mercoledì 22 gennaio 2020

Il Vangelo del Giovedì 23 Gennaio 2020


Della 2° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal primo libro di Samuèle (18,6-9;19,1-7)
In quei giorni, mentre Davide tornava dall'uccisione del Filisteo, uscirono le
donne da tutte le città d'Israele a cantare e a danzare incontro al re Saul,
accompagnandosi con i tamburelli, con grida di gioia e con sistri.
Le donne cantavano danzando e dicevano: «Ha ucciso Saul i suoi mille
e Davide i suoi diecimila».
Saul ne fu molto irritato e gli parvero cattive quelle parole.
Diceva: «Hanno dato a Davide diecimila, a me ne hanno dati mille.
Non gli manca altro che il regno».
Così da quel giorno in poi Saul guardava sospettoso Davide.
Saul comunicò a Giònata, suo figlio, e ai suoi ministri di voler uccidere Davide.
Ma Giònata, figlio di Saul, nutriva grande affetto per Davide.
Giònata informò Davide dicendo: «Saul, mio padre, cerca di ucciderti.
Sta' in guardia domani, sta' al riparo e nasconditi. Io uscirò e starò al fianco
di mio padre nella campagna dove sarai tu e parlerò in tuo favore a mio padre.
Ciò che vedrò te lo farò sapere».
Giònata parlò dunque a Saul, suo padre, in favore di Davide e gli disse: «Non
pecchi il re contro il suo servo, contro Davide, che non ha peccato contro di
te, che anzi ha fatto cose belle per te.
Egli ha esposto la vita, quando abbatté il Filisteo, e il Signore ha concesso
una grande salvezza a tutto Israele.
Hai visto e hai gioito.
Dunque, perché pecchi contro un innocente, uccidendo Davide senza motivo?».
Saul ascoltò la voce di Giònata e giurò: «Per la vita del Signore, non morirà!».
Giònata chiamò Davide e gli riferì questo colloquio.
Poi Giònata introdusse presso Saul Davide, che rimase alla sua presenza come prima.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (3,7-12) anno pari.
In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì
molta folla dalla Galilea.
Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall'Idumea e da oltre il Giordano e dalle
parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.
Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della
folla, perché non lo schiacciassero.
Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano
su di lui per toccarlo.
Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu
sei il Figlio di Dio!».
Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Teniamo pronta una barca per il Signore, perché non lo schiaccino
gli ammalati, gettandoglisi addosso.
Una barca anche piccola che gli permetta di distanziarsi qualche metro
da riva e continuare a predicare.
Ci spaventa, la malattia, ci inquieta, ci obbliga a interrogarci sul senso
della nostra vita, chiaramente fa affiorare il nostro limiti.
Ne abbiamo paura, e molta, e allora ricorriamo a Dio, anche se non
crediamo, anche se non lo abbiamo mai coinvolto nelle nostre scelte,
nel nostro percorso di vita.
E allora ci gettiamo addosso a Dio, lo preghiamo, lo supplichiamo,
lo insultiamo, ci arrabbiamo pure, non ho vergogna, amici, l’ho fatto
anch’io, per gli altri, non per me, e mi sono pure offeso con Lui.
E Dio prende le distanze, si discosta da noi e sarebbe per noi fare altrettanto,
porre una distanza che ci aiuti a capire cosa è bene fare per la nostra vita,
solo così possiamo capire tutto il suo amore, fidatevi amici, e per questo
ci ha dato la preghiera, perché possa aiutarci in questi momenti. 
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

