giovedì 6 gennaio 2022

Il Vangelo del Venerdì 7 Gennaio 2022

 

Feria propria del 7 Gennaio dopo l’Epifania.

San Raimondo di Penyafort, sacerdote.

Prima Lettura

Mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono da Dio.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (3,22-4,6)

Carissimi, qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da Dio, perché osserviamo

i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.

Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo

Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato.

Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui.

In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.

Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti,

per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono

venuti nel mondo.

In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce

Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce

Gesù, non è da Dio.

Questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo.

Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più

grande di colui che è nel mondo.

Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta.

Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta.

Da questo noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell'errore.

Parola di Dio.

Vangelo

Il regno dei cieli è vicino.

Dal Vangelo secondo Matteo (4,12-17.23-25) anno pari.

In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò

nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare,

nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto

per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del

mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti!

Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che

abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta».

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno

dei cieli è vicino».

Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando

il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati

da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì.

Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da

Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Fugge, il Signore.

Hanno arrestato il Battista, Erode non sopporta più di essere sbeffeggiato

dal profeta di fuoco.

Meglio cambiare aria, tornare al Nord.

Ma, invece di nascondersi, Gesù inizia la sua predicazione.

Non sempre un evento nefasto ha conseguenze negative.

Così come la persecuzione della prima comunità a Gerusalemme avrà, come

inattesa conseguenza, l’annuncio del Vangelo ai pagani.

E il ministero pubblico di Gesù inizia dall’estremo nord, dalle terre che per

prime, caddero sotto la dominazione assira, settecento anni prima.

Terre perdute, per i puri di Gerusalemme, terre pagane e immonde, fatte di

meticci e di promiscuità.

L’annuncio del Vangelo inizia nelle piazze, non nelle Chiese.

Dalle periferie della storia, non dai convegni che radunano i fervidi discepoli.

Così, la Chiesa, se vuole restare fedele al mandato del suo Maestro, deve osare.

Gesù si sporca le mani, si mischia alla folla considerata perduta dai religiosi

della capitale.

E il suo annuncio è semplice; Dio ti si è fatto vicino, accorgitene e cambia vita.

Fossimo capaci di tornare a tanta disarmante semplicità!

A dire le parole di Dio senza elucubrazioni teologiche e ansie moralistiche!

Iniziamo la settimana, e l’anno, col desiderio, in questo anno, di tornare a

dire l’essenziale, aiutandoci con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 5 gennaio 2022

Il Vangelo del Giovedì 6 Gennaio 2022

 

Della 1° settimana del Tempo di Natale.

Epifania del Signore.

Prima Lettura

La gloria del Signore brilla sopra di te.

Dal libro del profeta Isaia (60,1-6)

Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla

sopra di te.

Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma

su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te.

Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere.

Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te.

I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio.

Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché

l'abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti.

Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Màdian e di Efa, tutti verranno

da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore.

Parola di Dio.

Seconda Lettura

Ora è stato rivelato che tutte le genti sono chiamate, in Cristo Gesù,

a condividere la stessa eredità.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (3,2-3.5-6)

Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me

affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero.

Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora

è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le

genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo

stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.

Parola di Dio.

Vangelo

Siamo venuti dall'oriente per adorare il re.

Dal Vangelo secondo Matteo (2,1-12) anno pari.

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero

da oriente a Gerusalemme e dicevano: "Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei?

Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo".

All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme.

Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul

luogo in cui doveva nascere il Cristo.

Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del

profeta: "E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città

principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio

popolo, Israele"".

Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza

il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: "Andate e

informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo

sapere, perché anch'io venga ad adorarlo".

Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare,

li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.

Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima.

Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono

e lo adorarono.

Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.

Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno

al loro paese.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

La paura bussò alla porta della nostra vita.

Andò ad aprire la fede; non c’era nessuno.

