lunedì 15 aprile 2019

Il Vangelo del Martedì 16 Aprile 2019


Martedì della Settimana Santa.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (49,1-6)
Dal Vangelo secondo Giovanni (13,2133.36-38) anno dispari.
In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu
profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico:
uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardavano l'un l'altro, non sapendo bene di chi parlasse.
Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco
di Gesù.
Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava.
Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?».
Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò».
E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta.
Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto».
Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti
pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra
quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri.
Egli, preso il boccone, subito uscì.
Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio
è stato glorificato in lui.
Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo
glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto
ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?».
Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai
più tardi».
Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora?
Darò la mia vita per te!».
Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me?
In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia
rinnegato tre volte».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’errore che spesso facciamo è quello di credere che Dio abbia bisogno delle
nostre forze, delle nostre capacità, della nostra fedeltà e della nostra santità.
Ne era convinto anche Pietro, il quale promette a Gesù qualcosa che dopo
qualche ora dimenticherà.
Invece, il Signore cerca semplicemente persone che vogliano stare con Lui,
per aiutarlo ad affrontare il momento supremo della croce in cui dona la sua
vita per la salvezza di tutta l’umanità.
Pietro capirà la lezione e verserà lacrime amare per la facilità e la sconsideratezza
con le quali ha trattato il Signore.
Per fare questo serve soltanto la disponibilità, una profonda e sincera amicizia
con Gesù e tanta preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 14 aprile 2019

Il Vangelo del Lunedì 15 Aprile 2019


Lunedì della Settimana Santa.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (42,1-7)
Dal Vangelo secondo Giovanni (12,1-11) anno dispari.
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro,
che egli aveva risuscitato dai morti.
E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali.
Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso,
ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si
riempì dell'aroma di quel profumo.
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse:
«Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono
dati ai poveri?».
Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e,
siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della
mia sepoltura.
I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e
accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva
risuscitato dai morti.
I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti
Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Essere vicini a Gesù e condividerne la missione non è affatto garanzia di
effettiva comunione con Lui.
Giuda è l’esempio di come si possa stare tanto tempo accanto al Maestro senza
aver fatto proprio il suo stile di vita e il suo amore per il Padre e per gli uomini.
La famiglia di Betània, invece, sembra incarnare in pieno gli aspetti evangelici
che Gesù aveva predicato con tanto ardore in quegli anni.
L’amicizia, l’accoglienza e la familiarità intima con Lui sono espressione di
affetto nei confronti del Signore.
Anzi, in maniera profetica, il gesto di Maria anticipa il pietoso rito della
sepoltura del corpo del Signore.
Tutto ciò, il povero Giuda non era in grado di comprenderlo.
Soltanto quando si entra in un’ottica di gratuità e di affetto intimo con il
Signore si può capire quanto amore ha per ciascuno di noi.
Chi vive questi sentimenti nei suoi confronti è certamente molto vicino a Lui.
Noi come siamo messi con questi sentimenti nei suoi confronti?
Se siamo traballanti come Giuda, è giunto il tempo di rimetterci in
carreggiata, aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 13 aprile 2019

