lunedì 2 febbraio 2015

Il Vangelo del Martedì 3 Febbraio 2015

1° Lettura dalla lettera agli Ebrei (12,1-4) 
Dal Vangelo secondo Marco (5,21-43) anno B.
Essendo Gesù passato di nuovo in barca all'altra
riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli
stava lungo il mare.
E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro,
il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo
supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta
morendo: vieni a imporle le mani, perché sia
salvata e viva ».
Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si
stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da
dodici anni e aveva molto sofferto per opera di
molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza
alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando,
udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da
dietro toccò il suo mantello.
Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare
le sue vesti, sarò salvata ».
E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì
nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza
che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo:
«Chi ha toccato le mie vesti?».
I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che
si stringe intorno a te e dici: "Chi mi ha toccato?».
Egli guardava attorno, per vedere colei che
aveva fatto questo.
E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò
che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti
e gli disse tutta la verità.
Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata.
Va' in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo
della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta.
Perché disturbi ancora il Maestro?».
Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo
della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!».
E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a
Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli
vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte.
Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete?
La bambina non è morta, ma dorme».
E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese
con sé il padre e la madre della bambina e quelli
che erano con lui ed entrò dove era la bambina.
Prese la mano della bambina e le disse:
«Talità kum», che significa: «Fanciulla,
io ti dico: àlzati!».
E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva
infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore.
E raccomandò loro con insistenza che nessuno
venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.
Parola del Signore.
Quando ci sembra che Dio ci chieda cose troppo
difficili e ci sembra di soccombere, dobbiamo
ricordare questa frase; i santi hanno resistito a
prove ben più grandi e sono stati trovati fedeli;
forse non ci verrà mai richiesto di resistere fino
al sangue, però certamente ci viene chiesta la
perseveranza e la costanza nel cammino.
Questa certe volte è faticosa, ma è nella fedeltà
a Dio che si vede se tutte le belle parole che
avevamo sulla bocca provenivano da ciò di cui
eravamo veramente convinti oppure era
solo una facciata.
Quanto sappiamo resistere nella perseveranza
della legge di Dio?
Se ci sembra che sia troppo poco, non disperiamo;
chiediamo a Colui che è il datore della fede e della
perseveranza, il dono dello Spirito Santo.
Facciamo come la donna della parabola, che è
stata premiata dalla sua perseveranza.
Il miracolo compiuto da Gesù verso la donna
ha un duplice significato; essa viene guarita
non solo dalla sua infermità fisica, ma anche
dallo stato di impurità che la poneva in una
situazione di continua emarginazione all’interno
della vita sociale dell’epoca.
Anche la fanciulla viene richiamata dal sepolcro
e dalla morte grazie ad una parola di Gesù.
Entrambi dunque hanno sperimentato la
lontananza e l’isolamento, per poi provare la gioia
di essere restituiti, grazie a Gesù, ad una vita nuova.
Se siamo isolati o ci troviamo a vivere da soli,
pur non avendo scelto tale solitudine, confidiamo
sempre in Lui; il Signore conosce quanta angoscia
provoca l’essere isolati, e Lui stesso ci farà il dono
prezioso della sua presenza accanto a noi.
L’importante è, aiutarci sempre con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


