mercoledì 11 gennaio 2023

Il Vangelo del Giovedì 12 Gennaio 2023

 

Della 1° settimana del Tempo Ordinario.

San Bernardo da Corleone, Religioso.

Prima Lettura

Esortatevi a vicenda, finché dura questo oggi.

Dalla lettera agli Ebrei (3,7-14)

Fratelli, come dice lo Spirito Santo: «Oggi,

se udite la sua voce, non indurite i vostri

cuori come nel giorno della ribellione, il

giorno della tentazione nel deserto, dove

mi tentarono i vostri padri mettendomi alla

prova, pur avendo visto per quarant'anni

le mie opere.

Perciò mi disgustai di quella generazione

e dissi: hanno sempre il cuore sviato.

Non hanno conosciuto le mie vie.

Così ho giurato nella mia ira: non entreranno

nel mio riposo».

Badate, fratelli, che non si trovi in nessuno

di voi un cuore perverso e senza fede che

si allontani dal Dio vivente.

Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno,

finché dura questo oggi, perché nessuno di

voi si ostini, sedotto dal peccato.

Siamo infatti diventati partecipi di Cristo, a

condizione di mantenere salda sino alla fine

la fiducia che abbiamo avuto fin dall'inizio.

Parola di Dio.

Vangelo

La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

Dal Vangelo secondo Marco (1,40-45) anno dispari.

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso,

che lo supplicava in ginocchio e gli diceva:

«Se vuoi, puoi purificarmi!».

Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò

e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!».

E subito, la lebbra scomparve da lui ed

egli fu purificato.

E, ammonendolo severamente, lo cacciò

via subito e gli disse: «Guarda di non dire

niente a nessuno; va', invece, a mostrarti

al sacerdote e offri per la tua purificazione

quello che Mosè ha prescritto, come

testimonianza per loro».

Ma quello si allontanò e si mise a proclamare

e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non

poteva più entrare pubblicamente in una

città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti;

e venivano a lui da ogni parte.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ciò che colpisce in questo brano del

comportamento di Gesù non è tanto

la guarigione, che pure è un fatto

straordinario e miracoloso; il Cristo

vuole che il guarito si presenti dal

sacerdote, così come prescrive la

legge mosaica, affinchè questo ratifichi

la guarigione e riammetta la persona

nel consesso umano.

Riflettiamo su una cosa; quando

chiediamo perdono a Dio per i nostri

peccati, Egli stesso, con il suo perdono,

ci guarisce da questa lebbra.

Però, il Signore si aspetta da noi che

andiamo dal sacerdote a confessare

quel peccato, perché desidera che la sua

grazia passi attraverso il sacramento e la

mediazione di un uomo.

Anche noi siamo di quelli che si confessano

direttamente con Dio, perché non ci

fidiamo dei preti?

Spero proprio di no, andiamo senza remore

a confessarci dal sacerdote, che quella

confessione che facciamo con il confessore,

non è altro che un intimo colloquio con il

Signore, se facciamo fatica, facciamoci

aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 10 gennaio 2023

Il Vangelo del Mercoledì 11 Gennaio 2023

 

Della 1° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Igino, Papa.

Prima Lettura

Egli doveva rendersi in tutto simile ai fratelli,

per diventare misericordioso.

Dalla lettera agli Ebrei (2,14-18)

Fratelli, poiché i figli hanno in comune il sangue

e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è

divenuto partecipe, per ridurre all'impotenza

mediante la morte colui che della morte ha

il potere, cioè il diavolo, e liberare così

quelli che, per timore della morte, erano

soggetti a schiavitù per tutta la vita.

Egli infatti non si prende cura degli angeli,

ma della stirpe di Abramo si prende cura.

Perciò doveva rendersi in tutto simile ai

fratelli, per diventare un sommo sacerdote

misericordioso e degno di fede nelle cose

che riguardano Dio, allo scopo di espiare

i peccati del popolo.

