venerdì 24 marzo 2017

Il Vangelo del Sabato 25 Marzo 2017

Annunciazione del Signore.
1° Lettura dal libro del profeta Isaia (7,10-148,10c)
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)
In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in
una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine,
promessa sposa di un uomo della casa di Davide,
di nome Giuseppe.
La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia:
il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava
che senso avesse un saluto come questo.
L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai
trovato grazia presso Dio.
Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo
chiamerai Gesù.
Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo;
il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre
e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo
regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo,
poiché non conosco uomo?».
Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te
e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra.
Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato
Figlio di Dio.
Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha
concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese
per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga
per me secondo la tua parola».
E l'angelo si allontanò da lei.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La Madonna, in questo brano,manifesta tutta la sua
innocenza verginale; essa, di fronte al mistero di Dio
che le chiede la disponibilità, si trova in difficoltà,
poichè non si rende ancora conto della portata di
quanto Egli le sta chiedendo.
Però, nello stesso tempo, la sua risposta evidenzia una
maturità spirituale senza pari; la fanciulla di Nazareth
comprende che Dio le sta chiedendo di partecipare al
suo progetto donandole la sua libertà.
Semplicità e maturità; ecco la chiave della santità,
e questo è quanto la Madonna ci consegna oggi come
programma di vita spirituale.
Non c’è niente che possa allargare il cuore quanto la
semplicità e l’umiltà, e non c’è nulla che ci renda così
maturi davanti a Dio quanto la nostra disponibilità.
Dobbiamo perciò, essere disponibili anche se ci
costa un po di fatica, per riuscirci bene aiutiamoci
con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.

giovedì 23 marzo 2017

Il Vangelo del Venerdì 24 Marzo 2017

1° Lettura dal libro del profeta Osèa (14,2-10)
Dal Vangelo secondo Marco (12,28-34) anno dispari.
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò:
«Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele!
Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio
con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente
e con tutta la tua forza”.
Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.
Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità,
che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il
cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo
come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei
lontano dal regno di Dio».
E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
È molto bello che, in questo "tempo di salvezza" che è il cammino
Quaresimale.
Gesù venga precisando al nostro cuore che non c'è comando più
grande che quello di amare Dio.
Ed è bello che ci dica anche il "come"; cioè, con tutto il cuore, con
tutta I' anima e con tutte le nostre energie vitali; in una parola:
con tutto quello che siamo.
Per gente come noi, costituzionalmente sempre in bilico tra le attrattive
del cielo e il facile fascino della terra, la parola di Gesù costituisce
un invito a fare ordine nella nostra vita.
Sì, al primo posto ben venga l'amore per Dio che, tra l'altro,
è I' inderogabile risposta al suo "amarci per primo", da sempre.
Senza questo primato, senza questa centralità d'amore per Dio, nella
nostra vita, tutto è sbilanciato.
Siamo come una casa sulla sabbia, siamo senza baricentro.
Tutto diventa complicato e terribilmente inconsistente.
Perché amare Dio è rispondere alla sete e alla fame profonda di
assoluto che ci abita.
Perciò, dobbiamo imparare ad amare il Signore con tutto il nostro
cuore, ma avremo anche dei momenti difficili, ma li possiamo
superare se ci aiutiamo con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

