venerdì 29 gennaio 2021

Il Vangelo del Sabato 30 Gennaio 2021

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Giacinta Merescotti, vergine.

Prima lettura dalla lettera agli Ebrei (11,1-2.8-19)

Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede.

Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.

Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva

ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.

Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando

sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa.

Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore

è Dio stesso.

Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell'età, ricevette la possibilità di diventare

madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso.

Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una

discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova

lungo la spiaggia del mare e non si può contare.

Nella fede morirono tutti costoro, senza aver ottenuto i beni promessi, ma li videro

e li salutarono solo da lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sulla terra.

Chi parla così, mostra di essere alla ricerca di una patria.

Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto la possibilità di

ritornarvi; ora invece essi aspirano a una patria migliore, cioè a quella celeste.

Per questo Dio non si vergogna di essere chiamato loro Dio.

Ha preparato infatti per loro una città.

Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto

le promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato detto: «Mediante Isacco

avrai una tua discendenza».

Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo

lo riebbe anche come simbolo.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (4,35-41) anno dispari.

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo

all'altra riva».

E, congedata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca.

C'erano anche altre barche con lui.

Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto

che ormai era piena.

Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva.

Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t'importa che siamo perduti?».

Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!».

Il vento cessò e ci fu grande bonaccia.

Poi disse loro: «Perché avete paura?

Non avete ancora fede?».

E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui,

che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Prendiamolo così com’è, il Signore, anche se non lo capiamo, anche se ci mette

continuamente in crisi, anche se le sue parole sono troppo taglienti.

Prendiamolo a bordo, come hanno saputo fare i discepoli e così, durante le tempeste

della nostra vita, ci accorgeremo di quanto Egli sia presente, anche se pare che dorma.

Quanto è doloroso il sonno di Dio!

Quanto ci spaventa e ci inquieta!

Eppure, nella vita interiore, succede di passare dei tempi, e dei lunghi tempi,

talvolta, senza percepire la sua presenza, afflitti, scoraggiati persi, con la barca

ormai piena d’acqua.

Animo, fratello che sperimenti il silenzio di Dio!

Coraggio, sorella che sperimenti l’abbandono e la disperazione!

Anche se Dio pare lontano, anche se sembra indifferente o, peggio, cinico

e crudele, Egli è il presente.

Discreto, silenzioso, immobile, ma presente, perciò, se vogliamo sentirlo più

vicino a noi, dobbiamo solo pregare in silenzio.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 28 gennaio 2021

Il Vangelo del Venerdì 29 Gennaio 2021

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

San Costanzo di Perugia, vescovo e martire.

Prima lettura dalla lettera agli Ebrei (10,32-39)

Fratelli, richiamate alla memoria quei primi giorni: dopo aver ricevuto la luce

di Cristo, avete dovuto sopportare una lotta grande e penosa, ora esposti

pubblicamente a insulti e persecuzioni, ora facendovi solidali con coloro che

venivano trattati in questo modo.

Infatti avete preso parte alle sofferenze dei carcerati e avete accettato con gioia di

essere derubati delle vostre sostanze, sapendo di possedere beni migliori e duraturi.

Non abbandonate dunque la vostra franchezza, alla quale è riservata una

grande ricompensa.

Avete solo bisogno di perseveranza, perché, fatta la volontà di Dio, otteniate

ciò che vi è stato promesso.

Ancora un poco, infatti, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà.

Il mio giusto per fede vivrà; ma se cede, non porrò in lui il mio amore.

Noi però non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini

di fede per la salvezza della nostra anima.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (4,26-34) anno dispari.

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo

che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme

germoglia e cresce.

Come, egli stesso non lo sa.

Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno

nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è

arrivata la mietitura».

Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola

possiamo descriverlo?

È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più

piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce

e diventa più grande di tutte le piante dell'orto e fa rami così grandi che gli

uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».

Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come

potevano intendere.

Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La Parola che accogliamo e che porta frutto in noi, che germoglia quando meno ce

lo aspettiamo, che porta frutto per coloro che ci stanno accanto è da condividere.

