lunedì 27 marzo 2023

Il Vangelo del Martedì 28 Marzo 2023

 

Della 5° settimana di Quaresima.

Santo Stefano Harding, Abate.

Prima Lettura

Il nostro Dio viene a salvarci.

Dal libro dei Numeri (21,4-9)

In quei giorni, gli Israeliti si mossero dal

monte Or per la via del Mar Rosso, per

aggirare il territorio di Edom.

Ma il popolo non sopportò il viaggio.

Il popolo disse contro Dio e contro

Mosè: «Perché ci avete fatto salire

dall'Egitto per farci morire in questo deserto?

Perché qui non c'è né pane né acqua e siamo

nauseati di questo cibo così leggero».

Allora il Signore mandò fra il popolo

serpenti brucianti i quali mordevano la

gente, e un gran numero d'Israeliti morì.

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo

peccato, perché abbiamo parlato contro

il Signore e contro di te; supplica il Signore

che allontani da noi questi serpenti».

Mosè pregò per il popolo.

Il Signore disse a Mosè: «Fatti un

serpente e mettilo sopra un'asta;

chiunque sarà stato morso e lo guarderà,

resterà in vita».

Mosè allora fece un serpente di bronzo

e lo mise sopra l'asta; quando un serpente

aveva morso qualcuno, se questi guardava

il serpente di bronzo, restava in vita.

Parola di Dio.

Vangelo

Avrete innalzato il Figlio dell'uomo,

allora conoscerete che Io Sono.

Dal Vangelo secondo Giovanni (8,21-30) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io

vado e voi mi cercherete, ma morirete

nel vostro peccato.

Dove vado io, voi non potete venire».

Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse

uccidersi, dal momento che dice: "Dove

vado io, voi non potete venire"?».

E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io

sono di lassù; voi siete di questo mondo,

io non sono di questo mondo.

Vi ho detto che morirete nei vostri

peccati; se infatti non credete che

Io Sono, morirete nei vostri peccati».

Gli dissero allora: «Tu, chi sei?».

Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico.

Molte cose ho da dire di voi, e da

giudicare; ma colui che mi ha mandato

è veritiero, e le cose che ho udito da

lui, le dico al mondo».

Non capirono che egli parlava loro del Padre.

Disse allora Gesù: «Quando avrete

innalzato il Figlio dell'uomo, allora

conoscerete che Io Sono e che non

faccio nulla da me stesso, ma parlo

come il Padre mi ha insegnato.

Colui che mi ha mandato è con me:

non mi ha lasciato solo, perché faccio

sempre le cose che gli sono gradite».

A queste sue parole, molti credettero in lui.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

In tanti mi chiedono chi sia Gesù!

Ma quanti di loro hanno davvero il

desiderio di conoscere la risposta?

Veramente pochi, credetemi.

Quante persone, al tempo di Gesù,

volevano sapere la sua vera identità!

Vedete, niente cambia amici.

Eppure, quello che il Signore faceva

era manifestare continuamente la sua

persona e il suo legame unico con il Padre.

Ma il cuore di chi ascoltava restava

inesorabilmente chiuso a tale rivelazione.

È inutile fare domande a Dio se poi non

si è disponibili ad ascoltarne la risposta.

Soprattutto quando questa ci scomoda

o ci invita a cambiare atteggiamento

nella nostra vita.

In tal caso preferiamo far finta di non aver

capito e continuiamo a chiedere a Lui che

ci parli e che ci indichi la sua volontà.

Iniziare a mettere in pratica la Parola

di Gesù, soprattutto quella più scomoda

per noi, è un buon punto di partenza per

prendere sul serio la proposta d’amore

che il Cristo fa a ciascuno di noi.

Purtroppo è così amici, mi capita spesso

sentirmi dire, che quello che scrivo è duro

da digerire, (a qualcuno ho consigliato il

digestivo Antonetto), anche per me non

è stato semplice all’inizio, troppe

contraddizioni, poi mi sono adeguato

facendomi aiutare dalla preghiera,

ed ora ne sono felice.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 26 marzo 2023

Il Vangelo del Lunedì 27 Marzo 2023

 

Della 5° settimana di Quaresima.

San Ruperto, vescovo.

