giovedì 14 febbraio 2019

Il Vangelo del Venerdì 15 Febbraio 2019


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Gènesi (3,1-8)
Dal Vangelo secondo Marco (7,31-37) anno dispari.
In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne,
venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano.
Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e
con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise
un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!».
E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e
parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno.
Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore,
dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Fa bene ogni cosa, il Signore Gesù, allora come oggi.
Fa parlare i muti e udire i sordi. Noi, sordi ai richiami di Dio, storditi dalle
troppe informazioni che abbiamo, travolti dagli impegni, dalle chiacchiere
televisive, dai comizi, dagli opinionisti.
E resi muti in un mondo che non sa ascoltare e che ci fa diventare delle
fotocopie, che ci obbliga a schierarci da una parte o da un’altra, sempre in
conflitto, sempre in affanno.
Ci libera le orecchie, il Signore Gesù, ci permette di ascoltare la Parola
come mai l’abbiamo ascoltata, senza cantilene, senza insopportabili
prediche, senza paroloni incomprensibili.
E ci permette di parlare, di dire, di raccontare le grandi opere che Egli
compie in ciascuno di noi.
Incontrarlo ci apre ad una dimensione nuova, conoscerlo ci spalanca la
mente e gli orizzonti.
Sì; fa bene ogni cosa il Signore, ci cambia prospettiva.
Senza clamore, senza sbandierare ai quattro venti la nostra fede, senza
fare gli ossessi.
Fa bene ogni cosa, il Signore; ci spalanca ad una visione di fede, e tutto
acquista senso, tutto assume una coloritura diversa.
Fa bene ogni cosa, il Signore, ancora oggi, se lo lasciamo fare.
Per questo, dobbiamo sempre ringraziarlo con la nostra preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 13 febbraio 2019

Il Vangelo del Giovedì 14 Febbraio 2019


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
Santi Cirillo monaco e Metodio vescovo, patroni d’Europa.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (13,46-49)
Dal Vangelo secondo Luca (10,1-9) anno dispari.
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due
davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!
Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!
Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa,
né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa!.
Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti
ritornerà su di voi.
Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché
chi lavora ha diritto alla sua ricompensa.
Non passate da una casa all'altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà
offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: È vicino a voi il regno di Dio».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Cirillo e Metodio, fratelli nel sangue e nella fede, nati a Tessalonica (attuale
Salonicco in Grecia) all’inizio del 9° secolo, evangelizzarono i popoli della
Pannonia e della Moravia.
La loro presenza richiama l’Europa dei burocrati e delle banche a cercare
l’anima che unisce popoli diversi, a trovare, come fece Cirillo, una lingua
con cui potere comunicare la fede in Gesù Cristo.
È un grave errore, dalle enormi conseguenze, ignorare il fatto che l’Europa
è nata come tale intorno ai valori cristiani che oggi vengono snobbati in
nome di un mal compreso senso di rispetto.
Affidiamo la nostra Europa al Signore.
Oggi, poi, gli innamorati invocano il vescovo ternano Valentino a proteggere
il loro amore.
Volentieri preghiamo perché l’amore, quello vero, non quello del desiderio o di
facciata, e in particolare l’amore di coppia, sia saldamente ispirato al Vangelo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 12 febbraio 2019

Il Vangelo del Mercoledì 13 Febbraio 2019


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Gènesi (2,4b-9.15-17)
Dal Vangelo secondo Marco (7,14-23) anno dispari.
In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi
tutti e comprendete bene!
Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro.
Ma sono le cose che escono dall'uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano
sulla parabola.
E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere?
Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può renderlo
impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?».
Così rendeva puri tutti gli alimenti.
E diceva: «Ciò che esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo.
Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male:
impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza,
invidia, calunnia, superbia, stoltezza.
Tutte queste cose cattive vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il male è sempre fuori di noi, pensano in molti, la colpa è sempre di qualcun
altro; della società, dei genitori, del datore di lavoro, del coniuge.
È dentro di noi il male, fa parte della nostra natura umana, e solo noi possiamo
riconoscerlo, affrontarlo e superarlo.
Riconoscerlo; senza scaricare la colpa delle nostre azioni su altri, chiamando
per nome e cognome i nostri difetti.
Affrontarlo, in un allenamento spirituale che vuole estirpare i vizi e coltivare le virtù.
Superarlo, non per diventare super uomini o super donne, ma per dare spazio
alla parte migliore e luminosa di ciascuno di noi.
Esiste il male, e lavora, ed è ingenuo e pericoloso ignorarlo o sopravvalutarlo.
Lasciamo che la luce del Vangelo, oggi, faccia arretrare le tenebre in noi,
facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 11 febbraio 2019

