martedì 15 giugno 2021

Il Vangelo del Mercoledì 16 Giugno 2021

 

Della 11° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Quirico e Giulitta, Martiri.

Prima lettura.

Dio ama chi dona con gioia.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (9,6-11)

Fratelli, tenete presente questo: chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà

e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà.

Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per

forza, perché Dio ama chi dona con gioia.

Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre

il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene.

Sta scritto infatti: «Ha largheggiato, ha dato ai poveri, la sua giustizia dura in eterno».

Colui che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, darà e moltiplicherà

anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia.

Così sarete ricchi per ogni generosità, la quale farà salire a Dio l'inno di

ringraziamento per mezzo nostro.

Parola di Dio.

Vangelo.

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Dal Vangelo secondo Matteo (6,1-6.16-18) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare

la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro,

altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.

Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno

gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente.

In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra,

perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto,

ti ricompenserà.

E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli

delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente.

In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo,

che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono

un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano.

In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non

veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede

nel segreto, ti ricompenserà».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Quante volte i nostri comportamenti derivano dal giudizio altrui!

Quante volte nella giornata facciamo o diciamo delle cose ben attenti a come

saremo giudicati da chi amiamo!

È normale che sia così ma Gesù ci chiede, nella fede, nel rapporto con Dio,

di assumere un atteggiamento completamente diverso, di praticare la giustizia,

l’elemosina, la preghiera e il digiuno lontano dagli sguardi altrui, avendo in

mente solo la presenza del Signore.

Il nostro mondo non considera la discrezione e la sobrietà come valori; il Maestro

ci ricorda che l’umiltà è essenziale per poter accedere al mondo di Dio, un’umiltà

autentica, non depressa, la consapevolezza del proprio valore e dei propri limiti

con asciuttezza e disincanto, senso dell’ironia e bonomia.

Davanti a Dio non abbiamo bisogno di essere di maniera, diversi da quello che siamo.

Possiamo essere noi stessi con tutti i nostri limiti, senza paura di apparire sgraditi

ai suoi occhi.

Lasciamo che questa Parola ci interroghi sul serio, facciamo il punto della situazione

sulla nostra generosità, sulla preghiera personale, sul digiuno che è la rinuncia al

superfluo e cambiamo dove c’è da cambiare, attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 14 giugno 2021

Il Vangelo del Martedì 15 Giugno 2021

 

Della 11° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Germana Cousin, Vergine.

Prima lettura.

Cristo si è fatto povero per voi.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (8,1-9)

Vogliamo rendervi nota, fratelli, la grazia di Dio concessa alle Chiese della Macedònia,

perché, nella grande prova della tribolazione, la loro gioia sovrabbondante e la loro

estrema povertà hanno sovrabbondato nella ricchezza della loro generosità.

Posso testimoniare infatti che hanno dato secondo i loro mezzi e anche al di là dei loro

mezzi, spontaneamente, domandandoci con molta insistenza la grazia di prendere parte

a questo servizio a vantaggio dei santi.

Superando anzi le nostre stesse speranze, si sono offerti prima di tutto al Signore e poi

a noi, secondo la volontà di Dio; cosicché abbiamo pregato Tito che, come l'aveva

cominciata, così portasse a compimento fra voi quest'opera generosa.

E come siete ricchi in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella conoscenza, in ogni zelo

e nella carità che vi abbiamo insegnato, così siate larghi anche in quest'opera generosa.

Non dico questo per darvi un comando, ma solo per mettere alla prova la sincerità del

vostro amore con la premura verso gli altri.

Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto

povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.

Parola di Dio.

Vangelo.

Amate i vostri nemici.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,43-48) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: "Amerai

il tuo prossimo" e odierai il tuo nemico.

Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano,

affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole

sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete?

Non fanno così anche i pubblicani?

E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario?

Non fanno così anche i pagani?

Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Me lo vedo, il Signore, mentre pronuncia il discorso della montagna.

Ha alzato il tiro, ha chiesto ai discepoli di non ridursi a meri esecutori di comandi

dati dall’alto, di freddi e scrupolosi contabili della norma, ma di osare, di tornare

al cuore del comando dato da Dio, di leggervi il progetto straordinario soggiacente.

