sabato 8 maggio 2021

Il Vangelo di Domenica 9 Maggio 2021

 

Della 6° Domenica del Tempo di Pasqua.

Prima Lettura

Anche sui pagani si è effuso il dono dello Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli (10,25-26.34-35.44-48)

Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare [nella casa di Cornelio], questi

gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio.

Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati: anche io sono un uomo!».

Poi prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze

di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga».

Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti

coloro che ascoltavano la Parola.

E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse

effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio.

Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell'acqua questi che

hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?».

E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo.

Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Dio è amore.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (4,7-10)

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è stato

generato da Dio e conosce Dio.

Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.

In questo si è manifestato l'amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo

Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.

In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi

e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

Parola di Dio.

Vangelo

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,9-17) anno B.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me,

anche io ho amato voi.

Rimanete nel mio amore.

Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato

i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.

Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.

Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho

chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate

frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio

nome, ve lo conceda.

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Oggi festa dell’Amore.

Ed allora parliamo d’amore, vi va?

Ne abbiamo bisogno perché sappiamo che è l’amore che muove il mondo.

Ne abbiamo bisogno in questi tempi cupi e logoranti di pandemia in cui la luce

viene insediata dall’ombra dello sconforto e del vittimismo.

Ne abbiamo bisogno anche se nella vita il nostro desiderio di amare e di essere

amati è rimasto frustrato, incompiuto, castrato.

Ne abbiamo bisogno perché, di questi tempi, dietro al termine amore si nasconde

di tutto, anche sentimenti che con l’amore non hanno niente a che vedere.

Ne abbiamo urgente bisogno per capire come davvero funzioni l’amore.

E chiediamo all’Amore di parlare di amore.

All’Amato di insegnarci ad amare.

Ed io comincio da una premessa.

È la prima volta che lo faccio, perché non voglio mischiare le cose private con la

Parola del Signore; ma questo Vangelo che parla d’amore, mi ha portato in un clima

di dolore per un famiglia.

Un’amicizia nata su facebook, proprio a causa di un dolore immenso, una moglie,

che qualche tempo fa, una malattia, gli ha strappato l’amato marito; ed un piccolo

figlio, che sempre quella malattia, lo ha privato dell’adorato papà, ma che ancora

oggi, quella moglie, lo ricorda sul suo profilo, con immenso amore come fosse

ancora vivo e presente; è bellissimo.

Ed è per questo che oggi questa riflessione, voglio dedicarla a voi, V….e P…, che

avete tanto sofferto e, che ancora soffrite, ma con immenso amore.         

Il tempo pasquale e la nostra conversione alla gioia ci portano oggi al cuore del messaggio

cristiano, a ciò che ha permesso che la buona notizia perforasse i secoli fino a giungere

credibile e intatta ai nostri giorni, a ciò che davvero può essere considerato l’assoluto

del Vangelo; Dio è amore e non può che amare.

Nonostante le fatiche, le salite, le incoerenze del nostro essere discepoli, se ancora

oggi, milioni di uomini e donne approdano al Vangelo è proprio perché essi fanno,

attraverso lo sguardo di un cristiano, esperienza d’amore.

È solo perché facciamo l’esperienza di essere amati da Dio che finiamo col dirigere

il nostro cuore sulle strade.

Ma l’amore è un concetto astratto, una parola un pò abusata di questi tempi; l’amore

normalmente viene usato nel riferimento alla relazione di coppia, al desiderio,

all’attrazione, sentiamo spesso usare questa parola, dal talk show di turno, all’ennesima

soap televisiva o alla commedia natalizia che permette di sognare amori impossibili

e favole moderne.

La realtà, spesse volte, è meno poetica; si fatica ad amare, ci sono coppie in difficoltà,

persone che rinunciano ad amare, rapporti tra genitori e figli appesantiti da possessioni

ed egoismi, persone che, pur desiderando amare, si ritrovano sole; ogni giorno leggiamo

sui giornali di amori finiti nella violenza e nella follia.