mercoledì 22 marzo 2017

Il Vangelo del Giovedì 23 Aprile 2017

1° Lettura dal libro del profeta Geremìa (7,23-28)
Dal Vangelo secondo Luca (11,14-23) anno dispari.
In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto.
Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono
prese da stupore.
Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni,
che egli scaccia i demòni».
Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se
stesso va in rovina e una casa cade sull’altra.
Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi
il suo regno?
Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl.
Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per
mezzo di chi li scacciano?
Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni
con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò
che possiede è al sicuro.
Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi
nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
L’atteggiamento dei contemporanei di Gesù si rivela sciocco e senza
spirito; essi chiedono dei segni, pur sapendo in cuor loro che non c'è
miracolo che possa guarire la loro cecità, infatti hanno già deciso
dentro di sé di non credere al Maestro.
Per cui qualsiasi cosa Egli possa dire o fare non riuscirà a convincerli.
Ci sono persone che, per quanti aiuti e grazie ricevano dal cielo, restano
Sempre indifferenti: sembra quasi che Dio sia debitore nei loro confronti.
Per queste persone, I' unico miracolo possibile è quello di una sincera
e profonda conversione, che li aiuti a vedere come stanno realmente le
cose: Dio ama gratuitamente e chiede a coloro che lo seguono un cuore
fedele, se non c'è questo, non c'è niente che possa aprire il cuore.
Perciò, dobbiamo essere sempre fedeli e con il cuore aperto, per riuscirci
, aiutiamoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

martedì 21 marzo 2017

Il Vangelo del Mercoledì 22 Marzo 2017

1° Lettura dal libro del Deuteronòmio (4,1.5-9)
Dal Vangelo secondo Matteo (5,17-19) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia
venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire,
ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non
passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che
tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà
agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli.
Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel
regno dei cieli».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Non è un anarchico Gesù, non vuole l\radere al suolo la fede da cui
proviene, non si pone in contrapposizione all'esperienza del
popolo ebraico.
Non condivide la proliferazione delle norme, la cosiddetta Legge orale,
che prescrive fin nei dettagli la vita del credente, organizzandola
in oltre seicento precetti.
Più volte il Signore ridicolizza certi eccessi o, meglio, fa vedere come
l'osservanza non è nulla senza lo spirito giusto.
Non è venuto a cambiare ma a portare a compimento, a lasciar fiorire
e portare frutto, a completare la Legge che Dio ha donato agli
uomini perché possano conoscerlo e conoscersi.
Gesù è un rivoluzionario perché rispetta dal di dentro le norme,
perché ne coglie l'anima, perché non fa il soldatìno ma l'uomo
realizzato e pienamente maturo.
Anche noi possiamo vivere le norme legate alla fede riportandole
alla propria origine, al significato profondo.
Anche noi perciò, dobbiamo maturare aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

lunedì 20 marzo 2017

Il Vangelo del Martedì 21 Marzo 2017

1° Lettura dal libro del profeta Daniele (3,25.34-43)
Dal Vangelo secondo Matteo (18,21-35) anno dispari.
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il
mio fratello commette colpe contro di me, quante volte
dovrò perdonargli?
Fino a sette volte?».
E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a
settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare
i conti con i suoi servi.
Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un
tale che gli doveva diecimila talenti.
Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che
fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva,
e così saldasse il debito.
Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi
pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”.
Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare
e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli
doveva cento denari.
Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello
che devi!”.
Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi
pazienza con me e ti restituirò”.
Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che
non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti
e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto.
Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo
malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi
hai pregato.
Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io
ho avuto pietà di te?”.
Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non
avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete
di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Diecimila talenti è una cifra talmente spropositata che al tempo
di Gesù tutti capivano il senso di quella parabola: siamo debitori
nei confronti di Dio.
Egli ci perdona continuamente dai nostri peccati, per cui questo
dovrebbe farci vivere in un atteggiamento di continua umiltà.
Il problema sorge quando noi dobbiamo fare partecipi gli altri di
questo stesso atteggiamento di perdono e di pazienza di Dio: noi
che abbiamo avuto un condono enorme non siamo poi in grado
di perdonare le piccole offese quotidiane che gli altri ci riservano.
Gesù sottolinea il controsenso di quest'atteggiamento: per tale motivo,
vigiliamo attentamente sul nostro comportamento, e facciamo del
perdono uno stile di comportamento: e così saremo davvero figlio
del Padre che è nei cieli.
Non è per niente facile, ma attraverso la preghiera possiamo riuscirci.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

