martedì 5 settembre 2023

Il Vangelo del Mercoledì 6 Settembre 2023

 

Della 22° settimana del Tempo Ordinario.

San Zaccaria, Profeta,

Prima Lettura

La parola di verità è giunta a voi,

come in tutto il mondo.

Dalla lettera di san Paolo

apostolo ai Colossési (1,1-8)

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà

di Dio, e il fratello Timòteo, ai santi e

credenti fratelli in Cristo che sono a

Colosse: grazia a voi e pace da Dio,

Padre nostro.

Noi rendiamo grazie a Dio, Padre del

Signore nostro Gesù Cristo, continuamente

pregando per voi, avendo avuto notizie

della vostra fede in Cristo Gesù e della

carità che avete verso tutti i santi a causa

della speranza che vi attende nei cieli.

Ne avete già udito l’annuncio dalla parola

di verità del Vangelo che è giunto a voi.

E come in tutto il mondo esso porta frutto

e si sviluppa, così avviene anche fra voi,

dal giorno in cui avete ascoltato e

conosciuto la grazia di Dio nella verità,

che avete appreso da Èpafra, nostro caro

compagno nel ministero: egli è presso di

voi un fedele ministro di Cristo e ci ha

pure manifestato il vostro amore nello Spirito.

Parola di Dio.

Vangelo

È necessario che io annunci la buona

notizia del regno di Dio anche alle altre

città; per questo sono stato mandato.

Dal Vangelo secondo Luca (4,38-44) anno dispari.

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga,

entrò nella casa di Simone.

La suocera di Simone era in preda a una

grande febbre e lo pregarono per lei.

Si chinò su di lei, comandò alla febbre

e la febbre la lasciò.

E subito si alzò in piedi e li serviva.

Al calar del sole, tutti quelli che avevano

infermi affetti da varie malattie li

condussero a lui.

Ed egli, imponendo su ciascuno le mani,

li guariva.

Da molti uscivano anche demòni,

gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!».

Ma egli li minacciava e non li lasciava

parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.

Sul far del giorno uscì e si recò in un

luogo deserto.

Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero

e tentarono di trattenerlo perché non se

ne andasse via.

Egli però disse loro: «È necessario che

io annunci la buona notizia del regno di

Dio anche alle altre città; per questo

sono stato mandato».

E andava predicando nelle sinagoghe

della Giudea.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Luca, come gli altri evangelisti, sintetizza

la giornata ‘tipo’ di Gesù, fatta di

predicazione, di miracoli, di guarigioni;

la folla preme, si entusiasma, lo cerca;

mai una persona ha parlato come parla

il Signore, tutti sono coinvolti e trascinati.

Luca annota, qui e altrove, che mentre

tutti si riposano dalla stressante giornata

di ministero, Gesù si alza e va a pregare,

tutto solo.

Molte volte Luca annota questo particolare;

Gesù prega nei momenti cruciali della

sua missione e dedica spazio e tempo

alla silenziosa preghiera notturna; anzi

sembra proprio che il segreto della sua

energia e del suo dinamismo derivi

proprio da quel momento silenzioso che

feconda la sua giornata e i suoi discepoli

ne sono affascinati.

Il motivo principale per cui siamo invitati

a pregare, in fondo, è proprio questo; per

imitare il Signore Gesù, per fare come Lui;

più la nostra vita è frenetica e più abbiamo

bisogno di ritagliare uno spazio da dedicare

all’ascolto della Parola, all’interpretazione

profetica della nostra vita.

Abbiamo disimparato a pregare, nel mondo

Dell’apparente efficienza e del ‘tutto e subito’

la preghiera appare come inutile perdita di

tempo da relegare-al massimo-al momento

del bisogno più disperato.

Gesù insegna ai suoi discepoli che la

preghiera non è una lista della spesa

o una devozione rassicurante, ma

l’oceano immenso in cui nuotiamo,

la dimensione più autentica in cui

possiamo ritrovarci e ritrovare Dio.

Ed allora, amici, preghiamo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 4 settembre 2023

Il Vangelo del Martedì 5 Settembre 2023

 

Della 22° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Teresa di Calcutta, Fondatrice.

Prima Lettura

Gesù Cristo è morto per noi,

perché viviamo insieme con lui.

Dalla prima lettera di san Paolo

apostolo ai Tessalonicési (5,1-6.9-11)

Riguardo ai tempi e ai momenti, fratelli,

non avete bisogno che ve ne scriva; infatti

sapete bene che il giorno del Signore verrà

come un ladro di notte.

