mezzo a noi!

Attenti bene però, periodicamente ci sono, nelle comunità, delle persone che si

autoproclamano profeti, solo perché sono dei bastian-contrari e dei rompiscatole.

Non è facile riconoscere i profeti e, quasi sempre, i profeti non sanno di esserlo.

Ma facciamo lo sforzo di non lasciarci scappare altri Elia, facendoci

aiutare dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 10 dicembre 2020

Il Vangelo del Venerdì 11 Dicembre 2020

 

Della 2° settimana di Avvento.

San Damaso I, Papa.

Prima lettura dal libro del profeta Isaia (48,17-19)

Così dice il Signore tuo redentore, il Santo di Israele: "Io sono il Signore tuo Dio

che ti insegno per il tuo bene, che ti guido per la strada su cui devi andare.

Se avessi prestato attenzione ai miei comandi, il tuo benessere sarebbe come un

fiume, la tua giustizia come le onde del mare.

La tua discendenza sarebbe come la sabbia e i nati dalle tue viscere come i granelli

d'arena; non sarebbe mai radiato né cancellato il tuo nome davanti a me".

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (11,16-19) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione?

È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: "Vi

abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non

vi siete battuti il petto!".

È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: "È indemoniato".

È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: "Ecco, è un mangione

e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori".

Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Giovanni, il più grande uomo mai esistito, secondo Gesù, diventa metro di

paragone dei devoti per giudicare l’atteggiamento poco religioso del Nazareno.

Giovanni affascinava per la sua austerità, per la sua disciplina, per la sua forza interiore.

Gesù sconcerta per le sue frequentazioni, perché non disdegna di mangiare e bere

in compagnia e divertirsi.

I devoti di ieri e di oggi sono costernati, Gesù spiazza tutti per il suo comportamento

gioioso che poco si confa’, secondo la loro limitata visione, alle persone religiose.

E Gesù ne approfitta per esprimere una correzione tagliente; i brontoloni sono come

i bambini che litigano in piazza perché non sono mai contenti di nulla.

Borbottano senza mettersi d’accordo.

Quanto è vero!

Ancora oggi noi cattolici siamo dei gran lamentosi, sempre pronti a sottolineare

le cose che non funzionano, sempre scontenti del parroco, dei catechisti, del papa,

della Chiesa e…del buon Dio!

Quanto siamo insofferenti alle cose che non ci piacciono!

Quanto siamo bravi nell’elenco delle cose che dovrebbero cambiare!

Il Signore, con grande senso dell’ironia, ci invita a non prenderci troppo sul serio

e a lasciarlo lavorare attraverso la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 9 dicembre 2020

Il Vangelo del Giovedì 10 Dicembre 2020

 

Della 2° settimana di Avvento.

Maria SS.ma di Loreto. 

Prima lettura dal libro del profeta Isaia (41,13-20).

Io sono il Signore, tuo Dio, che ti tengo per la destra e ti dico: «Non temere,

io ti vengo in aiuto».

Non temere, vermiciattolo di Giacobbe, larva d'Israele; io vengo in tuo

aiuto-oràcolo del Signore-, tuo redentore è il Santo d'Israele.

Ecco, ti rendo come una trebbia acuminata, nuova, munita di molte punte;

tu trebbierai i monti e li stritolerai, ridurrai i colli in pula.

Li vaglierai e il vento li porterà via, il turbine li disperderà.

Tu, invece, gioirai nel Signore, ti vanterai del Santo d'Israele.

I miseri e i poveri cercano acqua ma non c'è; la loro lingua è riarsa per la sete.

Io, il Signore, risponderò loro, io, Dio d'Israele, non li abbandonerò.

Farò scaturire fiumi su brulle colline, fontane in mezzo alle valli; cambierò

il deserto in un lago d'acqua, la terra arida in zona di sorgenti.

Nel deserto pianterò cedri, acacie, mirti e ulivi; nella steppa porrò cipressi,

olmi e abeti; perché vedano e sappiano, considerino e comprendano a un tempo

che questo ha fatto la mano del Signore, lo ha creato il Santo d'Israele.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (11,11-15) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse alle folle: «In verità io vi dico: fra i nati da donna

non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel

regno dei cieli è più grande di lui.

Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza

e i violenti se ne impadroniscono.

Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni.

E, se volete comprendere, è lui quell'Elìa che deve venire.

Chi ha orecchi, ascolti!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Esiste una violenza negativa, brutale, innata nel cuore dell’uomo.

La violenza che ha fatto arrestare Giovanni, la violenza del potere che si è

arrogato il diritto di spegnere la voce del profeta, la violenza della gelosia

di una donna stizzita dal giudizio impietoso del Battista.

È la violenza che vediamo riempire tutti i giorni le pagine dei giornali.

Ma anche quella più banale che notiamo quando siamo imbottigliati nel traffico

e qualcuno si spazientisce.

E la violenza difficile da accettare quella che portiamo nel cuore, che ci abita,

che è nostra, anche se non vorremmo, anche se stentiamo a riconoscerla.

Ed è una violenza da combattere con la mitezza, da non accettare passivamente,

da convertire.

Ed esiste poi un’altra violenza, positiva.

La violenza su noi stessi e le nostre pigrizie mentali, sulle nostre resistenze alla

conversione, sui nostri difetti.

Siamo materia grezza da plasmare con la vita interiore e la preghiera, con la grazia

che ci proviene da Dio e con la partecipazione alla vita della comunità.

Siamo esseri in divenire e non basta invecchiare per crescere.

Lo stesso Battista ha dovuto convertirsi dalla sua visione del Messia

all’accoglienza di Gesù.

A lui chiediamo, oggi, di non arrenderci alla violenza negativa e di crescere

nello sforzo della conversione, anche con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.