Mai come in questo tempo l’uomo manifesta in mille modi il desiderio di essere amato,

eppure mai, come in questo tempo, questo desiderio è svilito, castrato e tarpato.

L’amore si vende, si esalta, si smercia, si banalizza, ma il sentimento, che nel nostro

cuore viene trattato come un’emozione da gestire a proprio uso e consumo, rischia

di lasciare l’amaro in bocca.

Quante coppie sperimentano il fallimento del loro rapporto, scontrandosi con le

concrete esigenze del quotidiano!

Non è forse diventato il mito della modernità, l’amore?

In un tempo di pandemia, di insicurezze e di crollo degli ideali, ci si rifugia in un sogno

di tenerezza che viene talmente caricato di attese da diventare irrealizzabile.

Mistero della contraddizione umana.

Sentiamo che siamo fatti per qualcosa di straordinariamente grande e bello

(l’amore, appunto), eppure questo desiderio non riusciamo a realizzarlo in pienezza.

Dio ha qualcosa da dire su tutto questo.

Egli è l’unico a poterne parlare con cognizione di causa, visto che l’ha inventato.

Perché allora rivolgersi alle cisterne screpolate dei venditori di sogni, invece che

accostarci alla sorgente che zampilla fredda acqua dissetante?

Dio, oggi, il nostro Dio, ci racconta che è vero, l’amore è l’esperienza più importante

della vita dell’uomo.

Nasciamo e viviamo per imparare ad amare, il nostro essere profondo può essere

colmato solo dall’amore.

Dimorare nel cuore di qualcuno, essere apprezzati e stimati per quello che si è in

profondità, non per quello che appare o si costruisce, essere preziosi nella memoria

di qualcuno (vediamo l’esempio della mia dedica, essere avvolti da una tenerezza che fa

dimenticare il dolore, questo e solo questo è il pieno destino dell’uomo e della donna.

Viviamo la nostra vita elemosinando amore, viviamo la nostra vita nella segreta

speranza di vedere il nostro cuore colmato di gioia.

Dio la pensa allo stesso modo, Gesù è venuto perché (lo dice Lui!) la nostra gioia

sia piena (non a pezzettini) e per farlo dona la sua vita (e scusate se è poco).

C’è un unico problema; trovarci.

Spesso il circuito d’amore viene interrotto dalle nostre lentezze e chiusure,

dalla nostra fatica e dal nostro peccato.

Se capissimo che Dio ci chiede soltanto di lasciarci amare, di lasciarci raggiungere

dalla sua misericordia!

Ed è ovvio che l’amore cambia, mi cambia, ci cambia.

Già lo fa l’amore di una persona, figuriamoci l’amore di Dio!

Un amore senza condizioni, perché è gratis.

Dio non ci ama perché siamo amabili ma-amandoci-ci rende amabili e capaci

di superare la parte oscura che abita nel profondo di ciascuno di noi.

Giovanni nella sua prima lettera ci chiama a essere testimoni dell’amore.

Con i fatti.

Amare l’altro (chiunque esso sia) significa mettere lui al centro della mia e nostra

attenzione, significa lasciare che la sua vita, i suoi interessi, il suo modo di essere

sia accolto e valorizzato.

Ascoltando questa Parola, il mondo potrebbe essere qui e ora un pezzo di Regno

in cui, nella concretezza del nostro limite e del perdono da dare e ricevere, una persona

potrebbe sinceramente stare a proprio agio.

Essere cristiani significa guardare l’altro (chiunque esso sia) negli occhi

e dirgli: “Ti voglio bene”.

Magari non sono d’accordo su come la pensi, su cosa fai, ma ti voglio bene, desidero

il tuo bene, ti aiuto a raggiungere il bene.

E il sentirsi amati, credetemi, sposa il mondo.