Prima Lettura

Io muoio innocente.

Dal libro del profeta Daniele (13,1-9.15-17.19-30.33-62)

In quei giorni, abitava a Babilonia un uomo

chiamato Ioakìm, il quale aveva sposato

una donna chiamata Susanna, figlia di

Chelkìa, di rara bellezza e timorata di Dio.

suoi genitori, che erano giusti, avevano

educato la figlia secondo la legge di Mosè.

Ioakìm era molto ricco e possedeva un

giardino vicino a casa, ed essendo stimato

più di ogni altro, i Giudei andavano da lui.

In quell'anno erano stati eletti giudici del

popolo due anziani; erano di quelli di cui

il Signore ha detto: «L'iniquità è uscita da

Babilonia per opera di anziani e di giudici,

che solo in apparenza sono guide del popolo».

Questi frequentavano la casa di Ioakìm,

e tutti quelli che avevano qualche lite da

risolvere si recavano da loro.

Quando il popolo, verso il mezzogiorno,

se ne andava, Susanna era solita recarsi

a passeggiare nel giardino del marito.

I due anziani, che ogni giorno la vedevano

andare a passeggiare, furono presi da

un'ardente passione per lei: persero il

lume della ragione, distolsero gli occhi

per non vedere il Cielo e non ricordare

i giusti giudizi.

Mentre aspettavano l'occasione favorevole,

Susanna entrò, come al solito, con due

sole ancelle, nel giardino per fare il bagno,

poiché faceva caldo.

Non c'era nessun altro al di fuori dei due

anziani, nascosti a spiarla.

Susanna disse alle ancelle: «Portatemi

l'unguento e i profumi, poi chiudete la

porta, perché voglio fare il bagno».

Appena partite le ancelle, i due anziani

uscirono dal nascondiglio, corsero da lei

e le dissero: «Ecco, le porte del giardino

sono chiuse, nessuno ci vede e noi

bruciamo di passione per te; acconsenti

e concediti a noi.

In caso contrario ti accuseremo; diremo

che un giovane era con te e perciò hai

fatto uscire le ancelle».

Susanna, piangendo, esclamò: «Sono

in difficoltà da ogni parte.

Se cedo, è la morte per me; se rifiuto,

non potrò scampare dalle vostre mani.

Meglio però per me cadere innocente

nelle vostre mani che peccare davanti

al Signore!».

Susanna gridò a gran voce.

Anche i due anziani gridarono contro di

lei e uno di loro corse alle porte del

giardino e le aprì.

I servi di casa, all'udire tale rumore in

giardino, si precipitarono dalla porta laterale

per vedere che cosa le stava accadendo.

Quando gli anziani ebbero fatto il loro

racconto, i servi si sentirono molto

confusi, perché mai era stata detta

una simile cosa di Susanna.

Il giorno dopo, quando il popolo si

radunò nella casa di Ioakìm, suo marito,

andarono là anche i due anziani, pieni

di perverse intenzioni, per condannare

a morte Susanna.

Rivolti al popolo dissero: «Si faccia

venire Susanna, figlia di Chelkìa,

moglie di Ioakìm».

Mandarono a chiamarla ed ella venne

con i genitori, i figli e tutti i suoi parenti.

Tutti i suoi familiari e amici piangevano.

I due anziani si alzarono in mezzo al

popolo e posero le mani sulla sua testa.

Ella piangendo alzò gli occhi al cielo,

con il cuore pieno di fiducia nel Signore.

Gli anziani dissero: «Mentre noi stavamo

passeggiando soli nel giardino, è venuta

con due ancelle, ha chiuso le porte del

giardino e poi ha licenziato le ancelle.

Quindi è entrato da lei un giovane, che

era nascosto, e si è unito a lei.

Noi, che eravamo in un angolo del

giardino, vedendo quella iniquità ci

siamo precipitati su di loro.

Li abbiamo sorpresi insieme, ma non

abbiamo potuto prendere il giovane

perché, più forte di noi, ha aperto la

porta ed è fuggito.

Abbiamo preso lei e le abbiamo

domandato chi era quel giovane,

ma lei non ce l'ha voluto dire.

Di questo noi siamo testimoni».