Infatti, proprio per essere stato messo alla

prova e avere sofferto personalmente, egli

è in grado di venire in aiuto a quelli che

subiscono la prova.

Parola di Dio.

Vangelo

Guarì molti che erano affetti da varie malattie

Dal Vangelo secondo Marco (1,29-39) anno dispari.

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga,

andò subito nella casa di Simone e Andrea,

in compagnia di Giacomo e di Giovanni.

La suocera di Simone era a letto con la

febbre e subito gli parlarono di lei.

Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola

per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.

Venuta la sera, dopo il tramonto del sole,

gli portavano tutti i malati e gli indemoniati.

Tutta la città era riunita davanti alla porta.

Guarì molti che erano affetti da varie malattie

e scacciò molti demòni; ma non permetteva

ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.

Al mattino presto si alzò quando ancora era

buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto,

e là pregava.

Ma Simone e quelli che erano con lui,

si misero sulle sue tracce.

Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!».

Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei

villaggi vicini, perché io predichi anche là;

per questo infatti sono venuto!».

E andò per tutta la Galilea, predicando nelle

loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Simon Pietro fa notare a Gesù che molti sono

coloro che si sono messi sulle sue tracce per

trovarlo; ancora oggi sono tanti i motivi che

possono spingerci a cercare Gesù.

Il problema è che non tutti i motivi sono buoni;

si può cercare Gesù per interesse, perché ci

fa star bene, perché ci guarisce dalle malattie

o ci libera dai problemi; in realtà Gesù si

lascia trovare da quelli che lo cercano per

amore e per conoscerlo sempre di più e

meglio, mentre si nasconde da coloro che

lo vogliono solo per interesse.

Ci siamo mai chiesti per quale motivo

cerchiamo il Signore?

Forse vorremmo da Lui l’assicurazione

affinchè tutto ci vada bene?

Ma ricordiamoci, che non possiamo trattare

il Signore come se fosse solo un portafortuna

o un talismano; resteremo delusi.

Io il Signore l’ho cercato perché dà un senso

alla mia vita e, nel tempo ne ho visto i frutti,

facendomi aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 9 gennaio 2023

Il Vangelo del Martedì 10 Gennaio 2023

 

Della 1° settimana del Tempo Ordinario.

Sant’Aldo, Eremita.

Prima Lettura

Conveniva infatti che Dio rendesse perfetto per mezzo

delle sofferenze il capo che guida alla salvezza.

Dalla lettera agli Ebrei (2,5-12)

Fratelli, non certo a degli angeli Dio ha sottomesso

il mondo futuro, del quale parliamo.

Anzi, in un passo della Scrittura qualcuno ha

dichiarato: «Che cos'è l'uomo perché di lui ti

ricordi o il figlio dell'uomo perché tu te ne curi?

Di poco l'hai fatto inferiore agli angeli, di gloria

e di onore l'hai coronato e hai messo ogni cosa

sotto i suoi piedi».

Avendo sottomesso a lui tutte le cose, nulla ha

lasciato che non gli fosse sottomesso.

Al momento presente però non vediamo ancora

che ogni cosa sia a lui sottomessa.

Tuttavia quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore

agli angeli, lo vediamo coronato di gloria e di

onore a causa della morte che ha sofferto,

perché per la grazia di Dio egli provasse la

morte a vantaggio di tutti.

Conveniva infatti che Dio-per il quale e mediante

il quale esistono tutte le cose, lui che conduce

molti figli alla gloria-rendesse perfetto per

mezzo delle sofferenze il capo che guida alla

salvezza. Infatti, colui che santifica e coloro

che sono santificati provengono tutti da una

stessa origine; per questo non si vergogna di

chiamarli fratelli, dicendo: «Annuncerò il tuo

nome ai miei fratelli, in mezzo all'assemblea

canterò le tue lodi».

Parola di Dio.

