sabato 4 dicembre 2021

Il Vangelo di Domenica 5 Dicembre 2021


Della 2° Domenica di Avvento.

San Saba Archimandrita, abate.

Prima Lettura

Dio mostrerà il tuo splendore a ogni creatura.

Dal libro del Profeta Baruc (5,1-9)

Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione, rivèstiti dello

splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre.

Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio, metti sul tuo capo il diadema di gloria

dell'Eterno, perché Dio mostrerà il tuo splendore a ogni creatura sotto il cielo.

Sarai chiamata da Dio per sempre: «Pace di giustizia» e «Gloria di pietà».

Sorgi, o Gerusalemme, sta' in piedi sull'altura e guarda verso oriente; vedi

i tuoi figli riuniti, dal tramonto del sole fino al suo sorgere, alla parola del

Santo, esultanti per il ricordo di Dio.

Si sono allontanati da te a piedi, incalzati dai nemici; ora Dio te li riconduce

in trionfo come sopra un trono regale.

Poiché Dio ha deciso di spianare ogni alta montagna e le rupi perenni, di colmare

le valli livellando il terreno, perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.

Anche le selve e ogni albero odoroso hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.

Perché Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria, con la

misericordia e la giustizia che vengono da lui.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Siate integri e irreprensibili per il giorno di Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési (1,4-6.8-11)

Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della

vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente.

Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest'opera buona,

la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.

Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell'amore

di Cristo Gesù.

E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno

discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri

e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si

ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.

Parola di Dio.

Vangelo

Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

Dal Vangelo secondo Luca (3,1-6) anno C.

Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato

era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello,

tetràrca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell'Abilène, sotto

i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio

di Zaccarìa, nel deserto.

Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di

conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto nel libro degli oracoli

del profeta Isaìa: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del

Signore, raddrizzate i suoi sentieri!

Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie

tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate.

Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Possiamo celebrare cento natali, senza che mai Dio nasca nei nostri cuori.

Perciò abbiamo bisogno di un tempo di interiorità, perché possiamo, infine

accogliere la luce del Signore.

Affinché il giorno della venuta del Signore non ci piombi addosso

all’improvviso e ci trovi impreparati.

Sarebbe tragicomico passare la vita ad invocare la venuta del Signore,

e non esserci nel momento della sua venuta interiore!

Certo, non è facile e tutto ci rema contro; la crisi economica, il clima dolciastro,

lo scippo natalizio perpetrato dal mercato che fa leva sui buoni sentimenti,

il governo europeo che vorrebbe eliminare il Natale, le difficoltà della vita

di tutti i giorni a causa del virus.

Non è facile, ma è possibile; Cristo ci chiede di alzare lo sguardo, invece di

lamentarci, di guardare oltre, altrove, al di là.

L’importante è arrivare al Natale, a quello vero, con il cuore leggero, senza

lasciarlo appesantire dalla dissipazione, dallo stordimento, dalle preoccupazioni

della vita.

Dio viene, Lui prende l’iniziativa, è suo il primo passo.

La Scrittura ci rivela il volto di un Dio che intesse relazioni, che cerca l’uomo,

che lo corteggia.

La storia, splendida e drammatica, fra Israele e il suo Dio non è sempre stata

fortunata e feconda.

Ora Dio viene per spiegarsi, per raccontarsi, per dirsi.

Dio viene a rivelarsi.

L’abulico e solenne incipit della predicazione del Battista conferma l’intento

di Luca di raccontare eventi storici, non edificanti racconti da pie devote.

Luca, discepolo di Paolo, non ha mai visto Gesù in vita sua.

Come noi è stato affascinato e sedotto dalla predicazione di Paolo e dal fuoco

della sua parola.

Luca, antiocheno, greco, colto e raffinato, ha scritto il suo Vangelo dopo Marco,

in contemporanea con Matteo.

Ci tiene, Luca, a dimostrare (già allora!) che non è corso dietro a delle favole

ma che l’annuncio si fonda su solide basi.