E quanta fede occorre in questo inizio d’anno per restare ancorati all’essenziale,

per non lasciarsi travolgere dalla follia collettiva dei contagi dal virus e il nostro

governo non sa fare leggi adeguate per sconfiggerlo, anzi, si fa in quattro per

creare ancora più confusione, vediamo la mancanza delle mascherine FFP2.

Mai come in questi tempi siamo chiamati a metterci in strada, a seguire il

desiderio di pienezza che ci abita, l’arsura di felicità che ci tormenta.

Il desiderio muove il cuore degli uomini.

Oggi è la festa del desiderio che non si arrende, la festa che vede protagonisti

alcuni cercatori che passano il proprio tempo a scoprire nuove teorie e a verificarle.

Oggi è la festa dell’essenza dell’essere umano che, in fondo, spogliato di ogni

condizionamento, si riscopre, semplicemente, un cercatore.

La Parola insiste, esagera, scardina, scuote; non veniamo giudicati dai risultati,

dalla devozione, dalla coerenza, ma dal desiderio di andare oltre.

E, per noi discepoli di lungo corso, che già abbiamo trovato (siamo stati trovati?),

questa festa è un invito a superare le nostre certezze bonsai, per assumere lo

sguardo di Dio.

Natale sconcerta, illumina e interroga.

Malgrado lo scempio che ne abbiamo fatto, riducendolo a iperglicemica fiera

dei buoni sentimenti, il mistero della piccolezza infinita di Dio che si restringe

nel grembo acerbo di un’adolescente ci riempie di quieta meraviglia, ancora fa

scaturire dai cuori feriti calde lacrime di fiera consolazione.

Dio è diverso, amici.

Una vergine partorisce, un giovanotto semplice e generoso rinuncia ai suoi sogni

per accudire ad una sposa e a un figlio non suoi, Dio nasce viandante, accolto in

una grotta, solo dei personaggi ambigui, i pastori, si accorgono della sua nascita,

due anziani devoti e scoraggiati, Simeone e Anna, riconoscono nel Tempio la

luce delle nazioni e, oggi, sono gli atei i primi a riconoscere in quel bambino

l’Assoluto di Dio.

I Magi non sono né tre né re, come recita il proverbio popolare; i magoi,

probabilmente, hanno a che fare con il mondo persiano, iranico e con la

fede zoroastriana.

Anch’essi attendevano un Salvatore, anch’essi sperimentavano la divisione fra

bene e male, fra luce e tenebra, anch’essi, come molti, nell’antichità, legavano

eventi astrali ad eventi storici.

E desiderano capire cosa ha a che fare una stella con i loro vicini ebrei, conosciuti

dal tempo del re Ciro e da lui benevolmente protetti in quel di Babilonia.

Si mettono in strada per cercare il re alla corte di Erode, l’evento astrale che

hanno scoperto indica la Palestina come luogo di una felice nascita.

Ma accade l’imprevisto; i figli di Erode sono già grandi, i figli della sua prima

moglie li ha fatti sgozzare il crudele re idumeo; nessun allegro vagito s’ode tra

le mura dello spietato e abile sovrano.

I magi riprendono il cammino, attoniti.

Lo stravolgimento del Natale continua; Gesù è riconosciuto da pagani che

con tenacia cercano la verità e viene ignorato dal popolo della Promessa,

così annota l’ebreo Matteo.

Ed è il rischio che anche le nostre comunità cristiane corrono; quello di vedere

dei non credenti incontrare Dio, di essere talmente assuefatti alla fede da non

avere più il coraggio di cercare.

I Magi sono l’immagine dell’uomo che cerca, che indaga, che si muove

e segue la stella.

La scienza e la fede non si oppongono, entrambe cercando un senso alla loro

ricerca intellettuale, i Magi si trovano di fronte all’assoluto di Dio, tanto più

sconcertante quanto inatteso.

Non fanno come Erode e i sacerdoti del Tempio che, pur sapendo, restano

ai loro posti.

