sabato 9 maggio 2020

Il Vangelo di Domenica 10 Maggio 2020


Della 5° Domenica di Pasqua.
Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (6,1-7)
In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca
mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell'assistenza quotidiana,
venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto
che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense.
Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito
e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico.
Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede
e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un
prosèlito di Antiòchia.
Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.
Parola di Dio.
Seconda lettura dalla prima lettera di san Pietro apostolo (2,4-9)
Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta
e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio
spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio,
mediante Gesù Cristo.
Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d'angolo, scelta,
preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori
hanno scartato è diventata pietra d'angolo e sasso d'inciampo, pietra di scandalo.
Essi v'inciampano perché non obbediscono alla Parola.
A questo erano destinati.
Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio
si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato
dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo dal Vangelo secondo Giovanni (14,1-12) anno A.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore.
Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.
Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore.
Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto?
Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò
con me, perché dove sono io siate anche voi.
E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?».
Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete
e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?
Chi ha visto me, ha visto il Padre.
Come puoi tu dire: Mostraci il Padre?
Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?
Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me,
compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me.
Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che
io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Non dobbiamo avere paura, dice Gesù.
E usa il verbo che indica il timore suscitato dalla tempesta in mare.
È vero; nelle vicende della vita molto spesso ci sentiamo come in mezzo ad
una tempesta, senza riuscire a governare la barca.
Il clima di tensione che viviamo, la precarietà economica, lo sbrici
il clima,
la sensazione di essere alla fine di un’epoca.
Non abbiate paura, ci rassicura il Signore, confidiamo in Lui, casa del Padre,
che ha posto nel suo cuore, che ci prepara un posto.
In mezzo alle vicende della vita Gesù Maestro ci indica la strada per scoprire
il vero volto di Dio e, di riflesso, il volto di noi stessi.
Sono le parole forti che la liturgia ci consegna, oggi, parole che Gesù ha
pronunciato, secondo l’evangelista Giovanni, durante la sua ultima cena,
una sorta di testamento per i discepoli. Come?
A Tommaso Gesù indica un percorso, una strada.
Agli inizi della Chiesa i cristiani erano definiti “quelli della via”, coloro che
seguono un cammino.
Invece, oggi, molti concepiscono la fede come una casa, un rifugio, un bunker,
un pacco di verità inamovibili cui credere. Che buffo.
È dinamico, il cristianesimo, è sempre per strada, colui che segue chi non ha
dove posare il capo non può illudersi di essere cristiano una volta per sempre!
E Gesù risponde allo spaesato Tommaso, che ha appena saputo, ma non capito
fino in fondo, che il Signore ci precede, va altrove, non ci lascia soli, ma ci
invita a rimboccarci le maniche.
Per restare fiduciosi, dice Gesù, dobbiamo fidarci di Lui che è via, verità e vita.
Via!
Essere cristiani, a volte lo dimentichiamo, significa seguire Gesù,
imitare Gesù e fidarsi di lui.
Conoscerlo, anzitutto, e lasciarci amare.
Frequentare la sua Parola nella meditazione, cercarlo nella preghiera personale
e comunitaria, riconoscerlo nel volto del fratello povero.
Il cristianesimo è una proposta di cambiamento radicale del nostro modo di
vedere il mondo e Dio.
E lo facciamo ascoltando e seguendo il Maestro.
In un mondo stracolmo di opinionisti e piccoli leader che urlano gli uni contro
gli altri, Gesù indica se stesso come percorso, la porta attraverso cui le pecore
possono uscire dai tanti recinti (anche religiosi!) in cui ci hanno rinchiusi.
Diventare cristiani significa amare come Gesù ha amato, seguire la via,
che non è un insieme di belle nozioni, ma una persona.
Verità!
Gesù è la verità.
Verità che esiste e che chiede di essere accolta in un mondo che nega la
possibilità stessa che esista una verità (eccetto una; quella che non esiste
nessuna verità!), o che riduce la verità a livello di opinione, in un malinteso
senso di tolleranza, mettendo tutto e tutti sullo stesso piano, come se la libertà
significasse che nulla più è autentico.
In un mondo che tutto relativizza, Gesù, con determinazione ma senza arroganza,
con autorevolezza ma senza supponenza, pretende di conoscere la verità su
Dio e sugli uomini.
All’uomo contemporaneo che, come Pilato, gioca a fare il cinico e chiede cos’è
la verità, la Chiesa proclama non una dottrina ma, nuovamente, una persona;
Gesù è la verità, dice la verità, ci conduce alla verità.
E la verità è evidente, si impone, non ha da convincere.
Ma solo un cuore onesto, disincantato, ragionevole è in grado di coglierla.
Ciò che il cercatore di Dio è invitato a fare è mettersi in gioco, fino in fondo,
non barare, non impigrirsi ma cercare, restare aperto e disponibile alla crescita
intellettuale ed interiore.
E, se possibile, dedicare qualche energia alla conoscenza; non se ne può più
di un cristianesimo approssimativo e solo emotivo!
Vita!
Chi ha scoperto Gesù nel proprio percorso può affermare con assoluta verità
che il Signore gli ha donato la vita.
Esiste una vita biologica che può anche essere intesa e coinvolgente.
Ma una vita interiore, spirituale, allarga l’orizzonte, ci situa in un progetto di
cui siamo chiamati a far parte, ci cambia radicalmente la vita biologica,
riempiendola di una gioia intima, profonda, eterna.
Gesù è la vita e dona la vita e il cristiano ama la vita e la dona.
Anche se la propria vita è acciaccata o dolorante, il discepolo sa che è un
gigantesco progetto d’amore quello che si sta manifestando nel nostro mondo.
Tommaso si fida.
Fra qualche ora farà i conti con l’affondamento della propria barca,
delle proprie fragili certezze.
Ma, dopo una dolorosa conversione, il Risorto lo incontrerà, otto giorni dopo Pasqua.
Anche noi amici, siamo attesi da Gesù come fece con Tommaso e, ci chiederà
di aprirci a Lui, perché solo Lui è; Via, Verità e Vita.
Santa Domenica amici, in Cristo Gesù che ci indica la sua via, con un grande augurio
di amore verso le mamme, in particolare alla mia mamma che non c’è più Fausto.