martedì 21 gennaio 2020

Il Vangelo del Mercoledì 22 Gennaio 2020


Della 2° settimana del Tempo Ordinario.
S. Vincenzo, diacono e martire.
1° Lettura dal primo libro di Samuèle (17,32-33.37.40-51)
In quei giorni, Davide disse a Saul: «Nessuno si perda d'animo a causa di costui.
Il tuo servo andrà a combattere con questo Filisteo».
Saul rispose a Davide: «Tu non puoi andare contro questo Filisteo a combattere
con lui: tu sei un ragazzo e costui è uomo d'armi fin dalla sua adolescenza».
Davide aggiunse: «Il Signore che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle
unghie dell'orso, mi libererà anche dalle mani di questo Filisteo».
Saul rispose a Davide: «Ebbene va' e il Signore sia con te».
Davide prese in mano il suo bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente
e li pose nella sua sacca da pastore, nella bisaccia; prese ancora in mano la
fionda e si avvicinò al Filisteo.
Il Filisteo avanzava passo passo, avvicinandosi a Davide, mentre il suo
scudiero lo precedeva.
Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perché era
un ragazzo, fulvo di capelli e di bell'aspetto.
Il Filisteo disse a Davide: «Sono io forse un cane, perché tu venga a me con un bastone?».
E quel Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi dèi.
Poi il Filisteo disse a Davide: «Fatti avanti e darò le tue carni agli uccelli del
cielo e alle bestie selvatiche».
Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l'asta.
Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d'Israele,
che tu hai sfidato.
In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e ti
staccherò la testa e getterò i cadaveri dell'esercito filisteo agli uccelli del cielo e
alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele.
Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o della
lancia, perché del Signore è la guerra ed egli vi metterà certo nelle nostre mani».
Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse a
prendere posizione in fretta contro il Filisteo.
Davide cacciò la mano nella sacca, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda
e colpì il Filisteo in fronte.
La pietra s'infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra.
Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra,
colpì il Filisteo e l'uccise, benché Davide non avesse spada.
Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo
uccise, poi con quella gli tagliò la testa.
I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (3,1-6) anno pari.
In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga.
Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere
se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!».
Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male,
salvare una vita o ucciderla?».
Ma essi tacevano.
E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro
cuori, disse all'uomo: «Tendi la mano!».
Egli la tese e la sua mano fu guarita.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di
lui per farlo morire.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La legge può uccidere, anche la legge divina quando incontra dei cuori
induriti e arroganti di chi pensa di essere dalla parte del giusto.
Gesù solo mette nel mezzo, al centro della propria riflessione il bene dell’uomo
dalla mano paralizzata.
Ai farisei importa solo coglierlo in fallo, vedere se trasgredisce la norma.
È indignato Gesù, rattristato nel vedere come una legge donata da Dio per il
bene diventa occasione di ottusità e ingiustizia.
È indignato, Gesù mette al centro l’uomo e il suo dolore, senza porre condizioni,
senza ingessarsi in una sterile devozione.
Vegliamo su di noi e sulla nostra Chiesa; ci sia sempre il bene dell’uomo, di ogni
uomo, messo al centro, non la legge.
Certo amici, per il Signore contiamo noi, non le leggi, ringraziamolo
attraverso la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 20 gennaio 2020