Pezzo per pezzo ha smontato le scrupolose minuzie che facevano diventare la

Legge una farsa, che filtravano il moscerino e ingoiavano il cammello.

Ora arriva alla conclusione del suo impegnativo discorso; se amiamo quelli che ci

amano, se troviamo simpatici coloro che ci trovano simpatici, se frequentiamo solo

chi ci fa i complimenti, cosa facciamo di straordinario?

Lo fanno tutti!

A volte i nostri atteggiamenti sono frutto del buon senso e dell’abitudine, non della

sofferta e dolorosa scelta cristiana!

Il Signore ci chiede di andare oltre, di alzare lo sguardo, di osare.

Amare, cioè volere bene, volere-il-bene di chi ci augura il male imita il modo che

Dio ha verso ciascuno di noi, rende palese la perfezione di Dio che è la sua infinita

e inesausta compassione e la sua misericordia senza limiti.

Attenzione amici, che non è facile e, solo la preghiera ci può aiutare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 13 giugno 2021

Il Vangelo del Lunedì 14 Giugno 2021

 

Della 11° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Eliseo, Profeta.

Prima lettura.

Ci presentiamo come ministri di Dio.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (6,1-10)

Fratelli, poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere

invano la grazia di Dio.

Egli dice infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della

salvezza ti ho soccorso».

Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché non venga criticato

il nostro ministero; ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio con molta

fermezza: nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, nelle percosse, nelle

prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; con purezza, con sapienza,

con magnanimità, con benevolenza, con spirito di santità, con amore sincero, con

parola di verità, con potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra;

nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama; come impostori, eppure

siamo veritieri; come sconosciuti, eppure notissimi; come moribondi, e invece

viviamo; come puniti, ma non uccisi; come afflitti, ma sempre lieti; come poveri, ma

capaci di arricchire molti; come gente che non ha nulla e invece possediamo tutto!

Parola di Dio.

Vangelo.

Io vi dico di non opporvi al malvagio.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,38-42) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: "Occhio per

occhio" e "dente per dente".

Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla

guancia destra, tu pórgigli anche l'altra, e a chi vuole portarti in tribunale e

toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.

E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.

Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La norma biblica dell’occhio per occhio e dente per dente era già un grosso passo

avanti rispetto alla reazione selvaggia e brutale di chi annegava nel sangue un torto subito.

Ma non era certo sufficiente nella logica del Signore che osa proporre una visuale

innovativa, destabilizzante, folle.

Gesù propone un atteggiamento di disarmante paradosso; offrire la guancia a chi

ti schiaffeggia.

Cosa che va capita bene, visto che spesso è utilizzata proprio per ridicolizzare i

cristiani e per perseguitarli.

Gesù stesso non porgerà l’altra guancia alla guardia che lo schiaffeggia davanti

al sommo sacerdote!

Porgere la guancia significa avere un atteggiamento leale, convincente, che

desidera portare alla comprensione chi ti sta mortificando.

L’equilibrio che siamo tenuti ad avere nella nostra società è difficile da raggiungere,

ma possibile; non adeguarci alla crescente violenza che contagia ogni luogo,

il linguaggio, le abitudini quotidiane e, nello stesso tempo, non essere remissivi,

non diventare lo zerbino su cui tutti si puliscono i piedi in nome di una malintesa

remissività cristiana.

Imitiamo il Signore, nel suo virile pacifismo, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 12 giugno 2021

Il Vangelo di Domenica 13 Giugno 2021

 

Della 11° Domenica del Tempo Ordinario.

Sant'Antonio di Padova, Sacerdote e Dottore della Chiesa.

Prima lettura.

Io innalzo l’albero basso.

Dal libro del profeta Ezechièle (17,22-24)

Così dice il Signore Dio: "Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro, dalle punte

dei suoi rami lo coglierò e lo pianterò sopra un monte alto, imponente; lo pianterò sul

monte alto d'Israele.

Metterà rami e farà frutti e diventerà un cedro magnifico.

Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno, ogni volatile all'ombra dei suoi rami riposerà.

Sapranno tutti gli alberi della foresta che io sono il Signore, che umilio l'albero alto

e innalzo l'albero basso, faccio seccare l'albero verde e germogliare l'albero secco.

Io, il Signore, ho parlato e lo farò".

Parola di Dio.

Seconda lettura.

Sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere graditi al Signore.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (5,6-10)

Fratelli, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore

finché abitiamo nel corpo-camminiamo infatti nella fede e non nella visione-,

siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore.

Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi.

Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno

la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male.

Parola di Dio.

Vangelo.

É il più piccolo di tutti i semi, ma diventa più grande di tutte le piante dell’orto.

Dal Vangelo secondo Marco (4,26-34) anno B.

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: "Così è il regno di Dio: come un uomo che getta

il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce.

Come, egli stesso non lo sa.

Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella

spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura".

Diceva: "A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo?

È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti

i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte

le piante dell'orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra".

Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere.

Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ci sono tante cose che non capiamo della vita.

Di come vada il mondo, del senso della storia e di di Dio.

Siamo sempre pronti a sottolineare l’illogicità delle cose che accadono, come se il mondo fosse costantemente travolto da logiche caotiche.

Se Dio c’è, come dicono alcuni, deve essere un pò confuso, o distratto, o pigro.

Ma anche se non siamo credenti siamo costretti ad arrenderci davanti all’evidenza; nell’uomo sembrano prevalere e vincere forze di auto-distruzione, di follia, di sopraffazione.

Lo vediamo nelle dinamiche famigliari, in ufficio, al lavoro e a scuola.

Più raramente, però, almeno così accade a me!, abbiamo il coraggio di ammettere

che anche noi siamo incomprensibili a noi stessi, un mistero, uno scherzo della natura.

Davanti a tanta complessità il rischio è quello di paralizzarsi, di gettare la spugna.

O, come vedo fare più spesso, semplicemente fregarsene; si sta nel fiume,

vediamo dove porta la corrente.

Nel frattempo cerco di non annegare.

La Scrittura, oggi, propone una chiave di lettura della Storia, delle mie relazioni,

di me, innovativa e birichina.

Un bel modo per riprendere la lettura del Vangelo di Marco!

Ioiachim, l’ultimo discendente del re Davide, è stato sconfitto e deportato

in Babilonia dal feroce re Nabucodonosor.

Tutto è perduto; la città santa distrutta, il tempio bruciato e l’Arca trafugata

come bottino di guerra.

Il terremoto della guerra non offre speranze, il rigoglioso cedro della dinastia

davidica è stato impietosamente tagliato alla radice.

Sembra di leggere la cronaca della follia distruttrice dell’Isis.

Eppure, dice uno dei deportati, un sacerdote del tempio, Ezechiele, Dio prenderà

un germoglio dall’albero reciso e lo pianterà, facendolo ricrescere.

Ma, lo sappiamo, non sarà più un regno terreno quello che crescerà, ma un’altra

realtà, un Regno che passa attraverso i cuori.

E colui che verrà, il germoglio di Iesse, è per noi il Cristo.

Dio non si stanca dell’umanità, non si scoraggia, non si lascia atterrire dai nostri errori,

ma, sempre, ci conduce alla pienezza in modi che non ci aspettiamo.

Se anche tutto sembra precipitare nel caos, Dio ci rassicura: esiste un orizzonte

alto e altro da far crescere.

Ma perché ciò avvenga dobbiamo entrare nella logica di Dio.

È Lui che fa, a noi assecondare la sua opera.

Accorgendoci di Lui, scoprendo la nostra interiorità e le dinamiche dell’anima,

coltivando la vita spirituale.

Il seminatore ha gettato la Parola.

È inutile sedersi e aspettare che germogli.

Se il terreno è buono, cioè ricettivo, accogliente, la Parola crescerà senza che

nemmeno ce ne accorgiamo.

