sabato 28 gennaio 2023

Il Vangelo di Domenica 29 Gennaio 2023

 

Della 4° Domenica del Tempo Ordinario.

San Costanzo di Perugia, vescovo e martire.

Prima Lettura

Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero.

Dal libro del profeta Sofonìa (2,3;3,12-13)

Cercate il Signore voi tutti, poveri della terra,

che eseguite i suoi ordini, cercate la giustizia,

cercate l'umiltà; forse potrete trovarvi al riparo

nel giorno dell'ira del Signore.

«Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero».

Confiderà nel nome del Signore il resto d'Israele.

Non commetteranno più iniquità e non

proferiranno menzogna; non si troverà più nella

loro bocca una lingua fraudolenta.

Potranno pascolare e riposare senza che

alcuno li molesti.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale dal Sal 145 (146)

 

Ripetiamo. Beati i poveri in spirito.

 

Il Signore rimane fedele per sempre

rende giustizia agli oppressi,

dà il pane agli affamati.

Il Signore libera i prigionieri. R.

 

Il Signore ridona la vista ai ciechi,

il Signore rialza chi è caduto,

il Signore ama i giusti,

il Signore protegge i forestieri. R.

 

Egli sostiene l'orfano e la vedova,

ma sconvolge le vie dei malvagi.

Il Signore regna per sempre, il tuo Dio,

o Sion, di generazione in generazione. R.

 

Seconda Lettura

Dio ha scelto ciò che è debole per il mondo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo

ai Corinzi (1,26-31)

Considerate la vostra chiamata, fratelli: non

ci sono fra voi molti sapienti dal punto di

vista umano, né molti potenti, né molti nobili.

Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo

ha scelto per confondere i sapienti; quello

che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto

per confondere i forti; quello che è ignobile

e disprezzato per il mondo, quello che è nulla,

Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose

che sono, perché nessuno possa vantarsi

di fronte a Dio.

Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù,

il quale per noi è diventato sapienza per

opera di Dio, giustizia, santificazione

e redenzione, perché, come sta scritto,

chi si vanta, si vanti nel Signore.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Rallegratevi ed esultate, perché grande

è la vostra ricompensa nei cieli. (Mt 5,12a)

 

Alleluia.

 

Vangelo

Beati i poveri in spirito.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,1-12a) anno A.

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul

monte: si pose a sedere e si avvicinarono

a lui i suoi discepoli.

Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il

regno dei cieli.

Beati quelli che sono nel pianto, perché

saranno consolati.

Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,

perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati

figli di Dio.

Beati i perseguitati per la giustizia, perché di

essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno

e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro

di voi per causa mia.

Rallegratevi ed esultate, perché grande è la

vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

L’agnello che porta il peccato del mondo,

il Figlio di Dio che ci viene incontro, che

porta l’annuncio nelle periferie della Storia,

là dove nessuno vuole stare, che ci invita

ad andare dietro di Lui, a pescare tutta

l’umanità che abita nei nostri cuori e nei

cuori altrui, oggi parla ai nostri cuori,

riassume tutta la logica di Dio in un’unica,

memorabile pagina.

Una pagina talmente destabilizzante da

essere insostenibile, dall’essere sconosciuta

alla maggior parte dei cristiani.

Forse perché troppo difficile o, comunque,

non applicabile.

Forse perché i predicatori stessi l’hanno

stravolta, riducendola ad una sorta di

illusorio elenco di buoni propositi etici.

Eppure la pagina delle beatitudini è fuoco

che divampa, a saperla leggere.

Perché racconta cosa pensa Dio della felicità.

E come si fa a raggiungerla.

Perché descrive, più di ogni altra pagina del

Vangelo, la profonda identità di Gesù.

Direi che vale la pena leggere con attenzione.

Forse la ragione per cui questa pagina è così

colpevolmente ignorata da noi cristiani è che,

ad una prima lettura superficiale, elogia la

sfortuna, esalta la sfiga.

Gesù definisce beati, cioè felici, coloro che sono

poveri, che piangono, che sono perseguitati.

Ma scherziamo?

Chi vive nella povertà o nel pianto, chi è

perseguitato non è felice.

È nella tristezza più cupa.

E il rischio, decisamente diffuso, è che,

leggendola, molti pensino che il cristianesimo

esalti il dolore, ci inviti alla sofferenza,

alla sopportazione.

Come se Gesù ci chiedesse di piegare la testa,

di andare avanti, sopportando ogni nefandezza,

quasi che la rassegnazione piacesse a Dio.

Non è così.

Dio non ama il dolore, né ci invita alla rassegnazione.