Il Vangelo del Martedì 21 Gennaio 2020


Della 2° settimana del Tempo Ordinario.
Sant’Agnese, vergine e martire.
1° Lettura dal primo libro di Samuèle (16,1-13a)
In quei giorni, il Signore disse a Samuèle: «Fino a quando piangerai su Saul,
mentre io l’ho ripudiato perché non regni su Israele?
Riempi d’olio il tuo corno e parti.
Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re».
Samuèle rispose: «Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà».
Il Signore soggiunse: «Prenderai con te una giovenca e dirai: “Sono venuto per
sacrificare al Signore”.
Inviterai quindi Iesse al sacrificio.
Allora io ti farò conoscere quello che dovrai fare e ungerai per me colui che io ti dirò».
Samuèle fece quello che il Signore gli aveva comandato e venne a Betlemme; gli anziani
della città gli vennero incontro trepidanti e gli chiesero: «È pacifica la tua venuta?».
Rispose: «È pacifica. Sono venuto per sacrificare al Signore.
Santificatevi, poi venite con me al sacrificio».
Fece santificare anche Iesse e i suoi figli e li invitò al sacrificio.
Quando furono entrati, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore
sta il suo consacrato!».
Il Signore replicò a Samuèle: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura.
Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede
l’apparenza, ma il Signore vede il cuore».
Iesse chiamò Abinadàb e lo presentò a Samuèle, ma questi disse: «Nemmeno costui
il Signore ha scelto».
Iesse fece passare Sammà e quegli disse: «Nemmeno costui il Signore ha scelto».
Iesse fece passare davanti a Samuèle i suoi sette figli e Samuèle ripeté a Iesse: «Il Signore
non ha scelto nessuno di questi». Samuèle chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?».
Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge».
Samuèle disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola
prima che egli sia venuto qui».
Lo mandò a chiamare e lo fece venire.
Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto.
Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!».
Samuèle prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito
del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (2,23-28) anno pari.
In quel tempo, di sabato Gesù passava tra i campi di grano e i suoi discepoli,
mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.
I farisei gli dicevano: " Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?".
Ed egli rispose loro: " Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò
nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame?
Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell'offerta,
che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!".
E diceva loro: "Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato!
Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato".
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Le regole, la disciplina, le norme che la Chiesa si è data, la aiutano a restare
fedele al Maestro.
Così le norme e le regole che provengono da Dio; ci aiutano a diventare più
uomini, a scoprirci fratelli.
Purchè abbiamo l’onestà di distinguere cosa proviene da Dio e cosa è frutto
degli uomini.
Gesù risponde alle accuse dei farisei citando la Parola cui essi pretendono di
ispirarsi e che, invece, non conoscono affatto.
Esistono delle eccezioni alle regole, dice Gesù, e bisogna accogliere le regole
per ciò che sono; degli strumenti.
Ricordiamocelo, quando nella Chiesa riduciamo il Vangelo a una serie di
norme da osservare.
Il Vangelo non è delle norme, ma, la Parola del Signore, perciò, quando leggo
il Vangelo, io sto parlando con Dio stesso e, la preghiera ci aiuta ad entrare in
quel colloquio diretto con Lui.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 19 gennaio 2020

Il Vangelo del Lunedì 20 Gennaio 2020


Della 2° settimana del Tempo Ordinario.
San Fabiano, papa e martire-S. Sebastiano, martire.
1° Lettura dal primo libro di Samuèle (15,16-23)
In quei giorni, Samuèle disse a Saul: «Lascia che ti annunci ciò che il Signore
mi ha detto questa notte».
E Saul gli disse: «Parla!». Samuèle continuò: «Non sei tu capo delle tribù
d’Israele, benché piccolo ai tuoi stessi occhi?
Il Signore non ti ha forse unto re d’Israele?
Il Signore ti aveva mandato per una spedizione e aveva detto: “Va’, vota allo
sterminio quei peccatori di Amaleciti, combattili finché non li avrai distrutti”.
Perché dunque non hai ascoltato la voce del Signore e ti sei attaccato al
bottino e hai fatto il male agli occhi del Signore?».
Saul insisté con Samuèle: «Ma io ho obbedito alla parola del Signore, ho fatto
la spedizione che il Signore mi ha ordinato, ho condotto Agag, re di Amalèk,
e ho sterminato gli Amaleciti.
Il popolo poi ha preso dal bottino bestiame minuto e grosso, primizie di ciò
che è votato allo sterminio, per sacrificare al Signore, tuo Dio, a Gàlgala».
Samuèle esclamò: «Il Signore gradisce forse gli olocausti e i sacrifici quanto
l’obbedienza alla voce del Signore?
Ecco, obbedire è meglio del sacrificio,
essere docili è meglio del grasso degli arieti.
Sì, peccato di divinazione è la ribellione,be colpa e terafìm l’ostinazione.
Poiché hai rigettato la parola del Signore, egli ti ha rigettato come re».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (2,18-22) anno pari.
In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno.
Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli
dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo
sposo è con loro?
Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare.
Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il
rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore.
E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri,
e si perdono vino e otri.
Ma vino nuovo in otri nuovi!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
È uno sposo, il Signore Gesù.
A chi verrebbe in mente di seguire una dieta durante un banchetto di nozze?
Solo quando la percezione della sua presenza si affievolisce si ricorre al digiuno,
solo quando la notte della prova smorza la gioia si ricorre alla disciplina e la
nostalgia del Maestro diventa intollerabile dolore e desidera un nuovo incontro.
E così accade alle nostre devozioni; quando il Signore si fa sentire tutto diventa
piccolo e stretto, e ogni norma, ogni regola, fatta per dare una misura e un ordine
alla ricerca di fede, lasciano spazio alla novità della sua presenza.
Come un vestito nuovo che ci restituisce bellezza e dignità, così è l’incontro col
Signore Gesù che cambia radicalmente il nostro essere e il nostro credere.
Cerchiamo sempre il Signore senza stancarci mai, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 18 gennaio 2020

