giovedì 16 gennaio 2020

Il Vangelo del Venerdì 17 Gennaio 2020


Della 1° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal primo libro di Samuèle (8,4-7.10-22a)
In quei giorni, si radunarono tutti gli anziani d'Israele e vennero da Samuèle a Rama.
Gli dissero: «Tu ormai sei vecchio e i tuoi figli non camminano sulle tue orme.
Stabilisci quindi per noi un re che sia nostro giudice, come avviene per tutti i popoli».
Agli occhi di Samuèle la proposta dispiacque, perché avevano detto: «Dacci un
re che sia nostro giudice». Perciò Samuèle pregò il Signore.
Il Signore disse a Samuèle: «Ascolta la voce del popolo, qualunque cosa ti dicano,
perché non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non regni più su di loro».
Samuèle riferì tutte le parole del Signore al popolo che gli aveva chiesto un re.
Disse: «Questo sarà il diritto del re che regnerà su di voi: prenderà i vostri figli per
destinarli ai suoi carri e ai suoi cavalli, li farà correre davanti al suo cocchio, li farà
capi di migliaia e capi di cinquantine, li costringerà ad arare i suoi campi, mietere
le sue messi e apprestargli armi per le sue battaglie e attrezzature per i suoi carri.
Prenderà anche le vostre figlie per farle sue profumiere e cuoche e fornaie.
Prenderà pure i vostri campi, le vostre vigne, i vostri oliveti più belli e li darà
ai suoi ministri.
Sulle vostre sementi e sulle vostre vigne prenderà le decime e le darà ai suoi
cortigiani e ai suoi ministri.
Vi prenderà i servi e le serve, i vostri armenti migliori e i vostri asini e li adopererà
nei suoi lavori.
Metterà la decima sulle vostre greggi e voi stessi diventerete suoi servi.
Allora griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il Signore non vi ascolterà».
Il popolo rifiutò di ascoltare la voce di Samuèle e disse: «No! Ci sia un re su di noi.
Saremo anche noi come tutti i popoli; il nostro re ci farà da giudice, uscirà alla nostra
testa e combatterà le nostre battaglie».
Samuèle ascoltò tutti i discorsi del popolo e li riferì all'orecchio del Signore.
Il Signore disse a Samuèle: «Ascoltali: lascia regnare un re su di loro».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (2,1-12) anno pari.
Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni.
Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto
neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone.
Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il
tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono la barella su
cui era adagiato il paralitico.
Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla
così? Bestemmia!
Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?».
E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse
loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore?
Che cosa è più facile: dire al paralitico "Ti sono perdonati i peccati", oppure
dire "Àlzati, prendi la tua barella e cammina"?
Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere di perdonare i peccati
sulla terra, dico a te-disse al paralitico–: àlzati, prendi la tua barella e va' a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, 
e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai 
visto nulla di simile!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Ci paralizza, il peccato.
Ci impedisce di camminare, di procedere spediti, di volare in alto come delle aquile.
Ma Gesù è venuto per ridarci libertà, per farci uscire dalla tenebra, per aiutarci
a superare ogni peccato, ogni oscurità, ogni paralisi interiore.
Vero, amici, ne ho fatto esperienza anch’io, anni fa, quando per me non esisteva
il Signore, lo consideravo un intrigo, un rompiscatole che voleva usarci per i suoi scopi.
Io dicevo sempre, che se non ti serve aiuto perché andare in Chiesa e pregare,
era tutto tempo perso.
Poi è cambiato tutto, attraverso la sofferenza l’ho incontrato sulla mia strada
e mi disse: “Vieni e seguimi”.
Non è stato facile per me, ero troppo orgoglioso, non volevo fargli vedere che
avevo bisogno di Lui.
Ma Lui mi ha sorriso e preso per mano, non mio ha rinfacciato i miei errori,
mi ha semplicemente detto; puoi farcela, Io sono qui per aiutarti.
Ed attraverso la preghiera, è iniziata la mia splendida cavalcata;
sono finite le mie difficoltà?
No, ma riesco a portarle sempre con il sorriso e non mi pesano.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 15 gennaio 2020

