sabato 5 marzo 2022

Il Vangelo di Domenica 6 Marzo 2022

 

Della 1° Domenica di Quaresima.

Sante Perpetua e Felicita, Martiri.

Prima Lettura

Professione di fede del popolo eletto.

Dal libro del Deuteronòmio (26,4-10)

Mosè parlò al popolo e disse: «Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani

e la deporrà davanti all’altare del Signore, tuo Dio, e tu pronuncerai queste

parole davanti al Signore, tuo Dio: “Mio padre era un Araméo errante; scese

in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione

grande, forte e numerosa.

Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù.

Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la

nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione;

il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso,

spargendo terrore e operando segni e prodigi.

Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele.

Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato”.

Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio».

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Professione di fede di chi crede in Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (10,8-13)

Fratelli, che cosa dice [Mosè]? «Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel

tuo cuore», cioè la parola della fede che noi predichiamo.

Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo

cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo.

Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la

professione di fede per avere la salvezza.

Dice infatti la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso.

Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore

di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano.

Infatti: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato».

Parola di Dio.

Vangelo

Gesù fu guidato dallo Spirito nel deserto e tentato dal diavolo.

Dal Vangelo secondo Luca (4,1-13) anno C.

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era

guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo.

Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame.

Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane».

Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l’uomo"».

Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra

e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata

data e io la do a chi voglio.

Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo».

Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto"».

Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse:

«Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli

darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano"; e anche: "Essi ti

porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"».

Gesù gli rispose: «È stato detto: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"».

Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino

al momento fissato.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

No la vita, non è semplice, non scherziamo.

Ai più fortunati può andare abbastanza bene, per gli altri, per la maggioranza,

spesso si rema controcorrente, si aprono sempre scenari di crisi; quando non

è il lavoro è la salute, quando non sono i figli è la fede, oppure, come in questo

periodo è la guerra.

A volte si ha l’impressione di percorrere un sentiero sempre più impervio

e quando si pensa di poter tirare il fiato, ecco che all’orizzonte compare

una nuova difficoltà.

E davanti alle difficoltà siamo chiamati a fare luce, a capire e a combattere.

A superare la tentazione della scorciatoia o della disperazione.

Gesù, solidale con i peccatori, si è messo in fila per ricevere il battesimo.

Ora entra nel deserto, sperimenta ogni sorta di difficoltà che Luca riassume in

tre parabole, tre tentazioni che Gesù affronta prima di iniziare il suo ministero.

È inevitabile combattere.

Gesù ci indica il modo.

E l’orizzonte verso cui muoverci.

Perciò, amici, giù le maschere!

È giunto il tempo di deporre le maschere; quelle di Carnevale e quelle molto

più impegnative che la vita ci ha cucito addosso, quelle che gli altri ci hanno

messo, quelle dietro cui ci rifugiamo per paura delle scelte.

Davanti a Dio, almeno davanti a Lui, possiamo restare nudi senza provare vergogna.

Gesù solidale con l’uomo vuole ripercorrere il sentiero di Israele, sperimenta la

fame, si lascia avvolgere dal silenzio stordente del deserto, si lascia invadere dalla

luce accecante del sole che riflette i colori delle scarne rocce del deserto di Giuda.

Gesù vuole scegliere come annunciare la Parola, come svelare il mistero di Dio,

elabora una strategia, elabora un progetto di evangelizzazione.

Fa strano, a molti, ma è così.

Gesù sceglie di scegliere.

La conoscenza che Gesù ha di Dio è assoluta; è il Verbo di Dio.

Ma, in quanto uomo, cerca nel silenzio una risposta.

Gesù entra nel silenzio del deserto per decidere quale Messia essere.

Noi entriamo nel deserto della Quaresima per chiederci se l’uomo che siamo

è quello che avremmo voluto diventare e, soprattutto, se assomiglia all’uomo,

magnifico, che Dio porta nel cuore.

Gesù ha davanti a sé una strada maestra, consolidata, preparata dai profeti,

lievitata nel cuore di un popolo servo e oppresso da secoli da potenze straniere;

il Messia vittorioso.

Un Messia muscoloso, politico, deciso e condottiero.

La gente si aspettava qualcuno che magicamente risolvesse i problemi, che

punisse i malvagi (sempre gli altri, ovvio) e che ristabilisse un bel governo

come quello del re Davide, magari esentasse, meno rissoso dei politici che

stanno preparandosi a chiedere il nostro voto, forse la primavera prossima.

Il demonio arriva; più suadente e affascinante di tutte le rappresentazioni

grottesche che ne abbiamo fatto.

La sua proposta è semplice, ragionevole, scontata.

Vuoi fare il Messia? Magnifico!