E quando la gente dirà: «C’è pace e

sicurezza!», allora d’improvviso la

rovina li colpirà, come le doglie una

donna incinta; e non potranno sfuggire.

Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre,

cosicché quel giorno possa sorprendervi

come un ladro.

Infatti siete tutti figli della luce e figli del

giorno; noi non apparteniamo alla notte,

né alle tenebre.

Non dormiamo dunque come gli altri,

ma vigiliamo e siamo sobri.

Dio infatti non ci ha destinati alla sua ira,

ma ad ottenere la salvezza per mezzo del

Signore nostro Gesù Cristo.

Egli è morto per noi perché, sia che vegliamo

sia che dormiamo, viviamo insieme con lui.

Perciò confortatevi a vicenda e siate di aiuto

gli uni agli altri, come già fate.

Parola di Dio.

Vangelo

Io so chi tu sei: il santo di Dio!

Dal Vangelo secondo Luca (4,31-37) anno dispari.

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao,

città della Galilea, e in giorno di sabato

insegnava alla gente.

Erano stupiti del suo insegnamento perché

la sua parola aveva autorità.

Nella sinagoga c’era un uomo che era

posseduto da un demonio impuro;

cominciò a gridare forte: «Basta!

Che vuoi da noi, Gesù Nazareno?

Sei venuto a rovinarci?

Io so chi tu sei: il santo di Dio!».

Gesù gli ordinò severamente: «Taci!

Esci da lui!».

E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla

gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.

Tutti furono presi da timore e si dicevano

l’un l’altro: «Che parola è mai questa,

che comanda con autorità e potenza

agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?».

E la sua fama si diffondeva in ogni luogo

della regione circostante.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La folla è colpita dalla predicazione di

Gesù; Egli parla con autorità, la sua

Parola è credibile, vera, vissuta, pensata.

La gente è stanca di ascoltare predicatori

ferrati in teologia e poveri in esperienza

e in umanità, che citano solo parole

incomprensibili studiate sui libri e

non nella vita.

Gesù non è uno scriba né un dottore della

legge, eppure le sue parole provocano,

accarezzano, leniscono, scuotono,

liberano, allora come oggi.

Diverso dai tanti opinionisti che ci

spiegano come e cosa pensare, che ci

spingono all’omologazione, Gesù ci

rivolge una Parola autentica e autorevole,

attuale e profonda perché vissuta.

Parola che accogliamo, oggi come ieri,

non come la parola di un saggio del

passato, ma come l’epifania di Dio,

la manifestazione del mistero

nascosto nei secoli.

E questa Parola libera, allontana il male,

la parte oscura dell’uomo e delle cose;

l’indemoniato è liberato senza danni,

la sua anima ora respira gioia e serenità.

Povero indemoniato!

Conosce Gesù, è ferrato di teologia; sa

che è il Santo di Dio, eppure non vuole

avere a che fare con Lui, si spaventa.

Il demone della superficialità può

avvelenare il nostro pensiero e farci

dire; cosa c’entra Dio con la mia vita?

Si accontenti delle mie devozioni, della

mia fede, so che Dio esiste, gli debbo

onore e rispetto, ma non vada oltre.

Che il Signore ci liberi con la sua Parola

autorevole da una fede fatta solo di ritualità,

dalla fragile fede che si lega solo al senso

del dovere e senza passione.

Non è facile, amici, solo la preghiera

ci può aiutare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 3 settembre 2023

Il Vangelo del Lunedì 4 Settembre 2023

 

Della 22° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Rosalia, vergine, eremita di Palermo.

Prima Lettura

Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con

lui coloro che sono morti.

Dalla prima lettera di san Paolo

apostolo ai Tessalonicési (4,13-18)

Non vogliamo, fratelli, lasciarvi

nell’ignoranza a proposito di quelli

che sono morti, perché non siate tristi

come gli altri che non hanno speranza.

Se infatti crediamo che Gesù è morto e

risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù,

radunerà con lui coloro che sono morti.

Sulla parola del Signore infatti vi diciamo

questo: noi, che viviamo e che saremo

ancora in vita alla venuta del Signore,

non avremo alcuna precedenza su

quelli che sono morti.

Perché il Signore stesso, a un ordine,

alla voce dell’arcangelo e al suono della

tromba di Dio, discenderà dal cielo.

E prima risorgeranno i morti in Cristo;

quindi noi, che viviamo e che saremo

ancora in vita, verremo rapiti insieme

con loro nelle nubi, per andare incontro

al Signore in alto, e così per sempre

saremo con il Signore.