Il Vangelo del Giovedì 16 Gennaio 2020


Della 1° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal primo libro di Samuèle (4,1b-11)
In quei giorni i Filistei si radunarono per combattere contro Israele.
Allora Israele scese in campo contro i Filistei.
Essi si accamparono presso Eben-Ezer mentre i Filistei s'erano accampati ad Afek.
I Filistei si schierarono contro Israele e la battaglia divampò, ma Israele fu
sconfitto di fronte ai Filistei, e caddero sul campo, delle loro schiere, circa
quattromila uomini.
Quando il popolo fu rientrato nell'accampamento, gli anziani d'Israele si
chiesero: «Perché ci ha sconfitti oggi il Signore di fronte ai Filistei?
Andiamo a prenderci l'arca dell'alleanza del Signore a Silo, perché venga in
mezzo a noi e ci liberi dalle mani dei nostri nemici».
Il popolo mandò subito alcuni uomini a Silo, a prelevare l'arca dell'alleanza
del Signore degli eserciti, che siede sui cherubini: c'erano con l'arca dell'alleanza
di Dio i due figli di Eli, Ofni e Fineès.
Non appena l'arca dell'alleanza del Signore giunse all'accampamento, gli Israeliti
elevarono un urlo così forte che ne tremò la terra.
Anche i Filistei udirono l'eco di quell'urlo e dissero: «Che significa quest'urlo
così forte nell'accampamento degli Ebrei?».
Poi vennero a sapere che era arrivata nel loro campo l'arca del Signore.
I Filistei ne ebbero timore e si dicevano: «È venuto Dio nell'accampamento!»,
ed esclamavano: «Guai a noi, perché non è stato così né ieri né prima.
Guai a noi!
Chi ci libererà dalle mani di queste divinità così potenti?
Queste divinità hanno colpito con ogni piaga l'Egitto nel deserto.
Siate forti e siate uomini, o Filistei, altrimenti sarete schiavi degli Ebrei, come
essi sono stati vostri schiavi. Siate uomini, dunque, e combattete!».
Quindi i Filistei attaccarono battaglia, Israele fu sconfitto e ciascuno fuggì
alla sua tenda.
La strage fu molto grande: dalla parte d'Israele caddero trentamila fanti.
In più l'arca di Dio fu presa e i due figli di Eli, Ofni e Fineès, morirono.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (1,40-45) anno pari.
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio
e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!».
Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!».
E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non
dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua
purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che
Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori,
in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Prova compassione verso il lebbroso, il Signore,, non disprezzo, come
capitava abitualmente, pensando che la malattia fosse una punizione divina!
Gesù trasgredisce la legge degli uomini, toccando l’impuro; e non è l’impuro
a contagiare Gesù, ma è Gesù che lo contagia con la sua salvezza.
Gesù si sporca le mani, si compromette, si mette in gioco; non ha paura del
giudizio degli altri; vede il dolore e la solitudine di un malato reso tale dalla
malattia e dalla distorta visione della realtà da parte dei suoi concittadini.
Gesù ne ha compassione, perché conosce il demòne impuro dell’uomo che
lo trascina nelle bassezze del giudizio e nel fango della meschinità.
E lo salva; grande il Signore.
Cosa dite; lo seguiamo anche noi?
Non sarà facile, ma neanche impossibile e, la preghiera ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 14 gennaio 2020

Il Vangelo del Mercoledì 15 Gennaio 2020


Della 1° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal primo libro di Samuèle (3,1-10.19-20)
In quei giorni, il giovane Samuèle serviva il Signore alla presenza di Eli.
La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non erano frequenti.
E quel giorno avvenne che Eli stava dormendo al suo posto, i suoi occhi
cominciavano a indebolirsi e non riusciva più a vedere.
La lampada di Dio non era ancora spenta e Samuèle dormiva nel tempio
del Signore, dove si trovava l'arca di Dio.
Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse
da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!».
Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!».
Tornò e si mise a dormire.
Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da
Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!».
Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!».
In realtà Samuèle fino ad allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli
era stata ancora rivelata la parola del Signore.
Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò
nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!».
Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane.
Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: "Parla, Signore,
perché il tuo servo ti ascolta"».
Samuèle andò a dormire al suo posto.
Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte:
«Samuèle, Samuèle!».
Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola
delle sue parole.
Perciò tutto Israele, da Dan fino a Bersabea, seppe che Samuèle era stato
costituito profeta del Signore.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (1,29-39) anno pari.
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di
Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni.
La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei.
Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò
ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati
e gli indemoniati.
Tutta la città era riunita davanti alla porta.
Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma
non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo
deserto, e là pregava.
Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce.
Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!».
Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi
anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La suocera di Pietro è guarita dalla febbre e si mette a servire il Maestro.
La comunità dei credenti, guarita dalle proprie malattie interiori, liberata dai
demòni che la infestano e che deve tenere lontano dalla propria sinagoga,
si mette a servizio del Regno e del Signore perché egli possa portare il
Vangelo in ogni villaggio.
Questa è la Chiesa; quella vera; la comunità di coloro che, guariti interiormente,
mettono le proprie forze, il proprio cuore e la propria intelligenza nelle mani del
Signore, affinchè egli passi e converta i cuori, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 13 gennaio 2020