La moltitudine prestò loro fede, poiché

erano anziani e giudici del popolo,

e la condannò a morte.

Allora Susanna ad alta voce esclamò:

«Dio eterno, che conosci i segreti, che

conosci le cose prima che accadano,

tu lo sai che hanno deposto il falso

contro di me!

Io muoio innocente di quanto essi

iniquamente hanno tramato contro di me».

E il Signore ascoltò la sua voce.

Mentre Susanna era condotta a morte,

il Signore suscitò il santo spirito di un

giovanetto, chiamato Daniele, il quale

si mise a gridare: «Io sono innocente

del sangue di lei!».

Tutti si voltarono verso di lui dicendo:

«Che cosa vuoi dire con queste tue parole?».

Allora Daniele, stando in mezzo a loro,

disse: «Siete così stolti, o figli d'Israele?

Avete condannato a morte una figlia

d'Israele senza indagare né appurare

la verità!

Tornate al tribunale, perché costoro

hanno deposto il falso contro di lei».

Il popolo tornò subito indietro e gli

anziani dissero a Daniele: «Vieni,

siedi in mezzo a noi e facci da maestro,

poiché Dio ti ha concesso le prerogative

dell'anzianità».

Daniele esclamò: «Separàteli bene l'uno

dall'altro e io li giudicherò».

Separàti che furono, Daniele disse al

primo: «O uomo invecchiato nel male!

Ecco, i tuoi peccati commessi in passato

vengono alla luce, quando davi sentenze

ingiuste, opprimendo gli innocenti e

assolvendo i malvagi, mentre il Signore

ha detto: Non ucciderai il giusto e l'innocente.

Ora, dunque, se tu hai visto costei, di': sotto

quale albero tu li hai visti stare insieme?».

Rispose: «Sotto un lentìsco».

Disse Daniele: «In verità, la tua menzogna

ti ricadrà sulla testa.

Già l'angelo di Dio ha ricevuto da Dio la

sentenza e ti squarcerà in due».

Allontanato questi, fece venire l'altro e

gli disse: «Stirpe di Canaan e non di

Giuda, la bellezza ti ha sedotto, la

passione ti ha pervertito il cuore!

Così facevate con le donne d'Israele ed

esse per paura si univano a voi.

Ma una figlia di Giuda non ha potuto

sopportare la vostra iniquità.

Dimmi dunque, sotto quale albero li

hai sorpresi insieme?».

Rispose: «Sotto un léccio».

Disse Daniele: «In verità anche la tua

menzogna ti ricadrà sulla testa.

Ecco, l'angelo di Dio ti aspetta con la

spada in mano, per tagliarti in due e

così farti morire».

Allora tutta l'assemblea proruppe in grida

di gioia e benedisse Dio, che salva

coloro che sperano in lui.

Poi, insorgendo contro i due anziani,

ai quali Daniele aveva fatto confessare

con la loro bocca di avere deposto il falso,

fece loro subire la medesima pena che

avevano tramato contro il prossimo e,

applicando la legge di Mosè, li fece morire.

In quel giorno fu salvato il sangue innocente.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi di voi è senza peccato, getti per

primo la pietra contro di lei.

Dal Vangelo secondo Giovanni (8,1-11) anno dispari.

In quel tempo, Gesù si avviò verso

il monte degli Ulivi.

Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio

e tutto il popolo andava da lui.

Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.

Allora gli scribi e i farisei gli condussero

una a sorpresa in adultèrio, la posero in

mezzo e gli dissero: «Maestro, questa

donna è stata sorpresa in flagrante adultèrio.

Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato

di lapidare donne come questa.

Tu che ne dici?».

Dicevano questo per metterlo alla prova

e per avere motivo di accusarlo.

Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere

col dito per terra.

Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo,

si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza

peccato, getti per primo la pietra contro di lei».

E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra.

Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per

uno, cominciando dai più anziani.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo.

Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono?

Nessuno ti ha condannata?».

Ed ella rispose: «Nessuno, Signore».

E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno;

va’ e d’ora in poi non peccare più».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù non condanna la donna, anche se è

stata colta in flagrante adulterio, ma le

raccomanda di non peccare più.