domenica 19 marzo 2017

Il Vangelo del Lunedì 20 Marzo 2017

San Giuseppe.
1° Lettura dal secondo libro di Samuèle (7,4-5.12-14.16)
2° LetturaDalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (4,13.16-18.22)
Dal Vangelo secondo Matteo (1,16.18-21.24) anno dispari.
Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù,
chiamato Cristo.
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa
sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò
incinta per opera dello Spirito Santo.
Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla
pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno
un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non
temere di prendere con te Maria, tua sposa.
Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo;
ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà
il suo popolo dai suoi peccati».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato
l’angelo del Signore.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Quando si vive con Dio; non è necessario capire tutto e subito.
Persino Giuseppe e Maria, di fronte a certe affermazioni del Signore,
restarono perplessi e dubbiosi circa il significato delle sue parole.
Eppure, essi accolsero in se stessi anche quel mistero, custodendolo
nella loro casa e nella, quotidianità dei giorni.
È questo il motivo della grandezza di san Giuseppe: egli non ha posto
domande a Dio e non ha sindacato sulla sua volontà.
Ciò che ha fatto è dargli l'unica cosa di cui era veramente padrone:
la sua disponibilità ed il suo silenzio pieno di rispetto e di adorazione.
Frequentare san Giuseppe è, per ogni cristiano, scuola insuperabile di
vita cristiana: egli può insegnarci tutto ciò che è necessario sapere per
vivere un rapporto vitale e sereno con Gesù.
Imitiamo, perciò San Giuseppe, ed il suo silenzio che fa un gran chiasso,
aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

sabato 18 marzo 2017

Il Vangelo di Domenica 19 Marzo 2017

III Domenica di Quaresima.
1° Lettura dal libro dell’Èsodo (17,3-7)
2° Lettura dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (5,1-2.5-8)
Dal Vangelo secondo Giovanni (4,5-42) anno A.
In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar,
vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui
c’era un pozzo di Giacobbe.
Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo.
Era circa mezzogiorno.
Giunge una donna samaritana ad attingere acqua.
Le dice Gesù: «Dammi da bere».
I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi.
Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo,
chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?».
I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che
ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe
dato acqua viva».
Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo;
da dove prendi dunque quest’acqua viva?
Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo
e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete;
ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno.
Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che
zampilla per la vita eterna». «Signore–gli dice la donna–, dammi
quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui
ad attingere acqua».
Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui».
Gli risponde la donna: «Io non ho marito».
Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”.
Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito;
in questo hai detto il vero».
Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta!
I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che
è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».
Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte
né a Gerusalemme adorerete il Padre.
Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo,
perché la salvezza viene dai Giudei.
Ma viene l’ora–ed è questa–in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in
spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano.
Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».
Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo:
quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa».
Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che
parlasse con una donna.
Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?».
La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite
a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto.
Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.
Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia».
Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete».
E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse
portato da mangiare?».
Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha
mandato e compiere la sua opera.
Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura?
Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già
biondeggiano per la mietitura.
Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché
chi semina gioisca insieme a chi miete.
In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete.
Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno
faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna,
che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto».
E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro
ed egli rimase là due giorni.
Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più
per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito
e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Cosa significa davvero avere fede in Dio?
È quello che si chiede la donna samaritana, durante il suo colloquio con Gesù.
L’acqua, evidentemente, diventa il simbolo di una ricerca interiore e di
un rapporto con il Signore che va molto al di là di quello che si poteva
immaginare fino ad allora.
Adorare Dio in spirito e verità: questa espressione misteriosa, in realtà,
apre prospettive assolutamente nuove.
A Dio non servono luoghi o tempi stabiliti per poter parlare ai cuori dei
suoi figli: nel momento
in cui i credenti si aprono all'azione dello Spirito prega in loro, egli è glorificato.
Perché non approfittiamo di questa Quaresima per rivedere la qualità
della nostra sete di Dio?
Essa deve portarci a desiderare con tutti noi stessi un rapporto con lui
vissuto in spirito e verità.
Per riuscirci meglio, preghiamo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.