La descrizione della situazione geo-politica del tempo della predicazione del

Battista ci lascia stupiti, noi figli di Dan Brown, e ci dice ancora e ancora che

non corriamo dietro a delle favole (anche se certi cristiani si comportano come

personaggi da operetta!) ma che la nostra fede appoggia su solide basi.

C’è la storia dietro queste parole, non il mito.

Volesse Dio che Luca ci facesse almeno un poco vergognare della nostra

impressionante ignoranza Evangelica!

Luca, però, vuole dire anche altre cose.

i personaggi elencati, chi più, chi meno, detengono in mano il potere assoluto,

sanno di poter decidere i destini dei popoli, si sentono e sono grandi.

La Parola di Dio dribbla elegantemente tutti i signori dell’epoca e si posa su

un macerato trentenne consumato dal vento del deserto e dal digiuno, un folle

di Dio scontroso e rabbioso che si consuma sulle rive del Giordano,

Giovanni il battezzatore.

Già Baruc, segretario di Geremia, nella prima lettura si rivolge al popolo disperso

in Babilonia e vede un ritorno in grande stile nella Gerusalemme dei padri.

Parla a degli straccioni senza speranza, a dei deportati che si trascinano come

schiavi in attesa di morire. E sogna.

Così è, amici, la Storia di Dio si sovrappone alla piccola e violenta storia

degli uomini e la trasfigura.

Nessuno di noi conoscerebbe Erode se non avesse ucciso il Battista.

Il procuratore Pilato viene nominato ogni domenica nella professione di fede

non per la sua audacia politica e militare, ma per aver ucciso un falegname

esaltato che si prese per Dio. E che lo era.

E noi, a che storia vogliamo appartenere?

Le energie, i sogni, l’audacia che mettiamo per chi o cosa la mettiamo?

Per la fragile storia degli uomini?

O per quella di Dio?

Entrare nella storia altra significa, anzitutto, aprirsi allo stupore di Dio, attenderlo

ed accoglierlo per ciò che Egli è, non per ciò che vorremmo che fosse.

L’Avvento non aggiunge degli impegni alla nostra scarsa fede e alla nostra

poca disponibilità alla preghiera, ma un tempo in cui ci è chiesto di accorgerci,

di preparare la strada, di spalancare il cuore.

Citando Isaia, Giovanni è molto preciso sulle cose da fare; raddrizzare i sentieri,

riempire i burroni, spianare le montagne.

Raddrizzare i sentieri, cioè avere un pensiero semplice, lineare, senza troppi

giri di testa.

La fede è esperienza personale che nasce nella fiducia, che diventa abbandono.

La fede va interrogata, nutrita, è intelleggibile, ragionevole.

Ma ad un certo punto diventa salto, ragionevole salto tra le braccia di questo Dio.

Abbiamo bisogno di pensieri veri nella nostra vita, di pensieri positivi e buoni

per poter accogliere la luce.

Riempire i burroni delle nostre fragilità.

Tutti noi portiamo nel cuore dei crateri più o meno grandi, più o meno insidiosi,

delle fatiche più o meno superate.

Ebbene; occorre stare attenti a non lasciarci travolgere dalle nostre fragilità o,

peggio, mascherarle.

Ognuno di noi porta delle tenebre nel cuore; l’importante è che non ci parlino,

l’importante è non dar loro retta.

Spianare le montagne.

In un mondo basato sull’immagine, conta più l’apparenza della sostanza.

Bene il fitness, ottimo il body-building per stare in forma.

È bene curare il proprio modo di vestire.

Ma occorre aprire qualche palestra di spirit-building, qualche estetista del

cuore e dell’anima!

Ed attendere con gioia.

Essenzialità, verità, desiderio; questi gli strumenti per trovare un sentiero verso Dio.

E questo già ci procura gioia, l’attesa già ci scuote dentro, ci apre lo stupore;

gioia come quella che san Paolo prova per la sua comunità greca di Filippi,

come quella che il salmista descrive per il ritorno dei prigionieri da

Babilonia a Gerusalemme.