venerdì 8 maggio 2020

Il Vangelo del Sabato 9 Maggio 2020


Della 4° settimana di Pasqua.
Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (13,44-52)
Il sabato seguente quasi tutta la città [di Antiòchia] si radunò per ascoltare
la parola del Signore.
Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con
parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo.
Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse
proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non
vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani.
Così infatti ci ha ordinato il Signore: Io ti ho posto per essere luce delle genti,
perché tu porti la salvezza sino all'estremità della terra».
Nell'udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore,
e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero.
La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione.
Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e
suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal loro territorio.
Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio.
I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,7-14) anno pari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete
anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?
Chi ha visto me, ha visto il Padre.
Come puoi tu dire: Mostraci il Padre?
Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?
Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane
in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me.
Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che
io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.
E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia
glorificato nel Figlio.
Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Le Parole di Gesù sono semplici, eppure di grande profondità; Filippo si sarebbe
aspettato chissà quale rivelazione riguardo il mistero del Padre, di come poterlo
incontrare e di come potergli parlare.
Ma Gesù, spiazzandolo, gli dice che non c’è bisogno di andare chissà dove o di
compiere chissà quale difficile pratica religiosa.
Per vedere il Padre basta guardare Gesù, ascoltare la sua voce e seguire il
suo insegnamento.
Dio ha deciso di rivelarsi completamente attraverso il volto di suo Figlio.
Questo vale anche per noi; Dio non è lontano, anzi è più vicino a noi di quanto
pensiamo; basta guardare al Signore con le fede e con l’amore, ed Egli ci porterà
direttamente a contemplare il volto misericordioso del Padre che ama ascoltare
i suoi figli e conversare con loro.
È vero amici, anch’io parlo con il Padre, che problema c’è, non è fatica, per
meditare il Vangelo, cosa pensate che faccia?, semplicemente, mi rivolgo a Lui
come mi rivolgevo a mio padre quando era al mondo e avevo bisogno di un
consiglio; poi prego.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 7 maggio 2020

