martedì 22 febbraio 2022

Il Vangelo del Mercoledì 23 Febbraio 2022

 

Della 7° settimana del Tempo Ordinario.

San Policarpo, Vescovo e Martire.

Prima Lettura

Non sapete quale sarà domani la vostra vita.

Dovreste dire invece: «Se il Signore vorrà».

Dalla lettera di san Giacomo apostolo (4,13-17)

Ora [mi rivolgo] a voi, che dite: «Oggi o domani andremo nella tal città

e vi passeremo un anno e faremo affari e guadagni», mentre non sapete

quale sarà domani la vostra vita!

Siete come vapore che appare per un istante e poi scompare.

Dovreste dire invece: «Se il Signore vorrà, vivremo e faremo questo o quello».

Ora invece vi vantate nella vostra arroganza; ogni vanto di questo genere è iniquo.

Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi non è contro di noi è per noi.

Dal Vangelo secondo Marco (9,38-40)

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che

scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non

ci seguiva».

Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un

miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro

di noi è per noi».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù, raccomanda ai suoi apostoli molta elasticità mentale; lo spirito soffia dove

vuole, il vento va e non possiamo fermarlo, siamo noi a dover orientare le vele

per raccogliere la sua spinta poderosa e prendere il largo.

Gli apostoli, preoccupati dopo avere visto qualcuno che guarisce i malati in nome

di Dio senza avere la patente di guaritore, sono invitati dal Signore a lodare Dio

per la generosità con cui Egli concede a chi vuole di manifestare la sua tenerezza

e la sua grazia.

Anche noi, oggi, riconosciamo l’opera che Egli compie attraverso persone

all’apparenza lontane dalla vita cristiana.

Non siamo noi a dare il patentino di buoni cristiani, lasciamo che Dio susciti

discepoli anche dalle pietre, e ringraziamo continuamente il Padre con la nostra

preghiera per tanta lungimiranza.

Dai frutti si riconosce la bontà di un albero, non scordiamolo mai.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 21 febbraio 2022

Il Vangelo del Martedì 22 Febbraio 2022

 

Della 7° settimana del Tempo Ordinario.

Cattedra di san Pietro apostolo.

Prima Lettura

Compi la tua opera di annunciatore del Vangelo, adempi il tuo ministero.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo (5,1-4)

Carissimi, esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro,

testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve

manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo

non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso

interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi

affidate, ma facendovi modelli del gregge.

E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che

non appassisce.

Parola di Dio.

Vangelo

Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-19) anno pari.

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò

ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?».

Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa

o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».

Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né

sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.

E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le

potenze degli inferi non prevarranno su di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà

legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Pietro è l’esempio migliore di come Gesù sappia trarre fuori da una persona

ordinaria, con tanti pregi ma anche con molteplici difetti e limiti, un

capolavoro di santità.

La Chiesa stessa, poggia sull’atto di fede e di amore di quest’uomo.

Le parole di Gesù, devono essergli sembrate ancora oscure e di difficile

comprensione.

Cosa significa pietra, e cos’è la Chiesa?

Con il tempo e la sofferenza, Pietro, comprenderà cosa significhi portare

su di sé tutto il peso della Chiesa intera.

Ma non per questo si tirerà indietro; alla mancanza di prudenza e di tatto,

sostituirà una grande dose di generosità e di docilità.

Sono queste le virtù del primo papa, che attirò lo sguardo benevolo di Gesù

su quest’uomo semplice, ma pieno di Dio.

Imitiamo, perciò, il grande Pietro facendoci aiutare dalla preghiera. 

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 20 febbraio 2022

Il Vangelo del Lunedì 21 Febbraio 2022

 

Della 7° settimana del Tempo Ordinario.

San Pier Damiani, Vescovo e Dottore della Chiesa

Prima Lettura

Se avete nel vostro cuore spirito di contesa, non vantatevi.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo (3,13-18)

Fratelli miei, chi tra voi è saggio e intelligente?

Con la buona condotta mostri che le sue opere sono ispirate a mitezza e sapienza.

Ma se avete nel vostro cuore gelosia amara e spirito di contesa, non vantatevi e

non dite menzogne contro la verità.

Non è questa la sapienza che viene dall'alto: è terrestre, materiale, diabolica; perché

dove c'è gelosia e spirito di contesa, c'è disordine e ogni sorta di cattive azioni.

Invece la sapienza che viene dall'alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite,

arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera.

Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.

Parola di Dio.

Vangelo

Credo, Signore; aiuta la mia incredulità.

Dal Vangelo secondo Marco (9,14-29) anno pari.

In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] e

arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi

che discutevano con loro.

E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo.

Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?».

E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha

uno spirito muto.

Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce.

Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti».

Egli allora disse loro: «O generazione incredula!

Fino a quando sarò con voi?

Fino a quando dovrò sopportarvi?

Portatelo da me».

E glielo portarono.

Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed

egli, caduto a terra, si rotolava schiumando.

Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?».

Ed egli rispose: «Dall'infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e

nell'acqua per ucciderlo.

Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci».

Gesù gli disse: «Se tu puoi!

Tutto è possibile per chi crede».

Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!».

Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli:

«Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più».

Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì.

E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto».

Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.

Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non

siamo riusciti a scacciarlo?».

Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun

modo, se non con la preghiera».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Fede, mancanza di fede; (quanto è vero anche ai giorni nostri), il dialogo tra

Gesù e il padre del ragazzo, si svolge proprio su questo tema.

Il padre vorrebbe da Gesù il miracolo; (quante volte lo facciamo anche noi),

ma il Signore gli fa comprendere che egli può ottenerne di ben più grandi

se solo crederà: è questo però il nostro problema.

A questo punto l’uomo si rende conto che rispetto a quello che dice Gesù,

egli è molto mancante.

Vorrebbe credere, ma si rende conto che la sua fede è ancora insufficiente

e debole.

Eppure, Gesù, concede il miracolo, evidentemente bene impressionato dalla

disposizione d’animo dell’uomo.

Anche noi possiamo crescere nella fede, nella misura in cui preghiamo

con il cuore.

Non c’è modo migliore per crescere nella fede se non chiedendola al Signore

per mezzo della preghiera; è così che possiamo ottenere l’insperato.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 19 febbraio 2022

Il Vangelo di Domenica 20 Febbraio 2022

 

Della 7° Domenica del Tempo Ordinario.

Santa Giacinta Marto, veggente di Fatima.

Prima Lettura

Il Signore ti aveva messo nelle mie mani e non ho voluto stendere la mano.

Dal primo libro di Samuèle (26,2.7-9.12-13.22-23)

In quei giorni, Saul si mosse e scese nel deserto di Zif, conducendo con sé

tremila uomini scelti d'Israele, per ricercare Davide nel deserto di Zif.

Davide e Abisài scesero tra quella gente di notte ed ecco, Saul dormiva

profondamente tra i carriaggi e la sua lancia era infissa a terra presso il

suo capo, mentre Abner con la truppa dormiva all'intorno.

Abisài disse a Davide: "Oggi Dio ti ha messo nelle mani il tuo nemico.

Lascia dunque che io l'inchiodi a terra con la lancia in un sol colpo e non

aggiungerò il secondo". Ma Davide disse ad Abisài: "Non ucciderlo!

Chi mai ha messo la mano sul consacrato del Signore ed è rimasto impunito?".

Davide portò via la lancia e la brocca dell'acqua che era presso il capo di Saul e

tutti e due se ne andarono; nessuno vide, nessuno se ne accorse, nessuno si svegliò:

tutti dormivano, perché era venuto su di loro un torpore mandato dal Signore.

Davide passò dall'altro lato e si fermò lontano sulla cima del monte; vi era

una grande distanza tra loro.

Davide gridò: "Ecco la lancia del re: passi qui uno dei servitori e la prenda!

Il Signore renderà a ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà, dal

momento che oggi il Signore ti aveva messo nelle mie mani e non ho voluto

stendere la mano sul consacrato del Signore".

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Come eravamo simili all'uomo terreno, così saremo simili all'uomo celeste.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (15,45-49)

Fratelli, il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l'ultimo

Adamo divenne spirito datore di vita.

Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale.

Il primo uomo, tratto dalla terra, è fatto di terra; il secondo uomo viene dal cielo.

Come è l'uomo terreno, così sono quelli di terra; e come è l'uomo celeste,

così anche i celesti.

E come eravamo simili all'uomo terreno, così saremo simili all'uomo celeste.

Parola di Dio.

Vangelo

Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

Dal Vangelo secondo Luca (6,27-38) anno C.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "A voi che ascoltate, io dico:

amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro

che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male.

A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l'altra; a chi ti strappa il mantello,

non rifiutare neanche la tunica.

Dà a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.

E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro.

Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta?

Anche i peccatori amano quelli che li amano.

E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta?

Anche i peccatori fanno lo stesso.

E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta?

Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.

Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla,

e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell'Altissimo, perché egli

è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.

Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati;

perdonate e sarete perdonati.

Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà

versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà

misurato a voi in cambio".

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È successo domenica scorsa, dopo la lettura delle beatitudini.

Mi ha scritto una coppie che viene ogni giorno a leggere il Vangelo e le

quattro strampalate parole che scrivo sul mio profilo, cercando di tenere

accesa la speranza (loro e mia).