Allora, amici resistenti, carbonari dello spirito, discepoli del Rabbì, su di noi

piccoli e fragili e dispersi. Dio fa scendere la sua Parola.

Alziamo lo sguardo, ve ne prego.

Animo, mano ai badili spirituali e ai picconi interiori; c’è da fare in settimana

e tanto, per questo dobbiamo prepararci già da questa Domenica, Fausto.

venerdì 3 dicembre 2021

Il Vangelo del Sabato 4 Dicembre 2021

 

Della 1° settimana di Avvento.

Santa Barbara, Vergine e Martire.

Prima Lettura

A un tuo grido di supplica il Signore ti farà grazia.

Dal libro del profeta Isaia (30,19-21.23-26)

Popolo di Sion, che abiti a Gerusalemme, tu non dovrai più piangere.

A un tuo grido di supplica [il Signore] ti farà grazia; appena udrà, ti darà risposta.

Anche se il Signore ti darà il pane dell'afflizione e l'acqua della tribolazione,

non si terrà più nascosto il tuo maestro; i tuoi occhi vedranno il tuo maestro,

i tuoi orecchi sentiranno questa parola dietro di te: «Questa è la strada,

percorretela», caso mai andiate a destra o a sinistra.

Allora egli concederà la pioggia per il seme che avrai seminato nel terreno,

e anche il pane, prodotto della terra, sarà abbondante e sostanzioso; in quel

giorno il tuo bestiame pascolerà su un vasto prato.

I buoi e gli asini che lavorano la terra mangeranno biada saporita,

ventilata con la pala e con il vaglio.

Su ogni monte e su ogni colle elevato scorreranno canali e torrenti d'acqua

nel giorno della grande strage, quando cadranno le torri.

La luce della luna sarà come la luce del sole e la luce del sole sarà sette volte

di più, come la luce di sette giorni, quando il Signore curerà la piaga del suo

popolo e guarirà le lividure prodotte dalle sue percosse.

Parola di Dio.

Vangelo

Vedendo le folle, ne sentì compassione.

Dal Vangelo secondo Matteo (9,35-10,1.6-8)

In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle

loro sinagoghe, annunciando il Vangelo del Regno e guarendo ogni malattia

e ogni infermità.

Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite

come pecore che non hanno pastore.

Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!

Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per

scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.

E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d'Israele.

Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino.

Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù vede la folla dispersa, come pecore senza pastore, e ne prova compassione.

Per compassione Dio diventa uomo, per condividere il nostro dolore, ogni dolore,

per compassione.

E; la cosa sorprendente, è che Gesù vede le pecore sbandate e inventa la Chiesa.

La Chiesa è la compagnia compassionevole di Dio all’uomo, chiamata a rendere

presente il Signore, a farlo nascere nel cuore dei discepoli.

La Chiesa vive solo per indicare il suo Maestro, per amarlo, per servirlo.

Tutto il resto, organizzazione, struttura, sono a servizio del Regno, sono

finalizzati a rendere presente Gesù nel cuore delle persone.

Il tempo di Avvento è anche un tempo in cui riflettiamo sull’identità delle nostre

comunità cristiane, spesso stanche, spesso poco profetiche, spesso rassegnate.

Il Signore si fida di noi e ci affida il suo Vangelo; siamo chiamati a gridare

il Vangelo con la nostra vita.

Animo, pecore smarrite, la Chiesa ci accoglie, ci consola, ha compassione di

noi e ci indica l’unico Pastore.

E noi, discepoli del Signore, gioiamo per tanta fiducia, per tanta responsabilità;

siamo la pagina pubblicitaria di Dio per il mondo, attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 2 dicembre 2021

Il Vangelo del Venerdì 3 Dicembre 2021

 

Della 1° settimana di Avvento.

San Francesco Saverio, Sacerdote e Missionario.

Prima Lettura

In quel giorno gli occhi dei ciechi vedranno.