Il Vangelo del Martedì 14 Gennaio 2020


Della 1° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal primo libro di Samuèle (1,9-20)
In quei giorni Anna si alzò, dopo aver mangiato e bevuto a Silo; in quel momento
il sacerdote Eli stava seduto sul suo seggio davanti a uno stipite del tempio del Signore.
Ella aveva l'animo amareggiato e si mise a pregare il Signore, piangendo dirottamente.
Poi fece questo voto: «Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della
tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua s
chiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita
e il rasoio non passerà sul suo capo».
Mentre ella prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava osservando la sua bocca.
Anna pregava in cuor suo e si muovevano soltanto le labbra, ma la voce non si
udiva; perciò Eli la ritenne ubriaca.
Le disse Eli: «Fino a quando rimarrai ubriaca?
Smaltisci il tuo vino!».
Anna rispose: «No, mio signore; io sono una donna affranta e non ho bevuto né vino
né altra bevanda inebriante, ma sto solo sfogando il mio cuore davanti al Signore.
Non considerare la tua schiava una donna perversa, poiché finora mi ha fatto
parlare l'eccesso del mio dolore e della mia angoscia».
Allora Eli le rispose: «Va' in pace e il Dio d'Israele ti conceda quello che gli hai chiesto».
Ella replicò: «Possa la tua serva trovare grazia ai tuoi occhi».
Poi la donna se ne andò per la sua via, mangiò e il suo volto non fu più come prima.
Il mattino dopo si alzarono e dopo essersi prostrati davanti al Signore, tornarono
a casa a Rama.
Elkanà si unì a sua moglie e il Signore si ricordò di lei.
Così al finir dell'anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuèle,
«perché-diceva-al Signore l'ho richiesto».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (1,21b-28) anno pari.
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava.
Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno
che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro
e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno?
Sei venuto a rovinarci?
Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!».
E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo?
Un insegnamento nuovo, dato con autorità.
Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù comanda persino agli spiriti impuri che gli obbediscono.
Spiriti impuri che sono il pensiero osceno, violento, rabbioso che abita in
ciascuno di noi e che non riguarda solo la sfera sessuale, ma la nostra coscienza.
Gesù comanda allo spirito impuro dell’uomo che prega in sinagoga; non
basta la fede per preservarci dalla parte oscura di noi stessi.
Ma, e questo stupisce, la frequentazione e la vicinanza del Maestro ci libera da
ogni spirito impuro.
Marco, ponendo questo primo miracolo all’inizio del ministero di Gesù,
ci ammonisce; è dall’interno della comunità dei credenti che deve iniziare
la conversione al Regno.
Sembra un paradosso, ma è proprio vero che, non tutti quelli che frequentano
la Chiesa sono convertiti e credono al Regno di Dio.
Perciò, preghiamo anche per loro, affinchè possano ritrovare la luce del Regno.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 12 gennaio 2020