E quando Gesù parla di felicità, usa il verbo futuro.

Perché è verso il futuro che dobbiamo guardare

per essere felici.

Non ci aspetta una ricompensa per avere

sopportato il dolore.

Ma vivere in una certa logica, anche se costa

dolore, è la direzione giusta per entrare nella

felicità di Dio.

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il

regno dei cieli.

Beati quelli che sperimentano il proprio limite

senza ignorarlo, minimizzarlo, enfatizzarlo.

Beati coloro che sanno che le risposte alle tante

domande che sorgono dal nostro cuore non

sono dentro di noi ma fuori di noi, in Dio.

Beati coloro che non vivono nell’apparenza,

facendo finta di essere migliori di ciò che

sono, ma che hanno il coraggio di accogliere

anche le ombre, di sperimentare la povertà

interiore, perché quella è l’unica strada per

lasciar spazio a Dio.

Beati quelli che sono nel pianto, perché

saranno consolati.

Beati coloro che non si piangono addosso,

che non passano il tempo a lamentarsi, che

non si sentono perseguitati da Dio o dagli

altri, che non vivono passivamente il dolore.

Beati coloro che si lasciano consolare,

non compatire.

Che sanno mettersi in relazione con gli altri

per non stare da soli.

Che guardano oltre alla sofferenza

che sperimentano.

Beato chi scopre che la vita è preziosa agli

occhi di Dio, che nessun uomo, mai, è solo

e abbandonato, che anche i capelli del nostro

capo sono contati (Mt 10,30) e le lacrime

raccolte (Sal 56,9), perché il Dio di Gesù

protegge i passeri che si vendono per due

spiccioli (Lc 12,6).

La sofferenza, allora, non è la parola

definitiva della vita.

Di nessuna vita.

Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che vedono sempre il lato buono

delle cose, e usano parole e pensieri di luce,

di pace, di mitezza.

Senza essere svaporati, senza essere degli illusi,

senza essere delle vittime passive.

Beati coloro che cercano sempre di cucire,

non di strappare, di gettare ponti, non di erigere

muri, perché la terra è loro eredità, un terra abitata,

non un cimitero deserto.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,

perché saranno saziati.

Beati quelli che non cedono alle tante ingiustizie

che nascono dall’animo umano incline alla tenebra.

Beati quelli che non commettono ingiustizia e

cercano di essere retti davanti a Dio e agli uomini.

Beati quelli che ancora desiderano perché il loro

desiderio sarà colmato.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Beati quelli che, come Dio, guardano alla miseria col

cuore, che non giudicano sé e gli altri impietosamente,

che chiedono responsabilità e coerenza ma che non

fanno della giustizia un idolo.

Se giudicano gli altri con verità e compassione

troveranno verità e compassione per loro stessi.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati quelli che non vedono il male ovunque,

che non usano malizia nei loro giudizi, che

non vivono nell’inganno.

Per vedere Dio necessitiamo di un cuore

trasparente e puro, come il suo.

Uno sguardo torbido non vede mai lo

sguardo di Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno

chiamati figli di Dio.

Beati quelli che non cedono all’odio e alla

violenza, che costruiscono la pace a partire

dal proprio cuore, che non si lasciano

divorare dalla rabbia.

Sono chiamati e sono figli di Dio anche se

appartengono ad altre fedi, ad altre convinzioni,

perché solo il vero volto di Dio suscita desideri

di pace nel cuore delle persone.

Beati i perseguitati per la giustizia, perché di

essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi

perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni

sorta di male contro di voi per causa mia.

Rallegratevi ed esultate, perché grande è la

vostra ricompensa nei cieli.

Così infatti perseguitarono i profeti che

furono prima di voi.

Beati quelli che si assumono le proprie

responsabilità, che non scaricano sugli altri,

che hanno il coraggio di pagare fino in fondo

le proprie scelte, e anche i propri errori.

Beati i discepoli che non rinnegano la loro

fede per paura.

Ecco, così ha vissuto Gesù, lo sappiamo.

È morto perché ha vissuto fino all’ultimo

queste beatitudini.

E ora tocca a noi, se vogliamo.

Giorno per giorno, un pezzo di beatitudine

alla volta, per cambiare il nostro cuore,

per convertire noi stessi e il mondo.

Noi poveri, che non ci fermiamo al pianto,

miti, assetati di giustizia, misericordiosi,

trasparenti, pacificati, disposti a portare le

conseguenze delle nostre scelte.

La sfida è lanciata.

O Gesù è un folle senza speranza, o ha ragione.

Allora vale la pena di rischiare.