Non esagerare, però; riguardati, affidati a un personal trainer,

cura l’immagine, se non fai lo splendido nessuno ti noterà.

Vuoi condividere in tutto l’umanità, sia.

Ma quando vedi che la fame è troppa ricordati che sei Dio e trasforma

le pietre in pane.

Vuoi fare il Messia? Geniale!

Ti toccherà contattare politici e sacerdoti, ragionare con loro, qualche

compromesso sarà necessario.

Le persone bisogna conoscerle con attenzione.

Vuoi fare il Messia? Notevole!

Qualche bel miracolo, Gesù, qualche segno prodigioso e vedrai che le

folle si strapperanno i capelli per te!

Ha ragione, il demonio.

Cita pure la Parola di Dio, la conosce meglio della maggioranza di noi.

Buffo; non basta conoscere la Bibbia per fare la volontà di Dio.

Gesù replica; no, non farò così.

E ribatte; la vita è sostanza, non immagine.

Andrò al cuore delle persone, sarà il mio amore, attinto dal Padre,

a scavare i solchi nelle anime.

Ho scelto di essere uomo per dimostrare che Dio non è un privilegiato.

Il potere è ambiguo; se da, pretende.

Il potere usa le persone, io sono venuto per servire.

Voglio essere libero di parlare del vero volto di Dio.

Il miracolo è pericoloso; voglio che la gente ami Dio per ciò che Dio è,

non per ciò che dà.

Non presento il volto di un Dio che risolve i problemi, ma che li condivide.

Ecco, Dio ha deciso.

In queste parole l’essenza del suo ministero.

E del suo fallimento.

Gesù sarà un Messia di basso profilo, non userà nessun altro strumento

se non l’amore per convincere, per annunciare, per convertire.

È un rischio enorme, il suo.

Capirà, il popolo? Si accontenterà?

Spalancherà il proprio cuore allo stupore di incontrare un Dio dimesso

e fragile, un Dio adulto?

La sfida è lanciata, il demonio lo lascia.

Tornerà al momento giusto, nel Getsemani, per dimostrare a Gesù che si era

sbagliato, che è stato un illuso, che l’uomo non cambierà mai, non sa che

farsene di un Dio come Lui.

E per convincerlo a non farsi uccidere inutilmente.

E io chi voglio essere; me lo sono chiesto tante colte, amici?

Cosa voglio ancora diventare?

Le tentazioni si moltiplicano, la logica mondana ci assilla; appari, vinci,

usa, abusa, esagera, fregatene, manipola, urla.

E io, chi voglio essere?

Animo amici, cercatori di Dio, domandiamocelo.

C’è un deserto da attraversare.

Lo ha fatto Dio.

Lo possiamo fare anche noi con Lui, solo se lo vogliamo.

Santa 1° Domenica di Quaresima, Fausto.

 

venerdì 4 marzo 2022

Il Vangelo del Sabato 5 Marzo 2022

 

Sabato dopo le Ceneri.

Sant' Adriano di Cesarea, martire.

Prima Lettura

Se aprirai il tuo cuore all’affamato, brillerà fra le tenebre la tua luce.

Dal libro del profeta Isaìa (58,9b-14)

Così dice il Signore: «Se toglierai di mezzo a te l'oppressione, il puntare il dito

e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all'affamato, se sazierai l'afflitto di cuore,

allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio.

Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa;

sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono.

La tua gente riedificherà le rovine antiche, ricostruirai le fondamenta di

trascorse generazioni.

Ti chiameranno riparatore di brecce, e restauratore di strade perché siano popolate.

Se tratterrai il piede dal violare il sabato, dallo sbrigare affari nel giorno a me

sacro, se chiamerai il sabato delizia e venerabile il giorno sacro al Signore, se

lo onorerai evitando di metterti in cammino, di sbrigare affari e di contrattare,

allora troverai la delizia nel Signore.

Io ti farò montare sulle alture della terra, ti farò gustare l'eredità di Giacobbe,

tuo padre, perché la bocca del Signore ha parlato».

Parola di Dio.

Vangelo

Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano.

Dal Vangelo secondo Luca (5,27-32) anno pari.

In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco

delle imposte, e gli disse: «Seguimi!».

Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.

Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa.

C'era una folla numerosa di pubblicani e d'altra gente, che erano con loro a tavola.

I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai

mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?».

Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati;

io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Indubbiamente certe scelte di Gesù sono umanamente molto discutibili e,

secondo una logica umana, esse vanno contro il buon senso.

Chi di noi sceglierebbe come proprio rappresentante un malvivente

o un uomo di cui si è parlato tanto, e non in positivo?