Il Vangelo del Lunedì 13 Gennaio 2020


Della 1° settimana del Tempo Ordinario.
S. Ilario vescovo e dottore della Chiesa.
1° Lettura dal primo libro di Samuèle (1,1-8)
C'era un uomo di Ramatàim, un Sufita delle montagne di Èfraim, chiamato
Elkanà, figlio di Ierocàm, figlio di Elìu, figlio di Tocu, figlio di Suf, l'Efraimita.
Aveva due mogli, l'una chiamata Anna, l'altra Peninnà. Peninnà aveva figli,
mentre Anna non ne aveva.
Quest'uomo saliva ogni anno dalla sua città per prostrarsi e sacrificare al Signore
degli eserciti a Silo, dove erano i due figli di Eli, Ofni e Fineès, sacerdoti del Signore.
Venne il giorno in cui Elkanà offrì il sacrificio.
Ora egli soleva dare alla moglie Peninnà e a tutti i figli e le figlie di lei le loro parti.
Ad Anna invece dava una parte speciale, poiché egli amava Anna, sebbene il
Signore ne avesse reso sterile il grembo.
La sua rivale per giunta l'affliggeva con durezza a causa della sua umiliazione,
perché il Signore aveva reso sterile il suo grembo.
Così avveniva ogni anno: mentre saliva alla casa del Signore, quella la mortificava;
allora Anna si metteva a piangere e non voleva mangiare.
Elkanà, suo marito, le diceva: «Anna, perché piangi?
Perché non mangi?
Perché è triste il tuo cuore?
Non sono forse io per te meglio di dieci figli?».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Marco (1,14-20) anno pari.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il
vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone,
mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini».
E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello,
mentre anch'essi nella barca riparavano le reti.
Subito li chiamò.
Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il Maestro ci raggiunge nella quotidianità e ci invita a seguirlo lasciando tutto.
Chiama ogni uomo a diventare suo discepolo e non cerca discepoli fra i leviti
del tempio, ma fra i pescatori di una provincia periferica guardata con sospetto
dai puri di Gerusalemme.
Ci raggiunge là dove siamo, oggi, in ufficio, a scuola, a casa, in un letto
d’ospedale e, ci chiede di lasciare quello che pensiamo sia importante.
Quante volte passiamo anche noi il tempo a rassettare le reti, a ripararle;
dobbiamo lasciare ciò che ci lega al passato, che ci tiene impigliati nella rete
della mediocrità e seguire Gesù fino in fondo.
Da Lui impareremo a diventare pescatori di umanità; a far uscire dal profondo
di noi stessi tutta l’autenticità e la verità, la compassione e l’audacia, la misura
e la misericordia che hanno caratterizzato l’opera del Signore e che possono
e devono caratterizzare l’opera dei cristiani, di noi cristiani.
Umani e misericordiosi dobbiamo essere amici, lo so che non è facile,
ma la preghiera ci può aiutare. 
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