Dal libro del profeta Isaia (29,17-24)

Così dice il Signore Dio: «Certo, ancora un po' e il Libano si cambierà in un

frutteto e il frutteto sarà considerato una selva.

Udranno in quel giorno i sordi le parole del libro; liberati dall'oscurità e dalle

tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno.

Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore, i più poveri gioiranno

nel Santo d'Israele.

Perché il tiranno non sarà più, sparirà l'arrogante, saranno eliminati quanti

tramano iniquità, quanti con la parola rendono colpevoli gli altri, quanti

alla porta tendono tranelli al giudice e rovinano il giusto per un nulla.

Pertanto, dice alla casa di Giacobbe il Signore, che riscattò Abramo: "D'ora

in poi Giacobbe non dovrà più arrossire, il suo viso non impallidirà più,

poiché vedendo i suoi figli l'opera delle mie mani tra loro, santificheranno

il mio nome, santificheranno il Santo di Giacobbe e temeranno il Dio d'Israele.

Gli spiriti traviati apprenderanno la sapienza, quelli che mormorano

impareranno la lezione"».

Parola di Dio.

Vangelo

Gesù guarisce due ciechi che credono in lui.

Dal Vangelo secondo Matteo (9,27-31) anno pari.

In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono

gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».

Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete

che io possa fare questo?».

Gli risposero: «Sì, o Signore!».

Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede».

E si aprirono loro gli occhi.

Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!».

Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Possiamo vedere in proporzione alla nostra fede.

Possiamo aprire gli occhi e uscire dalla cecità solo se sappiamo investire

in questa guarigione.

Dio rispetta il nostro percorso, ci lascia liberi di camminare e di crescere.

Noi crediamo che Egli possa guarirci dalla cecità dell’egoismo, del narcisismo,

della depressione, della rabbia interiore.

Ma guariamo solo se questo desiderio diventa impegno, dono, ricerca,

conversione del cuore.

Molto spesso ci rivolgiamo a Dio aspettandoci da Lui la soluzione, senza

ammettere che la soluzione già la portiamo scolpita nel cuore.

Se Natale ci rivela la luce che splende nelle tenebre, questo tempo di Avvento

ci permette di mettere a fuoco le nostre tenebre, nel riconoscere ciò che ancora

dobbiamo lasciar illuminare dalla potente luce della Parola.

Riconosciamo le nostre tenebre, mettiamole sotto la luce di Dio perché le

possa rischiarare.

Chiediamo a Dio ciò di cui abbiamo bisogno ma, nel contempo, facciamo in

modo che ciò che chiediamo lo possiamo realizzare ed accogliere.

Solo così potremo veramente guarire e convertire la nostra immagine di Dio che

non è un maghetto guaritore, ma colui che con noi ristabilisce ogni armonia,

facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 1 dicembre 2021

Il Vangelo del Giovedì 2 Dicembre 2021

 

Della 1° settimana di Avvento.

Santa Bibiana, martire.

Prima Lettura

Entri il popolo giusto che mantiene la fedeltà.

Dal libro del profeta Isaia (26,1-6)

In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda: «Abbiamo una

città forte; mura e bastioni egli ha posto a salvezza.

Aprite le porte: entri una nazione giusta, che si mantiene fedele.

La sua volontà è salda; tu le assicurerai la pace, pace perché in te confida.

Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna, perché

egli ha abbattuto coloro che abitavano in alto, ha rovesciato la città eccelsa,

l'ha rovesciata fino a terra, l'ha rasa al suolo.

I piedi la calpestano: sono i piedi degli oppressi, i passi dei poveri».

Parola di Dio.

Vangelo

Chi fa la volontà del Padre mio, entrerà nel regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo (7,21.24-27) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: "Signore,

Signore", entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio

che è nei cieli.

Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un

uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia.

Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella

casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.

Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un

uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia.

Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su

quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È un periodo buio per la triste vicenda degli scandali nella Chiesa, c’è qualcuno

che pensa di risanare i loschi intrallazzi vaticani spargendo fango su tutti.