E di seguirlo.

Certo amici, dobbiamo rischiare se

vogliamo vivere nelle beatitudini,

buona Domenica Fausto.

venerdì 27 gennaio 2023

Il Vangelo del Sabato 28 Gennaio 2023

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

San Tommaso d'Aquino, Sacerdote e Dottore della Chiesa.

Prima Lettura

Aspettava la città il cui architetto e costruttore è Dio stesso.

Dalla lettera agli Ebrei (11,1-2.8-19)

Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera

e prova di ciò che non si vede.

Per questa fede i nostri antenati sono stati

approvati da Dio.

Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì

partendo per un luogo che doveva ricevere

in eredità, e partì senza sapere dove andava.

Per fede, egli soggiornò nella terra promessa

come in una regione straniera, abitando sotto

le tende, come anche Isacco e Giacobbe,

coeredi della medesima promessa.

Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta,

il cui architetto e costruttore è Dio stesso.

Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell'età,

ricevette la possibilità di diventare madre,

perché ritenne degno di fede colui che glielo

aveva promesso.

Per questo da un uomo solo, e inoltre già

segnato dalla morte, nacque una discendenza

numerosa come le stelle del cielo e come la

sabbia che si trova lungo la spiaggia del

mare e non si può contare.

Nella fede morirono tutti costoro, senza aver

ottenuto i beni promessi, ma li videro e li

salutarono solo da lontano, dichiarando di

essere stranieri e pellegrini sulla terra.

Chi parla così, mostra di essere alla ricerca

di una patria.

Se avessero pensato a quella da cui erano

usciti, avrebbero avuto la possibilità di

ritornarvi; ora invece essi aspirano a una

patria migliore, cioè a quella celeste.

Per questo Dio non si vergogna di essere

chiamato loro Dio.

Ha preparato infatti per loro una città.

Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì

Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto

le promesse, offrì il suo unigenito figlio,

del quale era stato detto: «Mediante

Isacco avrai una tua discendenza».

Egli pensava infatti che Dio è capace di

far risorgere anche dai morti: per questo

lo riebbe anche come simbolo.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi è costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?

Dal Vangelo secondo Marco (4,35-41) anno dispari.

In quel medesimo giorno, venuta la sera,

Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo

all'altra riva».

E, congedata la folla, lo presero con sé,

così com'era, nella barca.

C'erano anche altre barche con lui.

Ci fu una grande tempesta di vento e le onde

si rovesciavano nella barca, tanto che

ormai era piena.

Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva.

Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro,

non t'importa che siamo perduti?».

Si destò, minacciò il vento e disse al

mare: «Taci, càlmati!».

Il vento cessò e ci fu grande bonaccia.

Poi disse loro: «Perché avete paura?

Non avete ancora fede?».

E furono presi da grande timore e si dicevano

l'un l'altro: «Chi è dunque costui, che anche

il vento e il mare gli obbediscono?».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Vento forte, mare agitato, barca piena d’acqua!

I discepoli sono pescatori; se pensano che la

barca stia affondando, allora la situazione

è veramente grave.

Gesù invece continua a dormire.

Questo sonno profondo non è solo segno di

una grande stanchezza, ma è anche espressione

della fiducia che ha Dio.

Il contrasto tra l’atteggiamento di Gesù e

quello dei discepoli è enorme!

Infatti, la paura è un sentimento molto

rischioso, se non altro perché ci fa perdere

di vista la realtà delle cose.

Anche se gli apostoli hanno già sperimentato

più volte la potenza miracolosa di Gesù,

adesso, temendo per la loro vita, non solo

non lo riconoscono, ma non ricordano che

la loro vita e la loro incolumità sono nelle

mani di Dio ed Egli non permetterà che

accada loro nulla di pericoloso.

Cosa fare allora, quando la paura ci attanaglia

il cuore e non ci permette di vedere al di là

del buio nel quale ci immerge?

Un buon antidoto è quello di partire proprio

da quelle situazioni che ci creano questo

stato di disagio per compiere degli atti di

fede ancora più convinti e profondi; è allora

che anche le avversità diventano occasione per

crescere sempre più nella confidenza in Dio.

Ma attenzione amici, se hanno faticato gli

apostoli, ancora di più faticheremo noi, ma per

fortuna abbiamo la preghiera che ci può aiutare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 26 gennaio 2023

Il Vangelo del Venerdì 27 Gennaio 2023

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

Sant'Angela Merici, vergine.

Prima Lettura

Avete dovuto sopportare una lotta grande.

Non abbandonate dunque la vostra franchezza.