Il Vangelo di Domenica 14 Aprile 2019


Domenica delle Palme.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (50,4-7)
2° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippèsi (2,6-11)
Dal Vangelo secondo Luca (22,14-23.56) anno C.
Quando venne l’ora, [Gesù] prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse
loro: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia
passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia
nel regno di Dio».
E, ricevuto un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e fatelo passare tra voi,
perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché
non verrà il regno di Dio».
Fate questo in memoria di me.
Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio
corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me».
E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: «Questo calice è la nuova
alleanza nel mio sangue, che è versato per voi».
Guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito.
«Ma ecco, la mano di colui che mi tradisce è con me, sulla tavola.
Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito, ma guai a quell’uomo
dal quale egli viene tradito!».
Allora essi cominciarono a domandarsi l’un l’altro chi di loro avrebbe fatto questo.
Io sto in mezzo a voi come colui che serve.
E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande.
Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse
sono chiamati benefattori.
Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane,
e chi governa come colui che serve.
Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve?
Non è forse colui che sta a tavola?
Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.
Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi
un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla
mia mensa nel mio regno.
E siederete in trono a giudicare le dodici tribù d’Israele.
Tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli.
Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho
pregato per te, perché la tua fede non venga meno.
E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli».
E Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione
e alla morte».
Gli rispose: «Pietro, io ti dico: oggi il gallo non canterà prima che tu, per tre volte,
abbia negato di conoscermi».
Deve compiersi in me questa parola della Scrittura.
Poi disse loro: «Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è
forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla».
Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca;
chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una.
Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: "E fu
annoverato tra gli empi".
Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo compimento ».
Ed essi dissero: «Signore, ecco qui due spade».
Ma egli disse: «Basta!».
Entrato nella lotta pregava più intensamente.
Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono.
Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione».
Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava
dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!
Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà».
Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo.
Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce
di sangue che cadono a terra.
Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano
per la tristezza.
E disse loro: «Perché dormite?
Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».
Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell'uomo?
Mentre ancora egli parlava, ecco giungere una folla; colui che si chiamava Giuda,
uno dei Dodici, li precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo.
Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?».
Allora quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero:
«Signore, dobbiamo colpire con la spada?».
E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro.
Ma Gesù intervenne dicendo: «Lasciate! Basta così!».
E, toccandogli l’orecchio, lo guarì.
Poi Gesù disse a coloro che erano venuti contro di lui, capi dei sacerdoti, capi
delle guardie del tempio e anziani: «Come se fossi un ladro siete venuti con
spade e bastoni.
Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete mai messo le mani su di me;
ma questa è l’ora vostra e il potere delle tenebre».
Uscito fuori, Pietro pianse amaramente.
Dopo averlo catturato, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del
sommo sacerdote.
Pietro lo seguiva da lontano.
Avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno; anche
Pietro sedette in mezzo a loro.
Una giovane serva lo vide seduto vicino al fuoco e, guardandolo attentamente,
disse: «Anche questi era con lui».
Ma egli negò dicendo: «O donna, non lo conosco!».
Poco dopo un altro lo vide e disse: «Anche tu sei uno di loro!».
Ma Pietro rispose: «O uomo, non lo sono!».
Passata circa un’ora, un altro insisteva: «In verità, anche questi era con lui;
infatti è Galileo».
Ma Pietro disse: «O uomo, non so quello che dici».
E in quell’istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò.
Allora il Signore si voltò e fissò lo sguardo su Pietro, e Pietro si ricordò della
parola che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi
rinnegherai tre volte».
E, uscito fuori, pianse amaramente.
Fa’ il profeta! Chi è che ti ha colpito?
E intanto gli uomini che avevano in custodia Gesù lo deridevano e lo picchiavano,
gli bendavano gli occhi e gli dicevano: «Fa’ il profeta! Chi è che ti ha colpito?».
E molte altre cose dicevano contro di lui, insultandolo.
Lo condussero davanti al loro Sinedrio.
Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i capi dei
sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al loro Sinedrio e gli dissero: «Se tu
sei il Cristo, dillo a noi».
Rispose loro: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non
mi risponderete.
Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo siederà alla destra della potenza di Dio».
Allora tutti dissero: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?».
Ed egli rispose loro: «Voi stessi dite che io lo sono».
E quelli dissero: «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza?
L’abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca».
Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna.
Tutta l’assemblea si alzò; lo condussero da Pilato e cominciarono ad accusarlo:
«Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva
di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re».
Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?».
Ed egli rispose: «Tu lo dici».
Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in quest’uomo alcun
motivo di condanna».
Ma essi insistevano dicendo: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta
la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». Udito ciò, Pilato
domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode,
lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.
Erode con i suoi soldati insulta Gesù.
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto.
Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava
di vedere qualche miracolo fatto da lui.
Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla.
Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo.
Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise
addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato.
In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro
vi era stata inimicizia.
Pilato abbandona Gesù alla loro volontà.
Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: «Mi avete
portato quest’uomo come agitatore del popolo.
Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna
delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato.
Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte.
Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà».
Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui!
Rimettici in libertà Barabba!».
Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio.
Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù.
Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!».
Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui?
Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte.
Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà».
Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro
grida crescevano.
Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita.
Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio,
e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.
Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me.
Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava
dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù.
Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto
e facevano lamenti su di lui.
Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete
su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli.
Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: "Beate le sterili, i grembi che non hanno
generato e i seni che non hanno allattato".
Allora cominceranno a dire ai monti: "Cadete su di noi!", e alle colline: "Copriteci!".
Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno.
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori,
uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non
sanno quello che fanno».
Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
Costui è il re dei Giudei.
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri!
Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e
dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso».
Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Oggi con me sarai nel paradiso.
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo?
Salva te stesso e noi!».
L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei
condannato alla stessa pena?
Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre
azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno».
Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del
pomeriggio, perché il sole si era eclissato.
Il velo del tempio si squarciò a metà.
Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito».
Detto questo, spirò.
Qui ci si genuflette e si fa una breve pausa.
Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente
quest’uomo era giusto».
Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a
quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto.
Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea,
stavano da lontano a guardare tutto questo.
Giuseppe pone il corpo di Gesù in un sepolcro scavato nella roccia.
Ed ecco, vi era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, buono e giusto.
Egli non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri.
Era di Arimatèa, una città della Giudea, e aspettava il regno di Dio.
Egli si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù.
Lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro
scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto.
Era il giorno della Parascève e già splendevano le luci del sabato.
Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse
osservarono il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù, poi tornarono
indietro e prepararono aromi e oli profumati.
Il giorno di sabato osservarono il riposo come era prescritto.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Dio non è uno che ci manda le disgrazie.
Non è un padrone che ci castra e ci impedisce di volare.
Non è un despota che ci fa stare buoni e zitti sennò ci castiga e allora lavora.
Non è uno che brandisce la Legge e aspetta di lapidarci.
Ci vuole il deserto e la verità, la fame di senso e la Parola per riuscire ad
arrendersi all’evidenza di Dio.
Un Dio che lascia crescere i suoi figli, che ha fatto bene ogni cosa e fa
piovere sui giusti e gli ingiusti; un Dio che, come un Padre, scruta l’orizzonte
e accoglie con dignità il figlio che lo voleva morto, ed esce a spiegare le sue
ragioni all’altro figlio offeso; un Dio che, unico giusto, potrebbe condannarci
e non lo fa, chiedendoci di uscire dalla mediocrità del peccato, falsa libertà.
Siamo alla fine del deserto, amici; ora vediamo all’orizzonte il Tabor.
Inizia la grande settimana, la più grande.
La settimana piena di stupore e di sangue, di amore e di emozioni.
Inizia la settimana Santa.
Gesù entra a Gerusalemme trionfalmente.
La gente applaude, agita in alto i rami strappati dalle palme e dagli ulivi,
stende i propri mantelli al passaggio del Rabbì di Galilea.
Piccola gloria prima del disastro, fragile riconoscimento prima del delirio.
Gesù sa, sente, conosce ciò che sta per accadere.
Troppo instabile il giudizio dell’uomo, troppo vaga la sua fede, troppo
ondivaga la sua volontà.
Ma che importa?
Sorride, ora, il Nazareno e ascolta la lode rivolta a Lui e che Egli rivolge al Padre.
Messia impotente e mite, energico e tenero, affaticato e deciso.
Non entra a Gerusalemme a cavallo di un puledro bianco, non ha soldati al
suo fianco che lo proteggono, nessuna autorità lo riceve; entra in città
cavalcando un ridicolo ciuchino, ricordando a noi, malati di protagonismo,
che il potere è tale solo se non si prende troppo sul serio, che la gloria degli
uomini è inutile e breve.
Osanna, figlio di Davide, Osanna nostro incredibile Dio, nostro magnifico re.
Osanna dai tuoi figli poveri e illusi, feriti e mendicanti, Osanna re dei poveri,
protettore dei falliti, Osanna!
Innalza a te il grido di lode la tua Chiesa, santa e peccatrice, riconosce in te
l’unica ragione di vivere, l’unica ricerca, l’unico annuncio, Osanna Maestro amato.
Luca racconta la sua passione lasciando trasparire tutto il bene che ha ricevuto
da Cristo.
Lo ama il Dio di Gesù, ama il Signore che egli ha conosciuto attraverso le
parole vibranti di Paolo.
E racconta le ultime ore di battaglia, racconta dello scontro titanico tra il
Dio rifiutato e la tenebra incombente che suggerisce a Gesù di
abbandonare l’uomo al suo destino.
La battaglia, l’agonia è, in Luca, tutta concentrata nella preghiera
sanguinante del Getsemani.
Capiranno, gli uomini?
O anche quel gesto passerà inosservato e inutile come tanti altri?
Altro è predicare e guarire, altro morire, nudi, appesi alla croce.
Gesù sceglie; consapevolmente, drammaticamente, dolorosamente.
Andrà fino in fondo, si immergerà nella volontà degli uomini (di morte),
sperando che essi scoprano la volontà di Dio (di dono di sé).
Accetta di morire il Nazareno, il Figlio di Dio, perché nessuno possa dire
che ciò che Egli annuncia è fantasia o delirio.
Dopo, tutto diventa miracolo.
Al servo viene riattaccato l’orecchio, Pilato ed Erode diventano amici,
Pietro piange il suo tradimento, Gesù viene riconosciuto “giusto” dal
procuratore pagano, le donne vengono consolate e scosse, il ladro appeso
alla croce perdonato e la folla torna a casa percuotendosi il petto.
È piena di inattesa dolcezza la morte di Dio.
Così siamo amati, fratelli, così siete accolte, sorelle.
Meditando la passione restiamo anche noi allibiti, costernati.
Assistiamo allo spettacolo della morte di Dio, del dono totale di sé.
Ecco Dio; pende dalla croce, morto per amore.
Dio muore d’amore.
Quando accogliamo il dolore e lo affidiamo, quando, nonostante la violenza,
siamo resi capaci di perdonare e donarci, anche la nostra vita produce inattesi
miracoli, prodigi e conversioni, senza che neppure ce ne accorgiamo.
Buon cammino fratelli e sorelle.
Lasciamoci trascinare dalla narrazione, riviviamo in noi gli odori, i suoni,
le luci e i colori di quei tre giorni in cui Dio morì donando se stesso.
Buona settimana Santa a voi amici, vivetela in unione con Gesù, Fausto.

