domenica 8 maggio 2022

Il Vangelo del Lunedì 9 Maggio 2022

 

Della 4° settimana del Tempo di Pasqua.

San Pacomio, Abate.

Prima Lettura

Dio ha concesso anche ai pagani che si convertano perché abbiano la vita.

Dagli Atti degli Apostoli (11,1-18)

In quei giorni, gli apostoli e i fratelli che stavano in Giudea vennero a sapere

che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio.

E, quando Pietro salì a Gerusalemme, i fedeli circoncisi lo rimproveravano

dicendo: "Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme

con loro!".

Allora Pietro cominciò a raccontare loro, con ordine, dicendo: "Mi trovavo

in preghiera nella città di Giaffa e in estasi ebbi una visione: un oggetto che

scendeva dal cielo, simile a una grande tovaglia, calata per i quattro capi,

e che giunse fino a me.

Fissandola con attenzione, osservai e vidi in essa quadrupedi della terra,

fiere, rettili e uccelli del cielo.

Sentii anche una voce che mi diceva: "Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!".

Io dissi: "Non sia mai, Signore, perché nulla di profano o di impuro è mai

entrato nella mia bocca".

Nuovamente la voce dal cielo riprese: "Ciò che Dio ha purificato, tu non

chiamarlo profano".

Questo accadde per tre volte e poi tutto fu tirato su di nuovo nel cielo.

Ed ecco, in quell'istante, tre uomini si presentarono alla casa dove eravamo,

mandati da Cesarèa a cercarmi.

Lo Spirito mi disse di andare con loro senza esitare.

Vennero con me anche questi sei fratelli ed entrammo in casa di quell'uomo.

Egli ci raccontò come avesse visto l'angelo presentarsi in casa sua e dirgli:

"Manda qualcuno a Giaffa e fa' venire Simone, detto Pietro; egli ti dirà cose

per le quali sarai salvato tu con tutta la tua famiglia".

Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo discese su di loro,

come in principio era disceso su di noi.

Mi ricordai allora di quella parola del Signore che diceva: "Giovanni battezzò

con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo".

Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato a noi, per aver creduto

nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?".

All'udire questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: "Dunque

anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!".

Parola di Dio.

Vangelo

Io sono la porta delle pecore.

Dal Vangelo secondo Giovanni (10,1-10) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto

delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante.

Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.

Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue

pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori.

E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le

pecore lo seguono perché conoscono la sua voce.

Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché

non conoscono la voce degli estranei».

Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.

Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono

la porta delle pecore.

Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore

non li hanno ascoltati.

Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà

e troverà pascolo.

Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto

perché abbiano la vita a l'abbiano in abbondanza».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Quando Dio fa un dono a noi uomini, non sta a contare o a pesare,

né tantomeno a lesinare.

Gesù esprime questo con chiarezza, quando dice di essere venuto a portare

la vita in abbondanza.

Cosa significa ciò?

Vuol dire che Dio ha tanto amato il mondo da donare tutto, ma proprio tutto,

affinchè ciascuno di noi possa sperimentare il suo abbraccio benedicente.

Il Signore Gesù è la dimostrazione definitiva di questo amore da parte sua;

Egli non solo ci ha parlato e si è fatto carne, ma ci ha anche donato la

possibilità di vivere in piena comunione con Dio già da questa vita.

Per tale motivo, è dolce e bello seguire il nostro Pastore e passare attraverso

di Lui; Egli è la porta che ci conduce verso la vita eterna, per capirlo

pienamente, chiediamo aiuto alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

sabato 7 maggio 2022

Il Vangelo di Domenica 8 Maggio 2022

 

Della 4° Domenica del Tempo di Pasqua.

Madonna del Rosario di Pompei, Apparizione.

Prima Lettura

Ecco, noi ci rivolgiamo ai pagani.

Dagli Atti degli Apostoli (13,14.43-52)

In quei giorni, Paolo e Bàrnaba, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia

in Pisìdia, e, entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, sedettero.