Il tema, è stato; è possibile essere cristiani da sposati?

In cosa si vede?

Come coltivare la propria interiorità con due figli e un mutuo da pagare, le

bollette che continuano a crescere, il problema del Gren pass e dei tamponi?

Durante il confronto è stata Marta (nome di fantasia) ad esprimere bene il

disagio che li ha colpiti: «Cerchiamo di andare a Messa, alla sera preghiamo

con i bambina, siamo, insomma delle brave persone o ci sforziamo di esserlo.

Ma se uno è una brava persona, di carattere, di temperamento, di educazione,

cosa cambia da noi?

In cosa si vede che siamo cristiani?».

Marta non lo sa, ma è la stessa domanda che si è posto Gesù.

Si vede?

Si vede che viviamo le beatitudini?

Si vede che non ci siamo lasciati infinocchiare dalle mille profezie e dai mille

venditori di fumo che ci circondano e abbiamo davvero cercato il tesoro nel campo?

Animo, discepoli, voi che cercate la felicità tra le braccia di Dio, l’unico, il solo

che può colmare il nostro cuore!

Animo, carbonari della fede che tentate-nella follia delle nostre città-di

mantenere accesa la fiamma della speranza!

A noi che ascoltiamo il Signore insiste, a noi che abbiamo la quotidiana abitudine

al confronto con la Parola, il Maestro osa, provoca e ci chiede se si vede che

viviamo le beatitudini.

E, se sì, da cosa si vede?

Vogliamo bene a chi ci ama? Bene!

Perdoniamo chi ci perdona? Magnifico!

Prestiamo a chi ci restituirà? Splendido!

Ma cosa c’è di straordinario in tutto questo? Lo fanno tutti!

Lo fa un buon musulmano e un buon ateo.

Il cristianesimo, insomma, è una buona educazione?

E Gesù è venuto per dirci di essere educati e buoni cittadini?

Il nostro cristianesimo, spesso, è un buon senso battezzato, un quieto vivere

verniciato di Vangelo.

Sì, Signore, spiace ammetterlo ma hai ragione; non si vede che siamo tuoi

discepoli, non nei nostri atteggiamenti, non nei desideri, non nell’amore,

non nella (dolorosa) profezia quotidiana.

Non si vede o si vede poco, impercettibilmente e viviamo contenti di quel

nulla che facciamo, sottolineando quei pallidi gesti che hanno un qualche

sentore evangelico.

Ci giustifichiamo, pure; non siamo migliori degli altri, ma almeno nemmeno peggiori!

E così diventiamo mediocri anche nell’amore.

Gesù sogna, esige, perché Lui per primo vive ciò che dice.

Ci guarda e ci chiede il coraggio del paradosso, il brivido della santità,

il coraggio della logica evangelica; perdona i nemici, ama senza

contraccambio, sii trasparenza.

Alza il tiro, il Signore, chiede di essere discepoli, come Lui, fino in fondo.

Gesù per primo ha amato i nemici, Lui per primo non ha detto il male,

Lui per primo si è donato fino al brivido della morte.

Gesù chiede testimoni, non cristiani part-time.

Chiede incendiari d’amore, non adolescenti cresciuti che si specchiano

nei propri limiti.

Gesù vuole discepoli che diventino riflesso della vera condizione dell’uomo,

che in qualche modo illustrino con la loro vita che è possibile credere,

che è possibile amare.

Non perfetti, non coerenti ad ogni costo, non (insopportabili) primi della classe.

Cercatori di Dio autentici che non si lasciano travolgere dai loro limiti,

che non hanno paura di affidarsi.

Bello ma impossibile, ovvio.

Se la smettessimo di pensare che la fede è uno sforzo e la santità è una conquista!

Possiamo diventare misericordiosi se ci lasciamo raggiungere dal Padre,

se lo lasciamo agire, se ne siamo riempiti.

Perciò il Vangelo inizia con un invito pressante: “A voi che ascoltate dico”.

Gesù sa bene che l’ascolto precede l’azione, che la morale è conseguenza della

fede, che la vita nuova in Cristo è possibile solo perché, appunto, c’è Cristo.

Animo, discepoli, poniamo qualche piccolo gesto profetico in questa settimana,

chiediamoci, davanti all’ennesimo gesto di perdono o di pazienza, cosa avrebbe

fatto al nostro posto il Nazareno.

Facciamo come Davide che, inseguito dal re Saul, pur potendolo uccidere e

chiudere la partita, lo rispetta e lo lascia vivo, affidando a Dio il giudizio.

Attenti al rischio fanatismo, però.

Gesù mette al di sopra della coerenza la misericordia, chiede autenticità,

ma non immola all’altare dell’integrità morale la pazienza e il perdono.