Questo ci aiuta a capire come il Signore

si comporta con noi; in genere, noi siamo

portati a sentire molto il senso di colpa

per ciò che compiamo e che sappiamo

non essere in linea con la Legge di Dio.

Eppure, chissà come mai, subito dopo

aver chiesto perdono dimentichiamo,

come se niente fosse avvenuto, tutto

quanto e siamo pronti per ricominciare

con il nostro comportamento che ci

allontana da Dio.

Egli non ci condanna, anche se ricorriamo

a Lui un’infinità di volte; però Egli

vorrebbe vedere da noi un minimo di

buona volontà per evitare di ritrovarci

nuovamente a commettere certi peccati.

Decidere di cambiare vita e di eliminare

alcune cattive abitudini può già essere

un buon modo per iniziare bene.

Io però amici, qualche tempo fa ho messo

in crisi il mio padre spirituale, per il

semplice motivo che, ad una sua domanda;

se mi piaceva tanto peccare; io risposi, sì,

lui rimase allibito; ma gli diedi una

spiegazione del perché che lo fece

sorridere, gli dissi, che secondo me noi

siamo legati con un filo dal nostro

ombellico al suo ombellico, ed ogni volta

che commetto un peccato quel filo si

spezza, ed ogni volta che chiedo

perdono, Dio riallaccia quel filo;

ed allora, mi disse cosa centra, beh,

credo che ogni volta che Dio mi

riallaccia il filo, il filo si accorcia ed

a forza di peccati e confessioni io mi

avvicino sempre di più a Dio.

Non vi dico la sua risposta, era da

censura, ma voi amici, non seguite

il mio esempi mi raccomando, ma

piuttosto pregate perché mi converta.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

 

sabato 25 marzo 2023

Il Vangelo di Domenica 26 Marzo 2023

 

Della 5° Domenica di Quaresima.

Sant' Emanuele, martire.

Prima Lettura

Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete.

Dal libro del profeta Ezechièle (37,12-14)

Così dice il Signore Dio: «Ecco, io apro i

vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre

tombe, o popolo mio, e vi riconduco

nella terra d'Israele.

Riconoscerete che io sono il Signore,

quando aprirò le vostre tombe e vi farò

uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio.

Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete;

vi farò riposare nella vostra terra.

Saprete che io sono il Signore.

L'ho detto e lo farò».

Oracolo del Signore Dio.

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 129 (130)

Ripetiamo. Il Signore è bontà e misericordia.

 

Dal profondo a te grido, o Signore;

Signore, ascolta la mia voce.

Siano i tuoi orecchi attenti

alla voce della mia supplica. R.

 

Se consideri le colpe, Signore,

Signore, chi ti può resistere?

Ma con te è il perdono:

così avremo il tuo timore. R.

 

Io spero, Signore.

Spera l'anima mia,

attendo la sua parola.

L'anima mia è rivolta al Signore

più che le sentinelle all'aurora. R.

 

Più che le sentinelle l'aurora, Israele

attenda il Signore, perché con il

Signore è la misericordia e grande

è con lui la redenzione.

Egli redimerà Israele da tutte

le sue colpe. R.

 

Seconda Lettura

Lo Spirito di Dio, che ha risuscitato

Gesù dai morti, abita in voi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8,8-11)

Fratelli, quelli che si lasciano dominare

dalla carne non possono piacere a Dio.

Voi però non siete sotto il dominio della

carne, ma dello Spirito, dal momento

che lo Spirito di Dio abita in voi.

Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo,

non gli appartiene.

Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è

morto per il peccato, ma lo Spirito è vita

per la giustizia.

E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato

Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha

risuscitato Cristo dai morti darà la vita

anche ai vostri corpi mortali per mezzo

del suo Spirito che abita in voi.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Lode e onore a te, Signore Gesù!

 

Io sono la risurrezione e la vita,

dice il Signore, chi crede in me

non morirà in eterno. (Cf. Gv 11,25a.26)

 

Lode e onore a te, Signore Gesù!

 

Vangelo

Io sono la risurrezione e la vita.

Dal Vangelo secondo Giovanni (11,1-45) anno A.

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània,

il villaggio di Maria e di Marta sua sorella,

era malato.

