venerdì 21 febbraio 2025

Il Papa dichiara Porta Giubilare, la porta della Chiesa di San Giacomo a Medjugorje.



DECRETO.

La PENITENZIERIA APOSTOLICA

Volendo incrementare la pietà dei fedeli

e la salvezza delle anime, in virtù delle

facoltà a lei concesse in modo

specialissimo da sua Santità FRANCESCO,

Nostro Padre in Cristo e per Divina

Provvidenza Papa, avendo accolto la

recente richiesta di Sua Eccellenza

monsignor ALDO CAVALLI,

Arcivescovo titolare di Vibo Valencia,

Visitatore Apostolico della Parrocchia

di San Giacomo Apostolo a Medjugorje,

nella diocesi di Mostar-Duvno, per

l'incommensurabile misericordia di Dio

e per i tesori celesti della Chiesa–concede

benignamente L'INDULGENZA PLENARIA,

alle consuete condizioni (Confessione

sacramentale, santa Comunione eucaristica

e preghiera secondo le intenzioni del

Sommo Pontefice), che i fedeli, mossi

da vero spirito di penitenza e di amore,

potranno lucrare durante tutto il GIUBILEO

ordinario del 2025 e che potranno applicare,

a modo di suffragio, anche per le anime

dei fedeli ancora in Purgatorio,

se compiranno un pellegrinaggio alla

CHIESA PARROCCHIALE DI SAN

GIACOMO APOSTOLO A MEDJUGORJE

e lì parteciperanno devotamente ai riti

giubilari o almeno dedicheranno un

congruo periodo di tempo a pie preghiere,

tra cui il Padre nostro, il Credo e le

invocazioni alla Beata Vergine Maria.

Gli anziani, gli infermi, nonché coloro

che li assistono e tutti coloro che per

grave motivo sono impossibilitati a

uscire di casa, potranno ugualmente

lucrare l’Indulgenza Plenaria, purché,

escludendo qualsiasi affetto al peccato,

intendano adempiere quanto prima le

tre consuete condizioni, unendosi

spiritualmente alle celebrazioni giubilari,

offrendo a Dio misericordioso le proprie

preghiere, i dolori e i disagi della propria vita.

Affinché l’accesso al perdono divino,

per mezzo della Chiesa riesca, più facile

attraverso l'amore pastorale, questa

Penitenzieria esorta tutti i sacerdoti,

dotati di debita autorità per le

confessioni, a rendersi disponibili al

sacramento della Penitenza con animo

pronto, generoso e misericordioso.

Il decreto ha validità per tutto il Giubileo

ordinario dell’anno in corso 2025,

nonostante qualsiasi cosa contraria

a quanto è scritto.

Dato a Roma, nella Penitenzieria

Apostolica, il giorno 24 dicembre

dell’anno del Signore 2024.

Perciò, chi si reca a Medjugorje in

pellegrinaggio, può fare un pellegrinaggio

Giubilare, buon Giubileo dei pellegrini a

tutti voi che avete la fortuna di andarci, Fausto.

giovedì 20 febbraio 2025

Il Vangelo del Venerdì 21 Febbraio 2025

 

Della 6° settimana del Tempo Ordinario.

San Pier Damiani, Vescovo

e Dottore della Chiesa

Prima Lettura.

Scendiamo e confondiamo la loro lingua.

Dal libro della Gènesi (11,1-9)

Tutta la terra aveva un'unica lingua

e uniche parole.

Emigrando dall'oriente, gli uomini

capitarono in una pianura nella regione

di Sinar e vi si stabilirono.

Si dissero l'un l'altro: «Venite, facciamoci

mattoni e cuociamoli al fuoco».

Il mattone servì loro da pietra e il

bitume da malta.

Poi dissero: «Venite, costruiamoci una

città e una torre, la cui cima tocchi il cielo,

e facciamoci un nome, per non disperderci

su tutta la terra».

Ma il Signore scese a vedere la città e la

torre che i figli degli uomini stavano

costruendo.

Il Signore disse: «Ecco, essi sono un

unico popolo e hanno tutti un'unica

lingua; questo è l'inizio della loro opera,

e ora quanto avranno in progetto di fare

non sarà loro impossibile.

Scendiamo dunque e confondiamo la

loro lingua, perché non comprendano

più l'uno la lingua dell'altro».

Il Signore li disperse di là su tutta la terra

ed essi cessarono di costruire la città.

Per questo la si chiamò Babele, perché là

il Signore confuse la lingua di tutta la terra

e di là il Signore li disperse su tutta la terra.

Parola di Dio.

Vangelo.

Chi perderà la propria vita per causa

mia e del Vangelo, la salverà.

Dal Vangelo secondo

Marco (8,34-39) anno dispari.

In quel tempo, convocata la folla insieme

ai suoi discepoli, Gesù disse loro: «Se

qualcuno vuol venire dietro a me,

rinneghi se stesso, prenda la sua

croce e mi segua.

Perché chi vuole salvare la propria vita,

la perderà; ma chi perderà la propria vita

per causa mia e del Vangelo, la salverà.

Infatti quale vantaggio c'è che un uomo

guadagni il mondo intero e perda

la propria vita?

Che cosa potrebbe dare un uomo in

cambio della propria vita?

Chi si vergognerà di me e delle mie

parole davanti a questa generazione

adultera e peccatrice, anche il Figlio

dell'uomo si vergognerà di lui, quando

verrà nella gloria del Padre suo con gli

angeli santi».