sabato 11 gennaio 2020

Il Vangelo di Domenica 12 Gennaio 2020


Battesimo del Signore.
1° Lettura dal libro del profeta Isaìa (42,1-4.6-7)
Così dice il Signore: «Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui
mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni.
Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà
una canna incrinata,  non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta.
Proclamerà il diritto con fermezza; non verrà meno e non si abbatterà, finché
non avrà stabilito il diritto sulla terra; e per la sua dottrina saranno in attesa le isole.
«Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia  e ti ho preso per mano; ti ho
formato e stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perché tu
apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione
coloro che abitano nelle tenebre».
Parola di Dio.
2° Lettura dagli Atti degli Apostoli (10,34-38)
In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto
che Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia,
a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto.
Questa è la parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, recando la buona
novella della pace, per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti.
Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea,
dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo
e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro
che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui» .
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (3,13-17) anno A.
In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi
battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato
da te e tu vieni da me?» .
Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo
ogni giustizia».
Allora Giovanni acconsentì.
Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide
lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.
Ed una voce dal cielo disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi
sono compiaciuto».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
«Tu vieni da me?» si chiede stupito Giovanni il profeta.
«Tu vieni da me?», non si capacita il più grande tra gli uomini, non sa darsi pace.
Buffo; la sua vita è passata aspettando quel momento e, ora che è arrivato,
non è come se lo aspettava.
Ha passato la sua infanzia sapendo di essere il prescelto, gliel’ha raccontato la
mamma Elisabetta e l’incredulo Zaccaria, consapevoli di essere stati travolti
dalla grazia e l’iniziativa di Dio.
Ha passato la sua giovinezza intera ad imparare, a meditare, a leggere,
a scrutare, a riflettere.
Sceso a Qumran, nella radicale comunità degli esseni, ha imparato ad attendere
il Messia disprezzando l’illegittima classe sacerdotale, Erode e il rinato Tempio.
Poi ha scelto di osare di più, abbandonando anche gli esseni e vivendo
nell’assoluta solitudine.
Curioso; più una persona vuole farsi gli affari propri (e quelli di Dio) e più la
gente percepisce che egli è un’antenna, un ponte fra Dio e gli uomini.
Sono venuti da lontano, prima poche decine, poi un fiume di persone ad
aspettarlo, in silenzio, sulle rive del Giordano.
Compariva, Giovanni, per insultare la gente, per urlare.
E tutti tacevano, il capo chino.
Ciò che diceva era vero; nessuno meritava salvezza, nessuno meritava perdono,
nessuno avrebbe meritato Dio.
Non dicevano forse le Scritture che il Messia sarebbe stato inviato solo se il
popolo si fosse preparato?
Ma il popolo era bue, lontano, distratto.
Giovanni ne lamentava la tiepidezza; così il Messia non sarebbe mai arrivato,
non sarebbe mai venuto.
E invece.
«Tu vieni da me?», si è chiesta Maria guardando il suo ventre che, giorno dopo
giorno, cresceva, prima lievemente, poi sempre di più.
«Tu vieni da me?», si è chiesto il giovane Giuseppe, nella notte tormentata in
cui Dio gli ha rubato la ragazza e gli ha chiesto, gentilmente, di prendersi in
casa una sposa e un figlio non suoi.
«Tu vieni da me?», si sono chiesti i pastori, i maledetti, svegliandosi di
soprassalto storditi dalla luce di mille angeli.
«Tu vieni da me?», si sono chiesti i facoltosi curiosi d’oriente, uscendo dal
palazzo del folle Erode e seguendo la stella fino a Betlemme.
«Tu vieni da me?», mi sono chiesto cento, mille volte, in questa mia
tormentata vita, quando ho visto Dio raggiungere i dimenticati, saltare gli
steccati, sfinirsi nel cercare ogni perduto, ogni sconfitto, ogni perdente.
Mischiato fra i peccatori, il capo chino, uguale agli uguali, confuso fra il fango,
avanza il falegname di Nazareth.
Giovanni continua ad immergere le persone sotto l’acqua per poi farle
riemergere, nuove.
Lo vede, infine, e si ferma.
«Tu vieni da me?»: com’è possibile, non era l’uomo a dover cercare Dio?
Non era Israele ad essersi rovinato con le proprie mani, abbandonando Dio
che ora lo aveva abbandonato all’ostinazione del proprio cuore?
Non era, Dio, il nascosto, l’inconoscibile, il desiderio segreto e irraggiungibile
della ricerca umana?
No, Giovanni, ti sbagli.
Dio è diverso, anche da ciò che ti aspettavi, tu, il più grande tra i credenti.
È già tutto qui il Vangelo, è già tutto evidente e palese il volto di Dio, è già detto
e mostrato l’essenziale, è già chiuso il discorso.
Giovanni tentenna, e noi con lui, almeno io sicuramente.
I ragionamenti, le distinzioni, la meritocrazia religiosa, peggio-se possibile-di quella
sociale, le devozioni, tutto è spazzato via da quel gesto umile e devastante di Dio.
Egli è il totalmente altro, l’assoluto, il realizzato, la perfezione e la pienezza.
E l’abbandona, per farsi solidale, per venire incontro, per conoscere,
per redimere e per salvare.
Senza condizioni, senza ricatti, senza attese.
Dio ama, perciò si spoglia di sé, perciò avanza nel fango.
E perché non sembri l’iniziativa discutibile di un giovane e timido cercatore
di Dio, il falegname di Nazareth, perché non pensiamo che sia una delle benevole
interpretazioni del predicatore di turno (che sarei poi io!), il Padre conferma: «Mi
compiaccio», dice ai presenti e a noi.
Il Padre è totalmente d’accordo con la scelta del Figlio, vuole che sia così,
è questa la sua linea di azione.
Primo gesto di una lunga serie che in tre anni porterà il Rabbì a pendere dalla
croce, Gesù svela il volto di un Dio che esce a cercare la pecora persa, che
attende il ritorno del figlio spendaccione; che si ferma nella casa di Zaccheo,
che banchetta con i peccatori, che non giudica la peccatrice pubblica, che porge
l’altra guancia, che non spegne il lucignolo fumigante, né spezza la canna incrinata,
che fa festa per ogni peccatore che si converte, che muore-infine-pronunciando
parole di perdono.
Ecco Dio, amici. Ecco il nostro Dio
.
È tutto qui il nostro Dio, vi serve altro?
Spero di no, spero proprio sia abbastanza per credere, Buona Domenica, amici,
ricordando il nostro Battesimo, Fausto.