Per riconoscere Gesù occorre smuoversi, indagare, seguire, lasciarsi

Provocare e cercare.

Dio si lascia trovare, certo.

Ma solo da chi lo desidera, non da chi lo ignora.

La fede non è solo “sapere” (i dottori della legge conoscono la profezia di

Michea!) ma (s)muoversi.

Gerusalemme e Betlemme distano pochi chilometri; dai palazzi del potere

religioso e politico nessuno si prende la briga di andare a verificare; una

piccola distanza diventa un abisso interiore.

I Magi sono l’immagine di tutti quegli uomini che, spinti dal desiderio e dalla

sete della verità, hanno finito con “l’incontrare un segno” della presenza di Dio;

una testimonianza, un avvenimento, una parola di un cristiano e, seguendolo,

hanno scoperto il volto di Dio.

E noi possiamo diventare la stella che conduce a Dio come altri sono stati

il segno luminoso che ci ha portato alle soglie del mistero.

I Magi rimettono in discussione le proprie teorie; riprendono a cercare la

stella che li conduce nella città del pane, Bethleem.

Cercatori, ora sono loro ad essere trovati.

Si fidano e giungono di fronte ad una giovane e stupita coppia che accudisce

il proprio primogenito.

Offrono all’infante dei regali improbabili (ci sarà dietro la forzatura teologica

di Matteo?), pieni di verità e di stupore; l’oro per chi riconosce nel bambino

il re; l’incenso per chi riconosce nel bambino la presenza di Dio; e…la mirra?

Che regalo di pessimo gusto!

L’unguento usato per imbalsamare i cadaveri!

Questo bambino già vive la contraddizione della morte, del rifiuto, del dono

totale di sé.

Non suscita tenerezza questo bambino, ma sconcerto e rabbia.

Così diverso dall’idea di Dio che ci siamo fatti, come accade a Erode,

questo bambino suscita violenza, un Dio così è da eliminare.

Narra una leggenda che ci fosse un quarto re, che portava in dono la pace.

Gesù bambino, pare, rimase molto deluso per quest’assenza.

Da allora il dono della pace è quello che Dio desidera con maggiore

forza dagli uomini.

Pare che il quarto re si attardò lungo la via, fermandosi da persone bisognose,

ammalate, a portare la pace.

Forse anche a voi è successo di incontrarlo.

Forse siete voi il quarto re.

Eccoci alla fine del più breve e incompreso tempo liturgico.

Un breve percorso interiore che ci ha fatto scoprire e vedere la meraviglia

di un Dio che si consegna.

Che ci ha fatti rinascere.

Alcuni, i dolenti, ne sono certo, sono ben contenti di finire questi insopportabili

giorni di felicità a comando.

Li invito, come fanno i pastori, a tornare al proprio lavoro con gioia raccontando

tutto ciò che hanno visto.

Incontrare Dio non ha migliorato la condizione di semi-schiavitù e di

sofferenza reiterata dei pastori.

Ma il loro cuore, ora canta; hanno visto Dio vagire.

Che bello, amici, anche Dio ha pianto per avere più attenzione dai suoi

genitori, il Signore, non è diverso da noi, anche Lui cerca le nostra coccole,

Santa Festa dell’Epifania, Fausto.

martedì 4 gennaio 2022

Il Vangelo del Mercoledì 5 Gennaio 2022

 

Feria propria del 5 Gennaio prima dell’Epifania.

Sant' Amelia, vergine e martire.

Prima Lettura

Noi siamo passati dalla morte alla vita perché amiamo i fratelli.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (3,11-21) anno pari.

Figlioli, questo è il messaggio che avete udito da principio: che ci amiamo

gli uni gli altri.

Non come Caino, che era dal Maligno e uccise suo fratello.

E per quale motivo l'uccise?