Eppure, proprio qui è il punto cruciale delle scelte di Gesù; Egli ragiona

secondo una logica divina.

Dio non ha paura di fare brutta figura stando vicino a personaggi della

reputazione discutibile, né si preoccupa di scandalizzare e benpensanti.

Egli è venuto a cercare ciò che era perduto, per essere medico di coloro

che nessuno avrebbe mai voluto curare.

La sua medicina migliore è la pazienza; Egli sa il potenziale di amore

e di bene che Levi può dare, per cui non si interessa affatto degli altri.

Chiediamo a Gesù che ci insegni cosa significa essere misericordiosi,

attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 3 marzo 2022

Il Vangelo del Venerdì 4 Marzo 2022

 

Venerdì dopo le Ceneri.

San Casimiro, principe polacco.

Prima Lettura

È forse questo il digiuno che bramo?

Dal libro del profeta Isaìa (58,1-9a)

Così dice il Signore: «Grida a squarciagola, non avere riguardo; alza la voce

come il corno, dichiara al mio popolo i suoi delitti, alla casa di Giacobbe

i suoi peccati.

Mi cercano ogni giorno, bramano di conoscere le mie vie, come un popolo

che pratichi la giustizia e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio; mi

chiedono giudizi giusti, bramano la vicinanza di Dio: "Perché digiunare,

se tu non lo vedi, mortificarci, se tu non lo sai?".

Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari, angariate tutti

i vostri operai.

Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui.

Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso.

È forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l'uomo si mortifica?

Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto,

forse questo vorresti  chiamare digiuno e giorno gradito al Signore?

Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique,

togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?

Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i

miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti?

Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimarginerà presto.

Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà.

Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: "Eccomi!"».

Parola di Dio.

Vangelo

Quando lo sposo sarà loro tolto, allora digiuneranno.

Dal Vangelo secondo Matteo (9,14-15) anno pari.

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché

noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».

E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo

sposo è con loro?

Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù afferma che quando c’è lo sposo-cioè Lui stesso-non si può digiunare,

così come non si può digiunare quando si va ad un matrimonio.

Comunque, arriverà anche per i discepoli il momento in cui essi dovranno

digiunare, e ciò avverrà quando il Maestro sarà loro sottratto.

Per noi ci sono dei momenti in cui esprimiamo la gioia per la presenza di

Gesù sposo, e dei momenti nei quali, insieme a tutto il corpo mistico di Cristo,

digiuniamo in spirito di mortificazione.

Ma per noi, il digiuno ha anche un ulteriore significato; esso ci dà il senso

dell’attesa, del compimento di qualcosa di cui, adesso, vediamo soltanto

qualche accenno.

Così è per la Quaresima; noi ci uniamo al digiuno di Cristo nel deserto, per poter

poi festeggiare con Lui la festa della Risurrezione.

Il deserto non è facile da digerire, per questo dobbiamo aiutarci con la preghiera,

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 2 marzo 2022

Il Vangelo del Giovedì 3 Marzo 2022

 

Giovedì dopo le Ceneri.

San Tiziano di Brescia, vescovo.

Prima Lettura

Io pongo oggi davanti a te la benedizione e la maledizione.

Dal libro del Deuteronòmio (30,15-20)

Mosè parlò al popolo e disse: «Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il

bene, la morte e il male.

Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per

le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu

viva e ti moltiplichi e il Signore, tuo Dio, ti benedica nella terra in cui tu

stai per entrare per prenderne possesso.

Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a

prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, oggi io vi dichiaro che certo perirete,

che non avrete vita lunga nel paese in cui state per entrare per prenderne

possesso, attraversando il Giordano.

Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti

la vita e la morte, la benedizione e la maledizione.

Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore,

tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua

vita e la tua longevità, per poter così abitare nel paese che il Signore ha

giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe».

Parola di Dio.

Vangelo

Chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà.

Dal Vangelo secondo Luca (9,22-25) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell'uomo deve soffrire

molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire

ucciso e risorgere il terzo giorno».

Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso,

prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.

Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita

per causa mia, la salverà.

Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde

o rovina se stesso?».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Investire bene, farsi i conti in tasca, capire per cosa vivere e darsi da fare.

Così ha saputo fare Gesù, spendendo la propria vita.

La Croce che sarà al centro della nostra riflessione Quaresimale non è un

orrendo supplizio da cui fuggire, ma la suprema testimonianza di un amore

donato con pienezza.

Il Signore ci chiede di prendere la croce, cioè di assumere uno stile di vita

che si fa dono anche quando fa male donarsi, provoca dolore.

La croce non è mai una prova che Dio ci invia, spesso le croci che portiamo

ce le siamo create, e le levighiamo ogni mattina.