Maria era quella che cosparse di profumo

il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi

capelli; suo fratello Lazzaro era malato.

Le sorelle mandarono dunque a dire a

Gesù: «Signore, ecco, colui che tu

ami è malato».

All'udire questo, Gesù disse: «Questa

malattia non porterà alla morte, ma è

per la gloria di Dio, affinché per mezzo

di essa il Figlio di Dio venga glorificato».

Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro.

Quando sentì che era malato, rimase per

due giorni nel luogo dove si trovava.

Poi disse ai discepoli: «Andiamo di

nuovo in Giudea!».

I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa

i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci

vai di nuovo?».

Gesù rispose: «Non sono forse dodici

le ore del giorno?

Se uno cammina di giorno, non inciampa,

perché vede la luce di questo mondo;

ma se cammina di notte, inciampa,

perché la luce non è in lui».

Disse queste cose e poi soggiunse loro:

«Lazzaro, il nostro amico, s'è

addormentato; ma io vado a svegliarlo».

Gli dissero allora i discepoli: «Signore,

se si è addormentato, si salverà».

Gesù aveva parlato della morte di lui;

essi invece pensarono che parlasse

del riposo del sonno.

Allora Gesù disse loro apertamente:

«Lazzaro è morto e io sono contento

per voi di non essere stato là, affinché

voi crediate; ma andiamo da lui!».

Allora Tommaso, chiamato Dìdimo,

disse agli altri discepoli: «Andiamo

anche noi a morire con lui!».

Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che

già da quattro giorni era nel sepolcro.

Betània distava da Gerusalemme meno

di tre chilometri e molti Giudei erano

venuti da Marta e Maria a consolarle

per il fratello.

Marta dunque, come udì che veniva

Gesù, gli andò incontro; Maria invece

stava seduta in casa.

Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi

stato qui, mio fratello non sarebbe morto!

Ma anche ora so che qualunque cosa tu

chiederai a Dio, Dio te la concederà».

Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà».

Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella

risurrezione dell'ultimo giorno».

Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e

la vita; chi crede in me, anche se muore,

vivrà; chiunque vive e crede in me,

non morirà in eterno.

Credi questo?».

Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che

tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che

viene nel mondo».

Dette queste parole, andò a chiamare

Maria, sua sorella, e di nascosto le

disse: «Il Maestro è qui e ti chiama».

Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui.

Gesù non era entrato nel villaggio, ma si

trovava ancora là dove Marta gli era

andata incontro.

Allora i Giudei, che erano in casa con lei

a consolarla, vedendo Maria alzarsi in

fretta e uscire, la seguirono, pensando

che andasse a piangere al sepolcro.

Quando Maria giunse dove si trovava

Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi

dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui,

mio fratello non sarebbe morto!».

Gesù allora, quando la vide piangere,

e piangere anche i Giudei che erano

venuti con lei, si commosse profondamente

e, molto turbato, domandò: «Dove lo

avete posto?».

Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!».

Gesù scoppiò in pianto.

Dissero allora i Giudei: «Guarda come

lo amava!».

Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha

aperto gli occhi al cieco, non poteva

anche far sì che costui non morisse?».

Allora Gesù, ancora una volta commosso

profondamente, si recò al sepolcro: era una

grotta e contro di essa era posta una pietra.

Disse Gesù: «Togliete la pietra!».

Gli rispose Marta, la sorella del morto:

«Signore, manda già cattivo odore: è lì

da quattro giorni».

Le disse Gesù: «Non ti ho detto che,

se crederai, vedrai la gloria di Dio?».

Tolsero dunque la pietra.

Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre,

ti rendo grazie perché mi hai ascoltato.

Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma

l'ho detto per la gente che mi sta attorno,

perché credano che tu mi hai mandato».

Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro,

vieni fuori!».

Il morto uscì, i piedi e le mani legati con

bende, e il viso avvolto da un sudario.

Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».

Molti dei Giudei che erano venuti da Maria,

alla vista di ciò che egli aveva compiuto,

credettero in lui.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È splendido Dio, amici.

Disseta l’anima, ridona luce alla nostra cecità.

La Quaresima è il tempo in cui riscoprire

l’essenziale della fede, entrando nel deserto

delle nostre giornate ingombre di cose da fare.