Il Vangelo del Venerdì 8 Maggio 2020


Della 4° settimana di Pasqua.
Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (13,26-33)
In quei giorni, [Paolo, giunto ad Antiòchia di Pisìdia, diceva nella sinagoga:]
«Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio,
a noi è stata mandata la parola di questa salvezza.
Gli abitanti di Gerusalemme infatti e i loro capi non hanno riconosciuto Gesù
e, condannandolo, hanno portato a compimento le voci dei Profeti che si leggono
ogni sabato; pur non avendo trovato alcun motivo di condanna a morte, chiesero
a Pilato che egli fosse ucciso.
Dopo aver adempiuto tutto quanto era stato scritto di lui, lo deposero dalla croce
e lo misero nel sepolcro.
Ma Dio lo ha risuscitato dai morti ed egli è apparso per molti giorni a quelli che
erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, e questi ora sono testimoni di
lui davanti al popolo.
E noi vi annunciamo che la promessa fatta ai padri si è realizzata, perché Dio
l'ha compiuta per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel
salmo secondo: Mio figlio sei tu, io oggi ti ho generato».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,1-6) anno pari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore.
Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.
Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore.
Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto?
Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò
con me, perché dove sono io siate anche voi.
E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo
conoscere la via?».
Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
C’è tristezza nelle parole del Signore e nella struggente richiesta di Tommaso,
che non riesce a cogliere la gravità del momento.
Ora che tutto sembra filare liscio, ora che hanno capito qualcosa di Dio, perché
mai il Signore se ne dovrebbe andare?
Certo, Tommaso non sa che fra poco il Maestro salirà sul patibolo, seguirlo ora
sarebbe una follia.
Meglio che tutti fuggano per avere salva la vita, dopo, solo dopo capiranno,
e si metteranno nuovamente in gioco. Ora no.
Cerchiamo la strada nella nostra vita?
Gesù è la strada che ci porta verso il Padre, ma è anche la verità che ci rivela
a Dio, ci rivela Dio, ci rivela a noi stessi.
Gesù è la vita, colui che dona la vita, colui che imitiamo per avere la vita.
Capisce, Tommaso.
Capisce nel profondo, perché sa che davvero il Signore è colui che conduce
alla vita vera, in pienezza.
Ecco la nostra fede, amici, noi seguiamo il Nazareno che diventa per noi strada
che porta alla verità e alla vita.
Ma se abbiamo qualche perplessità, lasciamoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 6 maggio 2020