La fatica dell’uscire dal proprio modo di vedere, che è poi la prima cosa concreta da

fare per amore, l’ha conosciuta bene la prima comunità cristiana, tutta chiusa in una

visione ristretta della fede e della salvezza e che, spinta a forza dallo Spirito Santo,

ha dovuto capire che il Signore voleva allargare il suo disegno di salvezza a ogni uomo.

O la nostra comunità, nella coscienza dei propri limiti, si lascia avvincere dall’amore

di Dio per diventare testimone credibile di questo amore, come sta facendo (la nostra

sposa con il suo amato sposo) o la nostra fede diventa inutile osservanza.

Se il nostro cuore non brucerà d’amore, il mondo morirà di freddo.

Aiutiamo il Signore nelle nostre possibilità, a bruciare d’amore tutto il mondo,

con l’esempio, come fa ogni momento della sua vita, la mia carissima amica, V…!

Buona Domenica nell’Amore Misericordioso del Signore da Fausto.

venerdì 7 maggio 2021

Il Vangelo del Sabato 8 Maggio 2021

 

Della 5° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima Lettura

Vieni in Macedonia e aiutaci!

Dagli Atti degli Apostoli (16,1-10)

In quei giorni, Paolo si recò a Derbe e a Listra. Vi era qui un discepolo chiamato

Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco: era assai stimato

dai fratelli di Listra e di Icònio.

Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei

che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco.

Percorrendo le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli

anziani di Gerusalemme, perché le osservassero.

Le Chiese intanto andavano fortificandosi nella fede e crescevano di numero ogni giorno.

Attraversarono quindi la Frìgia e la regione della Galàzia, poiché lo Spirito Santo

aveva impedito loro di proclamare la Parola nella provincia di Asia.

Giunti verso la Mìsia, cercavano di passare in Bitinia, ma lo Spirito di Gesù

non lo permise loro; così, lasciata da parte la Mìsia, scesero a Tròade.

Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo

supplicava: «Vieni in Macedònia e aiutaci!».

Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedònia,

ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo.

Parola di Dio.

Vangelo

Voi non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,18-21) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima

di voi ha odiato me.

Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del

mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.

Ricordatevi della parola che io vi ho detto: "Un servo non è più grande del suo padrone".

Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola,

osserveranno anche la vostra.

Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui

che mi ha mandato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

C’è stato un momento in cui i cristiani, forzando e tradendo il Vangelo, hanno

usato la forza e la violenza per imporre la fede, in un contesto molto diverso dal

nostro, certo, caratterizzato da una miopia intellettuale che ora riconosciamo

come una grave distorsione della proposta evangelica.

Ma, grazie al cielo, lo Spirito ha condotto la Chiesa su sentieri di conversione

e di penitenza (ricordate lo straordinario Giubileo del Duemila?).

Oggi, invece, le cose si sono ribaltate e in pochi anni il cristianesimo è diventata

la religione maggiormente perseguitata nel mondo.

Nei paesi in cui il fondamentalismo islamico è intollerante con i seguaci di Gesù,

dimostrando peraltro scarsissima conoscenza del Corano!

Ma anche in paesi in cui le scelte dei cristiani contro la violenza e la sopraffazione

hanno scardinato la religione superstiziosa di molti dittatori (penso all’America latina

degli anni ’80) o, nella nostra modernissima Europa, con rigurgiti di razionalismo

intollerante che accetta ogni idea, purché non provenga dai cristiani!

Gesù ci aveva avvisati e, forse, il fatto che l’essere cristiani non sia ben visto, ci aiuta a

crescere nella verità della nostra professione di fede, se ci facciamo aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 6 maggio 2021

Il Vangelo del Venerdì 7 Maggio 2021

 

Della 5° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima Lettura

È parso bene, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori

di queste cose necessarie.

Dagli Atti degli Apostoli (15,22-31)

In quei giorni, agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene di scegliere

alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato

Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli.