Il Vangelo del Martedì 12 Febbraio 2019


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Gènesi (1,20 - 2,4a)
Dal Vangelo secondo Marco (7,1-13) anno dispari.
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi,
venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure,
cioè non lavate-i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono
lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando
dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre
cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie, di oggetti di rame e di
letti-, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si
comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: "Questo
popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini".
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per
osservare la vostra tradizione.
Mosè infatti disse: "Onora tuo padre e tua madre", e: "Chi maledice il padre
o la madre sia messo a morte".
Voi invece dite: "Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei
aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio", non gli consentite di fare più nulla per il
padre o la madre.
Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi.
E di cose simili ne fate molte».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il contrasto tra Gesù, i farisei e gli scribi è insanabile, poiché in realtà sono
delle mentalità opposte che si scontrano; Gesù non è venuto a cancellare la
Legge di Mosè, ma a portarla nuovamente alla sua originaria purezza.
L’amore è il fondamento, ma purtroppo i farisei non sanno nemmeno più cosa
voglia dire, infatti, impegnati nell’esecuzione minuziosa di precetti e codicilli
del tutto trascurabili, in realtà hanno perso di vista i doveri più basilari della giustizia.
Gesù risponde con chiarezza e smaschera la loro ipocrisia nell’eludere il
comandamento di Dio, facendo leva sull’osservanza esteriore della tradizione.
Anche dentro di noi ci sono dei farisei che vivono ogni volta che facciamo della
fede un pretesto per coprire i nostri compromessi e le nostre trascuratezze nei
confronti dei nostri doveri.
Perciò, mettiamo da parte i compromessi e occupiamoci veramente dei doveri
che abbiamo verso il Signore, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 10 febbraio 2019

Il Vangelo del Lunedì 11 Febbraio 2019


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Gènesi (1,1-19)
Dal Vangelo secondo Marco (6,53-56) anno dispari.
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra,
giunsero a Gennèsaret e approdarono.
Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione,
cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse.
E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze
e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo
toccavano venivano salvati.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Questi versetti ci lasciano intendere l’impatto che Gesù aveva sulla gente;
dovunque Egli andasse, la gente accorreva verso di Lui portandogli coloro
che erano affetti da varie malattie.
La prima attività di Gesù infatti fu quella di predicare il regno di Dio e di
guarire gli ammalati; essi erano i primi destinatari di un messaggio di
liberazione e di riscatto, che trovava in Gesù il suo culmine.
Ancora oggi Gesù vuole guarire e sanare, ma vuole farlo per mezzo di noi;
c’è una medicina che guarisce sempre e tutti, è l’amore.
Gesù, per mezzo nostro, vuole continuare a effondere il suo amore
misericordioso su tutte le ferite dell’umanità di oggi; è bello sapere di poter
essere medicina per la guarigione altrui.
Perciò, diamoci da fare, non sarà facile, ci riusciremo meglio facendoci
aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 9 febbraio 2019