Se la fede, in qualche modo, ha acceso in noi una speranza, un modo nuovo di vedere

le cose, allora la nostra vita cambia e chi ci sta accanto si accorge che qualcosa,

in noi, è cambiato.

Senza diventare degli arroganti, senza imitare la logica aggressiva di questo mondo,

siamo chiamati a lasciar brillare la luce della fede nella nostra vita, a porla in alto

nelle nostre scelte.

A volte rischiamo di temere il giudizio del mondo, non va certo di moda, oggi,

dirsi cattolici!, e la fede si nasconde nelle sacrestie invece di brillare nelle strade

e nelle scelte quotidiane!

Ciò che dobbiamo fare è lasciar brillare in noi la luce della misericordia e della

compassione, quella misura traboccante con cui giudichiamo gli altri con onestà

(non si tratta certo di chiudere gli occhi davanti alle brutture delle persone!) ma

vedendovi, anche, la possibilità di cambiare, di convertire il nostro cuore.

E sappiamo tutti di quanta benevolenza e positività necessita il nostro mondo

affaticato e cupo; ma anche di tanta preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 27 gennaio 2021

Il Vangelo del Giovedì 28 Gennaio 2021

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

San Tommaso d'Aquino, Sacerdote e Dottore della Chiesa.

Prima lettura dalla lettera agli Ebrei (10,19-25)

Fratelli, poiché abbiamo piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del

sangue di Gesù, via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso

il velo, cioè la sua carne, e poiché abbiamo un sacerdote grande nella casa di Dio,

accostiamoci con cuore sincero, nella pienezza della fede, con i cuori purificati

da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.

Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno

di fede colui che ha promesso.

Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle

opere buone.

Non disertiamo le nostre riunioni, come alcuni hanno l'abitudine di fare, ma

esortiamoci a vicenda, tanto più che vedete avvicinarsi il giorno del Signore.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (4,21-25) anno dispari.

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere

messa sotto il moggio o sotto il letto?

O non invece per essere messa sul candelabro?

Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di

nascosto che non debba essere messo in luce.

Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!.

Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate.

Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più.

Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La lampada brilla, è nata per fare luce.

È sciocco nasconderla, metterla sotto uno sgabello, deve stare in alto, portare

luce a chi è nella stanza.

Spesso, invece, la flebile fiammella della nostra fede è abbandonata in uno

sgabuzzino della nostra vita, e la tiriamo fuori solo nelle feste comandate.

Ci vergogniamo della nostra fede, a volte perché non sappiamo difenderla,

più spesso perché abbiamo paura di sfigurare davanti alla modernità.

Per potere illuminare la nostra vita e quella degli altri, ci dobbiamo porre non

come arroganti detentori della verità, ma come persone che sanno ascoltare

senza pregiudizio, con una misura generosa, con misericordia.

Nella mia esperienza ho incontrato più anticlericali che atei, persone che hanno

avuto un brutto incontro con noi cristiani.

Animo, amici, non c’è nulla di nascosto che non debba venire alla luce; lasciamo

che sia il Signore a illuminare la nostra vita e, attraverso di noi, la vita di coloro

che oggi incontreremo e che, attraverso il nostro ascolto, la nostra assenza di giudizio,

la nostra affabilità e simpatia, potranno ricevere la luce del sorriso del maestro

Gesù, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

martedì 26 gennaio 2021

Il Vangelo del Mercoledì 27 Gennaio 2021

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

Sant'Angela Merici, vergine.

Prima lettura dalla lettera agli Ebrei (10,11-18)

Fratelli, ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e a offrire

molte volte gli stessi sacrifici, che non possono mai eliminare i peccati.

Cristo, invece, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati, si è assiso per

sempre alla destra di Dio, aspettando ormai che i suoi nemici vengano posti

a sgabello dei suoi piedi.

Infatti, con un’unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.

A noi lo testimonia anche lo Spirito Santo.