E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli,

ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilicia, che provengono dai pagani, salute!

Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico,

sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi.

Ci è parso bene perciò, tutti d'accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi

insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro

vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo.

Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch'essi, a voce,

queste stesse cose.

È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al

di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue,

dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime.

Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!».

Quelli allora si congedarono e scesero ad Antiòchia; riunita l'assemblea,

consegnarono la lettera.

Quando l'ebbero letta, si rallegrarono per l'incoraggiamento che infondeva.

Parola di Dio.

Vangelo

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,12-17) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento:

che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.

Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.

Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho

chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e

portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al

Padre nel mio nome, ve lo conceda.

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Dio comanda al suo popolo di amarlo e di amare i proprio fratelli.

È ciò che, lentamente ma inesorabilmente, Israele capisce nel proprio altalenante

rapporto col Signore, è la sintesi dell’alleanza, la scrematura fra gli oltre seicento

comandamenti che ogni israelita era tenuto ad osservare.

Due soli precetti erano rimasti, i due più importanti; ricambiare l’amore ricevuto

da Dio e, attraverso quell’amore, amarsi gli uni gli altri.

Anche se molti ritenevano importanti tutti i precetti, alcuni rabbini, anche famosi,

erano certi della maggiore importanza di questi due comandi.

Gesù, lo sappiamo, fa sue queste conclusioni, apportando, però, alcuni cambiamenti.

Nei Vangeli i due comandi diventano uno solo e qui, nel Vangelo di Giovanni,

Gesù osa sostituire anche i comandi principali con una nuova, fiammante richiesta;

amare come Egli ci ha amato.

Gesù ama il Padre con tutte le sue forze e ama noi donando la sua vita; perciò può

proporsi come modello, perciò può chiedere ai discepoli di imitarlo.

Gesù ci ha amato fino in fondo, con un amore adulto, intenso, rispettoso, capace

di trovare soluzioni, capace di aspettare.

Abbiamo uno straordinario modello di vita, seguiamolo, facendoci aiutare dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 5 maggio 2021

Il Vangelo del Giovedì 6 Maggio 2021

 

Della 5° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima Lettura

Ritengo che non si debbano importunare quelli che dalle nazioni si convertono a Dio.

Dagli Atti degli Apostoli (15,7-21)

In quei giorni, poiché era sorta una grande discussione, Pietro si alzò e disse loro: «Fratelli,

voi sapete che, già da molto tempo, Dio in mezzo a voi ha scelto che per bocca mia le

nazioni ascoltino la parola del Vangelo e vengano alla fede.

E Dio, che conosce i cuori, ha dato testimonianza in loro favore, concedendo anche a

loro lo Spirito Santo, come a noi; e non ha fatto alcuna discriminazione tra noi e loro,

purificando i loro cuori con la fede.

Ora dunque, perché tentate Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né

i nostri padri né noi siamo stati in grado di portare?

Noi invece crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati, così come loro».

Tutta l’assemblea tacque e stettero ad ascoltare Bàrnaba e Paolo che riferivano quali

grandi segni e prodigi Dio aveva compiuto tra le nazioni per mezzo loro.

Quando essi ebbero finito di parlare, Giacomo prese la parola e disse: «Fratelli, ascoltatemi.

Simone ha riferito come fin da principio Dio ha voluto scegliere dalle genti un popolo

per il suo nome.

Con questo si accordano le parole dei profeti, come sta scritto: “Dopo queste cose

ritornerò e riedificherò la tenda di Davide, che era caduta; ne riedificherò le rovine

e la rialzerò, perché cerchino il Signore anche gli altri uomini e tutte le genti sulle

quali è stato invocato il mio nome, dice il Signore, che fa queste cose, note da sempre”.

Per questo io ritengo che non si debbano importunare quelli che dalle nazioni si

convertono a Dio, ma solo che si ordini loro di astenersi dalla contaminazione con

gli idoli, dalle unioni illegittime, dagli animali soffocati e dal sangue.