Perché le sue opere erano malvagie, mentre quelle di suo fratello erano giuste.

Non meravigliatevi, fratelli, se il mondo vi odia.

Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli.

Chi non ama rimane nella morte.

Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida

ha più la vita eterna che dimora in lui.

In questo abbiamo conosciuto l'amore, nel fatto che egli ha dato la sua vita per

noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.

Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo il suo fratello in necessità,

gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l'amore di Dio?

Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.

In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo

il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri.

Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.

Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio.

Parola di Dio.

Vangelo

Tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele.

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,43-51) anno pari.

In quel tempo, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!».

Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro.

Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto

Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret».

Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?».

Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».

Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero

un Israelita in cui non c'è falsità».

Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?».

Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri

sotto l'albero di fichi».

Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!».

Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l'albero di fichi, tu credi?

Vedrai cose più grandi di queste!».

Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di

Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Per accogliere nel Natale il Dio che continuamente chiede di nascere nei nostri

cuori, dobbiamo, come Giovanni Battista, dirci la verità di noi stessi, interrogarci

sulle ragioni profonde delle nostre scelte di fede, come i primi due discepoli,

e saperci mettere in radicale discussione, come sa fare Natanaele.

Natanaele è un discepolo convinto, medita la Torah, conosce bene la Scrittura.

Ma non ha un bel carattere; è duro e scontroso, non incoraggia certo

a diventare suo amico chi lo incontra!

Forse si è abituato alla sua corazza, sa che quel suo atteggiamento respingente

lo difende da eventuali delusioni.

Ed è proprio lì che lo aspetta il Signore.

Gesù lo elogia; non nota il suo brutto carattere, ma la sua sincerità.

Solo Dio è capace di valorizzare ciò che nemmeno noi sappiamo vedere.

E lavorare sul positivo ci spalanca alla conversione e allo stupore.

Natanaele si scioglie come neve al sole; si lascia andare, fa professioni di

fede piuttosto premature.

Dio accoglie chiunque fra i suoi discepoli, solo chiede a chi lo accoglie di

sapersi mettere in discussione, di saper accettare il proprio limite.

Dio sa vedere in noi tutto il positivo di cui siamo capaci.

Perciò, amici, mettiamoci a disposizione del Signore, attraverso l’aiuto

della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 3 gennaio 2022

Il Vangelo del Martedì 4 Gennaio 2022

 

Feria propria del 4 Gennaio prima dell’Epifania.

Santa Angela da Foligno.

Prima Lettura

Chiunque è stato generato da Dio non commette peccato.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (3,7-10)

Figlioli, nessuno v'inganni.

Chi pratica la giustizia è giusto com'egli [Gesù] è giusto.

Chi commette il peccato viene dal diavolo, perché da principio il diavolo è peccatore.

Per questo si manifestò il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo.

Chiunque è stato generato da Dio non commette peccato, perché un germe divino

rimane in lui, e non può peccare perché è stato generato da Dio.

In questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo: chi non pratica la

giustizia non è da Dio, e neppure lo è chi non ama il suo fratello.

Parola di Dio.

Vangelo

Abbiamo trovato il Messia.

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,35-42) anno pari.

In quel tempo, Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo

su Gesù che passava, disse: "Ecco l'agnello di Dio!".

E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.

Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: "Che

cosa cercate?".

Gli risposero: "Rabbì-che, tradotto, significa maestro-, dove dimori?".

Disse loro: "Venite e vedrete".

Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con

lui; erano circa le quattro del pomeriggio.

Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito,

era Andrea, fratello di Simon Pietro.

Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: "Abbiamo trovato

il Messia"-che si traduce Cristo-e lo condusse da Gesù.

Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: "Tu sei Simone, il figlio di Giovanni;

sarai chiamato Cefa"-che significa Pietro.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Che cosa cerchiamo quando cerchiamo Dio?

Sicurezza? Protezione? Pace interiore? Fortuna?