Molti Giudei e prosèliti credenti in Dio seguirono Paolo e Bàrnaba ed essi,

intrattenendosi con loro, cercavano di persuaderli a perseverare nella grazia di Dio.

Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola del Signore.

Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con

parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo.

Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse

proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non

vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani.

Così infatti ci ha ordinato il Signore: "Io ti ho posto per essere luce delle genti,

perché tu porti la salvezza sino all'estremità della terra"».

Nell'udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore,

e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero.

La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione.

Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città

e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono

dal loro territorio.

Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio.

I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

L’Agnello sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita.

Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (7,9.14b-17)

Io, Giovanni, vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva

contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua.

Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti

candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani.

E uno degli anziani disse: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione

e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide col sangue dell'Agnello.

Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte

nel suo tempio; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.

Non avranno più fame né avranno più sete, non li colpirà il sole né arsura

alcuna, perché l'Agnello, che sta in mezzo al trono, sarà il loro pastore e

li guiderà alle fonti delle acque della vita.

E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi».

Parola di Dio.

Vangelo

Alle mie pecore io do la vita eterna.

Dal Vangelo secondo Giovanni (10,27-30) anno C.

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le

conosco ed esse mi seguono.

Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le

strapperà dalla mia mano.

Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle

dalla mano del Padre.

Io e il Padre siamo una cosa sola».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Come ogni quarta Domenica del tempo Pasquale leggiamo il decimo capitolo

del Vangelo di Giovanni, dedicato alla figura del buon Pastore.

Figura usuale e conosciuta in un paese come la Palestina, dove era abituale

vedere numerosi greggi al pascolo; figura spesso usata nella Bibbia per indicare

il rapporto fra Dio, il pastore, e il popolo di Israele, il gregge.

Una Domenica che abitualmente viene anche dedicata alla preghiera per

i “pastori” della Chiesa, tradizionalmente identificati con il sacerdoti e i vescovi.

Tanti stimoli, insomma, per accogliere ancora in mezzo a noi il Risorto che si

manifesta in molti modi nella nostra vita e in questo tempo complesso.

Ma per capire nel dettaglio quanto il Signore ci vuole suggerire occorre avere

la pazienza di non fermarci agli stereotipi e di lasciare che la Parola riecheggi

e fiorisca in noi.

Cominciando col rappresentare meglio il pastore presente in Giovanni.

Ben diverso da quello di Luca, sinceramente.

Tutti abbiamo in mente la splendida immagine del pastore che lascia le

novantanove pecore nell’ovile per andare a cercare la pecora che si è persa

e, dopo averla trovata, se la carica sulle spalle e la conduce con le altre.

Bene, ora resettate quella immagine.

Perché il pastore di Giovanni è fatto di un’altra pasta.

Non è il buon pastore, è il pastore autentico.

È un vero e proprio combattente che difende le pecore dall’assalto dei lupi

e dall’ignavia dei mercenari.

Molto simile all’eroico adolescente Davide che non aveva paura di cacciare

con la sua fionda il leone e l’orso che assalivano il gregge.

Una sottolineatura che completa quella di Luca.

Gesù è il misericordioso, il compassionevole, rivela il volto tenerissimo di Dio, certo.

Ma è anche determinato, disposto a morire per le proprie pecore, come

abbiamo avuto modo di celebrare nei giorni della Pasqua di resurrezione.

La fede è per i forti, non per i deboli.

È colma di tenerezza, ma anche di pacifica convinzione e determinazione.

Così si presenta il Signore; come un alleato, l’uomo forte che ci difende

dalla disperazione.

E annuncia solennemente come far parte del suo gregge.

Per far parte del suo gregge occorre anzitutto ascoltare la sua voce con

costanza, conoscere e farsi conoscere dal Signore e seguirlo.

In questo tempo pasquale la liturgia pone al centro della nostra riflessione

ancora l’accoglienza della Parola, quella Parola capace di scuotere i cuori dei

rattristati discepoli di Emmaus, quella Parola che, accolta con l’intelligenza

dello Spirito, aiuta a leggere gli eventi della Storia nella logica di Dio.