Forse lo avete già sperimentato; se avete preso sul serio il Vangelo, se avete

insistito, se avete lasciato lo Spirito agire, vi ritrovate, magari dopo tanti anni,

ad avere uno sguardo sul mondo completamente diverso.

E anche su voi stessi.

Lo testimonio, lo vivo sulla mia pelle; Dio è capace di compiere cose che

nemmeno immaginiamo, se solo lo lasciamo fare.

Ma, questo, è anche lo stile con cui noi seminiamo la Parola; senza ansia,

senza patemi d’animo.

Siamo sempre molto concentrati sul discepolato, su cosa fare per diventare testimoni.

Ottimo, bene.

Ma subito dopo occorre ricordarci che è Dio che opera.

Il mondo è già salvo, solo che non lo sa.

Noi possiamo vivere da salvati, al meglio delle nostre possibilità.

Il seme cresce da sé.

Se il seme è piantato, stai tranquillo, lascia fare al Signore.

La vita interiore richiede tempo e ritmo che non possiamo pretendere di

manipolare e nella fede la priorità è sempre di Dio.

La seconda parabola ci ricorda la stupefacente proprietà del seme di senapa, piccolo

al punto da rassomigliare alla polvere, e che pure diventa un grande arbusto.

La realtà del Regno è così, sia in noi che intorno a noi.

In noi; un piccolo gesto, un piccolo impegno, una piccola apertura nei confronti

del Signore può spalancare la diga della fede che tutto irriga e feconda.

Anche se la nostra vita è colma di distrazioni, il seme può crescere, nella mia

vita e intorno a me, con piccoli gesti di testimonianza, talora insignificanti,

che producono risultati sorprendenti.

E il Regno intorno a noi è così; questa piccola comunità di uomini e donne

che è la Chiesa ha solcato l’oceano della storia fecondando il mondo della

speranza del Vangelo.

Allo sguardo della fede non sfugge il fatto che milioni di uomini e donne si

riconoscono fratelli e figli e cambiano la storia indirizzandola su sentieri di luce;

non temiamo, dunque, perché la nostra comunità, i nostri gesti, la nostra

celebrazione feconda la realtà, la insemina, lasciando che sia il Signore a far

crescere il suo Regno in mezzo a noi.

Che splendido modo di vivere la quotidianità; basta essere dei bravi seminatori!

Coraggio, allora amici, da questa Domenica, diamoci una mano e seminiamo

assieme, il seme della Parola, sarà una cosa fantastica, Santa Domenica Fausto

venerdì 11 giugno 2021

Il Vangelo del Sabato 12 Giugno 2021

 

Della 10° settimana del Tempo Ordinario.

Cuore immacolato della Beata Vergine Maria.

Prima lettura.

Gioisco pienamente nel Signore.

Dal libro del profeta Isaìa (61,9-11)

Sarà famosa tra le genti la loro stirpe, la loro discendenza in mezzo ai popoli.

Coloro che li vedranno riconosceranno che essi sono la stirpe benedetta dal Signore.

Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi

ha rivestito delle vesti della salvezza, mi ha avvolto con il mantello della giustizia,

come uno sposo si mette il diadema e come una sposa si adorna di gioielli.

Poiché, come la terra produce i suoi germogli e come un giardino fa germogliare i suoi

semi, così il Signore Dio farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le genti.

Parola di Dio.

Vangelo.

Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo.

Dal Vangelo secondo Luca (2,41-51) anno dispari.

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua.

Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa.

Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù

rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.

Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si

misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono

in cerca di lui a Gerusalemme.

Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre

li ascoltava e li interrogava.

E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.

Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo?

Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».

Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate?

Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».

Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.

Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso.

Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

È un cuore di madre, quello di Maria; un cuore che ama il figlio, come ogni madre

che assecondi la sua natura profonda di accoglienza, datrice di vita, portatrice di futuro.

Ma il cuore di Maria asseconda la volontà del Figlio anche se non ne capisce tutta la

profonda drammaticità.

Il brano di Luca, che ci porta indietro, agli inizi del percorso interiore di Maria,

ci consegna una profezia di sofferenza.

Sofferenza come quella di tutti i genitori che vivono la propria simbiosi con i figli.