Fin dai tempi antichi, infatti, Mosè ha chi lo predica in ogni città, poiché viene letto

ogni sabato nelle sinagoghe».

Parola di Dio.

Vangelo

Rimanete nel mio amore, perché la vostra gioia sia piena.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,9-11) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me,

anche io ho amato voi.

Rimanete nel mio amore.

Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato

i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il lungo discorso fatto da Gesù dopo l’ultima Cena, nel Vangelo di Giovanni, di fatto

riassume tutta la predicazione del Signore, e l’evangelista lo pone prima dell’arresto

nell’orto per sottolinearne la drammaticità e l’importanza.

Oggi in pochi versetti, Gesù riassume tutta la sua opera e la nostra fede; credere è

dimorare nell’amore con cui siamo stati amati e concretizzare la reciprocità di questo

amore nell’osservanza dei comandamenti.

Percepire l’amore di Dio e ricambiarlo produce in noi una gioia intima e profonda,

ben lontana dall’emozione momentanea cui siamo abituati.

Dimorare nell’amore; darci l’opportunità di percepire questo amore, nella meditazione,

nella preghiera, nella lettura profonda e spirituale degli eventi.

E vivere di conseguenza; i nostri gesti e le nostre scelte scaturiscono dall’amore

che abbiamo incontrato.

Non è uno sforzo, il mio voler apparire migliore degli altri, ma l’esigenza di ricambiare

l’amore che ho ricevuto e che ha completamente cambiato la mia piccola vita.

In questo anno di pandemia, in questo tempo pasquale, rimettiamo davvero al centro del

nostro agire la gioia che ci deriva dallo scoprirci amati, facendoci aiutare dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 4 maggio 2021

Il Vangelo del Mercoledì 5 Maggio 2021

 

Della 5° settimana del Tempo Ordinario.

Prima Lettura

Fu stabilito che salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.

Dagli Atti degli Apostoli (15,1-6)

In quei giorni, alcuni, venuti [ad Antiòchia] dalla Giudea, insegnavano ai

fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l'uso di Mosè, non potete essere salvati».

Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro,

fu stabilito che  salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.

Essi dunque, provveduti del necessario dalla Chiesa, attraversarono la Fenìcia e la Samarìa,

raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.

Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani,

e riferirono quali grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro.

Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: «È

necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè».

Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,1-8) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore.

Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota

perché porti più frutto.

Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi.

Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche

voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci.

Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla.

Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono,

lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto.

In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non possiamo fare nulla senza Cristo.

Da Lui riceviamo la linfa vitale, da Lui riceviamo ogni intuizione, da Lui riceviamo

l’amore attraverso cui amiamo gli altri, da Lui riceviamo luce e pace.

Linfa vitale è la sua presenza, come la linfa che dalla vite passa al tralcio,

e che lo fa crescere, gli fa portare frutto.

Da Gesù soltanto riceviamo la forza che ci permette di restare cristiani, di non

scoraggiarci, di annunciare la sua presenza di risorto nel nostro mondo.

Ma, come sa bene ogni viticoltore, la vite va potata prima che si risvegli dal sonno invernale.

Una vite o un albero da frutto che non viene potato diventa selvatico, inesorabilmente.

La vita ci pota, a volte con violenza inaudita, ci scuote nelle profondità; una difficoltà,

un dolore, un lutto, una malattia ci gettano nello sconforto ma possono diventare

occasione di crescita.

Il tralcio potato concentra la sua energia nel moncone di ramo rimasto,

facendogli portare frutto.

Proviamo a vivere le prove della vita come l’occasione per crescere, per diventare più

forti, sapendo che nessuna sofferenza ci toglie dalla linfa vitale di Cristo.

Allora, come Lui, potremo veder rinascere ciò che ci è più caro, vedremo la sua linfa

far maturare i fiori delle nostre opere, attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.