Un tempo per lasciare che l’anima ci raggiunga.

E oggi, alla fine di questo breve percorso,

troviamo un Vangelo da brividi, il racconto

di un’amicizia travolta dalla morte e

dalla disperazione.

È lì, a Betania, il piccolo villaggio che

sorge sul monte degli ulivi, nel declivio

opposto a quello che sovrasta Gerusalemme,

che Gesù volentieri si rifugia, in casa di

questi tre suoi coetanei, Lazzaro, Marta

e Maria, per ritrovare un pò del clima

famigliare di casa.

Per fuggire dalla Gerusalemme che

uccide i profeti.

Che bello pensare che anche Dio ha

bisogno di una famiglia.

Che bello fare della nostra vita una

piccola Betania!

E in questo contesto che avviene il

dramma; Lazzaro si ammala e muore,

e Gesù non c’è.

Come succede anche a noi, a volte,

e davanti alla malattia e alla morte di

una persona che amiamo, scopriamo

che Gesù è distante.

La resurrezione di Lazzaro è posta poco

prima della Passione di Gesù.

È l’ultimo e il più clamoroso dei segni,

quello che determina la decisione, da

parte del Sinedrio, della pericolosità di

Gesù e la necessità di un suo immediato

arresto, senza indugiare ulteriormente.

Come se Giovanni volesse dirci che la

vita di Lazzaro determina la morte di Gesù.

Immagine di uno scambio che, da lì a poco,

sarà per ogni uomo.

La vicenda di Lazzaro, allora, è la vicenda

di ognuno di noi.

Gesù ci disseta.

Gesù ci dona luce.

Gesù dona la sua vita per me, amici.

Nello straordinario e complesso racconto

giovanneo, esiste un passaggio che

voglio sottolineare.

Quando Marta e Maria, sorelle di Lazzaro,

abituate ad accogliere il Signore nella loro

casa a Betania, sanno della presenza di

Gesù, escono di casa, disperate, si

affidano all’amico e Maestro.

Il racconto è un crescendo di emozioni,

di testimonianze di fede delle sorelle,

ma anche di umanissimo sconforto e pena.

Quando Gesù vede la disperazione delle

sorelle e della folla, resta turbato,

e scoppia in pianto.

All’inizio del Vangelo a Giovanni e Andrea,

discepoli del Battista, che, su indicazione

del profeta, lo avevano seguito e gli

chiedevano dove abitasse, Gesù aveva

risposto “venite e vedrete” (Gv 1,39).

Ora è Gesù che si fa discepolo, che è

invitato ad andare.

Come se, fino ad allora, non avesse visto

fino in fondo quanto dolore provoca la morte.

Come se fino ad allora Dio non avesse ancora

capito quanto male ci fa la morte, quanto

sconforto porta con sé il lutto.

Come se Dio non sapesse.

Come se Dio imparasse cos’è il dolore.

Dio piange, davvero.

E quel pianto ci lascia interdetti.

Quel pianto ci sconcerta, ci scuote, ci smuove.

Dio, ora, sa cos’è il dolore.

Fra poche ore andrà fino in fondo, portando

su di sé tutto il dolore del mondo.

Dio e il dolore si incontrano.

Non è bastato che Dio diventasse uomo

per condividere con noi la vita.

Ha voluto imparare a soffrire, per

redimere ogni pena.

Ci basta? Non lo so, amici.

Davanti ad un Dio che condivide, non

sempre il nostro cuore si convince,

si converte.

Come coloro che vedono il pianto di Gesù.

Alcuni notano l’amore di Gesù per

Lazzaro, la sua compassione.

Altri, cinicamente, obiettano; Lui, che

ha aperto gli occhi al cieco, non poteva

anche far sì che costui non morisse?.

In queste parole abbiamo tutta la

contraddizione dell’essere umano.

Preferiamo un Dio che condivide il nostro

dolore o un Dio che ci evita il dolore?

Sinceramente io voglio un Dio che

condivida le mie pene, un Dio che

mi sia vicino nel momento dello

sconforto, un Dio che mi offra il

suo petto per appoggiarvi il mio capo,

quando sarà pesante dalla tristezza,

un Dio che mi ami, santa Domenica Fausto.