Il Vangelo del Giovedì 7 Maggio 2020


Della 4° settimana di Pasqua.
Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (13,13-25)
Salpàti da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge, in Panfìlia.
Ma Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme.
Essi invece, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia, e,
entrati nella sinagòga nel giorno di sabato, sedettero.
Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagòga mandarono a dire
loro: «Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate!».
Si alzò Paolo e, fatto cenno con la mano, disse: «Uomini d'Israele e voi timorati
di Dio, ascoltate.
Il Dio di questo popolo d'Israele scelse i nostri padri e rialzò il popolo durante
il suo esilio in terra d'Egitto, e con braccio potente li condusse via di là.
Quindi sopportò la loro condotta per circa quarant'anni nel deserto, distrusse
sette nazioni nella terra di Canaan e concesse loro in eredità quella terra per circa quattrocentocinquanta anni.
Dopo questo diede loro dei giudici, fino al profeta Samuèle.
Poi essi chiesero un re e Dio diede loro Sàul, figlio di Chis, della tribù di Beniamino,
per quarant'anni.
E, dopo averlo rimosso, suscitò per loro Davide come re, al quale rese questa
testimonianza: Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore;
egli adempirà tutti i miei voleri.
Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per
Israele, Gesù.
Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione
a tutto il popolo d'Israele.
Diceva Giovanni sul finire della sua missione: Io non sono quello che voi pensate!
Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (13,16-20) anno pari.
[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro: «In verità, in verità
io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande
di chi lo ha mandato.
Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la
Scrittura: Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno.
Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate
che Io sono.
In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me;
chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Troppe volte vorremmo la gloria scansando la sofferenza; seguire le orme del
Maestro significa salire sul Golgota.
Ma non siamo soli in questo (difficile) percorso; il Signore, il pastore, è sempre
con noi e ci accompagna, Lui ci ha scelti, nonostante le nostre contraddizioni,
nonostante i nostri evidenti limiti.
Attenti, ci ammonisce il Signore, a non perderci come Giuda, che smette di essere
discepolo per diventare maestro.
Convinto che la politica operata da Gesù non porti frutti, Giuda combina un
pasticcio pensando di farlo incontrare col Sinedrio.
Forse Giuda vuole forzare i tempi, obbligare il Signore a manifestarsi.
Davanti all’inganno che subisce, Giuda stesso si pentirà, ma sarà troppo tardi.
Non mettiamoci al posto di Gesù nel senso di decidere al posto suo; sia Egli a
condurre la vita che mettiamo a sua disposizione per la diffusione del Regno.
Verissimo amici, anch’io all’inizio, ho combinato un pasticcio, pensavo di essere
più bravo del Signore, fortunatamente con l’aiuto della preghiera, sono riuscito a
fermarmi, capire il mio errore e convertirmi.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


martedì 5 maggio 2020

Il Vangelo del Mercoledì 6 Maggio 2020


Della 4° settimana di Pasqua.
Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (12,24-13,5a)
In quei giorni, la parola di Dio cresceva e si diffondeva.
Bàrnaba e Sàulo poi, compiuto il loro servizio a Gerusalemme, tornarono
prendendo con sé Giovanni, detto Marco.
C'erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger,
Lucio di Cirène, Manaèn, compagno d'infanzia di Erode il tetràrca, e Sàulo. Mentre
essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse:
«Riservate per me Bàrnaba e Sàulo per l'opera alla quale li ho chiamati».
Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono.
Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, scesero a Selèucia e di qui salparono per Cipro.
Giunti a Salamina, cominciarono ad annunciare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei.
Parola di Dio.
Dal Vangelo dal Vangelo secondo Giovanni (12,44-50) anno pari.
In quel tempo, Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui
che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato.
Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga
nelle tenebre.
Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non
sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.
Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho
detto lo condannerà nell'ultimo giorno.
Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha
ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire.
E io so che il suo comandamento è vita eterna.
Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
È luce, il Signore.
Le sue parole illuminano le nostre scelte, rischiarano le nostre tenebre.
La fede, come più volte abbiamo detto, è la luce che illumina la nostra stanza
interiore, è come se vivessimo in un luogo oscuro; impariamo a muoverci, col
passare degli anni, a riconoscere gli oggetti che ci stanno attorno, ad avere
una vita “normale”.
Poi, d’improvviso, qualcuno apre gli scuri e la luce del sole entra nella nostra stanza.
Gli oggetti sono gli stessi, la nostra vita è la stessa, ma ora tutto ha un aspetto diverso;
ciò che in precedenza non riuscivamo a capire è chiaro, e nulla più ci fa paura.
La fede diventa misura dell’essere e dell’agire.
Accogliere le parole del Signore, fidarsi di Lui, significa fare questa bruciante
esperienza di novità che cambia il nostro modo di vedere le cose.
La stessa Parola, però, discrimina e giudica.
Chi si ostina a non lasciare entrare la luce si condanna a vivere nell’oscurità.
La tenebra, quindi, non è “punizione” divina ma conseguenza della nostra libera scelta.
Lasciamo che la Parola, oggi e sempre, illumini e riscaldi la nostra vita, motivi
e orienti le nostre scelte quotidiane, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.