domenica 1 febbraio 2015

Il Vangelo del Lunedì 2 Febbraio 2015

1° Lettura dal libro del profeta Malachìa 83,1-4)
2° Lettura dalla lettera agli Ebrei (2,14-18) 
Dal Vangelo secondo Luca (2,22-40) anno B.
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione
rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino
a Gerusalemme per presentarlo al Signore-come è
scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito
sarà sacro al Signore-e per offrire in sacrificio una coppia
di tortore o due giovani colombi, come prescrive la
legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone,
uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele,
e lo Spirito Santo era su di lui.
Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe
visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori
vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge
prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le
braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare,
o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua
parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti
alle genti e gloria del tuo popolo, Israele ».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose
che si dicevano di lui.
Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco,
egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele
e come segno di contraddizione-e anche a te una spada
trafiggerà l'anima-, affinché siano svelati i pensieri
di molti cuori».
C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele,
della tribù di Aser.
Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito
sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta
vedova e ora aveva ottantaquattro anni.
Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte
e giorno con digiuni e preghiere.
Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare
Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la
redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del
Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret.
Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza,
e la grazia di Dio era su di lui.
Parola del Signore.
La legge che sottostà a quel grande miracolo
che è l’incarnazione è espressa bene
attraverso queste semplici parole; farsi
simile ai fratelli, in tutto.
Gesù ha assunto su di sé non solo la carne
ed un corpo, ma anche tutto ciò che lo rende
un uomo tra gli uomini, con tutte le
prerogative, eccetto il peccato.
Dunque, Dio si sottopone alla legge che Egli
stesso aveva dato a Mosè sul Sinai, per
mostrarci quanto amore ha nei nostri confronti.
La scena evangelica della presentazione al
tempio è il primo atto pubblico attraverso il
quale Gesù manifesta la sua profonda solidarietà
con il suo popolo, e attraverso questo con tutti
gli uomini della terra.
Egli comprende la nostra vita, poiché anche
la sua ha conosciuto le stesse vie.
Quello che ci permette di vedere nella normalità
la presenza di Dio è dato dallo Spirito; Simeone
ed Anna erano anziani e forse attiravano poco
l’attenzione degli altri, ma il loro sguardo era
vigile, ed entrambi attendevano il segno
della redenzione di Israele.
Nella nostra vita viviamo e vediamo tante cose;
ma in quante di esse riusciamo a vedere lo
straordinario della presenza di Dio?
Per vedere con il cuore serve preghiera e
grande capacità di ascolto.
In questo senso, anche noi riusciremo a vedere
le tracce del Signore che viene a visitarci con
la sua grazia, nel tempio del nostro cuore.
È lo Spirito che dona al nostro cuore la fedeltà
a Gesù Cristo, il quale ora come allora è strumento
attraverso il quale si manifesta ciò che veramente
c’è nel cuore dell’uomo.
Apriamo il nostro cuore all’amore,
aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.




sabato 31 gennaio 2015

Vangelo di Domenica 1 Febbraio 2015

Il Vangelo della 4° Domenica del Tempo Ordinario. 
1° Lettura dal libro del Deuteronòmio (18,15-20).
2° Lettura dalla 1° lettera di san Paolo
apostolo ai Corinzi (7,32-35). 
Dal Vangelo secondo Marco (1,21-28) anno B.
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga,
[a Cafarnao], insegnava.
Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava
loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto
da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che
vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci?
Io so chi tu sei: il santo di Dio! ».
E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui! ».
E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano
a vicenda: «Che è mai questo?
Un insegnamento nuovo, dato con autorità.
Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la
regione della Galilea.
Parola del Signore.
Si deve dubitare fortemente di quel profeta
che dice parole troppo accomodanti o che
parla a nome di altri dèi che, al giorno d’oggi,
invadono la nostra vita; quanti profeti
parlano nel nome del consumismo, di una
morale laica che non rispetta la libertà religiosa,
di una sedicente tolleranza che rende tutto
lecito, di un progressivo istupidimento delle
coscienze e delle menti, verso una
massificazione totale dell’individuo?
Eppure, molte volte anche noi prestiamo
l’orecchio a questi profeti, che non sono
chiaramente mandati da Dio.
I veri profeti, quelli che dicono le parole di Dio,
le annunciano sempre creando scompiglio
e svegliando le persone dal loro torpore dorato;
essi quasi sempre non sono ben visti;
e pagano di persona.
Come ha fatto Gesù.
Perché, la dottrina insegnata da Gesù era nuova,
nel senso che essa non rientrava negli schemi
di predicazione tradizionali dei rabbini; ma ciò
che colpiva non era soltanto il contenuto della
predicazione del Cristo, ma anche il modo in
cui essa veniva fatta.
Marco ci dice che essa era piena di autorità,
tanto che persino i demòni riconoscevano tale
potenza, sebbene essa fosse nascosta dall’aspetto
semplice di Gesù.
L’insegnamento della verità ha una forza che si
impone anche quando è trasmessa con semplicità
e persino con povertà di mezzi, perché essa brilla
da sola senza bisogno di essere abbellita dalle
nostre parole.
Quando testimoniamo Gesù Cristo, non cerchiamo
di piacere agli uomini; ciò che diremo avrà più effetto.
Perciò, parole semplici e preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