Infatti, dopo aver detto: «Questa è l’alleanza che io stipulerò con loro dopo

quei giorni, dice il Signore: io porrò le mie leggi nei loro cuori e le imprimerò nella

loro mente», dice: «e non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità».

Ora, dove c’è il perdono di queste cose, non c’è più offerta per il peccato.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (4,1-20) anno dispari.

In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare.

Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si

mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva.

Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento:

«Ascoltate, ecco, il seminatore uscì a seminare.

Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono.

Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito

germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu

bruciata e, non avendo radici, seccò.

Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto.

Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero

e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno».

E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».

Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo

interrogavano sulle parabole.

Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che

sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano,

ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».

E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole?

Il seminatore semina la Parola.

Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando

l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro.

Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola,

subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e

quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della

Parola, subito vengono meno.

Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la

Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della

ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto.

Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la

Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Semina, il seminatore.

Semina senza avarizia, semina anche sul terreno sassoso e improduttivo, semina

senza selezionare un terreno in particolare, semina perché spera.

Gesù ci svela il volto di un Dio che non si stanca di spargere la sua Parola, che non

ci tratta come bambini da indottrinare, ma come persone da maturare, come adulti

che scelgono se far fiorire in sé l’abbondanza della Parola.

Ma, lo sappiamo bene, le preoccupazioni di ogni giorno e le prove della vita

soffocano i teneri germogli.

Distrazioni, tensioni, scoraggiamenti, un ritmo di vita inumano, in particolar modo

ora con questa pandemia, rischiano di allontanarci da noi stessi.

E allora la tenera spiga soffoca, non giunge a maturazione.

Pur avendo accolto e amato la Parola, questa non riesce veramente a cambiare il

nostro modo di vedere.

Ma, lo sappiamo, se abbiamo consapevolezza del nostro limite, se, almeno un poco,

ci riconosciamo nei terreni poveri della parabola, diventiamo terreno buono che produce.

Ammettendo il nostro limite, riconoscendolo, dissodiamo la scorza del nostro

orgoglio interiore e portiamo frutto.

È Dio che fa crescere, come dice san Paolo, anche se, oggi, sono gli uomini

a seminare e, la preghiera ci fa maturare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 25 gennaio 2021

Il Vangelo del Martedì 26 Gennaio 2021

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

San Timoteo e Tito, Vescovi.

Prima lettura dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (1,1-8)

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio e secondo la promessa della

vita che è in Cristo Gesù, a Timòteo, figlio carissimo: grazia, misericordia e

pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro.

Rendo grazie a Dio che io servo, come i miei antenati, con coscienza pura,

ricordandomi di te nelle mie preghiere sempre, notte e giorno.

Mi tornano alla mente le tue lacrime e sento la nostalgia di rivederti per essere

pieno di gioia.

Mi ricordo infatti della tua schietta fede, che ebbero anche tua nonna Lòide

e tua madre Eunìce, e che ora, ne sono certo, è anche in te.

Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante

l'imposizione delle mie mani.

Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza.

Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono

in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (10,1-9) anno dispari.

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti

a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!

Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!

Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca,

né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.

In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!".

Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti

ritornerà su di voi.

Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché

chi lavora ha diritto alla sua ricompensa.

Non passate da una casa all'altra.

Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto,

guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio"».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Ieri abbiamo celebrato la conversione di Paolo, oggi celebriamo i frutti di quella

Conversione; la santità di due suoi discepoli, Timoteo e Tito, destinatari di

alcuni suoi scritti.

È frizzante la prima esperienza cristiana, colma di entusiasmi, di luci, di

conversioni, di passione.

Così la fede di Paolo contagia le comunità che incontra, le rianima, le orienta, le motiva.

Dalle sue lettere impariamo a conoscere una Chiesa dinamica, in continua evoluzione,

embrionale ma già definita, ancora in movimento ma già basata su alcuni principi

che, bene o male, ritroviamo ancora oggi.

Il “sì” di Paolo alla chiamata del Signore ha prodotto molti frutti, molta santità,

molte conversioni.

Il “sì” di Paolo ha suscitato il “sì” di molti altri, fra cui Tito e Timoteo.