La prima parola pronunciata da Gesù, nel Vangelo di Giovanni, è una domanda.

Siamo convinti che la fede sia un blocco di certezze inamovibili, che il dubbio

di fede vada allontanato e rimosso, segno di poca forza interiore.

Gesù, invece, inizia il suo ministero seminando dubbi.

Che cercate?

Chiede inaspettatamente ai discepoli di Giovanni che lo seguono.

No, non cerca discepoli a tutti i costi il Signore, non blandisce, non seduce.

Vuole che i discepoli si interroghino sulle ragioni della loro scelta.

Dio non vuole mezzi uomini e mezze donne al suo seguito, non sa che farsene di

cristiani che fanno della loro fede un rifugio, una cuccia, una via di fuga dal mondo.

Andrea e Giovanni certo non si aspettavano una domanda del genere.

Sono spiazzati e rispondono ponendo una nuova domanda, come a guadagnar

tempo, come a chiedere una pausa.

Gesù li incoraggia, ora; venite e vedrete.

La fede non è credere in qualcosa, ma seguire qualcuno, andare a vedere.

Vanno, questa volta, e vedono, e restano.

Quel giorno è l’inizio della loro vita vera.

Spero sia così anche per noi, amici, se facciamo fatica, solo la

preghiera ci può aiutare a credere.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 2 gennaio 2022

Il Vangelo del Lunedì 3 Gennaio 2022

 

Feria propria del 3 Gennaio prima dell’Epifania.

Santissimo Nome di Gesù.

Prima Lettura

Chi rimane in Dio non pecca.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (2,29-3,6) anno pari.

Figlioli, se sapete che Dio è giusto, sappiate anche che chiunque opera la

giustizia, è stato generato da lui.

Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio,

e lo siamo realmente!

Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.

Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato

ancora rivelato.

Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui,

perché lo vedremo così come egli è.

Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.

Chiunque commette il peccato, commette anche l'iniquità, perché il peccato

è l'iniquità.

Voi sapete che egli si manifestò per togliere i peccati e che in lui non vi è peccato.

Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non l'ha visto né l'ha conosciuto.

Parola di Dio.

Vangelo

Ecco l'agnello di Dio.

Dal Vangelo secondo Giovanni (1,29-34) anno pari.

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco

l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!

Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è avanti a me,

perché era prima di me".

Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli

fosse manifestato a Israele».

Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come

una colomba dal cielo e rimanere su di lui.

Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua

mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che

battezza nello Spirito Santo".

E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Io non lo conoscevo.

Che dici, Giovanni?

Hai vissuto tutta la tua vita alla ricerca di Dio, hai lasciato tutto, casa, famiglia,

comodità, per vivere nel deserto assolato.

Hai rinunciato anche ai legittimi piaceri della vita per essere tutto

orientato all’essenziale.

Gigante, in un mondo di uomini religiosi piccini e meschini, hai attirato le folle che

da Gerusalemme sono scese per ascoltare le tue parole sferzanti ma autentiche.

E ora dici che non lo conoscevi, che sapevi di Lui solo per sentito dire.

Anche tu sei rimasto spiazzato quando l’hai visto mettersi in fila fra i penitenti,

anche tu hai sentito il tuo cuore fermarsi quando l’hai visto inginocchiarsi

davanti a te.

E lo Spirito che è sceso su di Lui ti ha fatto capire, d’improvviso.

No, Dio non avrebbe tagliato alcun albero improduttivo.

Nessun fuoco avrebbe divorato i resistenti.

Eccolo Dio, mischiato fra i peccatori, umile, nascosto.

Ora Giovanni crede. Ora vede.

Ora conosce l’agnello che si lascia uccidere senza proferire lamento.

Dio è sempre lì a stupirci.

Quando crediamo finalmente di sapere, ci obbliga a rimetterci in discussione.

E cento e cento volte a rinascere e ripartire alla sua ricerca, se ci aiutiamo

con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.