venerdì 30 gennaio 2015

Il Vangelo del Sabato 31 Gennaio 2015

Prima lettura Ebrei (11, 1-2.8-19)
Dal Vangelo secondo Marco (4,35-41) anno B.
In quel medesimo giorno, venuta la sera, disse
loro: «Passiamo all'altra riva».
E, congedata la folla, lo presero con sé, così com'era,
nella barca.
C'erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si
rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena.
Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva.
Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non
t'importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse
al mare: «Taci, calmati!».
Il vento cessò e ci fu grande bonaccia.
Poi disse loro: «Perché avete paura?
Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l'un
l'altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento
e il mare gli obbediscono?».
Parola del Signore.
La fede è una lampada che brilla nel buio ed è in
grado di guidare chi ne è animato per vie impervie
fino a raggiungere mete insperate.
Tutti i grandi uomini dell’Antico Testamento sono
stati animati da questa fede in Dio e nelle sue promesse.
Ad essi tali promesse non sono sembrate troppo
assurde o irrealizzabili; Abramo e Sara hanno
creduto che Dio poteva fare ciò che nemmeno la natura
è in grado di fare, e per questo hanno ottenuto l’insperato.
Teresa di Gesù Bambino diceva che si ottiene
da Dio quanto si spera da Lui.
Per questo motivo non aver paura di chiedere a Dio
le cose più belle e più grandi per noi; Egli stesso ci
darà la fede per attendere la loro realizzazione ed il
loro felice compimento, secondo la sua volontà d’amore.
Perciò, non dobbiamo mai avere paura, dice Gesù.
La paura è la peggiore nemica della fede; essa paralizza
non solo i nostri sensi, ma anche la nostra fiducia in Dio.
Al nostro Dio sta molto a cuore la nostra incolumità,
ma gli interessa molto di più sapere quanto ci fidiamo
di Lui veramente.
Dunque, le tempeste in realtà servono a mettere
alla prova il nostro cuore.
In fondo fidarsi di Dio quando il mare è piatto e
tranquillo non è un grande sforzo; quando tutto va
bene è facile fidarsi di Lui e lodarlo con trasporto.
Il problema sorge nel momento in cui bisogna dargli
fiducia quando tutto sembra andare storto e la
nostra barca sembra andare a fondo.
Per questo è necessario imparare a conoscerlo sempre
di più, perché dalla conoscenza dei suoi prodigi nasce
la fiducia e l’amore verso di Lui.
Lo so che non è semplice, facciamoci allora,  
aiutare dallo Spirito e dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