Siamo coerenti, quindi, siamo conseguenti nel nostro vivere, ma senza

diventare impercettibilmente giudici altezzosi dei fratelli.

Guardatevi intorno, in questa settimana.

Vedrete il Vangelo di oggi mille volte vissuto, mille volte realizzato.

Vissuto da anonimi cristiani che sanno pazientare, amare, sperare, ragionare

secondo la logica del vangelo.

Penso a quella famiglia che ha aperto la propria casa a un bimbo che nessuno

voleva, per dargli un pò d’amore; penso a quei giovani scouts che dedicano le

loro vacanze al volontariato in Africa a far giocare i bambini; a quella ragazzina

che ha scelto di far nascere il bambino che aveva in grembo contro il parere di

tutti, penso a quel dirigente che contesta (a proprio rischio) una linea di condotta

troppo aggressiva e spavalda della propria azienda, penso a quell’infermiera che

ha scelto di stare tra i neonati in rianimazione, dove nessuno ha il cuore per stare.

Sì amici, se lasciamo cadere dai nostri occhi e dalla nostra mente pregiudizi

e chiacchiere vedremo uomini e donne fragili compiere prodigi, vedremo spazi

di nuova umanità che cresce sul ceppo invecchiato della nostra fede abitudinaria.

Come Gesù, milioni di uomini e donne, ora, stanno vivendo il paradosso del

Vangelo della Misericordia, e ne sono entusiasta.

Certo amici. Misericordia vuole il Signore e ci dona, Santa Domenica

della Misericordia, Fausto.

 

 

venerdì 18 febbraio 2022

Il Vangelo del Sabato 19 Febbraio 2022

 

Della 6° settimana del Tempo Ordinario.

Beato Corrado Confalonieri, eremita.

Prima Lettura

La lingua nessuno la può domare.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo (3,1-10)

Fratelli miei, non siate in molti a fare da maestri, sapendo che riceveremo un

giudizio più severo: tutti infatti pecchiamo in molte cose.

Se uno non pecca nel parlare, costui è un uomo perfetto, capace di tenere

a freno anche tutto il corpo.

Se mettiamo il morso in bocca ai cavalli perché ci obbediscano, possiamo

dirigere anche tutto il loro corpo.

Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e spinte da venti gagliardi,

con un piccolissimo timone vengono guidate là dove vuole il pilota.

Così anche la lingua: è un membro piccolo ma può vantarsi di grandi cose.

Ecco: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta!

Anche la lingua è un fuoco, il mondo del male!

La lingua è inserita nelle nostre membra, contagia tutto il corpo e incendia tutta

la nostra vita, traendo la sua fiamma dalla Geènna.

Infatti ogni sorta di bestie e di uccelli, di rettili e di esseri marini sono domati

e sono stati domati dall'uomo, ma la lingua nessuno la può domare: è un male

ribelle, è piena di veleno mortale.

Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini

fatti a somiglianza di Dio.

Dalla stessa bocca escono benedizione e maledizione.

Non dev'essere così, fratelli miei!

Parola di Dio.

Vangelo

Fu trasfigurato davanti a loro.

Dal Vangelo secondo Marco (9,2-13) anno pari.

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse

su un alto monte, in disparte, loro soli.

Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime:

nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.

E apparve loro Elìa con Mosè e conversavano con Gesù.

Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui;

facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa».

Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.

Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce:

«Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!».

E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non

Gesù solo, con loro.

Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò

che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti.

Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere

dai morti.

E lo interrogavano: «Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».

Egli rispose loro: «Sì, prima viene Elìa e ristabilisce ogni cosa; ma, come sta

scritto del Figlio dell'uomo?

Che deve soffrire molto ed essere disprezzato.

Io però vi dico che Elìa è già venuto e gli hanno fatto quello che hanno voluto,

come sta scritto di lui».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La visione che si presenta davanti agli apostoli è talmente straordinaria, che

essi stessi trovano estrema difficoltà ad esprimere ciò che videro davvero quel

giorno sul monte.

Eppure, fu un’esperienza che segnò le loro menti ed i loro cuori in maniera

definitiva, visto che a distanza di molti anni, lo steso Pietro, la descrive ancora

con minuzia di particolari.

Però, Marco, evidenzia anche un’altra caratteristica; essi, pur avendo assistito

a questa manifestazione di Gesù, non hanno ancora capito che il mistero di

Gesù, è un mistero di gloria, ma che passa attraverso la passione e la croce.

Così fu per Giovanni Battista, nuovo Elia, che è stato ucciso dall’indifferenza

e dalla meschinità di chi non voleva aprire il cuore alla verità.

Apriamo, perciò, il nostro cuore amici lettori, per accogliere la verità,

con l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.