Confortatevi dunque a vicenda con

queste parole.

Parola di Dio.

Vangelo

Mi ha mandato a portare ai poveri

il lieto annuncio.

Nessun profeta è bene accetto nella sua patria.

Dal Vangelo secondo Luca (4,16-30) anno dispari.

In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret,

dove era cresciuto, e secondo il suo

solito, di sabato, entrò nella sinagoga

e si alzò a leggere.

Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa;

aprì il rotolo e trovò il passo dove era

scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra

di me; per questo mi ha consacrato con

l’unzione e mi ha mandato a portare ai

poveri il lieto annuncio, a proclamare

ai prigionieri la liberazione e ai ciechi

la vista; a rimettere in libertà gli

oppressi a proclamare l’anno di

grazia del Signore».

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò

all’inserviente e sedette.

Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano

fissi su di lui.

Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è

compiuta questa Scrittura che voi

avete ascoltato».

Tutti gli davano testimonianza ed erano

meravigliati delle parole di grazia che

uscivano dalla sua bocca e dicevano:

«Non è costui il figlio di Giuseppe?».

Ma egli rispose loro: «Certamente voi

mi citerete questo proverbio: “Medico,

cura te stesso.

Quanto abbiamo udito che accadde a

Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”».

Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun

profeta è bene accetto nella sua patria.

Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte

vedove in Israele al tempo di Elìa,

quando il cielo fu chiuso per tre anni

e sei mesi e ci fu una grande carestia

in tutto il paese; ma a nessuna di esse

fu mandato Elìa, se non a una vedova

a Sarèpta di Sidòne.

C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo

del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu

purificato, se non Naamàn, il Siro».

All’udire queste cose, tutti nella sinagoga

si riempirono di sdegno.

Si alzarono e lo cacciarono fuori della

città e lo condussero fin sul ciglio del

monte, sul quale era costruita la loro città,

per gettarlo giù.

Ma egli, passando in mezzo a loro,

si mise in cammino.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù, nella sinagoga di Nazareth, legge

il profeta Isaia e si attribuisce il ruolo

del Messia chiamato a portare buone

notizie, notizie di liberazione, di bene,

di pace, di gioia.

I suoi concittadini rifiutano l’annuncio,

ne sono urtati e Gesù rischia la pelle.

Il Signore porta solo buone notizie.

In un mondo assetato di bene e di bello,

ma devastato dalle contraddizioni e dal

lato oscuro della realtà, abbiamo sete

di parole di conforto.

Anche noi, come Lui, siamo chiamati

a leggere la Parola e a renderla presente

attuale, incontrabile, anche noi siamo

chiamati, al rientro dalle nostre vacanze,

a rendere presente la tenerezza di Dio,

a dire, infine, ai prigionieri, che è finita la

loro schiavitù, perché il Signore è presente.

E se, figli di questo tempo scontento e

cinico, siamo derisi per la nostra apparente

ingenuità, per il nostro infantile ottimismo,

per la nostra ostinata fiducia, impariamo

da Cristo che non si è lasciato intimidire

ed ha proclamato con forza il vero e

sorridente volto del Padre.

Animo, amici, la nostra vita è scoperta

di progressiva liberazione, e, malgrado

le fatiche della vita, cerchiamo di vivere

questa giornata con uno sguardo sempre

rivolto al dentro, all’altrove, al Regno

che Gesù è venuto a inaugurare e che sta

a noi realizzare in ufficio o sulla spiaggia.

Buon anno pastorale a tutti voi, amici,

che sia un anno in cui scopriamo il volto

sorridente e consolante del Dio di Gesù,

attraverso l’aiuto della preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 2 settembre 2023

Il Vangelo di Domenica 3 Settembre 2023

 

Della 22° Domenica del Tempo Ordinario.

San Gregorio Magno, Papa e dottore della Chiesa.

Prima Lettura

La parola del Signore è diventata

per me causa di vergogna.

Dal libro del profeta Geremìa (20,7-9)

Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato

sedurre; mi hai fatto violenza e hai prevalso.

Sono diventato oggetto di derisione ogni

giorno; ognuno si beffa di me.

Quando parlo, devo gridare, devo urlare:

«Violenza! Oppressione!».

Così la parola del Signore è diventata

per me causa di vergogna e di scherno

tutto il giorno.

Mi dicevo: «Non penserò più a lui, non

parlerò più nel suo nome!».