Vangelo

Gesù insegnava come uno che ha autorità.

Dal Vangelo secondo Marco (1,21b-28) anno dispari.

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella

sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava.

Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli

infatti insegnava loro come uno che ha autorità,

e non come gli scribi.

Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo

posseduto da uno spirito impuro e cominciò a

gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno?

Sei venuto a rovinarci?

Io so chi tu sei: il santo di Dio!».

E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!».

E lo spirito impuro, straziandolo e gridando

forte, uscì da lui.

Tutti furono presi da timore, tanto che si

chiedevano a vicenda: «Che è mai questo?

Un insegnamento nuovo, dato con autorità.

Comanda persino agli spiriti impuri

e gli obbediscono!».

La sua fama si diffuse subito dovunque,

in tutta la regione della Galilea.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Marco, più volte all’inizio del suo Vangelo,

ci trasmette una domanda che era sulla bocca

di tutti coloro che, a vario titolo e in vario

modo, avevano a che fare con Gesù;

chi è mai costui?

Questa domanda, ancora oggi, risuona con

forza; Egli è colui che parla tuttora con

autorità, in quanto la sua Parola non ha

perso, nel corso degli secoli, la sua

forza prorompente.

Tanti grandi uomini si sono succeduti nel

corso della storia dell’umanità, e le loro

gesta stanno ancora a riempire i nostri

libri di storia.

Ma essi, pur essendo grandi, non sono

più tra noi.

Gesù, il vivente, è Colui che parla ancora

con autorità e che viene a salvarci tutti i

giorni dal peccato e dalla morte.

Noi vivremo per sempre con Lui, nel suo

regno di luce e di amore infinito.

Magari a volte ne saremo perplessi, ma è

la verità, per questo Lui ha voluto donarci

la preghiera, affinchè possa aiutarci.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non ci abbandonare alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 8 gennaio 2023

Il Vangelo del Lunedì 9 Gennaio 2023

 

Della 1° settimana del tempo Ordinario.

San Marcellino di Ancona, vescovo.

Prima Lettura

Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio.

Dalla lettera agli Ebrei (1,1-6)

Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi

antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti,

ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per

mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte

le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo.

Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della

sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente.

Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati,

sedette alla destra della maestà nell'alto dei cieli,

divenuto tanto superiore agli angeli quanto più

eccellente del loro è il nome che ha ereditato.

Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: «Tu

sei mio figlio, oggi ti ho generato»?

E ancora: «Io sarò per lui padre ed egli sarà per

me figlio»?

Quando invece introduce il primogenito nel

mondo, dice: «Lo adorino tutti gli angeli di Dio».

Parola di Dio.

Vangelo

Convertitevi e credete nel Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco (1,14-20) anno dispari.

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella

Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva:

«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino;

convertitevi e credete nel Vangelo».

Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone

e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano

le reti in mare; erano infatti pescatori.

Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò

diventare pescatori di uomini».

E subito lasciarono le reti e lo seguirono.

Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio

di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre

anch'essi nella barca riparavano le reti.

Subito li chiamò.

Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella

barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Una delle caratteristiche più commoventi

dell’agire di Dio, è che Egli, per salvare gli

uomini, vuole servirsi della loro collaborazione.

Sceglie delle persone, le chiama per stare con

Lui e comunica loro la stessa passione per il

Regno e per la salvezza degli uomini.

Cosa avranno capito veramente Simon Pietro

e Andrea di quella promessa profetica di Gesù?

Probabilmente non molto; però, essi, senza

farsi troppe domande, hanno abbracciato con

entusiasmo quella proposta del Maestro.

Lasciare tutto per Gesù; le proprie certezze,

le sicurezze su cui si fonda la nostra vita,

a favore di un’avventura che con Lui è

sicuramente a lieto fine.

Cosa dobbiamo lasciare, affinchè possiamo

camminare con passo spedito dietro a Lui?