Dalla lettera agli Ebrei (10,32-39)

Fratelli, richiamate alla memoria quei primi giorni:

dopo aver ricevuto la luce di Cristo, avete dovuto

sopportare una lotta grande e penosa, ora esposti

pubblicamente a insulti e persecuzioni, ora

facendovi solidali con coloro che venivano

trattati in questo modo.

Infatti avete preso parte alle sofferenze dei

carcerati e avete accettato con gioia di essere

derubati delle vostre sostanze, sapendo di

possedere beni migliori e duraturi.

Non abbandonate dunque la vostra franchezza,

alla quale è riservata una grande ricompensa.

Avete solo bisogno di perseveranza, perché,

fatta la volontà di Dio, otteniate ciò che vi

è stato promesso.

Ancora un poco, infatti, un poco appena, e colui

che deve venire, verrà e non tarderà.

Il mio giusto per fede vivrà; ma se cede,

non porrò in lui il mio amore.

Noi però non siamo di quelli che cedono,

per la propria rovina, ma uomini di fede

per la salvezza della nostra anima.

Parola di Dio.

Vangelo

L'uomo getta il seme e dorme;

e il seme germoglia e cresce.

Come, egli stesso non lo sa.

Dal Vangelo secondo Marco (4,26-34) anno dispari.

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così

è il regno di Dio: come un uomo che getta il

seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di

giorno, il seme germoglia e cresce.

Come, egli stesso non lo sa.

Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo,

poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga;

e quando il frutto è maturo, subito egli manda

la falce, perché è arrivata la mietitura».

Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il

regno di Dio o con quale parabola possiamo

descriverlo?

È come un granello di senape che, quando

viene seminato sul terreno, è il più piccolo

di tutti i semi che sono sul terreno; ma,

quando viene seminato, cresce e diventa

più grande di tutte le piante dell'orto e fa

rami così grandi che gli uccelli del cielo

possono fare il nido alla sua ombra».

Con molte parabole dello stesso genere

annunciava loro la Parola, come

potevano intendere.

Senza parabole non parlava loro ma, in

privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La parabola risponde a una sensibilità interiore

nel modo di vivere dei popoli orientali per

trasmettere grandi verità attraverso raccontini

semplici e quotidiani.

Gesù si adegua a questa mentalità, e ci parla

del regno dei cieli attraverso queste similitudini.

Dunque, la scelta di parlare alla folla in parabole

o racconti, non è dettata da chissà quale volontà

di nascondere qualcosa; essa, piuttosto, risponde

alla necessità di far sì che il messaggio evangelico

possa essere ascoltato da un maggior numero

di persone possibili.

Pochi avrebbero saputo seguire Gesù in discorsi

teologici profondi e arditi; tutti invece possono

comprendere brevi e semplici storielle, ma che

hanno in sé un insegnamento di vita terrena.

Ecco perché amici, ho scelto di scrivere questi

semplici commenti, perché tutti possano capirli

e, mi sembra di esserci riuscito, facendomi

aiutare dalla preghiera.  

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 25 gennaio 2023

Il Vangelo del Giovedì 26 Gennaio 2023

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

San Timoteo e Tito, Vescovi.

Prima Lettura

Mi ricordo della tua schietta fede.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (1,1-8)

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio e

secondo la promessa della vita che è in Cristo Gesù,

a Timòteo, figlio carissimo: grazia, misericordia e pace

da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro.

Rendo grazie a Dio che io servo, come i miei antenati,

con coscienza pura, ricordandomi di te nelle mie

preghiere sempre, notte e giorno.

Mi tornano alla mente le tue lacrime e sento la nostalgia

di rivederti per essere pieno di gioia.

Mi ricordo infatti della tua schietta fede, che ebbero

anche tua nonna Lòide e tua madre Eunìce, e che ora,

ne sono certo, è anche in te.

Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio,

che è in te mediante l'imposizione delle mie mani.

Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza,

ma di forza, di carità e di prudenza.

Non vergognarti dunque di dare testimonianza al

Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui;

ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.

Parola di Dio.

Vangelo

La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.

Dal Vangelo secondo Luca (10,1-9)

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue

e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e

luogo dove stava per recarsi.

Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono

pochi gli operai!

Pregate dunque il signore della messe, perché

mandi operai nella sua messe!

Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo

a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e

non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.

In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace

a questa casa!".

Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace

scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.

Restate in quella casa, mangiando e bevendo di

quello che hanno, perché chi lavora ha diritto

alla sua ricompensa.

Non passate da una casa all'altra.