Ma nel mio cuore c’era come un fuoco

ardente, trattenuto nelle mie ossa; mi

sforzavo di contenerlo,

ma non potevo.

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 62 (63)

Ripetiamo. Ha sete di te, Signore, l'anima mia.

 

O Dio, tu sei il mio Dio,

dall’aurora io ti cerco,

ha sete di te l’anima mia,

desidera te la mia carne

in terra arida, assetata, senz’acqua. R.

 

Così nel santuario ti ho contemplato,

guardando la tua potenza e la tua gloria.

Poiché il tuo amore vale più della vita,

le mie labbra canteranno la tua lode. R.

 

Così ti benedirò per tutta la vita:

nel tuo nome alzerò le mie mani.

Come saziato dai cibi migliori, con

labbra gioiose ti loderà la mia bocca. R.

 

Quando penso a te che sei stato il mio aiuto,

esulto di gioia all’ombra delle tue ali.

A te si stringe l’anima mia:

la tua destra mi sostiene. R.

 

Seconda Lettura

Offrite i vostri corpi come sacrificio vivente.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (12,1-2)

Fratelli, vi esorto, per la misericordia di

Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio

vivente, santo e gradito a Dio; è questo

il vostro culto spirituale.

Non conformatevi a questo mondo,

ma lasciatevi trasformare rinnovando

il vostro modo di pensare, per poter

discernere la volontà di Dio, ciò che

è buono, a lui gradito e perfetto.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo

illumini gli occhi del nostro cuore

per farci comprendere a quale

speranza ci ha chiamati. (Cf. Ef 1,17-18)

 

Alleluia, alleluia.

 

Vangelo

Se qualcuno vuole venire dietro

a me, rinneghi se stesso.

Dal Vangelo secondo Matteo (16,21-27) anno A.

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare

ai suoi discepoli che doveva andare a

Gerusalemme e soffrire molto da parte

degli anziani, dei capi dei sacerdoti e

degli scribi, e venire ucciso e risorgere

il terzo giorno.

Pietro lo prese in disparte e si mise a

rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia,

Signore; questo non ti accadrà mai».

Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’

dietro a me, Satana!

Tu mi sei di scandalo, perché non pensi

secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se

qualcuno vuole venire dietro a me,

rinneghi se stesso, prenda la sua croce

e mi segua.

Perché chi vuole salvare la propria vita,

la perderà; ma chi perderà la propria

vita per causa mia, la troverà.

Infatti quale vantaggio avrà un uomo se

guadagnerà il mondo intero, ma perderà

la propria vita?

O che cosa un uomo potrà dare in cambio

della propria vita?

Perché il Figlio dell’uomo sta per venire

nella gloria del Padre suo, con i suoi

angeli, e allora renderà a ciascuno

secondo le sue azioni».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

In questa strana estate assistiamo,

annichiliti, alla violenza di chi, uccide,

violenta e stupra, anche bambine,

perché si sentono onnipotenti.

Le notizie che ci giungono da ogni parte

d’Italia, dove ogni giorno, un uomo o

branchi di uomini, uccidono o stuprano

donne inermi, ci stringono il cuore

e ci sconcertano.

Perché Dio non interviene?

Perché non protegge gli inermi dalla furia

cieca della follia omicida?

Come vorremmo un Dio interventista!

L’idea di un Messia vittorioso e combattivo,

che avrebbe reso giustizia dell’oppressione

del popolo, è l’orizzonte in cui si situa

l’episodio evangelico di oggi, continuazione

di quello di Domenica scorsa.

Pietro riconosce in Gesù il Messia.

Gesù, però, non vuole creare illusioni.

Pietro ha faticato, e non poco, a dichiarare

che il falegname di Nazareth è il Messia

atteso da Israele.

Troppo diverso il suo modo di servire il

Regno, troppo audace la sua predicazione,

troppo innovativa la sua idea di Dio per

poterlo identificare con il nuovo e glorioso

re Davide che avrebbe ricostituito la gloria

del passato Israele e che tutti aspettavano!

Pietro aveva riconosciuto in Gesù il Cristo

e Gesù lo aveva riconosciuto come pietra

da costruzione, come pietra viva fondata

sulla fede, la pietra che avrebbe sostenuto

altri fratelli nella fede.

Ora, invece, Pietro diventa pietra di

inciampo, pietra di scandalo.

Brutta storia.

Ora che Pietro lo ha riconosciuto come

Messia, Gesù spiega a tutti cosa significa

per Lui essere ‘messia’.