Dobbiamo lasciare le nostre comodità e, non

sarà facile, solo con la preghiera possiamo riuscirci.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 7 gennaio 2023

Il Vangelo di Domenica 8 Gennaio 2023

 

Domenica del Battesimo del Signore.

San Massimo di Pavia, vescovo.

Prima Lettura

Ecco il mio servo di cui mi compiaccio.

Dal libro del profeta Isaìa (42,1-4.6-7)

Così dice il Signore: «Ecco il mio servo che

io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio.

Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà

il diritto alle nazioni.

Non griderà né alzerà il tono, non farà udire

in piazza la sua voce, non spezzerà una canna

incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla

fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità.

Non verrà meno e non si abbatterà, finché non

avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole

attendono il suo insegnamento.

Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia

e ti ho preso per mano; ti ho formato e ti ho

stabilito come alleanza del popolo e luce

delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai

ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri,

dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 28 (29)

Ripetiamo. Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.

 

Date al Signore, figli di Dio,

date al Signore gloria e potenza.

Date al Signore la gloria del suo nome,

prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R.

 

La voce del Signore è sopra le acque,

il Signore sulle grandi acque.

La voce del Signore è forza,

la voce del Signore è potenza. R.

 

Tuona il Dio della gloria,

nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».

Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,

il Signore siede re per sempre. R.

 

Seconda Lettura

Dio consacrò in Spirito santo Gesù di Nazaret

Dagli Atti degli Apostoli (10,34-38)

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «In

verità sto rendendomi conto che Dio non fa

preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e

pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga.

Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli

d’Israele, annunciando la pace per mezzo di

Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti.

Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea,

cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo

predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò

in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret,

il quale passò beneficando e risanando tutti

coloro che stavano sotto il potere del

diavolo, perché Dio era con lui».

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Si aprirono i cieli e la voce del Padre disse:

«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». (Mc 9,6)

Alleluia.

 

Vangelo

Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui.

Dal Vangelo secondo Matteo (3,13-17) anno A.

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al

Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.

Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo:

«Sono io che ho bisogno di essere battezzato

da te, e tu vieni da me?».

Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché

conviene che adempiamo ogni giustizia».

Allora egli lo lasciò fare.

Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua:

ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli

vide lo Spirito di Dio discendere come una

colomba e venire sopra di lui.

Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi

è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il

mio compiacimento».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Tu vieni da me?, si chiede stupito Giovanni il profeta.

Tu vieni da me?, non si capacita il più grande tra

gli uomini, non sa darsi pace.

La sua vita è passata aspettando quel momento e,

ora che è arrivato, non è come se lo aspettava.

Come accade anche a noi; Dio non è mai come

ce lo immaginiamo.

Ha passato la sua infanzia sapendo di essere il

prescelto, gliel’ha raccontato la mamma Elisabetta

e papà Zaccaria, il dubbioso, consapevoli di essere

stati travolti dalla grazia e dall’iniziativa di Dio.

Ha passato la sua giovinezza intera ad imparare,

a meditare, a leggere, a scrutare, a riflettere.

Sceso nel deserto di Giuda, ha imparato ad

attendere il Messia disprezzando l’illegittima

classe sacerdotale, Erode e il rinato Tempio.

Un profeta eroso dal vento, secco e inquietante,

rabbioso e passionale.

È sceso nel deserto per farsi deserto.

Sono venuti da lontano, prima poche decine,

poi un fiume di persone ad aspettarlo, in

silenzio, sulle rive del Giordano.

E quando compare, Giovanni è una furia; urla,

insulta la gente, minaccia la punizione divina.

E tutti tacciono, il capo chino.

Ciò che dice è vero; nessuno merita salvezza,

nessuno merita perdono, nessuno merita Dio.

Non dicono forse le Scritture che il Messia verrà

inviato solo se il popolo si fosse preparato?

Ma il popolo è bue, lontano, superstizioso, distratto.