Il Vangelo di Domenica 19 Gennaio 2020


Della 2° Domenica del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (49,3.5-6)
Il Signore mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò
la mia gloria».
Il Signore che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre
a lui Giacobbe e a lui riunire Israele,-poiché ero stato stimato dal Signore
e Dio era stato la mia forza-mi disse: «E' troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti di Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino
all'estremità della terra».
Parola di Dio.
2° Lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (1,1-3)
Paolo, chiamato ad essere apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio,
e il fratello Sòstene, alla Chiesa di Dio che è in Corinto, a coloro che
sono stati santificati in Cristo Gesù, chiamati ad essere santi insieme a
tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo,
Signore nostro e loro: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro
e dal Signore Gesù Cristo.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (1,29-34) anno A.
In quel tempo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l'agnello
di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!
Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti,
perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con
acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele».
Giovanni rese testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una
colomba dal cielo e posarsi su di lui.
Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto:
L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza
in Spirito Santo.
E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Giovanni evangelista continua la sua riflessione, come una coda all’evento del battesimo.
Non gli basta testimoniare il gesto di un Dio penitente.
Non gli basta dire quanto questo Dio sia solidale con gli uomini, da subito, per sempre.
Non gli basta avere sentito al suo stupito maestro, il Battista, dal suo nuovo
Maestro, Gesù: «Lasciami fare».
Lasciamolo fare, cercatori di Dio, in questo anno che alza il sipario.
Lasciamo che sia Gesù a riempire i nostri giorni, a colmare la nostra ricerca.
E Giovanni si fa prestare la voce da Giovanni e manifesta la sua fede, professa
da subito la sua scoperta; Gesù di Nazareth è il Figlio di Dio.
L’atteso, l’inaudito.
Non siamo cristiani per solleticare la nostra devozione.
Siamo cristiani perché crediamo che il falegname di Nazareth è la presenza
stessa dell’Altissimo.
Gesù non è un brav’uomo, un profeta incompreso, è il sigillo di Dio, il suo
volto osteso e manifesto.
Ma Giovanni, i due Giovanni, osano di più.
Giovanni vede Gesù venire verso di lui.
Sempre Dio prende l’iniziativa, è sempre Lui a farsi vicino.
E afferma: Egli è l’agnello.
L’agnello, l’animale che viene ucciso senza un lamento.
L’agnello, simile al capro che il giorno di Kippur era caricato di tutti
i peccati del popolo e poi lasciato libero nel deserto.
Giovanni vede già, in quell’uomo, la determinazione e la mitezza,
la forza e la rassegnazione.
Resta senza parole, la voce.
No, si era sbagliato il Battista.
Il Messia non sarebbe venuto per gettare la pula nel fuoco inestinguibile,
non c’era nessuna ascia pronta ad abbattere nessun albero.
Il Messia, quel Messia, avrebbe zappato e concimato l’albero, in attesa di
