martedì 24 aprile 2018

Il Vangelo del Mercoledì 25 Aprile 2018


San Marco Evangelista.
1° Lettura dalla prima lettera di san Pietro apostolo (5,5b-14)
Dal Vangelo secondo Marco (16,15-20) anno pari.
In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il
mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.
Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.
Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio
nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano
i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno
le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette
alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva
insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La conclusione del Vangelo di Marco ricorda le ultime parole di Gesù prima
della sua ascensione.
Ma quello che ci colpisce maggiormente è la fiducia data ai suoi discepoli.
Egli sa che essi troveranno difficoltà e persecuzioni di ogni genere, ma
nonostante questo il Signore dice loro di andare per il mondo, forti della
sua parola e del suo amore che li accompagna.
Non c’è niente che possa sconfiggere la luce di Dio; anche se essa
apparentemente è sconfitta dal rumore e dai bagliori sinistri del peccato,
prima o poi vince sempre.
Perché essa si propaghi, però, è necessario che ci siano persone che credano
nella sua potenza umile e nascosta.
Per questo, anche noi possiamo essere dei validi testimoni della potenza
dell'amore di Dio.
Logicamente non sarà facile, ma abbiamo la preghiera che ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, alleluia Fausto.

lunedì 23 aprile 2018

Il Vangelo del Martedì 24 Aprile 2018


Della 4° settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (11,19-26)
Dal Vangelo secondo Giovanni (10, 22-30) anno pari.
Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione.
Era inverno.
Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone.
Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci
terrai nell'incertezza?
Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l'ho detto, e non credete; le opere che io compio
nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me.
Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore.
Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le
strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle
dalla mano del Padre.
Io e il Padre siamo una cosa sola».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Molti si avvicinano al Vangelo con fare sospetto, smontano il cristianesimo
affermando che noi discepoli abbiamo divinizzato l'uomo Gesù.
Ma lo leggono il Vangelo?
Hanno il coraggio di leggere quante volte il Maestro si dichiara figlio
di Dio, immagine dell'altissimo?
Eppure così va il mondo; teniamo della fede solo ciò che ci garba, vogliamo
solo quello che ci piace, ciò che non disturba.
No; Gesù pretende di essere il Messia, il figlio di Dio altissimo.
E se Gesù è l'immagine del Padre, il figlio del Dio altissimo, le sue Parole
sono parole di vita nuova, stupore, meraviglia, verità, saggezza, calore.
Noi che abbiamo creduto che Egli ci rivela il Padre, non temiamo; nessuno
ci può strappare dalla sua mano.
ll Signore ci tiene con forza, non molla la presa, come fa un padre con il
proprio bambino, ci protegge, ci custodisce.
Noi che abbiamo creduto alle sue opere e che lo proclamiamo splendore del
Padre, ci terrà sempre per mano, ed allora, ringraziamolo con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, alleluia Fausto.

domenica 22 aprile 2018

Il Vangelo del Lunedì 23 Aprile 2018


Della 4° settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (11,1-18)
Dal Vangelo secondo Giovanni (10, 1-10) anno pari.
In quel tempo, disse Gesù: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel
recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro
e un brigante.
Chi invece entra dalla porta, è il pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue
pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori.
E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le
pecore lo seguono perché conoscono la sua voce.
Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché
non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa
parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la
porta delle pecore.
Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore
non li hanno ascoltati.
Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà
e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto
perché abbiano la vita a l'abbiano in abbondanza».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Quando Dio fa un dono a noi uomini, non sta a contare o a pesare, né
tantomeno a lesinare.
Gesù lo esprime con chiarezza, quando dice di essere venuto a portare la
vita in abbondanza.
Cosa significa ciò?
Vuol dire che Dio ha tanto amato il mondo da donare tutto, ma proprio tutto
affinché ciascuno di noi possa sperimentare il suo abbraccio benedicente.
Il Signore Gesù è la dimostrazione definitiva di questo amore da parte sua.
Egli non solo ci ha parlato e si è fatto carne, ma ci ha anche donato la
possibilità di vivere in piena comunione con Dio già da questa vita.
Per tale motivo, è dolce e bello seguire il nostro pastore e passare attraverso
di Lui; Egli è la porta che ci conduce verso la vita eterna, per questo dobbiamo
sempre ringraziarlo attraverso la nostra preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, alleluia Fausto.