venerdì 12 aprile 2019

Il Vangelo del Sabato 13 Aprile 2019


Della 5° settimana di Quaresima.
1° Lettura dal libro del profeta Ezechièle (37,21-28)
Dal Vangelo secondo Giovanni (11,45-56) anno dispari.
In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che
Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui.
Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che
cosa facciamo?
Quest'uomo compie molti segni.
Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani
e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno, disse loro: «Voi
non capite nulla!
Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per
il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!».
Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell'anno,
profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione,
ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.
Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella
regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme
prima della Pasqua per purificarsi.
Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare?
Non verrà alla festa?».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il destino di Gesù ormai è segnato; i capi del popolo hanno deciso che Egli
non solo non può essere il Messia, ma che è pericoloso per l’incolumità
di tutto il popolo.
È evidente che dietro questo discorso vi è tanta ipocrisia; essi vogliono solo
liberarsi di Lui perché, con le sue parole e con le sue opere, mette in crisi
tutto il loro modo di concepire la religione e il rapporto con Dio.
Questo, i sacerdoti del tempo non potevano permetterlo.
In questi giorni così particolari, anche noi siamo chiamati a scoprire ogni falsità
che c’è nella nostra vita, per liberarcene e accogliere Gesù, che è la verità.
Questo significa avere il coraggio di guardare negli occhi anche tanti
compromessi e tante debolezze che forse non ci piace vedere; ma è questo
l’inizio di una vita davvero nuova.
Non sarà, ne semplice, ne facile, e solo la preghiera saprà aiutarci.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.