un improbabile cambiamento.
Lo stupore del Battista è il nostro, la sua meditazione è la nostra; è sempre
così inatteso il nostro Dio, sempre così diverso da come ce lo immaginiamo!
Lo stupore cresce, si allarga, ora Giovanni è sicuro di ciò che, guardando,
ha visto; lo Spirito scende con abbondanza su Gesù e lo abita.
I gesti che Gesù compie sono colmi di interiorità, densi di spiritualità, cola
sui vestiti la profondità che lo abita.
Non è l’apparenza, ma l’essenza che stupefà il battezzatore.
Gesù è ricolmo di Spirito, prima ancora che pronunci una sola parola.
O meglio, Gesù è colui che è in grado di donare spirito in abbondanza.
Giovanni proclama ancora; Gesù è il figlio di Dio.
Non un grande uomo, non un profeta, non un uomo di tenerezza e compassione,
Egli è la presenza stessa di Dio.
Non c’è mediazione su questo, non reggono i sofismi e i sottili ragionamenti;
la comunità primitiva crede che Gesù di Nazareth, potente in parole ed opere,
non sia solo ispirato da Dio, ma parli con le parole stesse di Dio poiché in Lui
abita la presenza stessa del Verbo di Dio.
Dio è accessibile, è visibile, è chiaro, è manifesto, è incontrabile, è evidente;
e si racconta, si spiega, si dice e si rivela.
Giovanni ammette, non lo conoscevo.
Il più grande fra i profeti, il coerente, l’intransigente, il nazoreo votato a Dio,
l’asceta, il precursore, il mistico, afferma candidamente di non avere ancora
conosciuto il Signore, di non avere capito fino in fondo la portata immensa
della sua venuta.
Possiamo essere discepoli da anni, avere pregato e conosciuto, meditato e
studiato, percorso i sentieri dei pellegrini allo sfinimento senza conoscere
ancora la pienezza di Dio.
Non si è mai definitivamente arrivati alla pienezza.
Questo è ciò in cui crede la comunità di Giovanni.
Così come Isaia sogna la comunità di Israele non più chiusa in se stessa, intenta
a proteggersi, ma aperta all’annuncio del vero volto di Dio alle nazioni straniere,
così come Paolo augura ai cristiani di Corinto, città delirante e violenta, di essere
santi perché santificati da Cristo, anche noi siamo chiamati a dare testimonianza
al Figlio di Dio.
A credere e dire che Dio viene incontro ad ogni uomo, che perdona e salva, che si
fa carico di ogni nostra tenebra, che non ignora il peccato, lo assume, che paga i
debiti che abbiamo contratto con la vita, che non spegne la fiamma vacillante ed
è disposto a portare su di sé ogni dolore, ogni violenza, ogni follia.
A credere e dire che solo riprendendo in mano la spiritualità, rimettendo al centro
dell’annuncio il dono dello Spirito possiamo riconoscere i passi di Dio nella nostra vita.
A credere e dire che noi proclamiamo che Gesù, nostro maestro, uomo straordinario,
è la presenza stessa di Dio, un Dio che si vuol far conoscere, il Dio a cui convertire
il nostro cuore abitato da visioni piccine e demoniache della divinità.
Ad ammettere che di Lui ancora non sappiamo, luce tenebrosa, mistero luminosissimo.
Il mondo non ha bisogno di stanche comunità di sciupati cristiani che stentano ad
assolvere i compiti istituzionali, ma gruppi di discepoli riempiti dalla luce, testimoni
credibili come il Battista e il suo discepolo Giovanni.
Ed allora, amici, ci sentiamo riempiti di luce?
Allora, non nascondiamoci, ma facciamo luce a chi è nelle tenebre, buona Domenica Fausto.