sabato 21 aprile 2018

Il Vangelo di Domenica 22 Aprile 2018


Della 4° Domenica di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (4,8-12)
1° Lettura dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (3,1-2)
Dal Vangelo secondo Giovanni (10,11-18) anno B.
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore.
Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.
Il mercenario-che non è pastore e al quale le pecore non appartengono-vede
venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde;
perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me,
così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.
E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io
devo guidare.
Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo.
Nessuno me la toglie: io la do da me stesso.
Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo.
Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù si definisce pastore di coloro che lo accettano nella propria vita come
Signore e Salvatore.
Questo significa che Egli non ha semplicemente una funzione di guida, poiché
Egli addirittura dà la vita per ciascuno di noi.
Nella nostra vita abbiamo incontrato tante persone, molte delle quali ci hanno
dimostrato il loro affetto e il loro amore.
Mai nessuno ci ha mostrato un amore così grande; Gesù ha addirittura dato la
vita per noi, morendo sulla croce.
Per questo motivo, per noi cristiani è un onore far parte di questo gregge, che
Egli conduce ai pascoli della vita eterna.
Seguire Lui è gioia piena ed essere dei suoi significa sperimentare la gioia
del cuore, nella consapevolezza di andare dietro a Colui che è la vita,
aiutandoci con preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, alleluia Fausto.


venerdì 20 aprile 2018

Il Vangelo del Venerdì 21 Aprile 2018


Della 3° settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (9,31-42)
Dal Vangelo secondo Giovanni (6,60-69) anno pari.
In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato,
dissero: «Questa parola è dura!
Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a
questo, disse loro: «Questo vi scandalizza?
E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima?
È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io
vi ho detto sono spirito e sono vita.
Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano
e chi era colui che lo avrebbe tradito.
E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non
gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non
andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?».
Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo?
Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu
sei il Santo di Dio».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’epilogo del discorso di Gesù alla sinagoga di Cafàrnao è davvero triste.
Molti dei suoi discepoli smisero di seguirlo, soltanto perché Gesù aveva
parlato chiaro.
Forse essi avevano intravisto in Lui un profeta che parlava di cose giuste
e piene di unzione; di fronte a un discorso così sconvolgente, nel quale
Egli dice che essi devono nutrirsi di Lui, essi non capiscono e preferiscono
prendere le distanze da Lui.
Ci sono cristiani che vanno dietro a Gesù e che credono in Lui finché Egli
non chiede loro un supplemento di fiducia nella sua parola, soprattutto
quando Egli sembra portarci per strade che sembrano oscure.
Allora si vedono i veri discepoli dai falsi; molti preferiscono defilarsi e
fare finta di non conoscerlo, preferendo percorrere altre strade.
Perciò, se noi vogliamo essere dei veri discepoli, dobbiamo credere in
Lui e pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, alleluia Fausto.


giovedì 19 aprile 2018

Il Vangelo del Venerdì 20 Aprile 2018


3° settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (9,1-20)
Dal Vangelo secondo Giovanni (6,52-59) anno pari.
In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può
costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne
del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo
risusciterò nell'ultimo giorno.
Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.
Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche
colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono
i padri e morirono.
Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il discorso sul pane di vita suscita nei presenti aspre discussioni.
Essi non riescono a capire fino in fondo cosa Gesù voglia dire loro, per cui
essi fraintendono le sue parole.
Del resto, Gesù era stato davvero molto chiaro; mangiare la sua carne e
bere il suo sangue significa nutrirsi della sua stessa vita, che Egli di lì a
poco avrebbe dato in dono per tutti.
Tanti di noi, anche oggi, stentiamo a capire il dono che Dio fa a noi nell’Eucaristia.
Per molti, partecipare alla Messa o non parteciparvi è la stessa cosa; questa
mentalità denota una superficialità davvero grande.
Come si può pensare di vivere senza nutrirsi?
E come si può pensare di vivere in Dio se non ci si nutre del suo corpo?
Riflettiamo spesso su questa verità, per non trascurare le cose essenziali della vita.
E se anche noi facciamo fatica, aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, alleluia Fausto.

mercoledì 18 aprile 2018

Il Vangelo del Giovedì 19 Aprile 2018


Della 3° settimana di Pasqua.
1° Lettura dagli Atti degli Apostoli (8,26-40)
Dal Vangelo secondo Giovanni (6,44-51) anno pari.
In quel tempo, disse Gesù alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo
attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno istruiti da Dio".
Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me.
Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio
ha visto il Padre.
In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita.
I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il
pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.
Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia
carne per la vita del mondo».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il pane è qualcosa che, di per sé, sa di quotidianità e di condivisione.
Gesù s’identifica con esso per esprimere la sua vicinanza a tutti gli uomini
che lo accolgono senza pregiudizi.
Ma c’è di più: Egli è pane disceso dal cielo.
Ciò significa che chiunque se ne nutre riceve in dono la vita di Dio.
Nemmeno Mosè con la manna nel deserto era riuscito a fare questo; per tale
motivo Gesù si presenta come la definitiva risposta di Dio alla fame di tutta
l’umanità e di tutti i tempi.
Anche noi abbiamo la possibilità di sfamarci del suo corpo e di gustare così
delle delizie del Paradiso.
Approfittare di questo dono immenso e immeritato significa essere consapevoli
del posto che Dio deve avere nella nostra vita; il primo, attorno al quale tutto
e tutti devono ruotare.
Ringraziamo perciò, il Signore di questo dono con la nostra preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buona giornata, alleluia Fausto.