Nessuna gloria, nessun potere, nessun

compromesso nel suo essere messia.

Gesù dice di essere disposto ad andare

fino in fondo nella sua scelta, è disposto

a morire piuttosto che rinnegare il suo

volto di Dio.

E così sarà.

I discepoli restano interdetti; fino a poco

tempo prima avevano ragionato su chi

sarebbe stato messo a capo del nuovo

Regno, ora Gesù parla di dolore e di morte.

Pietro lo prende da parte (è pur sempre il

papa!) e lo invita a cambiare linguaggio

a non scoraggiare il morale delle truppe.

Anche lui, come spesso facciamo noi,

vuole insegnare a Dio come si fa a fare Dio.

E Gesù reagisce, duramente; cambia

mentalità, Pietro, diventa discepolo.

Troppe volte invece di seguire il Signore

lo precediamo.

Siamo noi ad indicargli al strada, non

seguiamo più la strada che Egli ci indica.

Siamo noi a suggerirgli le soluzioni ai

problemi, non ci fidiamo più della sua

presenza, della sua azione.

Pretendiamo che sia Dio a diventare

nostro discepolo.

Geremia, nella prima lettura, si

lamenta con Dio.

Lui voleva fare il profeta di buone notizie,

è diventato un rompiscatole insostenibile,

tutti lo odiamo, anche i suoi famigliari.

Geremia vorrebbe lasciare (come biasimarlo?),

ma riflette e ritorna alla fiamma che l’ha sedotto.

Quando mettiamo noi stessi al posto di Dio,

della fiamma, facciamo come Pietro e ci

allontaniamo dal cammino.

Non chiediamoci a che punto siamo nel

nostro percorso interiore.

Chiediamoci se siamo ancora dietro a Cristo.

Gesù insiste, ora, si rivolge a tutti, e a noi.

Non blandisce le persone, non cerca facili

discepoli, non seduce, non ama il marketing.

La sua proposta è cruda, diretta,

atroce, insostenibile.

Pronuncia tre imperativi che risuonano

come una sfida.

Vuoi essere mio discepolo?

Rinnega te stesso.

Cioè non mettere te stesso al centro

dell’universo, non voler emergere a tutti

i costi, non fare come tutti che, nel mondo,

sgomitano per essere visti e notati.

Sei unico, sei prezioso sei un capolavoro,

perché devi combattere per dimostrarlo agli altri?

Il discepolo, come il Maestro, prende a

cuore la felicità di chi gli sta accanto,

guarda oltre, mette la sua vita in gioco

perché tutti possano appartenere al Regno.

Non mettere sempre te stesso al centro,

metti il sogno di Dio al centro, con libertà,

da adulto, da uomo nuovo.

Prendi la tua croce.

Cioè non avere paura di amare fino a

soffrire, di amare fino a perderti.

Come Geremia che non riesce a staccarsi

dall’amore bruciante di Dio nonostante

le tante delusioni che sta vivendo.

Purtroppo una certa devozione spicciola

ha finito con lo stravolgere la simbologia

della croce; nata come misura dell’amore

di Dio, è diventata l’emblema del dolore.

Dio non ama il dolore, sia chiaro, né lo

esige (e ci mancherebbe!) ma, a volte,

amare significa anche sopportare e soffrire.

E Gesù ne sa qualcosa.

Seguimi.

Condividi la scelta di Gesù, il suo sogno,

il suo progetto.

Dio è presente e si manifesta a noi,

orienta le nostre scelte con equilibrio

e intelligenza, ascoltando la sua Parola,

lasciandoci plasmare dalla sua voce interiore.

Seguire Gesù significa cambiare orizzonte,

conoscere la Parola e lasciare che sia la

fede a motivare e cambiare le nostre scelte,

convertire i nostri cuori.

Siamo per sempre discepoli, per sempre

cercatori, mai veramente arrivati.

Avete perfettamente ragione; come si

fa a seguire un Dio così?

Infatti lentamente ed inesorabilmente

abbiamo annacquato questa pagina,

l’abbiamo resa accettabile, possibile,

ragionevole.

Ma l’amore di Dio ha ben poco di

ragionevole e, spesso, indica vette

altissime per ribadire che siamo capaci,

assieme a Lui, di diventare discepoli.

Vangelo esigente, alla fine di questa estate.

Ma un Vangelo che ci spalanca al sogno di Dio.

Ma anche un Vangelo che ci spalanca

il cuore, almeno spero, buona

Domenica Amici, Fausto.