Il Vangelo di Domenica 10 Febbraio 2019


Della 5° Domenica del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (6,1-2a.3-8)
2° Lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (15,1-11)
Dal Vangelo secondo Luca (5,1-11) anno C.
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la
parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due
barche accostate alla sponda.
I pescatori erano scesi e lavavano le reti.
Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra.
Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le
vostre reti per la pesca».
Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo
preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti».
Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano.
Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli.
Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore,
allontànati da me, perché sono un peccatore».
Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca
che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano
soci di Simone.
Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Pietro e Andrea stanno lavando le reti, stanchi dopo una notte infruttuosa.
Sulla riva c’è il Nazareno che sta parlando ad una piccola folla che si è
radunata per ascoltare le sue parole.
Un giovane infervorato che parla di Dio, un illuso, un esaltato che vende
fumo, come al solito.
L’umore di Pietro e Andrea è nerissimo; pesca infruttuosa, un anno orribile,
cassa integrazione e il fantasma del licenziamento all’orizzonte.
La crisi, dicono, le regole del mercato, pare.
E ci manca questo falegname che ha dato di matto e fa il profeta!
Un perdigiorno buono a nulla.
Poi, improvvisamente, Gesù avanza la richiesta della barca e Pietro–colto
di sorpresa–accetta.
Lo fa per cortesia, perché ha paura di apparire scortese e maleducato.
Lo fa perché in fondo, Pietro, è un pezzo di pane.
Ascolta, ora, Pietro.
È un uomo rude, concreto, abituato ad annusare il lago per capire come
cambierà il tempo, con le mani callose e ruvide, rovinate dalle corde e dal
legno della piccola barca di famiglia.
Ascolta e sorride, dentro di sé.
Sono le solite storie dei rabbini devoti e dei credenti esaltati, parole belle e
inutili, fiori alle catene della quotidianità.
Le solite prediche da sorbire per non essere tacciato dagli altri di essere una bestia.
Fumo negli occhi, come sempre.
Poi accade l’imprevisto; Gesù si gira e gli suggerisce di riprendere il largo.
«Questo è davvero troppo!», pensa Pietro.
Ha ragione in fondo: che ne sa un falegname di pesca?
Che faccia il suo mestiere senza rompere agli altri!
Ma accetta e prende il largo.
Quasi lo sfida, quell’arrogante falegname; così vedrà che oggi i pesci sono
andati in vacanza!
Dio ci raggiunge sempre alla fine di una notte infruttuosa, nel momento
meno mistico che possiamo immaginare.
Ci raggiunge alla fine delle nostre notti e dei nostri incubi, ci raggiunge
quando siamo stanchi e depressi.
Ci chiede un gesto di fiducia, all’apparenza inutile, ci chiede di gettare le
reti dalla parte debole della nostra vita, di non contare sulle nostre forze,
sulle nostre capacità, ma di avere fiducia in lui.
Pietro lo fa e accade l’inaudito.
Le reti si riempiono, il pesce abbonda, la barca quasi affonda.
Non è possibile, non è possibile, non è possibile.
Il miracolo è sempre un evento ambiguo, interpretabile in modi molto
diversi, talora contrastanti.
Simone avrebbe potuto dire, a quella vista: «Ma guarda un pò la fortuna
del principiante!», oppure: «Questi pesci moderni!
Io gettavo la rete a destra della barca mentre questi correvano a sinistra!»
o qualunque altro pensiero logico e assennato.
Il miracolo consiste nel fatto che Pietro vede in quella pesca un
segno straordinario.
Il miracolo è sempre nel nostro sguardo, Dio continua a riempire di miracoli
la nostra vita.
E noi non li vediamo.
È turbato, ora, il pescatore.
Che sta succedendo?
Siamo peccatori!
Si butta in ginocchio, prima di arrendersi: «Non sono capace, non sono degno».
È la scusa principale tirata fuori da tutti quelli che, per un istante, sfiorano
Dio; non sono all’altezza, sono un peccatore.
Siamo sempre lì, inchiodati al nostro becero e rancido moralismo.
Lasciamo fare a Dio!
Pensiamo che Dio voglia farci superare un esame, che ponga delle condizioni.
No, sbagliato; siamo noi a porre delle condizioni, non Dio. Mai.
Gesù sorride; è un problema tuo, Pietro, a me stai bene così.
Io sono venuto per i malati, non per i sani.
Anche a me succede così; più mi scontro con i miei limiti e le mie fatiche,
più avanzo scuse nei confronti del Signore.
La buona notizia del Vangelo è che Dio non ha bisogno di bella gente,
di primi della classe, di giganti della fede; ha bisogno di me.
Per fare un pescatore di umanità
Non avere paura, Simone, il Signore ti fa diventare pescatore di umanità.
Sei chiamato a tirar fuori da te stesso e da chi incontrerai tutta
l’umanità che li abita.
Ed allora, assieme a Pietro; lasciamo le reti, quello che ci lega, le paure,
i limiti, i giri di testa, lasciamoli, non rassettiamoli tutti i giorni,
non aggiustiamoli, diventiamo liberi per seguire il Maestro Gesù.
Io sogno una Chiesa che non ponga limiti, che dia fiducia ai peccatori, che
tiri fuori, maestra in umanità, tutta l’umanità che abita nel cuore di ognuno
di noi con franchezza e misericordia.
Pietro sarà in grande pescatore proprio perché autentico, proprio perché
lascerà fare a Dio, dopo avere sperimentato il suo fallimento.
Perciò, uniamoci a Pietro e impariamo da lui a lasciar fare a Dio.
Santa Domenica, amici, Fausto

venerdì 8 febbraio 2019

Il Vangelo del Sabato 9 Febbraio 2019


Della 4° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dalla lettera agli Ebrei (13,15-17.20-21)
Dal Vangelo secondo Marco (6,30-34) anno dispari.
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto
quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato.
Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto,
e riposatevi un po'».
Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche
il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte.
Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là
a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro,
perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare
loro molte cose.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Marco ci rivela un tratto estremamente delicato di Gesù; Egli ha un
atteggiamento materno nei confronti di coloro che ha mandato a insegnare.
Riposarsi per loro consisteva soprattutto nello stare nuovamente con Lui,
ascoltandone le parole e godendo della sua benevolenza.
Ma le esigenze della folla premono; Gesù stesso si lascia commuovere dalle tante
persone accorse e, dimentico di se stesso, inizia la sua attività di insegnamento.
Il Signore si riconosce così come il loro pastore che le conduce alle fonti
della salvezza per mezzo della sua parola.
Egli continua a dimostrare per noi la stessa sollecitudine materna che
dimostrò per gli apostoli; quando siamo stanche, Lui stesso si fa vicino
a noi, donandoci la gioia della sua presenza.
Perciò, ringraziamolo con la nostra preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.