Non dico che sia rose e fiori, ci mancherebbe, anche gli uomini di Chiesa possono

sbagliare, ma da qui a dire che c’è tutto marcio nella Chiesa, non è proprio vero.

Invece, riprendiamo l’immagine del Vangelo di oggi; la Chiesa è saldamente

ancorata alla roccia del Vangelo, nessun vento può abbatterla.

Quanto è vero!

Anche nella nostra vita di fede; se ci sono dei momenti di fatica, di

scoraggiamento, di prova, non dobbiamo temere.

Ciò che crolla è ciò che è superfluo, non ciò che è indispensabile.

I terremoti interiori, nella vita, possono farci morire sotto le macerie ma,

se abbiamo costruito saldamente la nostra vita intorno ai valori del Vangelo,

ciò che resta in piedi è ciò su cui poter ricostruire.

L’avvento ci prepara al Natale riportandoci all’essenziale.

Non ci spaventiamo se soffiano i venti, se abbiamo la sensazione di vivere un

tempo destabilizzante, da fine Impero; cerchiamo il Regno anzitutto e il resto

ci sarà dato in abbondanza.

Non parliamo a vanvera di Dio, non scomodiamolo per giustificare le nostre

prese di posizione ma, con semplicità, viviamo con coerenza la Parola che

quotidianamente meditiamo, attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 30 novembre 2021

Il Vangelo del Mercoledì 1 Dicembre 2021

 

Della 1° settimana di Avvento.

Sant' Eligio, vescovo.

Prima Lettura

Il Signore invita tutti al suo banchetto e asciuga le lacrime su ogni volto.

Dal libro del profeta Isaia (25,6-10)

In quel giorno, preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo

monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi

succulenti, di vini raffinati.

Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli

e la coltre distesa su tutte le nazioni.

Eliminerà la morte per sempre.

Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l'ignominia del suo

popolo farà scomparire da tutta la terra, poiché il Signore ha parlato.

E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato

perché ci salvasse.

Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la

sua salvezza, poiché la mano del Signore si poserà su questo monte».

Parola di Dio.

Vangelo

Gesù guarisce molti malati e moltiplica i pani.

Dal Vangelo secondo Matteo (15,29-37) anno pari.

In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò.

Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e

molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era

piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che

camminavano e i ciechi che vedevano.

E lodava il Dio d'Israele.

Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla.

Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare.

Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino».

E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da

sfamare una folla così grande?».

Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?».

Dissero: «Sette, e pochi pesciolini».

Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci,

rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla.

Tutti mangiarono a sazietà.

Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ha compassione della folla, il Maestro, ma anche di noi tutti.

Non sono numeri, o casi clinici, non li analizza come possibili consumatori,

non li ritiene delle risorse o dei problemi.

Sono persone, singoli individui conosciuti e amati.

Ascolta le loro ferire, sente e condivide il loro dolore, guarisce e consola,

risana e converte.

Quanta grazia fluisce dalle sue parole!

Quanta gioia interiore!

E chiede ai suoi discepoli di imitarlo, di vedere al di là dell’apparenza,

di mettersi in gioco.

Ma; come fare?

È un deserto, la vita, la fame di felicità è smisurata, dove riusciremo a trovare

tutto il pane per colmare il cuore di chi ci sta accanto?

Nella versione di Matteo il miracolo della moltiplicazione dei pani si differenzia

per un particolare; sette sono i pesci donati dai discepoli, sette sono le sporte

di pesce avanzato.

Sette è il numero della perfezione, della pienezza; davanti alla folla che chiede,

davanti al cumulo apparentemente insormontabile dei problemi che vediamo,

mettiamoci completamente in gioco, totalmente in discussione.

Il resto lo farà Dio.

In questo tempo di Avvento, travolti dalla crisi, spaventati da questo virus,

il covid e dal futuro, siamo chiamati a non demordere, a mettere in gioco

quello che siamo, attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.