Ma soprattutto sofferenza che deriva dal condividere in toto l’iniziativa di Cristo

disposto a morire per annunciare l’autentico volto del Padre.

Maria ama suo figlio ma non lo costringe, non lo ricatta, non lo possiede.

Le madri sanno quanto sia difficile tagliare il cordone ombelicale, non quello fisico,

ma quello molto più profondo che portano nell’anima.

Maria, a Cana, recide quel legame per donare Gesù al mondo.

Non è mai stato veramente suo, lo è ancora meno quando inizia la sua vita pubblica.

Impariamo da questa donna ad amare bene, da adulti, senza possedere, senza ricattare,

senza legare.

Maria ci insegni la vera libertà che è figlia dell’amore adulto, non è facile comprendere

per le mamme e, solo la preghiera le può aiutare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 10 giugno 2021

Il Vangelo del Venerdì 11 Giugno 2021

 

Della 10° settimana del Tempo Ordinario.

Sacratissimo Cuore di Gesù.

Prima lettura.

Il mio cuore si commuove dentro di me.

Dal libro del profeta Osèa (11,1.3-4.8c-9)

Quando Israele era fanciullo, io l'ho amato e dall'Egitto ho chiamato mio figlio.

A Èfraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non

compresero che avevo cura di loro.

Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d'amore, ero per loro come chi

solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare.

Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione.

Non darò sfogo all'ardore della mia ira, non tornerò a distruggere Èfraim, perché

sono Dio e non uomo; sono il Santo in mezzo a te e non verrò da te nella mia ira.

Parola di Dio.

Seconda Lettura.

Conoscere l'amore di Cristo che supera ogni conoscenza.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (3,8-12.14-19)

Fratelli, a me, che sono l'ultimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia:

annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo e illuminare tutti sulla

attuazione del mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell'universo, affinché,

per mezzo della Chiesa, sia ora manifestata ai Principati e alle Potenze dei cieli

la multiforme sapienza di Dio, secondo il progetto eterno che egli ha attuato in

Cristo Gesù nostro Signore, nel quale abbiamo la libertà di accedere a Dio in

piena fiducia mediante la fede in lui.

Per questo io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ha origine ogni

discendenza in cielo e sulla terra, perché vi conceda, secondo la ricchezza della

sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell'uomo interiore mediante il suo Spirito.

Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati

nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza,

la lunghezza, l'altezza e la profondità, e di conoscere l'amore di Cristo che supera

ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.

Parola di Dio.

Vangelo.

Uno dei soldati gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

Dal Vangelo secondo Giovanni (19,31-37) anno dispari.

Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla

croce durante il sabato-era infatti un giorno solenne quel sabato-, chiesero a Pilato

che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via.

Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all'uno e all'altro che erano stati

crocifissi insieme con lui.

Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe,

ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero,

perché anche voi crediate.

Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso».

E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Cosa può ancora dirci l’immagine di un improbabile Gesù con gli occhi chiari e i boccoli

che apre il mantello e lascia intravvedere un cuore da cui si dipartono dardi luminosi?

Non è solo l’immagine di una devozione ottocentesca che ci fa venire il diabete all’anima?

Spogliata dalla sua collocazione storica, la festa del Sacro Cuore di Gesù rivela una grande

verità; al centro della nostra vita, della fede, del nostro percorso interiore c’è l’amore di Dio.

L’amore è al centro, questo dice la festa di oggi.

Non la legittima tradizione storica, non i nostri ragionamenti, non le convenienze,

non fondamenti etici.

Se crediamo in Dio, se abbiamo visto e creduto nell’amore del Padre, Lui solo ci

spinge a credere e a lottare.

Lottare, sì, perché lasciare che sia l’amore a dominare la nostra vita (e la fede)

non è affatto scontato.

È una continua conversione, una scelta, talvolta dolorosa.

Come quella del Maestro e Signore che mostra la misura del suo bene morendo in croce.

Oggi, allora, lasciamoci raggiungere dal suo amore che non pone condizioni, che non

pesa, che non ricatta, un amore libero, come Dio solo, in Gesù, sa proporre, facendoci

aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.