E Giovanni ne lamenta la tiepidezza; così il

Messia arriverà mai!

E invece.

Tu vieni da me?, si è chiesta Maria guardando

il suo ventre che, giorno dopo giorno, cresceva,

prima lievemente, poi sempre di più.

Tu vieni da me?, si è chiesto il giovane Giuseppe,

nella notte tormentata in cui Dio gli ha rubato la

ragazza e gli ha chiesto, gentilmente, di prendersi

in casa una sposa e un figlio non suoi.

Tu vieni da me?, si sono chiesti i pastori,

i maledetti, svegliandosi di soprassalto storditi

dalla luce di mille angeli.

Tu vieni da me?, si sono chiesti i facoltosi

curiosi d’oriente, uscendo dal palazzo del

folle Erode e seguendo la stella fino a Betlem.

Tu vieni da me?, mi sono chiesto cento, mille

volte, in questa mia luminosa ed inquieta vita,

quando ho visto Dio raggiungere i dimenticati,

saltare gli steccati, sfinirsi nel cercare ogni

perduto, ogni sconfitto, ogni perdente.

Nel cercare me.

Mischiato fra i peccatori, il capo chino, uguale

agli uguali, confuso fra il fango, avanza il

falegname di Nazareth.

Giovanni continua ad immergere le persone

sotto l’acqua per poi farle riemergere, nuove.

Lo vede, infine, e si ferma.

Tu vieni da me?: com’è possibile?

Non è l’uomo a dover cercare Dio?

Non è Israele ad essersi rovinato con le proprie

mani, abbandonando Dio che ora lo aveva

abbandonato all’ostinazione del proprio cuore?

Non è, Dio, il nascosto, l’inconoscibile, il desiderio

segreto e irraggiungibile della ricerca umana?

No, Giovanni, ti sbagli.

Dio è diverso, anche da ciò che ti aspettavi, tu,

il più grande tra i credenti.

È già tutto qui il Vangelo, è già tutto evidente

e palese il volto di Dio, è già detto e mostrato

l’essenziale, è già chiuso il discorso.

Giovanni tentenna, e noi con lui.

I ragionamenti, le distinzioni, la meritocrazia

religiosa, peggio-se possibile-di quella sociale,

le devozioni, tutto è spazzato via da quel gesto

umile e devastante di Dio.

Egli è il totalmente altro, l’assoluto, il realizzato,

la perfezione, la pienezza.

E l’abbandona, per farsi solidale, per venire

incontro, per conoscere, per redimere, per salvare.

Senza condizioni, senza ricatti, senza attese.

Dio ama, perciò si spoglia di sé, perciò avanza

nel fango.

Si apre il cielo.

Isaia aveva profetizzato un cielo chiuso,

inaccessibile agli uomini.

Ora è per sempre spalancato.

Scende una colomba; non il fuoco che brucia

Sodoma e Gomorra, non l’acqua del diluvio

che annega i peccatori.

Ma la mite colomba perché con la dolcezza

Cristo convertirà i nostri cuori.

È il Figlio, colui che viene, perché assomiglia al Padre.

È il prediletto, termine usato per indicare il

sacrificio di Isacco, già si staglia all’orizzonte

la croce, determinazione del folle amore di Dio.

Primo gesto di una lunga serie che in tre anni

porterà il Rabbì a pendere dalla croce, Gesù

svela il volto di un Dio che esce a cercare la

pecora persa, che attende il ritorno del figlio

spendaccione; che si ferma nella casa di Zaccheo,

che banchetta con i peccatori, che non giudica

la peccatrice pubblica, che porge l’altra guancia,

che non spegne il lucignolo fumigante, né spezza

la canna incrinata, che fa festa per ogni peccatore

che si converte, che muore-infine-pronunciando

parole di perdono.

Ecco Dio, amici. Ecco il nostro Dio.

Santa Domenica del Battesimo in Cristo, amici, Fausto.