giovedì 29 gennaio 2015

Il Vangelo del Venerdì 30 Gennaio 2015

1° Lettura, dalla lettera agli Ebrei (10,32-39). 
Dal Vangelo secondo Marco (4,26-34) anno B.
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il
regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul
terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme
germoglia e cresce.
Come, egli stesso non lo sa.
Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo,
poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando
il frutto è maturo, subito egli manda la falce,
perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno
di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo?
È come un granello di senape che, quando viene
seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi
che sono sul terreno; ma, quando viene seminato,
cresce e diventa più grande di tutte le piante dell'orto
e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono
fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava
loro la Parola, come potevano intendere.
Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi
discepoli spiegava ogni cosa.
Parola del Signore.
Quando si inizia un nuovo impegno o una nuova
esperienza, in genere si è sempre molto
motivati e pieni di entusiasmo.
Ma poi, pian piano, siamo generalmente molto
incostanti, per cui ciò che prima ci dava gioia e
soddisfazione, dopo un po’ ci risulta noioso.
Ciò può avvenire anche con le cose più sante;
perciò, veniamo esortati a non perdere l’iniziale
entusiasmo con il quale abbiamo abbracciato la fede,
che ci ha portati a compiere anche gesti degni di lode.
Ma la costanza è il banco di prova sul quale si
fonda la solidità del nostro cammino; la costanza
cresce nella misura in cui poniamo in ciò che
facciamo un po’ d’amore, perché solo così possiamo
vedere in esse la volontà di Dio che si manifesta.
Come ci fa comprendere Gesù con questa parabola.
La parabola del seminatore paziente è propria del
Vangelo di Marco; in essa Gesù, pur non dicendo
chiaramente cosa sia il Regno di Dio, fa comprendere
quali siano le sue caratteristiche.
Ci siamo mai domandati perché Gesù parla alla
folla in parabole, mentre spiega poi ai discepoli
più stretti il significato delle sue parole?
Gesù comprende che l’insegnamento sul Regno
è talmente importante che non può essere frainteso;
per questo motivo Egli affida il suo insegnamento
a delle storielle, delle parabole prese dalla quotidianità,
secondo una usanza tipica del suo tempo e della sua cultura.
Dunque, Gesù si dimostra rispettoso della capacità
di comprensione della folla, ma comunica anche
che il Regno è una realtà presente nella storia.
Per questo motivo siamo chiamati anche noi a
comprendere e prendere insegnamento dalle
parabole di Gesù, attraverso l’aiuto dello
Spirito e della preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.



mercoledì 28 gennaio 2015

Il Vangelo del Giovedì 29 Gennaio 2015

1° Lettura, dalla lettera agli Ebrei (10,19-25).
Dal Vangelo secondo Marco (4,21-25) anno B.
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene
forse la lampada per essere messa sotto il
moggio o sotto il letto?
O non invece per essere messa sul candelabro?
Non vi è infatti nulla di segreto che non debba
essere manifestato e nulla di nascosto che non
debba essere messo in luce.
Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate.
Con la misura con la quale misurate sarà misurato
a voi; anzi, vi sarà dato di più.
Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha,
sarà tolto anche quello che ha».
Parola del Signore.
Come possiamo notare nelle scritture, sin
dai primi tempi del cristianesimo, una volta
che l’entusiasmo aveva lasciato il posto alla
necessità della fedeltà a Dio ed alla sua Parola,
qualcuno comincia a disertare le riunioni
della chiesa primitiva.
A distanza di più di venti secoli lo scenario
non è cambiato di molto; chissà com’è, ma ci
sono soprattutto la domenica tante cose
decisamente più interessanti e divertenti che
partecipare all’Eucaristia settimanale.
Eppure, troppo spesso dimentichiamo che ci
sono state persone che hanno dato la vita pur
di rispettare la domenica e il culto di Dio.
L’invito che il Signore ci fa attraverso queste
parole è quello di tenere bene in mente quali
sono le cose importanti nella vita, e di
metterle al primo posto.
Come ci fa capire Gesù stesso con le sua Parola.
Il monito di Gesù, attraverso queste parole
misteriose ed un po’ sibilline, in realtà è chiaro.
Egli parla della sua parola, che non può
assolutamente restare nascosta o imbrigliata
a causa della nostra vigliaccheria o debolezza.
Essa ha una forza tale che, per quanto vogliamo
tenerla segreta o nascosta, irrompe nel buio dei
nostri compromessi ed atteggiamenti di comodo.
Dunque, l’invito pressante che Gesù ci fa è quello
di interessarci alla qualità del nostro ascolto;
la massima attenzione va data alla sua parola,
che ci porta la pace e la salvezza; solo dopo aver
fatto spazio dentro di noi a questa fonte di luce,
possiamo dare ascolto alle altre parole che
affollano la nostra vita.
Se viceversa ascoltiamo prima le altre parole, presto
o tardi ci sarà tolto anche ciò che crediamo di avere.
Per questo, per prima cosa dobbiamo ascoltare
e capire la Parola di Dio aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.