Parola che va accolta, conosciuta, pregata, vissuta.

Perché quella Parola ci permette di leggere la nostra vita e gli eventi anche

conflittuali e incomprensibili che stiamo vivendo, la violenza, il dominio del

liberismo disumano, l’indifferenza, nella logica di Dio.

Ma questa lettura meditata va fatta con costanza, per imparare a riconoscere la

voce del Signore e va accolta con autenticità, col desiderio profondo di

adeguarsi a quanto dice.

Ascoltare la voce del Signore, seguirne le indicazioni, ci fa prendere

coscienza della vita eterna che è in noi.

La vita eterna, cioè la vita dell’Eterno.

Il gregge è composto da uomini e donne che hanno scoperto la propria anima,

che la custodiscono, che la coltivano.

In questi termini, Dio solo conosce da chi è composto il gregge.

Anche persone che non sentono di appartenere ad una Chiesa, o che vivono

apparentemente lontano da essa, possono coltivare la propria interiorità con

passione e verità, e sentire, forte e tenace, la presa del Signore.

Seguire Cristo significa, ad un certo punto, fare esperienza della radicalità

espressa dal Maestro, un’affermazione piena di impegno; nessuno ci può

rapire dalla sua mano.

Non gli altri con i loro giudizi.

Non la violenza di tutti i terroristi del mondo.

Non la delusione delle nostre vite.

Nemmeno i nostri sbagli e i nostri peccati.

L’amore di Dio è più forte di ogni cosa.

Nulla ci separerà da Lui.

Seguiamo Cristo, il pastore autentico, forte, fidiamoci di Lui, facciamoci condurre.

Da Lui, non da altri. Da Lui, non da altro.

Non dai nostri appetiti, non dalle mode, non dalle paure, non dai sensi di colpa,

non dalla visione sbagliata di noi stessi, non dai limiti, non dalle ombre. Da Lui.

E farlo ci conduce alla conoscenza piena di Dio.

Perché solo Cristo conosce Dio in pienezza.

Allora bisogna essere molto molto chiari; l’unico pastore, nella Chiesa, è Cristo.

E tutte le pecore lo seguono, anche coloro che hanno nella Chiesa dei ministeri,

cioè un servizio per l’utilità comune.

E al nostro prete non chiediamo di essere un super-uomo o una super donna,

degli ipercoerente, ma dei discepoli, anzitutto.

Perché anch’egli possa dire: “Fatevi miei imitatori come io lo sono di Cristo”.

Certo amici, seguiamo il Pastore Gesù Cristo e avremo la vera vita,

Santa Domenica Fausto.

 

 

venerdì 6 maggio 2022

Il Vangelo del Sabato 7 Maggio 2022

 

Della 3° settimana del Tempo di Pasqua.

Santa Flavia Domitilla, Martire.

Prima Lettura

La Chiesa si consolidava, e con il conforto dello Spirito Santo cresceva di numero.

Dagli Atti degli Apostoli (9,31-42)

In quei giorni, la Chiesa era in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la

Samarìa: si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il

conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero.

E avvenne che Pietro, mentre andava a far visita a tutti, si recò anche dai

fedeli che abitavano a Lidda.

Qui trovò un uomo di nome Enèa, che da otto anni giaceva su una barella

perché era paralitico.

Pietro gli disse: «Enèa, Gesù Cristo ti guarisce; àlzati e rifatti il letto».

E subito si alzò.

Lo videro tutti gli abitanti di Lidda e del Saròn e si convertirono al Signore.

A Giaffa c'era una discepola chiamata Tabità-nome che significa Gazzella-la

quale abbondava in opere buone e faceva molte elemosine.

Proprio in quei giorni ella si ammalò e morì.

La lavarono e la posero in una stanza al piano superiore.

E, poiché Lidda era vicina a Giaffa, i discepoli, udito che Pietro si trovava

là, gli mandarono due uomini a invitarlo: «Non indugiare, vieni da noi!».

Pietro allora si alzò e andò con loro.