Il dolore è da fuggire, specie quello inutile.

Da abbracciare, invece, è la logica con cui Gesù ha trasformato la croce da

strumento di morte a testimonianza di dono e di vita.

Quello di cui abbiamo anzitutto bisogno è della conversione principale.

Dalla visione solitaria ed egoistica della nostra vita ad una vita come dono di

noi stessi; facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

 

martedì 1 marzo 2022

Il Vangelo del Mercoledì 2 Marzo 2022

 

Mercoledì delle Ceneri.

Sant' Agnese di Boemia, principessa, badessa.

Prima Lettura

Laceratevi il cuore e non le vesti.

Dal libro del profeta Gioele (2,12-18)

Così dice il Signore: «Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni,

con pianti e lamenti.

Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio,

perché egli è misericordioso e pietoso, lento all'ira, di grande amore,

pronto a ravvedersi riguardo al male».

Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione?

Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio.

Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno, convocate

una riunione sacra.

Radunate il popolo, indite un'assemblea solenne, chiamate i vecchi,

riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera

e la sposa dal suo talamo.

Tra il vestibolo e l'altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore,

e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità

al ludibrio e alla derisione delle genti».

Perché si dovrebbe dire fra i popoli: «Dov'è il loro Dio?».

Il Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione

del suo popolo.

Parola di Dio.

Seconda Lettura da vedere se c’è la seconda lettura?

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (5,20-6,2)

Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio

stesso che esorta.

Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.

Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore,

perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.

Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la

grazia di Dio.

Egli dice infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della

salvezza ti ho soccorso».

Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

Parola di Dio.

Vangelo

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Dal Vangelo secondo Matteo (6,1-6.16-18) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la

vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti

non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.

Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come

fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente.

In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua

destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede

nel segreto, ti ricompenserà.

E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli

angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente.

In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.

Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre

tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono

un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano.

In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando

tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente

non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo,

che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

“Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino;

convertitevi e credete al Vangelo”.

Voleva essere libero, ha abbandonato moglie e due bambini

e s’è messo con una ragazzina.

Voleva essere libera, si sentiva crescere dentro una vita che

la strappava ai suoi progetti e l’ha soppressa.

Voleva essere libero e ha smesso di fare il prete e di legarsi

a un amore impalpabile.

Volevano essere liberi, leggeri, senza stupidi rimorsi, si sono

ubriacati e hanno sfasciato tutto, compresa la loro vita.

Voleva essere libero e ha mandato a casa gli operai per godersi

in pace quello che ha guadagnato, ma ha trovato una giovane

ragazza che, in poco tempo, gli ha mangiato tutti i soldi che

aveva guadagnato, mandandolo a mangiare alla Caritas.

Gesù voleva essere libero e si è ritirato nel deserto; vi rimase

quaranta giorni, tentato da satana.

Voler essere libero è mettersi di fronte a delle scelte, è mettere

sulla bilancia tutta l’esistenza, è rischiare di essere abbagliato

da un inganno, è vedere la vita prendere direzioni diverse, ma

soprattutto, è lasciare alla Parola di Dio, di orientare la nostra

vita al dono radicale di sé.

In molti, crediamo di scegliere la libertà, ma diventiamo schiavi

di noi stessi, spegniamo gli ideali, calpestiamo i nostri sogni e quelli

degli altri, ma soprattutto non ci buttiamo nelle braccia del Padre

come ha fatto Gesù, non sappiamo guardare Dio negli occhi, perché

non ne sosteniamo la verità sulla nostra vita.

Senza tentazioni non si cresce, senza mettere in gioco la nostra libertà

non si diventa cristiani.

Gesù ha imparato ad essere uomo, proprio là, in quel deserto, in quella

solitudine con se stesso; s’è preso in mano la vita e l’ha dedicata tutta

a una passione travolgente; il Regno di Dio.

Il segnale che ha rotto ogni indugio, non è stato la previsione di un successo,

o il calcolo di una strada possibile, ma il martirio e la testimonianza

di una Croce, che diventerà dono della vita per Amore.

Non c’è più tempo da perdere, Dio è impaziente di sprigionare il suo amore,

il suo sogno su di noi tutti si avvera, questo mondo sa troppo di vecchio,

di marcio, di inadatto ai tempi nuovi.

Bisogna cambiare testa, cuore, sentimenti, prospettive, non si può stare

a guardare, la libertà va spesa in questo Vangelo, non nella guerra.

Solo così questa libertà mi interessa!

Ed allora, raggiungiamo Gesù in questi quaranta giorni di deserto, per

diventare persone nuove e piene d’amore, buona Quaresima, Fausto.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.