Diceva loro: «In verità io vi dico: vi sono

alcuni, qui presenti, che non morranno

prima di aver visto giungere il regno di

Dio nella sua potenza».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù è disposto a rinunciare a tutto per

manifestare il volto misericordioso del

Padre e chiede ai discepoli di fare

altrettanto, di essere disposti ad amare

di un amore libero e adulto anche se

questo fa soffrire.

Prendere la croce non significa accettare

passivamente gli eventi negativi (inevitabili)

che la vita ci dona, ma non lasciarsi

travolgere dall’autocommiserazione.

Dio non manda le croci, la vita, gli altri,

noi stessi ci mandano le croci, ma queste

croci possono diventare occasione per

una verità interiore trasparente e assoluta,

al punto da poter vedere il Regno

venire con potenza.

Ci sono persone inchiodate alla croce da

sempre, malati costretti a letto, persone

che vivono la propria solitudine come

un dramma insanabile.

Sapere che accettare la propria condizione

cercando di ritagliarci degli spazi di luce,

contribuisce a manifestare il volto di Dio

e il mistero della vita, ci può sostenere

nella lotta.

Portare a compimento la sofferenza di

Cristo è possibile, come bene intuisce

san Paolo e la croce, mai da cercare, mai

da blandire, da strumento di tortura

(e tale resta!) può trasformarsi in

occasione di esperienza dell’amore di Dio.

Ma per riuscirci, dobbiamo pregare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 19 febbraio 2025

Il Vangelo del Giovedì 20 Febbraio 2025

 

Della 6° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Giacinta Marto, veggente di Fatima.

Prima Lettura.

Pongo il mio arco sulle nubi, perché sia

il segno dell'alleanza tra me e la terra.

Dal libro della Gènesi (9,1-13)

Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse

loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi

e riempite la terra.

Il timore e il terrore di voi sia in tutti gli

animali della terra e in tutti gli uccelli

del cielo.

Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del

mare sono dati in vostro potere.

Ogni essere che striscia e ha vita vi servirà

di cibo: vi do tutto questo, come già le

verdi erbe.

Soltanto non mangerete la carne con la

sua vita, cioè con il suo sangue.

Del sangue vostro, ossia della vostra vita,

io domanderò conto; ne domanderò conto

a ogni essere vivente e domanderò conto

della vita dell'uomo all'uomo, a ognuno

di suo fratello.

Chi sparge il sangue dell'uomo, dall'uomo

il suo sangue sarà sparso, perché a

immagine di Dio è stato fatto l'uomo.

E voi, siate fecondi e moltiplicatevi, siate

numerosi sulla terra e dominatela».

Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui:

«Quanto a me, ecco io stabilisco la mia

alleanza con voi e con i vostri discendenti

dopo di voi, con ogni essere vivente che

è con voi, uccelli, bestiame e animali

selvatici, con tutti gli animali che sono

usciti dall'arca, con tutti gli animali

della terra.

Io stabilisco la mia alleanza con voi:

non sarà più distrutta alcuna carne dalle

acque del diluvio, né il diluvio

devasterà più la terra».

Dio disse: «Questo è il segno dell'alleanza,

che io pongo tra me e voi e ogni essere

vivente che è con voi, per tutte le

generazioni future.

Pongo il mio arco sulle nubi,

perché sia il segno.

Parola di Dio.

Vangelo.

Tu sei il Cristo.

Il Figlio dell'uomo deve molto soffrire.

Dal Vangelo secondo

Marco (8,27-35) anno dispari.

In quel tempo, Gesù partì con i suoi

discepoli verso i villaggi intorno a

Cesarèa di Filippo, e per la strada

interrogava i suoi discepoli dicendo:

«La gente, chi dice che io sia?».

Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista;

altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».

Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi

dite che io sia?».

Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo».

E ordinò loro severamente di non

parlare di lui ad alcuno.

E cominciò a insegnare loro che il Figlio

dell'uomo doveva soffrire molto ed

essere rifiutato dagli anziani, dai capi

dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso

e, dopo tre giorni, risorgere.

Faceva questo discorso apertamente.

Pietro lo prese in disparte e si mise

a rimproverarlo.

Ma egli, voltatosi e guardando i suoi

discepoli, rimproverò Pietro e disse:

«Va' dietro a me, Satana!

Perché tu non pensi secondo Dio,

ma secondo gli uomini».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Il più grande cambiamento che i discepoli

devono fare è passare dalla visione di un

Messia glorioso e vittorioso ad uno

disposto a perdere tutto, anche la gloria

e la vittoria, pur di manifestare il vero

volto di Dio.

Per Pietro è già stata una fatica immensa

superare i propri (sani) pregiudizi per

affermare che un Messia poteva anche

avere il volto ordinario di un falegname

della Galilea.

Questa intuizione, per noi ovvia,

significava mettere fra parentesi secoli

di profezie e di predicazioni.

E appena Pietro riesce a cogliere questo

aspetto sconcertante e riceve l’incarico

di conservare questa intuizione, ecco che

deve fare un altro salto mortale; sì, Gesù

è il Messia atteso, ma è anche il

Messia sofferente.

Mi chiedo, nella mia preghiera silenziosa

e quotidiana, se voglio davvero essere

discepolo di un Dio che muore per

amore, che rinuncia alla gloria per

amare, che, invece di dire ‘amatemi!’,

comanda: “amatevi!”. Non lo so.

È così esigente accogliere il cristianesimo

per quello che è, andare all’essenziale,

scoprirne i tratti più profondi.

Anche san Paolo, alla fine della sua vita,

sperimenta che la sua sofferenza

completa i patimenti di Cristo per la

salvezza del mondo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.