Appena arrivato, lo condussero al piano superiore e gli si fecero incontro tutte

le vedove in pianto, che gli mostravano le tuniche e i mantelli che Gazzella

confezionava quando era fra loro.

Pietro fece uscire tutti e si inginocchiò a pregare; poi, rivolto alla salma,

disse: «Tabità, àlzati!».

Ed ella aprì gli occhi, vide Pietro e si mise a sedere.

Egli le diede la mano e la fece alzare, poi chiamò i fedeli e le vedove e la

presentò loro viva.

La cosa fu risaputa in tutta Giaffa, e molti credettero nel Signore.

Parola di Dio.

Vangelo

Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna.

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,60-69) anno pari.

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato,

dissero: «Questa parola è dura!

Chi può ascoltarla?».

Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a

questo, disse loro: «Questo vi scandalizza?

E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima?

È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho

detto sono spirito e sono vita.

Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».

Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano

e chi era colui che lo avrebbe tradito.

E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli

è concesso dal Padre».

Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano

più con lui.

Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?».

Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo?

Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei

il Santo di Dio».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

L’epilogo del discorso di Gesù alla sinagoga di Cafàrnao è davvero triste.

Molti dei suoi discepoli smisero di seguirlo, soltanto perché Gesù aveva

parlato chiaro.

Forse avevano intravisto in Lui un profeta che parlava di cose giuste e piene

di e piene di verità.

Ma di fronte a un discorso così sconvolgente, nel quale Egli dice che essi devono

nutrirsi di Lui, non capiscono, (e noi con loro) e preferiscono andarsene.

Ci sono cristiani, (non noi, gli altri), che seguono Gesù e credono in Lui, finchè,

Egli, non chiede loro un supplemento di fiducia nella sua Parola, soprattutto

quando, sembra che li conduca per strade oscure.

Allora si vedono i veri discepoli dai falsi; molti preferiscono defilarsi e fare

finta di non conoscerlo, preferendo percorrere altre strade.

Ma noi, ora, cosa vogliamo fare?

Non so voi amici, ma io lo seguo ogni giorno facendomi aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 5 maggio 2022

Il Vangelo del Venerdì 6 Maggio 2022

 

Della 3° settimana del Tempo di Pasqua.

San Paolo VI, Papa.

Prima Lettura

Egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome

dinanzi alle nazioni.

Dagli Atti degli Apostoli (9,1-20)

In quei giorni, Sàulo, spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del

Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe

di Damàsco, al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme

tutti quelli che avesse trovato, uomini e donne, appartenenti a questa Via.

E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damàsco,

all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce

che gli diceva: «Sàulo, Sàulo, perché mi perséguiti?».

Rispose: «Chi sei, o Signore?».

Ed egli: «Io sono Gesù, che tu perséguiti!

Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare».

Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti,

sentendo la voce, ma non vedendo nessuno.

Sàulo allora si alzò da terra, ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla.

Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damàsco.

Per tre giorni rimase cieco e non prese né cibo né bevanda.

C'era a Damàsco un discepolo di nome Ananìa.

Il Signore in una visione gli disse: «Ananìa!».

Rispose: «Eccomi, Signore!».

E il Signore a lui: «Su, va' nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa

di Giuda un tale che ha nome Sàulo, di Tarso; ecco, sta pregando, e ha

visto in visione un uomo, di nome Ananìa, venire a imporgli le mani

perché recuperasse la vista».

Rispose Ananìa: «Signore, riguardo a quest'uomo ho udito da molti quanto

male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme.

Inoltre, qui egli ha l'autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti

quelli che invocano il tuo nome».

Ma il Signore gli disse: «Va', perché egli è lo strumento che ho scelto per

me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d'Israele;

e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome».

Allora Ananìa andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: «Sàulo,

fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada

che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo».

E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista.

Si alzò e venne battezzato, poi prese cibo e le forze gli ritornarono.

Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damàsco, e subito nelle

sinagoghe annunciava che Gesù è il Figlio di Dio.

Parola di Dio.

Vangelo

La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,52-59) anno pari.

In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come

può costui darci la sua carne da mangiare?».

Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del

Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo

risusciterò nell'ultimo giorno.

Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.

Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così

anche colui che mangia me vivrà per me.

Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono

i padri e morirono.

Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Di fronte al discorso di Gesù nella sinagoga di Cafàrnao, non si può

restare indifferenti.

È come se il Signore volesse porre un confine, superato il quale non si può

più tornare indietro.

Del resto, l’atto di fede che Egli richiede è notevole; le sue parole sono davvero

provocatorie, in quanto afferma che solo chi mangerà la sua carne vivrà in eterno.

In questo caso, le obiezioni dei Giudei erano più che giustificate; che cosa

significa questo?

Noi sappiamo bene il significato di queste parole, o almeno si spera, e le mettiamo

in pratica tutte le volte che ci nutriamo del Corpo di Cristo durante la Messa.

Ma anche per noi le parole di Gesù rappresentano una sfida; Egli ci dice che

non troveremo mai nessuno che può sfamarci per la vita eterna, se non Lui.

Ma vedendo quello che succede durante la Messa, sembra che non abbiamo

ancora capito niente, perciò, chiediamo aiuto alla preghiera per riuscirci.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 4 maggio 2022

Il Vangelo del Giovedì 5 Maggio 2022

 

Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

Sant’Ilario di Arles, vescovo..

Prima Lettura

Ecco, qui c'è dell'acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?

Dagli Atti degli Apostoli (8,26-40)

In quei giorni, un angelo del Signore parlò a Filippo e disse: «Àlzati e va'

verso il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza;

essa è deserta».

Egli si alzò e si mise in cammino, quand'ecco un Etíope, eunùco, funzionario

di Candàce, regina di Etiòpia, amministratore di tutti i suoi tesori, che era

venuto per il culto a Gerusalemme, stava ritornando, seduto sul suo carro,

e leggeva il profeta Isaìa.

Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va' avanti e accòstati a quel carro».

Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaìa, gli disse: «Capisci

quello che stai leggendo?».

Egli rispose: «E come potrei capire, se nessuno mi guida?».

E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui.

Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo: "Come una pecora egli

fu condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa,

così egli non apre la sua bocca.

Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato, la sua discendenza chi

potrà descriverla?

Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita".

Rivolgendosi a Filippo, l'eunùco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta

dice questo?

Di se stesso o di qualcun altro?».

Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura,

annunciò a lui Gesù.

Proseguendo lungo la strada, giunsero dove c'era dell'acqua e l'eunùco disse:

«Ecco, qui c'è dell'acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?».

Fece fermare il carro e scesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunùco,

ed egli lo battezzò.

Quando risalirono dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l'eunùco non

lo vide più; e, pieno di gioia, proseguiva la sua strada.

Filippo invece si trovò ad Azoto ed evangelizzava tutte le città che attraversava,

finché giunse a Cesarèa.

Parola di Dio.

Vangelo

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (6,44-51) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira

il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno istruiti da Dio".

Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me.

Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre.

In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.

Io sono il pane della vita.

I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il

pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.

Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia

carne per la vita del mondo».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La promessa di Gesù è davvero esaltante; chi si nutrirà della sua carne

vivrà in eterno.

Cioè, non conoscerà la morte e il suo effetto deleterio.

Ma chi, oggi, accoglie con serietà questa promessa e questo invito?

Quanti cristiani si nutrono del Corpo di Cristo con una superficialità

davvero scandalosa?

Tanti purtroppo.

Eppure, dovremmo riflettere su un dato di fatto; noi, che abbiamo la possibilità

di nutrirci di Lui, abbiamo un privilegio che molti non hanno; pensiamo solo

ai cristiani che vivono nei paesi islamici!

E anche, quante persone, in tante parti del mondo, desidererebbero partecipare

a una Eucaristia e nutrirsi di Lui, ma non possono, per tanti motivi?

Allora, almeno noi, dimostriamo di dare la giusta importanza a questo dono

che ci viene fatto e ringraziamo con la vita e con la preghiera.

Consapevoli del dono e del privilegio che noi abbiamo e, che tanti non hanno.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.