Il “sì” di questi due discepoli ha permesso al vangelo di giungere ad altri cuori,

di convertire numerose altre vite.

Se la nostra vita diventa un “no” all’azione di Dio, molti uomini e donne, attorno

a noi, dopo di noi, non sentiranno parlare del Signore Gesù.

Celebrare, oggi, il “sì” di due discepoli vissuti così lontani nel tempo, ci ricorda che la

catena della fede è fatta di tanti piccoli anelli che si uniscono per giungere fino a noi.

Facciamo diventare la nostra giornata, la nostra vita, un grande “sì” al Signore, perché

molti altri, un giorno possano conoscere la gioia dell’appartenere a Cristo,

attraverso la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 24 gennaio 2021

Il Vangelo del Lunedì 25 Gennaio 2021

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

Conversione di San Paolo, Apostolo.

Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (22,3-16)

In quei giorni, Paolo disse al popolo: «Io sono un Giudeo, nato a Tarso in Cilìcia,

ma educato in questa città, formato alla scuola di Gamalièle nell'osservanza

scrupolosa della Legge dei padri, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.

Io perseguitai a morte questa Via, incatenando e mettendo in carcere uomini e

donne, come può darmi testimonianza anche il sommo sacerdote e tutto il

collegio degli anziani.

Da loro avevo anche ricevuto lettere per i fratelli e mi recai a Damasco per condurre

prigionieri a Gerusalemme anche quelli che stanno là, perché fossero puniti.

Mentre ero in viaggio e mi stavo avvicinando a Damasco, verso mezzogiorno,

all'improvviso una grande luce dal cielo sfolgorò attorno a me; caddi a terra e

sentii una voce che mi diceva: "Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?".

Io risposi: "Chi sei, o Signore?".

Mi disse: "Io sono Gesù il Nazareno, che tu perséguiti".

Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono la voce di colui che mi parlava.

Io dissi allora: "Che devo fare, Signore?".

E il Signore mi disse: "Àlzati e prosegui verso Damasco; là ti verrà detto tutto

quello che è stabilito che tu faccia".

E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per

mano dai miei compagni giunsi a Damasco.

Un certo Ananìa, devoto osservante della Legge e stimato da tutti i Giudei là

residenti, venne da me, mi si accostò e disse: "Saulo, fratello, torna a vedere!".

E in quell'istante lo vidi.

Egli soggiunse: "Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua

volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca, perché

gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito.

E ora, perché aspetti?

Àlzati, fatti battezzare e purificare dai tuoi peccati, invocando il suo nome"».

Parola di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco (16,15-18) anno dispari.

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il

mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.

Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.

Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome

scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e,

se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai

malati e questi guariranno».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Paolo è l’unico santo di cui celebriamo la conversione.

Gli studiosi ci dicono che sono due le forme di conversione principale; quella

improvvisa, folgorante, che ti afferra e ti cambia radicalmente, e quella più

riflessiva, culmine di un lungo percorso di discernimento e di conoscenza.

Ma nell’uno come nell’altro caso, la conversione dura tutta la vita e non è raro

leggere di credenti che, ben oltre la metà della loro vita, hanno ricevuto un’ennesima

chiamata ad un cambiamento radicale che li ha portati su strade inattese.

Come se vogliamo, la mia conversione, che arrivata inattesa, ma poi rifiutata,

troppe incomprensioni con il Signore, ma col tempo sono arrivato a fare quello

che faccio oggi, tutti i giorni, ed ancora oggi non sono rose e fiori, perché

continuamente faccio tante domande al Signore e, mi arrabbio pure, perciò,

non è semplice la conversione, ma possibile.

Per noi, oggi, il richiamo alla conversione di Paolo ci spinge a fare memoria

della nostra personale conversione, subitanea o frutto di un lungo percorso

che sia, e a impegnarci al cambiamento che anche da devoti (proprio come

lo zelota Saulo) dobbiamo fare.

Attenzione amici, che non è facile, e solo la preghiera ci può aiutare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.