Quando entrerete in una città e vi accoglieranno,

mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i

malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino

a voi il regno di Dio"».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

I prodigi che il Signore promette a coloro che

predicheranno nel suo nome non sono finiti;

lo Spirito Santo continua a suscitare persone

che, conquistate dall’ideale evangelico, si

impegnano a portare il Vangelo in mezzo

ai popoli che ancora non conoscono Gesù.

Comprendiamo come Cirillo e Metodio sono

due figure attuali; essi, pur essendo vissuti

molti secoli fa, hanno avuto l’intuizione

secondo la quale il Vangelo, per entrare nel

cuore delle persone, deve servirsi di mezzi

e di modalità che possono essere compresi

dai destinatari del messaggio.

Ancora oggi il Vangelo ci attende; anche noi,

con la buona volontà, possiamo lasciarci

portare dalla fantasia dello Spirito per

preparare i cuori di coloro che attendono

la persona del Cristo.

Certo amici e, lo Spirito Santo, con me, ha

avuto veramente tanta fantasia, si è fidato di

una persona che non era il massimo per

questo compito, per questo, ringrazio sempre

il Signore attraverso la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 24 gennaio 2023

Il Vangelo del Mercoledì 25 Gennaio 2023

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

Conversione di San Paolo, Apostolo.

Prima Lettura

Àlzati, fatti battezzare e purificare dai tuoi peccati,

invocando il nome di Gesù.

Dagli Atti degli Apostoli (22,3-16)

In quei giorni, Paolo disse al popolo: «Io sono un

Giudeo, nato a Tarso in Cilìcia, ma educato in

questa città, formato alla scuola di Gamalièle

nell'osservanza scrupolosa della Legge dei padri,

pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.

Io perseguitai a morte questa Via, incatenando

e mettendo in carcere uomini e donne, come può

darmi testimonianza anche il sommo sacerdote

e tutto il collegio degli anziani.

Da loro avevo anche ricevuto lettere per i fratelli

e mi recai a Damasco per condurre prigionieri

a Gerusalemme anche quelli che stanno là,

perché fossero puniti.

Mentre ero in viaggio e mi stavo avvicinando

a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso

una grande luce dal cielo sfolgorò attorno a me;

caddi a terra e sentii una voce che mi diceva:

"Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?".

Io risposi: "Chi sei, o Signore?".

Mi disse: "Io sono Gesù il Nazareno, che tu

perséguiti".

Quelli che erano con me videro la luce, ma non

udirono la voce di colui che mi parlava.

Io dissi allora: "Che devo fare, Signore?".

E il Signore mi disse: "Àlzati e prosegui verso

Damasco; là ti verrà detto tutto quello che

è stabilito che tu faccia".

E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore

di quella luce, guidato per mano dai miei

compagni giunsi a Damasco.

Un certo Ananìa, devoto osservante della Legge

e stimato da tutti i Giudei là residenti, venne da

me, mi si accostò e disse: "Saulo, fratello,

torna a vedere!".

E in quell'istante lo vidi.

Egli soggiunse: "Il Dio dei nostri padri ti ha

predestinato a conoscere la sua volontà,

a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola

dalla sua stessa bocca, perché gli sarai

testimone davanti a tutti gli uomini delle

cose che hai visto e udito.

E ora, perché aspetti?

Àlzati, fatti battezzare e purificare dai tuoi

peccati, invocando il suo nome"».

Parola di Dio.

Vangelo

Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.

Dal Vangelo secondo Marco (16,15-18) anno dispari.

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse

loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il

Vangelo a ogni creatura.

Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma

chi non crederà sarà condannato.

Questi saranno i segni che accompagneranno

quelli che credono: nel mio nome scacceranno

demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno

in mano serpenti e, se berranno qualche veleno,

non recherà loro danno; imporranno le mani ai

malati e questi guariranno».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Predicare il Vangelo al mondo intero non è certo

cosa facile, e i discepoli lo sanno bene; lo scoprì

anche Paolo che visse in prima persona l’esperienza

della fondazione di diverse Chiese, tra lacrime e dolore.

Eppure, Gesù non lascia soli coloro che manda nel

suo nome; dona il suo Spirito, che permette di andare

al di là di ogni possibilità umana, io posso darvene

conferma, amici.

Ecco che alcuni uomini, poveri e ignoranti, diventano

apostoli, cioè mandati da Dio stesso per annunciare

la Buona Novella, senza temere pericoli e rifiuti.

Predicare il Vangelo è un dovere di ogni cristiano;

man mano che si annuncia la Parola di Gesù, si vive

anche l’esperienza della conversione e del rinnovamento

interiore, tutti possiamo farlo se ci facciamo aiutare

dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.